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Numero 22, Settembre 2004 |
Sommario |
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EnoForum: Il Nostro Forum sul Vino |
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Una gradita sorpresa attende i lettori di DiWineTaste nel nostro sito. Abbiamo pensato di fare un regalo a tutti i nostri lettori di ritorno dalle vacanze e che finalmente potranno condividerlo con tutti quelli che sono rimasti a casa e che hanno già avuto modo di vedere questa sorpresa in anticipo. Durante il mese di Agosto abbiamo infatti aggiunto un nuovo servizio al nostro sito con l'augurio che possa essere utile alla comunità dei lettori di DiWineTaste e che consenta loro di esprimere le loro opinioni sull'argomento vino. EnoForum è il nuovo forum di DiWineTaste dedicato alla nostra amata bevanda di Bacco, un luogo d'incontro per tutti gli appassionati di vino dove potere scambiare opinioni e crescere insieme, condividendo le proprie esperienze con gli altri e arricchire la propria cultura con le opinioni di tutti. Del resto, come tutti gli appassionati di vino sanno, il vino è un piacere che va condiviso con gli amici e le persone care: il piacere di stappare una bottiglia insieme è un momento di comunione e un tributo alla buona compagnia. EnoForum - questo è il nome che abbiamo scelto per il nostro forum sul vino - è disponibile nel nostro sito all'indirizzo www.DiWineTaste.com/italiano/EnoForum.php ed è ovviamente accessibile anche dal menu presente in tutte le pagine del sito. La consultazione del forum è libera a tutti i visitatori, mentre per potere partecipare attivamente - cioè per potere creare nuovi argomenti e inviare messaggi - è necessario essere utenti registrati. La registrazione a EnoForum è gratuita e consente di creare un profilo utente personalizzato e permette inoltre l'accesso a tutte le funzioni operative di EnoForum relativamente alla gestione e l'invio dei messaggi. La procedura di registrazione è molto semplice e richiede solamente pochi minuti oltre all'immissione dei dati specifici del vostro profilo utente. Dopo avere compilato il modulo di registrazione, il sistema invierà al vostro indirizzo e-mail il codice di attivazione che consentirà il completamento della registrazione. Sarà sufficiente cliccare con il mouse l'indirizzo WEB specificato nell'e-mail e la procedura di registrazione sarà completata: il nuovo utente sarà attivato e avrà il pieno accesso a EnoForum. Essere utenti registrati di EnoForum - oltre che consentire la partecipazione attiva alle varie discussioni - permette la personalizzazione del proprio profilo utente, come per esempio scegliere un'immagine identificativa, la firma da apporre ai propri messaggi, le modalità di visualizzazione e il fuso orario del proprio paese. La corretta scelta del fuso orario adottato nel paese dell'utente consente una visualizzazione cronologica consistente e idonea alle proprie abitudini. EnoForum utilizza l'orario GMT (Greenwich Mean Time) come riferimento per le date e gli orari attribuiti ai messaggi del forum in modo da offrire un punto di riferimento universale a tutti i visitatori, in modo particolare ai visitatori del sito in lingua Inglese. Scegliendo nel proprio profilo utente il corretto fuso orario, EnoForum mostrerà le date e gli orari in accordo a questo parametro, fornendo quindi all'utente una visione più consistente dell'attività di ogni forum. EnoForum prevede inoltre un sistema di livelli di utenza regolato dal numero di messaggi inviati nei vari forum. Questo livello di utenza indica semplicemente l'assiduità di un utente, pertanto più messaggi saranno inviati e più alto sarà il proprio livello. Gli utenti registrati potranno anche attivare nuovi argomenti - luoghi di discussione relativi allo stesso soggetto - nei quali tutti gli utenti registrati di EnoForum potranno esprimere la propria opinione. Abbiamo pensato ad EnoForum come un luogo aperto di discussione sul vino dove tutti - nel rispetto delle opinioni e la dignità degli altri - possono esprimere il proprio punto di vista sull'argomento vino e condividerlo con gli altri. Un luogo anche di confronto dove crescere insieme e comprendere meglio il vasto e affascinante mondo del vino. Ci piacerebbe che EnoForum possa diventare tutto questo, un punto di riferimento per i lettori di DiWineTaste dove incontrarsi e parlare di vino e con l'obiettivo di diffondere e accrescere la cultura enologica del mondo. Ci rendiamo perfettamente conto che parlare di vino e assaggiare vino sono due cose completamente diverse: mille parole o milioni di parole non potranno mai spiegare quello che solamente i propri sensi riescono a fare comprendere in un solo momento. Tuttavia siamo anche consapevoli che rimanere chiusi nel proprio guscio senza avere il privilegio di condividere ciò che si è e ciò che si ha, è una leggerezza che solamente gli sciocchi non riescono a comprendere. Questo è un altro motivo che ci ha spinto a costruire EnoForum proprio con lo scopo di fare condividere le proprie esperienze con tutti: ciò che uno ha può essere utile a tutti e ciò che tutti hanno può essere utile a qualcuno. Vi invitiamo quindi a visitare le pagine di EnoForum e a registrarvi compilando l'apposito modulo: in questo modo potrete partecipare attivamente a tutti i forum sul vino disponibili già da adesso e in futuro. Vi ricordiamo che la registrazione è gratuita e richiederà solamente pochi minuti del vostro tempo. EnoForum è disponibile in due versioni distinte: uno nella versione in lingua italiana del sito e l'altra nella versione in lingua inglese. Non esistono ovviamente differenze applicative fra le due versioni ed entrambe offrono esattamente le stesse funzionalità. L'unica differenza consiste nella lingua utilizzata negli argomenti di discussione e - in modo più specifico - la versione in lingua inglese è espressamente rivolta ai nostri lettori e visitatori che risiedono nel mondo e che comunque conoscono l'Inglese. Va comunque osservato e ricordato che la registrazione come utente di EnoForum consente la consultazione e la partecipazione ad entrambe le versioni linguistiche, pertanto un utente che si è registrato nella sezione Italiana può accedere e partecipare anche a EnoForum in lingua Inglese e viceversa. L'unico invito che si fa agli utenti è quello di utilizzare la lingua appropriata in ognuno dei due EnoForum. Un'ultima considerazione crediamo di doverla riservare al progetto software EnoForum: ricordiamo a tutti i nostri lettori e a tutti gli utenti che la versione attuale rappresenta unicamente un punto di partenza e certamente non è un punto di arrivo. In termini tecnici, si tratta di una prima versione che sarà sicuramente arricchita e migliorata nei prossimi mesi, anche grazie al vostro aiuto. L'attuale versione dispone già di molte caratteristiche e funzioni tali da consentire un pieno ed efficace uso per la consultazione e la gestione dei messaggi. Come sempre, il vostro supporto, i vostri suggerimenti e consigli saranno estremamente utili per migliorare questo nuovo servizio. Questo - del resto - è solamente un altro passo del nostro viaggio e che speriamo ci conduca ancora più lontano - ci auguriamo insieme a tutti voi - e per raggiungere uno dei nostri obiettivi che era - e rimane - la diffusione della cultura enologica. Ci auguriamo che questo nuovo servizio sia utile e apprezzato da tutti voi e che sia per tutti un luogo dove potere apprezzare e conoscere meglio il vino oltre che condividere opinioni ed esperienze. Buon EnoForum a tutti!
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La Posta dei Lettori |
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In questa rubrica vengono pubblicate le lettere dei lettori. Se avete commenti
o domande da fare, esprimere le vostre opinioni, inviate le vostre lettere
alla redazione oppure
utilizzare l'apposito modulo disponibile nel
nostro sito.
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| Si sente spesso dire che il pesce si abbina con il vino bianco e questa sembra essere una pratica molto diffusa e praticamente indiscutibile. Perché il pesce non è abbinabile al vino rosso? |
| Kathleen Gordon -- Portland, Oregon (USA) |
| Probabilmente una delle frasi più celebri del mondo del vino è proprio quella da lei ricordata e cioè «il pesce va con il vino bianco». In realtà si tratta di un'affermazione decisamente approssimativa e probabilmente troppo radicata nelle abitudini della gente. In realtà il pesce può essere felicemente abbinato con il vino rosso, a patto che si valuti attentamente il tipo di pesce, la preparazione e il vino, tutte considerazioni che - ovviamente - vanno messe in pratica con qualunque abbinamento enogastronomico. Con molta probabilità l'esclusione pregiudiziale dei vini rossi nell'abbinamento con il pesce è stata dettata dal gusto metallico che spesso si può percepire in questo tipo di abbinamento, ritenendo - erroneamente - che questo rappresentava la consuetudine. Il gusto metallico è probabilmente causato da una reazione chimica fra i fosfati presenti nel pesce con le tracce di ferro legate ai tannini del vino, in particolare ai pigmenti. Quanto detto potrebbe spiegare il motivo per il quale il vino rosso è spesso evitato con il pesce, tuttavia questo inconveniente si verifica unicamente con i vini rossi tannici. Nel caso in cui un vino rosso non sia particolarmente tannico - come per esempio molti Pinot Nero - questo può essere felicemente abbinato con il pesce, o meglio, con certe preparazioni a base di pesce. Vini rossi poco tannici o mediamente tannici possono essere ben abbinati con il pesce cucinato con tecniche ricche e succulente, come per esempio arrosto, pesce stufato e ricche zuppe di pesce. |
| Il bicchiere usato per la degustazione del vino è veramente importante oppure si tratta di semplice suggestione? |
| Helmut Schweinhardt -- Rüdesheim (Germania) |
| Caro lettore, probabilmente l'enorme attenzione che hanno ricevuto i bicchieri da vino ha forse fatto credere che si trattasse unicamente di uno strumento accessorio e di moda, senza avere altre funzioni tecniche se non l'utilità di contenere il vino da degustare. In realtà la forma e la dimensione di un calice svolgono un ruolo determinante e fondamentale per la corretta percezione e per il giusto apprezzamento delle qualità organolettiche di un vino. La forma e la dimensione dei calici da vino non sono stabilite secondo gusti estetici o culturali - anche se è bene ammettere che questi fattori influiscono comunque sulla forma - ma piuttosto su specifiche considerazioni tecniche, geometriche e meccaniche. In particolare è il rapporto che si crea fra la superficie di contatto del vino e il volume di aria contenuto nel bicchiere, così come la quantità del vino contenuto nel bicchiere e il suo volume. Se desidera approfondire le tematiche relative all'importanza del bicchiere nella degustazione organolettica del vino, le suggeriamo di leggere gli articoli Il Calice da Degustazione ISO, Bicchieri da Vino e I Bicchieri per il Servizio del Vino disponibili nel nostro sito e nei numeri arretrati di DiWineTaste. |
ChampagneNon solo un affascinante vino che da secoli incanta gli amanti del buon bere e del buon vivere con le sue gioiose collane di bollicine, ma soprattutto un grande vino che deve le sue qualità alla zona da cui proviene: la Champagne |
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Chiunque sia appassionato di vino oppure totalmente disinteressato alla bevanda di Bacco - senza distinzioni - ha già sentito parlare almeno una volta di Champagne, della magia che l'apertura di una bottiglia di questo vino può evocare, della sua fama e della sua eleganza. Da secoli identificato come l'indiscusso emblema delle occasioni speciali e del vivere alla moda e nel lusso, lo Champagne appartiene praticamente da sempre alla ristretta classe di élite dell'enologia. Che lo Champagne sia un grande vino e certamente innegabile, che ogni Champagne sia di qualità è invece discutibile, che invece lo Champagne deve la sua eleganza e la sua indiscussa classe alla zona in cui viene prodotto - la Champagne - è assolutamente vero. In quasi tutti i paesi vinicoli del mondo si producono vini spumanti con il metodo della rifermentazione in bottiglia e cone le stesse medesime uve usate nello Champagne, tuttavia la classe e l'eleganza di questi migliori vini è nella maggior parte dei casi incomparabile con quella dei migliori Champagne. Che lo Champagne sia quindi il migliore vino spumante del mondo? Non si può nemmeno affermare questo - come già detto non tutto lo Champagne è di alta qualità - anche perché altri produttori di spumanti metodo classico riescono ad ottenere prodotti di alto livello, tuttavia rimane innegabile che il vantaggio offerto dalle condizioni ambientali e climatiche della Champagne costituisca un fattore determinante di primaria importanza. Come per qualunque altro vino, anche per lo Champagne è necessaria una valutazione selettiva basata sull'affidabilità e la serietà dei produttori: non tutti gli Champagne sono di alta qualità - e lo ricordiamo ancora - la qualità è sempre e comunque un presupposto che si realizza grazie ai principi e alla serietà di un produttore. L'area di produzione della Champagne si trova a circa 150 chilometri a nord-est di Parigi ed è fra le zone di produzione enologica di qualità più a nord del mondo. Attualmente operano nella Champagne circa 15.000 viticoltori che forniscono le uve a circa 110 maison con cui producono il celebre e celebrato vino spumante famoso in tutto il mondo. La storia enologica della Champagne non inizia - come suggerirebbe la celebre leggenda dell'abate Dom Pierre Pérignon a cui viene attribuita l'invenzione dello Champagne - ma molto prima, esattamente durante il periodo dell'Impero Romano, quando furono introdotte le prime tecniche di produzione del vino. Alcune testimonianze archeologiche suggeriscono che la vite fosse presente nella Champagne già in epoca terziaria - una specie che fu chiamata vitis sezannensis e oramai estinta - la quale - ovviamente - non è noto se sia sopravvissuta in epoche successive e se le popolazioni locali abbiano mai prodotto vino con i suoi frutti. La storia della Champagne enologica inizia con l'arrivo dei Romani e con l'introduzione della cultura e religione Cristiana nelle popolazioni dei Galli.
La produzione di vino nella Champagne inizia appunto durante l'epoca dell'Impero Romano, tuttavia sarà necessario attendere l'avvento del XVII secolo prima di arrivare a quel vino spumeggiante e ricco di bollicine che identifichiamo oggi con lo Champagne. La leggenda narra che fu Dom Pierre Pérignon a inventare lo Champagne, tuttavia oggi sappiamo che il merito di questa scoperta non è attribuibile a questo importante personaggio. Quello che è certo è che Dom Pérignon ha svolto un ruolo di estrema importanza nello sviluppo e nel perfezionamento di questo grande vino. Lo Champagne è probabilmente il risultato di una serie di circostanze che si sono verificate grazie alle particolari condizioni ambientali e climatiche dell'area e che sono state sfruttate - e controllate - dai vari produttori fino ad arrivare alla metà del 1800 quando si arriva realmente a ciò che definiamo oggi Champagne. Per quanto riguarda il particolare metodo di produzione - di cui la leggenda attribuisce l'invenzione a Dom Pérignon - va ricordato anche l'Italiano Francesco Scacchi - un medico Fabrianese vissuto nel XVII secolo e purtroppo quasi dimenticato - che nella sua opera De salubri potu dissertatio (dissertazione sulle bevande salutari) esprime alcune considerazioni sulla produzione dei vini spumanti e frizzanti. Innanzitutto è necessario ricordare che l'area della Champagne - oltre a beneficiare di condizioni ambientali eccezionali per la produzione di vini con le bollicine - si trova ad una latitudine che offre un clima piuttosto freddo e questo influisce enormemente sulla produzione del vino. Infatti le basse temperature autunnali e invernali della Champagne provocavano un'interruzione della fermentazione alcolica in quanto il freddo ha l'effetto di inibire l'azione dei lieviti. L'interruzione della fermentazione alcolica a causa del freddo - oltre ad inibire l'attività dei lieviti - mantiene un livello di zuccheri nel vino piuttosto elevato e lo zucchero - si sa - è il prezioso elemento che i lieviti trasformano in alcol e grazie a questi rimangono in vita e possono svolgere le loro funzioni biologiche. Con l'arrivo della primavera - e quindi con l'aumentare della temperatura - i lieviti si risvegliano dal loro letargo e trovando zucchero a disposizione riprendono a svolgere la loro funzione, in altre parole, la fermentazione riprende. Questo processo - com'è noto - produce come sottoprodotto anidride carbonica che, intrappolata nella bottiglia, si solubilizza con il vino, aumenta la pressione interna provocando spesso l'esplosione della bottiglia. All'inizio questo era un serio problema per i produttori della Champagne e di certo non erano felici che i loro vino fossero spumanti, così diversi e strani rispetto alla vicina e rinomata rivale enologica: la Borgogna. Ma allora qual'è il ruolo svolto da Dom Pierre Pérignon nello Champagne? Dom Pérignon (1638-1715) era un monaco Benedettino che non solo svolse un ruolo fondamentale nel miglioramento della qualità dei vini della Champagne, egli può anche essere definito il padre dell'enologia di alta qualità i cui insegnamenti sono ancora praticati oggi, non solo nella Champagne. All'età di 29 anni, Dom Pierre Pérignon fu trasferito nella celebre Abbazia di Hautvillers e nel 1668 fu nominato procuratore, cioè amministratore dei beni per la sussistenza dei monaci, vino compreso. Pare che Dom Pérignon non bevesse vino, tuttavia era un abile enologo e un abile commerciante. A Dom Pérignon - e ai monaci che lavoravano con lui - si deve il perfezionamento della vinificazione in bianco delle uve rosse, oggi pilastro fondamentale della produzione di Champagne. Dom Pérignon pare fosse molto pignolo ed esigente sulla coltivazione delle viti e sulle pratiche enologiche: era consapevole che il miglioramento dei vini della Champagne richiedeva un alto rigore. Dettò regole rigide sulla coltivazione delle viti e che avevano l'obiettivo di ridurre drasticamente le rese con lo scopo di aumentare la concentrazione del vino e pretendeva che le uve fossero pigiate subito dopo la raccolta, da compiere rigorosamente prima delle 10 del mattino. Questi concetti sono ancora oggi associati all'enologia di qualità. Dom Pérignon fu il primo a vinificare e mantenere separate le uve provenienti dai vari vigneti, ritenendo che ogni singola vigna fosse capace di dare qualità proprie e uniche: in altre parole fu il primo ad applicare il concetto di cru. Egli fu anche il primo a sostenere che era meglio imbottigliare il vino non appena pronto piuttosto che lasciarlo nelle botti. Questi sono tutti concetti e principi che ancora oggi sono applicati nella produzione enologica di alta qualità. Il risultato di tutta questa pignoleria fu un drastico e notevole miglioramento dei vini della Champagne tanto da rivaleggiare con la vicina Borgogna. Tuttavia va ricordato che Dom Pérignon non voleva affatto che i suoi vini diventassero spumanti, anzi fece di tutto - senza mai riuscirci - per evitare questo spiacevole inconveniente: come ogni enologo dell'epoca, sapeva che se il vino diventava spumante, sicuramente si erano commessi degli errori durante la produzione. Se è vero che Dom Pierre Pérignon non ha inventato lo Champagne così come lo conosciamo oggi, tuttavia ad egli va innegabilmente riconosciuto l'enorme merito dello sviluppo dell'enologia gettando le basi di quella che oggi è considerata come enologia moderna. Non è certo cosa da poco. La leggenda narra inoltre che fu Dom Pierre Pérignon ad inventare l'assemblaggio dei vini - è assolutamente provato che questa era una pratica già diffusa prima della sua nomina a procuratore di Hautvillers - tuttavia, grazie alla convinzione di vinificare separatamente le uve dei diversi vigneti, l'assemblaggio fu migliorato e reso più consistente e affidabile. Sui vini spumanti - o quanto meno frizzanti - ci sono testimonianze storiche che confermano la loro esistenza molto prima di Dom Pérignon e che i vini frizzanti della Champagne erano già noti - e molto apprezzati - alla corte degli Stuart già nel 1660 e che fossero introdotti in Inghilterra agli inizi del 1600. Visto il largo successo di questi vini con le bollicine, e vista anche l'impossibilità di evitare la ripresa della fermentazione, i produttori della Champagne - inclusi Dom Pérignon e Dom Ruinart, altro celebre nome della Champagne - si adoperarono in modo da sfruttare l'effervescenza producendo così un vino diverso da tutti gli altri e che già riscuoteva un buon successo. Da un effetto collaterale si poteva ottenere un cospicuo vantaggio commerciale. Tuttavia la strada che porterà allo Champagne così come lo conosciamo oggi è ancora lunga e ricca di intuizioni ed esperienze: molto probabilmente lo Champagne che si produceva ai tempi di Dom Pérignon sarebbe irriconoscibile da quello che normalmente ci si aspetterebbe oggi. Uno dei problemi che si presentarono di difficile soluzione fu l'intorbidimento del vino durante la sua rifermentazione in bottiglia. In altre parole lo Champagne di un tempo era torbido e non certo brillante come siamo abituati a vederlo oggi. Fino all'inizio del 1800 la pratica più frequente era quella di decantare lo Champagne da una bottiglia all'altra fino a quando i sedimenti non fossero stati eliminati. Questo metodo aveva l'imperdonabile inconveniente di fare disperdere l'effervescenza, quindi il vino diveniva piatto e senza bollicine. Bisognerà attendere il 1818 quando un dipendente della celebre vedova Clicquot (veuve Clicquot) sviluppò il sistema ancora oggi noto con il nome di rémuage, cioè il sistema di ruotare e scuotere le bottiglie con lo scopo di fare scivolare il sedimento verso il collo in modo da poterlo eliminare più facilmente. I primi Champagne erano inoltre molto più dolci di quanto lo siano oggi. La pratica di aggiungere il dosaggio era praticamente necessaria in modo da mascherare la forte acidità e durezza del vino. Con il miglioramento delle tecniche di produzione anche la qualità dello Champagne migliorò e progressivamente la sua dolcezza diminuì fino ad arrivare ai cosiddetti brut, un traguardo raggiunto solamente verso la metà del 1800. Gli Champagne brut non furono accettati subito - probabilmente era troppo presto per introdurre un cambiamento drastico da dolce o semi-dolce a brut - tuttavia questo è oggi lo stile di riferimento di Champagne e sono in pochi oggi a produrlo nelle versioni demi-sec o dolce.
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L'attuale regione della Champagne - quella in cui è legalmente consentito produrre Champagne - fu definita e delimitata nel 1927 dall'INAO (Institut National des Appellations d'Origine, Istituto Nazionale delle Denominazioni di Origine). Attualmente operano nella Champagne circa 15.000 viticoltori che conferiscono le uve a 110 Maison de Champagne con lo scopo di produrre il celebre vino con le bollicine. Alcuni viticoltori - circa 5.000 - oltre a vendere le proprie uve alle maison, trattengono una parte del raccolto per produrre il proprio Champagne e spesso i risultati di questi piccoli produttori sono semplicemente straordinari. La Champagne è classificata in accordo ad un sistema - detto Echelle des Crus (scala dei cru) - e noto come Classificazione dei Vigneti. Questa classificazione fu stabilita nel 1911 sulla base della qualità di ogni singolo cru e alla sua distanza dal cuore commerciale della Champagne, cioè Reims e Epernay. Essenzialmente il sistema classifica i diversi comuni della Champagne in base al valore commerciale delle uve coltivate nel comune stesso ed espresso con un valore percentuale. I comuni sono classificati in tre categorie: Grand Cru (100%), Premier Cru (90-99%) e Cru (80-89%). Il valore percentuale definisce il valore commerciale delle uve - e quindi anche la qualità - in base al prezzo stabilito per le uve della Champagne. Questo significa che le uve provenienti da un comune Grand Cru - la cui classificazione è 100% - saranno pagate esattamente il prezzo stabilito. Le uve provenienti da un comune che, per esempio, è classificato come 85%, saranno pagate per l'85% del prezzo stabilito. In termini pratici se il prezzo delle uve è fissato, per esempio, a € 10, le uve provenienti dai Grand Cru saranno pagate € 10, mentre quelle provenienti dai comuni a 85% saranno pagate € 8,50. Attualmente solamente 17 comuni sono classificati come Grand Cru, 41 come Premier Cru e i restanti 255 come Cru. I 17 Grand Cru della Champagne sono: Louvois, Bouzy, Ambonnay, Verzy, Verzenay, Mailly-Champagne, Beaumont-sur-Vesle, Sillery e Puisieulx (Montagne de Reims); Aÿ e Tours-sur-Marne (Vallée de la Marne); Oiry, Chouilly, Cramant, Avize, Oger e Mesnil-sur-Oger (Côte des Blancs). Lo Champagne è prodotto in diversi tipi e ognuno di questi è creato con un vino base - detto cuvée - composto da diversi vini provenienti da diverse annate, nel caso dei cosiddetti Sans Année o Non Vintage, oppure da vini diversi della stessa annata per i cosiddetti Millésime o Vintage. La cuvée è generalmente composta da un numero variabile di vini e che può oscillare fra i 30 e i 60, spesso anche oltre. Champagne creati con un solo tipo di vino rappresentano - di fatto - un'eccezione. A seconda delle uve utilizzate e la tecnica di produzione, gli Champagne possono appartenere a diverse categorie. La maggioranza appartiene alla generica categoria degli Champagne e sono generalmente prodotti con tutte e tre le uve ammesse dal disciplinare: Chardonnay, Pinot Nero e Pinot Meunier. Gli Champagne esclusivamente prodotti con Chardonnay sono definiti Blanc de Blancs (Bianco da Bianchi); quelli prodotti esclusivamente con uve a bacca rossa, cioè Pinot Nero e Pinot Meunier, da soli oppure insieme, sono definiti Blanc de Noirs (Bianco da Neri). Una menzione speciale spetta ai Champagne Rosé, considerati dagli intenditori come i più raffinati ed eleganti. Questi Champagne - in genere più costosi dei bianchi - devono il loro colore alla presenza di una piccola parte di vino rosso - e questa è la pratica più frequente e moderna - oppure alla tradizionale tecnica di produzione detta saignée (sanguinamento) oggi impiegata da pochissime Maison de Champagne. Il processo e la fase di produzione dello Champagne non viene trattato in questo articolo. A tale proposito si rimanda il lettore agli altri articoli pubblicati in DiWineTaste relativi alla produzione degli spumanti. In ogni etichetta di Champagne è riportata una sigla che merita di essere compresa. Questa sigla è generalmente riportata in basso ed è composta da due lettere seguite da un numero. Il significato della prima parte è interpretato nel seguente modo:
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La Champagne deve la sua notorietà e la sua qualità innanzitutto alla favorevole condizione climatica e ambientale. Il clima della Champagne è spesso critico per la maturazione delle uve - pioggia, umidità, gelate invernali e muffa sono rischi ricorrenti - e per questo motivo le viti vengono lasciate basse in modo da sfruttare il caldo riflesso dalla terra. Il suolo della Champagne è composto da sedimenti di gesso e questo costringe la vite ad affondare le sue radici in profondità alla ricerca di acqua. Il gesso è anche molto poroso e quindi è capace di trattenere molta acqua assicurando quindi alla vite una buona sussistenza, tuttavia non offre le migliori condizioni vegetative e fertili. Com'è noto la vite è capace di dare i migliori risultati proprio in condizioni difficili. Le uve coltivate nella Champagne e con le quali si può produrre il celebre vino sono lo Chardonnay - responsabile della finezza ed eleganza - il Pinot Nero - responsabile per la struttura e gli aromi - e il Pinot Meunier, a cui si riconosce il merito di aumentare la ricchezza e la complessità aromatica di frutti così come la struttura. La Champagne è divisa in cinque aree di produzione: la Montagne dei Reims (Montagna di Reims), Côte des Blancs (Costa dei Bianchi), Vallée de la Marne (Valle della Marna), Côte de Sézanne (Costa di Sézanne) e Aube (o Côte des Bar). Di queste cinque aree le più importanti sono quelle che si trovano nelle vicinanze di Reims e che di fatto costituiscono il cuore della Champagne: Montagne de Reims, Côte des Blancs e Vallée de la Marne, in cui si trovano tutti i 17 comuni Grand Cru (100%). Nella Montagne de Reims si coltiva prevalentemente Pinot Nero e Pinot Meunier con una piccola parte di Chardonnay; nella Côte des Blancs - come il nome suggerisce - si coltiva quasi esclusivamente lo Chardonnay, l'unica uva a bacca bianca; nella Vallée de la Marne è il Pinot Meunier l'uva predominante; nella Côte de Sézanne - a sud dell'area principale - si coltiva prevalentemente Chardonnay; nell'Aube (o Côte des Bar) - l'area più a sud della Champagne - si coltiva quasi esclusivamente Pinot Nero. Le uve utilizzate per la produzione dello Champagne provengono da una o da più di queste zone, e i vini base adatti alla produzione con il Méthode Champenoise hanno in genere caratteristiche organolettiche poco invitanti - ma non certo per gli aromi - se bevuti prima dell'inizio della rifermentazione in bottiglia. Infatti i vini utilizzati per la cuvée sono generalmente piuttosto acidi e poco alcolici: sarà il talento e l'esperienza delle persone che li selezioneranno ad immaginare la loro elegante trasformazione che si arricchirà di complessi aromi e suadente eleganza - non da ultimo - di affascinanti bollicine.
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RieslingCapace di dare il meglio di sé nei climi freddi e con buona esposizione al sole, il Riesling è fra le uve bianche più prestigiose ed eleganti del mondo i cui vini sono fra i più longevi della categoria |
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Benvenuti nel prestigioso mondo dei vini bianchi raffinati ed eleganti! Parlando di Riesling - o per meglio dire, di buoni vini prodotti con il Riesling - questa è una considerazione che sembra certamente adatta. Il Riesling - le cui origini risalgono alla Germania - è oramai considerato un vitigno internazionale da tutti stimato per la sua straordinaria eleganza, la sua classe e, in modo particolare, per la sorprendente capacità di maturare dei suoi vini e migliorare magnificamente per molti anni. Infatti i migliori Riesling, grazie alla spiccata acidità di quest'uva e alla considerevole quantità di estratti, possono maturare anche per alcune decine di anni, praticamente un primato fra i vini bianchi e condiviso con pochissimi altri esempi della stessa categoria. Il Riesling è piuttosto ricercato sia dagli appassionati di vino, sia dai vari produttori, e nonostante quest'uva riesca a dare il meglio di sé nelle zone a clima fresco e soleggiato, oggi è praticamente diffuso in ogni paese del mondo. Non è chiaro quale sia l'esatta area di origine del Riesling e le attuali teorie suggeriscono che potrebbe avere avuto origine dalle aree del Reno, della Mosella oppure del Palatinato (Pfalz), tutte in Germania. Testimonianze storiche attendibili raccontano che il Riesling era diffuso e ampiamente coltivato nella zone lungo il corso del Reno già nel XV secolo, tuttavia altre fonti attendibili suggeriscono che fosse già coltivato nel IX secolo per ordine del sovrano Ludovico il Germanico. Altre fonti sostengono inoltre che il Riesling fosse già coltivato in Germania 2.000 anni fa: se questa ipotesi fosse confermata, il Riesling dovrebbe essere considerato fra le uve più antiche di questo paese insieme a Elbling, Silvaner e Räuschling. L'importanza del Riesling è stata per anni offuscata da altre varietà ottenute incrociando il Riesling con altre specie. Questo è il caso del Müller Thurgau, la cui notorietà fu tale da incoraggiare i viticoltori a espiantare il Riesling dai loro vigneti e a sostituirlo con questo vitigno. Nel 1980 il Riesling copriva appena il 19% della superficie vitata di tutta la Germania e dieci anni più tardi - nel 1990 - appena il 21%.
I rigidi inverni che si sono verificati negli anni 1990 hanno tuttavia esaltato le doti di resistenza del Riesling rispetto alle nuove specie e gli sforzi produttivi per migliorare la qualità dei vini da parte delle cantine che erano comunque rimaste legate al Riesling, alla fine hanno contribuito all'affermazione e alla superiorità di questa pregiata uva bianca. Il Riesling è un vitigno che tende a produrre un abbondante raccolto e - sorprendentemente - mantiene livelli di acidità notevoli anche quando raggiunge la piena maturità. La notorietà del Riesling si deve anche agli eccellenti risultati ottenuti dai produttori della Mosel-Saar-Ruwer - o semplicemente Mosella - dove si produce circa un terzo di tutto il Riesling Tedesco. Il Riesling è stato molto utilizzato per la creazione di nuovi incroci e, in particolare, con il Silvaner ha dato origine a moltissime specie di cui le più famose sono Müller Thurgau, Ehrenfelser e Scheurebe. Inoltre l'uva Incrocio Manzoni 6.0.13 - diffusa in modo particolare nel nord-est dell'Italia - è il risultato dell'incrocio fra Riesling e Pinot Bianco. Il Riesling è una varietà che possiede un'eccellente resistenza al freddo, per questo motivo è l'uva più coltivata nelle aree vinicole a clima freddo. Tuttavia il Riesling ha bisogno di adeguate cure e condizioni in modo da dare il meglio di sé. La qualità del Riesling non sembra risentire della sua tendenza a produrre abbondanti raccolti, tuttavia i migliori Riesling sono proprio quelli prodotti con criteri di rese contenute. Il Riesling è molto resistente alle gelate invernali ed è una varietà definita a maturazione tardiva, infatti la vendemmia delle sue uve - nell'emisfero settentrionale - viene effettuata di solito dopo la metà di ottobre e l'inizio di novembre. Il Riesling presenta un grappolo piccolo e piuttosto compatto e per questo motivo è molto sensibile all'attacco di muffe che spesso si traducono in seri problemi per il viticoltore. Nelle aree con clima più caldo il Riesling non sembra produrre buoni risultati. In queste zone la maturazione delle uve è più rapida e spesso questo influisce sulla qualità dei vini producendo aromi più piatti e certamente meno eleganti. Nelle aree a clima fresco - dove il Riesling può maturare lentamente - quest'uva riesce a sviluppare aromi eleganti e sapori intensi pur sempre mantenendo un alto livello di acidità. Per questo motivo si considerano i migliori Riesling del mondo quelli prodotti in Germania e in modo particolare quelli delle zone più fresche della Mosel-Saar-Ruwer (Mosella). Si ritiene che il Riesling riesca a dare il meglio di sé nei pendii scoscesi della Mosel-Saar-Ruwer che abbiano un'inclinazione ideale di 30° in modo da sfruttare al massimo l'incidenza dei raggi solari e il calore riflesso dalla superficie dei fiumi. I vigneti della Mosella che producono i migliori Riesling sono comunque esposti a sud e protetti dai gelidi venti in modo da consentire le migliori condizioni di maturazione delle uve. Il Riesling è oggi diffuso in molti paesi vinicoli del mondo e spesso viene chiamato con altri nomi pur trattandosi della stessa varietà. Negli Stati Uniti d'America viene solitamente chiamato Johannisberg Riesling e occasionalmente White Riesling o Rhine Riesling. In Italia è spesso chiamato Riesling Renano e si deve osservare che l'uva detta Riesling Italico - nota altrove con il nome di Welschriesling - non ha nessun legame con il Riesling. I vini prodotti con Riesling rappresentano probabilmente l'esaltazione dell'enologia basata su contenitori inerti. La quasi totalità dei vini Riesling è infatti prodotta senza l'ausilio di botti o barrique e nonostante ci siano dei produttori al di fuori della Germania che fanno maturare il Riesling in botte, questo metodo rappresenta, di fatto, una netta minoranza. Gli stili di vini prodotti con Riesling sono piuttosto vari, dai vini secchi a quelli dolci, di cui i migliori rappresentanti sono certamente i Trockenbeerenauslese (TBA) e gli Eiswein. Grazie all'acidità del Riesling questi stupendi vini dolci Tedeschi risultano sempre molto equilibrati e mai stucchevoli. Va comunque osservato che la tendenza generale nella produzione dei vini Riesling è quella di diminuire lo zucchero residuo e pertanto di produrre vini secchi. Il grado alcolico dei Riesling è generalmente piuttosto contenuto, raramente si hanno Riesling con gradazioni alcoliche elevate. Tanto per fare un esempio, i Riesling Tedeschi hanno generalmente una gradazione alcolica di circa 7-9° e anche in altre zone raramente si superano i 12°. Grazie alla sua spiccata acidità e al contenuto in estratti, i vini prodotti con uve Riesling possono sopportare lunghi tempi di affinamento in bottiglia e nei vini di alta qualità possono addirittura arrivare a qualche decina di anni migliorando nel contempo le sue qualità organolettiche. I vini di minore pregio raramente superano i tre anni di affinamento.
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L'analisi dei colori dei vini prodotti con il Riesling dovrà considerare lo stile specifico del vino. Nei vini secchi giovani non maturati in contenitori di legno - vale a dire nella maggioranza dei casi - il colore dei vini Riesling si presenterà sempre con tonalità giallo verdolino e sfumature dello stesso colore. Raramente nei vini secchi giovani si osservano colori giallo paglierino o dorato se non nel caso in cui il vino sia maturato in contenitori di legno come la barrique. Il Riesling - quando è prodotto con criteri di qualità e conservato in ottime condizioni - può essere affinato in bottiglia anche per molti anni. In questo caso il colore tende a presentare il classico sviluppo di ogni altro vino bianco con tonalità giallo paglierino e giallo dorato. Considerazioni del tutto diverse vanno fatte - ovviamente - per i vini dolci prodotti con il Riesling, tipici della Germania e dell'Austria e in modo particolare per gli Auslese, Trockenbeerenauslese e Eiswein. In questi vini è tipico il colore giallo dorato e con l'aumentare della concentrazione e l'appassimento delle uve - non da ultimo anche l'affinamento nel tempo - si arriva facilmente a tonalità giallo ambra di spiccata intensità.
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Fra i fattori esaltanti del Riesling troviamo certamente i suoi aromi. Tuttavia è bene ricordare che per apprezzare il Riesling nel modo migliore è consigliabile aspettare. Contrariamente alla maggioranza dei vini bianchi secchi - se non la quasi totalità - i vini giovani prodotti con Riesling offrono solitamente gli aromi comuni e tipici di molti altri vini bianchi, insomma, i Riesling giovani potrebbero essere confusi in mezzo a tantissimi altri. Con questo non si intende dire che i Riesling giovani non siano interessanti dal punto di vista aromatico, tuttavia è bene ricordare che il Riesling è capace di dare il meglio di sé con un adeguato affinamento in bottiglia in cui i suoi aromi diventano più intensi e più complessi. I Riesling giovani prodotti con uve poco mature o coltivate in aree a clima freddo, offrono aromi fruttati piuttosto aspri di mela verde, limone, lime, cedro e agrumi, così come aromi floreali di biancospino, gelsomino, glicine e camomilla. I vini prodotti in certe zone - come la Mosella Tedesca - acquisiscono inoltre note minerali conferite dal suolo che si aggiungono alle note aromatiche appena citate. I Riesling prodotti con uve mature, o coltivate in aree a clima più caldo, presentano aromi più rotondi e meno aspri in cui si può riconoscere la pesca, pera, pompelmo, albicocca, mela e anche frutta esotica. Come abbiamo già detto, i vini prodotti con Riesling, sia secchi, sia dolci, consentono eccellenti periodi di affinamento migliorando nel contempo le loro qualità organolettiche. Con l'affinamento i vini prodotti con Riesling sviluppano aromi di burro, miele, cera e un elegante e ricercato aroma di petrolio e, per quanto strano questo possa sembrare, nel Riesling è molto gradevole. Nei vini dolci, e in particolare in quelli prodotti con uve attaccate dalla Botrytis Cinerea - o muffa nobile - si aggiungono anche eleganti aromi di spezie, come cannella, zenzero e anice, aromi di muschio, frutta secca, in particolare albicocca secca, noce e mandorla, così come aromi di frutta in confettura come albicocca e pesca. Spesso si possono percepire anche aromi vegetali ed erbacei come la salvia, timo, ortica, tabacco e tè. Nonostante siano poco diffusi, nei Riesling maturati in botte - certamente un'esigua minoranza - si potranno percepire aromi di vaniglia e legno tostato.
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Considerando la ricca varietà di stili prodotti con Riesling, le qualità gustative di questi vini sono altrettanto ricche. Nei vini secchi sarà l'acidità il carattere gustativo predominante oltre ad eventuale mineralità: per queste due caratteristiche - unitamente alle tipiche qualità aromatiche - i vini della Mosella Tedesca vengono spesso definiti vini d'acciaio. Nonostante la spiccata - e certamente piacevole - acidità, questi vini risultano essere comunque equilibrati, con una freschezza che non disturba affatto. L'acidità è inoltre il fattore essenziale che contribuisce in modo determinante all'equilibrio dei vini dolci Tedeschi - come i Trockenbeerenauslese e Eiswein - evitando alla spiccata dolcezza di risultare stucchevole. L'alcolicità nei vini prodotti con uve Riesling non è mai elevata - raramente si superano i 12° - e nei vini Tedeschi l'alcolicità tipica è di circa 7-9°, mentre per i vini dolci - in particolare quelli prodotti con uve attaccate dalla Botrytis Cinerea - il grado alcolico è addirittura inferiore, spesso 6-7°. L'eleganza gustativa e l'equilibrio di questi vini dolci rimane comunque un solido punto di riferimento per i vini di questa categoria.
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Nonostante il Riesling sia oggi diffuso in molti paesi vinicoli del mondo, la sua patria di origine - la Germania - rimane comunque il punto di riferimento per tutti gli altri produttori. In questo paese il Riesling viene utilizzato per produrre vini in diversi stili, da quelli secchi a quelli dolci. I migliori Riesling Tedeschi provengono certamente dalla Mosel-Saar-Ruwer - o semplicemente Mosella - seguita dal Palatinato (Pfalz), Rheingau, Nahe e Rheinhessen. Nonostante la tradizione Tedesca sia basata sulla produzione di vini con apprezzabili residui zuccherini, la tendenza attuale è quella di produrre vini molto secchi. Tuttavia sono proprio i vini appartenenti alle categorie Kabinett, Spätlese e Auslese ad attrarre una maggiore attenzione. Questi vini hanno una gradazione alcolica piuttosto contenuta (7,5-9,5°) e uno straordinario equilibrio fra acidità, freschezza e ricchezza aromatica e certamente i migliori rappresentanti sono quelli prodotti nella Mosella, dove oggi si producono circa il 30% dei vini Riesling Tedeschi. In annate favorevoli, i vini prodotti nell'area di Saar sono da considerarsi i migliori esempi di Riesling di tutta la Germania. Nella parte centrale della Mosella - a Bernkastel - i Riesling sono più rotondi e forse più immediati, mentre nell'area di Ruwer si possono trovare Riesling con stili intermedi fra le altre due zone. I migliori vini della Mosella sono eccellenti anche in gioventù, tuttavia sarà con l'affinamento in bottiglia che daranno il meglio di sé. Nel Palatinato - grazie al clima più caldo - i Riesling sono più robusti e speziati, mentre più a nord - nel Rheinhessen - lo stile è più rotondo e morbido. Nel Rheingau si producono eccellenti Riesling, eleganti e raffinati di cui i migliori esempi sono quelli con un residuo zuccherino apprezzabile. Nell'area di Nahe si trovano Riesling che possono essere considerati una via di mezzo fra quelli della Mosella e del Rheingau. In Austria la migliore zona per i vini Riesling è il Wachau dove si producono vini secchi nello stile Smaragd con gradazioni alcoliche che arrivano anche a 12.5°. In Francia il Riesling offre eccellenti vini in Alsazia, qui prodotti in diversi stili - sia dolci, sia secchi - così come nelle versioni Sélection de Grains Nobles e Vendange Tardive. La Nuova Zelanda produce eccellenti Riesling, in particolare le vendemmie tardive e quelli prodotti con uve attaccate dalla Botrytis Cinerea. Anche in Australia la produzione di Riesling è di tutto rispetto e di alto livello qualitativo. Qui lo stile è prevalentemente secco e con un potenziale di affinamento in bottiglia notevole, soprattutto quelli prodotti in Australia Meridionale nelle aree di Clare Valley, Eden Valley e Adelaide Hills. Fra gli altri paesi in cui si producono vini da uve Riesling troviamo l'Italia - in modo particolare l'Alto Adige - il Canada (utilizzato in prevalenza per gli Icewine) e gli Stati Uniti d'America negli stati di Washington e California.
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I Vini del Mese |
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Legenda dei punteggi I prezzi sono da considerarsi indicativi in quanto possono subire variazioni a seconda del paese e del luogo in cui vengono acquistati i vini |
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Prosecco di Valdobbiadene Superiore di Cartizze 2003 |
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| Ruggeri (Italia) | |
| Uvaggio: Prosecco | |
| Prezzo: € 12,40 | Punteggio: |
| Questo spumante si presenta con un colore giallo verdolino brillante e sfumature di giallo verdolino, molto trasparente, buona effervescenza, perlage fine e persistente. Al naso esprime aromi intensi, puliti, gradevoli e raffinati che si aprono con note di banana, ananas e litchi seguite da aromi di acacia, glicine, ginestra, mela verde, pera, pesca e mandorla. In bocca ha buona corrispondenza al naso, un attacco fresco ed effervescente, comunque ben equilibrato, delicato, sapori intensi, piacevole. Il finale è persistente con ricordi di pera, banana e ananas. Uno spumante ben fatto. Questo Prosecco matura sui propri lieviti per 2 mesi e affina in bottiglia per 3 mesi. | |
| Abbinamento: Pasta e risotti con verdure, pesce e crostacei, Pesce e crostacei saltati, Latticini | |
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Prosecco di Valdobbiadene Giustino B. 2003 |
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| Ruggeri (Italia) | |
| Uvaggio: Prosecco | |
| Prezzo: € 10,20 | Punteggio: |
| Alla vista si presenta con un color giallo verdolino brillante e sfumature di giallo verdolino, molto trasparente, buona effervescenza, perlage fine e persistente. Al naso esprime aromi delicati, puliti e gradevoli che si aprono con note di pera, mela e pesca seguite da aromi di ananas, biancospino, ginestra e litchi. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco fresco, effervescente e abboccato, comunque equilibrato, delicato, sapori intensi, piacevole. Il finale è persistente con ricordi di pera e pesca. Questo Prosecco è prodotto con il metodo Charmat e affina in bottiglia per 3 mesi. | |
| Abbinamento: Aperitivi, Antipasti di verdure e crostacei, Pasta e risotti con verdure e crostacei | |
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Barbaresco Cottà 2001 |
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| Sottimano (Italia) | |
| Uvaggio: Nebbiolo | |
| Prezzo: € 30,00 | Punteggio: |
| Questo Barbaresco si presenta con un colore rosso rubino intenso e sfumature di rosso granato, poco trasparente. Al naso esprime aromi intensi, puliti, gradevoli, raffinati ed eleganti che si aprono con buone note di amarena e prugna seguite da aromi di mirtillo, viola appassita, liquirizia, tabacco, vaniglia, macis, mentolo e accenni di caffè e cacao. In bocca ha ottima corrispondenza con il naso, un attacco tannico e con piacevole freschezza, comunque equilibrato dall'alcol, corpo pieno, sapori intensi, buoni tannini. Il finale è molto persistente con lunghi e buoni ricordi di amarena e prugna. Un vino ben fatto. Barbaresco Cottà matura per 18-20 mesi in barrique. | |
| Abbinamento: Selvaggina, Stufati e brasati di carne, Carne arrosto, Formaggi stagionati | |
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Barbaresco Pajorè 2001 |
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| Sottimano (Italia) | |
| Uvaggio: Nebbiolo | |
| Prezzo: € 30,00 | Punteggio: |
| Barbaresco Pajorè si presenta con un colore rosso rubino intenso e sfumature di rosso granato, poco trasparente. Al naso esprime aromi intensi, puliti, gradevoli, raffinati ed eleganti che si aprono con note di ciliegia e violetta seguite da aromi di mirtillo, prugna, rosa appassita, tabacco, liquirizia, vaniglia, cannella, cacao e un accenno di caucciù. In bocca ha ottima corrispondenza con il naso, un attacco leggermente tannico e piacevole freschezza, comunque ben equilibrato dall'alcol, corpo pieno, sapori intensi, buoni tannini, piacevole. Il finale è molto persistente con lunghi ricordi di ciliegia, prugna e mirtillo. Un vino molto ben fatto. Barbaresco Pajorè matura per 18-20 mesi in barrique. | |
| Abbinamento: Stufati e brasati di carne, Selvaggina, Carne arrosto, Formaggi stagionati | |
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Erbaluce di Caluso La Rustia 2003 |
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| Orsolani (Italia) | |
| Uvaggio: Erbaluce | |
| Prezzo: € 8,90 | Punteggio: |
| Alla vista si presenta con un colore giallo verdolino brillante e sfumature di giallo verdolino, molto trasparente. Al naso esprime aromi intensi, puliti, gradevoli e raffinati che si aprono con note di pera, litchi e miele seguite da aromi di mela, pesca, biancospino, ananas, ginestra, limone e un accenno di minerale. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco fresco e comunque ben equilibrato dall'alcol, delicato, sapori intensi, piacevole. Il finale è persistente con ricordi di pesca, pera e limone. Una piccola parte di questo vino fermenta in botte. | |
| Abbinamento: Antipasti di pesce, Latticini, Uova, Pasta e risotto con crostacei e verdure | |
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Caluso Passito Sulè 1999 |
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| Orsolani (Italia) | |
| Uvaggio: Erbaluce | |
| Prezzo: € 8,90 | Punteggio: |
| Questo vino si presenta con un colore giallo ambra brillante e sfumature di giallo ambra, trasparente. Al naso rivela aromi intensi, puliti, gradevoli ed eleganti che si aprono con note di fico secco e miele seguite da aromi di albicocca secca, canditi, confettura di mele cotogne, confettura di pesche, dattero, marmellata d'arance, nocciola, vaniglia, zafferano e un accenno di smalto. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco dolce e morbido comunque ben equilibrato, buon corpo, sapori intensi, piacevole. Il finale è persistente con ricordi di fico secco, miele e confettura di pesche. Un vino ben fatto. Sulè matura per tre anni in barrique a cui segue un affinamento di un anno in bottiglia. | |
| Abbinamento: Pasticceria secca, Formaggi stagionati e piccanti, Crostate di confettura | |
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Ischia Rosso Riserva Mario D'Ambra 2000 |
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| Casa D'Ambra (Italia) | |
| Uvaggio: Guarnaccia (50%), Piedirosso (Per' 'e Palummo) (50%) | |
| Prezzo: € 14,50 | Punteggio: |
| Il vino si presenta con un colore rosso rubino intenso e sfumature di rosso granato, poco trasparente. Al naso esprime aromi intensi, puliti, gradevoli e raffinati che si aprono con note di prugna e amarena seguite da aromi di mora, liquirizia, violetta, tabacco, vaniglia e accenni di cacao e cannella. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco leggermente tannico e di buona morbidezza, comunque ben equilibrato dall'alcol, buon corpo, sapori intensi, buoni tannini. Il finale è persistente con ricordi di prugna e amarena. Un vino ben fatto. Questa riserva matura in botte. | |
| Abbinamento: Carne alla griglia, Stufati di carne con funghi, Carne arrosto | |
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Ischia Forastera Euposia 2003 |
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| Casa D'Ambra (Italia) | |
| Uvaggio: Forastera | |
| Prezzo: € 7,80 | Punteggio: |
| Questo vino si presenta con un colore giallo paglierino intenso e sfumature di giallo verdolino, molto trasparente. Al naso rivela aromi intensi, puliti, gradevole e raffinati che si aprono con note di pera e pompelmo seguite da aromi di agrumi, biancospino, ginestra, mela e susina. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco fresco e piacevole sapidità, comunque equilibrato dall'alcol, buon corpo, sapori intensi, piacevole. Il finale è persistente con ricordi di mela, pera e susina. | |
| Abbinamento: Pesce alla griglia, Pasta e risotti con pesce e verdure, Pesce saltato | |
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Collio Sauvignon Ronco dei Sassi 2003 |
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| Ascevi Luwa (Italia) | |
| Uvaggio: Sauvignon Blanc | |
| Prezzo: € 15,65 | Punteggio: |
| Questo vino si presenta con un colore giallo paglierino intenso e sfumature di giallo verdolino, molto trasparente. Al naso esprime aromi intensi, puliti, gradevoli e raffinati che si aprono con note di pesca, sambuco e ananas seguite da buoni aromi di banana, frutto della passione, ginestra, litchi, pera e accenni di foglia di pomodoro. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco fresco e comunque ben equilibrato dall'alcol, buon corpo, sapori intensi, piacevole. Il finale è persistente con ricordi di pesca, ananas, litchi e frutto della passione. Un vino ben fatto. Questo Sauvignon Blanc matura in vasche d'acciaio fino al momento dell'imbottigliamento. | |
| Abbinamento: Pesce fritto, Pasta e risotti con crostacei e pesce, zuppe di verdure, Uova | |
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Friuli Isonzo Tocai Friulano 2003 |
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| Ascevi Luwa (Italia) | |
| Uvaggio: Tocai Friulano | |
| Prezzo: € 9,00 | Punteggio: |
| Questo vino si presenta con un colore giallo paglierino chiaro e sfumature di giallo verdolino, molto trasparente. Al naso esprime aromi intensi, puliti, gradevoli e raffinati che si aprono con note di susina, biancospino e pompelmo seguite da aromi di mela, pera, ginestra, pesca e ananas. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco fresco e piacevole morbidezza, comunque equilibrato dall'alcol, buon corpo, sapori intensi, piacevole. Il finale è persistente con ricordi di susina, pera e ananas. Questo vino matura in vasche d'acciaio fino al momento dell'imbottigliamento. | |
| Abbinamento: Pesce saltato e alla griglia, Pasta e risotto con pesce, Carne saltata | |
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Franciacorta Pas Dosé 2000 |
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| Cavalleri (Italia) | |
| Uvaggio: Chardonnay | |
| Prezzo: € 18,50 | Punteggio: |
| Questo Franciacorta si presenta con un colore giallo paglierino intenso e sfumature di giallo dorato, molto trasparente, buona effervescenza, perlage fine e persistente. Al naso rivela buona personalità con aromi intensi, puliti, gradevoli e raffinati che si aprono con note di lievito, pompelmo e scorza d'agrume seguite da aromi di biancospino, banana, crosta di pane, mela, nocciola, pralina e susina. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco fresco ed effervescente con piacevole morbidezza, comunque equilibrato, buon corpo, sapori intensi, piacevole. Il finale è persistente con ricordi di susina, pompelmo e banana. Una piccola parte della cuvée fermenta e matura in barrique. Questo Franciacorta matura per almeno 36 mesi sui lieviti. | |
| Abbinamento: Pesce e crostacei arrosto, Pasta e risotto con pesce e crostacei, Carne bianca arrosto | |
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Franciacorta Satèn 2000 |
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| Cavalleri (Italia) | |
| Uvaggio: Chardonnay | |
| Prezzo: € 19,50 | Punteggio: |
| Alla vista si presenta con un colore giallo paglierino brillante e sfumature di giallo paglierino, molto trasparente, buona effervescenza, perlage fine e persistente. Al naso rivela aromi intensi, puliti, gradevoli, raffinati ed eleganti che si aprono con note di lievito, crosta di pane e pompelmo seguite da aromi di banana, brioche, mela, nocciola, burro e susina. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco fresco ed effervescente, comunque ben equilibrato, buon corpo, sapori intensi, piacevole. Il finale è persistente con ricordi di susina, pompelmo e nocciola. Un Franciacorta ben fatto. Parte della cuvée fermenta e matura in barrique. Questo Franciacorta matura per almeno 36 mesi sui lieviti. | |
| Abbinamento: Pesce fritto, Pesce e crostacei alla griglia, Pasta e risotto con pesce e crostacei, Carne bianca saltata | |
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Delia Nivolelli Cabernet Sauvignon Duca di Castelmonte 2001 |
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| Carlo Pellegrino (Italia) | |
| Uvaggio: Cabernet Sauvignon | |
| Prezzo: € 9,30 | Punteggio: |
| Questo vino si presenta con un colore rosso rubino intenso e sfumature di rosso granato, poco trasparente. Al naso rivela aromi intensi, puliti, gradevoli e raffinati che si aprono con note di amarena, violetta e mora seguite da aromi di ribes, mirtillo, prugna liquirizia, vaniglia e accenni di mentolo. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco leggermente tannico e comunque ben equilibrato dall'alcol, buon corpo, sapori intensi, buoni tannini, piacevole. Il finale è persistente con ricordi di mora, amarena e prugna. Questo vino matura per 12 mesi in barrique. | |
| Abbinamento: Carne arrosto, Stufati e brasati di carne, Formaggi stagionati | |
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Tripudium Duca di Castelmonte 2001 |
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| Carlo Pellegrino (Italia) | |
| Uvaggio: Nero d'Avola, Cabernet Sauvignon, Syrah | |
| Prezzo: € 16,00 | Punteggio: |
| Questo vino si presenta con un colore rosso rubino intenso e sfumature di rosso granato, poco trasparente. Al naso esprime aromi intensi, puliti, gradevoli e raffinati che si aprono con note di amarena e prugna seguite da aromi di mirtillo, ribes, liquirizia, violetta, vaniglia e accenni di macis e mentolo. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco leggermente tannico e piacevole morbidezza, comunque equilibrato dall'alcol, corpo pieno, sapori intensi, buoni tannini. Il finale è persistente con ricordi di amarena, prugna e mirtillo. Un vino ben fatto. Tripudium matura per 12 mesi in barrique. | |
| Abbinamento: Carne arrosto, Brasati e stufati di carne, Selvaggina, Formaggi stagionati | |
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I Sodi di San Niccolò 1999 |
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| Castellare di Castellina (Italia) | |
| Uvaggio: Sangiovese (85%), Malvasia Nera (15%) | |
| Prezzo: € 42,00 | Punteggio: |
| Alla vista si presenta con un coloro rosso rubino cupo e sfumature di rosso rubino, poco trasparente. Al naso rivela aromi intensi, puliti, gradevoli, raffinati ed eleganti che si aprono con note di prugna e amarena seguite da aromi di mirtillo, mora, violetta, liquirizia, tabacco, cacao, cannella, vaniglia e mentolo. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco leggermente tannico e comunque ben equilibrato dall'alcol, corpo pieno, sapori intensi, buoni tannini. Il finale è persistente con ricordi di prugna, amarena e mirtillo. Un vino ben fatto. i Sodi di San Niccolò matura per 15-30 mesi in barrique a cui seguono 12 mesi di affinamento in bottiglia. | |
| Abbinamento: Brasati e stufati di carne, Selvaggina, Carne arrosto, Formaggi stagionati | |
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Poggio ai Merli 2001 |
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| Castellare di Castellina (Italia) | |
| Uvaggio: Merlot | |
| Prezzo: € 58,00 | Punteggio: |
| Poggio ai Merli si presenta con un colore rosso rubino cupo e sfumature di rosso rubino, poco trasparente. Al naso rivela personalità con aromi intensi, puliti, gradevoli, raffinati ed eleganti che si aprono con buone note di prugna, amarena e rabarbaro seguite da buoni aromi di mora, ribes, viola appassita, liquirizia, tabacco, vaniglia, noce moscata e accenni di china e peperone. In bocca ha ottima corrispondenza con il naso, un attacco leggermente tannico e piacevole morbidezza, comunque ben equilibrato dall'alcol, corpo pieno, sapori intensi, buoni tannini, molto piacevole. Il finale è molto persistente con lunghi e buoni ricordi di amarena, prugna e ribes. Un grande vino molto ben fatto. Poggio ai Merli matura per 15-30 mesi in barrique a cui seguono 12 mesi di affinamento in bottiglia. | |
| Abbinamento: Brasati e stufati di carne, Selvaggina, Carne arrosto, Formaggi stagionati | |
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Champagne Grande Sendrée Rosé 1998 |
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| Drappier (Francia) | |
| Uvaggio: Pinot Nero | |
| Prezzo: € 51,80 | Punteggio: |
| Questo Champagne si presenta con un colore rosa salmone brillante e sfumature di rosa salmone, molto trasparente, buona effervescenza, perlage fine e persistente. Al naso esprime aromi intensi, puliti, gradevoli, raffinati ed eleganti che si aprono con note di lampone, ciliegia e lievito seguite da aromi di mandarino, banana, brioche, burro, crosta di pane, nocciola, rosa appassita, scorza d'agrume e un accenno di cannella. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco fresco ed effervescente, comunque ben equilibrato, buon corpo, sapori intensi, piacevole. Il finale è persistente con ricordi di lampone, ciliegia e mandarino. Uno Champagne ben fatto. La Grande Sendrée Rosé è prodotta con il metodo del sanguinamento (saignée). | |
| Abbinamento: Pesce arrosto, Paste ripiene, Carne arrosto, Pesce e crostacei alla griglia | |
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Champagne Grande Sendrée Brut 1996 |
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| Drappier (Francia) | |
| Uvaggio: Pinot Nero (55%), Chardonnay (45%) | |
| Prezzo: € 43,50 | Punteggio: |
| Questo Champagne si presenta con un colore giallo dorato brillante e sfumature di giallo dorato, molto trasparente, buona effervescenza, perlage fine e persistente. Al naso esprime buona personalità con aromi intensi, puliti, gradevoli, raffinati ed eleganti che si aprono con buone note di crosta di pane, miele e lievito seguite da buoni aromi di banana, brioche, ananas, burro, mela, litchi, pompelmo, scorza d'agrume, pralina e accenni di pietra focaia. In bocca ha ottima corrispondenza con il naso, un attacco fresco ed effervescente con piacevole morbidezza, comunque ben equilibrato, buon corpo, sapori intensi, piacevole. Il finale è molto persistente con lunghi ricordi di miele, banana, pompelmo e brioche. Un grande Champagne. | |
| Abbinamento: Pesce arrosto, Pesce stufato, Carne arrosto, Paste ripiene | |
I BorboniLa tenace volontà di rivalutare l'Asprinio, la celebre e antica uva dell'agro Aversano, è solamente uno dei meriti di questa interessante cantina per il contributo del recupero dell'antica tradizione enologica della Campania |
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Fra le antiche e storiche uve autoctone d'Italia, un posto di rilievo spetta certamente all'Asprinio, le cui qualità erano già note in epoca Romana e molti autori dei quel tempo - fra questi Plinio il Vecchio - cantarono lodi ai suoi vini nei loro scritti. La patria indiscussa dell'uva Asprinio è l'agro Aversano - in provincia di Caserta - dove ancora oggi quest'uva viene coltivata con il tradizionale metodo della vite maritata, un sistema di viticoltura tipicamente Etrusco in cui la vite viene fatta arrampicare su alberi ad alto fusto, tipicamente il pioppo. Nonostante il sistema sia oggi in declino, è possibile ammirare ancora - viaggiando per le campagne intorno ad Aversa - il suggestivo spettacolo delle cosiddette alberate Aversane che si stagliano nel cielo anche ad altezze di 15 metri. In questa terra opera da quasi un secolo la cantina della famiglia Numeroso e che da sempre ha avuto una particolare predilezione per l'Asprinio, il locale e storico vitigno a bacca bianca.
La cantina della famiglia Numeroso - proprietari de I Borboni - ha origine nei primi del 1900 e già a quei tempi si dedicavano alla coltivazione dell'Asprinio con il tradizionale sistema ad alberata. La tendenza alla massiccia produzione di quantità - tipica degli anni 1960 - convertì l'azienda dei Numeroso in conferitori di uve ad una famosa azienda liquoristica Italiana e con le quali venivano prodotti spumanti e brandy molto apprezzati a quei tempi. Il primo e fondamentale cambiamento verso una produzione di qualità fu grazie ad un'intuizione di Gabriele Lovisetto - all'epoca direttore della Buton - che agli inizi degli anni 1970 convinse la famiglia Numeroso ad operare sostanziali innovazioni nei vigneti, passando dalla tradizionale alberata a sistemi di viticoltura più moderni. Alla fine degli anni 1970 l'azienda Numeroso avvia le prime sperimentazioni sulla spumantizzazione dell'Asprinio e - incoraggiata dai primi risultati - nel 1982 decide di fondare il marchio I Borboni. Fu proprio durante questa importante fase che il Cavaliere Nicola Numeroso mostra tutta la sua caparbietà e decide di investire i propri sforzi nel recupero dell'Asprinio, che a quei tempi rischiava seriamente di scomparire dalle campagne dell'Aversano. I risultati dei suoi sforzi furono premiati con il riconoscimento della IGT (Indicazione Geografica Tipica) e poi nel 1993 con il conferimento della Denominazione di Origine Controllata (DOC) Asprinio di Aversa. Nel 1998 si provvede a recuperare e a restaurare la casa di famiglia nel centro storico di Lusciano, costruita sopra una grotta di tufo, e pertanto torna ad essere utilizzata come cantina dell'azienda. In questo modo i Numeroso recuperano la tradizionale vinificazione dell'Asprinio fatta nelle grotte - scavate a 13 metri di profondità e sotto le case padronali - capaci di offrire condizioni uniche e particolarmente adatte alla conservazione del vino, oltre ad assicurare giusti livelli costanti di temperatura, umidità e luce durante tutto l'anno. Con il ripristino della antiche e tradizionali grotte, i Numeroso intendono recuperare e conservare i legami con la tradizione più tipica della vinificazione dell'uva Asprinio, anche se questo, di fatto, rappresenta una difficoltà ulteriore nelle fasi di lavorazione, assicura tuttavia una migliore tipicità e rispetto del prodotto.
L'Asprinio è un'uva molto antica e molte sono le teorie sulla sua origine. Quello che è certo è che i vini prodotti con quest'uva furono citati da molti autori nel corso della storia e le sue qualità furono decantate e apprezzate in tutta la Campania e altrove. Pare che l'Asprinio fosse già presente nell'area di Aversa già in epoca Etrusca e probabilmente destinata alla produzione di aceto e in epoche successive fu particolarmente apprezzato per i suoi vini frizzanti naturali, asprigni e dissetanti. Il sistema tradizionale di coltivazione dell'Asprinio era quello della cosiddetta vite maritata - oggi definito come alberata Aversana - una tradizione introdotta dagli Etruschi e che veniva spesso utilizzata anche in tutte le altre zone in cui questo antico popolo ha vissuto. Il sistema consiste nel fare arrampicare la vite in un tutore vivo costituito da un albero di pioppo. Il sistema della vite maritata fu così diffuso ad Aversa tanto da attrarre - com'è normale che fosse - lo stupore e la meraviglia dei visitatori dei tempi passati. Il momento più suggestivo era rappresentato dalla vendemmia. Verso la metà del mese di Settembre, abili vignaioli arrivavano nelle campagne dotati di scale altissime - larghe appena una trentina di centimetri e con pioli distanti circa 40-50 centimetri l'uno dall'altro - e che trasportavano in perfetto equilibrio verticale sulle proprie spalle. Le scale venivano quindi appoggiate sugli alti pioppi, salivano fino in cima e iniziavano a raccogliere l'uva partendo dalle estremità più alte delle viti. Arrampicati sulla sommità di queste scale, riempivano le tradizionali gerle e con una corda le calavano a terra dove donne e ragazzi provvedevano a svuotarle nelle botti. Le uve così raccolte venivano quindi pigiate per mezzo del tradizionale torchio e la vinificazione veniva svolta nei sotterranei dell'agro Aversano - grotte scavate nel tufo e profonde una decina di metri - in cui il mosto veniva fatto fermentare e quindi trasformato in vino. La dedizione della famiglia Numeroso per l'Asprinio è ben rappresentata dai vini che produce. Nelle cantine de I Borboni si producono infatti diversi stili di Asprinio incluso uno spumante e un vino passito. Con le vinacce di quest'uva si provvede anche alla produzione di una grappa. Due sono i vini secchi prodotti con quest'uva: l'Asprinio di Aversa Vite Maritata e l'Asprinio di Aversa Santa Patena, il primo matura in vasche d'acciaio mentre per il secondo è prevista una maturazione in botti di rovere. Ebro è invece un Asprinio passito maturato in botti di ciliegio, interessante e particolare per i suoi aromi. Con l'Asprinio si produce infine anche uno spumante - I Borboni Brut - elaborato con il metodo Charmat lungo. La cantina si dedica anche alla produzioni di vini con uve tradizionali della Campania, come il Coda di Volpe - da cui si ottiene il vino Lunajanca - e l'Aglianico, usato per il vino Rivolta. Chiude la rassegna della produzione de I Borboni il vino Numeroso Rosso, prodotto con uve Aglianico, Cabernet Sauvignon e Merlot, maturato per 6 mesi in botte di rovere e affinato per 6 mesi in bottiglia.
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