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Numero 8, Maggio 2003 |
Sommario |
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La Cultura del Buon Bere |
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Il vino sta guadagnando sempre più i favori della gente e, con questa, anche l'attenzione dei mezzi di comunicazione, questo prodotto, che fino a qualche decina di anni fa sembrava essere destinato ad un ruolo marginale sia dell'economia, sia della cultura, sta diventando un vero e proprio fenomeno di massa. Sembra che la diffusione del vino abbia, in un certo senso, seguito quella dei programmi televisivi dedicati alla cucina, così come i crescenti spazi che la stampa dedica a rubriche di cucina e di vino; oggi, praticamente ogni rubrica televisiva o su carta stampata che si occupa di cucina dedica ampi spazi al vino e al suo abbinamento con il cibo. Buon segno, certamente, ma soprattutto, segno che la richiesta di una maggiore conoscenza e cultura sul mondo dell'enogastronomia è un'esigenza di molti. La stessa sorte è toccata, per così dire, anche ai vari corsi propedeutici e di preparazione alla degustazione organolettica del vino, riscuotono un buon successo, la gente li segue, la gente vuole sapere di più e, se i consumatori diventano più accorti ed esigenti, coloro che lavorano nel settore enogastronomico, come enoteche, ristoranti, wine bar e locali dove si vende in qualche modo vino, sono costretti a migliorare e approfondire le proprie conoscenze se non vogliono correre il rischio di rimanere esclusi dall'opportunità offerta dal momento. La trasformazione ha, per forza di cose, coinvolto anche chi produce vino, coloro che erano prevalentemente orientati sulle alte produzioni, con poca attenzione sulla qualità, hanno dovuto rivedere in gran parte, se non completamente, le loro strategie e metodologie di produzione in modo da non essere esclusi. La quantità nel vino sembra che non paghi più se non in piccoli e oramai rari casi, ciò che i consumatori richiedono maggiormente sono vini di qualità, tanto da fare pensare che, finalmente, il motto bere poco e bere bene sia diventato una sorta di credo per gli appassionati di vino. Entrando in un wine bar o in un ristorante, sovente si vedono gruppi di persone che consumano i loro pasti accompagnandoli con un vino, una bottiglia al centro del tavolo che probabilmente sarà equamente divisa fra i quattro o più commensali, considerando che da una bottiglia da 0,750 litri si servono in media 8-10 bicchieri normali, è verosimile pensare che ognuno berrà meno di 200 ml di vino, una quantità che è ancora considerata tollerabile, soprattutto se consumata durante i pasti, e, in accordo a ricerche mediche e scientifiche, non dannosa o nociva all'organismo. Lo stesso accade se si osservano gruppi di giovani che frequentano wine bar; piuttosto che concedersi ingenti quantità di bevande alcoliche, preferiscono acquistare una bottiglia di vino, di buon vino, dividono la spesa fra tutti i componenti del gruppo, e si limitano a bere uno o due bicchieri, magari accompagnandoli a qualche pietanza, e poi, si spera, si fermano li. Sembrerebbe che la tendenza del bere poco e bere bene stia diventando sempre più diffusa, eppure, sono noti a tutti i devastanti effetti e le catastrofiche conseguenze dell'alcolismo; il bere senza moderazione vino, o qualunque altra bevanda alcolica, porta dal piacere del buon vivere alle sofferenze di una vita maledetta. Un paradosso che pesa come un macigno sulle spalle di ogni appassionato di vino e, non da ultimo, sulla società. Non va dimenticato nemmeno questo aspetto e, soprattutto, è bene ricordare che l'alcol è una sostanza velenosa e tossica, seppure piacevole in dosi tollerabili, ma comunque pericolosa. Questo, va da se, quando assunto in dosi massicce e senza moderazione. L'alcol, inutile nasconderlo, ha gettato nella disperazione diverse famiglie e ha reso disgraziata la vita di molti individui. Non dimentichiamo nemmeno questo. Il piacere di un buon bicchiere di vino, lasciarsi cullare dai suoi affascinanti aromi e appagarsi del suo sapore è un piacere, un vero piacere che certamente conosciamo tutti e al quale probabilmente non sappiamo rinunciare, tuttavia questo piacere rimane tale solo e solo se si ha la giusta cognizione e la giusta lucidità per poterlo apprezzare. Non va dimenticato che bere troppo, per effetto dell'alcol, non solo diminuisce le capacità psicofisiche di un individuo, ma progressivamente abbassa anche la capacità e la sensibilità sensoriale; più si beve vino e meno si sapranno apprezzare e cogliere i suoi profumi e i suoi gusti. Dovrebbe essere, questo, una sorta di avvertimento che il corpo comunica per dire che è giunto il momento di fermarsi. Questo è un rischio che ogni degustatore di vino professionista conosce e cerca di evitare proprio per garantire l'attendibilità e la serietà del suo lavoro. La cultura del buon bere passa anche per la consapevolezza di ciò che si fa ogni volta che si decide di bere vino, dei piaceri che questo può regalare e dei rischi che si potrebbero correre nel caso in cui se ne abusi. La medicina ha riconosciuto, e continua a riconoscere, i benefici che questa millenaria bevanda può donare all'organismo, si sa che quando il vino è consumato sempre e comunque con moderazione, è capace di prevenire certi disturbi del cuore, fra questi l'infarto, migliora la circolazione sanguigna e aiuta la prevenzione di alcune forme tumorali. Questo sempre e comunque quando è consumato con moderazione. Se ascoltiamo l'autorevole voce della medicina che ci ricorda dei vantaggi di un consumo intelligente e moderato, è bene ricordare anche l'altrettanto autorevole voce della medicina che ci mette in guardia dai rischi conseguenti dall'abuso. Anche questo è cultura del buon bere. Non è solo cercare, acquistare e conoscere i buoni vini, non è mostrare una cultura e una conoscenza sull'argomento vino, è anche e soprattutto ricordarsi che la moderazione è parte integrante di questo tipo di cultura. Questo è qualcosa che si è sempre saputo, anche in mezzo ai tanti e saggi modi di dire, fra i tanti proverbi delle culture popolari ne troviamo diversi che ci ricordano il buon uso del vino. Fra tutti, il celebre chi non beve vino è una pecora, chi lo beve in giusta misura è un leone, chi ne beve troppo è un asino, con tutto il rispetto per gli animali coinvolti in questa pillola di saggezza popolare. Se ci sentiamo uomini e donne appartenenti alla cultura del buon bere, se riteniamo di essere degni sostenitori del vino, ricordiamoci anche di essere intelligenti e degni sostenitori della moderazione, un rispetto che dobbiamo principalmente a noi stessi e un rispetto che dobbiamo a chi produce vino di qualità e lo produce anche con l'intento di creare qualcosa di unico e particolare che possa essere apprezzato. La cultura del buon bere è anche questo.
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La Posta dei Lettori |
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In questa rubrica vengono pubblicate le lettere dei lettori. Se avete commenti
o domande da fare, esprimere le vostre opinioni, inviate le vostre lettere
alla redazione.
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| Innanzitutto complimenti per la vostra rivista. Ho scoperto DiWineTaste tre mesi fa grazie alla segnalazione di un amico e da allora vi leggo sempre. Complimenti per il vostro lavoro, senz'altro utile a chi, come me, si sta avvicinando all'affascinante mondo del vino. Poco tempo fa ho partecipato ad un ricevimento dove al termine è stato servito dell'Asti spumante su dei bicchieri di tipo flûte. Nel vostro articolo sui bicchieri da vino pubblicato sul numero 6 (Marzo 2003), dite che gli spumanti aromatici e dolci, come l'Asti, vanno serviti sulla coppa. Ho fatto notare questo particolare al personale di servizio e mi è stato detto che la coppa non si usa più e che tutti gli spumanti vanno serviti sulla flûte. A chi devo dare ascolto? |
| Giancarlo Maccotta -- Menfi (Agrigento) |
| Gentile Sig. Maccotta, la ringraziamo per i suoi complimenti su DiWineTaste e ci auguriamo che la nostra pubblicazione sia sempre di suo interesse e che continui a seguirci. La leggenda narra che la coppa sia stata creata per volere di Maria Antonietta, appassionata di Champagne, e pare che sia stata modellata sul suo seno, la leggenda vuole che si sia utilizzato quello sinistro perché più vicino al cuore. La sua diffusione fu immediata e divenne il calice per eccellenza utilizzato per lo Champagne. In realtà la coppa è poco adatta agli spumanti metodo classico per via della sua ampia apertura che tende a fare svanire in fretta il perlage e a fare disperdere gli aromi del vino. Questa caratteristica risulta però adeguata per gli spumanti dolci e aromatici, come l'Asti, in quanto aiutano a mitigare notevolmente l'irruenza aromatica del vitigno lasciando spazio anche ad altri aromi di essere percepiti. Inoltre, essendo questo genere di spumanti prodotti con il metodo Charmat, la qualità delle bollicine è decisamente inferiore a quelle prodotte dal metodo classico, pertanto è un fattore che in questi vini può essere trascurato. Servire uno spumante come l'Asti nella flûte, nonostante questa sia una tendenza sempre più frequente, soprattutto nei ristoranti e nei banchetti, significa penalizzare i suoi aromi, soprattutto quelli più delicati e, infine, la forma della flûte dirige il vino sulla parte posteriore della bocca non consentendo di valorizzare propriamente la caratteristica dolcezza di questi vini. |
| Durante un mio viaggio in Francia ho acquistato un vino che non conoscevo e che ho trovato delizioso. Sull'etichetta c'è scritto Banyuls Grand Cru. Di che vino si tratta? Con quali uve è fatto? |
| Marcelo Balmaceda -- Buenos Aires (Argentina) |
| Il vino di cui parla è prodotto in una zona di denominazione controllata appartenente alla regione Languedoc-Roussillon, nella zona sud-occidentale della Francia, e che prende il nome di Banyuls AC. Il vino appartiene alla categoria dei Vin doux naturel Francesi e le uve sono generalmente coltivate sulle pendici dei Pirenei, vicino al territorio Spagnolo. Il Banyuls è un vino prodotto in larga parte con uva Grenache Noir ed è inoltre fortificato. Questi vini devono avere un minimo di 15° alcolici e devono essere prodotti con un minimo di 50% di Grenache Noir, mentre i Banyuls Grand Cru devono essere prodotti con un minimo di 75% di Grenache Noir e sono maturati in botte per 30 mesi. I vini vengono prodotti semi-secchi oppure dolci. Esiste inoltre la versione rancio che subisce un'ossidazione ponendo le botti sotto il sole della stagione estiva. Questa tecnica conferisce al Banyuls un colore mogano e aromi ricchi, complessi e intensi. Il Banyuls è in genere servito come aperitivo oppure come accompagnamento ai dessert, tuttavia è molto gradevole anche bevuto da solo. |
Nuova ZelandaLa celebre patria degli uccelli kiwi è diventata in pochi anni il punto di riferimento dei vini bianchi prodotti con Sauvignon Blanc e Chardonnay |
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Dal punto di vista enologico, la Nuova Zelanda può essere considerata come una sorta di miracolo. Nell'arco di poco più di dieci anni si è trasformata da produttore di vini mediocri a produttore di vini di qualità, non solo, ma è stata capace di aggiungere i due suoi più celebri vini, quelli prodotti con Sauvignon Blanc e Chardonnay, fra i più eccellenti e migliori vini bianchi del mondo. In particolare, i vini prodotti con Sauvignon Blanc hanno delle caratteristiche così uniche e straordinarie tanto da fare pensare che sia proprio la Nuova Zelanda la terra d'elezione di questo vitigno. Se il Sauvignon Blanc si è oramai affermato a livello mondiale, spesso surclassando anche i migliori esemplari del mondo, anche l'altra uva internazionale, lo Chardonnay, non è certamente da meno ed è considerato fra i migliori esempi del mondo.
Quando in Nuova Zelanda si iniziò a pensare seriamente alle opportunità offerte dalla vitivinicoltura, si pensò ad investire principalmente sull'uva più coltivata in Germania a quei tempi, il Müller Thurgau, prevalentemente scelta per la somiglianza dei climi fra i due paesi e pertanto si riteneva che potesse dare ottimi risultati. Poi si pensò che in realtà era nel Pinot Nero l'uva su cui puntare per il futuro enologico del paese, ma alla fine, insospettabilmente, furono proprio il Sauvignon Blanc e lo Chardonnay a sorprendere il mondo intero. Oggi il Pinot Nero e il Müller Thurgau rappresentano solamente una parte marginale della viticoltura Neozelandese. In questo periodo l'enologia del paese si sta concentrando prevalentemente sullo Chardonnay che, in molte zone, ha addirittura superato il Sauvignon Blanc in termini di quantità di produzione, tuttavia, è proprio il Sauvignon Blanc l'uva che oramai contraddistingue la Nuova Zelanda nel mondo. La storia della viticoltura e dell'enologia nella terra dei Maori, la locale e antica popolazione della Nuova Zelanda, è un fatto che non ha nemmeno duecento anni di vita. Fu solo nel 1819, dopo che la Nuova Zelanda era stata colonizzata dagli inglesi a seguito delle spedizioni del celebre esploratore capitano James Cook, che la prima vite fu piantata a Kerikeri, nell'estremità a nord-est dell'Isola Settentrionale, ad opera del Reverendo Samuel Marsden, un missionario Anglicano. La varietà di vite che egli piantò rimane a tutt'oggi ignota e non si ha nemmeno notizia certa se da quelle uve fu mai prodotto vino. Solo venti anni più tardi, nel 1839, si ha notizia certa del primo vino prodotto in Nuova Zelanda, ad opera dello Scozzese James Busby, da un vigneto che egli stesso piantò vicino Waitangi nel 1836. Sia Samuel Marsden, sia James Busby, lasciarono testimonianze scritte dove esprimevano la loro piena fiducia nella Nuova Zelanda come terra perfettamente adatta alla coltivazione della vite e alla produzione di vino di qualità. Tuttavia la loro profezia non trovò riscontro e non si avverò se non verso la metà degli anni 1980. I primi produttori di vino della Nuova Zelanda furono Inglesi e, bontà loro, non avevano sufficienti conoscenze in materia tali da consentirgli di produrre un vino di qualità. Altri seri ostacoli che si opposero allo sviluppo enologico del paese furono il pregiudizio sociale nei confronti del vino e le severe restrizioni impose dalle autorità, che arrivarono addirittura al proibizionismo. Tanto per fare un esempio, è stato solo alla fine della seconda guerra mondiale che nei negozi fu possibile vendere vino e, addirittura, solo nel 1960 si permise legalmente alle aziende vinicole di vendere il proprio vino ad alberghi e ristoranti. Inoltre, a quell'epoca era in vigore un divieto che non consentiva di vendere vino e qualunque altra bevanda alcolica, dopo le ore 22:00. Anche l'oidio e la fillossera si opposero allo sviluppo dell'enologia locale; alla fine del 1800, qui come in altre parti del mondo, i vigneti erano praticamente devastati da questi temuti flagelli. Lo sviluppo dell'enologia Neozelandese non ebbe certamente vita facile. A seguito dei danni dell'oidio e della fillossera, i coltivatori iniziarono a coltivare ibridi Franco-Americani, come il Baco Noir e Isabella, noti per la loro resistenza alle temute malattie, e iniziarono a vendere i frutti della vite come uva da tavola piuttosto che produrre vino. Com'era già noto in altre parti del mondo, i vini prodotti con queste uve risultavano essere dolciastri e di certo la qualità non era il loro migliore pregio. I vini prodotti con queste uve venivano sovente fortificati con la speranza di ottenere un prodotto migliore, di certo il risultato non ripagava lo sforzo. Tuttavia l'Isabella rimase fino agli anni 1960 l'uva più piantata di tutta la Nuova Zelanda, fino a quando non si decise, finalmente, di tentare nuovamente la coltivazione di alcune specie di Vitis Vinifera, la vite Europea con la quale si produce vino. Il primo vigneto di viti Europee piantato nella celebre Marlborough risale solamente al 1973, mentre la costituzione ufficiale dell'Istituto del Vino Neozelandese ebbe luogo nel 1975. La diffusione della vite ebbe da quei momenti un rapido e crescente sviluppo fino a giungere al 1983, quando la produzione fu tale da dare luogo ad una sovrapproduzione, con gravi perdite negli anni successivi, tanto che il governo dovette intervenire nel 1986 con specifiche norme da favorire l'espianto dei vigneti con il risultato che un quarto dei vigneti del paese furono estirpati. La ripresa della produzione di vino si verificò in seguito a quei anni e dagli anni del 1990 l'enologia Neozelandese sta vivendo un grande momento di rinascita e di fama; i suoi vini bianchi prodotti con uve Sauvignon Blanc e Chardonnay hanno raggiunto livelli tali da essere ora considerati come veri e propri riferimenti da molti produttori del mondo.
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Il sistema di qualità Neozelandese non prevede norme rigide sulla coltivazione delle uve e sulla produzione dei vini, non esistono indicazioni sulle varietà di uve che possono essere piantate ne sulle zone nelle quali le diverse varietà possono essere coltivate. Non sono nemmeno previste indicazioni sulle rese per ettaro ne sui tempi di maturazione dei vini prima di potere essere immessi sul mercato. Le norme previste dal sistema regolano solamente gli aspetti di etichettatura dei vini e, pertanto, alcune regole di vinificazione. Il sistema di qualità di produzione Neozelandese è regolamentato dal Food Act and Food Regulations che stabilisce quanto segue:
Va osservato che attualmente la produzione dei vini monovarietali Neozelandesi, cioè quelli prodotti con una sola varietà di uva, sono in genere composti da circa 85-100% della stessa varietà, una misura ben maggiore rispetto a quanto richiesto dalla legge.
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La vocazione della Nuova Zelanda è prevalentemente dedita alla produzione di vini bianchi dove certamente il Sauvignon Blanc e lo Chardonnay sono le uve predominanti nello scenario enologico del paese. Il Sauvignon Blanc è stata l'uva con la quale la Nuova Zelanda si è fatta conoscere al mondo suscitando un notevole interesse, tuttavia adesso il paese è prevalentemente interessato alla produzione di vini da Chardonnay che, attualmente, rappresenta anche l'uva più coltivata. Nonostante lo Chardonnay sia l'uva che in questo momento sta riscuotendo la maggiore attenzione da parte dei produttori, in realtà è il Sauvignon Blanc quello che ha reso la Nuova Zelanda famosa nel mondo ed è probabilmente l'uva che ancora identifica il paese dal punto di vista enologico. Tuttavia i vini da uve Sauvignon Blanc prodotti in questa parte del mondo non hanno eguali in nessun altro paese, le loro caratteristiche sono tali che li rendono praticamente inimitabili. Questi vini sono un'esplosione di aromi freschi e intensi, dagli agrumi alle erbe aromatiche, dalla frutta esotica ad suadenti aromi erbacei. Seguendo la tipica pratica enologica riservata a quest'uva, i Sauvignon Blanc Neozelandesi sono vinificati in vasche d'acciaio e non subiscono affinamenti in legno, una caratteristica produttiva che mette giustamente in risalto le loro caratteristiche fruttate, fresche e aromatiche, sia al naso, sia in bocca. La Nuova Zelanda è divisa in due isole, l'isola Settentrionale e l'isola Meridionale, e la produzione vitivinicola è presente in specifiche zone di entrambe le isole. Una caratteristica della Nuova Zelanda è il suo clima, particolarmente fresco, grazie anche alla sua forma allungata che risente fortemente dell'influsso dell'oceano. Il clima Neozelandese consente alle uve di maturare in modo omogeneo, con risultato di produrre vini ricchi di aromi e ricchi di acidità naturale, qualcosa che può essere trovato nell'emisfero nord del mondo solamente in Germania. Tuttavia il clima del paese è anche caratterizzato da piogge che, di fatto, costituisce uno dei problemi principali della viticoltura Neozelandese. La viticoltura della Nuova Zelanda è principalmente orientata alla coltivazione delle specie cosiddette internazionali e, fra le uve bianche, troviamo lo Chardonnay, il Sauvignon Blanc, il Riesling, il Pinot Grigio, il Müller Thurgau e il Gewürztraminer, mentre per le uve a bacca rossa troviamo il Cabernet Sauvignon, il Merlot e il Pinot Nero, l'uva rossa più coltivata nel paese usata anche per la produzione di vini spumanti. Più del 40% dei vigneti Neozelandesi si trova nell'isola Settentrionale, in particolare nelle zone di Gisborne e Hawke's Bay. Gisborne è nota per la produzione di eccellenti vini da uve Chardonnay, oltre ad una discreta produzione di Müller Thurgau, mentre Hawke's Bay, grazie anche alle caratteristiche del suo suolo oltre alle particolari condizioni climatiche, è considerata una delle migliori zone del paese ed è da questa zona che provengono i migliori Sauvignon Blanc e i migliori Chardonnay della Nuova Zelanda. In questa zona, inoltre, si ha una buona produzione di vini rossi prodotti con uve Cabernet Sauvignon e Merlot. Un'altra zona d'interesse dell'isola Settentrionale è Auckland, dove si registra la maggiore concentrazione di aziende vinicole. L'area di Auckland è l'unica a prevedere delle sottozone, Kumeu/Huapai, Henderson e Waiheke Island, tutte di sicuro interesse. Nella parte meridionale dell'isola Settentrionale troviamo un'altra zona interessante, Wairarapa/Martinborough, particolarmente vocata alla produzione di vini da uve Pinot Nero e Cabernet Sauvignon. Anche l'isola Meridionale è ricca di zone interessanti dal punto di vista enologico. Certamente la più interessante di queste è Marlborough, l'area vitivinicola più estesa del paese, situata all'estremità nord dell'isola Meridionale, che, da sola, ha una superficie piantata a vite che rappresenta quasi il 40% della Nuova Zelanda. Marlborough è famosa per i suoi eccellenti vini da Sauvignon Blanc che in questa zona rappresenta l'uva più coltivata. A nord-ovest da Marlborough si trova la piccola zona di Nelson, un'area prevalentemente collinare dove si producono principalmente vini da uve Chardonnay, Riesling e Sauvignon Blanc. Più a sud troviamo l'area di Canterbury, caratterizzata da un clima piuttosto freddo, dove si producono principalmente vini da uve Pinot Nero e Chardonnay, oltre a vini Riesling e Sauvignon Blanc. La zona vitivinicola più a sud del paese è Central Otago, che si trova al di sotto del 45° parallelo, dove si producono vini da Pinot Nero e da Gewürztraminer.
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La Degustazione dei Vini BianchiDopo avere trattato le tecniche generali della degustazione dei vini, è giunto il momento di mettere in pratica i vari concetti nelle singole tipologie. Questo mese scopriamo i vini bianchi |
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Le tecniche per la degustazione e la valutazione organolettica dei vini sono, in termini generali, applicabili a qualunque tipologia di vino, ognuna di queste sarà valutata nell'aspetto, negli aromi, nel gusto e nell'equilibrio, tuttavia le differenze peculiari di ogni categoria di vino impongono al degustatore di svolgere l'esame considerando fattori specifici in accordo alla tipologia stessa. All'apparenza i vini si differiscono per il loro colore, una caratteristica palesemente ovvia tale da fare distogliere l'attenzione del degustatore da tutte le altre differenze. Se è vero che ogni vino, anche appartenente alla stessa tipologia, è diverso da qualunque altro, questa considerazione è ancora più vera fra le diverse tipologie. Colori, sfumature, aromi e gusto sono caratteristiche organolettiche che tutti i vini possiedono, è tuttavia scontato che ognuna di queste caratteristiche varia da vino a vino, ancora più chiaramente, da tipologia a tipologia. I colori di una determinata categoria non hanno in genere nulla in comune con i colori dei vini appartenenti ad altre categorie; lo stesso è vero anche per i loro aromi, il loro gusto, il loro equilibrio. Queste differenze, a livello generale, sono determinate sia dalla varietà dalle uve, sia dalle metodologie di produzione, a livello più specifico, oltre a quanto già detto, si aggiungono anche l'area di produzione, le condizioni climatiche, il grado di maturazione dell'uva, le tecniche di coltivazione, la tipologia di terreno e la qualità dell'uva. Una serie di caratteristiche che, da sole, giustificano il fatto di dovere valutare con attenzione le singole tipologie dei vini e, non da ultimo, suggeriscono l'adozione di specifiche strategie di valutazione.
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La varietà dei colori solitamente rilevabili nei vini bianchi è molto vasta, dipende dalla tipologia dell'uva, certamente non in modo determinante come per i vini rossi, il modo in cui sono state pressate e, in modo particolare, la tecnica di vinificazione. Le informazioni che si possono ricavare dal colore sono principalmente indicative sulle tecniche di vinificazione. In termini generali, un vino dal colore pallido, quasi incolore, è in genere segno di una vinificazione condotta con sistemi eccessivamente rigorosi e industriali, inoltre può essere anche segno di un raccolto molto elevato e pertanto di uve qualitativamente discutibili. Viceversa, un vino bianco giovane con colori molti intensi e scuri è in genere indice di un vino fermentato in botte. Queste regole, da considerarsi generali, prevedono comunque le dovute eccezioni in accordo alla tipologia di uva con cui si è prodotto quel determinato vino. Per fare un esempio, un vino prodotto da uve Riesling generalmente ha un colore giallo pallido, pertanto non può essere considerato una carenza, sicuramente un vino prodotto con uve Chardonnay, magari maturato o affinato in legno, è più intenso nel colore. Il colore nei vini bianchi, come per qualunque altro tipo di vino, indica anche la sua età, lo stesso vino presenterà in gioventù delle chiare sfumature verdi, fino ad arrivare, al termine della sua vita, ad assumere colori addirittura marroni; in definitiva, tutti i bianchi con l'età tendono a scurire il proprio colore. In questa evoluzione di colori, i vini bianchi mostrano in gioventù colori giallo tenue, talvolta quasi incolore, con evidenti sfumature verdi, per poi passare al giallo limone, paglierino, oro, ambra e, infine, al marrone o ambra carico. Vediamo in dettaglio i vari tipi di colore e le indicazioni che in genere si possono trarre:
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Da un vino bianco ci si aspetta generalmente aromi freschi che evocano i fiori e la frutta, una caratteristica quasi ovvia visto che i bianchi si consumano prevalentemente giovani. In termini generali, i vini bianchi giovani sono caratterizzati da aromi di fiori bianchi (come il biancospino) e la frutta a polpa bianca (pera, mela), nei bianchi giovani dal carattere più complesso troviamo inoltre i fiori gialli (acacia, ginestra) e frutta a polpa gialla (pesca, albicocca, nespola) e, talvolta, altri frutti come la nocciola e la mandorla. I bianchi maturi sono caratterizzati da fiori secchi, miele, frutta secca e tostata. Gli aromi di un vino bianco dipendono da diversi fattori, primi fra questi la varietà dell'uva e il suo grado di maturazione. Vini prodotti con uve acerbe esprimono in genere aromi vegetali, come l'erba tagliata e foglie, mentre quelli prodotti con uve più mature esprimeranno aromi di fiori e frutta, le uve giunte a piena maturazione, comprese quelle surmature, esprimeranno aromi più complessi come miele e, spesso, anche frutta cotta o secca. Una delle uve che meglio esprime questa varietà aromatica in accordo allo stato di maturazione è il Sauvignon Blanc. I vini prodotti con quest'uva ancora acerba e non pienamente matura esprimono aromi molto vegetali e verdi, fra i quali il tipico aroma di bosso, sambuco, peperone verde, foglia di pomodoro, salvia e altre erbe aromatiche. I vini prodotti con la stessa uva matura esprimono suadenti aromi di fiori, come acacia, caprifoglio, ma più propriamente frutta tipo quella esotica, pesca, mela e pera. Gli aromi nei vini bianchi esplodono sovente anche nel cosiddetto aromatico, cioè l'aroma tipicamente dell'uva, prerogativa praticamente esclusiva delle uve aromatiche o semi-aromatiche. La famiglia delle uve aromatiche non è molto vasta, tuttavia quando vengono utilizzate per produrre vini, la loro presenza è piuttosto evidente. L'aroma dell'uva è facilmente percepibile nelle uve Moscato Bianco e Gewürztraminer, la valutazione olfattiva dei vini prodotti con queste uve è un ottimo esercizio per ogni neofita della degustazione e per la piena comprensione di questo suadente aroma; in questi vini l'aroma dell'uva è così forte ed evidente che è praticamente impossibile non notarlo. Ogni uva i cui vini hanno aromi simili a quelli del Moscato Bianco o del Gewürztraminer sono considerate aromatiche. Questo aroma è anche presente, con minore intensità, anche in altre uve e risulterà chiaramente percettibile anche in mezzo a tutti gli altri aromi. Queste uve si definiscono semi-aromatiche. Nei vini bianchi spesso si trovano anche aromi legati ad erbe aromatiche e erbe condimentarie come salvia, timo, finocchio, lavanda, menta o limoncella. Un aroma che sempre più spesso si trova nei vini bianchi è quello di banana, una prerogativa di certe uve, come lo Chardonnay, e di quei vini bianchi che hanno subito la fermentazione malolattica. Anche gli aromi tipici degli agrumi e dei loro fiori, come il limone e i fiori d'arancio, sono riscontrabili nei vini bianchi e, soprattutto i fiori d'arancio, conferiscono al vino un tocco di classe molto gradevole. Gli aromi di fiori sono comunque le caratteristiche più suadenti dei bianchi, in questi vini la gamma floreale è piuttosto vasta e complessa, dai fiori bianchi ai fiori gialli, nei vini bianchi troviamo la delicatezza di un giardino in fiore. Fra gli aromi di fiori più tipici troviamo l'acacia, che spesso caratterizza l'uva Chardonnay, il biancospino, presente in molti vini bianchi, la rosa gialla e bianca, tipica del Gewürztraminer e del Moscato Bianco, il nobile giglio, presente nei vini a base di Riesling, Pinot Grigio e Gewürztraminer, così come il sambuco che spesso si trova nel Sauvignon Blanc. Rimanendo in tema di fiori, è possibile talvolta, ad onore del vero in rari casi, trovare nei vini bianchi aromi di fiori tipicamente presenti nei vini rossi. Questo è il caso della violetta, presente in molti vini rossi, che talvolta può essere percepita in vini da uve Viognier prodotti nella Valle del Rodano e in certi bianchi della Valle d'Aosta. Anche l'aroma del gelsomino e dell'iris, presenti anche nei vini rossi, possono essere rilevati in certi bianchi, particolarmente in certi vini Siciliani o Francesi. La freschezza aromatica dei fiori nei vini bianchi è una caratteristica che è facilmente riscontrabile in quelli giovani, una caratteristica aromatica che con il tempo tende a svanire, o per meglio dire, a trasformarsi in aromi di fiori secchi, in altri casi addirittura in aromi di tisane. Allo stesso modo, gli aromi di frutta tendono a trasformarsi in frutta secca o in frutta cotta. In certi vini bianchi maturi si trovano inoltre aromi che ricordano direttamente il miele e le confetture.
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La caratteristica gustativa principale dei vini bianchi è rappresentata dall'acidità, un fattore che conferisce freschezza e piacevolezza a questa tipologia di vini e che contraddistingue tutti i vini bianchi giovani. La presenza dell'acidità è fondamentale nei vini bianchi in quanto contribuisce in modo determinante al suo equilibrio, questa sensazione organolettica è il principale elemento capace di contrastare, e quindi equilibrare, l'alcol. Il diagramma riportato in figura illustra la relazione fra i diversi elementi organolettici nella determinazione dell'equilibrio.
L'acidità nei vini bianchi tende a diminuire con il tempo e pertanto dopo un determinato periodo di affinamento in bottiglia, i bianchi tendono a perdere la loro tipica freschezza, un fattore che certamente li rende meno piacevoli, cioè poco equilibrati, e una buona ragione per apprezzare in modo opportuno i bianchi durante il loro migliore periodo: la giovinezza.
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I vari aspetti qualitativi dei vini bianchi possono essere meglio compresi effettuando una valutazione comparativa fra le diverse tipologie e, possibilmente, prodotte in zone diverse. In questa prova pratica si avrà l'opportunità di valutare e comprendere le differenze organolettiche fra i vini bianchi. A tale scopo si consiglia di procurarsi tre vini: un Gewürztraminer in purezza, prodotto in Alsazia oppure in Alto Adige, uno Chardonnay giovane e non affinato in legno, prodotto in Sicilia o nel Collio, infine, un Sauvignon Blanc, prodotto nella Valle della Loira o in Alto Adige. Tutti i vini devono essere giovani e prodotti nell'ultima vendemmia. Valutando l'aspetto dei tre vini, il Sauvignon Blanc sarà quello che avrà il colore più tenue e presenterà nette sfumature verdi. Lo Chardonnay sarà il vino che avrà la tonalità di colore intermedia fra i tre, probabilmente un giallo paglierino, mentre il Gewürztraminer avrà un colore carico, quasi tendente al giallo oro. Al naso i tre vini riveleranno gamme aromatiche molto diverse fra loro, si noti, in particolare, la caratteristica nota aromatica del Gewürztraminer, probabilmente presente in quantità molto più tenue anche nel Sauvignon Blanc, e completamente assente nello Chardonnay. Nel Sauvignon Blanc sarà possibile cogliere aromi quasi vegetali, come il bosso, il peperone verde e la foglia di pomodoro, caratteristiche che sono assenti in tutti gli altri vini. Nello Chardonnay si troveranno i suoi aromi tipici di banana e acacia, caratteristiche che potrebbero essere riscontrate anche negli altri vini. Si faccia inoltre attenzione alle varie intensità aromatiche, è molto probabile che il Gewürztraminer sarà quello ad avere una maggiore forza aromatica, seguito dal Sauvignon Blanc e, infine, dallo Chardonnay. Gli aromi dei tre vini dovrebbero risultare chiaramente diversi fra loro, ognuno di questi avrà delle caratteristiche olfattive proprie che difficilmente, se non per particolari aromi, saranno presenti negli altri. Anche al gusto i tre vini presentano delle differenze. Il Sauvignon Blanc sarà il vino che apparirà più fresco, cioè più acido, degli altri, mentre il Gewürztraminer sembrerà essere più morbido e rotondo. Allo stesso modo sia la persistenza, sia gli aromi finali di bocca, sembreranno diversi fra loro, con molta probabilità sarà il Gewürztraminer il vino ad avere una persistenza più lunga rispetto agli altri e, certamente, lascerà in bocca lo stesso sapore aromatico di uva che si è percepito anche al naso.
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I Vini del Mese |
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Legenda dei punteggi I prezzi sono da considerarsi indicativi in quanto possono subire variazioni a seconda del paese e del luogo in cui vengono acquistati i vini |
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Lugana Brolettino Grand'Annata 1999 |
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| Ca' dei Frati (Italia) | |
| Uvaggio: Trebbiano di Lugana | |
| Prezzo: € 16,50 | Punteggio: |
| Questo vino si presenta con un bel colore giallo dorato brillante e sfumature giallo paglierino, molto trasparente. Il naso esprime buona personalità, aromi puliti, eleganti, intensi, raffinati e gradevoli di ananas, biancospino, caffè, ginestra, litchi, mela, nocciola e vaniglia su un fondo di aromi di legno. In bocca è molto corrispondente con il naso, molto equilibrato, intenso e di buon corpo, piacevole freschezza. Un vino ben fatto. Il finale è persistente con netti e piacevoli ricordi di pera, caffè e mela. Brolettino Grand'Annata è affinato in barrique per 15 mesi e per 24 mesi in bottiglia. | |
| Abbinamento: Pesce arrosto, Carne arrosto, Pasta ripiena di carne | |
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Tre Filer 2000 |
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| Ca' dei Frati (Italia) | |
| Uvaggio: Trebbiano di Lugana (60%), Chardonnay (20%), Sauvignon Blanc (20%) | |
| Prezzo: € 11,10 | Punteggio: |
| Un grande vino da dessert. Alla vista si presenta con un bellissimo colore giallo dorato intenso e sfumature di giallo dorato, molto trasparente. Al naso rivela grande personalità, aromi intensi, ricchi, piacevoli e raffinati di albicocca secca, ananas, banana matura, confettura di pesche, ginestra, litchi, mela, miele, nocciola, pera, uva spina e vaniglia. In bocca è molto piacevole con un eccellente corrispondenza al naso, una dolcezza molto equilibrata, sapori intensi. Il finale è molto persistente, praticamente infinito, con lunghissimi, netti e piacevoli ricordi di albicocca, pera, miele, litchi, ananas, banana e mela. Un grande vino. Tre Filer è prodotto con uve appassite sui graticci ed è affinato per 12-14 mesi in barrique e un anno in bottiglia. | |
| Abbinamento: Formaggi stagionati e piccanti, pasticceria secca, crostate di frutta | |
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Braide Alte 2000 |
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| Livon (Italia) | |
| Uvaggio: Chardonnay, Sauvignon Blanc, Picolit, Moscato Giallo | |
| Prezzo: € 17,55 | Punteggio: |
| Il vino si presenta con un bel colore giallo paglierino brillante e sfumature di giallo verdolino, molto trasparente. Al naso presenta grande personalità, con aromi intensi, puliti ed eleganti dove si percepisce una nota di legno seguita da buoni aromi di banana, biancospino, miele, pera, pesca e vaniglia su un piacevole fondo di rosmarino. In bocca è molto corrispondente al naso, equilibrato e intenso, molto piacevole, buona morbidezza e freschezza. Il finale è persistente con piacevoli e netti ricordi di pera, pesca, miele e vaniglia. Un vino veramente ben fatto. Braide Alte è fermentato e affinato in barrique per circa 8 mesi e per 12 mesi in bottiglia. | |
| Abbinamento: Carni bianche arrosto, Pesce arrosto, Paste ripiene, Formaggi freschi | |
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Collio Merlot TiareMate 2000 |
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| Livon (Italia) | |
| Uvaggio: Merlot | |
| Prezzo: € 14,40 | Punteggio: |
| Un grande vino. Alla vista si presenta con un bel colore rosso rubino concentrato e sfumature di rosso rubino, poco trasparente. Al naso denota una grande personalità con aromi molto eleganti, intensi, raffinati e puliti di amarena, chiodo di garofano, ciliegia, cioccolato, confettura di mirtilli, confettura di prugne, liquirizia, ribes e vaniglia. In bocca rivela una grande corrispondenza con il naso, attacco molto equilibrato, di grande struttura e con sapori piacevoli e intensi. Il finale è molto persistente con lunghi e piacevoli ricordi di amarena, prugna, ribes e mirtillo. Semplicemente un grande vino. TiareMate è affinato per 18 mesi in barrique. | |
| Abbinamento: Selvaggina, Carne arrosto, Formaggi stagionati, Brasati, Stufati | |
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Aglianico del Vulture Rotondo 2000 |
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| Paternoster (Italia) | |
| Uvaggio: Aglianico | |
| Prezzo: € 25,00 | Punteggio: |
| Alla vista si presenta con un colore rosso rubino scuro e sfumature di rosso porpora, poco trasparente. Al naso rivela buona personalità, aromi intensi, puliti, gradevoli e fruttati di amarena, fico secco, mirtillo e prugna seguiti da buoni aromi di liquirizia, cacao e vaniglia e piacevoli note di menta. In bocca denota ottima corrispondenza con il naso, un attacco tannico comunque ben bilanciato dall'alcol, sapori intensi e piacevoli, buon corpo. Il finale è persistente con piacevoli e netti ricordi di amarena, prugna e mirtillo. Un vino molto ben fatto. Rotondo è affinato in barrique per 14 mesi e in bottiglia per 12 mesi. | |
| Abbinamento: Selvaggina, Carne arrosto, Formaggi stagionati, Brasati, Stufati | |
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Aglianico del Vulture Don Anselmo 1998 |
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| Paternoster (Italia) | |
| Uvaggio: Aglianico | |
| Prezzo: € 26,70 | Punteggio: |
| Alla vista presenta un colore rosso rubino cupo e sfumature di rosso rubino, poco trasparente. Al naso rivela personalità, aromi ricchi, intensi, gradevoli e puliti di amarena, amarena sotto spirito, carruba, cioccolato, fico secco, mirtillo, prugna e viola appassita seguito da piacevoli aromi di vaniglia e finocchio. In bocca denota buona corrispondenza con il naso, un attacco tannico che è equilibrato dall'alcol. Sapori intensi e buon corpo. Il finale è persistente con piacevoli e puliti ricordi di prugna, mirtillo e amarena. Un vino ben fatto che saprà dare il meglio di sé con un ulteriore affinamento di 2-3 anni. Don Anselmo è affinato parte in botte e parte in barrique a cui seguono 12 mesi di affinamento in bottiglia. | |
| Abbinamento: Selvaggina, Brasati, Stufati, Carne arrosto, Formaggi stagionati | |
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Alto Adige Müller Thurgau 2002 |
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| Elena Walch (Italia) | |
| Uvaggio: Müller Thurgau | |
| Prezzo: € 8,00 | Punteggio: |
| Il vino si presenta alla vista con un colore giallo verdolino brillante e sfumature di giallo verdolino, molto trasparente. Al naso rivela una buona personalità, con aromi eleganti, intensi, puliti e raffinati di acacia, albicocca, ananas, banana, litchi, mela verde, pesca e salvia su un piacevole fondo aromatico tipico dell'uva. In bocca ha ottima corrispondenza con il naso, un piacevole attacco fresco e comunque ben equilibrato, intenso e piacevole. Il finale è persistente con piacevoli e puliti ricordi di pesca, litchi, banana e pera. Un vino veramente ben fatto. | |
| Abbinamento: Pasta e risotto con pesce e verdure, Verdure, Uova, Crostacei, Pesce bollito | |
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Alto Adige Merlot Riserva Kastelaz 2000 |
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| Elena Walch (Italia) | |
| Uvaggio: Merlot | |
| Prezzo: € 26,00 | Punteggio: |
| Alla vista si presenta con un colore rosso rubino intenso e sfumature di rosso rubino, abbastanza trasparente. Al naso esprime aromi puliti, intensi, eleganti e raffinati di amarena, confettura di prugne, mirtillo, ribes, violetta, caffè, liquirizia e vaniglia su un fondo di cacao. In bocca è molto corrispondente al naso, molto equilibrato e tannini rotondi e morbidi. Sapori intensi e di buon corpo. Il finale è persistente con piacevoli e netti ricordi di amarena, ribes e mirtillo. Un vino ben fatto. Questo Merlot riserva è affinato in barrique per 20 mesi e per 8 mesi in bottiglia. | |
| Abbinamento: Carne arrosto, Carne alla griglia, Paste ripiene | |
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Gelso del Moro Rosso Negroamaro 2000 |
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| Vinicola Resta (Italia) | |
| Uvaggio: Negroamaro | |
| Prezzo: € 4,20 | Punteggio: |
| Alla vista si presenta con un bel colore rosso rubino intenso e sfumature di rosso granato, poco trasparente. Al naso si apre con ricchi aromi di confetture, puliti, netti e di personalità. Si percepiscono buoni e intensi aromi di amarena, caramello, confettura di fichi, confettura di mirtilli, confettura di more, confettura di prugne, viola appassita e vaniglia. In bocca ha una buona corrispondenza al naso con un attacco equilibrato, di buon corpo e sapori intensi. Il finale è persistente con piacevoli ricordi di confettura di prugne e confettura di mirtilli. Gelso del Moro Rosso è affinato per 4 mesi in botti di rovere. | |
| Abbinamento: Carne alla griglia, Paste ripiene, Formaggi stagionati | |
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Salice Salentino 2000 |
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| Vinicola Resta (Italia) | |
| Uvaggio: Negroamaro (80%), Malvasia Nera (20%) | |
| Prezzo: € 4,70 | Punteggio: |
| Il vino si presenta con un colore rosso rubino intenso e sfumature di rosso rubino, poco trasparente. Al naso esprime aromi eleganti, intensi, puliti e gradevoli di amarena, mirtillo, mora, nocciola, prugna, rosa canina, smalto, viola appassita e vaniglia. In bocca spicca un deciso e piacevole sapore di mora, molto persistente. Molto equilibrato e con tannini già in buono stato. Il finale è persistente con netti e piacevoli ricordi di mora e nocciola. Un vino ben fatto. Questo Salice Salentino è affinato per 10 mesi in botti di rovere. | |
| Abbinamento: Selvaggina, Carne arrosto, Formaggi stagionati | |
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Aglianico del Vulture La Firma 2000 |
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| Cantine del Notaio (Italia) | |
| Uvaggio: Aglianico | |
| Prezzo: € 21,00 | Punteggio: |
| Alla vista si presenta con un bel colore rosso rubino intenso e sfumature di rosso rubino, poco trasparente. Al naso rivela personalità con aromi eleganti, intensi, puliti e gradevoli di confettura di amarene, confettura di mirtilli, prugna, liquirizia, pellame, viola appassita, cacao, carruba e vaniglia. In bocca denota buona corrispondenza con il naso, un attacco leggermente tannico e comunque bel equilibrato dall'alcol. Sapori intensi, buon corpo e tannini morbidi. Il finale è persistente con netti ricordi di prugna, mirtilli e amarena. Un vino molto ben fatto. La Firma è affinato in botte per 12 mesi e per 4 mesi in bottiglia. | |
| Abbinamento: Selvaggina, Brasati, Stufati, Carne arrosto, Formaggi stagionati | |
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L'Autentica 2000 |
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| Cantine del Notaio (Italia) | |
| Uvaggio: Moscato Bianco (70%), Malvasia Bianca (30%) | |
| Prezzo: € 18,00 - 500 ml | Punteggio: |
| Alla vista si presenta con un bel colore giallo paglierino intenso e sfumature di giallo paglierino, molto trasparente. Al naso rivela aromi intensi e gradevoli su cui spicca un piacevole aroma di mandorla amara, seguita da albicocca secca, ananas, confettura di pesche, miele, pera e vaniglia su un piacevole fondo di smalto. In bocca denota un'ottima corrispondenza con il naso, ottimo equilibrio e sapori intensi, dolcezza ben bilanciata con il resto. Il finale è molto persistente con lunghi e puliti ricordi di albicocca secca, miele e confettura di pesche. Un vino ben fatto. L'Autentica è prodotto con uve vendemmiate la prima settimana di Novembre ed è affinato in botte per 14 mesi e in bottiglia per 4 mesi. | |
| Abbinamento: Formaggi stagionati e piccanti, pasticceria secca, crostate di frutta | |
Ca' del BoscoA Erbusco, nel cuore della Franciacorta, patria di raffinati spumanti, l'azienda di Maurizio Zanella affianca eccellenti vini fermi ad eccellenti bollicine |
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Parlare della Franciacorta significa, innanzitutto, parlare di straordinari vini spumanti prodotti con metodo classico, certamente considerati fra l'eccellenza delle bollicine del mondo, e quando si parla della realtà spumantistica Franciacortina, Ca' del Bosco è sicuramente una di quelle aziende che è quasi impossibile non ricordare per la qualità dei propri Franciacorta Metodo Classico e per gli altrettanto eccellenti vini fermi, sia bianchi, sia rossi, che felicemente affiancano e completano la produzione della rinomata cantina di Erbusco.
L'artefice del successo di Ca' del Bosco è Maurizio Zanella, fondatore della celebre cantina Franciacortina, che con passione e attenzione per i particolari, di per sé già dei buoni presupposti per la produzione di qualità, è riuscito e riesce sempre a creare grandi vini che da tempo sono giustamente e stabilmente collocati ai vertici della produzione di qualità del mondo. Uno dei principali obiettivi di Ca' del Bosco è proprio la qualità, un traguardo che l'azienda raggiunge anche attraverso la ricerca e la sperimentazione. A questo scopo, l'azienda è dotata di un laboratorio con specifiche attrezzature con cui effettua i necessari controlli e verifiche in modo da potere offrire alla clientela un prodotto superiore. La qualità di Ca' del Bosco nasce, innanzitutto, dalla cura e dalla rigorosa selezione delle uve provenienti dai vigneti dell'azienda, un'operazione che può essere condotta grazie all'apporto e all'esperienza di uomini competenti. La storia di Ca' del Bosco inizia alla fine degli anni 1960, precisamente nel 1968, quando ad Erbusco si iniziarono a piantare i primi vigneti dell'azienda; da quei vigneti, così come in pochi altri vigneti d'Italia, iniziò anche il cosiddetto Rinascimento Enologico Italiano compreso il lancio della Franciacorta verso i vertici della produzione spumantistica di qualità del mondo. Tutto iniziò qualche anno prima, esattamente nel 1965 quando nella Franciacorta si stabilì in una casa nel bosco, Annamaria Clementi Zanella, madre di Maurizio Zanella, alla quale oggi è dedicato il più prestigioso e pregiato Franciacorta dell'Azienda. Fu proprio fra le colline di Erbusco che Maurizio Zanella iniziò a coltivare la passione di creare grandi vini pregiati e di qualità. Dopo la maturità, frequenta la Facoltà di Agraria dell'Università Cattolica di Piacenza e approfondisce la sua cultura enologica studiando per due anni in Francia, alla Station Œnologique de Bourgogne e l'Università di Enologia di Bordeaux. L'evoluzione della produzione di Ca' del Bosco si può riassumere in quattro significative fasi storiche, in ognuna delle quali l'azienda ha introdotto nuove tipologie di vini fino ad arrivare all'attuale offerta e produzione. Durante la prima fase, all'inizio degli anni 1970, l'azienda ha esordito con due vini fermi: un bianco e un Rosso di Franciacorta. Nella seconda fase, in un periodo di tempo compreso fra il 1978 e il 1980, l'azienda decide di avviare la produzione spumantistica e introduce i Franciacorta Brut, Dosage Zero, Rosé, Ammamaria Clementi e Satèn, che in quei tempi era noto con il nome di Crèmant. Negli anni 1980, periodo che può essere considerato come la terza fase, Ca' del Bosco si concentra nella produzione di vini fermi e propone il Maurizio Zanella, un vino che porta lo stesso nome del fondatore e composto dal classico uvaggio Bordolese, Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc e Merlot, uno Chardonnay in purezza, il Pinero, prodotto con uve Pinot nero in purezza e, infine, Elfo, un interessante vino bianco prodotto con Sauvignon Blanc e altre uve autoctone. Nella quarta e ultima fase, l'azienda completa la propria linea di produzione con altre bollicine non vintage, come previsto dal disciplinare di produzione della Denominazione d'Origine Controllata e Garantita Franciacorta. La strada della qualità dei grandi vini è comunque attiva e viva anche ai giorni nostri ed è proprio uno degli ultimi vini nati da Ca' del Bosco che sta suscitando un nuovo e confermato interesse verso l'azienda Franciacortina: Carmenèro, un particolare quanto eccellente vino prodotto con un'uva altrettanto particolare; il Carmenère. Le particolarità di Ca' del Bosco non finiscono con i suoi vini. L'azienda è elegantemente decorata da quadri, mobili antichi e opere d'arte che culmina con un particolare cancello, ingresso all'azienda, opera dello scultore Arnaldo Pomodoro e che porta il nome di Inno al Sole. Questo cancello è costituito da una struttura circolare di 5 metri di diametro che si apre in due semicerchi di 25 quintali ciascuno. La progettazione di quest'opera si concluse nel 1987, mentre la sua realizzazione terminò nel 1993. Il cancello, posizionato all'ingresso di Ca' del Bosco, è stato commissionato da Maurizio Zanella che incaricò lo scultore Arnaldo Pomodoro per la realizzazione di un cancello che rappresentasse un ingresso emblematico verso le vigne e l'intera proprietà. Il cancello, nell'ottica di quest'opera d'arte, non ha solo funzione di portale, ma è la consacrazione del rapporto fra vino e arte, poiché, come afferma lo stesso Maurizio Zanella, l'arte è anche fare del vino di qualità. Attraverso quest'opera Zanella ha infatti voluto impostare una nuova civilizzazione del vino, creando una nuova relazione privilegiata tra le qualità delle sue strutture, territori, uomini, vini e la qualità dell'arte. Con questa filosofia prende forma il cancello di forma circolare, in bronzo e anima in acciaio, con punte rivolte verso l'alto simili a frecce, un grande sole, perché è il sole il vero nutrimento dell'uva e che con i suoi raggi riscalda e illumina i dolci colli di Ca' del Bosco. La vicenda di Maurizio Zanella, e con lui quella di Ca' del Bosco, è piuttosto singolare e sorprendente. Inizia a produrre vino, e a credere alla produzione di grandi vini di qualità, in un periodo quando in Italia si producevano prevalentemente vini che non erano certamente cattivi, tuttavia non avevano nessuna possibilità di confronto con i vini di quella nazione che invece aveva già fatto della qualità il proprio punto di forza: la Francia. La scelta di Maurizio Zanella di produrre vini di qualità inizia proprio a seguito di un suo viaggio agli inizi degli anni 1970 in Francia, per la precisione in Borgogna, e a soli diciassette anni rimane folgorato dalla qualità Francese e sconcertato da quella Italiana. Fu in quel periodo che decise che la sua professione sarebbe stata quella di produrre grandi vini nei luoghi dove viveva. Una scelta certamente coraggiosa, anche perché a quei tempi non fu nemmeno capita dai suoi colleghi produttori di vino Italiani e, nemmeno a dirlo, fu considerato, insieme agli altri pionieri del rilancio dell'enologia Italiana, come un visionario. Il tempo diede ragione a Maurizio Zanella e nell'arco di meno di dieci anni i suoi vini fanno già parlare di sé in diverse parti del mondo. Con il successo dei suoi vini riesce anche a coronare il suo desiderio di avvicinare il mondo dell'arte a quello del vino, ancora una volta, una scelta difficile per quei tempi, tuttavia, come ricorda lo stesso Zanella, erano tempi in cui il vino stava vivendo una nuova era e pertanto era necessario imporre dei cambiamenti che fossero immediatamente evidenti.
A distanza di quasi venti anni, i risultati ottenuti da Ca' del Bosco testimoniamo ampiamente che Maurizio Zanella aveva ragione ad essere fermamente convinto nei suoi propositi. I suoi vini sono oramai celebrati ovunque e conquistano puntualmente i migliori risultati e i migliori successi in ogni luogo; i vini di Ca' del Bosco ricevono attestati e ampi consensi sia da parte della clientela, sia da parte di operatori del settore e dei professionisti. I suoi vini fermi si sono imposti ovunque e nelle occasioni in cui sono stati messi in competizione o a confronto con altri grandi vini di altri paesi, compresa la Francia, ne sono sempre usciti trionfanti e carichi di onori. La stessa sorte è toccata anche agli spumanti Franciacorta, un esempio su tutti, l'eccellente Cuvée Annamaria Clementi 1996, considerato fra i migliori spumanti metodo classico Italiani, e che spesso surclassa anche i più quotati Champagne Francesi in occasione di concorsi enologici, ed è inoltre stato l'unico spumante Italiano ad essersi classificato fra i primi cento vini del secolo. La Cuvée Annamaria Clementi e non è il solo spumante di Ca' del Bosco ad osare fino a questo punto. L'esito di una recente inchiesta condotta da un famoso settimanale tedesco, condotta sui vini spumanti di tutto il mondo e il cui svolgimento è stato garantito da sette assaggiatori professionisti, il Franciacorta Dosage Zero di Ca' del Bosco si è aggiudicato l'ambito primo posto lasciandosi alle spalle una nutrita schiera di degni rappresentanti a livello internazionale, fra questi anche tredici Champagne e tre Franciacorta. Le ambizioni del vulcanico Zanella non si fermano certamente qui. Entro settembre 2003 sarà completata la nuova cantina di Ca' del Bosco, un progetto di ampliamento e di rinnovamento che ha impegnato l'azienda per due anni, e che occuperà ventimila metri quadrati in modo da ospitare servizi e strutture tali da garantire una produzione di un milione e duecentomila bottiglie. La nuova struttura prevede anche una cantina di affinamento interrata di tredicimila metri quadrati e che ospiterà duemila barriques, oltre ad altri locali di affinamento e laboratori d'analisi, fra i quali uno specificamente dedicato all'analisi del terreno e degli apparati foliari. Al termine dei lavori la nuova superficie di Ca' del Bosco destinata a vigneti dovrebbe aggirarsi intorno ai 140 ettari. Ca' del Bosco ha inoltre aderito al gruppo di produttori che hanno deciso di adottare la denominazione Curtefranca in modo da diversificare nettamente i vini Terre di Franciacorta ed evitando inoltre la confusione con gli spumanti prodotti nello stesso territorio e denominati semplicemente Franciacorta. A tale proposito l'azienda ha voluto creare una nuova immagine per questi due vini Curtefranca, un bianco e un rosso, scegliendo per questi una nuova etichetta che fa inoltre uso dell'originale marchio degli anni 1980 di Ca' del Bosco. Anche in vigna si prevedono nuovi lavori tesi al miglioramento della qualità con una densità di novemila ceppi per ettaro e si prevede la raccolta manuale delle uve in cassette da quindici chilogrammi ciascuna. Da circa due vendemmie, le uve appena raccolte vengono conservate in celle frigorifere in attesa di essere pigiate in accordo al ritmo di lavorazione delle macchine pigiatrici. Entro le ventiquattro ore dalla raccolta, l'uva viene sottoposta a selezione manuale e quindi pigiata. La produzione dei bianchi non prevede la diraspatura ma semplicemente la pressatura del grappolo intero, selezionando durante i vari processi di lavorazione le diverse frazioni di mosto aventi qualità distinte. La lavorazione delle uve rosse prevede invece la diraspatura e quindi la pigiatura trasferendo poi il mosto in vasche d'acciaio dove avviene la fermentazione alcolica. I vini di Ca' del Bosco sono distribuiti in 28 paesi esteri, ai quali è riservata circa il 30% della produzione. Sia in Italia, sia all'estero, la politica di distribuzione favorisce prevalentemente il canale della ristorazione e della vendita specializzata. L'attuale produzione di Ca' del Bosco è piuttosto diversificata e ampia e offre il Curtefranca Bianco, il Curtefranca Rosso e lo Chardonnay fra i vini Terre di Franciacorta DOC; Elfo 11 e Carmenèro fra i vini da tavola; Pinero e Maurizio Zanella fra i vini IGT Sebino; Franciacorta Brut, Franciacorta Satèn Millesimato, Franciacorta Rosé Millesimato, Franciacorta Brut Millesimato, Franciacorta Dosage Zéro Millesimato e la Cuvée Annamaria Clementi fra i Franciacorta DOCG.
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Legenda dei punteggi I prezzi sono da considerarsi indicativi in quanto possono subire variazioni a seconda del paese e del luogo in cui vengono acquistati i vini |
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Elfo 11 |
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| Ca' del Bosco (Italia) | |
| Uvaggio: Sauvignon Blanc (90%), Altre uve (10%) | |
| Prezzo: € 18,00 | Punteggio: |
| Alla vista si presenta con un colore giallo verdolino, molto trasparente. Il naso rivela la tipica aromaticità dell'uva con aromi eleganti, puliti e molto gradevoli. Si percepiscono buoni e intensi aromi di ananas, anice, banana, foglia di pomodoro, limone, litchi, pesca, pompelmo e sambuco. In bocca ha un attacco piuttosto fresco, comunque equilibrato e piacevole, con sapori intensi e ottima corrispondenza con il naso. Il finale è persistente con decisi ricordi di limone, pesca e sambuco. Un vino ben fatto. Elfo 11 è affinato per 8 mesi in vasche d'acciaio. | |
| Abbinamento: Pasta e risotti di pesce, Sformati di verdure, Pesce arrosto speziato | |
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Terre di Franciacorta Chardonnay 2000 |
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| Ca' del Bosco (Italia) | |
| Uvaggio: Chardonnay | |
| Prezzo: € 44,00 | Punteggio: |
| Il vino si presenta con un colore giallo paglierino chiaro con sfumature giallo verdolino, molto trasparente. Il naso denota personalità, con aromi puliti, gradevoli, intensi ed eleganti come ananas, banana, ginestra mela, nocciola, pera, pesca, pompelmo e vaniglia. In bocca rivela un ottimo equilibrio con un lieve attacco alcolico, molto equilibrato e di corpo, con sapori intensi ed eccellente corrispondenza con il naso. Il finale è molto persistente con lunghi ricordi di pera, mela e pompelmo. Un grande bianco. Questo Chardonnay viene fermentato in barrique e l'affinamento viene svolto in barrique nuove per 11 mesi. | |
| Abbinamento: Pesce arrosto, Carne saltata, Carne bianca arrosto, Paste ripiene, Formaggi freschi | |
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Maurizio Zanella 1999 |
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| Ca' del Bosco (Italia) | |
| Uvaggio: Cabernet Sauvignon (45%), Cabernet Franc (30%), Merlot (25%) | |
| Prezzo: € 46,00 | Punteggio: |
| Un grande vino. Alla vista presenta con un bel colore rosso rubino brillante e sfumature di rosso rubino, poco trasparente. Al naso esprime personalità, con aromi intensi, eleganti e puliti di amarena, carruba, ciliegia, cioccolato, confettura di prugne, eucalipto, fragola, liquirizia, mirtillo e vaniglia. In bocca rivela un'eccellente corrispondenza con il naso e un ottimo equilibrio sin dall'attacco. Sapori intensi e tannini che presentano già un buon livello di affinamento. Il finale è persistente con piacevoli ricordi di prugna e amarena. Un vino che darà il meglio di sé fra qualche anno, tuttavia già bevibile. Il Maurizio Zanella è affinato in barrique per 15 mesi. | |
| Abbinamento: Selvaggina, Carne arrosto, Formaggi stagionati, Brasati, Stufati | |
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Carmenero 1999 |
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| Ca' del Bosco (Italia) | |
| Uvaggio: Carmenère | |
| Prezzo: € 47,00 | Punteggio: |
| Alla vista si presenta con un colore rosso rubino intenso e sfumature di rosso porpora, poco trasparente. Al naso denota grande personalità, con aromi eleganti, intensi e puliti di amarena, cacao, mirtillo, pepe, peperone, prugna, ribes e vaniglia. In bocca rivela un attacco alcolico tuttavia bilanciato dai tannini che mostrano già una certa morbidezza. Eccellente corrispondenza al naso con sapori intensi. Il finale è persistente con ricordi di amarena, prugna e ribes. Un grande vino che saprà dare il meglio di sé con un ulteriore affinamento in bottiglia. Carmenero è affinato per 16 mesi in barrique. | |
| Abbinamento: Selvaggina, Carne arrosto, Formaggi stagionati, Brasati, Stufati | |
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Franciacorta Satèn Millesimato 1998 |
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| Ca' del Bosco (Italia) | |
| Uvaggio: Chardonnay (70%), Pinot Bianco (30%) | |
| Prezzo: € 31,00 | Punteggio: |
| Questo spumante si presenta con un perlage molto fine, bollicine numerose e persistenti e buona schiuma. Alla vista mostra un colore giallo paglierino carico e sfumature di giallo paglierino, molto trasparente. Al naso rivela grande personalità, con aromi complessi, puliti ed eleganti di banana matura, burro, crosta di pane, kiwi, lievito, litchi, mela, miele, nocciola, pera, pompelmo e vaniglia. In bocca rivela un attacco secco, fresco tuttavia equilibrato con sapori intensi e eccellente corrispondenza al naso. Il finale è persistente con netti e piacevoli ricordi di pompelmo, mela, pera e banana. Questo spumante è prodotto con un vino base che matura per 7 mesi in vasche d'acciaio e per 11 mesi in barrique. L'affinamento sui lieviti è di almeno 40 mesi. | |
| Abbinamento: Carni bianche, Pasta e risotto con verdure e pesce, Pesce arrosto, pesce fritto, Crostacei | |
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Franciacorta Dosage Zero Millesimato 1998 |
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| Ca' del Bosco (Italia) | |
| Uvaggio: Chardonnay (65%), Pinot Bianco (16%), Pinot Nero (19%) | |
| Prezzo: € 28,00 | Punteggio: |
| Questo spumante si presenta con un perlage molto fine, bollicine numerose e persistenti e buona schiuma. Il colore è giallo dorato chiaro con sfumature di giallo paglierino, cristallino. Al naso rivela una sicura personalità, eleganza e aromi già complessi e ben puliti come ananas, banana, burro, crosta di pane, kiwi, lievito, limone, litchi, mela acerba, miele, nocciola e pera. In bocca si fa notare per il suo piacevole attacco secco e fresco, eccellente corrispondenza con il naso, sapori intensi ed equilibrato. Il finale è persistente con piacevoli ricordi di pera, banana, miele e ananas. Questo Franciacorta è prodotto con un vino affinato sia in vasche d'acciaio sia in piccole botti di rovere. Il vino permane sui lieviti per un minimo di 35 mesi prima di essere sboccato. | |
| Abbinamento: Carni bianche, Pasta e risotto con verdure e pesce, Pesce arrosto, pesce fritto, Crostacei | |
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Franciacorta Cuvée Annamaria Clementi 1996 |
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| Ca' del Bosco (Italia) | |
| Uvaggio: Chardonnay (55%), Pinot Bianco (25%), Pinot Nero (20%) | |
| Prezzo: € 53,00 | Punteggio: |
| Un grande vino spumante. Si presenta con un perlage molto fine e bollicine molto numerose e persistenti, spuma abbondante e persistente. Al naso rivela grande personalità, con aromi molto eleganti, raffinati, puliti e piacevolissimi come albicocca, ananas, banana, burro, crosta di pane, lievito, litchi, mela, miele, nocciola, pera, pompelmo e vaniglia. In bocca si presenta con una piena ed eccellente corrispondenza al naso, attacco fresco e equilibrato con sapori piacevoli, netti e intensi. Il finale è molto persistente e praticamente infinito con vivi e piacevoli ricordi di banana, litchi, ananas, miele, pera, mela e pompelmo. Un magnifico vino spumante. La Cuvée Annamaria Clementi è prodotto con un vino base fermentato in barrique, svolge la fermentazione malolattica per poi affinare in barrique per 7 mesi. La permanenza sui lieviti è di 5 anni e 8 mesi. | |
| Abbinamento: Carne bianca arrosto, Pasta e risotto di pesce, Pasta ripiena, Arrosti di pesce speziati | |
| Ca' del Bosco - Via Case Sparse, 20 - 25030 Erbusco (Brescia) Tel. 030 7766111 Fax 030 7268425 - Enologo: Stefano Capelli - Anno fondazione: 1968 - Produzione: 950.000 bottiglie - E-Mail: cadelbosco@cadelbosco.com - WEB: www.cadelbosco.it |
Giornale di Cantina |
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Questa rubrica è riservata ai produttori di vino che intendono rendere note particolari attività produttive, annunciare nuovi prodotti o semplicemente comunicare alla clientela informazioni e promozioni sulla propria attività e i propri prodotti. Inviare le notizie da pubblicare al nostro indirizzo e-mail.
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Fontanafredda fornitore ufficiale di Torino 2006 |
| Dal lontano 1878, quando il conte Emanuele Guerrieri di Mirafiore, avviò la produzione dei vini di Fontanafredda, sono passati 125 anni. Una ricorrenza di grande importanza, non fosse altro perché sottolinea il legame dell'azienda con la storia, che viene celebrata con un evento davvero straordinario e destinato a condizionare la vita per almeno i prossimi quattro anni. Nella mattina del 20 marzo scorso con il TOROC, il Comitato olimpico locale incaricato dal CIO di organizzare la XX edizione delle Olimpiadi invernali, è stato siglato il |