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Numero 16, Febbraio 2004 |
Sommario |
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I Giovani e il Vino |
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Uno dei temi di attualità che riguardano il mondo del vino, e con questo anche quello dei distillati e delle bevande alcoliche, è il rapporto che i giovani hanno verso questo genere di prodotti. Un tema estremamente delicato, certo, uno di quelli che non ci si può permettere di considerare in modo leggero e superficiale. I giovani sono coloro che in ogni epoca e in ogni luogo rappresentano indiscutibilmente il futuro dell'umanità: lo sviluppo dei costumi e della società attraverserà inevitabilmente la loro vita. Se è vero che il futuro è la conseguenza del presente, ed è proprio nel futuro che i giovani di oggi saranno gli adulti di domani, la responsabilità delle persone che in questo momento, il momento presente, sono adulti, è di preparare delle buone premesse a coloro che, più avanti, prenderanno il loro posto. Fra queste responsabilità crediamo esista anche l'obbligo di conservare le culture, le tradizioni, le memorie del passato e, soprattutto, nel rispetto di quelle degli altri. Sono presupposti che consentono di comprendere il tempo presente e di formare quello futuro, nella speranza che l'esperienza del passato possa essere utile a non commettere gli stessi errori. Si sa, purtroppo, che la storia non riesce ad insegnare nulla agli uomini e l'inesorabile ripetersi delle stesse tragedie ne è la triste conferma. I giovani sono spesso accusati di abusare delle bevande alcoliche, e questo corrisponde, in termini generali, alla verità. In realtà ciò che preoccupa veramente è proprio l'abuso, un atteggiamento di chi non sa apprezzare qualcosa o non è stato educato al giusto apprezzamento e al rispetto di quella cosa. Va però riconosciuto che l'atteggiamento attuale dei giovani verso il vino è, per molti aspetti e in termini generali, diverso dalle altre bevande alcoliche e dai super alcolici. I giovani sembrano essere attenti alla qualità del vino che bevono - questo è certamente un fattore estremamente positivo - e, sempre in termini generali, sembrerebbe che preferiscono berne poco ma di buona qualità. Probabilmente questa è la conseguenza del crescente interesse nei confronti del vino, sia da parte dei consumatori, sia da parte dei mezzi di comunicazione, e, pare, il vino goda di una certa importanza e stima per le quali, forse, si è portati a considerarlo con maggiore rispetto. Eppure il vino contribuisce, unicamente attraverso il suo abuso, allo sviluppo di una piaga sociale preoccupante: l'alcolismo. Qualcosa che, certamente, non mette in buona luce la bevanda di Bacco e di cui non si può andare fieri: l'alcolismo è certamente qualcosa che va prevenuto e contrastato. Eppure le persone che si possono definire a pieno titolo appassionati del vino non sono mai alcolisti. Chi apprezza veramente il vino conosce bene il modo in cui rapportarsi ad esso: chi conosce e apprezza veramente il vino sa che la moderazione è il modo migliore, oltre che il più intelligente e saggio, per trarre il massimo piacere e il migliore appagamento da questa bevanda. Qual'è quindi il fattore che contraddistingue coloro che sanno apprezzare il vino da quelli che ne abusano? La cultura e la conoscenza. Se l'abuso di vino nei giovani è dovuto alla mancanza di cultura e di conoscenza, allora non hanno colpe, caso mai la colpa è della società, la nostra società, che non è stata capace di educare e di fornire un'adeguata cultura ai giovani, che gli ha fatto credere che il consumo di alcol, peggio ancora l'abuso dell'alcol, sia qualcosa che contraddistingue le persone grandi da prendere come esempio. Che fare quindi? Reprimere e vietare l'uso delle bevande alcoliche? Sarebbe, a nostro avviso, ancora peggio. Ogni adulto sa benissimo che quando era giovane provava un certo piacere nel trasgredire le regole e i divieti, come se fosse una sfida. Inoltre, è storicamente provato, il proibizionismo ha portato gli effetti contrari nelle società in cui è stato imposto. Se la cultura e l'educazione, intesa come conoscenza di qualcosa nel giusto rispetto e apprezzamento, sono i fattori che consentono un migliore rapporto con il vino, allora è opportuno e auspicabile adoperarsi in questo senso. Si parla molto di vino, lasciateci dire anche che spesso si sparla di vino, e il numero di corsi di degustazione sensoriale sono in continuo aumento. È certamente un fattore positivo che indica la diffusione di una certa cultura e di un interesse consapevole. Il fattore ancora più positivo è che questi corsi sono largamente frequentati da giovani. Un segno positivo di cui va riconosciuto il merito alle tante organizzazioni professionali e amatoriali che operano da anni in questo senso e per la diffusione della giusta cultura enologica. La disinformazione è sempre e comunque un danno per coloro che la subiscono, peggio ancora quando è volutamente organizzata a disinformare per fini poco corretti e onesti. Crediamo sia ipocrita, oltre che poco corretto e onesto, generalizzare sugli effetti negativi del vino senza fare conoscere anche i suoi effetti positivi. La medicina e la scienza continuamente ci informano sugli effetti del vino nel nostro organismo, sia positivi, sia negativi: un buon modo per fare informazione dicendo semplicemente la verità su ogni aspetto senza riserve o pregiudizi. Il vino può certamente provocare effetti negativi sull'organismo, ma è anche vero che questo accade solamente quando se ne abusa. Non è opportuno, quindi, educare e informare correttamente i giovani su tutti gli aspetti, buoni e cattivi, del vino? Comportarsi in modo corretto verso qualcuno significa anche guadagnarsi il suo rispetto, e i giovani vanno rispettati, come qualunque altra classe di individui, senza approfittare della loro inesperienza e del loro desiderio di imparare e crescere. Questo è soprattutto utile per la sopravvivenza del vino stesso: se ai giovani di oggi viene insegnato che il vino è un elemento negativo, mostrando solamente i suoi lati negativi e senza farlo conoscere e apprezzare per quello che è veramente, il futuro di questa bevanda millenaria sarà tristemente segnato. In questo senso facciamo appello all'intelligenza dei giovani e al loro desiderio di imparare e crescere: ci auguriamo che la loro intelligenza gli serva anche ad andare oltre alla superficialità delle cose e al semplice bere. Il vino è una cultura che appartiene a decine di popoli del mondo, è un patrimonio dell'umanità e dell'espressione dell'ingegno umano che si fonde con la natura. Cerchiamo di rispettarlo e il rispetto, prima di tutto, significa non abusare. Il rispetto è anche fatto di correttezza e con assoluta correttezza va insegnata la cultura del vino. Chi apprezza il vino sa benissimo che ciò che ha nel bicchiere non è qualcosa che va semplicemente bevuto: è qualcosa che va compreso, che può raccontare mille cose di sé attraverso il coinvolgimento dei sensi, con il suo colore, i suoi aromi e il suo gusto. Non è qualcosa che va bevuto in modo distratto e sconsiderato. Il vino è una straordinaria bevanda che merita rispetto, e con rispetto va trattata, che richiede attenzione, che sa regalare momenti piacevoli ed emozioni a chi ha la volontà di comprenderlo, ricordando sempre che tutto questo si realizza con la moderazione e mai con l'abuso. Ecco, questo bisognerebbe insegnare ai giovani, a coloro che in un futuro lontano avranno la responsabilità di trasmettere la cultura del vino a quelli che inevitabilmente saranno i giovani di domani.
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La Posta dei Lettori |
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In questa rubrica vengono pubblicate le lettere dei lettori. Se avete commenti
o domande da fare, esprimere le vostre opinioni, inviate le vostre lettere
alla redazione oppure
utilizzare l'apposito modulo disponibile nel
nostro sito.
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| Perché alcuni vini vengono prodotti con una sola uva e altri con uve diverse? Esiste una ragione specifica? |
| Claude Rolland -- Mercurey (Francia) |
| La ragione per la quale si utilizzano determinate quantità di uve nella produzione dei vini è dettata da diversi motivi. La composizione delle uve nei vini classici è spesso determinata da ragioni tradizionali e storiche che vengono solitamente mantenute e rispettate. La ragione più specifica sulla quantità, e certamente anche sulla qualità, delle uve utilizzate per la produzione dei vini è in ogni caso dettata da esigenze sia enologiche sia organolettiche. Ogni tipo di uva possiede delle qualità proprie capaci di conferire al vino il suo carattere e la sua personalità. Questa proprietà è certamente vera per ogni singola specie di uva da cui si può produrre vino. Le qualità delle uve non si limitano solamente ad apportare aromi e gusto al vino: queste caratteristiche dipendono anche dalla fermentazione e dalla maturazione. Per esempio, ci sono uve che hanno una spiccata acidità e che potrebbe essere poco opportuna per l'equilibrio complessivo del vino. In questo caso si può unire un'altra uva più morbida e meno acida in modo da rendere più equilibrato il vino. Lo stesso concetto si può applicare agli aromi: un'uva con pochi e deboli aromi, ma buone qualità gustative, può essere migliorata aggiungendo un'uva più aromatica. Tuttavia è bene ricordare che vini prodotti con una sola uva possono risultare certamente eccellenti, così come sono eccellenti i vini prodotti da più uve. In ogni caso il risultato finale dipende fortemente dal modo in cui le uve sono state coltivate e dal modo in cui sono state vinificate. Un'uva, di per sé, non è certamente una garanzia di qualità. |
| Ho sentito che ci sono finalmente anche in Italia ristoranti che permettono al cliente di portare il vino da casa dando comunque n buon servizio sui bicchieri. Avete qualche indirizzo della mia zona da proporre? Grazie mille e complimenti per il servizio offerto. |
| Franco -- Fogliani (Italia) |
| Il servizio di cui parla è piuttosto diffuso in diversi paesi, fra questi gli Stati Uniti d'America dove prende il nome di bring your own bottle o semplicemente BYOB. Pare che, finalmente, anche in Italia gli addetti alla ristorazione abbiano compreso l'importanza di questo servizio che, se è vero non fa vendere il proprio vino, quanto meno non fa perdere un cliente. Generalmente per l'apertura e il servizio della bottiglia viene richiesta una tariffa piuttosto variabile e a volte può anche raggiungere il costo di una bottiglia di vino medio. In ogni caso il ristorante dovrebbe garantire un buon servizio sia sui bicchieri, che necessitano di essere successivamente lavati, e sul servizio stesso del vino, che richiede l'opera del suo personale. In Italia sta inoltre diventando piuttosto diffusa la possibilità, assolutamente e comunque lecita, di portare a casa la bottiglia di vino che eventualmente non si fosse completamente consumata durante il pasto. Mentre in altri paesi è un'abitudine diffusa (in alcuni è addirittura possibile riportare a casa le pietanze non consumate e comunque pagate), in Italia esiste una sorta di pregiudizio nel chiederlo, sia da parte dei clienti, sia da parte degli stessi ristoratori. I ristoranti che iniziano ad offrire questo tipo di servizio solitamente dispongono di specifici tappi che utilizzano per richiudere la bottiglia in modo da consentire un trasporto agevole. |
PiemonteLa prestigiosa terra da vino Italiana è spesso identificata con i grandi vini rossi, tuttavia il Piemonte stupisce anche per la produzione di vino bianco e, non da ultimo, anche di spumanti |
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Il Piemonte, prestigiosa regione vinicola dell'Italia, è quasi esclusivamente identificato con la produzione di grandi vini rossi, tuttavia spesso si dimentica che in questa regione si producono anche eccellenti vini bianchi e celebri vini spumanti. Innegabilmente il ruolo del Piemonte nello sviluppo della moderna enologia Italiana è, ed è stato, fondamentale: è proprio in questa regione che, di fatto, ha avuto inizio quella straordinaria rivoluzione che ha riportato l'Italia ai vertici della produzione di alta qualità. Nomi come Barolo, Barbaresco, Nebbiolo e Barbera sono solamente alcuni esempi di vini e uve che evocano in ogni appassionato pensieri legati alla qualità e all'eccellenza enologica. Eppure il patrimonio del Piemonte è ricco anche di vini e uve bianche piacevoli e aromatiche, non solo il Moscato Bianco utilizzato per il celebre Asti, ma anche Arneis, Favorita, Cortese ed Erbaluce, tanto per citare alcune delle più celebri uve della regione. Dal punto di vista enologico, il Piemonte, se confrontato con le altre regioni d'Italia, rappresenta una sorta di eccezione: qui i vini sono per la maggior parte mono varietali, cioè prodotti con un'unica uva, e i vini prodotti con più uve, nonostante siano frequenti in diverse zone della regione, rappresentano la minoranza della produzione. Inoltre la vitivinicoltura del Piemonte si basa spesso sul concetto di terroir e di cru: uno specifico vino è prodotto esclusivamente con uve provenienti da vigneti diversi il cui nome viene anche utilizzato per la definizione del vino stesso. Celebre è l'esempio offerto da due grandi vini Piemontesi, il Barolo e il Barbaresco, che rispecchiano fedelmente questo concetto produttivo. Nomi come Bussia, Lazzarito, Cerequio, Rocche e Brunate sono alcuni esempi di cru di Barolo, così come Rabajà, Asili e Montestefano lo sono per il Barbaresco. Le aree di Barolo e Barbaresco offrono inoltre esempi per il concetto del terroir usato in Piemonte. In queste due aree sono state individuate delle località e dei comuni con caratteristiche peculiari e che conferiscono ai vini la loro personalità. Località come La Morra, Barolo, Serralunga d'Alba, Monforte d'Alba e Castiglion Falletto sono le zone elette del Barolo, mentre Barbaresco, Treiso e Neive lo sono per il Barbaresco.
Il rinascimento dell'enologia Piemontese, evento che ha, di fatto, rilanciato l'enologia Italiana nel mondo, inizia verso la metà del XIX secolo con la rivoluzione introdotta nella produzione del Barolo. Fino a quel momento la produzione dei vini Piemontesi era prevalentemente dolce: una tradizione che si ritiene dettata da motivi prevalentemente commerciali, quando la zona delle Langhe, da cui proviene il Barolo, era il maggiore fornitore di vini della potente repubblica marinara di Genova. Dalla città Ligure i vini prendevano la via del mare; pertanto un vino dolce riusciva a sopportare meglio le insidie dei lunghi viaggi marittimi assicurando una migliore conservazione. Esiste inoltre un'ulteriore spiegazione sul fatto che i vini di Barolo fossero dolci e la causa era dovuta al Nebbiolo, la grande uva con cui si produce questo celebre vino. Il Nebbiolo ha una maturazione piuttosto tardiva e pertanto il freddo che si sviluppava nelle cantine Piemontesi durante i mesi di Novembre e Dicembre, unitamente alla non disponibilità di specifici lieviti, interrompeva il processo di fermentazione lasciando quindi nel vino una certa quantità di zuccheri residui. Il drastico cambiamento di questo vino fu opera di un enologo Francese: Louis Oudart. La Marchesa di Barolo, Giulietta Falletti, chiese a Oudart di migliorare i vini prodotti nella sua cantina. Dopo una preliminare ricerca, Louis Oudart capì immediatamente le enormi potenzialità dell'uva Nebbiolo e intuì anche il motivo per il quale non si riusciva a produrre un buon vino: l'interruzione della fermentazione e l'eccessiva presenza di zuccheri residui. Grazie alla sua opera nacque così il vino Barolo e fu un successo strepitoso in tutta la zona: Camillo Benso conte di Cavour, che fino a quel momento non gradiva i vini Piemontesi, fu talmente colpito dal nuovo vino che decise di convertire le cantine della sua tenuta di Grinzane per la produzione del nuovo Barolo. Lo stesso fece il Re Vittorio Emanuele II nei vigneti della sua tenuta di caccia di Fontanafredda a Serralunga d'Alba. La storia di un grande mito era appena iniziata. La produzione vinicola del Piemonte si sviluppa prevalentemente nella zona sud-orientale della regione e nella parte settentrionale. La zona più celebre del Piemonte sono le Langhe, una zona che si estende intorno alla città di Alba, a sud di Torino, patria dei vini Barolo e Barbaresco. Il Piemonte è particolarmente associato alla produzione di grandi vini rossi, tuttavia in questa regione si producono anche interessanti vini bianchi oltre a vini spumanti, sia dolci sia secchi. I vini della regione sono prevalentemente prodotti con uve autoctone, spesso vinificate in purezza, e la presenza di uve internazionali è piuttosto modesta e sono solitamente utilizzate insieme alle uve locali. Fra le uve a bacca bianca troviamo il Moscato Bianco, Arneis, Cortese, Favorita e Erbaluce, oltre alle meno famose, ma comunque interessanti, Timorasso e Nas-cetta. Fra le uve a bacca rossa spicca il possente Nebbiolo, oltre a Barbera, l'uva più coltivata della regione, Dolcetto, Brachetto, Freisa e Grignolino. A queste uve si aggiungono anche le meno note, ma comunque interessanti, Vespolina, Bonarda, Uva Rara, Ruchè, Malvasia di Schierano, Malvasia di Casorzo e Pelaverga.
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I vini prodotti in Piemonte vengono classificati con il sistema di qualità in vigore in Italia, un sistema unico adottato in tutte le regioni. Le categorie in vigore nel sistema Italiano sono, dalla più bassa alla più elevata, Vini da tavola, IGT (Indicazione Geografica Tipica), DOC (Denominazione di Origine Controllata) e DOCG (Denominazione di Origine Controllata e Garantita). Nella categoria DOCG è prevista l'indicazione del vigneto, della località di produzione o della sotto zona - di fatto rappresenta un livello di qualità superiore - una caratteristica spesso presente nei vini Piemontesi DOCG, in particolare nel Barolo e nel Barbaresco. Va comunque ricordato che il sistema di qualità Italiano certifica l'area di provenienza di un vino e il rispetto dei criteri stabiliti dal disciplinare; la qualità reale, come sempre, è un presupposto e un principio che il produttore adotta per i suoi vini e in cui crede. I vini DOCG prodotti in Piemonte sono (fra parentesi la tipologia e le uve utilizzate per la produzione): Barolo (rosso; Nebbiolo), Barbaresco (rosso; Nebbiolo), Gavi (bianco e spumante; Cortese), Asti o Moscato d'Asti (bianco e spumante; Moscato Bianco), Brachetto d'Acqui (rosso e spumante; Brachetto), Gattinara (rosso; Nebbiolo, Vespolina, Bonarda) e Ghemme (rosso; Nebbiolo, Vespolina, Uva Rara). Il numero dei zone del Piemonte riconosciute come DOC sono oltre 40 e la produzione riguarda sia vini bianchi sia rossi. Innumerevoli anche i vini prodotti come IGT, una categoria di qualità, qui in Piemonte come nelle altre regioni d'Italia, che merita notevole attenzione: nonostante rappresenti solamente il secondo livello di qualità del sistema Italiano, in questa categoria sono presenti centinaia di vini con qualità elevate, spesso comparabili, e talvolta anche superiori, ai migliori vini DOC e DOCG.
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Il Barolo è certamente fra i vini più famosi d'Italia e per decine di anni ha avuto il compito di portare alto il nome dell'enologia Italiana nel mondo. Questo vino è prodotto con uva Nebbiolo e deve il suo nome all'omonima cittadina che si trova a circa 15 chilometri a sud di Alba. L'area di produzione del Barolo è storicamente condivisa da cinque celebri località che costituiscono anche le sue zone di elezione: Barolo, Castiglione Falletto, La Morra, Serralunga d'Alba e Monforte d'Alba, da cui proviene la maggior parte della produzione totale. L'impatto del terroir di queste zone sui vini è piuttosto evidente e i vini prodotti nelle cinque località hanno caratteristiche diverse e personali. La composizione del terreno delle località di Barolo e La Morra conferiscono al vino un carattere più morbido, aromatico e decisamente fruttato e che in genere matura più rapidamente. Il terreno delle località di Castiglione Falletto, Serralunga d'Alba e Monforte d'Alba, meno compatto e meno fertile delle altre due località, produce vini più robusti e intensi e che maturano più lentamente. I vini prodotti in queste località si differenziano inoltre, in termini generali, anche nel colore: quelli prodotti a La Morra e a Barolo tendono ad avere colori rosso rubino, mentre quelli prodotti nelle altre località tendono a colori più granati e aranciati. Una caratteristica tipica dei Barolo è la spiccata tannicità, una peculiarità che in genere richiede alcuni anni, in genere almeno cinque, prima di assumere un carattere più rotondo e meno aggressivo. Questa caratteristica ha inoltre dato vita alla costituzione di due fazioni di produttori: quelli che ritengono la produzione del Barolo debba rispettare i canoni tradizionali, con il risultato di un vino più aggressivo e tipico, e quelli che invece interpretano il Barolo come un vino più morbido, moderno e immediato, spesso ricorrendo all'uso della barrique invece della botte grande, e diminuendo i tempi di fermentazione e di macerazione. Entrambi gli stili di Barolo hanno i loro sostenitori e spesso questa caratteristica produttiva è motivo di discussione sia fra i produttori sia fra gli stessi appassionati. Indipendentemente da questi fattori tradizionali o moderni, rimane comunque indiscutibile la grandezza del Barolo. Fra i cru più celebri del Barolo vanno ricordati: Cannubi, Sarmazza e Brunate a Barolo; Rocche, Cerequio e Brunate a La Morra (Brunate è condiviso dalle località di Barolo e La Morra); Rocche, Villero e Monprivato a Castiglione Falletto; Lazzarito e Vigna Rionda a Serralunga d'Alba; Bussia, Ginestra e Santo Stefano di Perno a Monforte d'Alba.
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Considerato per anni come il fratello minore del Barolo, a causa dell'uva Nebbiolo con cui vengono entrambi prodotti, il Barbaresco è uno straordinario vino che deve il suo nome all'omonima città in cui si produce, non lontano da Barolo. La fama del Barbaresco è certamente più recente del Barolo, tuttavia anche la storia di questo vino è piuttosto antica. Seguendo il lavoro svolto dall'enologo Louis Oudart a Barolo, verso la metà degli anni 1890 il professor Domizio Cavazza, docente della Scuola di Enologia di Alba e direttore della Cantina Cooperativa di Barbaresco, riuscì a fare completare la fermentazione producendo quindi un vino secco. Il Barbaresco inizia la sua strada verso la notorietà negli anni 1960 grazie agli sforzi commerciali di Giovanni Gaja e Bruno Giacosa. Sarà dieci anni più tardi che il Barbaresco diventerà uno dei vini più ricercati del mondo grazie all'intuito e alla caparbietà di Angelo Gaja, che contro tutto e contro tutti, inizierà a produrre il suo vino secondo i principi appresi in Francia. Se il Barbaresco è oggi ammirato e conosciuto ovunque, se finalmente ha assunto una sua dignità e identità propria, lo si deve proprio ad Angelo Gaja che ha avuto il coraggio di avviare un nuovo processo e stile di produzione, una vera e propria rivoluzione, non solo produttiva ma anche culturale, alla quale poi molti altri produttori si sono uniti. Il Barbaresco è prodotto con uva Nebbiolo ed è in genere considerato più elegante e raffinato del vicino Barolo. Questo vino si produce nelle località di Barbaresco, Treiso e Neive, ognuna delle quali, grazie alle tipicità della zona, conferisce specifiche caratteristiche al vino, in particolare in quelli prodotti in certe aree di Neive che, per certi aspetti, ricordano il Barolo e per questo motivo si dicono che baroleggiano. Fra i cru più celebri del Barbaresco vanno ricordati: Asili, Montefico, Montestefano e Rabajà a Barbaresco; Albesani e Gallina a Neive; Pajorè a Treiso.
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Le Langhe, importante area vinicola situata nei pressi della città di Alba alla sinistra del fiume Tanaro, non sono solamente la patria degli eccellenti Barolo e Barbaresco. L'uva Nebbiolo è certamente la più importante e celebre, tuttavia in questa antica terra da vino si coltivano altre uve con le quali si producono interessanti vini. Il Dolcetto e la Barbera rappresentano certamente due uve di primaria importanza della zona. Fra le zone più importanti per la produzione di Dolcetto vanno ricordate Dogliani e Diano d'Alba, quest'ultima, addirittura, riconosce l'esistenza di ben 77 cru diversi all'interno del suo territorio. Il Dolcetto produce vini con una spiccata caratteristica fruttata, molto gradevoli e piacevoli, con buona tannicità ma bassa acidità, una caratteristica che non consente lunghi periodi di maturazione. La Barbera è un'uva che solo recentemente è riuscita ad ottenere alti riconoscimenti grazie ad una vinificazione attenta e di qualità: fino a qualche decina di anni fa era considerata l'uva più adatta per la produzione di vini correnti e di largo consumo. Oggi la Barbera, capace di produrre vini con una piacevole acidità, è giustamente considerata fra le grandi uve del Piemonte. Un'uva molto interessante delle Langhe, ma che ancora è poco conosciuta, è il Pelaverga, coltivata nel comune di Verduno, capace di produrre vini di notevole interesse. Fra le uve bianche coltivate nelle Langhe troviamo anche la Favorita e l'Arneis, quest'ultima presente anche nel Roero. Sulla riva destra del fiume Tanaro si trova un'altra zona vinicola, il Roero, che recentemente sta riscuotendo, giustamente, un notevole interesse. Anche qui l'uva a bacca rossa più diffusa è il Nebbiolo, tuttavia la notorietà iniziale della zona è dovuta ad un'uva a bacca bianca: l'Arneis. Quest'uva era utilizzata nella zona insieme al Nebbiolo proprio per conferire al vino un carattere meno aggressivo. I vini bianchi prodotti con Arneis offrono una piacevolezza aromatica e gustativa decisamente convincente. Fra i vini rossi del Roero troviamo la Barbera e il Nebbiolo, entrambi con caratteristiche piuttosto diverse da quelli prodotti nelle Langhe, ma comunque di estremo interesse e pregio. I risultati ottenuti nel Roero devono innegabilmente il loro successo ad un giovane vignaiolo che ha saputo portare la qualità di questa zona ai massimi livelli riuscendo a fare emergere l'identità del Roero: Matteo Correggia. Grazie alla sua infaticabile opera nella rivalutazione del patrimonio della sua terra, Matteo Correggia, purtroppo scomparso recentemente a causa di un incidente, è stato capace di lasciare un segno indelebile nella vitivinicoltura del Roero, una testimonianza espressa nei suoi vini.
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In queste due importanti zone vinicole del Piemonte, situate nella parte sud-orientale della regione, l'uva rossa che domina non è il Nebbiolo ma la Barbera. Mentre nel Monferrato si tende a produrre una Barbera mossa o leggermente frizzante, nella zona di Asti si preferisce produrre questo vino secco e più corposo. Un'altra uva di primario interesse del Monferrato è il Grignolino con la quale si producono vini dai colori generalmente chiari, molto piacevoli e gradevoli. Un'altra uva tipica del Monferrato è la Freisa, presente in molti vini di questa zona. Nel Monferrato è inoltre presente un'uva rossa di cui si parla poco e che invece meriterebbe ben altri successi, il Ruchè, un patrimonio esclusivo di Castagnole Monferrato. In queste zone troviamo anche il celebre Brachetto d'Acqui, prodotto sia frizzante sia spumante, un vino che affascina per la sua spiccata aromaticità e per la sua piacevolezza. Un altro vino che caratterizza la zona è il Gavi, un vino bianco DOCG, prodotto con uva Cortese, una delle nobili e pregiate uve bianche del Piemonte. Non distante da Gavi si trova una piccola località capace di produrre un vino interessante: Ovada. In questa località l'uva principe è il Dolcetto con la quale si produce un vino, purtroppo non disponibile in grandi quantità, ma che possiede caratteristiche uniche e interessantissime. Nella zona di Asti l'uva più celebre è il Moscato Bianco con il quale si produce il celeberrimo spumante che porta lo stesso nome dell'omonima città. Il successo dell'Asti Spumante, definito semplicemente Asti, ha una storia di oltre cento anni quando Carlo Gancia decise nel 1865 di produrre uno spumante utilizzando l'uva Moscato Bianco. Da allora questo gioioso e profumatissimo spumante si è diffuso ovunque nel mondo ed è uno dei simboli con cui si identifica l'enologia Italiana. L'Asti viene prodotto con il metodo della fermentazione in autoclave, un sistema che deve la sua nascita grazie all'opera di un'importante personaggio dell'enologia Italiana e purtroppo poco ricordato: Federico Martinotti. Fra i vini di questa zona prodotti con uva Moscato Bianco va certamente ricordato anche l'interessante Loazzolo. Vino rosso nell'Astigiano significa Barbera e se la Barbera è oggi considerata fra le uve e i vini importanti del Piemonte, questo lo si deve a Giacomo Bologna. Convinto delle capacità della Barbera, adotta sistemi di produzione fino a quel momento impensabili nella sua terra, fa tesoro dei suoi viaggi in Francia, in California e in Georgia e alla fine adotta la barrique per fare maturare la sua Barbera: da quel momento la popolare e umile uva prese un posto di rilievo fra i vini importanti.
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L'area settentrionale del Piemonte è generalmente meno conosciuta rispetto alla parte sud-orientale. Nonostante l'uva Nebbiolo sia largamente utilizzata in queste zone per la produzione di ottimi vini, il peso e la notorietà dei vini delle Langhe, Barolo e Barbaresco per primi, non consente loro di raggiungere una migliore diffusione. Eppure in passato i vini di queste zone erano addirittura considerati migliori degli altri, e nonostante la scarsa diffusione, ancora oggi conservano il loro fascino e il loro sicuro interesse. Fra le zone più celebri troviamo Ghemme e Gattinara, dove si producono gli omonimi vini DOCG, in cui l'uva Nebbiolo è unita ad altre uve tipiche, e il Carema, nella parte occidentale e in prossimità della Valle d'Aosta, prodotto con Nebbiolo in purezza. Fra i vini di questa zona prodotti con uva Nebbiolo, da solo o insieme ad altre varietà, vanno ricordati Lessona, Bramaterra, Boca, Sizzano e Fara. Un'interessante uva bianca che si trova in quest'area è l'Erbaluce con la quale si producono vini bianchi. Quest'uva è inoltre capace di produrre straordinari vini passiti, molto ricercati e apprezzati, tipici della città di Caluso.
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ChardonnayFra i più famosi rappresentanti delle uve internazionali, lo Chardonnay è presente in ogni paese vinicolo e vanta una nutrita schiera di sostenitori. Ma anche di detrattori |
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Chardonnay. Probabilmente questo è il termine più conosciuto e riconoscibile del mondo del vino. Per molti Chardonnay è addirittura il nome di un vino e non sospettano minimamente che invece è il nome di un'uva. Certamente un'uva largamente diffusa e conosciuta che dalla sua probabile terra d'origine, la Borgogna, si è diffusa ovunque nel mondo tanto che, attualmente, è l'uva più utilizzata nella produzione dei vini, sia in purezza, sia miscelata ad altre uve. La diffusione dello Chardonnay è tale che da decine di anni lo si considera come un'uva internazionale, cioè presente in molti paesi vitivinicoli, probabilmente l'uva internazionale per eccellenza. Se esiste un modello di vino bianco internazionale, questo è dovuto quasi esclusivamente all'uva Chardonnay e, in particolare, al modo in cui viene utilizzata. Come mai lo Chardonnay è un'uva così diffusa e apprezzata nel mondo? Se è vero che lo Chardonnay vanta una nutrita schiera di appassionati, è anche vero che molti la considerano un'uva sopravvalutata. La diffusione dello Chardonnay è principalmente dovuta alla sua eccellente capacità di adattamento nelle più diverse condizioni climatiche e nei più diversi terreni. Lo Chardonnay è inoltre apprezzato da molti enologi per le sue capacità piuttosto neutre e pertanto consente di costruire vini secondo stili precisi. Questa versatilità ha consentito di dare vita al cosiddetto stile internazionale, tanto apprezzato da molti appassionati di vino e da molti enologi, grazie anche all'uso del legno e di specifiche tecniche enologiche: lo Chardonnay può virtualmente essere plasmato a piacimento del produttore. Questa non è certamente una critica allo Chardonnay, è semplicemente una constatazione basata sull'ampia scelta di vini prodotti con quest'uva, tuttavia va certamente e sicuramente ricordato che esistono vini prodotti con Chardonnay di primaria e assoluta grandezza. Certo, non tutto lo Chardonnay è di buona qualità: il suo largo uso ha portato alla produzione di vini piuttosto ordinari che vengono venduti per vini pregiati solo per il fatto di essere prodotti con quest'uva. A parte le opinioni dei suoi sostenitori o dei suoi detrattori, un'innegabile caratteristica di quest'uva e la sua adattabilità, sia nella coltivazione, sia nella produzione di vino. Lo Chardonnay non ha particolari caratteristiche organolettiche che gli consentono una chiara riconoscibilità, ed è proprio grazie a questa sua caratteristica che ben si adatta alle più svariate tecniche di produzione enologica. Lo Chardonnay è inoltre una delle principali uve utilizzate per la produzione di vini spumanti - un esempio su tutti è lo Champagne - e viene utilizzato ampiamente, in purezza o miscelato ad altre uve, per la produzione dei vini bianchi secchi, molto raramente per la produzione di vini dolci. I vini bianchi secchi prodotti con Chardonnay si possono dividere in due categorie distinte: quelli fermentati e/o maturati in botte e quelli fermentati e maturati in contenitori costruiti con materiali diversi dal legno, come per esempio l'acciaio. Questa scelta di produzione influisce ampiamente sulle qualità organolettiche del prodotto finale, un fattore che riguarda ovviamente ogni vino. Per lo Chardonnay, a causa della sua versatilità e relativa neutralità, la scelta dei tipi di contenitori utilizzati per la fermentazione e la maturazione rappresentano un elemento fondamentale.
Si è già detto che lo Chardonnay è un'uva di facile coltivazione e che assicura un buon adattamento in ogni tipo di terreno e clima, tuttavia è un'uva che matura precocemente e ha un'acidità moderata. Questo significa che deve essere vendemmiata in anticipo rispetto alle altre uve altrimenti, se si attende la piena maturazione, peggio la surmaturazione, la sua acidità diminuisce notevolmente producendo quindi vini poco freschi e troppo morbidi, in definitiva, vini non equilibrati. Per questo motivo lo Chardonnay si raccoglie con un discreto anticipo in modo da conservare la sua preziosa acidità, un fattore che diventa di assoluta importanza quando l'uva viene utilizzata per la produzione di spumanti. Nonostante lo Chardonnay presenti buone capacità di adattamento alle diverse condizioni ambientali, produce risultati migliori e più eleganti in zone con clima fresco, come per esempio la Borgogna. Anche la longevità dello Chardonnay è largamente influenzata dal modo in cui viene vinificato. La durata può variare da due anni, come per la maggior parte dei vini bianchi, fino ad una media di sei anni, e in casi particolari, di fatto da considerarsi delle vere eccezioni, si può arrivare anche a oltre dieci anni. Gli elementi che determinano principalmente la longevità dello Chardonnay sono la maturazione in botte, più sovente la barrique, e l'acidità dell'uva al momento della vendemmia. Nel caso in cui la maturazione o la fermentazione sia stata condotta in contenitori di legno, la longevità dello Chardonnay può arrivare anche a sei anni e oltre, mentre perde le sue migliori caratteristiche dopo circa due anni nel caso in cui sia stato vinificato in vasche d'acciaio. Fra le altre condizioni che determinano la sua longevità va incluso anche il grado di maturazione al momento del raccolto, quindi la sua acidità. Da notare che nella vinificazione dello Chardonnay si favorisce spesso la fermentazione malolattica, una pratica che viene solitamente svolta nei casi in cui il vino viene fatto maturare in barrique, e che conferisce al vino un carattere di maggiore complessità aromatica oltre a renderlo più morbido e complesso al gusto. La definizione delle caratteristiche organolettiche dello Chardonnay è piuttosto complessa a causa della quantità di stili di vinificazione utilizzati. Quest'uva, come già detto, può produrre vini estremamente ordinari, nel caso in cui sia coltivata con rese piuttosto elevate e pratiche enologiche non eccelse, ma anche vini di assoluto pregio quando coltivata con rese contenute e accurate pratiche enologiche. Va inoltre considerato che l'uso di contenitori in legno altera ampiamente il carattere del vino e pertanto si noteranno aromi e sapori che non hanno legami diretti con quelli dell'uva. Tuttavia, grazie alla sua versatilità, lo Chardonnay ha conquistato un suo carattere e una sua personalità così evidenti che in genere non è difficile da rilevare nei vini in cui viene utilizzato. Inoltre, vista la sua enorme diffusione nel mondo, è piuttosto difficile definire una vera e propria identità dello Chardonnay in quanto gli influssi ambientali e climatici dei vari luoghi, oltre ai diversi stili di vinificazione, contribuiscono al carattere generale del vino e alle sue qualità organolettiche.
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L'aspetto di un vino prodotto con uva Chardonnay può assumere colori piuttosto diversi fra loro. Come già detto, quest'uva viene utilizzata con diverse tecniche di vinificazione, pertanto il processo di fermentazione condotto in botte, ma anche la maturazione, conferirà al vino colori più scuri che possono variare dal giallo paglierino fino al giallo dorato. Le cose cambiano, in termini generali, nel caso in cui il vino sia stato prodotto in contenitori non di legno, generalmente vasche d'acciaio o cemento: il colore sarà più chiaro con evidenti sfumature di giallo verdolino. Anche lo stato di maturazione influirà sul colore: una caratteristica che si rileverà particolarmente negli Chardonnay maturati in legno, cioè in quelli più adatti all'affinamento in bottiglia. Dopo alcuni anni il colore dello Chardonnay segue l'evoluzione tipica di altri vini bianchi, cioè si accentueranno i colori tendenti al dorato, una caratteristica che sarà inoltre confermata dalle sfumature.
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Anche la valutazione degli aromi dello Chardonnay è fortemente condizionata dallo stile di vinificazione e, non da ultimo, dalla zona di provenienza e dal clima. Gli aromi vanno distinti in almeno due categorie fondamentali: Chardonnay fermentati e/o maturati in legno e Chardonnay vinificati in contenitori non di legno. Quest'uva ha caratteristiche aromatiche piuttosto contenute, pertanto è fortemente condizionata da fattori di produzione e di coltivazione. Inoltre, visto che alcuni vini prodotti con Chardonnay possono essere adatti all'affinamento in bottiglia, sarà opportuno considerare l'evoluzione degli aromi nel tempo. Anche l'evoluzione degli aromi sarà condizionata dalle tecniche di vinificazione impiegate nella produzione. Va comunque ricordato che la maggioranza degli Chardonnay, anche quelli maturati in legno, offrono le loro migliori caratteristiche quando sono consumati in gioventù: gli Chardonnay veramente adatti all'affinamento di molti anni sono veramente pochi. I vini giovani prodotti con Chardonnay e non maturati in contenitori di legno, pertanto consumati in gioventù, presentano aromi di frutta a polpa bianca, come mela e pera, talvolta anche di agrumi. Chardonnay prodotti in zone fredde o raccolti precocemente, possono presentare aromi di mela, pera, limone, pesca e perfino melone e aromi minerali. Il quadro aromatico cambia quando l'uva è raccolta in zone più calde o quando raggiunge piena maturazione: mela matura, pesca, ananas, frutto della passione e frutta tropicale in genere. Nei vini maturati in botte il carattere aromatico ceduto dal legno diventa piuttosto evidente, certamente in funzione della tostatura ricevuta dal legno e dal suo uso, pertanto saranno percepibili aromi di vaniglia e di legno tostato. Alcuni vini prodotti con Chardonnay vengono anche sottoposti al processo di fermentazione malolattica, una fase di produzione che riguarda anche i vini non maturati in legno. In questo caso si noteranno aromi meno freschi e di frutta più matura: sovente si riscontrano netti aromi di banana e di burro. L'evoluzione degli aromi dello Chardonnay vinificati in contenitori non di legno presenterà aromi di frutta cotta e più sovente di miele, non da ultimo, anche aromi di origine vegetale. Per gli Chardonnay maturati in legno, l'affinamento in bottiglia può dare origine ad aromi più complessi e interessanti, fra questi il miele, burro, caramello, caffè, legno tostato e la nocciola.
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Lo Chardonnay è un'uva che possiede una componente acida piuttosto moderata, tuttavia quando viene raccolta precocemente o coltivata in zone a clima più fresco, questa qualità organolettica può essere piuttosto evidente e contribuisce in modo positivo all'equilibrio. La tendenza generale è quella di produrre Chardonnay con un contenuto alcolico piuttosto alto, anche oltre i 13°, un fattore essenziale per mantenere l'equilibrio del vino qualora l'acidità fosse apprezzabile. La differenza gustativa è fortemente condizionata dal modo in cui lo Chardonnay viene vinificato: i vini prodotti con maturazione e fermentazione in contenitori d'acciaio hanno un'acidità più spiccata e un gusto più simile a quello della frutta fresca, mentre quelli prodotti in contenitori di legno hanno un carattere più morbido, ricco, complesso e con una struttura decisamente più corposa.
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Lo Chardonnay è certamente fra le uve più conosciute e diffuse al mondo e le qualità organolettiche dei suoi vini sono fortemente caratterizzati dalla zona di produzione, ma anche e soprattutto dallo stile di vinificazione. La zona di riferimento che ha fortemente condizionato lo stile dei vini prodotti con quest'uva rimane la sua terra d'origine, la Borgogna, in cui si trovano eccellenti esempi di Chardonnay sia prodotti facendo uso di contenitori di legno sia di altri tipi. Fra gli esempi di Chardonnay Borgognoni prodotti in vasche d'acciaio vanno certamente citati quelli prodotti a Chablis e nel Mâconnais, mentre per gli Chardonnay maturati in legno si ricordano quelli prodotti nella Côte de Beaune, in particolare a Meursault, Chassagne-Montrachet e Puligny-Montrachet. I vini prodotti in queste località hanno fortemente influenzato i produttori di Chardonnay nel mondo, tuttavia in ogni zona si può rilevare una certa tipicità. Nella produzione di qualità, lo Chardonnay viene prodotto facendo uso della botte, probabilmente per rispettare quello che la maggioranza dei consumatori si aspetta di trovare nel gusto di un vino internazionale, tuttavia va ricordato che non è certamente l'uso della botte che determina la qualità di un vino. Per esempio gli Chardonnay prodotti a Chablis, dove la maggioranza dei produttori non usa la barrique, rimangono degli esempi assoluti di eleganza e classe. In Italia lo Chardonnay è largamente diffuso e qui i produttori lo vinificano sia in purezza sia miscelato ad altre uve, in entrambi i casi può essere maturato sia in botte sia in vasche d'acciaio. La produzione di Chardonnay nei cosiddetti paesi vinicoli del Nuovo Mondo è prevalentemente svolta mediante la fermentazione e/o la maturazione in barrique. Classici esempi sono offerti dagli Chardonnay prodotti in Australia, Nuova Zelanda, Sud Africa, ma anche da Cile, Argentina e Stati Uniti d'America, dove i vini prodotti da quest'uva hanno solitamente gradi alcolici piuttosto elevati e un carattere legnoso piuttosto marcato.
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I Vini del Mese |
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Legenda dei punteggi I prezzi sono da considerarsi indicativi in quanto possono subire variazioni a seconda del paese e del luogo in cui vengono acquistati i vini |
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Albana di Romagna Secco 2002 |
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| Guido Guarini Matteucci (Italia) | |
| Uvaggio: Albana | |
| Prezzo: € 3,80 | Punteggio: |
| Questo vino si presenta con un colore giallo paglierino intenso e sfumature di giallo paglierino, molto trasparente. Al naso rivela buona personalità con aromi intensi, puliti e gradevoli che si aprono con note di gelsomino, miele e mela seguite da aromi di camomilla, giglio, biancospino e pera. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco fresco e comunque equilibrato, buon corpo, sapori intensi, gradevole. Il finale è persistente con ricordi di mela, miele e pera. | |
| Abbinamento: Zuppe di funghi e verdure, Pasta e risotto con verdure e pesce, Pesce bollito | |
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Sangiovese di Romagna Superiore Riserva Mero 2000 |
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| Guido Guarini Matteucci (Italia) | |
| Uvaggio: Sangiovese | |
| Prezzo: € 6,20 | Punteggio: |
| Questo vino si presenta con un colore rosso rubino brillante e sfumature di rosso rubino, abbastanza trasparente. Al naso esprime buona personalità con aromi intensi, puliti e gradevoli che si aprono con note di amarena e prugna seguite da piacevoli aromi di mirtillo, legno tostato, tabacco, liquirizia, vaniglia e piacevoli accenni di cacao e mentolo. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco leggermente tannico e comunque equilibrato dall'alcol, buon corpo, sapori intensi, buoni tannini. Il finale è persistente con ricordi di amarena, prugna e mirtillo. Mero matura per 8 mesi in vasche d'acciaio e per 12 mesi in botte seguiti da 6 mesi di affinamento in bottiglia. | |
| Abbinamento: Carne arrosto, Carne alla griglia, Formaggi stagionati | |
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Colli Euganei Cabernet Villa Alessi Vigna Girapoggio 2000 |
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| Ca' Lustra (Italia) | |
| Uvaggio: Cabernet Franc (60%), Cabernet Sauvignon (40%) | |
| Prezzo: € 10,80 | Punteggio: |
| Questo vino si presenta con un colore rosso rubino brillante e sfumature di rosso rubino, poco trasparente. Al naso esprime aromi intensi, puliti, gradevoli ed eleganti che si aprono su note di amarena e prugna seguite da buoni aromi di mirtillo, ribes, violetta, vaniglia e piacevoli accenni di liquirizia e cioccolato. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco leggermente tannico e comunque ben equilibrato dall'alcol, buon corpo, sapori intensi. Il finale è persistente con piacevoli ricordi di amarena, prugna e mirtillo. Questo vino matura in botte per almeno 24 mesi. | |
| Abbinamento: Carne arrosto, Brasati, Stufati, Formaggi stagionati | |
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Colli Euganei Merlot Villa Alessi Vigna Sasso Nero 2001 |
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| Ca' Lustra (Italia) | |
| Uvaggio: Merlot | |
| Prezzo: € 9,40 | Punteggio: |
| Alla vista si presenta con un colore rosso rubino intenso e sfumature di rosso porpora, poco trasparente. Il naso rivela aromi intensi, puliti, gradevoli ed eleganti che si aprono con note di ribes e amarena seguite da buoni aromi di peperone verde, prugna, liquirizia, vaniglia e piacevoli accenni di cioccolato e tabacco. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco leggermente tannico e comunque ben equilibrato dall'alcol, buon corpo, sapori intensi, piacevole. Il finale è persistente con ricordi di ribes, prugna e amarena. Questo Merlot matura in botte per almeno 24 mesi. | |
| Abbinamento: Brasati e stufati con funghi, Carne arrosto, Formaggi stagionati | |
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Roero Printi 2001 |
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| Monchiero Carbone (Italia) | |
| Uvaggio: Nebbiolo | |
| Prezzo: € 25,00 | Punteggio: |
| Il vino si presenta con un bel colore rosso rubino intenso e sfumature di rosso rubino, poco trasparente. Al naso esprime buona personalità con aromi intensi, puliti, gradevoli, raffinati ed eleganti che si aprono con note di amarena e violetta seguite da buoni e intensi aromi di mirtillo, prugna, liquirizia, mentolo, timo e piacevoli aromi di legno tostato e vaniglia. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco leggermente tannico e comunque ben equilibrato dall'alcol, corpo pieno, sapori intensi, buoni tannini. Il finale è persistente con buoni e intensi ricordi di amarena e prugna. Un vino ben fatto. Questo Roero matura in botte per almeno 24 mesi a cui segue un affinamento in bottiglia di un anno. | |
| Abbinamento: Brasati e stufati, Selvaggina, Carne arrosto, Formaggi stagionati | |
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Barbera d'Alba MonBirone 2001 |
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| Monchiero Carbone (Italia) | |
| Uvaggio: Barbera | |
| Prezzo: € 20,00 | Punteggio: |
| Alla vista si presenta con un colore rosso rubino intenso e sfumature di rosso rubino, poco trasparente. Al naso esprime buona personalità con aromi intensi, puliti, gradevoli, eleganti e raffinati che si aprono con buone note di amarena e prugna seguite da buoni e intensi aromi di lampone, carruba, legno tostato, mirtillo, mora, liquirizia, vaniglia e piacevoli accenni di cacao, mentolo e pepe nero. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco leggermente tannico e un piacevole accenno di freschezza, comunque ben equilibrato dall'alcol, corpo pieno, sapori intensi. Il finale è persistente con buoni ricordi di amarena, mirtillo e prugna. Un vino ben fatto. MonBirone matura in barrique per 12-18 mesi a cui segue un affinamento in bottiglia per almeno 9 mesi. | |
| Abbinamento: Brasati e stufati, Selvaggina, Carne arrosto, Formaggi stagionati | |
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Barolo Ca'Mia 1999 |
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| Brovia (Italia) | |
| Uvaggio: Nebbiolo | |
| Prezzo: € 30,50 | Punteggio: |
| Alla vista si presenta con un colore rosso rubino brillante e sfumature di rosso granato, abbastanza trasparente. Al naso esprime aromi intensi, puliti, gradevoli ed eleganti che si aprono con note di confettura di amarene e viola appassita seguite da piacevoli aromi di confettura di lamponi, mirtillo, prugna, liquirizia, tabacco e piacevoli accenni di vaniglia e cuoio. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco leggermente tannico e piacevolmente fresco comunque ben equilibrato dall'alcol, buon corpo, sapori intensi, buoni tannini. Il finale è persistente con buoni ricordi di amarena, lampone e mirtillo. Questo Barolo matura in botte per circa 2 anni. | |
| Abbinamento: Brasati e stufati con funghi, Selvaggina, Carne arrosto, Formaggi stagionati | |
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Barolo Rocche 1999 |
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| Brovia (Italia) | |
| Uvaggio: Nebbiolo | |
| Prezzo: € 30,50 | Punteggio: |
| Questo Barolo si presenta con un colore rosso rubino brillante e sfumature di rosso granato, abbastanza trasparente. Al naso esprime buona personalità con aromi intensi, puliti, gradevoli ed eleganti che si aprono con note di violetta, ciliegia e lampone seguite da buoni aromi di confettura di fragole, confettura di prugne, liquirizia, mentolo e piacevoli accenni di vaniglia, pepe rosa e cuoio. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco leggermente tannico e piacevolmente fresco comunque ben equilibrato dall'alcol, buon corpo, sapori intensi, buoni tannini. Il finale è persistente con buoni ricordi di ciliegia e lampone. Questo Barolo matura in botte per circa 2 anni. | |
| Abbinamento: Brasati e stufati, Carne arrosto, Selvaggina, Formaggi stagionati | |
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Soave Classico Superiore Vigneti di Foscarino 2001 |
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| Inama (Italia) | |
| Uvaggio: Garganega | |
| Prezzo: € 12,00 | Punteggio: |
| Alla vista si presenta con un colore giallo paglierino brillante e sfumature di giallo verdolino, molto trasparente. Al naso esprime buona personalità con aromi intensi, puliti, gradevoli ed eleganti che si aprono con note di pera, ginestra e lieve tostatura di legno seguite da buoni aromi di biancospino, banana, mandorla, pompelmo, mela, susina, vaniglia e piacevoli accenni di avocado. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco fresco e ben equilibrato dall'alcol, buon corpo, sapori intensi, gradevole. Il finale è persistente con ricordi di pera, susina e mandorla. Un vino ben fatto. Questo Soave fermenta e matura in barrique per 8 mesi. | |
| Abbinamento: Pesce arrosto, Pasta e risotti con pesce e verdure, Salumi | |
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Chardonnay del Veneto 2002 |
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| Inama (Italia) | |
| Uvaggio: Chardonnay | |
| Prezzo: € 7,00 | Punteggio: |
| Alla vista si presenta con un colore giallo verdolino intenso e sfumature di giallo verdolino, molto trasparente. Al naso rivela aromi puliti, delicati e gradevoli che di aprono con note di banana e acacia seguite da aromi di ananas, ginestra, litchi, mela e pera. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco fresco e comunque equilibrato, sapori intensi, piacevole. Il finale è persistente con ricordi di banana e pera. Questo Chardonnay fermenta e matura in vasche d'acciaio. | |
| Abbinamento: Aperitivi, Zuppe di funghi e verdure, Paste e risotti con verdure | |
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Ansonica Costa dell'Argentario 2002 |
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| Tenuta La Parrina (Italia) | |
| Uvaggio: Ansonica | |
| Prezzo: € 5,20 | Punteggio: |
| Alla vista si presenta con un colore giallo verdolino brillante e sfumature di giallo verdolino, molto trasparente. Al naso rivela aromi puliti e gradevoli che si aprono con note di mela verde e ginestra seguite da aromi di biancospino, camomilla, limone e pera. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco fresco e comunque equilibrato, sapori intensi, piacevole e con buona freschezza. Il finale è persistente con ricordi di mela e pera. | |
| Abbinamento: Zuppe di verdure, Pasta e risotti con verdure e crostacei, Uova | |
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Parrina Rosso Riserva 2000 |
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| Tenuta La Parrina (Italia) | |
| Uvaggio: Sangiovese (70%), Cabernet Sauvignon (10%), Merlot (10%) | |
| Prezzo: € 12,90 | Punteggio: |
| Il vino si presenta con un colore rosso rubino intenso e sfumature di rosso rubino, poco trasparente. Al naso denota aromi intensi, puliti, gradevoli ed eleganti che si aprono con note di amarena e mirtillo seguite da buoni aromi di lampone, liquirizia, prugna, violetta, vaniglia e piacevoli accenni di cioccolato. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco leggermente tannico e comunque equilibrato dall'alcol, buon corpo, sapori intensi, buoni tannini, piacevole. Il finale è persistente con ricordi di amarena e mirtillo. Questo vino matura per almeno un anno in barrique seguito da un affinamento in bottiglia. | |
| Abbinamento: Stufati e brasati di carne con funghi, Carne arrosto, Formaggi stagionati | |
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Batàr 2001 |
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| Querciabella (Italia) | |
| Uvaggio: Chardonnay (65%), Pinot Bianco (35%) | |
| Prezzo: € 35,00 | Punteggio: |
| Alla vista si presenta con un colore giallo dorato chiaro e sfumature di giallo paglierino, molto trasparente. Al naso esprime buona personalità con aromi intensi, puliti, gradevoli, raffinati ed eleganti che si aprono con note di banana, legno tostato e litchi seguite da buoni e intensi aromi di caffè, acacia, ananas, biancospino, mela, miele, pesca, pompelmo e vaniglia. In bocca ha ottima corrispondenza con il naso, un attacco fresco e piacevolmente morbido, ben equilibrato dall'alcol, buon corpo, sapori intensi, molto gradevole. Il finale è persistente con buoni e intensi ricordi di banana, pompelmo e mela. Un vino ben fatto. Batàr matura per 10 mesi in barrique e per almeno 10 mesi in bottiglia. | |
| Abbinamento: Pesce arrosto, Paste ripiene con funghi, Carne bianca arrosto, Pesce speziato | |
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Palafreno 2000 |
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| Querciabella (Italia) | |
| Uvaggio: Merlot (55%), Sangiovese (45%) | |
| Prezzo: € 29,00 | Punteggio: |
| Questo vino si presenta con un colore rosso rubino intenso e sfumature di rosso rubino, poco trasparente. Al naso esprime buona personalità con aromi intensi, puliti, gradevoli, raffinati ed eleganti che si aprono con note di amarena, mirtillo e prugna seguite da buoni aromi di mora, tabacco, violetta, legno tostato, caramello, liquirizia, vaniglia e accenni di cacao. In bocca ha ottima corrispondenza con il naso, un attacco leggermente tannico e comunque equilibrato dall'alcol, corpo pieno, buoni tannini, sapori intensi. Il finale è persistente con buoni ricordi di amarena, prugna e mirtillo. Un vino ben fatto. Palafreno matura in barrique per 18 mesi a cui segue un affinamento in bottiglia per qualche mese. | |
| Abbinamento: Brasati e stufati di carne, Carne arrosto, Selvaggina, Formaggi stagionati | |
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Motuproprio 1999 |
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| Tenimenti Angelini (Italia) | |
| Uvaggio: Cabernet Sauvignon | |
| Prezzo: € 28,00 | Punteggio: |
| Questo vino si presenta con un colore rosso rubino intenso e sfumature di rosso rubino, poco trasparente. Al naso esprime buona personalità con aromi intensi, puliti, gradevoli ed eleganti che si aprono con note di amarena e prugna seguite da aromi di mirtillo, ribes, tostato e accenni di carruba e ciclamino. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco leggermente tannico e comunque equilibrato, corpo pieno, sapori intensi, buoni tannini, gradevole. Il finale è persistente con ricordi di amarena, mirtillo e prugna. Motuproprio matura per 18 mesi in barrique e per 9 mesi in bottiglia. | |
| Abbinamento: Brasati e stufati di carne, Carne arrosto, Selvaggina, Formaggi stagionati | |
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Trincerone 2000 |
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| Tenuta Valdipiatta (Italia) | |
| Uvaggio: Canaiolo Nero (60%), Merlot (40%) | |
| Prezzo: € 15,00 | Punteggio: |
| Il vino si presenta con un colore rosso rubino scuro e sfumature di rosso rubino, poco trasparente. Al naso esprime aromi intensi, puliti, gradevoli, eleganti e raffinati che si aprono con note di amarena e violetta seguite da buoni aromi di mirtillo, mora, prugna, ribes, liquirizia, carruba, tabacco e piacevoli accenni di vaniglia e mentolo. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco leggermente tannico e comunque ben equilibrato dall'alcol, corpo pieno, sapori intensi, buoni tannini. Il finale è persistente con buoni ricordi di prugna, amarena e mirtillo. Un vino ben fatto. Trincerone matura per 12 mesi in barrique a cui seguono 6 mesi di affinamento in bottiglia. | |
| Abbinamento: Brasati e stufati di carne, Carne arrosto, Selvaggina, Formaggi stagionati | |
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Vino Nobile di Montepulciano Vigna d'Alfiero 2000 |
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| Tenuta Valdipiatta (Italia) | |
| Uvaggio: Prugnolo Gentile | |
| Prezzo: € 21,00 | Punteggio: |
| Questo vino si presenta con un colore rosso rubino brillante e sfumature di rosso granato, poco trasparente. Al naso rivela buona personalità con aromi intensi, puliti, gradevoli, eleganti e raffinati che si aprono con note di amarena e violetta seguite da buoni aromi di lampone, mirtillo, prugna, tabacco, liquirizia, vaniglia, cioccolato, mentolo e piacevoli accenni di cannella e noce moscata. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco leggermente tannico e comunque ben equilibrato dall'alcol, corpo pieno, sapori intensi, buoni tannini. Il finale è persistente con buoni ricordi di prugna e amarena. Un vino ben fatto. Vigna d'Alfiero matura per 18 mesi in barrique a cui seguono 12 mesi di affinamento in bottiglia. | |
| Abbinamento: Carne arrosto, Brasati e stufati di carne, Selvaggina, Formaggi stagionati | |
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Fastaia 2001 |
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| Ceuso (Italia) | |
| Uvaggio: Nero d'Avola (70%), Cabernet Franc (15%), Merlot (15%) | |
| Prezzo: € 16,00 | Punteggio: |
| Questo vino si presenta con un colore rosso rubino intenso e sfumature di rosso rubino, poco trasparente. Al naso esprime aromi intensi, puliti, gradevoli ed eleganti che si aprono con note di amarena, prugna e mirtillo seguite da aromi di mora, violetta, liquirizia, vaniglia e accenni di carruba. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco leggermente tannico e comunque equilibrato dall'alcol, buon corpo, sapori intensi, buoni tannini. Il finale è persistente con ricordi di amarena, mirtillo e prugna. Fastaia matura per 6 mesi in barrique a cui segue un affinamento in bottiglia per 4 mesi. | |
| Abbinamento: Carne arrosto, Carne alla griglia, Stufati di carne, Formaggi stagionati | |
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Custera 1999 |
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| Ceuso (Italia) | |
| Uvaggio: Nero d'Avola (50%), Cabernet Sauvignon (30%), Merlot (20%) | |
| Prezzo: € 24,00 | Punteggio: |
| Alla vista si presenta con un colore rosso rubino brillante e sfumature di rosso granato, poco trasparente. Al naso esprime buona personalità con aromi intensi, puliti, gradevoli, raffinati ed eleganti che si aprono con note di confettura di amarene e prugna seguite da aromi di mirtillo, carruba, violetta, liquirizia, tabacco, vaniglia e piacevoli accenni di pepe nero. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco leggermente tannico e comunque ben equilibrato dall'alcol, sapori intensi, corpo pieno, buoni tannini. Il finale è persistente con buoni ricordi di mirtillo e amarena. Un vino ben fatto. Custera matura per 12 mesi in barrique, per 4 mesi in vasche di cemento e per 18 mesi in bottiglia. | |
| Abbinamento: Carne arrosto, Brasati e stufati di carne, Selvaggina, Formaggi stagionati | |
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Vallée d'Aoste Donnas Napoleone 2001 |
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| Caves Cooperatives de Donnas (Italia) | |
| Uvaggio: Nebbiolo (95%), Freisa, Neyret (5%) | |
| Prezzo: € 9,00 | Punteggio: |
| Questo vino si presenta con un colore rosso rubino brillante e sfumature di rosso rubino, abbastanza trasparente. Al naso esprime aromi intensi, puliti e gradevoli che si aprono con note di ciliegia e lampone seguite da aromi di mirtillo, prugna, violetta, ciclamino e accenni di vaniglia e cannella. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco caldo e leggermente tannico comunque equilibrato, buon corpo, sapori intensi, piacevole freschezza. Il finale è persistente con ricordi di ciliegia e lampone. Questo vino matura in barrique per 8-12 mesi, in botte per 8-12 e per 8 mesi in bottiglia. | |
| Abbinamento: Carne arrosto, Carne saltata, Carne alla griglia, Formaggi stagionati | |
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Barolo Bricco Rocche Brunate 1999 |
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| Ceretto (Italia) | |
| Uvaggio: Nebbiolo | |
| Prezzo: € 55,00 | Punteggio: |
| Questo vino si presenta con un colore rosso rubino brillante e sfumature di rosso granato, abbastanza trasparente. Al naso esprime buona personalità con aromi intensi, puliti, gradevoli, eleganti e raffinati che si aprono con buone note di violetta e confettura di ciliegie seguite da buoni e intensi aromi di amarena, confettura di lamponi, confettura di prugne, mirtillo, liquirizia, tabacco, rosa appassita e piacevoli accenni di vaniglia, cacao, cuoio e mentolo. In bocca ha ottima corrispondenza con il naso, un attacco leggermente tannico e comunque ben equilibrato dall'alcol, corpo pieno, sapori intensi, buoni tannini, piacevole freschezza. Il finale è persistente con buoni ricordi di prugna, lampone e mirtillo. Un vino ben fatto. Questo Barolo matura in botte. | |
| Abbinamento: Brasati e stufati di carne, Carne arrosto, Selvaggina, Formaggi stagionati | |
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Moscato d'Asti 2003 |
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| I Vignaioli di S. Stefano (Italia) | |
| Uvaggio: Moscato Bianco | |
| Prezzo: € 10,50 | Punteggio: |
| Alla vista si presenta con un colore giallo paglierino chiaro e sfumature di giallo verdolino, buona effervescenza. Al naso esprime aromi intensi, puliti, gradevoli ed eleganti che si aprono con buone note di pesca, litchi e la tipica aromaticità dell'uva seguite da buoni e intensi aromi di banana, melone, pera, ginestra e piacevoli accenni di salvia. In bocca ha un attacco effervescente e piacevolmente dolce comunque equilibrato dalla buona freschezza, sapori intensi, delicato, dolce e molto piacevole. Il finale è persistente con buoni ricordi di uva, pesca e litchi. Un vino ben fatto. | |
| Abbinamento: Dessert alla crema, Pandoro, Panettone, Semifreddi | |
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Cuvée Imperiale Brut |
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| Guido Berlucchi (Italia) | |
| Uvaggio: Chardonnay (60%), Pinot Nero (30%), Pinot Bianco (10%) | |
| Prezzo: € 12,00 | Punteggio: |
| Alla vista si presenta con un colore giallo verdolino chiaro e sfumature si giallo verdolino, buona effervescenza, perlage fine e persistente. Al naso rivela aromi puliti e gradevoli che si aprono con note di banana e lievito seguite da aromi di ananas, acacia, crosta di pane, litchi e pera. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco fresco ed effervescente comunque equilibrato, sapori intensi, buon corpo, piacevole. Finale di buona persistente con ricordi di pera e ananas. Questo spumante è prodotto con il metodo classico. | |
| Abbinamento: Antipasti di pesce, Pasta e risotti con pesce, Pesce saltato, Crostacei | |
Camartina: La VerticaleAbbiamo degustato in verticale tre annate recenti del celebre Camartina di Querciabella. Un vino da sempre ai vertici dell'enologia Italiana, una posizione ampiamente confermata dal risultato della nostra verticale |
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Fra i grandi vini della Toscana un posto d'onore spetta certamente al Camartina dell'Agricola Querciabella che da molti anni si è collocato ai vertici dell'enologia Italiana. Abbiamo svolto una degustazione verticale di tre annate di questo celebre vino: 1997, 1999 e 2000. Tutti e tre le annate hanno dimostrato un livello di qualità eccellente e grandiose promesse di splendide evoluzioni nel tempo. Ciò che colpisce del Camartina è la sua affidabilità e la sua precisione che si ripete sempre: nonostante le differenze di ogni singola annata, il risultato è sempre un vino di grande classe e con un'elevata personalità che non lascia indifferenti. Splendido il 1997: a distanza di 6 anni, di certo ancora pochi per un vino come questo, mostra ancora una giovinezza invidiabile che lascia ampi spazi per una stupenda maturazione. La stessa considerazione può essere fatta per il 1999, mentre il 2000, il più giovane dei tre, si fa notare per la freschezza dei profumi e dei sapori. Una cosa di cui stare certi è che, come per gli altri due, il 2000 saprà regalare meravigliose emozioni a coloro che avranno la pazienza di aspettare le grandi cose.
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