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Numero 18, Aprile 2004 |
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Identità Rubate |
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Il successo, si sa, può essere causa di grandi soddisfazioni ma anche origine di molteplici rischi e spiacevoli avvenimenti. Uno dei rischi a cui si va incontro più frequentemente è quello dell'emulazione e della copia dell'oggetto motivo del successo. Questo è un fenomeno comune alla quasi totalità delle attività umane - in particolare a quelle che producono profitti economici - al quale ricorrono sovente coloro che non hanno talento e che non riescono a fare di meglio se non a copiare il lavoro degli altri, spesso anche in modo discutibile e deplorevole, in modo da sopperire alla propria carenza di idee con una presunta furbizia. Cosa non si farebbe per raggiungere il successo! E se poi lo si raggiunge grazie al merito di altri, la cosa non preoccupa più di tanto, l'importante è apparire ciò che non si è - ne mai si potrà essere - cercando di nascondere il più possibile ciò che si è realmente nella consapevolezza di non avere nulla di proprio e originale da proporre. Questo fenomeno, com'è risaputo e fin troppo prevedibile, non risparmia nemmeno il vino e sovente si verificano atti di enopirateria ai danni di prodotti celebri e tipici. A parte le ovvie considerazioni sulla moralità e la discutibilità di eventi di questo tipo, triste da ammettere, spesso favoriti da leggi poco efficaci e troppo permissive, è naturale e scontato chiedersi il motivo per il quale si permette che simili atti possano essere commessi e non prevenuti. Nel mondo del vino, questi furti di identità interessano non solo il nome di un prodotto specifico, ma anche nomi di aree, zone e termini classici. La confusione, ai danni sia dei consumatori sia dei prodotti stessi, è impressionante. Non è certamente un nome che può garantire da solo la qualità, questo è un concetto di produzione - e soprattutto di onestà e serietà del produttore - che va ben oltre le semplici parole usate per identificare un prodotto. Anche il grande e celebre scrittore Inglese William Shakespeare, nella sua stupenda opera Romeo e Giulietta, ci ricorda - con le parole della romantica Giulietta - che un nome, in fondo, non ha nessun significato e che una rosa, anche se avesse un qualunque altro nome, avrebbe sempre e comunque il suo soave profumo. Vero. Senza ombra di dubbio, vero. È un invito a coloro che si lasciano tentare dalle apparenze a considerare le cose in maniera più attenta e meno superficiale. Ma questo è anche vero a patto che si conosca com'è fatta una vera rosa perché, in quel caso, sarebbe possibile anche riconoscerla. Nel caso in cui venisse offerta una rosa falsa a qualcuno che non avesse mai visto o annusato una vera, e supponendo anche che questa falsa rosa abbia un profumo sgradevole, la credibilità di tutte le rose sarebbe gravemente compromessa. Per il malcapitato individuo, ignaro della realtà, le rose avrebbero tutte un profumo poco piacevole e, in accordo alla sua esperienza, avrebbe anche ragione. Ma se un nome viene utilizzato per identificare un determinato prodotto - e quindi anche un vino - con delle caratteristiche specifiche, tipiche e riconoscibili, è bene provvedere alla tutela di quei nomi in modo da evitare abusi e, soprattutto, speculazioni poco oneste ai danni dei consumatori. Inoltre, la tutela dei nomi - e quindi dei prodotti che solitamente si indicano con quei nomi - è essenziale per mantenere e favorire una cultura corretta e credibile, in particolare in quei casi in cui le tipicità di un territorio, inclusi i fattori tradizionali e ambientali, concorrono a creare un prodotto unico nel suo genere. Questo va fatto anche per il vino e adottando opportune misure legali e culturali. Un caso che si può citare ad esempio e accaduto diversi anni fa, riguarda lo Champagne e il Cognac. A causa del largo successo ottenuto in tutto il mondo da questi due prodotti, ci furono molti produttori che tentarono di utilizzare questi nomi per i loro prodotti analoghi - e certamente diversi per qualità - in modo da sfruttare l'opportunità offerta dal nome. Oggi, com'è giusto che sia, i nomi Champagne e Cognac possono essere usati esclusivamente e giustamente per identificare i due celebri prodotti Francesi e provenienti esclusivamente dalle loro storiche aree di produzione. Un ottimo risultato che dovrebbe essere applicato - e tutelato - più spesso. Lo Champagne è - e deve essere - solamente quel vino prodotto nell'omonima regione della Francia. È una questione di correttezza, trasparenza, onestà e serietà soprattutto nei confronti dei consumatori e, non da ultimo, nei confronti di quei produttori che si impegnano per mantenere alta e credibile la qualità dei loro prodotti, delle loro zone e delle loro tradizioni, non da ultimo, delle loro culture. In fin dei conti, è proprio necessario usurpare il nome di certi vini o di altri prodotti? Il mondo in cui viviamo è, per fortuna, vasto e straordinariamente ricco di risorse tali da rendere unici tutti gli angoli della terra. Il vino ci offre in questo senso degli ottimi esempi, soprattutto grazie a quei tanti produttori che hanno creduto nelle possibilità offerte dalle loro terre e che hanno saputo trarre vantaggio dalle opportunità locali, creando autentici capolavori enologici. In ogni paese vinicolo si è verificato questo, sia nel Vecchio Mondo sia nel Nuovo Mondo, a conferma che basta osservare e capire ciò che si ha per creare qualcosa di unico, di grande, di irripetibile e - non da ultimo - irriproducibile altrove e se riproducibile altrove, sicuramente diverso. Per fortuna. Questa è una buona speranza per tutti quelli che credono nell'intelligenza e nella ricchezza delle diversità. Sarebbe piuttosto noioso - e triste - sapere che esiste uno e un solo vino, uguale e replicabile ovunque. Che tristezza sarebbe! Assaggiato un vino si conoscerebbero tutti gli altri. È una soddisfazione immensa sapere che non è così. Però è anche vero che è necessario diffondere una giusta e corretta cultura con lo scopo di tutelare gli interessi storici e tradizionali di certi prodotti e dei loro nomi. Crediamo, in questo senso, che la giusta cultura e conoscenza possa fare molto nell'interesse - prima di tutto - dei consumatori. Non basta tutelare un nome per garantire un buon risultato: è necessario anche diffondere una costruttiva e concreta cultura che consenta ai consumatori di riconoscere un buon prodotto, e quindi un vino, da uno cattivo, indipendentemente dal nome che porta. Un nome è importante per identificare qualcosa e per renderlo chiaramente identificabile ad un gruppo di individui che utilizzano la stessa lingua per comunicare. Qui finisce il ruolo del nome, e come suggeriva giustamente Shakespeare, non può certamente essere il responsabile del profumo di una rosa. Ma visto che noi esseri umani utilizziamo i nomi per indicare e identificare le cose, in un mondo già troppo ricco di confusione, sarebbe opportuno che si riesca almeno attraverso i nomi a riconoscere le cose senza incomprensioni. Poi, se quello che troviamo nel calice non è quello che ci aspettavamo di trovare, la colpa non è del suo nome, caso mai di colui che lo ha voluto chiamare in quel modo.
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La Posta dei Lettori |
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In questa rubrica vengono pubblicate le lettere dei lettori. Se avete commenti
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alla redazione oppure
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| Qual'è la differenza fra lo Sherry Fino e la Manzanilla? |
| Denis Pritchard -- Ipswich (Inghilterra) |
| Lo Sherry (Jerez) Fino e la Manzanilla sono prodotti in due diverse località dell'Andalusia (Spagna). Il Jerez Fino è prodotto nell'area intorno a Jerez de la Frontera mentre la Manzanilla è prodotta a Sanlúcar de Barrameda, sulla costa dell'oceano Atlantico. Entrambi i vini acquisiscono le loro tipiche caratteristiche grazie alla preziosa presenza di particolari flore batteriche (dette flor) che si sviluppano all'interno delle botti scolme in cui si lascia maturare il vino. Sia il Fino sia la Manzanilla sono vini fortificati secchi e che andrebbero consumati giovani in modo da apprezzare la loro fresca complessità aromatica e una volta aperta la bottiglia, è bene consumarli entro due giorni. La Manzanilla ha un sapore più sapido rispetto al Fino a causa della vicinanza dell'oceano ed è molto più delicata e fragile del Fino: per questa ragione alcuni produttori di Manzanilla la imbottigliano spesso su ordinazione. Questi vini, dal colore giallo paglierino chiaro, andrebbero preferibilmente serviti freschi in modo da favorire ed esaltare la loro freschezza gustativa. |
| Ho sentito dire che negli Stati Uniti d'America è molto popolare il White Zinfandel. Se non erro lo Zinfandel è un'uva rossa. Esiste anche una varietà bianca? |
| Pierluigi Gonzoni -- Bellinzona (Svizzera) |
| Lo Zinfandel, come giustamente osserva, è un'uva a bacca rossa e con la quale si producono generalmente vini rossi. Il White Zinfandel è in realtà prodotto con la medesima uva vinificata in bianco, cioè si evita la macerazione delle bucce con il mosto in modo da non consentire l'estrazione delle sostanze coloranti. Il risultato è un vino che all'aspetto si presenta come un bianco. Generalmente il White Zinfandel viene prodotto leggermente dolce, tuttavia è anche prodotto come secco. Il colore del White Zinfandel varia da rosa chiaro fino a rosa salmone, assumendo una gamma di colori tipici di quei vini che gli Americani definiscono come blush wines. Il White Zinfandel fu prodotto per la prima volta verso la fine degli anni 1970, nel periodo in cui i vini bianchi erano molto venduti, pertanto i produttori Americani decisero di utilizzare l'enorme quantità di uve Zinfandel vinificandole in bianco. Nonostante sia la versione vinificata in rosso ad essere più rappresentativa e conosciuta, ancora oggi negli Stati Uniti d'America si registra un discreto consumo di White Zinfandel. |
RiojaConsiderata fra le regioni vinicole più importanti della Spagna, la Rioja ha svolto per anni il ruolo del più autorevole rappresentante dei vini Iberici, in particolare quelli rossi |
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La storia dei vini della Rioja, la zona vinicola più celebre della Spagna, è piuttosto antica e, per un determinato periodo, si intreccia anche con la storia enologica Francese, o per essere più precisi, con la storia di molti vignaioli ed enologi di Bordeaux. Attualmente la Rioja è l'unica area vinicola della Spagna alla quale è stato riconosciuto il massimo grado del sistema di qualità, DOC (Denominación de Origen Calificada, Denominazione di Origine Qualificata), attribuito nel 1991. La regione prende il nome dal fiume Oja - in Spagnolo Río Oja - un affluente del fiume Ebro e che scorre nelle vicinanze di Haro, da molti considerata come la città più rappresentativa - dal punto di vista enologico - della Rioja Alta. La regione della Rioja è la patria dell'uva rossa più celebre di tutta la Spagna - il Tempranillo - presente nei vini rossi di questa regione nella maggiore percentuale. La Rioja si trova nella parte settentrionale della Spagna, a nord di Madrid e poco a sud di Bilbao. L'influenza dell'enologia Francese su quella della Rioja è piuttosto forte e i legami che questa zona ha avuto con la Francia, e in particolare con Bordeaux, sono stati determinanti per lo sviluppo dei suoi vini. Testimonianze storiche e archeologiche provano che la produzione di vino nella Rioja era già praticata dai tempi degli antichi Romani nella valle a nord del fiume Ebro. Durante l'epoca del dominio dei Mori, la produzione e il commercio del vino non si svilupparono in modo significativo, vissero piuttosto un periodo di pausa, senza recessioni, per poi riprendere slancio alla fine del XV secolo. Come in altre parti d'Europa, anche nella Rioja l'apporto dell'attività svolta dai monaci Cristiani nei loro monasteri fu significativa per l'enologia locale. La regione della Rioja divenne, in quell'epoca, una tappa fondamentale del camino Frances, la strada che guidò milioni di pellegrini dai paesi Europei fino al reliquiario dell'apostolo Giacomo a Santiago de Compostela, nella Galizia. Il primo vero evento che segnò lo sviluppo e la notorietà dei vini della Rioja avvenne nel XVIII secolo con il miglioramento delle vie di comunicazione e, in particolare, verso l'importante città commerciale di Bilbao. I primi segni dell'influsso Bordolese nei vini della Rioja si registrano verso il 1780, quando l'enologo Manuel Quintano adottò il metodo Bordolese per maturare i vini in botte, con la differenza di utilizzare botti di grandi dimensioni. Nel 1850 Luciano de Murrieta, divenuto poi Marchese di Murrieta, fondò la prima cantina commerciale nei locali appartenenti al Duca de Vitoria e iniziò ad esportare vino nelle colonie Spagnole. Per quanto possa essere paradossale, la Rioja trasse successo dai flagelli che devastarono i vigneti della Francia, in particolare l'oidio e la fillossera. Verso la metà del 1800, quando i vigneti Francesi furono colpiti prima dall'oidio e poi dalla fillossera, i produttori Bordolesi si trasferirono in massa in Spagna, e in particolare nella Rioja, in cerca di nuove fortune e di nuovi vigneti.
Questo periodo fu fondamentale per lo sviluppo futuro dei vini della Rioja e l'influsso delle metodologie Francesi divenne praticamente un segno distintivo per i vini di questa regione. La prima cantina della Rioja condotta secondo i metodi Francesi fu costruita nel 1868 per opera del Marchese de Riscal che assunse, in quell'occasione, l'enologo Francese Jean Pineau. Quattro anni più tardi anche il Marchese di Murrieta costruì una cantina seguendo le metodologie Francesi. Il successo dei vini della Rioja durò per circa 40 anni e durante questo periodo furono costruite innumerevoli cantine secondo lo stile Francese nelle quali la presenza di enologi e tecnici Francesi era piuttosto elevata. Furono introdotte le barriques Bordolesi per la maturazione del vino, una pratica ancora ben radicata oggi nella Rioja, continuando ad utilizzare le varietà locali delle uve, in particolare il celebre Tempranillo. Il declino della Rioja fu segnato dalla comparsa della fillossera e dalla conseguente scoperta del rimedio a questo parassita - l'innesto su varietà immuni - e gli enologi Francesi decisero quindi di tornare nella loro patria e riprendere a produrre vino nei loro luoghi di origine. Durante la prima metà del 1900, sia a causa delle due guerre mondiali sia a causa delle vicissitudini politiche interne, l'enologia della Rioja - e della Spagna - visse momenti di stallo senza concreti sviluppi, tuttavia il segno lasciato dalle pratiche Francesi continuò ad influenzare la produzione di vino. Il rilancio dell'enologia della Rioja si verificò negli anni 1960 e 1970, e nonostante una battuta d'arresto dovuta ad un elevato rincaro dei prezzi negli anni 1980, la regione continua ad essere oggi un punto di riferimento di tutta l'enologia Spagnola. La Rioja è attualmente l'unica regione vinicola alla quale è stato riconosciuto il grado di DOC, il livello più elevato di tutto il sistema di qualità Spagnolo. Un segno distintivo della produzione enologica della Rioja è la lunga maturazione - lunghissima, se comparata con la media degli altri paesi - del vino in botti di rovere. La tradizione di maturare il vino in botte piccola fu introdotta dai Francesi e ancora oggi è largamente utilizzata nella regione. Durante le difficoltà economiche del XIX secolo, molte cantine furono costrette ad importare nel paese rovere Americano anziché le costose barrique Francesi. Questo episodio segnò l'inizio di un forte sviluppo nella costruzione di botti utilizzando il tradizionale sistema Francese. Il rovere Americano veniva quindi tagliato e lavorato in modo da costruire botti per la maturazione del vino. Oggi l'industria della produzione di botti in Spagna è fra le più vaste del mondo impiegando principalmente rovere Americano nonostante molti produttori comincino a preferire il rovere Francese, come in passato. I lunghi tempi di maturazione in botte dei vini rossi della Rioja costituiscono, di fatto, un caso piuttosto particolare e unico. Mentre negli altri paesi vinicoli del mondo la media suggerisce tempi compresi mediamente fra i due e i quattro anni, nella Rioja questi valori sono compresi fra i quattro e i dieci anni, e non è difficile arrivare anche al doppio. Nonostante questi lunghi periodi siano una caratteristica tradizionale della Rioja, recentemente si sta registrando un cambiamento e alcune cantine producono vini rossi maturati per due o tre anni in botte. Questo nuovo corso ha dato vita a due stili distinti di vini, quelli tradizionali e lungamente maturati in botte, dagli aromi e sapori di vaniglia, terrosi e morbidi, e quelli moderni dai sapori e aromi più freschi e di frutta.
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La Rioja è l'unica regione alla quale è stata riconosciuta la denominazione di origine qualificata (DOC), la più alta del sistema di qualità Spagnolo. Oltre alle norme previste e richieste per i vini DOC, i vini della Rioja sono anche classificati in accordo alla qualità delle uve e al tempo di maturazione. Le categorie utilizzate per i vini della Rioja sono: Joven, Sin Crianza, Crianza, Reserva e Gran Reserva. I vini Joven sono vini giovani generalmente maturati per circa un anno e generalmente non sono esportati. Lo stesso vale per i Sin Crianza, sia bianchi sia rossi, per i quali il periodo di maturazione è piuttosto breve. I vini appartenenti a queste due categorie sono generalmente prodotti con uve di qualità inferiore e destinati ad un consumo immediato. I vini rossi Crianza sono maturati per almeno due anni di cui uno in botte, mentre per i bianchi e rosati è previsto un minimo di sei mesi in botte. I Crianza rossi sono caratterizzati da aromi freschi, fruttati e gradevoli di vaniglia e sono generalmente prodotti con uve di buona qualità anche se non eccezionale. I vini Reserva sono solitamente prodotti in annate particolarmente favorevoli con uve raccolte in aree di qualità, solitamente sono molto più concentrati dei Crianza anche se non sempre di struttura robusta. A causa anche del maggiore tempo di maturazione, gli aromi e i sapori dei Reserva sono più complessi. I Reserva rossi sono maturati per tre anni di cui almeno uno in botte, mentre per i bianchi e i rosati il tempo di maturazione è di almeno due anni di cui almeno sei mesi in botte. I Gran Reserva sono prodotti solamente in annate eccezionali e rappresentano il meglio dei vini della Rioja. Questi vini, prodotti con le uve raccolte solamente nei migliori vigneti, sono comunque piuttosto rari e costituiscono meno del 10% della produzione totale. I vini rossi Gran Reserva devono maturare per almeno cinque anni di cui almeno due in botte, mentre per i vini bianchi e rosati il periodo minimo di maturazione è almeno quattro anni di cui almeno sei mesi in botte. Va comunque osservato, a causa della tradizione della Rioja di maturare a lungo i vini, i produttori decidono spesso di fare maturare i loro vini per periodi nettamente maggiori rispetto a quelli minimi definiti dal disciplinare di produzione.
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La regione della Rioja, che si trova a circa 100 chilometri a sud della costa dell'oceano Atlantico, è divisa in tre zone: la Rioja Alta, la Rioja Alavesa e la Rioja Baja. I migliori vini provengono dalla Rioja Alta e dalla Rioja Alavesa grazie ad una maggiore altitudine e alle condizioni climatiche più fresche a causa della maggiore vicinanza all'oceano Atlantico. La Rioja Baja si trova invece nella zona più interna, ad un'altitudine minore e con un clima più caldo e secco. I vini della Rioja Baja sono generalmente più alcolici, hanno una minore acidità e un carattere più ordinario rispetto a quelli prodotti nella Rioja Alta e nella Rioja Alavesa. Anche la composizione del suolo svolge un ruolo importante. I migliori vigneti sono piantati nei terreni argillosi calcarei e sabbiosi tipici della Rioja Alta e della Rioja Alavesa. Il clima della zona è inoltre regolato dallo scudo naturale offerto dalla Cordigliera Cantabrica, poco a nord della regione, che offre un'efficace protezione contro i gelidi venti settentrionali. La Rioja è principalmente identificata con la produzione di vino rosso, tuttavia in questa regione si registra anche una produzione di vini bianchi da uve Garnacha Blanca, Malvasia e Viura, quest'ultima nota in altre zone della Spagna con il nome di Macabeo. L'uva rossa principale della Rioja è il Tempranillo, che insieme alla Garnacha, Graciano e Mazuelo costituiscono la miscela per i vini rossi della regione. Nonostante questa sia la composizione classica dei rossi della Rioja, oggi un numero crescente di cantine sceglie di produrre vini solamente con uva Tempranillo. Inoltre, seppure questo rappresenti un fenomeno piuttosto raro, alcune cantine propongono vini prodotti con Tempranillo e Cabernet Sauvignon. Questa miscela, che produce vini ovviamente diversi da quelli tipici della Rioja, offre comunque un interessante risultato. I vini rossi prodotti nella Rioja Alta sono generalmente corposi, concentrati e con aromi di frutta pronunciati e possono inoltre avere un'apprezzabile morbidezza. I vini della Rioja Alavesa sono probabilmente i più robusti della regione, con strutture imponenti e una maggiore acidità. I rossi della Rioja Baja sono invece caratterizzati da alte gradazioni alcoliche, colori intensi e una minore acidità, finezza e aromi: per questo motivo sono spesso utilizzati per le miscele. Una caratteristica della produzione dei vini della Rioja è rappresentata dai lunghi tempi di maturazione in botte, probabilmente come in nessun altro paese del mondo. Benché i lunghi tempi di maturazione rappresentino la tradizione enologica della regione, oggi molti produttori tendono a diminuire questi tempi in accordo alle medie adottate negli altri paesi. Lo scopo è quello di favorire la produzione di vini più freschi e fruttati, in modo da soddisfare il gusto moderno dei consumatori, anche quelli locali, e che si contrappongono ai vini da lungo invecchiamento con aromi complessi. Il tipo di rovere tradizionalmente utilizzato nella Rioja è quello Americano, tuttavia molti produttori hanno ripreso ad utilizzare il rovere Francese. Sia i tempi di maturazione sia il tipo di rovere impiegato, hanno dato origine a due correnti di produttori e consumatori: modernisti e tradizionalisti, un po' come è accaduto in Piemonte per il Barolo. La pratica della lunga maturazione in botte è tipica anche per la piccola quantità di vini bianchi prodotti nella regione e che, in alcuni casi, raggiunge anche tempi di cinque anni seguiti da molti altri anni in bottiglia. Mentre per i rossi la tendenza alla lunga maturazione in botte è ancora forte e radicata, per i vini bianchi le cose stanno cambiando in modo sostanziale. A causa soprattutto del gusto attuale che ci si aspetterebbe di trovare in un vino bianco, molti produttori hanno abbassato i tempi di maturazione dei bianchi in botte e altri ancora evitano addirittura la maturazione in legno. Il risultato è un vino più fresco e immediato, simile alla maggioranza della produzione mondiale, tuttavia per molti produttori l'aspetto tradizionale è ancora molto importante e continuano a produrre bianchi lungamente maturati in botte e in bottiglia.
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Sauvignon BlancFra le uve bianche più inconfondibili al mondo, il Sauvignon Blanc, con i suoi aromi affascinanti e il suo gusto fresco, aggiunge sempre un tocco speciale ai suoi vini |
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Un'uva dalla quale si producono vini interessanti e utili per lo studio della valutazione organolettica da parte dei principianti è certamente il Sauvignon Blanc, anche se, chiaramente, non è l'unica. Non a caso i vini prodotti con quest'uva vengono spesso utilizzati per l'avviamento allo studio dell'analisi sensoriale del vino proprio a causa delle sue particolari qualità organolettiche. Il Sauvignon Blanc è un'uva che ogni buon degustatore dovrebbe essere capace di riconoscere, una capacità che certamente non è molto difficile da sviluppare grazie alle inconfondibili caratteristiche aromatiche di quest'uva. Il Sauvignon Blanc è considerato un'uva aromatica, tuttavia si fa principalmente riconoscere per i suoi aromi piuttosto insoliti e che spesso ricordano direttamente quelli di natura erbacea e vegetale. Ma il Sauvignon Blanc è molto di più. Il Sauvignon Blanc pare sia originario dell'area di Bordeaux, dove viene largamente utilizzato per la produzione di vini bianchi secchi e per aggiungere provvidenziale freschezza ai celebri vini di Sauternes e Barsac. La regione Francese che si identifica maggiormente con quest'uva è la Valle della Loira, più a nord, e soprattutto, più fresca. La popolarità del Sauvignon Blanc ha varcato da molti anni i confini di quella che è stata per molti anni la sua terra d'elezione - la Francia - per diffondersi nella quasi totalità dei paesi produttori di vino del mondo. Infatti molti produttori, soprattutto quelli del cosiddetto Nuovo Mondo, affascinati dalla magia dei vini Sancerre e Pouilly-Fumé, prodotti nella Valle della Loira, hanno cercato di imitare quello stile e spesso aggiungendo nuovi elementi, come l'uso della botte, dando vita a nuovi stili di vini. Oggi il Sauvignon Blanc è considerato un'uva internazionale e ovunque riscuote un buon apprezzamento proprio grazie alle sue qualità organolettiche. Come sempre, e come per ogni altra uva, non tutto il Sauvignon Blanc è degno di attenzione e in certi casi i risultati sono ampiamente diversi da quello che viene considerato come un modello di riferimento nel quale si può riconoscere la tipicità di quest'uva.
La caratteristica che principalmente contraddistingue il Sauvignon Blanc sono i suoi aromi prevalentemente erbacei e vegetali, spesso ricordano l'ortica e il peperone verde, ma anche aromi più insoliti e che non ci si aspetterebbe di trovare in un vino, come quello di urina di gatto. In realtà gli aromi del Sauvignon Blanc sono completati anche da affascinanti note di frutta, molto spesso anche da frutta esotica, come il litchi, ananas e frutto della passione, così come la gamma floreale è piuttosto ricca. Come sempre, la natura e la qualità degli aromi di un'uva sono regolati da diversi fattori, fra questi anche il tipo di terreno in cui si coltiva la vite, il clima, il grado di maturazione al momento del raccolto e, non da ultimo, il modo in cui viene vinificata e, ovviamente, le qualità aromatiche specifiche dell'uva stessa. La scelta dei tipi di aromi nei vini matti con Sauvignon Blanc è quindi anche legata a ragioni produttive e mentre un tempo si favoriva l'esaltazione del carattere erbaceo e vegetale dell'uva - una caratteristica tipica del Sancerre e del Pouilly-Fumé - oggi si tende a favorire lo sviluppo dei freschi aromi di frutta. Il Sauvignon Blanc lascia il segno anche nel gusto e grazie alla sua tipica acidità - quasi una caratteristica inconfondibile unita ai suoi aromi, e quindi sapori - i vini prodotti con quest'uva sono sempre gradevoli e intriganti. Anche la freschezza del Sauvignon Blanc è ritenuta fra le sue tipicità, una qualità che tende a perdere già dopo pochi anni di maturazione unitamente alla freschezza e la vivacità degli aromi: per questa ragione si preferisce bere i suoi vini molto giovani. Tranne alcune rarissime eccezioni, fra cui alcuni Pouilly-Fumé prodotti nella piccola cittadina di Pouilly-Sur-Loire, i vini prodotti con Sauvignon Blanc, fermentati e maturati in vasche d'acciaio, non sopportano tempi di maturazione superiori ai due o tre anni. Trascorso questo periodo il vino perde gran parte delle sue qualità tipiche assumendo un carattere rotondo e una minore vivacità aromatica. Il Sauvignon Blanc è prevalentemente fermentato e maturato in vasche d'acciaio, con lo scopo di mantenere intatte le sue qualità organolettiche, tuttavia alcuni produttori lo vinificano in botti di legno. Nonostante la fermentazione e la maturazione del Sauvignon Blanc in botte, ma più preferibilmente in barrique, faccia perdere all'uva parte della sua tipicità aggiungendo quella del legno, il vino che si ottiene ha la capacità di sostenere affinamenti più lunghi. Un Sauvignon Blanc vinificato in botte ha una vita in genere più lunga di circa due anni e riesce a dare e a sviluppare il meglio di sé dopo circa due anni dalla produzione. Il grappolo del Sauvignon Blanc è piuttosto piccolo e nonostante sia diffuso nella grande maggioranza dei paesi vinicoli del mondo, per dare il meglio di sé ha bisogno di condizioni colturali piuttosto particolari. Il Sauvignon Blanc matura abbastanza tardivamente, tuttavia può essere raccolto anche precocemente in funzione dello stile di vino che si intende produrre. Proprio il momento della sua raccolta presenta un fattore critico: se vendemmiato troppo presto risulta essere troppo acido e poco aromatico, mentre se vendemmiato troppo tardi perde parte della sua tipica acidità. Inoltre è piuttosto sensibile alla formazione di muffe - in particolare alla Botrytis Cinerea - pertanto richiede una maggiore attenzione nella coltivazione. In genere la formazione di Botrytis Cinerea è desiderata per la produzione di vini muffati, come il Sauternes e il Barsac, in cui il Sauvignon Blanc viene spesso utilizzato per aggiungere acidità al Sémillon. Il Sauvignon Blanc preferisce climi freschi - come per esempio quello della Valle della Loira - una condizione che consente di sviluppare i migliori e più raffinati aromi, troppo preziosi per essere coperti dagli aromi della botte. Non a caso, è proprio nei paesi più caldi, come la California, che si tende a fermentare e a maturare quest'uva in botte. Anche la composizione del terreno svolge un ruolo fondamentale per lo sviluppo del Sauvignon Blanc. I migliori risultati sembrano provenire da terreni di tipo siliceo - che esaltano i suoi aromi - una condizione che si trova, per esempio nella Valle della Loira. Nonostante sia stata la Loira ad influenzare principalmente lo stile dei vini prodotti con Sauvignon Blanc, fermentato e maturato in vasche d'acciaio, anch'essa ha subito recentemente lo stile di altri paesi, in particolare quello della California. In questo stato, dove inizialmente si tentò di copiare il modello della Loira, si iniziò ad utilizzare la barrique con quest'uva creando, di fatto, un nuovo stile che a sua volta fu utilizzato anche da alcuni produttori Francesi. Senza considerare le preferenze personali relativamente ai vini vinificati in botte o in vasche d'acciaio, lo stile che meglio si adatta e che ci si aspetta dal Sauvignon Blanc è quello conferito dalla vinificazione in contenitori inerti, come l'acciaio, e che consentono di mantenere ed esaltare pienamente le qualità aromatiche e gustative dell'uva. Infatti sono proprio le sue qualità aromatiche, spesso arricchite da note vegetali ed erbacee, a rendere interessante e inconfondibile il Sauvignon Blanc. Lo stesso vale per il suo gusto tipicamente fresco che sarebbe attenuato e arrotondato dagli effetti della fermentazione e della maturazione in botte.
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Il Sauvignon Blanc, come si è già detto, viene di preferenza coltivato in aree fresche e vinificato in vasche d'acciaio, pertanto il suo colore più tipico è il giallo verdolino. Non è comunque raro trovare vini prodotti con quest'uva che presentino colori più intensi e tendenti al giallo paglierino, un segno, nel caso di vini giovani, della coltivazione delle uve in aree calde oppure della fermentazione o maturazione in botte. I vini prodotti con Sauvignon Blanc sono solitamente consumati durante la loro gioventù, certamente il periodo migliore, tuttavia quando matura per qualche anno in bottiglia, l'evoluzione del colore segue quella tipica dei vini bianchi. I colori del Sauvignon Blanc maturo tendono a cambiare tonalità, dal giallo verdolino a quello paglierino quindi al giallo dorato, ma a differenza di altri vini bianchi, l'intensità dei colori non è mai solitamente accentuata e carica.
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Il Sauvignon Blanc è un'uva considerata aromatica e la sua presenza nel vino è facilmente riconoscibile grazie alla sua ricchezza e varietà di aromi. Le caratteristiche aromatiche del Sauvignon Blanc sono fortemente influenzate da tre fattori principali - certamente validi per qualunque altra uva - e che incidono notevolmente sulla sua personalità. I due fattori principali sono il clima del luogo in cui è stata coltivata l'uva e il grado di maturazione al momento del raccolto. Il terzo fattore, che in quest'uva rappresenta una condizione inusuale, è determinato dalla fermentazione e dalla maturazione in botte. Si ricorda che il modo più frequente e tipico della vinificazione del Sauvignon Blanc è svolto in contenitori d'acciaio e comunque inerti. A prescindere dal modo in cui il Sauvignon Blanc viene vinificato e dal luogo in cui è stato coltivato, quest'uva si presenta sempre con un elegante aroma che contraddistingue tutte le uve aromatiche e che ricorda direttamente il profumo dell'uva. Nel caso in cui il Sauvignon Blanc sia stato coltivato in zone fresche, oppure raccolto quando non ha ancora raggiunto una maturazione ottimale, gli aromi che contraddistinguono il vino ricordano quelli di chiara natura vegetale e erbacea, in particolare il peperone verde, foglia di ribes schiacciata, erba falciata e ortica, oltre all'aroma che più di ogni altro contraddistingue il Sauvignon Blanc, cioè aromi di urina di gatto e che ricordano i fiori di bosso. Fra questi aromi di aggiunge anche quello di sambuco e di agrumi. Nel caso in cui il Sauvignon Blanc sia stato coltivato in zone calde o raccolto a piena maturazione, i suoi tipici aromi vegetali ed erbacei sono più tenui - pur tuttavia percettibili, in accordo alla zona di provenienza - mentre si esaltano gli aromi di frutta, in particolare la pesca e la frutta tropicale, oltre ad aromi floreali - come sambuco, ginestra, acacia e biancospino - e la caratteristica nota aromatica di uva. Mentre un tempo si preferiva contraddistinguere il Sauvignon Blanc con aromi erbacei e vegetali, oggi si preferisce invece produrlo in modo da esaltare i freschi ed invitanti aromi di fiori e frutta. La fermentazione e la maturazione in botte conferiscono all'uva aromi complessi, ricchi e speziati, fra questi l'aroma di vaniglia e di legno tostato che talvolta coprono eccessivamente il carattere aromatico di quest'uva.
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La caratteristica gustativa principale del Sauvignon Blanc è certamente la sua spiccata acidità. In genere i suoi vini sono prodotti con un grado alcolico medio-alto, un fattore che è anche giustificato dalla notevole acidità dell'uva e che quindi necessita di opportune correzioni in modo da risultare equilibrato. Nonostante l'equilibrio del vino sia più o meno corretto, è proprio l'acidità la caratteristica che consente di identificare principalmente il Sauvignon Blanc e questa qualità è certamente molto apprezzata e appropriata per questo tipo di vino e per la natura aromatica dell'uva. Il Sauvignon Blanc produce vini con strutture e corpi piuttosto vari e che dipendono dal clima in cui l'uva è stata coltivata, dal tipo di terreno e la maturazione. I vini prodotti con quest'uva possono avere strutture piuttosto delicate fino ad arrivare ad un buon corpo, una caratteristica che spesso è determinata dal modo di vinificazione e in particolare all'uso della botte. La piacevolezza gustativa - e certamente anche aromatica - del Sauvignon Blanc è apprezzabile principalmente nella sua gioventù, quando gli aromi, e quindi il gusto, conservano la freschezza della frutta e dei fiori con un'acidità piacevolmente apprezzabile. Con la maturazione - in termini generali il Sauvignon Blanc mal sopporta tempi di maturazione superiori ai tre anni - il vino perde la sua tipica freschezza e il gusto assume un carattere più rotondo e meno acido, probabilmente meno gradevole e tipico. I Sauvignon Blanc vinificati in contenitori inerti, come l'acciaio, sono generalmente secchi e aromatici, mentre quelli fermentati o maturati in botte, assumo caratteri più rotondi e complessi in cui l'acidità è certamente meno apprezzabile. Il Sauvignon Blanc è inoltre utilizzato per la produzione di molti vini dolci, in particolare quelli muffati, come il Sauternes e il Barsac, in cui il suo apporto acido, oltre che aromatico, consente a questi vini di raggiungere un ottimo equilibrio evitando di essere troppo dolci e stucchevoli.
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Il Sauvignon Blanc è un'uva solitamente molto apprezzata dai consumatori, generalmente affascinati dalle sue peculiarità aromatiche e gustative. Data la sua diffusione, oggi il Sauvignon Blanc è considerato fra le uve cosiddette internazionali ed è praticamente presente in ogni paese vinicolo del mondo. Si possono distinguere due stili di produzione ben precisi e che contraddistinguono prevalentemente il luogo di provenienza: Sauvignon Blanc vinificati in contenitori d'acciaio e quelli vinificati in botte e altri contenitori di legno. L'area principale in cui si vinifica il Sauvignon Blanc senza l'ausilio di botti, oltre ad essere considerata come la terra di riferimento per quest'uva, è certamente la Valle della Loira in Francia. Qui i vini sono caratterizzati da aromi erbacei e vegetali, ma anche affumicati come il celebre Pouilly-Fumé. Fra gli altri esempi della Loira vanno certamente ricordati Sancerre, Touraine e Menetou-Salon. A Bordeaux quest'uva è presente nei vini secchi di Entre-Deux-Mers e Bergerac dove l'influsso del clima più caldo è piuttosto evidente. Anche in Italia il Sauvignon Blanc è prevalentemente vinificato in vasche d'acciaio, in particolare nell'Alto Adige e nel Collio in Friuli Venezia Giulia. Chi ha saputo contraddistinguersi maggiormente con i vini prodotti con Sauvignon Blanc è certamente la Nuova Zelanda, in particolare nella zona di Marlborough dove i vini hanno una buona acidità e un carattere che ricordano spesso quelli della Loira. Il Sauvignon Blanc è anche presente in Sud Africa, in particolare nell'area di Stellenbosch, in Ungheria, in Australia, nonostante qui il clima sia piuttosto caldo per quest'uva, e in Cile, dove spesso viene confuso con il meno aromatico Sauvignon Verde. La pratica di vinificazione del Sauvignon Blanc in botti di legno è tipica delle aree con clima più caldo, di cui la principale rappresentante è la California che ha creato un particolare stile di Sauvignon Blanc fermentato e maturato in legno con il nome di Fumé Blanc. La moda di vinificare il Sauvignon Blanc in botte ha raggiunto anche la Valle della Loira, dove alcuni produttori di Pouilly-Fumé decidono di ricorrere all'uso di contenitori di legno anziché le tradizionali vasche d'acciaio. Anche a Pessac-Léognan, nel Bordolese, alcuni produttori utilizzano questa tecnica di vinificazione, e altri esempi di Sauvignon Blanc vinificato in botte sono offerti dall'Italia, Nuova Zelanda, Sud Africa e Cile.
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I Vini del Mese |
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Legenda dei punteggi I prezzi sono da considerarsi indicativi in quanto possono subire variazioni a seconda del paese e del luogo in cui vengono acquistati i vini |
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Garda Classico Rosso Superiore 2000 |
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| La Torre - Pasini (Italia) | |
| Uvaggio: Marzemino, Groppello, Barbera, Sangiovese | |
| Prezzo: € 7,16 | Punteggio: |
| Questo vino si presenta con un colore rosso rubino cupo e sfumature di rosso rubino, poco trasparente. Al naso rivela aromi intensi, puliti e gradevoli che si aprono con note di amarena e mirtillo seguite da aromi di mora, prugna, violetta, vaniglia e accenni di liquirizia. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco leggermente tannico e comunque equilibrato dall'alcol, buon corpo, sapori intensi, buoni tannini. Il finale è persistente con ricordi di amarena e prugna. Questo vino matura per 7-8 mesi in barrique e per 6 mesi in bottiglia. | |
| Abbinamento: Carne arrosto, Carne alla griglia, Stufati di carne, Formaggi stagionati | |
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San Severo Rosso Montero 2002 |
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| D'Alfonso del Sordo (Italia) | |
| Uvaggio: Montepulciano, Sangiovese | |
| Prezzo: € 5,40 | Punteggio: |
| Il vino si presenta con un colore rosso rubino intenso e sfumature di rosso rubino, poco trasparente. Al naso esprime aromi intensi, puliti e gradevoli che si aprono con note di prugna e amarena seguite da aromi di lampone, ciclamino, mirtillo, violetta e piacevoli accenni di liquirizia. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco leggermente tannico e comunque equilibrato dall'alcol, sapori intensi, buon corpo, buoni tannini. Il finale è persistente con ricordi di prugna e amarena. Questo vino matura per 4 mesi in barrique. | |
| Abbinamento: Carne saltata con funghi, Carne alla griglia, Carne arrosto | |
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San Severo Rosato Posta Arignano 2003 |
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| D'Alfonso del Sordo (Italia) | |
| Uvaggio: Montepulciano, Sangiovese | |
| Prezzo: € 3,30 | Punteggio: |
| Alla vista si presenta con un colore rosa cerasuolo intenso e sfumature di rosa cerasuolo, molto trasparente. Al naso esprime aromi puliti e gradevoli che si aprono su note di ciliegia e lampone seguite da aromi di fragola, ciclamino, melograno e pesca. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco leggermente fresco e comunque equilibrato, buon corpo, sapori intensi, piacevole. Il finale è persistente con ricordi di ciliegia e pesca. | |
| Abbinamento: Zuppe di pesce, Zuppe di funghi, Pasta con funghi, Pesce arrosto | |
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Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Stefano Antonucci 2001 |
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| Santa Barbara (Italia) | |
| Uvaggio: Verdicchio | |
| Prezzo: € 8,00 | Punteggio: |
| Questo Verdicchio si presenta con un colore giallo dorato chiaro e sfumature di giallo paglierino, molto trasparente. Al naso esprime buona personalità con aromi intensi, puliti, gradevoli e raffinati che si aprono con note di pesca e pera seguite da aromi di biancospino, camomilla, ginestra, legno tostato, banana, mela e un piacevole accenno di lavanda. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco fresco e comunque equilibrato dall'alcol, buon corpo, sapori intensi, piacevole. Il finale è persistente con ricordi di mela e pesca. Un vino ben fatto. Questo Verdicchio matura per 18 mesi in barrique. | |
| Abbinamento: Paste ripiene con funghi, Carne bianca arrosto, Pesce arrosto, Carne saltata | |
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Pathos 2001 |
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| Santa Barbara (Italia) | |
| Uvaggio: Merlot (33%), Cabernet Sauvignon (33%), Syrah (33%) | |
| Prezzo: € 24,00 | Punteggio: |
| Questo vino si presenta con un colore rosso rubino cupo e sfumature di rosso rubino, impenetrabile alla luce. Al naso esprime grande personalità con aromi intensi, puliti, gradevoli, raffinati ed eleganti che si aprono con intense note di prugna, ribes, amarena e violetta seguite da buoni e intensi aromi di mora, liquirizia, tabacco, cacao, vaniglia, legno tostato e buoni accenni di pepe nero e eucalipto. In bocca ha ottima corrispondenza con il naso, un attacco tannico e comunque ben equilibrato dall'alcol, corpo pieno, sapori intensi, piacevole. Il finale è molto persistente con lunghi e buoni ricordi di amarena, prugna e mora. Un grande vino, molto elegante. | |
| Abbinamento: Selvaggina, Brasati e stufati di carne, Formaggi stagionati | |
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Vino Nobile di Montepulciano 2000 |
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| Contucci (Italia) | |
| Uvaggio: Prugnolo Gentile (80%), Canaiolo Nero (15%), Mammolo (5%) | |
| Prezzo: € 10,00 | Punteggio: |
| Il vino si presenta con un colore rosso rubino brillante e sfumature di rosso rubino, abbastanza trasparente. Il naso denota aromi intensi, puliti, gradevoli ed eleganti che si aprono con note di amarena, prugna e lampone seguite da aromi di mora, mirtillo, liquirizia, carruba, violetta e vaniglia. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco leggermente tannico e comunque equilibrato, buon corpo, sapori intensi, buoni tannini, piacevole. Il finale è persistente con ricordi di amarena, mirtillo e prugna. Un vino ben fatto che matura per 18 mesi in botte e per 6-8 mesi in bottiglia. | |
| Abbinamento: Stufati di carne con funghi, Carne arrosto, Carne alla griglia, Formaggi stagionati | |
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La Poja 1999 |
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| Allegrini (Italia) | |
| Uvaggio: Corvina | |
| Prezzo: € 49,00 | Punteggio: |
| Un grande vino. Alla vista si presenta con un colore rosso rubino cupo e sfumature di rosso granato, impenetrabile alla luce. Al naso esprime grande personalità con aromi intensi, puliti, gradevoli, raffinati e molto eleganti che si aprono con note di prugna, mora e amarena seguite da buoni e intensi aromi di mirtillo, violetta, liquirizia, vaniglia, cacao, cannella e accenni di mentolo e timo. In bocca ha ottima corrispondenza con il naso, un attacco leggermente tannico e comunque ben equilibrato dall'alcol, corpo pieno, sapori intensi, buoni tannini, molto piacevole. Il finale è molto persistente con lunghi ricordi di prugna, amarena, mirtillo e mora. Un grandissimo vino. La Poja è prodotto con uve surmature e matura in botte per 20 mesi a cui seguono 16 mesi in bottiglia. | |
| Abbinamento: Brasati e stufati di carne con funghi, Carne arrosto, Selvaggina, Formaggi stagionati | |
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Amarone della Valpolicella Classico 1999 |
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| Allegrini (Italia) | |
| Uvaggio: Corvina (75%), Rondinella (20%), Molinara (5%) | |
| Prezzo: € 44,00 | Punteggio: |
| Questo Amarone si presenta con un colore rosso rubino cupo e sfumature di rosso granato, impenetrabile alla luce. Al naso rivela personalità con aromi intensi, puliti, gradevoli, raffinati ed eleganti che si aprono con buone note di confettura di more e confettura di amarene seguite da buoni e intensi aromi di mirtillo, prugna, viola appassita, tabacco, liquirizia, cannella, cacao, vaniglia e accenni di china e smalto. In bocca ha ottima corrispondenza con il naso, un attacco leggermente tannico e comunque ben equilibrato dall'alcol, corpo pieno, sapori intensi, buoni tannini, piacevole. Il finale è molto persistente con buoni e lunghi ricordi di mora, amarena e prugna. Un vino molto ben fatto. Questo Amarone matura per 19 mesi in botte a cui seguono 14 mesi di affinamento in bottiglia. | |
| Abbinamento: Carne arrosto, Brasati e stufati di carne, Selvaggina, Formaggi stagionati | |
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Collio Pinot Grigio 2002 |
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| Villa Russiz (Italia) | |
| Uvaggio: Pinot Grigio | |
| Prezzo: € 13,00 | Punteggio: |
| Questo Pinot Grigio si presenta con un colore giallo verdolino brillante e sfumature di giallo verdolino, molto trasparente. Al naso rivela aromi intensi, puliti, gradevoli, raffinati ed eleganti che si aprono con note di pera, mela e ananas seguite da aromi di biancospino, banana, ginestra, litchi, nocciola e pompelmo. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco fresco e comunque equilibrato dall'alcol, buon corpo, sapori intensi, piacevole. Il finale è persistente con buoni ricordi di ananas, pera e litchi. Un vino ben fatto. Questo Pinot Grigio matura in vasche d'acciaio per almeno 8 mesi. | |
| Abbinamento: Uova, Pesce fritto, Antipasti di pesce, Pasta e risotto con crostacei | |
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Collio Sauvignon De La Tour 2002 |
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| Villa Russiz (Italia) | |
| Uvaggio: Sauvignon Blanc | |
| Prezzo: € 25,00 | Punteggio: |
| Questo vino si presenta con un colore giallo verdolino intenso e sfumature di giallo verdolino, molto trasparente. Al naso esprime buona personalità con aromi intensi, puliti, gradevoli, raffinati ed eleganti che si aprono con buone note di pesca, sambuco e ananas seguite da buoni aromi di acacia, litchi, mela, ginestra, pompelmo, peperone e accenni di salvia. In bocca ha ottima corrispondenza con il naso, un attacco fresco e comunque ben equilibrato dall'alcol, buon corpo, sapori intensi, molto piacevole. Il finale è molto persistente con lunghi ricordi di pesca, ananas e pera. Un vino ben fatto. Questo Sauvignon Blanc matura per 10 mesi in vasche d'acciaio. | |
| Abbinamento: Crostacei, Pasta con pesce e crostacei, Pesce stufato, Pesce alla griglia | |
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Montepulciano d'Abruzzo Colline Teramane Opis Riserva 1998 |
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| Farnese (Italia) | |
| Uvaggio: Montepulciano | |
| Prezzo: € 22,00 | Punteggio: |
| Alla vista si presenta con un colore rosso rubino intenso e sfumature di rosso granato, poco trasparente. Al naso rivela aromi intensi, puliti, gradevoli, eleganti e raffinati che si aprono con note di amarena e prugna seguite da buoni aromi di mirtillo, tabacco, viola appassita, liquirizia, carruba, vaniglia e accenni di legno tostato, mentolo e china. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco leggermente tannico e comunque equilibrato dall'alcol, corpo pieno, sapori intensi, buoni tannini, gradevole. Il finale è persistente con ricordi di prugna, amarena e mirtillo. Un vino ben fatto. Questo Montepulciano d'Abruzzo matura in barrique per 18 mesi e per 6 mesi in bottiglia. | |
| Abbinamento: Brasati e stufati di carne, Carne arrosto, Formaggi stagionati | |
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Edizione Cinque Autoctoni 2001 |
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| Farnese (Italia) | |
| Uvaggio: Montepulciano (40%), Sangiovese (20%), Primitivo (25%), Negroamaro (10%), Malvasia Rossa (5%) | |
| Prezzo: € 25,00 | Punteggio: |
| Questo vino si presenta con un colore rosso rubino intenso e sfumature di rosso rubino, poco trasparente. Al naso rivela buona personalità con aromi intensi, puliti, gradevoli, raffinati ed eleganti che si aprono con note di confettura di amarene e confettura di prugne seguite da aromi di confettura di mora, china, mirtillo, legno tostato, tabacco, liquirizia, violetta, vaniglia e accenni di noce moscata e mentolo. In bocca ha ottima corrispondenza con il naso, un attacco leggermente tannico e comunque ben equilibrato dall'alcol, corpo pieno, sapori intensi, buoni tannini, piacevole. Il finale è persistente con buoni ricordi di prugna, amarena e mora. Un vino ben fatto. Edizione Cinque Autoctoni matura in barrique per 12 mesi e per 6 mesi in bottiglia. | |
| Abbinamento: Selvaggina, Stufati e brasati di carne, Carne arrosto, Formaggi stagionati | |
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Vernaccia di Oristano Riserva 1992 |
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| Fratelli Serra (Italia) | |
| Uvaggio: Vernaccia di Oristano | |
| Prezzo: € 9,00 | Punteggio: |
| Alla vista si presenta con un colore giallo ambra intenso e sfumature di giallo ambra, molto trasparente. Al naso esprime aromi intensi, puliti, gradevoli e raffinati che si aprono con buone note di mandorla e confettura di fichi seguite da buoni aromi di caramello, cuoio, dattero, miele, marmellata d'arance e noce. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco leggermente fresco e piacevolmente morbido, comunque equilibrato, corpo pieno, sapori intensi, piacevole. Il finale è persistente con ricordi di caramello, confettura di fichi, dattero e mandorla. Questa Vernaccia di Oristano matura in botti di castagno. | |
| Abbinamento: Dolci alle mandorle, Carne arrosto, Brasati di carne | |
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Bucciato 2002 |
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| Ca' Rugate (Italia) | |
| Uvaggio: Garganega | |
| Prezzo: € 13,50 | Punteggio: |
| Il vino si presenta con un colore giallo dorato brillante e sfumature di giallo dorato, molto trasparente. Al naso esprime buona personalità con aromi intensi, puliti, gradevoli, raffinati ed eleganti che si aprono con note di nespola, miele e biancospino seguite da buoni aromi di mela cotogna, pera, pesca matura, mandorla e un lieve accenno di vaniglia. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco fresco e piacevolmente morbido comunque ben equilibrato dall'alcol, buon corpo, sapori intensi, piacevole. Il finale è persistente con ricordi di pesca matura e mela cotogna. Un vino ben fatto. Bucciato è prodotto con uve da vendemmia tardiva e una parte di questo vino fermenta in botte. | |
| Abbinamento: Pasta con funghi, Zuppe di funghi, Stufati di pesce, Pesce arrosto | |
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Soave Classico Monte Alto 2002 |
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| Ca' Rugate (Italia) | |
| Uvaggio: Garganega | |
| Prezzo: € 12,50 | Punteggio: |
| Questo vino si presenta con un colore giallo paglierino intenso e sfumature giallo paglierino, molto trasparente. Al naso esprime buona personalità con aromi intensi, puliti, gradevoli, raffinati ed eleganti che si aprono con buone note di mela, pera e ginestra seguite da buoni aromi di fiori di mandorlo, biancospino, litchi, miele, pesca matura, susina e un accenno di vaniglia. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco fresco e comunque ben equilibrato dall'alcol, buon corpo, sapori intensi, piacevole morbidezza. Il finale è persistente con buoni ricordi di pesca e pera. Un vino ben fatto. Monte Alto è prodotto con uve surmature e matura in barrique per 6-8 mesi. | |
| Abbinamento: Pasta con funghi, Zuppe di funghi, Carne bianca saltata, Pesce arrosto e stufato | |
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Antinoo 2001 |
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| Casale del Giglio (Italia) | |
| Uvaggio: Chardonnay (66%), Viognier (34%) | |
| Prezzo: € 10,00 | Punteggio: |
| Questo vino si presenta con un colore giallo paglierino chiaro e sfumature di giallo paglierino, molto trasparente. Al naso esprime aromi intensi, puliti, gradevoli ed eleganti che si aprono con note di pesca, pera e legno tostato seguite da buoni aromi di mela, ananas, biancospino, litchi, pompelmo e vaniglia. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco fresco e comunque equilibrato dall'alcol, buon corpo, sapori intensi, piacevole. Il Finale è persistente con ricordi di pesca, pera e mela. Antinoo matura in barrique per 6-8 mesi. | |
| Abbinamento: Pasta con funghi, Carne saltata con funghi, Pesce fritto e alla griglia | |
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Satrico 2003 |
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| Casale del Giglio (Italia) | |
| Uvaggio: Chardonnay, Sauvignon Blanc, Trebbiano Giallo | |
| Prezzo: € 5,00 | Punteggio: |
| Questo vino si presenta con un colore giallo verdolino brillante e sfumature di giallo verdolino, molto trasparente. Al naso esprime aromi intensi, puliti, gradevoli, raffinati ed eleganti che si aprono con note di pesca, litchi e ananas seguite da buoni aromi di acacia, ginestra, pera, mela e un accenno di sambuco. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco fresco e comunque ben equilibrato dall'alcol, buon corpo, sapori intensi, piacevole. Il finale è persistente con ricordi di pesca, pera e ananas. Un vino ben fatto. | |
| Abbinamento: Antipasti di pesce, Pesce fritto, Pasta e risotto con pesce e crostacei, Pesce saltato | |
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Tormaresca Rosso 2001 |
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| Tormaresca (Italia) | |
| Uvaggio: Negroamaro (70%), Cabernet Sauvignon (30%) | |
| Prezzo: € 7,00 | Punteggio: |
| Il vino si presenta con un colore rosso rubino brillante e sfumature di rosso granato, poco trasparente. Al naso esprime aromi intensi, puliti, gradevoli ed eleganti che si aprono con note di lampone e mirtillo seguite da aromi di fragola, amarena, ciclamino, prugna e violetta. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco leggermente tannico e comunque equilibrato, buon corpo, sapori intensi, buoni tannini. Il finale è persistente con ricordi di prugna, amarena e mirtillo. Questo vino matura in vasche d'acciaio. | |
| Abbinamento: Carne arrosto, Carne alla griglia, Formaggi stagionati | |
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Verdicchio di Matelica Riserva Cambrugiano 2001 |
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| Belisario (Italia) | |
| Uvaggio: Verdicchio di Matelica | |
| Prezzo: € 8,80 | Punteggio: |
| Questo vino si presenta con un colore giallo dorato brillante e sfumature di giallo dorato, molto trasparente. Al naso esprime buona personalità con aromi intensi, puliti, gradevoli ed eleganti che si aprono con note di pera, mela e tostato seguito da buoni aromi di biancospino, ginestra, ananas, limone, pompelmo, susina e vaniglia. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco fresco e comunque ben equilibrato dall'alcol, buon corpo, sapori intensi, piacevole. Il finale è persistente con buoni ricordi di susina, pera e ananas. Un vino ben fatto. Una piccola parte di Cambrugiano matura in barrique per 12 mesi. | |
| Abbinamento: Pesce arrosto, Zuppe di funghi, Carne bianca arrosto, Paste ripiene | |
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Verdicchio di Matelica Passito Carpe Diem 2001 |
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| Belisario (Italia) | |
| Uvaggio: Verdicchio di Matelica | |
| Prezzo: € 8,50 - 500ml | Punteggio: |
| Questo vino si presenta con un colore giallo ambra brillante e sfumature di giallo dorato, molto trasparente. Al naso esprime buona personalità con aromi intensi, puliti, gradevoli, raffinati ed eleganti che si aprono con note di albicocca secca e confettura di pesche seguite da buoni aromi di canditi, caramello, banana matura, fico secco, mandorla, miele, scorza di agrume, vaniglia e un accenno di smalto. In bocca ha ottima corrispondenza con il naso, un attacco dolce e leggermente fresco comunque ben equilibrato dall'alcol, buon corpo, sapori intensi, piacevole dolcezza. Il finale è persistente con buoni ricordi di albicocca, pesca e miele. Un vino ben fatto. Carpe Diem è prodotto con uve appassite e matura per 10 mesi in vasche d'acciaio e per 2 mesi in barrique. | |
| Abbinamento: Pasticceria secca, Dolci alle mandorle, Formaggi stagionati e piccanti | |
Ferrari - Fratelli LunelliUn nome storico legato alla produzione dello spumante metodo classico Italiano, una prestigiosa realtà del Trentino che è anche sinonimo di grandi vini e raffinate grappe |
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La storia dello spumante metodo classico Italiano è legato indissolubilmente con la preziosa opera di Giulio Ferrari che all'inizio del secolo scorso decide di dare vita alla sua passione, quella di produrre spumanti metodo classico nella sua terra di origine: il Trentino. Esattamente nel 1902 e a soli 23 anni, Giulio Ferrari, esperto viticolo ed enologo, fonda a Trento la sua azienda vitivinicola che segnerà profondamente lo sviluppo dell'enologia e delle bollicine Italiane. Il giovane Giulio Ferrari compie i suoi studi prima alla Imperial Regia Scuola Agraria di San Michele all'Adige e poi la celebre Scuola di Viticoltura di Montpellier in Francia. Dopo avere lavorato per qualche tempo ad Epernay, nel cuore della Champagne, apprende i segreti della produzione di spumante metodo classico che trasferirà poi nel suo Trentino. Pignolo, esigente e caparbio, Giulio Ferrari riesce in pochi anni a produrre il suo celebre spumante e sarà solamente l'inizio di un continuo successo in Italia e nel mondo.
Nel 1952 Bruno Lunelli, padre degli attuali proprietari, rileva da Giulio Ferrari sia il marchio sia la cantina dei suoi prestigiosi spumanti. A quel tempo si producevano circa 9000 bottiglie e tutte prenotate con anni di anticipo. Nel 1969 Bruno Lunelli passa il testimone della conduzione ai suoi tre figli: Gino e Franco, responsabili dell'amministrazione e della presidenza, e Mauro, insieme al padre Bruno, in cantina responsabile della produzione delle nobili bollicine, note nel mondo con il nome di Spumante Classico Ferrari. Grazie all'esperienza ricavata dagli storici vini spumanti Ferrari Demi-Sec e Ferrari Maximum Sec, Mauro Lunelli sviluppa un'attenta sperimentazione e ricerca abbinata al gusto e allo stile sempre più internazionale e diffusa. Nel corso degli anni, grazie anche all'affermato successo mondiale, oggi Ferrari continua ad essere fra i più apprezzati e famosi spumanti Italiani nel mondo. La varietà della produzione è cresciuta con il tempo e oggi, oltre al Ferrari Brut, Ferrari Rosé, Demi-Sec e al Maximum Brut, sono prodotti anche i millesimati Ferrari Perlé, Ferrari Perlé Rosé e la celebre e straordinaria Riserva del Fondatore Giulio Ferrari. Gli spumanti metodo classico Ferrari nascono e maturano oggi in una nuova cantina: trentamila metri quadrati di superficie dove riposano e si affinano oltre quindici milioni di bottiglie di annate diverse. Ogni anno vengono immesse nel mercato e consumate circa quattro milioni e cinquecento mila bottiglie, tuttavia lo spirito e l'anima dello spumante Ferrari, la sua coscienza e la sua emozione, sono quelle che sin dall'inizio hanno rispettato il principio dalla vigna alla tavola. Tutti gli spumanti metodo classico Ferrari sono prodotti solamente con uve coltivate in Trentino e provenienti sia dai vigneti di famiglia sia da vigneti di storici amici vignaioli. La produzione in cantina è affidata ad 8 enologi guidati da Mauro Lunelli ai quali trasferisce ogni anno i fondamenti e i principi di quell'arte e di quella passione che hanno reso celebre e importante lo Spumante Ferrari.
La famiglia Lunelli, ricca dell'esperienza secolare maturata nella produzione di spumante metodo classico, negli anni 1980 decide di estendere la produzione con vini fermi, ottenuti con uve provenienti da vigneti di proprietà e coltivate sulle colline di Trento. Oggi l'Azienda Agricola Lunelli produce sia vini bianchi sia vini rossi, corposi e strutturati, che ben esprimono la tipicità e la piena vocazione enologica del Trentino. La consapevolezza della certezza che un grande vino si ottiene partendo da uve di qualità, ha spinto l'azienda Lunelli a ricercare Masi e Ville in grado di ben rappresentare l'anima enologica del territorio. Prendono così vita i bianchi Villa Margon e Villa Gentilotti, in entrambi presente Chardonnay, e Villa San Nicolò da uve Sauvignon Blanc. Negli anni 1990, dopo anni di sperimentazione, vengono prodotti due vini rossi, entrambi appartenenti alla DOC Trentino: Maso Le Viane, da uve Cabernet Franc, Cabernet Sauvignon e Merlot, e Maso Montalto, prodotto con uve Pinot Nero in purezza. Questi vini, dalle notevoli capacità di affinamento in bottiglia, vengono fatti maturare in legno, con attenzione e sapienza, in modo da mantenere la personalità delle uve con cui sono prodotti. Spumanti metodo classico e vini sembrerebbero già sufficienti a ben rappresentare una degna produzione di qualunque cantina, tuttavia la famiglia Lunelli si occupa anche della produzione di raffinate grappe - lo storico marchio Segnana - del resto in una regione come il Trentino che ha forti e importanti tradizioni legate a questo distillato, la cosa potrebbe anche apparire normale. Segnana produce grappa dal 1860 e all'inizio era una distilleria mobile, con l'attrezzatura sistemata su un carro trainato da cavalli con il quale Paolo Segnana si recava direttamente nelle cantine e lì distillava, davanti a tutti, le vinacce con lo scopo di produrre grappa. Alla fine del 1800 la distilleria mise le proprie radici a Borgo Valsugana e in breve divenne un importante punto di riferimento della grappa Trentina. Nel 1982 la Segnana fu acquisita dalla famiglia Lunelli e la grappa che si produce è considerata figlia d'arte in quanto nasce dalle vinacce ricche di mosto e delicatamente pressate utilizzate per la creazione degli spumanti Ferrari. Oggi la distilleria si è trasferita a Trento, a fianco delle cantine Ferrari, a sottolineare il forte legame fra la grappa Segnana e lo spumante Ferrari. Le grappe vengono prodotte esclusivamente con il metodo discontinuo a bagnomaria di vapore, inoltre Segnana fa parte dell'Istituto Tutela Grappa del Trentino. Fra le grappe prodotte merita attenzione la Solera, ottenuta esclusivamente con vinacce Trentine selezionate e affinata in legno con il metodo Solera celebre per la produzione di Jerez e Marsala. Il prodotto che si ottiene è di assoluto rilievo e beneficia del particolare metodo di affinamento prolungato in legno. Per le sue peculiari qualità e per meglio apprezzare questa speciale grappa, è preferibile servirla a temperatura ambiente e in calici tipo ballon. Interessanti gli abbinamenti che si possono creare con questa particolare grappa, come per esempio con i sigari e con la cioccolata, in cui l'alcolicità e la morbidezza del distillato conferiscono armonia all'abbinamento.
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Legenda dei punteggi I prezzi sono da considerarsi indicativi in quanto possono subire variazioni a seconda del paese e del luogo in cui vengono acquistati i vini |
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Trentino Bianco Villa Margon 2001 |
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| Fratelli Lunelli (Italia) | |
| Uvaggio: Chardonnay (80%), Pinot Bianco (10%), Sauvignon Blanc, Incrocio Manzoni (10%) | |
| Prezzo: € 10,00 | Punteggio: |
| Il vino si presenta con un colore giallo paglierino chiaro e sfumature di giallo verdolino, molto trasparente. Al naso esprime aromi intensi, puliti, gradevoli ed eleganti che si aprono con note di mela e ananas seguite da aromi di biancospino, nocciola, pera, pompelmo, susina, lievito e accenni di vaniglia e tostato. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco fresco e comunque equilibrato dall'alcol, buon corpo, sapori intensi, piacevole. Il finale è persistente con ricordi di ananas, pera e susina. Un vino ben fatto. Una parte di questo vino fermenta in botte. Villa Margon è affinato in bottiglia per 8 mesi. | |
| Abbinamento: Zuppe di funghi, Paste ripiene, Pesce arrosto, Carne bianca arrosto | |
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Trentino Rosso Maso Le Viane 1999 |
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| Fratelli Lunelli (Italia) | |
| Uvaggio: Cabernet Franc, Cabernet Sauvignon, Merlot | |
| Prezzo: € 23,90 | Punteggio: |
| Alla vista si presenta con un colore rosso rubino intenso e sfumature di rosso granato, poco trasparente. Al naso esprime aromi intensi, puliti, gradevoli e raffinati che si aprono con note di confettura di amarene e confettura di mirtilli seguite da buoni aromi di confettura di more, prugna secca, viola appassita, vaniglia, liquirizia, tabacco e accenni di cacao e cannella. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco leggermente tannico e comunque ben equilibrato dall'alcol, corpo pieno, sapori intensi, buoni tannini. Il finale è persistente con ricordi di prugna e confettura di mirtilli. Un vino ben fatto. Maso Le Viane matura per almeno 18 mesi in botte a cui seguono almeno 18 mesi di affinamento in bottiglia. | |
| Abbinamento: Carne arrosto, Brasati e stufati di carne, Selvaggina, Formaggi stagionati | |
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Trento Ferrari Brut |
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| Ferrari (Italia) | |
| Uvaggio: Chardonnay (95%), Pinot Nero (5%) | |
| Prezzo: € 16,80 | Punteggio: |
| Alla vista si presenta con un colore giallo paglierino chiaro e sfumature di giallo verdolino, perlage fine e persistente, buona effervescenza. Al naso rivela aromi intensi, puliti e gradevoli che si aprono con note di mela e acacia seguite da note di banana, lievito, brioche, limone, litchi, pera e pompelmo. In bocca h | |