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Numero 21, Estate 2004 |
Sommario |
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L'Importanza dell'Annata |
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Ogni appassionato di vino - così come quelli che si avvicinano per la prima volta all'affascinante mondo della bevanda di Bacco - sa che fra i fattori fondamentali per la determinazione della qualità di un vino è compresa anche l'annata della vendemmia. Non solo rappresenta un fattore importante: spesso l'annata è considerata come l'unico elemento per determinare il reale valore - non solo economico - di un vino. Proprio l'annata, in molti casi, stabilisce il valore economico di un vino, soprattutto nel tempo e, talvolta, anche nel caso in cui la conservazione della bottiglia non è stata delle migliori. Ma quanto conta effettivamente l'annata per un vino? Certamente - e innegabilmente - è un fattore di estrema importanza ma è anche innegabile che non è l'unico elemento capace di rendere grande un vino. Va anche ricordato - ad onor del vero - che spesso dietro al mito dell'annata si nasconde anche una discutibile speculazione. Mettiamo subito in chiaro un concetto: l'annata è importante e per mezzo dell'andamento meteorologico delle stagioni ha il potere di emettere una buona, se non fondamentale, sentenza sulla qualità di un vino. Si deve però ricordare un concetto fondamentale legato indissolubilmente all'annata e che consente ai consumatori di salvarsi da certe speculazioni. Da qualche anno - un fenomeno che sembra ripetersi con magica e certamente dubbiosa puntualità ogni volta - in prossimità del periodo della vendemmia si sente spesso parlare della cosiddetta vendemmia del secolo capace di promettere grandi vini ovunque e comunque. Poi quei vini arrivano nei calici e si ha finalmente la possibilità di smentire o confermare le premesse fatte in quell'annata. Mentre è comprensibile il motivo di tanto clamore ai fini puramente commerciali, è meno comprensibile - e condivisibile - l'onestà e la scarsa credibilità verso i consumatori. D'accordo, nessuno ha la sfera di cristallo per prevedere con certezza il futuro, ma almeno un po' di serietà non guasterebbe in certi casi. Nel considerare l'annata - che ha certamente un valore importante - è bene ricordare che ha senso solo ed unicamente per una determinata zona, e per essere ancora più pignoli e precisi, ha un valore ancora maggiore per zone piuttosto circoscritte e limitate. Se è vero che la qualità dell'annata è determinata dall'andamento meteorologico, è anche vero che se, per esempio, in Umbria l'annata è stata favorita da buone condizioni meteorologiche, non significa che tutte le altre zone del mondo abbiano beneficiato della stessa positiva condizione. Due esempi emblematici su tutti sono rappresentati dalle annate 1997 e 2002. Il 1997 è stata definita l'annata del secolo scorso - ma sarebbe bene definirla, con vena polemica visto il puntuale clamore che si ripete ogni anno, una delle tante definite come migliori - e questo è stato certamente vero per alcune zone del mondo, mentre per altre è stata ordinaria e per altre modesta. Lo stesso si può dire del 2002, nonostante sia stata definita da molti - e giustamente - come un'annata non proprio esaltante, in certe zone ha consentito di creare dei vini ragionevolmente buoni. Sempre per onore del vero va detto che l'influsso dell'andamento meteorologico dell'annata è spesso compensato dalla bravura dell'enologo oltre che dall'aiuto che la tecnologia offre oggi in cantina. Quando l'annata non è proprio clemente nei vigneti, spesso la tecnologia enologica è capace di compiere veri e propri miracoli - spesso insperati - tanto da rendere accettabili anche le condizioni più avverse. In questo senso va anche ricordata la serietà e la correttezza di molti produttori che, consapevoli delle non proprio esaltanti condizioni meteorologiche di un'annata, preferiscono non commercializzare i propri vini oppure decidono di venderli come prodotti più modesti, soprattutto nel prezzo. Se è vero che questo tipo di scelta è ammirevole dal punto di vista della correttezza verso la propria clientela, è anche vero che rappresenta un innegabile fattore di serietà e di tutela verso i migliori prodotti di una cantina. Certamente la scelta di non commercializzare i propri vini, o di riclassificarli secondo dei criteri qualitativi più appropriati per l'annata, rappresenta un fattore di innegabile correttezza e serietà, ma rappresenta anche innegabilmente un ovvio fattore di perdita economica. Una scelta, quindi, doppiamente ammirevole. Come si regola quindi il consumatore nei confronti dell'annata e - soprattutto - nei confronti della speculazione che si crea intorno a questo fattore? Spesso si sente ripetere il consiglio che nelle annate mediocri o pessime è bene scegliere vini di produttori affermati e affidabili, mentre nelle annate migliori i produttori meno famosi e più piccoli possono regalare buone sorprese. Nelle annate meno favorevoli è innegabile che il fattore tecnologico e l'abilità e l'esperienza di enologi bravi svolgano un ruolo fondamentale per il miglioramento di una materia prima non proprio eccellente. Nelle annate migliori - quando il fattore tecnologico è meno determinante grazie alla maggiore qualità delle uve - anche i produttori più modesti riescono a produrre grandi vini. Questo significa che per produrre un vino di qualità è necessario disporre di attrezzature enologiche moderne e tecnologicamente avanzate? Certamente no. Nonostante la tecnologia enologica offra oggi attrezzature affidabili e precise, capaci di controllare la qualità e la correttezza delle singole fasi, il fattore umano svolge in cantina - oggi come nel passato - un ruolo di primaria importanza. Nonostante il fattore umano svolga ancora un ruolo importante nella produzione del vino di qualità, è innegabile che il supporto tecnologico abbia reso il fattore annata meno determinante di quanto lo fosse in passato. Ed è proprio grazie alla tecnologia enologica che si è ridotta la distanza fra i vari produttori e consentendo loro di produrre vini con una quantità minore di difetti, pur tuttavia senza nascondere certe carenze e predisposizioni qualitative. Ovviamente, quando l'annata è favorevole il suo apporto si riflette nel vino in maniera prorompente e determinante, tanto da fare apparire quasi insignificanti - spesso diversi - gli stessi vini prodotti in annate meno benevole. Nonostante l'annata rappresenti un fattore importante, la bravura degli enologi, unita al supporto tecnologico, evitano al consumatore di informarsi continuamente sulla reale qualità di ogni annata e di potere scegliere con relativa tranquillità un vino al ristorante. Magari in certe annate il vino non sarà eccezionale, ma certamente nemmeno pessimo o ignobile, e comunque apprezzabile. Infine l'annata rappresenta uno di quei tanti elementi che rendono il vino speciale ed emozionante, un fattore che puntualmente ogni anno è capace di rendere la bevanda di Bacco sempre diversa, con sfumature e personalità che, nel bene e nel male, riesce sempre ad attirare la nostra attenzione e a raccontare storie diverse - sia buone sia cattive - per mezzo dei nostri sensi.
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La Posta dei Lettori |
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In questa rubrica vengono pubblicate le lettere dei lettori. Se avete commenti
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alla redazione oppure
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| Ho un'amica che si ritiene brava nella preparazione di risotti. Mi ha sfidato: vincerò un invito a cena se riuscirò a proporre dei buoni abbinamenti di vino. Sapreste darmi qualche indicazione a proposito? Che criteri utilizzare per la scelta? Dove trovare una lista dei vini che rispondano a tali criteri? |
| Giulio Genga -- Lomagna, Lecco (Italia) |
| La scelta di un vino per l'abbinamento con una pietanza può essere determinato non solo da fattori puramente tecnici, ma anche da motivi tradizionali e, non da ultimo, anche da scelte indiscutibilmente soggettive. Nel caso in cui la scelta di un vino viene determinata da considerazioni di tipo tecnico - cioè facendo uso dei criteri applicati dagli enogastronomi - è necessario conoscere non solo il tipo di pietanza, nel suo caso risotto, ma anche e soprattutto gli ingredienti che prendono parte alla preparazione delle ricetta. In base a questa considerazione è pertanto poco utile - e poco attendibile - l'indicazione di uno o più vini generici. Il riso è un alimento ricco di amido, con un gusto tendenzialmente dolce, pertanto abbinabile con vini freschi ed effervescenti, quindi vini bianchi, spumanti e molti rosati. Il fattore discriminante è comunque rappresentato dagli altri ingredienti e che completano quindi il quadro organolettico del piatto utile ai fini dell'abbinamento. Se nel risotto si trovano verdure - che generalmente hanno un gusto tendente al dolce - i vini già citati risultano essere ancora validi. Le stesse considerazioni sono inoltre applicabili nel caso in cui il risotto sia preparato con crostacei e pesce. Se nel risotto sono presenti carne o interiora - che aumentano sia la struttura del piatto, sia la succulenza - sarà opportuno scegliere un vino piuttosto alcolico o di adeguata tannicità, pertanto la scelta potrebbe essere un vino bianco così come un vino rosso. Interessanti abbinamenti con i risotti si possono realizzare con gli spumanti, la cui effervescenza e acidità ben si sposano con il riso, tuttavia la scelta finale dello spumante sarà determinata anche dagli altri ingredienti. Infine ci permettiamo di suggerirle la nostra Guida dei Vini che, oltre a contenere tutti i vini degustati e pubblicati da DiWineTaste, può consigliare un vino in base ad una specifica pietanza. Sarà sufficiente indicare nella casella pietanza il tipo di risotto, per esempio risotto con gamberi e zucchine, e il sistema proporrà un elenco di vini abbinabili con il suo piatto. Buona fortuna per l'invito a cena! |
| Conservo le mie bottiglie di vino rosso all'interno di un armadio in modo da tenerle al buio e con poche escursioni termiche. Stavo pensando di conservare le mie bottiglie all'interno delle scatole di cartone con cui sono vendute e sempre all'interno dell'armadio. Secondo voi questa soluzione potrebbe cambiare la temperatura e l'umidità? |
| Gino Biscardi -- Mestre, Venezia (Italia) |
| La temperatura e l'umidità rappresentano un fondamentale requisito per la buona conservazione delle bottiglie di vino. La temperatura incide fortemente sui processi di maturazione: per questo motivo si preferisce conservare le bottiglie ad una temperatura relativamente bassa - di circa 14° C - ed è essenziale che questa sia il più possibile costante. Una temperatura di questo tipo consente una maturazione dei vini lenta e stabile capace di favorire un buon sviluppo delle qualità organolettiche. L'umidità - che dovrebbe idealmente essere intorno al 70% - consente innanzitutto la buona conservazione delle qualità meccaniche e fisiche dei tappi di sughero, in modo particolare l'elasticità, evitando pericolosi restringimenti. Nel suo caso la temperatura interna dell'armadio è fortemente condizionata dall'ambiente in cui si trova, salvo il caso in cui si tratti di uno specifico armadio climatizzato adatto per la conservazione del vino. Il cartone svolge una certa azione di isolamento termico, tuttavia ha la capacità di assorbire umidità. Se le condizioni ambientali offerte dal suo armadio non sono particolarmente buone, la conservazione all'interno delle scatole di cartone può offrire una migliore stabilità della temperatura che sarà comunque in relazione alla temperatura dell'armadio. Se è vero che è consigliabile mantenere i vini all'interno delle scatole in cui sono venduti - siano di cartone o di legno - sarebbe opportuno, se possibile, collocare l'armadio in un luogo che offra buone condizioni di temperatura e di umidità, provvedendo magari a ricoprire le pareti interne della stanza, oppure dell'armadio, con fogli di materiale coibente utilizzati nell'edilizia per l'isolamento termico. |
UmbriaDa sempre terra di santi e di eroi, il cuore verde d'Italia è anche indiscussa patria di storici e celebrati vini, un forte legame che ha sempre accompagnato la genuina e prelibata cucina della regione nel corso della sua storia |
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L'Umbria, fra le più suggestive e affascinanti regioni d'Italia, è da molti apprezzata per la sua ricchezza storica, culturale e artistica oltre che per i suoi incantevoli paesaggi, ricchi di verde in cui dominano incontrastati l'olivo e la vite. L'olio d'oliva e il vino sono infatti due fondamentali pilastri della cultura enogastronomica della regione che affonda le sue profonde radici nelle tradizioni contadine e rurali. La cucina dell'Umbria si basa su ingredienti semplici e modesti tuttavia genuini, gustosi e prelibati: una sicura attrattiva per gli innumerevoli turisti che ogni anno arrivano nella regione anche alla ricerca del buon bere e del buon mangiare. L'Umbria è stata sempre considerata terra di santi, eroi e raffinati artisti che hanno dato lustro e prestigio non solo alla storia della regione ma anche a quella d'Italia. L'Umbria è inoltre famosa nel mondo per i suoi vini: non a caso la regione è da molti considerata come la Borgogna d'Italia, e qui l'enologia affonda le sue radici nell'antichità dei tempi degli Etruschi, il glorioso e misterioso popolo che si stabilì nella parte occidentale della regione più di 3.000 anni fa. Il prestigio dei vini Umbri fu molto alto durante l'epoca Etrusca e Romana e molte sono le lodi scritte da alcuni grandi e importanti autori del passato, come Plinio il Vecchio e Marziale, che ne decantarono le qualità nelle loro opere. In epoche successive la notorietà dei vini Umbri visse momenti di alterna fortuna e pregio. Verso la fine del 1400 il vino Umbro era molto apprezzato e ricercato, in particolare quelli prodotti ad Orvieto che furono anche richiesti dal celebre pittore Perugino Bernardino di Betto, detto il Pinturicchio, come parte del compenso per i suoi lavori svolti nel duomo di Orvieto. Anche altri pittori Umbri, fra cui il grande Pietro Vannucci, detto il Perugino, chiesero che parte del compenso per le loro opere fosse conferito in vino buono, una consuetudine, a quanto pare, piuttosto comune fra gli artisti del passato. In epoche successive, in Umbria come in altre regioni d'Italia, il vino era prodotto in grande quantità a scapito della qualità, in quanto era una fondamentale risorsa di sostentamento per coloro che lo producevano, pertanto più se ne produceva e meglio era.
Il rilancio dell'enologia e della viticoltura in Umbria inizia all'inizio degli anni 1960 che porterà, nel 1968, al primo e grande traguardo di prestigio con il conferimento della prima DOC Umbra riconosciuta a Torgiano. Questo importante e fondamentale successo si deve alla capacità e alla tenacità di uno dei più grandi personaggi dello scenario enologico Umbro e Italiano, Giorgio Lungarotti, i cui vini sono oggi conosciuti in tutto il mondo. Il successo di Torgiano sarà consacrato nel 1990 con il riconoscimento della prima DOCG Umbra attribuita al Torgiano Rosso Riserva. A pochi chilometri da Torgiano un altro grande personaggio dell'enologia Umbra è pronto a valorizzare il grande patrimonio della sua terra. Arnaldo Caprai inizia il suo trionfale cammino nel mondo del vino acquistando nei primi anni 1970 alcuni vigneti in Montefalco. Da subito concentra la sua attenzione nel sogno di rivalutare la locale uva rossa Sagrantino, da molti dimenticata e poco apprezzata tanto che a Montefalco sono in molti a sostituirla nei vigneti con altre varietà. Caprai è convinto nelle potenzialità dell'uva Sagrantino e coinvolge nell'azienda vinicola anche il figlio Marco, che con la sua passione e tenacia sarà fondamentale per lo sviluppo dell'affermazione e del successo del Sagrantino nel mondo. Anche ad Orvieto, già famosa in antichità per i suoi vini bianchi, si verificheranno alcuni importanti eventi che contribuiranno notevolmente al rilancio e al prestigio dell'enologia Umbra. Saranno gli Antinori a dare vita al Castello della Sala a Ficulle, nelle vicinanze di Orvieto, a due dei più celebrati vini d'Italia degli ultimi anni e che hanno dato inizio ad un nuovo stile. Grazie all'intuizione e alla passione dell'enologo Renzo Cotarella - fratello di un altro celebrato enologo, Riccardo Cotarella, entrambi Umbri di nascita - prende vita un grande bianco, il Cervaro della Sala, prodotto in gran parte da Chardonnay e al quale viene aggiunto una piccola parte dell'uva bianca per eccellenza dell'Umbria: il Grechetto. Un vino che stupisce sin dall'inizio per l'eleganza e che apre di fatto un nuovo stile nei vini bianchi Italiani. Il successo si ripete pochi anni più tardi con il celebre Muffato della Sala, prodotto con uve attaccate dalla Botrytis Cinerea - la muffa nobile - un fenomeno che in Italia ha come maggiore e principale rappresentante la suggestiva zona di Orvieto. La condizione enologica attuale dell'Umbria registra un notevole fermento in cui la qualità è in continua crescita e la maggioranza dei produttori della regione hanno abbandonato da alcuni anni la produzione di massa in favore di una migliore qualità. L'Umbria è l'unica regione dell'Italia peninsulare a non essere bagnata dal mare e il territorio è prevalentemente collinare, una condizione che consente un'ottima coltivazione della vite e dell'olivo. Lo scenario collinare è infatti una caratteristica pressoché costante in tutta la regione. Da nord a sud, da est a ovest, in Umbria è un continuo salire e scendere di colli e pendii su cui prevalgono i colori grigio-verde degli olivi e l'ordinato schieramento dei vigneti intervallati dalle innumerevoli e placide località ricche di arte, storia e tradizione. I vini prodotti in Umbria sono sia bianchi, sia rossi - praticamente in pari misura - a cui fanno seguito i vini dolci prodotti con uve lasciate appassire su graticci, di cui i migliori rappresentanti rimangono il Vin Santo, che in Umbria vanta una lunga e consolidata tradizione, esattamente come in altre zone d'Italia, e il Sagrantino di Montefalco Passito. In Umbria si coltivano uve sia bianche sia rosse, ed entrambe rappresentano un fattore importante dell'enologia della regione. A differenza di altre regioni in cui domina uno specifico stile di vino, in Umbria, anche per effetto della sua tradizione, la produzione è divisa, quasi equamente, fra vini bianchi e vini rossi. Fra le uve a bacca bianca è certamente il Grechetto a ricoprire il ruolo primario, un'uva autoctona dell'Umbria diffusa in tutta la regione e con la quale si producono interessanti bianchi, sia in purezza, sia miscelata ad altre uve e in particolare con lo Chardonnay. L'uva rossa la più importante è il Sagrantino, che nonostante sia quasi esclusivamente presente in Montefalco - la sua zona d'origine - i vini prodotti con quest'uva sono oggi fra i più rappresentativi di tutta l'Umbria. Fra le altre uve a bacca bianca della regione si ricordano Malvasia Bianca, Trebbiano Toscano, Verdello, Canaiolo Bianco e Procanico, mentre fra le uve a bacca rossa si ricordano Sangiovese, Ciliegiolo, Canaiolo Nero, Montepulciano, Barbera e, in particolare, il Gamay introdotto nell'area del Lago Trasimeno da oltre un secolo e con il quale si producono interessanti vini. In Umbria non mancano nemmeno le uve cosiddette internazionali come lo Chardonnay, Sauvignon Blanc, Pinot Bianco e Riesling, per quelle a bacca bianca, oltre a Merlot, Cabernet Sauvignon, Pinot Nero e Cabernet Franc, per le uve a bacca rossa.
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I vini dell'Umbria sono classificati in accordo al sistema di qualità in vigore in Italia e precisamente, dal livello più basso a quello più alto: Vini da tavola, IGT (Indicazione Geografica Tipica), DOC (Denominazione di Origine Controllata) e DOCG (Denominazione di Origine Controllata e Garantita). In Umbria sono attualmente riconosciute due DOCG: il Torgiano Rosso Riserva e il Sagrantino di Montefalco (o Montefalco Sagrantino), entrambi vini rossi e certamente da considerarsi fra gli esempi più importanti della regione. Le aree riconosciute dall'attuale sistema di qualità per la produzione di vini DOC sono 11 e precisamente: Assisi, Colli Altotiberini, Colli Amerini, Colli del Trasimeno, Colli Martani, Colli Perugini, Lago di Corbara, Montefalco, Orvieto, Rosso Orvietano e Torgiano. Va inoltre osservato che in Umbria una percentuale piuttosto elevata di vini è prodotta come IGT (Indicazione Geografica Tipica) e qui, come in tutte le altri regioni d'Italia, la qualità di questi prodotti è spesso superiore a molti vini appartenenti alle categorie superiori.
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A pochi chilometri a sud di Perugia, il capoluogo dell'Umbria, si trova la città di Torgiano, da anni celebre nel mondo per la produzione di vino. Il suo successo va principalmente riconosciuto a Giorgio Lungarotti, che grazie alla sua lungimiranza, tenacità e capacità è riuscito a trasformare l'immagine di un luogo attraverso il vino. L'area di Torgiano è oggi riconosciuta sia come DOC sia come DOCG, in entrambi i casi è stata la prima dell'Umbria a raggiungere questo traguardo (la DOC è stata riconosciuta nel 1968 mentre la DOCG nel 1990). La celebrità di Torgiano è senz'altro rappresentata dal Torgiano Rosso Riserva, l'unico vino DOCG di questa zona e prodotto prevalentemente con Sangiovese e Canaiolo Nero. La produzione dei vini DOC di Torgiano è piuttosto varia e comprende bianchi, rossi, rosati e spumanti. Il Bianco di Torgiano è prodotto con Trebbiano Toscano e Grechetto e fra i vini di questa categoria sono inoltre interessanti anche i monovarietali di Chardonnay, Pinot Grigio e Riesling Italico. Il Rosso di Torgiano - il primo rosso ad avere raggiunto la notorietà al di fuori di questa zona - è prodotto con Sangiovese, Canaiolo Nero e, in minore parte, Trebbiano Toscano. La produzione dei vini rossi prevede anche i monovarietali Cabernet Sauvignon e Pinot Nero, mentre il vino rosato è prodotto con lo stesso uvaggio del Torgiano Rosso.
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Montefalco è certamente l'area vitivinicola di cui si parla maggiormente negli ultimi tempi e che sta diventando sempre più l'area di riferimento dell'Umbria enologica. L'area di Montefalco si trova a circa 40 chilometri ad est di Perugia e il successo del suo Sagrantino ha chiamato nella zona anche celebri produttori provenienti da altre regioni. Come la vicina Torgiano, anche l'area di Montefalco condivide le denominazioni DOC e DOCG. Solo ai vini prodotti esclusivamente con Sagrantino è riconosciuta la categoria DOCG che prevede le versioni secco e passito. In tempi passati il Sagrantino era unicamente prodotto come passito, un vino dolce, ricco e potente, che ben accompagnava i ricchi pasti Pasquali degli abitanti di Montefalco. Nonostante il Sagrantino Passito sia ancora molto apprezzato - e non solo a Montefalco - tuttavia è la versione secca a riscuotere il maggiore interesse. Il Sagrantino vinificato in secco è frutto di studi piuttosto recenti, che risalgono a circa 30 anni fa, ma il suo miglioramento si deve prevalentemente all'encomiabile e preziosa opera di ricerca e di rivalutazione svolta da Arnaldo Caprai e da suo figlio Marco. Il Sagrantino è un'uva robusta e possente - con una carica tannica notevole e una ricchezza organolettica rilevante - che ha seriamente rischiato di scomparire dai vigneti di Montefalco in favore di altre varietà, mentre oggi, grazie agli sforzi dei produttori, è un'uva capace di produrre vini che si apprezzano - con merito - ovunque nel mondo. Nell'area di Montefalco si producono anche vini DOC nelle tipologie bianco e rosso. Il Montefalco Bianco è prodotto con Grechetto e Trebbiano Toscano, mentre il Montefalco Rosso - un vino di notevole interesse - è prodotto prevalentemente con Sangiovese e Sagrantino e disponibile anche come riserva.
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In tempi passati quando si pensava al vino Italiano, Orvieto era uno dei pochi nomi che venivano ricordati più frequentemente. Ad onore del vero si deve ammettere che se nell'antichità - in tempi che risalgono addirittura all'epoca Etrusca - i vini di Orvieto erano celebrati e apprezzati ovunque, lo stesso non si può dire delle epoche successive. La speculazione che si è fatta ad Orvieto, non solo da parte dei produttori locali ma anche e soprattutto di quelli di altre zone, puntava unicamente a massicce produzioni di quantità a scapito di quella gloriosa qualità che rese celebre questa zona nel passato. Per fortuna negli ultimi decenni le cose sono cambiate e i produttori puntano ora ad una rigorosa qualità con la speranza di raggiungere nuovamente quella qualità tanto decantata in tempi passati. Orvieto è prevalentemente celebre per i suoi vini bianchi prodotti con Procanico - nome con cui è noto nella zona il Trebbiano Toscano - Verdello, Grechetto, Drupeggio - altrove noto come Canaiolo Bianco - e Malvasia Toscana. I bianchi sono prodotti anche nella versione Classico, Superiore e Classico Superiore. Di notevole e assoluto rilievo è la produzione di alcuni vini dolci prodotti con uve attaccate dalla Botrytis Cinerea - la celebre muffa nobile - un fenomeno che nella zona di Orvieto è frequente e conosciuto da molti anni. Ad Orvieto recentemente si producono vini rossi DOC conosciuti come Rosso Orvietano (o Orvietano Rosso), sia come miscele di uve, sia monovarietali, con Sangiovese, Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc, Merlot, Pinot Nero, Ciliegiolo, Canaiolo Nero e Aleatico.
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Una delle zone che recentemente sta riscuotendo un crescente interesse e successo è quella dei Colli del Trasimeno. L'area si trova ad ovest di Perugia e si estende intorno ai comuni limitrofi al Lago Trasimeno. L'area è riconosciuta come DOC e la produzione di vino si avvale di una quantità piuttosto elevata di varietà di uve, sia bianche, sia rosse. Fra le uve a bacca bianca troviamo il Grechetto - l'autoctono Umbro diffuso in tutta la regione - Trebbiano Toscano, Malvasia del Chianti, Verdello e Verdicchio. Da notare che il Grechetto è l'unica uva a bacca bianca utilizzata per la produzione di vini bianchi monovarietali. Fra le uve rosse sono coltivate il Sangiovese, Gamay, Ciliegiolo, Cabernet Sauvignon e Merlot. Interessante è la presenza del Gamay, da considerarsi come un particolare caso nella diffusione di questa celebre uva. Il Gamay fu introdotto nella zona del Trasimeno oltre un secolo fa e oggi è così diffusa da essere considerata quasi come un'uva tipica del luogo. I vini rossi prodotti con Gamay dei Colli del Trasimeno sono piuttosto interessanti e sono da considerarsi fra i migliori rossi DOC di quest'area.
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Fra le zone di interesse enologico dell'Umbria vanno certamente ricordati i Colli Amerini, fra le aree più interessanti della regione per i vini rossi che qui si producono con Sangiovese, Montepulciano, Ciliegiolo, Canaiolo Nero, Barbera e Merlot. Fra le aree DOC più recenti va ricordata Assisi, in particolare per il Grechetto vinificato in purezza. Anche la produzione dei Colli Martani è interessante sia per i vini bianchi sia per i vini rossi, tuttavia la celebrità di quest'area è il Grechetto di Todi, un vino prodotto in quantità piuttosto limitate. Un'area completamente dedita alla produzione di vini rossi è quella del Lago di Corbara, nelle vicinanze di Orvieto, in cui troviamo Merlot, Sangiovese, Cabernet Sauvignon e Pinot Nero, vinificati anche in purezza. Nella zona che si estende da Perugia fino a quasi il confine settentrionale dell'Umbria si trova la DOC dei Colli Altotiberini, in cui si producono sia bianchi sia rossi. A sud di Perugia si estende la zona DOC dei Colli Perugini, che raggiunge parte della provincia di Terni, e in cui si producono prevalentemente vini bianchi e rossi.
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Pinot NeroUn'uva che richiede grande maestria e un clima adatto per produrre ottimi vini. Il Pinot Nero è per molti sinonimo di vini di grande classe ed è l'uva a bacca nera più usata nella produzione di spumanti fra cui lo Champagne |
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Il Pinot Nero è un'uva piuttosto bizzarra ed è certamente fra le più difficili da coltivare e da vinificare. Non solo richiede condizioni climatiche idonee per potere esprimere il meglio di sé nel vigneto, il Pinot Nero richiede anche un'elevata dose di bravura sia da parte dell'agronomo sia da parte dell'enologo. Il Pinot Nero è una prova impegnativa per tutti coloro che si confrontano con quest'uva con lo scopo di produrre vini, una condizione che rimane vera anche nella sua terra di origine e che ancora oggi è considerata la migliore zona: la Borgogna. La difficoltà nella produzione di vini con Pinot Nero è probabilmente anche il motivo della divisione fra gli appassionati della bevanda di Bacco. Per molti il Pinot Nero è capace di produrre vini di grande classe ed eleganza, probabilmente come nessun'altra uva, per altri invece è un'uva capace di dare vini poveri di emozioni. Forse quelli che lo sostengono lo fanno perché hanno avuto l'opportunità di degustare grandi vini da Pinot Nero, mentre quelli che non riescono ad apprezzarlo probabilmente hanno sempre degustato Pinot Nero mediocri, a dire il vero, la maggioranza dei vini prodotti con quest'uva. Il Pinot Nero è fra le uve più antiche di cui si hanno notizie storiche e la sua terra di origine è molto probabilmente la Borgogna. Si ritiene che il Pinot Nero sia coltivato in Borgogna da oltre 2.000 anni, con molta probabilità era già presente nella regione prima delle invasioni da parte dei Romani. Già a quei tempi il Pinot Nero godeva di una certa notorietà e anche autori come Plinio il Vecchio e Columella lo hanno citato nelle loro opere. Il Pinot Nero è una varietà definita come geneticamente instabile, cioè che può mutare molto facilmente dando origine ad altre varietà. Si ritiene che esistano oltre 1.000 diverse varietà clonali appartenenti alla famiglia dei Pinot, di cui le più celebri sono Pinot Bianco, Pinot Grigio e Pinot Meunier, oramai considerate come delle varietà specifiche. La facilità di mutazione del Pinot Nero rappresenta un fattore critico per la sua coltivazione che si unisce alla necessità di un clima fresco capace di consentire una maturazione lenta. La coltivazione del Pinot Nero e la successiva produzione di vino rappresenta sempre una sfida e non è un caso che i vini di alta qualità prodotti con quest'uva sono piuttosto pochi, mentre abbondano gli esempi di qualità mediocre e, addirittura, bassa.
La Borgogna è da considerarsi come la terra d'elezione del Pinot Nero e in particolare la Côte d'Or, da cui provengono certamente i migliori vini del mondo prodotti con quest'uva. Il Pinot Nero è inoltre celebre nella Champagne - a nord della Borgogna - dove quest'uva è utilizzata per la produzione dei celebri spumanti. Il Pinot Nero è usato nello Champagne sia per conferire una maggiore struttura al vino, sia per aumentare la complessità aromatica, non da ultimo, è utilizzato anche in purezza e senza l'aggiunta di altre uve. Il Pinot Nero è l'uva a bacca rossa più utilizzata per la produzione di spumanti, di cui la maggior parte sono prodotti con il metodo classico e vinificato in bianco, cioè separando le bucce dal mosto subito dopo averle pigiate. Il Pinot Nero è inoltre il responsabile dell'affascinante colore degli spumanti rosati, ottenuto sia aggiungendo vino rosso prodotto con quest'uva, sia con vini rosati prodotti con il metodo del salasso o sanguinamento (saignée in Francese). Il nome Pinot deriva dalla tipica forma del grappolo di quest'uva, compatto e serrato da ricordare una pigna. L'acino del Pinot Nero ha una buccia sottile, una capacità colorante modesta, un contenuto di tannini piuttosto basso e un'acidità piuttosto marcata. I vini prodotti con quest'uva, a causa del ridotto contenuto in estratti della sua sottile buccia, sono relativamente delicati e, sempre a causa della composizione dei suoi acini, il Pinot Nero non consente un'ampia possibilità di stili rispetto ad altre uve a bacca rossa. L'acidità è il fattore critico del Pinot Nero e questa deve essere quanto più possibile conservata in modo da non compromettere l'equilibrio del vino. Il metodo migliore per conservare l'acidità del Pinot Nero è quello di coltivare quest'uva in zone a clima fresco tali da consentire una lenta maturazione e uno sviluppo elegante e ottimale dei suoi aromi. Per questa ragione il Pinot nero non è un'uva adatta alle zone con clima caldo poiché tende a maturare troppo in fretta perdendo la sua preziosa acidità e sviluppando aromi ordinari. Gli acini del Pinot Nero hanno una buccia sottile, un colore blu scuro e si raggruppano in piccoli grappoli. Quest'uva è piuttosto sensibile alle muffe ed è una varietà che matura in anticipo rispetto alle altre varietà a bacca rossa e spesso in Borgogna la vendemmia avviene nello stesso periodo in cui si raccoglie lo Chardonnay. La resa del Pinot Nero è generalmente bassa ed è piuttosto sensibile a molte malattie della vite, una condizione che la rende ancora più difficile da coltivare. Il Pinot Nero preferisce i terreni calcarei mentre i terreni di tipo argilloso, freschi e umidi, sarebbero da evitare. A causa del basso contenuto di tannini e di pigmenti coloranti, i vini prodotti con quest'uva sono generalmente trasparenti e le tonalità piuttosto chiare, qualcosa di ben lontano, per esempio, ai colori tipici dei vini prodotti con Cabernet Sauvignon o Sangiovese. Nelle annate particolarmente sfavorevoli, alcuni produttori aggiungono parte dei raspi nel mosto in modo da compensare la ridotta quantità di tannini nelle bucce del Pinot Nero. Gli stili di vinificazione del Pinot Nero si possono essenzialmente riassumere in due categorie: vini rossi e spumanti. Nella produzione di vini rossi, il Pinot Nero è nella maggioranza dei casi vinificato in purezza e piuttosto raramente miscelato ad altre uve. Nonostante i vini rossi prodotti con Pinot Nero siano spesso fermentati o maturati in botte, l'apporto del legno è spesso molto bilanciato grazie anche alla scelta di botti con gradi di tostatura non eccessivi. A differenza di altre uve, come per esempio il Cabernet Sauvignon e il Merlot, nel Pinot Nero difficilmente si percepiranno prorompenti e forti aromi di vaniglia e di legno tostato proprio perché la botte, quando usata in modo eccessivo, tende a coprire i freschi ed eleganti aromi di quest'uva. Va inoltre osservato che il passaggio in botte del Pinot Nero contribuisce all'arricchimento del vino con i tannini ceduti dal legno e pertanto può svolgere un ruolo fondamentale nell'equilibrio. Negli spumanti il Pinot Nero è generalmente utilizzato nella produzione dei metodo classico ai quali conferisce struttura e complessità aromatica. La longevità dei vini rossi prodotti con Pinot Nero è piuttosto variabile ed è fortemente condizionata dalla qualità. La durata media è generalmente compresa fra i 2 e gli 8 anni, talvolta anche con punte di 10 anni, tuttavia è bene ricordare che solo i migliori Pinot Nero, prodotti con criteri e condizioni di alta qualità, riescono a svilupparsi per 8-10 anni.
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A causa della buccia sottile dei suoi acini, il Pinot Nero non possiede spiccate capacità coloranti, una caratteristica che è ben evidente nel colore e nella trasparenza dei suoi vini rossi. Il colore dei vini rossi prodotti con Pinot Nero può variare da tonalità piuttosto chiare a mediamente intense, in accordo alla qualità delle uve e dai tempi di macerazione. In gioventù il colore assumerà tonalità rosso rubino che evolveranno con la maturazione in rosso granato per poi raggiungere evidenti tonalità rosso aranciato. La trasparenza nel Pinot Nero è sempre molto evidente: la luce attraverserà facilmente il vino; qualcosa di ben diverso rispetto alle trasparenze impenetrabili di altre varietà come per esempio di alcuni Cabernet Sauvignon. La presenza di Pinot Nero negli spumanti è spesso segnalata dalla maggiore intensità del colore. Se nella maggioranza dei casi gli spumanti assumono tonalità giallo verdolino o giallo paglierino chiaro, quando il Pinot Nero è presente, la tonalità tende ad essere più scura arrivando anche ad assumere un evidente colore giallo dorato. Va comunque ricordato che una maggiore intensità nel colore degli spumanti metodo classico può essere dovuto anche a lunghi periodi di affinamento sui lieviti e di maturazione. Infine, il colore rosato di molti spumanti metodo classico - fra cui lo Champagne Rosé e il Franciacorta Rosé - è dovuto alla presenza di vini prodotti con Pinot Nero vinificati sia in rosso, aggiunto alla cuvée di vini bianchi, sia in rosato prodotto con il metodo del salasso o sanguinamento.
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Il Pinot Nero è probabilmente il più celebre rappresentante degli aromi freschi e ben definiti di frutta, capace di donare vini estremamente eleganti e di innegabile classe, una caratteristica che, ad onore del vero, è riconoscibile solamente nei vini di elevata qualità. Gli aromi del Pinot Nero sono delicati e sottili - tuttavia ben pronunciati - e per questo motivo è necessaria un'eccellente capacità dell'enologo tale da non coprire o perdere gli eleganti aromi di quest'uva. L'uso di botti prodotte con legno molto tostato è certamente l'errore che ogni enologo evita accuratamente proprio perché questo tende a coprire facilmente gli aromi del Pinot Nero, salvo nei casi in cui si desideri impartire al vino pronunciati aromi di legno. Tuttavia la maggioranza dei vini rossi prodotti con Pinot Nero sono fermentati e maturati in botte e l'uso intelligente del legno - sia il grado di tostatura, sia il tempo di permanenza - è uno dei fattori che contribuisce all'eleganza e alla classe di questi vini. Raramente gli aromi tipici della maturazione e della fermentazione in botte saranno percepiti con netta evidenza nei Pinot Nero. Va inoltre osservato che molti produttori preferiscono vinificare il Pinot Nero in contenitori inerti - come l'acciaio - ottenendo risultati estremamente raffinati ed eleganti. I vini prodotti con uve Pinot Nero coltivate in zone a clima piuttosto freddo, o raccolte quando non hanno raggiunto una maturazione ottimale, sono caratterizzati da aromi che possono ricordare sostanze erbacee o vegetali, come per esempio menta, foglia di pomodoro e aneto, tuttavia sarà ben chiara ed evidente la natura fruttata dell'uva, in particolare aromi di frutti a bacca rossa, come ciliegia, lampone, fragola e mirtillo. I vini prodotti nelle zone a clima caldo, o con uve perfettamente mature, gli aromi di frutta sono molto evidenti e pronunciati. Si percepiranno i consueti e caratteristici aromi di frutta del Pinot Nero, come ciliegia, lampone e fragola, in alcuni casi sarà inoltre possibile percepire anche amarena, mora e prugna, così come aromi floreali come la rosa e la violetta. L'evoluzione del Pinot Nero in bottiglia sviluppa aromi molto complessi in cui le sensazioni di frutta si trasformano prima in confetture per poi trasformarsi, all'apice della maturazione, in aromi di sottobosco, cuoio, pellame, funghi e selvaggina. La presenza di Pinot Nero negli spumanti bianchi metodo classico è spesso segnalata da aromi di frutta a bacca rossa che si uniranno alle tipiche percezioni aromatiche di questi vini. Negli spumanti rosati metodo classico gli aromi fruttati tipici del Pinot Nero saranno molto evidenti e predominanti.
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Il gusto dei vini prodotti con Pinot Nero è caratterizzato da una evidente acidità che, nel caso in cui non sia stata propriamente controllata, può anche compromettere l'equilibrio. Del resto il Pinot Nero è notoriamente un'uva difficile da coltivare e da vinificare, pertanto richiede particolari attenzioni e buone capacità in cantina. L'acidità del Pinot Nero è fortemente determinata dal suo grado di maturazione e dal luogo in cui è stata coltivata, tuttavia, a causa del suo ridotto contenuto in tannini, sarà proprio la giusta acidità a contribuire sul giusto equilibrio del vino. Nonostante l'affinamento in bottiglia rende generalmente il Pinot Nero più rotondo e carezzevole, l'acidità sarà una caratteristica che accompagnerà tutta l'evoluzione di questi vini. Uno dei fattori che saranno utili a bilanciare la spiccata acidità dell'uva è rappresentata dall'alcol che nei vini prodotti con Pinot Nero è spesso piuttosto elevata. La morbidezza del vino sarà anche determinata dalla permanenza in botte che contribuirà anche ad aumentarne la struttura.
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Il Pinot Nero è un'uva che presenta difficoltà sia nella coltivazione sia nella vinificazione qualora lo scopo sia la produzione di vini di alta qualità. Da tempo considerata un'uva internazionale, il Pinot Nero è praticamente diffuso in ogni paese vinicolo del mondo, apprezzato da molti come esempio massimo di eleganza, indifferente per altri a causa del suo scarso colore che all'apparenza lo fa sembrare un vino modesto. Va comunque osservato che vini di alta qualità prodotti con Pinot Nero sono piuttosto pochi, mentre è molto facile trovare vini prodotti con quest'uva che si potrebbero definire, nella migliore delle ipotesi, mediocri. L'indiscussa patria del Pinot Nero è la Borgogna - e in particolare la Côte d'Or - dove quest'uva riesce a dare il meglio di sé sotto innumerevoli interpretazioni, anche grazie alle condizioni climatiche della zona, la capacità mutevole dell'uva e le tradizioni enologiche fortemente basate sulle differenze del territorio. Nella Côte de Nuits i vini da Pinot Nero sono in genere robusti e complessi, con intriganti note minerali e speziate. Nella vicina Côte de Beaune è invece il carattere fruttato dell'uva a prevalere nello stile di questi vini, più rotondi e dalla maturazione più rapida. Nelle altre zone della Borgogna si trovano buoni esempi di Pinot Nero nel villaggio di Pommard; altri interessanti esempi, con qualità diverse fra loro, sono i vini prodotti nella Côte Chalonnaise, Mercurey e Givry. In Francia il Pinot Nero è inoltre presente nella Champagne, dove è usato per la produzione dei celebri spumanti, nella Valle della Loira e in Alsazia. In altre zone d'Europa il Pinot Nero produce buoni esempi in Svizzera - in particolare a Valais e Neuchâtel, dove è noto con il nome di Blauburgunder - mentre in Austria si producono buoni Pinot Nero nella zona di Burgenland. In Germania quest'uva è piuttosto diffusa, nota con il nome Blauburgunder, soprattutto nelle aree del Palatinato (Pfalz), Franconia e Ahr, inoltre il Pinot Nero sta riscuotendo un buon successo anche in Romania. In Italia i migliori esempi di vini prodotti con Pinot Nero si registrano nell'area a Nord-Est e in particolare nell'Alto Adige, tuttavia buoni esempi si possono trovare anche in Toscana, in Umbria e nell'Oltrepò Pavese dove è vinificato anche in bianco. Nel cosiddetto Nuovo Mondo il Pinot Nero suscita un notevole interesse e i migliori esempi provengono, per quanto concerne gli Stati Uniti d'America, dall'Oregon - certamente la migliore zona da Pinot Nero d'America - e dalle zone più fresche della California, come Russian River, Carneros (principalmente usato per la produzione di spumanti metodo classico), Santa Barbara (in particolare le zone di Santa Maria e Santa Ynez) e Monterey. Nonostante il clima dell'Argentina sia troppo caldo per il Pinot Nero, buoni esempi sono tuttavia prodotti nell'area di Río Negro, e in Sud Africa quest'uva ha dato pochi ma buoni esempi, in particolare nella fresca Walker Bay. In Australia la maggioranza del Pinot Nero è prodotto nella Victoria, in particolare nella Yarra Valley. Il clima fresco della Nuova Zelanda consente la produzione di ottimi vini da Pinot Nero, in particolare nelle zone di Marlborough, Martinborough e Central Otago.
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I Vini del Mese |
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Legenda dei punteggi I prezzi sono da considerarsi indicativi in quanto possono subire variazioni a seconda del paese e del luogo in cui vengono acquistati i vini |
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Valpolicella Classico Superiore Serego Alighieri 2000 |
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| Masi (Italia) | |
| Uvaggio: Corvina (70%), Rondinella (20%), Molinara (10%) | |
| Prezzo: € 18,50 | Punteggio: |
| Questo vino si presenta con un colore rosso rubino intenso e sfumature di rosso granato, poco trasparente. Al naso rivela aromi intensi, puliti, gradevoli e raffinati che si aprono con note di amarena, confettura di prugne e mora seguite da aromi di mirtillo, violetta, vaniglia, liquirizia, tabacco e accenni di coriandolo. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco leggermente tannico e comunque ben equilibrato dall'alcol, buon corpo, sapori intensi, buoni tannini, piacevole morbidezza. Il finale è persistente con ricordi di amarena, prugna e mora. Un vino ben fatto. Questo Valpolicella matura per 24 mesi in botte, di cui 6 mesi in botti di ciliegio, e per almeno 6 mesi in bottiglia. | |
| Abbinamento: Carne arrosto, Brasati e stufati di carne con funghi, Formaggi stagionati | |
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Amarone della Valpolicella Classico Costasera 2000 |
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| Masi (Italia) | |
| Uvaggio: Corvina (70%), Rondinella (25%), Molinara (5%) | |
| Prezzo: € 25,90 | Punteggio: |
| Questo vino si presenta con un colore rosso rubino intenso e sfumature di rosso granato, poco trasparente. Al naso esprime aromi intensi, puliti, gradevoli e raffinati che si aprono con note di prugna, amarena e viola appassita seguite da aromi di mora, tabacco, liquirizia, cacao, vaniglia e accenni di cuoio. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco leggermente tannico e comunque equilibrato dall'alcol, corpo pieno, sapori intensi, buoni tannini. Il finale è persistente con buoni ricordi di prugna, amarena e mora. Un vino ben fatto. Questo Amarone matura per 24 mesi in botte a cui seguono almeno 4 mesi di affinamento in bottiglia. | |
| Abbinamento: Brasati e stufati di carne, Carne arrosto, Selvaggina, Formaggi stagionati | |
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Alto Adige Merlot-Cabernet Sauvignon Castel Schwanburg Geierberg 2000 |
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| Castel Schwanburg (Italia) | |
| Uvaggio: Merlot, Cabernet Sauvignon | |
| Prezzo: € 18,80 | Punteggio: |
| Alla vista si presenta con un colore rosso rubino intenso e sfumature di rosso rubino, poco trasparente. Al naso esprime aromi intensi, puliti, gradevoli, raffinati ed eleganti che si aprono con note di amarena, prugna e mora seguite da aromi di mirtillo, lampone, liquirizia, ribes, violetta, vaniglia e accenni di pepe nero. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco leggermente tannico e comunque ben equilibrato dall'alcol, buon corpo, sapori intensi, buoni tannini. Il finale è persistente con ricordi di amarena, prugna e lampone. Un vino ben fatto. Geierberg matura in botte per 12 mesi. | |
| Abbinamento: Carne arrosto, Stufati e brasati di carne, Formaggi stagionati | |
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Alto Adige Cabernet Sauvignon Castel Schwanburg 2000 |
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| Castel Schwanburg (Italia) | |
| Uvaggio: Cabernet Sauvignon (90%), Cabernet Franc, Petit Verdot (10%) | |
| Prezzo: € 25,00 | Punteggio: |
| Questo vino si presenta con un colore rosso rubino brillante e sfumature di rosso rubino, poco trasparente. Al naso esprime buona personalità con aromi intensi, puliti, gradevoli, raffinati ed eleganti che si aprono con note di prugna, vaniglia e ribes seguite da aromi di amarena, mora, violetta, liquirizia, tabacco, cannella, peperone e accenni di cioccolato, eucalipto e noce moscata. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco leggermente tannico e comunque ben equilibrato dall'alcol, buon corpo, sapori intensi, buoni tannini, piacevole. Il finale è persistente con buoni ricordi di prugna, ribes e amarena. Un vino ben fatto. Questo Cabernet Sauvignon matura per 18 mesi in barrique. | |
| Abbinamento: Carne arrosto, Brasati e stufati di carne, Selvaggina, Formaggi stagionati | |
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Palivou Vineyards White Fox 2003 |
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| Palivos Estate (Grecia) | |
| Uvaggio: Roditis | |
| Prezzo: € 3,15 | Punteggio: |
| Alla vista si presenta con un colore giallo verdolino brillante e sfumature di giallo verdolino, molto trasparente. Al naso denota aromi intensi, puliti, gradevoli e raffinati che si aprono con note di pesca, litchi e ginestra seguite da aromi di acacia, banana, ananas, limoncella, mela e pera. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco fresco e comunque equilibrato, delicato, sapori intensi. Il finale è persistente con ricordi di ananas e pera. | |
| Abbinamento: Latticini, Antipasti di crostacei, Risotti e pasta con crostacei | |
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Nemea 2001 |
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| Palivos Estate (Grecia) | |
| Uvaggio: Agiorgitiko | |
| Prezzo: € 4,93 | Punteggio: |
| Questo vino si presenta con un colore rosso rubino intenso e sfumature di rosso rubino, abbastanza trasparente. Al naso denota aromi intensi, puliti, gradevoli e raffinati che si aprono con note di prugna, violetta e vaniglia seguite da aromi di liquirizia, ribes, amarena e accenni di cioccolato e eucalipto. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco leggermente tannico e comunque equilibrato dall'alcol, buon corpo, sapori intensi, buoni tannini. Il finale è persistente con ricordi di prugna, amarena e ribes. Questo vino matura per 18 mesi in botte a cui seguono 12 mesi di affinamento in bottiglia. | |
| Abbinamento: Stufati di carne, Carne arrosto, Formaggi stagionati | |
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Cavalcaonte 2003 |
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| Fattoria Ca' Rossa (Italia) | |
| Uvaggio: Barbera | |
| Prezzo: € 7,00 | Punteggio: |
| Il vino si presenta con un colore rosso rubino intenso e sfumature di rosso rubino, poco trasparente. Al naso denota aromi intensi, puliti, gradevoli e raffinati che si aprono con note di amarena, mora e prugna seguite da aromi di mirtillo, violetta e lampone. In bocca ha buona corrispondenza con in naso, un attacco leggermente tannico e comunque ben equilibrato dall'alcol, buon corpo, sapori intensi, buoni tannini, piacevole. Il finale è persistente con ricordi di prugna, mirtillo e amarena. Cavalcaonte matura in vasche d'acciaio. | |
| Abbinamento: Carne alla griglia, Carne arrosto, Formaggi stagionati | |
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Sangiovese di Romagna Superiore Riserva Ripagrande 2001 |
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| Fattoria Ca' Rossa (Italia) | |
| Uvaggio: Sangiovese | |
| Prezzo: € 15,50 | Punteggio: |
| Alla vista si presenta con un colore rosso rubino intenso e sfumature di rosso granato, poco trasparente. Al naso esprime aromi intensi, puliti, gradevoli e raffinati che si aprono con note di amarena e violetta seguite da aromi di mora, mirtillo, prugna, vaniglia, liquirizia e cacao. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco leggermente tannico e comunque ben equilibrato dall'alcol, buon corpo, sapori intensi, buoni tannini. Il finale è persistente con ricordi di prugna, amarena e mirtillo. Questo Sangiovese matura per 24 mesi in barrique a cui seguono 12 mesi di affinamento in bottiglia. | |
| Abbinamento: Brasati e stufati di carne, Carne arrosto, Formaggi stagionati | |
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Scaloti 2003 |
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| Cosimo Taurino (Italia) | |
| Uvaggio: Negroamaro | |
| Prezzo: € 7,00 | Punteggio: |
| Alla vista si presenta con un colore rosa ciliegia chiaro e sfumature di rosa buccia di cipolla, trasparente. Al naso denota aromi intensi, puliti e gradevoli che si aprono con note di amarena e lampone seguite da aromi di fragola, pesca e ciclamino. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco di buona freschezza e piacevole morbidezza, comunque equilibrato dall'alcol, delicato, sapori intensi. Il finale è persistente con ricordi di lampone e fragola. | |
| Abbinamento: Antipasti, Salumi, Latticini, Pasta e risotto con verdure, Zuppe di pesce | |
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Notarpanaro 1999 |
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| Cosimo Taurino (Italia) | |
| Uvaggio: Negroamaro (85%), Malvasia Nera (15%) | |
| Prezzo: € 14,00 | Punteggio: |
| Alla vista si presenta con un colore rosso rubino intenso e sfumature di rosso granato, poco trasparente. Al naso esprime buona personalità con aromi intensi, puliti, gradevoli e raffinati che si aprono con note di confettura di prugne e confettura di amarene seguite da aromi di carruba, viola appassita, tabacco, vaniglia, liquirizia e accenni di mallo di noce e cannella. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco leggermente tannico e comunque equilibrato, buon corpo, sapori intensi, buoni tannini, piacevole. Il finale è persistente con ricordi di confettura di prugne e confettura di amarene. | |
| Abbinamento: Stufati di carne con funghi, Carne arrosto, Carne alla griglia, Formaggi stagionati | |
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Franciacorta Satèn 2000 |
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| Fratelli Berlucchi (Italia) | |
| Uvaggio: Chardonnay (80%), Pinot Bianco (20%) | |
| Prezzo: € 22,00 | Punteggio: |
| Alla vista si presenta con un colore giallo paglierino brillante e sfumature di giallo paglierino, molto trasparente, buona effervescenza, perlage fine e persistente. Al naso esprime buona personalità con aromi intensi, puliti, gradevoli e raffinati che si aprono con note di susina, pompelmo e crosta di pane seguite da aromi di biancospino, ananas, banana, lievito, litchi, nocciola e mela. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco fresco ed effervescente, comunque ben equilibrato, buon corpo, sapori intensi, piacevole. Il finale è persistente con ricordi di banana, litchi e pompelmo. Un vino ben fatto. Questo Franciacorta matura per almeno 37 mesi sui propri lieviti a cui seguono 2-3 mesi di affinamento in bottiglia. | |
| Abbinamento: Pasta e risotto con pesce e crostacei, Pesce arrosto, Pesce stufato, Paste ripiene | |
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Franciacorta Pas Dosé 2000 |
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| Fratelli Berlucchi (Italia) | |
| Uvaggio: Chardonnay (80%), Pinot Bianco, Pinot Nero (20%) | |
| Prezzo: € 21,50 | Punteggio: |
| Questo Franciacorta si presenta con un colore giallo dorato chiaro e sfumature di giallo paglierino, molto trasparente, buona effervescenza, perlage fine e persistente. Al naso esprime aromi intensi, puliti, gradevoli e raffinati che si aprono con note di pera e mela seguite da aromi di lievito, biancospino, ginestra, acacia, ananas, pane tostato, nocciola e pompelmo. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco fresco ed effervescente, comunque ben equilibrato, buon corpo, sapori intensi. Il finale è persistente con ricordi di mela e pera. Questo Franciacorta matura sui propri lieviti per almeno 37 mesi e affina in bottiglia per 2-3 mesi. | |
| Abbinamento: Antipasti di pesce e crostacei, Pasta e risotto con pesce, verdure e crostacei, Carni bianche saltate, Pesce saltato | |
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Bianco di Custoza Superiore Cà del Magro 2003 |
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| Monte del Frà (Italia) | |
| Uvaggio: Garganega (50%), Trebbiano Toscano (10%), Tocai (10%), Cortese (15%), Chardonnay, Riesling, Sauvignon Blanc (15%) | |
| Prezzo: € 9,00 | Punteggio: |
| Questo vino si presenta con un colore giallo paglierino brillante e sfumature di giallo verdolino, molto trasparente. Al naso esprime aromi intensi, puliti e gradevoli che si aprono con note di mela, pera e biancospino seguite da aromi di ananas, ginestra, glicine, mandorla e un accenno di vaniglia. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco fresco e comunque equilibrato dall'alcol, buon corpo, sapori intensi, piacevole. Il finale è persistente con ricordi di pera e mela. Le uve Chardonnay, Sauvignon Blanc e Riesling utilizzate per la produzione di questo vino fermentano e maturano in barrique mentre le restanti in vasche d'acciaio. | |
| Abbinamento: Pasta e risotti con pesce e crostacei, Pesce alla griglia, Carne bianca saltata con funghi | |
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Mascarpine 2001 |
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| Monte del Frà (Italia) | |
| Uvaggio: Cabernet Sauvignon (80%), Merlot (20%) | |
| Prezzo: € 11,00 | Punteggio: |
| Alla vista si presenta con un colore rosso rubino intenso e sfumature di rosso granato, poco trasparente. Al naso esprime buona personalità con aromi intensi, puliti, gradevoli ed eleganti che si aprono con note di ciliegia, lampone e rosa seguite da aromi di fragola, mirtillo, prugna, mora, violetta e vaniglia. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco leggermente tannico e comunque equilibrato dall'alcol, buon corpo, sapori intensi, buoni tannini, piacevole. Il finale è persistente con ricordi di mirtillo, lampone e amarena. Un vino ben fatto. Mascarpine matura in botte per almeno 12 mesi a cui segue un affinamento in bottiglia di almeno 6 mesi. | |
| Abbinamento: Carne arrosto, Stufati e brasati di carne, Formaggi stagionati | |
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Valpolicella Classico Superiore La Preosa 2001 |
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| Boscaini Carlo (Italia) | |
| Uvaggio: Corvina (50%), Corvinone (40%), Rondinella (10%) | |
| Prezzo: € 7,80 | Punteggio: |
| Alla vista si presenta con un colore rosso rubino brillante e sfumature di rosso granato, abbastanza trasparente. Al naso denota aromi intensi, puliti e gradevoli che si aprono con note di confettura di prugne, amarena e violetta seguite da aromi di mora, liquirizia, vaniglia e un accenno di cannella. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco leggermente tannico e comunque equilibrato, buon corpo, sapori intensi, buoni tannini. Il finale è persistente con ricordi di amarena e prugna. Questo Valpolicella matura per 18 mesi in botte a cui seguono 8 mesi di affinamento in bottiglia. | |
| Abbinamento: Carne alla griglia, Stufati di carne, Formaggi stagionati | |
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Valpolicella Classico Superiore Ripasso Zane 2001 |
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| Boscaini Carlo (Italia) | |
| Uvaggio: Corvina (50%), Corvinone (40%), Rondinella (10%) | |
| Prezzo: € 12,50 | Punteggio: |
| Questo vino si presenta con un colore rosso rubino brillante e sfumature di rosso granato, abbastanza trasparente. Al naso rivela aromi intensi, puliti e gradevoli che si aprono con note di confettura di prugne e confettura di amarene seguite da aromi di ciclamino, violetta, liquirizia, tabacco, vaniglia e cannella. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco leggermente tannico e piacevolmente morbido, comunque equilibrato, buon corpo, sapori intensi, buoni tannini, piacevole. Il finale è persistente con ricordi di confettura di prugne e confettura di amarene. Questo Valpolicella matura per 18 mesi in botte e per 8 mesi in bottiglia. | |
| Abbinamento: Carne arrosto, Stufati di carne con funghi, Formaggi stagionati | |
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Amarone della Valpolicella - Valpantena Brolo delle Giare 2000 |
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| Tezza (Italia) | |
| Uvaggio: Corvina (80%), Rondinella (10%), Croatina (10%) | |
| Prezzo: € 40,00 | Punteggio: |
| Questo Amarone si presenta con un colore rosso rubino intenso e sfumature di rosso granato, poco trasparente. Al naso esprime aromi intensi, puliti, gradevoli, raffinati ed eleganti che si aprono con note di mora, prugna e amarena seguite da aromi di mirtillo, viola appassita, liquirizia, tabacco, vaniglia, cioccolato e accenni di pepe nero e smalto. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco leggermente tannico e piacevole morbidezza, comunque ben equilibrato dall'alcol, corpo pieno, sapori intensi, buoni tannini. Il finale è persistente con buoni ricordi di mora, prugna e amarena. Un vino ben fatto. Questo Amarone matura per 2 anni in barrique a cui segue un anno di affinamento in bottiglia. | |
| Abbinamento: Brasati e stufati di carne, Carne arrosto, Selvaggina, Formaggi stagionati | |
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Recioto della Valpolicella Brolo delle Giare 2000 |
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| Tezza (Italia) | |
| Uvaggio: Corvina (80%), Rondinella (10%), Croatina (10%) | |
| Prezzo: € 19,80 - 375 ml | Punteggio: |
| Il vino si presenta con un colore rosso rubino intenso e sfumature di rosso granato, poco trasparente. Al naso rivela aromi intensi, puliti, gradevoli, raffinati ed eleganti che si aprono con note di confettura di more e confettura di amarene seguite da aromi di confettura di prugne, lampone, liquirizia, macis, cacao, vaniglia, pepe rosa, viola appassita e un lieve accenno di smalto. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco dolce e leggermente tannico, comunque ben equilibrato dall'alcol, robusto, sapori intensi, buoni tannini. Il finale è persistente con ricordi di confettura di more e confettura di amarene. Un vino ben fatto. Questo Recioto matura per 12 mesi in barrique a cui seguono 6 mesi di affinamento in bottiglia. | |
| Abbinamento: Formaggi stagionati e piccanti, Crostate di frutta, Cioccolato | |
Champagne Marie StuartFondata nel 1897, la prestigiosa Maison, appartenente al Gruppo Alain Thienot, produce raffinati ed eleganti Champagne che esprimono la qualità del territorio da cui provengono |
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Fra i vini più celebri e celebrati del mondo si trova - senza ombra di dubbio - lo Champagne, il raffinato vino spumante che da sempre è stato il simbolo di classe, eleganza e del buon vivere. La regione della Champagne - che si trova nella parte settentrionale della Francia, non molto distante da Parigi - è suddivisa in cinque zone di cui le tre più importanti sono la Côte de Blancs, Montagne de Reims e la Vallée de la Marne, a cui si uniscono Aube e Côte de Sézanne. Le uve che dominano incontrastate il paesaggio di questa regione sono lo Chardonnay, il Pinot Nero e il Pinot Meunier, le tre uve con cui si producono i celebri vini dalle preziose collane di bollicine. Nel cuore della regione della Marna ha sede, sin dall'anno della sua fondazione, la Maison de Champagne Marie Stuart.
La Maison porta il nome di Marie Stuart, la generosa e fedele regina, fra le figure più carismatiche del Rinascimento. Marie Stuart fu accolta a Reims dalla zia, la badessa Renée de Lorraine, dove soggiornò per lungo tempo all'Abbazia Saint-Pierre-les Dames. Durante il suo soggiorno, Marie Stuart conquista il cuore di scrittori, poeti e degli abitanti di Reims. Attraverso l'Abbazia in cui soggiorna Marie Stuart, viene aperta, quando ancora la rivoluzione è in atto, la via del Levant che più tardi prenderà il nome della celebre regina. Nel 1897 Maître Daubresse, una nota personalità di Reims, fonda la Maison de Champagne e sceglie, per la prima volta, il nome di una regina per onorare il vino più prestigioso del mondo: nasce così la storia dello Champagne Marie Stuart. Marie Stuart è oggi considerata fra le più prestigiose marche di Champagne, un'appartenenza confermata dalla classe e dall'eleganza dei suoi vini. Sin dalla sua fondazione la Maison de Champagne Marie Stuart ha come sede un suggestivo ed elegante complesso architettonico che comprende, oltre alla sala ricevimenti e gli uffici aziendali, anche le cantine dove vengono prodotti i diversi millesimati oltre ad un'altra cantina in cui soggiornano cinque milioni di bottiglie. Le uve utilizzate per la produzione degli Champagne provengono da vigneti rigorosamente selezionati dalle tre grandi zone della Champagne: Côte de Blancs, Montagne de Reims e la Vallée de la Marne. L'assemblaggio (assemblage) dei vini è scrupolosamente selezionato, secondo la tradizione Marie Stuart, dall'enologo e capo cantina Laurent Fedou.
Marie Stuart è oggi parte del Gruppo Alain Thienot, settimo gruppo della Champagne che comprende altre quattro prestigiose marche: Champagne Alain Thienot, Champagne Joseph Perrier, Champagne Canard-Duchêne e Champagne Malard. Negli ultimi quattro anni il Gruppo Alain Thienot ha operato in modo particolare all'introduzione dei suoi Champagne nel mercato Italiano, focalizzando i propri intenti su Marie Stuart, oggi presente in molti alberghi e ristoranti di alta qualità delle principali città Italiane, e partecipando inoltre in modo attivo a diversi eventi sociali e mondani fra cui la ricorrenza della Festa della Donna. Il Gruppo Alain Thienot comprende inoltre aziende vinicole in alcune zone della regione di Bordeaux fra cui Château de Ricaud, Château Rahoul, Château La Garance e Château Haut Gros Caillou. La produzione degli Champagne Marie Stuart è scrupolosa e ogni fase è controllata con rigore. Non appena le uve sono state pigiate, il mosto viene assaggiato prima di essere avviato alle normali procedure di vinificazione in modo da destinare qualità omogenee di prodotto allo stesso stile di vino. Al termine della vinificazione, tutti i vini vengono assaggiati, indipendentemente dalla loro origine e dall'annata, e sono quindi classificati da un apposito gruppo di assaggiatori in accordo a principi puramente sensoriali. La miscela che comporrà la cuvée viene controllata e corretta in fasi successive e fino a quando non riceve l'unanime consenso da parte di tutti i degustatori che l'hanno creata. La selezione degli Champagne Marie Stuart è decisamente interessante e di ottima qualità. Lo Champagne Brut Tradition, prodotto con il classico uvaggio Chardonnay, Pinot Nero e Pinot Meunier, esprime una raffinata ed elegante delicatezza sia al naso sia in bocca. Decisamente convincente e di grande classe lo Champagne Brut Rosé Tradition - che si presenta con un bellissimo e incantevole colore rosato - con i suoi freschi e fragranti aromi e sapori di frutta è estremamente piacevole e ben fatto. Un'altra piacevole sorpresa è offerta dallo Champagne Demi-Sec Tradition - una tipologia piuttosto rara e poco consueta rispetto ai diffusi brut - che esprime la sua pregevole eleganza già al naso e confermata dal gusto abboccato e morbido: una combinazione molto riuscita e di grande piacevolezza. Lo Champagne Brut Millésime 1997 stupisce per la sua raffinata complessità e varietà di aromi, di ottima struttura, anche in bocca conferma la sua innegabile classe con una piacevole morbidezza e personalità. Infine conclude la rassegna l'ottimo Champagne Cuvée de la Sommelière che beneficia pienamente dei cinque anni di affinamento sui propri lieviti. La Cuvée de la Sommelière esprime la piena eleganza dello Chardonnay a cui si affianca il buon supporto del Pinot Nero: il risultato è convincente e di grande classe, aromi eleganti e raffinati che si confermano al gusto unitamente ad una buona struttura e morbidezza. Uno Champagne molto ben fatto di spiccata eleganza e classe.
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Legenda dei punteggi I prezzi sono da considerarsi indicativi in quanto possono subire variazioni a seconda del paese e del luogo in cui vengono acquistati i vini |
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Champagne Brut Tradition |
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| Champagne Marie Stuart (Francia) | |
| Uvaggio: Chardonnay (25%), Pinot Nero (60%), Pinot Meunier (15%) | |
| Prezzo: € 31,00 | Punteggio: |
| Questo Champagne si presenta con un colore giallo paglierino brillante e sfumature di giallo dorato, molto trasparente, buona effervescenza, perlage fine e persistente. Al naso rivela aromi intensi, puliti, gradevoli ed eleganti che si aprono con note di lievito e crosta di pane seguite da aromi di banana, biancospino, mela cotogna, brioche, litchi, pera, pompelmo, nocciola e susina. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco fresco ed effervescente, comunque ben equilibrato, buon corpo, sapori intensi, piacevole. Il finale è persistente con ricordi di pera, susina, nocciola e pompelmo. Questo Champagne matura sui propri lieviti per 3 anni. | |
| Abbinamento: Pasta e risotto con pesce e crostacei, Carne bianca saltata con funghi, Zuppe di pesce | |
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Champagne Demi-Sec |
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| Champagne Marie Stuart (Francia) | |
| Uvaggio: Chardonnay (25%), Pinot Nero (60%), Pinot Meunier (15%) | |
| Prezzo: € 31,00 | Punteggio: |
| Alla vista si presenta con un colore giallo paglierino brillante e sfumature di giallo paglierino, molto trasparente, buona effervescenza, perlage fine e persistente. Al naso esprime aromi intensi, puliti, gradevoli e raffinati che si aprono con note di banana e lievito seguite da aromi di ananas, biancospino, brioche, crosta di pane, mela cotogna e pera. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco fresco e effervescente con piacevole accenno dolce, comunque ben equilibrato, buon corpo, sapori intensi, piacevole. Il finale è persistente con ricordi di banana, mela cotogna e ananas. Uno Champagne ben fatto. | |
| Abbinamento: Pasta e risotto con pesce e crostacei, Crostacei saltati, Semifreddo, Dessert | |
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Champagne Brut Rosé |
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| Champagne Marie Stuart (Francia) | |
| Uvaggio: Chardonnay (25%), Pinot Nero (60%), Pinot Meunier (15%) |