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Numero 26, Gennaio 2005 |
Sommario |
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Tributo a Luigi Veronelli |
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Il 2004, l'anno che abbiamo appena lasciato alle spalle, si è concluso con una grave perdita per il mondo del vino Italiano e - senza timore di smentita - per tutto il mondo del vino. Lo scorso 29 novembre 2004 a Bergamo - la città in cui viveva - all'età di 78 anni è morto Luigi Veronelli. La notizia ha colpito profondamente tutto il mondo dell'enologia e con la sua scomparsa perdiamo il più grande - e il primo - divulgatore e critico enogastronomico dei nostri tempi. Chiunque si sia interessato almeno una volta nella sua vita al vino, conosceva la figura di Luigi Veronelli e il prezioso lavoro svolto per quasi cinquanta anni in favore del vino Italiano, dell'olio d'oliva, della rivalutazione delle risorse agricole e del mondo contadino. Luigi Veronelli - che gli amici chiamavano affettuosamente Gino - si è sempre battuto con tenacia e con determinazione in favore del vino e contro la sua omologazione. Per lui il vino - e bastava guardarlo con un calice in mano per comprenderlo - è sempre stato un caro e leale amico, un amico da rispettare e da difendere dai continui tentativi di speculazione e mercificazione. Chiunque operi nel mondo del vino, così come ogni appassionato della bevanda di Bacco, è consapevole che senza il suo lavoro e le sue idee rivoluzionarie e pionieristiche, oggi il mondo del vino Italiano non sarebbe quello che è. Luigi Veronelli ha avuto il coraggio e l'intuizione di svegliare il mondo dell'enogastronomia Italiana dal suo lungo e deplorevole sonno, restituendo all'Italia la coscienza e l'identità culturale del suo vino e dei suoi cibi, promuovendo - per primo nel nostro paese - quel lungo e tortuoso cammino che dalla quantità ha portato alla qualità. Luigi Veronelli è stato il primo a convincere i produttori Italiani di vino - già negli anni 1960 - che i grandi vini nascono prima nel vigneto. È stato il primo a insistere sulla necessità assoluta di selezionare le uve nel vigneto, fare comprendere l'importanza del terroir, sottolineare le potenzialità e le differenze dei singoli vigneti e dei vari cru. Fu il primo a credere che il vino Italiano poteva crescere fino a raggiungere livelli eccezionali di qualità: un'idea sulla quale - a quei tempi - nessuno era disposto a scommettere e che non comprendeva. Tutto questo negli anni 1960 e 1970, quando la quantità era ancora l'obiettivo primario dell'enologia Italiana e la qualità era vista come un'utopia. Luigi Veronelli è stato un grande pioniere. Egli è stato inoltre pioniere nel modo di fare informazione e di scrivere del vino: chiunque si occupi della divulgazione enogastronomica e fa informazione sul vino è ben consapevole che deve a Luigi Veronelli la riconoscenza e il rispetto che si deve a un maestro. I suoi tanti libri, gli innumerevoli articoli pubblicati su giornali e riviste, sono stati di insegnamento per chiunque abbia avuto il piacere di leggerli: le sue parole hanno avvicinato al mondo del vino innumerevoli appassionati. Il suo lessico e il suo modo di scrivere del vino, nel suo stile assolutamente personale, sono oggi modi di dire utilizzati nella critica e nella descrizione dei vini. Fra i più famosi è impossibile non ricordare vino da meditazione e vino da favola. Con la scomparsa di Luigi Veronelli se ne è andato un pilastro fondamentale e storico per tutti coloro che scrivono di vino, un importante punto di riferimento che ha insegnato a tutti e che ha contribuito in modo determinante alla diffusione della stampa e dell'informazione enogastronomica. Luigi Veronelli nasce a Milano il 2 Febbraio 1926 e intorno ai 25 anni di età scopre la sua passione per il mondo dell'enogastronomia, a trenta anni pubblica come editore Il Gastronomo una rivista filosofico-gastronomica. Lo stile con cui tratta gli argomenti - polemico e provocatorio - lo portano in fretta alla notorietà e scrive numerosi libri sia come autore unico sia in collaborazione con altri. Luigi Veronelli è stato inoltre un personaggio televisivo molto popolare negli anni 1960 e 1970: indimenticabile il programma televisivo A tavola alle sette insieme ad Ave Ninchi, la grande attrice Italiana troppo in fretta dimenticata e che meriterebbe di essere maggiormente ricordata. Da sempre acceso oppositore del sistema delle DOC Italiane - nelle quali vedeva un punto di appoggio in favore delle cantine commerciali e industriali - era solito ricordare che «il peggior vino di un contadino è migliore del miglior vino di un industriale». Le sue ultime battaglie erano in favore delle Denominazioni Comunali dei giacimenti gastronomici e del prezzo sorgente oltre a sostenere e rivalutare la produzione dell'olio d'oliva. Le sue idee - sempre sostenute con tenacia e determinazione - hanno avuto solamente il torto di essere state pronunciate con largo anticipo sui tempi, in momenti in cui non erano comprese, probabilmente a causa dell'incapacità di guardare lontano e di volere cambiare le cose. Nonostante le sue idee siano state motivo di problemi - anche giudiziari - e per le quali ha trovato tanti amici, ma anche molti nemici, oggi, a distanza di decine di anni, sappiamo che Luigi Veronelli aveva ragione. Il vino Italiano deve gran parte del suo successo nel mondo grazie alle sue intuizioni e alla rivoluzione culturale e enologica di cui è stato indiscutibilmente pioniere e condottiero. E gli effetti sono ancora oggi visibili anche a distanza di oltre trenta anni. Tutti noi che amiamo il vino siamo debitori a Luigi Veronelli. Ci ha insegnato per primo come dialogare e ascoltare il vino, a rivalutarne la dignità e a comprenderne l'anima. Senza il suo lavoro, il vino Italiano non sarebbe quello che è oggi e certamente si parlerebbe e si scriverebbe molto meno di vino e del suo vasto mondo. Ti siamo tutti debitori, caro maestro Luigi Veronelli, e speriamo non sia offensivo se ci permettiamo di salutarti in modo amichevole - concedendoci il privilegio del tu, proprio come si fa con gli amici - attraverso le parole di questo nostro piccolo tributo alla tua persona e alla tua opera. Grazie Gino.
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La Posta dei Lettori |
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In questa rubrica vengono pubblicate le lettere dei lettori. Se avete commenti
o domande da fare, esprimere le vostre opinioni, inviate le vostre lettere
alla redazione oppure
utilizzare l'apposito modulo disponibile nel
nostro sito.
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| Vorrei conoscere le caratteristiche delle botti tradizionali Italiane e le principale differenze rispetto alla barrique oltre al volume. Avrei anche un altro quesito: non sarebbe opportuno che i disciplinari di produzione prevedessero, oltre alla durata dell'invecchiamento, anche il tipo di botte da usare in modo da evitare l'abuso della barrique? Sempre più spesso vedo produttori di vini storici, quali Brunello di Montalcino, Barolo, Barbaresco, Amarone o Taurasi, che fanno invecchiare i loro vini nelle barriques piuttosto che nelle botti tradizionali. Credo anche che il modo di invecchiare debba contribuire a identificare un vino rispetto a un altro. |
| Diego Baldi -- Padova (Italia) |
| La tradizione enologica Italiana ha sempre fatto uso di botti di diversi formati prevalentemente costruite con il rovere di Slavonia - sovente anche con legno di castagno e meno frequentemente con il ciliegio - piuttosto che con il rovere di provenienza Francese. Il volume delle botti tradizionali Italiane è piuttosto vario e dipendente dalla zona in cui sono costruite e prodotte: da poche decine di litri fino anche a decine di ettolitri. Prima dell'introduzione della barrique Bordolese, in Italia le botti di piccolo formato, con capacità di poche centinaia di litri, venivano dette carati, mentre quelle con volumi inferiori prendevano il nome di caratelli. Questi termini sono ancora oggi utilizzati anche se il più moderno barrique si sta progressivamente sostituendo a essi. Il tipo di botte, il volume e il tipo di legno con cui è costruita, è talvolta indicato dai disciplinari di produzione, tuttavia si trova - nella maggior parte dei casi - l'indicazione del solo generico termine botte. Sul fatto che l'uso di certe botti debba essere imposto per legge porterebbe probabilmente a una omologazione ancora più evidente del vino, limitando di conseguenza la capacità e l'interpretazione del produttore. Riteniamo che il problema principale sia piuttosto l'uso che i produttori fanno della botte - non solo della barrique - poiché spesso il suo apporto è così elevato tanto da snaturare non solo la tradizione di un vino, ma anche la sua personalità. Inoltre si deve osservare che in molte zone d'Italia la maturazione del vino è da sempre e tradizionalmente svolta in botti piccole con capacità di poche centinaia di litri, un volume che è piuttosto analogo a quello della barrique. Siamo comunque d'accordo che il modo con cui si fanno maturare i vini in botte debba essere utile alla loro identificazione - storica, tradizionale e culturale - e, soprattutto, senza prevalere sulle sue qualità imponendo delle oramai anonime - e purtroppo comuni - proprietà organolettiche più simili alla segatura che al vino. |
| Sto frequentando un corso di degustazione e vorrei acquistare, per fare un regalo, una cassetta con gli aromi per identificare i difetti del vino. L'ho vista al Vinitaly di Verona. Sapete dove può essere acquistata a Milano? |
| Romana Volpi -- Arese, Milano (Italia) |
| Il riconoscimento degli aromi in un vino è certamente la parte più difficile - ma anche la più entusiasmante - dell'esercizio della degustazione sensoriale. Certamente è ancora più difficile il riconoscimento dei difetti - intesi come segnale di precise alterazioni chimiche e qualitative - a causa di una minore esperienza e conoscenza, salvo il fatto di rilevare un aroma sgradevole o negativo. Le confezioni a cui si riferisce - contenenti delle piccole fiale con aromi di riferimento - sono disponibili sia con i profumi tipici e positivi del vino, sia con quelli negativi che identificano i difetti. Purtroppo non sappiamo suggerirle un negozio a Milano dove poterle acquistare, tuttavia siamo certi che una buona enoteca sia comunque capace di reperirli. Da non sottovalutare nemmeno la possibilità di acquistarle attraverso alcuni siti internet di enoteche che vendono vino e accessori. Nonostante l'utilità e il valore didattico di questi aromi di riferimento, le ricordiamo che lo scenario che si realizza in un calice di vino rappresenta un'ulteriore difficoltà, poiché gli aromi vengono percepiti tutti insieme e la capacità del degustatore è proprio quella di saperli individuare in mezzo alla confusione. Ovviamente quando si hanno dei riferimenti concreti il lavoro si semplifica pur mantenendo un certo grado di difficoltà. È comunque opportuno ricordare che l'esperienza e la pratica rappresentano i reali maestri della valutazione sensoriale e organolettica del vino. |
AlsaziaConosciuta nel mondo per l'eleganza e la raffinatezza dei suoi vini bianchi, l'Alsazia è anche l'unica regione Francese in cui il nome dell'uva è un elemento primario dell'etichetta |
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L'Alsazia è probabilmente la regione vinicola Francese più celebre al mondo per i vini bianchi. In questa striscia di terra - al confine con la Germania e con questa lungamente contesa in passato - si coltivano quasi esclusivamente uve a bacca bianca con le quali si producono diversi e celebri stili di vini. L'unico rappresentante delle uve rosse in Alsazia - e che rappresenta una marginale percentuale nella viticoltura della regione - è il Pinot Nero. In questa regione - probabilmente più che in ogni altra - sono l'uva e i suoi aromi a essere i protagonisti in cantina, difficilmente - se non raramente - i vini vengono fatti maturare in botte proprio per esaltare il carattere fruttato e floreale delle uve. Va anche riconosciuto che in Alsazia si coltivano principalmente uve fra le più aromatiche del mondo - come Gewürztraminer, Moscato Bianco e Riesling - alle quali si aggiunge l'indispensabile e primario fattore del territorio. L'Alsazia è - nello scenario enologico Francese - una regione particolare sotto molti aspetti. La regione è praticamente dedita alla sola produzione di vini bianchi, le uve coltivate in Alsazia raramente sono utilizzate in altre regioni della Francia. Infine, il nome dell'uva è un elemento primario e identificativo del vino e dell'etichetta a differenza di altre regioni Francesi in cui è assente in favore della sola indicazione del luogo di provenienza. L'Alsazia è fra le regioni vinicole più settentrionali della Francia e solo la Champagne si trova a una latitudine maggiore, si trova a circa 500 chilometri a est di Parigi, al confine con la Germania vicino al corso del fiume Reno. La regione Alsaziana è protetta a ovest dalle montagne Vosges, assicurando quindi un clima meno freddo al riparo dai gelidi venti. Rispetto ad altre zone della sua stessa latitudine, il clima dell'Alsazia è piuttosto caldo e secco, e grazie alla protezione offerta dalle montagne Vosges, le piogge sono meno frequenti che in altre regioni della Francia.
Vista la vicinanza dell'Alsazia con la Germania, spesso si dice che in questa regione si producono vini Tedeschi in stile Francese. Molti fattori potrebbero fare pensare che questo sia vero - a partire dalla latitudine, la vicinanza alla regione della Renania e dal largo uso dell'uva Riesling - tuttavia la filosofia enologica dell'Alsazia è piuttosto diversa da quella Tedesca. In Alsazia - contrariamente alla Germania - lo zucchero dell'uva è completamente trasformato in alcol producendo quindi vini secchi e più corposi di quelli Tedeschi. Un fattore che eventualmente potrebbe unire l'Alsazia con la Germania è che in entrambe le zone non si usano botti - se non raramente - e si evita la fermentazione malolattica con lo scopo di preservare il carattere fresco e fruttato di ogni varietà di uva. Contrariamente a quanto si pensa, la maggioranza dei vini Alsaziani sono secchi, mentre i vini Tedeschi hanno sempre una certa quantità di zuccheri residui. I vigneti dell'Alsazia si trovano - per la maggior parte - a un'altitudine compresa fra i 170 e i 420 metri e l'umidità autunnale favorisce lo sviluppo della Botrytis Cinerea, essenziale per la produzione dei celebri Sélection de Grains Nobles. La composizione del terreno Alsaziano è piuttosto vario, composto in media da venti tipi diversi di suolo. I tipi di suolo più comuni in Alsazia includono sedimenti granitici, sabbiosi, scistosi, vulcanici, argillosi, marnosi e calcarei. Le pianure ai piedi delle montagne Vosges è invece di origine alluvionale, molto fertile, poco adatto alla coltivazione della vite. Nei suoli ricchi di argilla e marna, i vini tendono generalmente ad avere una struttura maggiore, mentre in quelli calcarei e sabbiosi si ottengono vini più delicati ed eleganti. Nei suoli scistosi e ricchi di ardesia, i vini tendono ad avere un carattere più minerale, in particolare i vini prodotti con uva Riesling. Come già detto, l'Alsazia è terra di vini bianchi e pertanto la viticoltura è essenzialmente orientata alla coltivazione di varietà a bacca bianca. L'unica uva a bacca rossa presente in Alsazia - con una quota piuttosto marginale - è il Pinot Nero utilizzato per la produzione del Rouge d'Alsace e del Rosé d'Alsace, ed è presente nella maggior parte degli spumanti metodo classico Crémant d'Alsace. In questa regione alcune varietà di uve bianche vengono tradizionalmente definite nobili e rappresentano - di fatto - le uve più celebri d'Alsazia: Gewürztraminer, Riesling, Pinot Grigio e Moscato Bianco. Da osservare che in Alsazia Gewürztraminer è generalmente scritto Gewurztraminer (cioè senza umlaut) e il Pinot Grigio è tradizionalmente detto Tokay Pinot Gris o Tokay d'Alsace. Inoltre, le varietà di Moscato presenti nella regione sono due: Muscat Blanc à Petits Grains (Moscato Bianco a acini piccoli) - noto anche come Muscat d'Alsace - e il Muscat Ottonel. In Alsazia sono inoltre coltivate altre varietà di uve bianche - non appartenenti alla famiglia delle nobili ma comunque interessanti - come Silvaner - qui conosciuto con il nome Sylvaner - Pinot Bianco, Chasselas, Klevner e Auxerrois. Nella regione è inoltre presente lo Chardonnay - introdotto in tempi recenti - prevalentemente utilizzato per la produzione del Crémant d'Alsace. Le uve Klevner, Auxerrois e Chasselas sono raramente utilizzate per la produzione di vini monovarietali e il loro uso più frequente è quello di essere aggiunte ad altre varietà - in particolare al Pinot Bianco - con lo scopo di conferire ulteriore carattere e struttura. Queste uve sono inoltre utilizzate - anche insieme alle varietà nobili - per la produzione dell'Edelzwicker - il cui significato è miscela nobile - un vino di qualità piuttosto variabile e che certamente non fa onore al suo significato letterale.
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La regione vinicola dell'Alsazia è riconosciuta dal sistema di qualità Francese come zona di Appellation d'Origine Côntrolée, brevemente definita con la sigla AOC. All'interno della AOC Alsazia (Alsace AOC o Vin d'Alsace AOC) sono previste due categorie di qualità: la celebre Alsace Grand Cru AOC e Crémant d'Alsace AOC. Tutti i vini appartenenti all'Alsace AOC - in accordo al disciplinare di produzione - possono riportare in etichetta il nome dell'uva con cui sono stati prodotti unicamente nel caso in cui si tratti di un vino monovarietale, cioè prodotto esclusivamente con una varietà di uva. Questa caratteristica è tipica dell'Alsazia, mentre in altre regioni vinicole della Francia si indica esclusivamente il nome della zona o del cru senza nessun riferimento all'uva o alle uve utilizzate per la produzione. Nel caso in cui un vino sia prodotto con l'assemblaggio di più uve, può eventualmente riportare in etichetta la dicitura Edelzwicker (dal tedesco miscela nobile). I vini Edelzwicker hanno una qualità piuttosto variabile e spesso ben lontana dall'essere nobile, per questo motivo molti produttori preferiscono non usare questo termine per i loro vini prodotti da più uve, facendo uso della più generica denominazione Alsace AOC. Il livello qualitativo più elevato per i vini Alsaziani è rappresentato dalla denominazione Alsace Grand Cru AOC. Nonostante questa denominazione sia stata origine di accesi dibattiti e controversie - sia sulle zone riconosciute dalla denominazione sia sulla qualità - è comunque innegabile che i migliori vini appartengano a questa denominazione. Il disciplinare di produzione prevede norme più severe, rese colturali più basse e l'esclusivo utilizzo delle cosiddette varietà nobili: Gewürztraminer, Riesling, Moscato Bianco e Pinot Grigio. I vini Alsace Grand Cru AOC possono essere esclusivamente prodotti in una delle 50 località legalmente riconosciute dal disciplinare e che deve essere obbligatoriamente riportata in etichetta. Questa denominazione fu inizialmente introdotta nel 1975 e nel 1983 furono definite le prime 25 località riconosciute come Grand Cru. Tre anni più tardi furono aggiunte altre 23 località e attualmente se ne contano 50. L'introduzione delle località Grand Cru fu causa di lunghe e accese controversie, sia sulla reale qualità dei produttori della zona, sia per l'esclusione o l'inclusione di certe località. Le etichette dei vini Alsaziani, rispetto alle altre regioni vinicole Francesi, riportano il nome dell'uva con cui sono stati prodotti oltre ad altre indicazioni che meritano di essere comprese. Alcune indicazioni riportate nell'etichetta definiscono lo stile specifico del vino, altre invece sono riferite alla sua reale - o presunta - qualità. Le due indicazioni più celebri per i vini d'Alsazia sono Vendange Tardive e Sélection de Grains Nobles. I vini Vendange Tardive - letteralmente vendemmia tardiva - sono prodotti con uve raccolte con qualche settimana di ritardo rispetto al periodo della vendemmia, mentre i vini Sélection de Grains Nobles - letteralmente selezione di acini nobili - sono prodotti con uve attaccate dalla Botrytis Cinerea - la celebre muffa nobile - e pertanto si tratta di vini dolci e ricchi, oltre che rari. Nelle etichette dei vini Alsaziani si possono inoltre trovare le indicazioni Sélection, Réserve e Special Cuvée generalmente riservati a vini di produzioni particolari e di elevata qualità.
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La regione vinicola dell'Alsazia è situata nella parte nord-orientale della Francia, nelle colline situate sul versante orientale delle montagne Vosges, lungo il corso del fiume Reno ai confini con la Germania. L'Alsazia è una striscia di territorio con un'estensione totale di circa 110 chilometri ed è suddivisa in due dipartimenti: a nord - nei pressi di Strasburgo - si trova il Bas-Rhin (Basso Reno) mentre a sud si trova Haut-Rhin (Alto Reno). A nord-ovest dalla regione principale si trova la provincia della Lorena in cui sono definite le denominazioni di Vin de Moselle e Côtes de Toul. La maggioranza dei vigneti si trovano nell'Haut-Rhin dove beneficiano di una migliore esposizione ai raggi del sole e di condizioni climatiche più favorevoli. La produzione in Alsazia riguarda prevalentemente vini bianchi - una quota di circa 82% della produzione totale - 8% di vini rossi e rosati e il restante 10% di vini spumanti ed effervescenti. Le uve principalmente coltivate in Alsazia sono bianche e solo quattro di queste sono considerate nobili: Gewürztraminer, Riesling, Moscato Bianco e Pinot Grigio. Le altre uve bianche tipiche della regione sono: Pinot Bianco, Sylvaner, Auxerrois, Chasselas, Klevner e - in piccola parte - Chardonnay. L'uva a bacca rossa principale è il Pinot Nero, tuttavia nella denominazione di Les Côtes de Toul si producono vini rossi con uva Gamay.
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Spesso - sentendo parlare dei vini d'Alsazia - si pensa che la produzione riguardi essenzialmente vini dolci o comunque con una dolcezza apprezzabile a causa della presenza di zuccheri residui. In realtà la maggioranza del vino Alsaziano è secco, anche quello prodotto con uve da raccolti tardivi, i celebri Vendanges Tardive. I vini più prestigiosi d'Alsazia sono prodotti con uva Riesling. In Alsazia il Riesling è piuttosto sensibile alle condizioni locali del vigneto, probabilmente più che in ogni altro luogo. Per potere dare il meglio di sé, il Riesling Alsaziano necessita di condizioni ambientali impeccabili; spesso, quando prodotto in zone in cui mancano questi requisiti, i vini sono piuttosto ordinari. Un altro vino celebre d'Alsazia è il Gewurztraminer le cui caratteristiche sono molto tipiche e personali, raramente presenti nei Gewürztraminer prodotti in altre zone del mondo. Il ricco patrimonio organolettico di frutti presente nel Gewurztraminer Alsaziano spesso li rende apparentemente dolci, in realtà si tratta di vini secchi, con l'eccezione di vendemmie tardive in cui è presente una parte di zuccheri residui. Un'altra celebrità dell'Alsazia è il Pinot Grigio - localmente detto anche Tokay Pinot Gris e che comunque non ha nessun legame né con il Tokaji Ungherese né con le sue uve - un vino che, a differenza di quelli prodotti in altre zone del mondo, presenta una maggiore struttura e una varietà aromatica più ricca. A differenza di altre zone vinicole del mondo, in Alsazia i vini prodotti con uva Moscato Bianco sono generalmente secchi. Qui si trovano due varietà di Moscato: il Muscat Blanc à Petits Grains - detto anche Muscat d'Alsace - e il Muscat Ottonel. Il Moscato d'Alsazia ha una maggiore struttura con forti aromi floreali e di agrumi, mentre il Moscato Ottonel è più leggero e più aromatico. Queste due uve sono generalmente considerate complementari e spesso miscelate insieme per la produzione di vino. Il risultato è un vino secco estremamente aromatico con aromi e gusti di pesca, agrumi e muschio. Fra le uve bianche non definite come nobili, la più celebre è il Pinot Bianco con il quale si producono vini bianchi piacevoli e spesso miscelati con uva Auxerrois. Due grandi vini d'Alsazia - oltre che molto rari - sono le Vendange Tardive e Sélection de Grains Noble, entrambi prodotti esclusivamente in annate eccezionali - spesso una o due volte ogni dieci anni - e che rappresentano comunque meno dell'1% della produzione totale. I Vendange Tardive - prodotti con uve da raccolti tardivi e abbreviati con la sigla VT - sono vini sia secchi sia leggermente dolci, molto concentrati e con un'apprezzabile acidità. Le uve utilizzate per la produzione dei Vendange Tardive sono generalmente raccolte dopo circa due settimane dalla vendemmia normale e possono eventualmente essere attaccate dalla Botrytis Cinerea. Le Sélection de Grains Nobles - abbreviati con la sigla SGN - sono vini dolci e prodotti esclusivamente con uve attaccate dalla muffa nobile. Questi vini rappresentano un'incredibile esperienza sensoriale, con un equilibrio perfetto fra acidità e alcolicità, estremamente concentrati con intensità e persistente organolettiche elevate. A causa della difficoltà con cui si sviluppa la Botrytis Cinerea in Alsazia, la sua comparsa nei vigneti non è assicurata in tutti gli anni, pertanto la produzione delle Sélection de Grains Nobles è piuttosto variabile - ma comunque sempre in quantità ridotte - e in alcuni anni non è nemmeno possibile produrli. La produzione di questi vini è piuttosto impegnativa: il raccolto delle uve è un paziente lavoro svolto in vigna dove vengono raccolti e selezionati - da cui il nome - solamente gli acini attaccati dalla muffa nobile. Gli altri acini saranno raccolti successivamente e utilizzati per la produzione delle Vendanges Tardive. I Crémant d'Alsace sono vini spumanti prodotti con il metodo classico, esattamente come tutti gli altri spumanti Crémant Francesi. Si tratta solitamente di vini prodotti con uve Pinot Bianco, Pinot Gris, Auxerrois, Pinot Nero e - spesso - Chardonnay. L'introduzione dello Chardonnay in Alsazia è piuttosto recente e il suo uso è ufficialmente consentito solo per la produzione del Crémant d'Alsace. Pare che questa regola non sia pienamente rispettata e che piccole quantità di Chardonnay siano aggiunte anche ad altri vini con lo scopo di aumentarne la struttura.
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NebbioloL'uva da cui nascono due grandi vini del Piemonte - il Barolo e il Barbaresco - è molto apprezzata in Italia e negli altri paesi del mondo per l'eleganza e la personalità dei suoi vini |
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Quando si parla di uve importanti, spesso sono quelle Francesi - le cosiddette uve internazionali - a essere principalmente ricordate, in realtà anche in Italia - fra le tante e buone uve di questo paese - esiste un'uva che da oltre un secolo è entrata a fare parte di questa ristretta e prestigiosa categoria. Il Nebbiolo - i cui vini sono spesso definiti come i vini dei re così come i re dei vini - è quasi esclusivamente associato alla sua terra d'origine - il Piemonte e in particolare le Langhe - tuttavia è presente anche in altre regioni del nord Italia e più limitatamente in altri paesi del mondo. I principali rappresentanti di quest'uva sono certamente Barolo e Barbaresco - due vini che devono la loro fama e qualità sia alle loro zone di origine sia al Nebbiolo - senza dimenticare i vini della Valtellina in Lombardia e quelli della parte settentrionale del Piemonte e della Valle d'Aosta. L'uva Nebbiolo è originaria del Piemonte e nonostante non sia l'uva più coltivata in termini di quantità, è certamente la più pregiata e celebrata di questa regione. Si trovano notizie scritte relativamente al Nebbiolo già nel 1200 ed è comunque certo che l'uva fosse già conosciuta in tempi antichi; con molta probabilità fu citata anche da Plinio il Vecchio. L'origine del suo nome è certamente riconducibile alla parola nebbia, un fenomeno meteorologico molto frequente in Piemonte in autunno e in concomitanza con la vendemmia. Il Nebbiolo è quindi un'uva che raggiunge la sua maturità - ed è quindi pronta per essere vendemmiata - quando in autunno, spesso anche dopo la metà di ottobre, i vigneti sono coperti dalla nebbia. Il Nebbiolo è in effetti una varietà che matura tardivamente rispetto alle altre varietà, un altro fattore che certamente conferma l'origine del suo nome.
Il Nebbiolo è un'uva piuttosto bizzarra ed esigente in termini di condizioni ambientali e climatiche, una caratteristica che probabilmente ne ha limitato la diffusione oltre i confini del Piemonte e comunque dell'Italia. Anche in Piemonte la sua coltivazione è piuttosto limitata e sono altrettanto limitate le aree in cui quest'uva riesce a dare il meglio di sé nella produzione di grandi vini. A causa della sua relativamente tarda maturazione, il Nebbiolo è generalmente coltivato in colline con esposizione a sud o sud-ovest in cui il tipo di suolo svolge un ruolo di primaria importanza. Il Nebbiolo preferisce terreni ricchi di sedimenti calcarei e marne - come per esempio alcune aree nei pressi di Barolo, Barbaresco e l'area di Alba - capaci di fare sviluppare ai suoi vini aromi complessi e un ottimo equilibrio di acidità e tannini. Nel caso in cui sia coltivato in terreni sabbiosi - come per esempio quelli della zona del Roero - i vini assumono un carattere più delicato, morbido e meno ruvido. Nonostante il Nebbiolo sia un'uva piuttosto antica e coltivata in Piemonte da molti secoli, il suo successo è strettamente legato al Barolo, e più precisamente, alla storia recente del Barolo. Fino alla metà del 1800 i vini prodotti con uva Nebbiolo - a causa delle basse temperature tipiche del periodo della vendemmia e che interrompevano la fermentazione - tendevano ad avere un gusto dolciastro, molto distante dai vini celebri dell'epoca, come per esempio quelli prodotti a Bordeaux e in Borgogna. Verso la metà del 1800 la Marchesa Giulietta Falletti di Barolo chiese all'enologo Francese Louis Oudart, chiamato nelle Langhe dal Conte Camillo Benso di Cavour, di migliorare i vini della sua cantina. Dopo una breve indagine, il celebre enologo individuò la causa nelle grossolane tecniche di produzione: la fermentazione non giungeva mai al termine e quindi il vino rimaneva instabile, con un gusto dolce e da bersi in fretta. I suoi risultati convinsero anche Cavour a chiedere a Oudart il suo intervento nella cantina del suo castello di Grinzane e, addirittura, anche il Re Vittorio Emanuele II convertì la sua tenuta di caccia di Fontanafredda, a Serralunga d'Alba, alla produzione di questo nuovo vino. Era così nato il Barolo, il vino che ha reso famoso sia il Piemonte sia il Nebbiolo, un evento che ridato un concreto impulso all'enologia moderna Italiana. Da allora la produzione del Barolo - e dei vini a base di Nebbiolo - si è evoluta ed è cambiata in accordo alle tecnologie attuali in contrasto a quelle del passato. In questo modo si sono formate due scuole di pensiero - soprattutto in Piemonte - generalmente definite come tradizionaliste e moderniste. I tradizionalisti sostengono che il Nebbiolo, e più in particolare il Barolo, debba essere prodotto secondo i principi tradizionali che prevedono lunghi tempi di fermentazione e una maturazione per tre o quattro anni in grandi botti di rovere di Slavonia o legno di castagno. I modernisti invece sostengono che il Nebbiolo debba essere maturato in barrique di rovere Francese in modo da renderlo più morbido e meno ruvido, e con lo scopo di ottenere un vino più immediato, fresco e che conservi maggiormente il suo carattere fruttato. Queste due nuove visioni di concepire il Nebbiolo hanno creato anche veri e propri seguaci dell'una o dell'altra scuola di pensiero, spesso causa di forti contrasti e discussioni non solo fra produttori ma anche fra i consumatori. Le visioni dei tradizionalisti e dei modernisti sono inoltre visibili nell'aspetto dei vini, dove nel primo caso si hanno colori più chiari e trasparenze maggiori, mentre nel secondo l'intensità del colore è maggiore e la trasparenza è minore. Nonostante la diffusione del Nebbiolo sia piuttosto limitata, in ogni zona in cui è coltivato è chiamato con un nome caratteristico: nel nord del Piemonte - in particolare a Carema - e nella Valle d'Aosta, il Nebbiolo è detto Picutener, mentre più a est - nelle zone di Gattinara e Ghemme, prende il nome di Spanna. Nella Valtellina - in Lombardia - il Nebbiolo, utilizzato per i celebri vini rossi di quella zona prende il nome di Chiavennasca. Del Nebbiolo si conoscono tre varietà clonali: Lampia, Michet e Rosé. Di queste tre varietà il più celebre è il Lampia, mentre il Michet è la varietà Lampia affetta da un virus che ne causa la biforcazione dei tralci. La varietà Michet tende a una minore produzione e le sue uve hanno aromi e sapori più intensi, tuttavia ha una minore capacità di adattamento nei vari tipi di suolo. In rapido declino è invece il Rosé a causa della sua minore capacità colorante con il risultato di produrre vini piuttosto chiari. I vini di qualità prodotti con Nebbiolo hanno un'elevata acidità e alcolicità, oltre a un'elevata quantità di tannini: tutti fattori che assicurano lunghi periodi di longevità, spesso anche oltre i venti anni.
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L'uva Nebbiolo non possiede grandi quantità di sostanze coloranti, pertanto nei suoi vini sarà piuttosto improbabile osservare colori estremamente intensi e basse trasparenze. Il Nebbiolo può essere considerato un'uva con capacità coloranti moderate, inoltre il colore dei suoi vini risente fortemente del modo in cui sono stati prodotti. Nei vini prodotti secondo il metodo tradizionale, cioè con lunghi periodi di macerazione e altrettanto lunghi periodi di maturazione in botti di rovere di Slavonia o legno di castagno, il colore è piuttosto chiaro e l'aspetto trasparente, con tonalità rosso granato e spesso rosso mattone. Nei vini Nebbiolo prodotti con i sistemi moderni si tende invece a una maggiore estrazione di colore e una minore trasparenza. I vini prodotti con uva Nebbiolo tendono a mutare il proprio colore piuttosto in fretta e già dopo alcuni anni è possibile osservare evidenti sfumature e tonalità rosso aranciato, un colore generalmente tipico di vini giunti al proprio apice di maturità. Questa caratteristica è da considerarsi normale per il Nebbiolo, pertanto - in questo specifico caso - un vino di colore rosso mattone non va necessariamente considerato vecchio. È opportuno ricordare che il Nebbiolo ha generalmente una capacità di lunghi affinamenti e che spesso possono superare i venti anni.
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Gli aromi dei vini prodotti con Nebbiolo sono piuttosto caratteristici, tuttavia è bene sottolineare - a differenza di altre varietà - che questi aromi sono facilmente sopraffatti dall'uso di botti nuove, in particolare di barrique nuove con tostature elevate. L'uso della barrique con il Nebbiolo è uno degli argomenti di principale discussione fra i modernisti e i tradizionalisti e secondo questi ultimi, la natura del Nebbiolo è fortemente snaturata. I vini prodotti con quest'uva sono riconoscibili in gioventù per i suoi forti aromi di ciliegia, prugna e - in particolare - la violetta, mentre con la maturazione in bottiglia - ed è bene ricordare che la maturità del Nebbiolo può richiedere anche dieci anni - si sviluppano aromi molto complessi come catrame, tartufo, funghi, cuoio e affumicato. Nei Nebbiolo cosiddetti tradizionali e fatti maturare in botti grandi, l'impatto degli aromi derivanti dal legno sono piuttosto tenui favorendo le qualità tipiche di questi vini, mentre in quelli moderni e fatti maturare in barrique o botti piccole, gli aromi di vaniglia e tostato - tipicamente ceduti dal legno - possono talvolta coprire la natura del Nebbiolo. Come sempre è una questione di equilibrio e di preferenze personali: l'uso del legno è semplicemente uno dei tanti fattori - e il Nebbiolo non è un'eccezione - che contribuiscono all'armonia e all'equilibrio di un vino. È comunque innegabile che esistano grandi Nebbiolo tradizionali e altrettanto grandi Nebbiolo moderni. I vini prodotti con uve coltivate in zone fresche o che non hanno raggiunto una piena maturità, sviluppano principalmente aromi floreali - in cui si trova l'onnipresente violetta - e aromi di frutta come ciliegia, fragola, lampone; talvolta si può cogliere anche l'aroma del pepe bianco. Nei vini prodotti con Nebbiolo coltivati in zone più calde o con uve pienamente mature, troviamo sempre il tipico aroma di violetta, al quale si affianca un gradevole aroma di rose, e aromi di frutta che ricordano l'amarena o la ciliegia matura, la prugna e talvolta la mora, oltre ad aromi riconducibili alla famiglia dei minerali. Il Nebbiolo diventa entusiasmante soprattutto dopo un adeguato periodo di affinamento in bottiglia. Con la maturazione gli aromi di frutta del Nebbiolo si trasformano in ricche confetture, emerge l'aroma di rosa e di violetta appassita. Il tempo regala al Nebbiolo altri aromi estremamente complessi ed eleganti come catrame, cuoio, tartufo, funghi e affumicato, nei quali è sempre e comunque possibile riconoscere i suoi tipici aromi di fiori e frutta.
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Il Nebbiolo dimostra la sua spiccata personalità anche al gusto. I vini prodotti con quest'uva sono caratterizzati da un'elevata acidità, sono piuttosto alcolici e ricchi di tannini ruvidi, tuttavia eleganti e raffinati. Queste tre qualità - combinate insieme - assicurano ai vini Nebbiolo lunghissimi periodi di affinamento in bottiglia, spesso anche oltre i venti anni. Il Nebbiolo produce vini di notevole struttura - soprattutto per la quantità di tannini - anche se all'apparenza potrebbe sembrare il contrario. Alla vista il Nebbiolo può anche apparire come un vino leggero, in realtà con l'assaggio del primo sorso è pronto a rivelare tutta la sua imponenza, spesso sorprendente. Il primo impatto è costituito dall'acidità piuttosto spiccata e che solo un'adeguata alcolicità riesce a mantenere in equilibrio. Anche l'astringenza sarà piuttosto evidente, tuttavia nei Nebbiolo maturi questa sensazione sarà più mite e levigata, pur conservando la sua natura e una sorprendente eleganza. Anche in questo caso l'elevata alcolicità di questi vini sarà indispensabile per ottenere un perfetto equilibrio.
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Il Nebbiolo è principalmente associato al Piemonte - la sua terra di origine - e nonostante non sia la varietà più coltivata in termini di quantità, è certamente la varietà più celebre e importante. I vini più emblematici prodotti con Nebbiolo sono da sempre Barolo e Barbaresco, due vini che riconducono direttamente sia all'uva sia al Piemonte. Il Barbaresco è spesso considerato come una versione più gentile e femminile del Barolo, un vino che ha invece mantenuto sempre un'immagine più severa e più maschile. In realtà questa differenza non trova sempre conferma nella realtà in quanto la natura dei due vini è fortemente condizionata sia dalle condizioni ambientali dei vigneti sia dagli stili di produzione. Qualunque sia la differenza, Barolo e Barbaresco sono comunque due grandissimi vini, degni rappresentanti di quest'uva. Il Nebbiolo è molto diffuso nelle Langhe, nel territorio d'Alba e nel Roero ed è presente in tutti i nei vini rossi di queste zone. I vini prodotti in queste zone - spesso con costi minori di Barolo e Barbaresco - rappresentano un ottimo punto di riferimento per la comprensione del Nebbiolo e fra questi si ricordano il Nebbiolo d'Alba, il Langhe Nebbiolo e il Roero. Il Nebbiolo è coltivato anche nella parte settentrionale del Piemonte ed è l'uva principale nei vini di Carema, Gattinara e Ghemme. I vini di Carema sono prodotti con Nebbiolo in purezza - qui noto con il nome di Spanna o Picutener - mentre nei vini di Gattinara e Ghemme il Nebbiolo è spesso miscelato ad altre uve locali. Altri vini Piemontesi in cui è presente il Nebbiolo sono: Boca, Sizzano, Bramaterra, Canavese, Fara e Lessona. Fuori dai confini del Piemonte, il Nebbiolo è presente anche in Valle d'Aosta - conosciuto con il nome di Picoutener o Picotendro - in particolare per la produzione dei vini di Donnas. Un'altra zona di rilievo per il Nebbiolo è la Valtellina - nella parte settentrionale della Lombardia - dove l'uva è conosciuta con il nome di Chiavennasca. Sempre in Lombardia, il Nebbiolo si trova nella zona della Franciacorta dove è utilizzato - unitamente con altre uve - per la produzione dei vini rossi. Nonostante la sua grandezza, il Nebbiolo non si è diffuso oltre i confini dell'Italia che in passato fu introdotto dagli emigranti Italiani nel continente Americano e in Australia. Il Nebbiolo è coltivato - seppure limitatamente - in California e nei pressi di San Juan in Argentina, e ancora più limitatamente, nella Victoria in Australia.
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I Vini del Mese |
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Legenda dei punteggi I prezzi sono da considerarsi indicativi in quanto possono subire variazioni a seconda del paese e del luogo in cui vengono acquistati i vini |
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Rosso dell'Abate Chiarini 2001 |
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| Fattoria di Palazzo Vecchio (Italia) | |
| Uvaggio: Sangiovese (70%), Merlot (30%) | |
| Prezzo: € 11,00 | Punteggio: |
| Alla vista si presenta con un colore rosso rubino brillante e sfumature di rosso granato, poco trasparente. Al naso esprime aromi intensi, puliti, gradevoli, raffinati ed eleganti che si aprono con note di amarena e violetta seguite da aromi di mirtillo, mora, prugna, vaniglia, liquirizia, carruba, macis e mentolo. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco leggermente tannico e piacevole freschezza, comunque equilibrato, corpo pieno, sapori intensi, buoni tannini. Il finale è persistente con ricordi di prugna e amarena. Questo vino matura per 24 mesi in botte a cui seguono 10 mesi di affinamento in bottiglia. | |
| Abbinamento: Brasati e stufati di carne, Selvaggina, Carne arrosto, Formaggi stagionati | |
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Vino Nobile di Montepulciano Riserva 1999 |
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| Fattoria di Palazzo Vecchio (Italia) | |
| Uvaggio: Prugnolo Gentile (90%), Canaiolo Nero (10%) | |
| Prezzo: € 18,00 | Punteggio: |
| Questo Nobile si presenta con un colore rosso rubino brillante e sfumature di rosso granato, poco trasparente. Al naso esprime aromi intensi, puliti, gradevoli, raffinati ed eleganti che si aprono con note di confettura di more e confettura di lamponi seguite da aromi di confettura di amarene, confettura di prugne, viola appassita, liquirizia, tabacco, vaniglia, carruba e cannella. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco leggermente tannico e comunque equilibrato dall'alcol, corpo pieno, sapori intensi, buoni tannini. Il finale è persistente con ricordi di confettura di amarene e confettura di lamponi. Un vino ben fatto. Questa riserva di Nobile di Montepulciano matura per 24 mesi in botte a cui seguono 10 mesi di affinamento in bottiglia. | |
| Abbinamento: Brasati e stufati di carne, Carne arrosto, Selvaggina, Formaggi stagionati | |
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Barolo Chinato |
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| Sibona (Italia) | |
| Uvaggio: Nebbiolo | |
| Prezzo: € 20,00 - 50cl | Punteggio: |
| Alla vista si presenta con un colore rosso granato chiaro e sfumature di rosso aranciato, abbastanza trasparente. Al naso esprime aromi intensi, puliti, gradevoli e raffinati che si aprono con note di china e confettura di prugne seguite da aromi di cannella, genziana, rabarbaro, anice stellato e pepe nero. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco dolce e leggermente tannico, comunque equilibrato, corpo pieno, sapori intensi, piacevole. Il finale è persistente con ricordi di china, genziana e rabarbaro. Questo Barolo è aromatizzato con China Calissaia, erbe aromatiche e spezie. | |
| Abbinamento: Cioccolato, Crostate di frutta secca, Strüdel | |
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Valpolicella Superiore Campo Lavei 2002 |
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| Ca' Rugate (Italia) | |
| Uvaggio: Corvina (40%), Rondinella (30%), Corvinone (30%) | |
| Prezzo: € 13,30 | Punteggio: |
| Alla vista si presenta con un colore rosso rubino brillante e sfumature di rosso granato, abbastanza trasparente. Al naso rivela aromi intensi, puliti, gradevoli e raffinati che si aprono con note di amarena, mora e prugna seguite da aromi di violetta, vaniglia, tabacco, liquirizia, cannella e un lieve accenno di mentolo. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco leggermente tannico e comunque equilibrato dall'alcol, buon corpo, sapori intensi, buoni tannini, piacevole. Il finale è persistente con ricordi di prugna e amarena. Un vino ben fatto. Questo Valpolicella matura in botte per 8-10 mesi. | |
| Abbinamento: Carne alla griglia, Carne arrosto, Brasati e stufati di carne, Formaggi stagionati | |
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Amarone della Valpolicella 2001 |
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| Ca' Rugate (Italia) | |
| Uvaggio: Corvina (40%), Rondinella (30%), Corvinone (30%) | |
| Prezzo: € 37,80 | Punteggio: |
| Questo Amarone si presenta con un colore rosso rubino intenso e sfumature di rosso granato, poco trasparente. Al naso rivela aromi intensi, puliti, gradevoli, raffinati ed eleganti che si aprono con note di mora e amarena seguite da aromi di lampone, prugna, ribes, mirtillo, viola appassita, liquirizia, vaniglia, smalto, cioccolato, macis, pepe rosa e un accenno di mentolo. In bocca ha ottima corrispondenza con il naso, un attacco tannico e comunque ben equilibrato dall'alcol, corpo pieno, sapori intensi, buoni tannini, piacevole. Il finale è persistente con buoni ricordi di mora, prugna e amarena. Un vino ben fatto. Questo Amarone matura in botte per circa 25-30 mesi. | |
| Abbinamento: Selvaggina, Carne arrosto, Brasati e stufati di carne, Formaggi stagionati | |
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Plaia Grillo - Chardonnay 2003 |
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| Plaia (Italia) | |
| Uvaggio: Grillo (70%), Chardonnay (30%) | |
| Prezzo: € 10,00 | Punteggio: |
| Questo vino si presenta con un colore giallo paglierino intenso e sfumature di giallo paglierino, molto trasparente. Al naso rivela aromi intensi, puliti, gradevoli e raffinati che si aprono con note di ananas, pera e mela seguite da aromi di biancospino, ginestra, banana, pesca e susina. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco fresco e comunque equilibrato dall'alcol, buon corpo, sapori intensi. Il finale è persistente con ricordi di susina, mela e pera. | |
| Abbinamento: Pesce alla griglia, Pesce arrosto, Pasta e risotti con pesce | |
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Plaia Cabernet - Nero d'Avola 2002 |
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| Plaia (Italia) | |
| Uvaggio: Cabernet Sauvignon (50%), Nero d'Avola (30%), Syrah (20%) | |
| Prezzo: € 13,00 | Punteggio: |
| Questo vino si presenta con un colore rosso rubino intenso e sfumature di rosso rubino, poco trasparente. Al naso esprime aromi intensi, puliti e gradevoli che si aprono con note di mora e confettura di prugne seguite da aromi di amarena, peperone, violetta, liquirizia e carruba. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco leggermente tannico e comunque equilibrato, buon corpo, sapori intensi. Il finale è persistente con ricordi di mora e amarena. Questo vino matura in barrique. | |
| Abbinamento: Carne arrosto, Brasati e stufati di carne, Formaggi stagionati | |
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Prosecco di Valdobbiadene Dry Superiore di Cartizze 2003 |
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| Canevel (Italia) | |
| Uvaggio: Prosecco | |
| Prezzo: € 13,30 | Punteggio: |
| Questo Prosecco si presenta con un colore giallo verdolino brillante e sfumature di giallo verdolino, molto trasparente, perlage fine e persistente. Al naso esprime aromi puliti e gradevoli che si aprono con note di pesca e acacia seguite da aromi di biancospino, ginestra, glicine, mela, pera e un accenno di litchi. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco effervescente e fresco con piacevole e lieve dolcezza, comunque equilibrato, delicato, sapori intensi, piacevole. Il finale è persistente con ricordi di pera, mela e pesca. Questo Prosecco di Cartizze è prodotto con il metodo Martinotti. | |
| Abbinamento: Latticini, Semifreddi, Dolci alla crema | |
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Prosecco di Valdobbiadene Extra Dry Il Millesimato 2003 |
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| Canevel (Italia) | |
| Uvaggio: Prosecco | |
| Prezzo: € 9,20 | Punteggio: |
| Questo Prosecco si presenta con un colore giallo verdolino brillante e sfumature di giallo verdolino, molto trasparente, perlage fine e persistente. Al naso rivela aromi intensi, puliti, gradevoli e raffinati che si aprono con note di pera, mela e lievito seguite da aromi di biancospino, crosta di pane, mandorla, pesca e ananas. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco effervescente e fresco, comunque equilibrato, buon corpo, sapori intensi, piacevole. Il finale è persistente con ricordi di pesca, pera e mela. Questo Prosecco è prodotto con il metodo Martinotti. | |
| Abbinamento: Latticini, Pasta e risotto con pesce e crostacei, Crostacei alla griglia | |
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Chianti Classico 2002 |
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| Le Miccine (Italia) | |
| Uvaggio: Sangiovese (95%), Malvasia Nera, Canaiolo Nero (5%) | |
| Prezzo: € 13,00 | Punteggio: |
| Alla vista si presenta con un colore rosso rubino intenso e sfumature di rosso rubino, abbastanza trasparente. Al naso esprime aromi intensi, puliti e gradevoli che si aprono con note di amarena e prugna seguite da aromi di mirtillo, violetta, vaniglia, liquirizia, tabacco e carruba. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco leggermente tannico e comunque equilibrato dall'alcol, buon corpo, sapori intensi, buoni tannini. Il finale è persistente con ricordi di amarena e prugna. Questo Chianti matura per 9 mesi in botte a cui seguono almeno 6 mesi di affinamento in bottiglia. | |
| Abbinamento: Carne saltata, Carne alla griglia, Carne arrosto, Stufati di carne con funghi | |
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Chianti Classico Riserva Don Alberto 2001 |
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| Le Miccine (Italia) | |
| Uvaggio: Sangiovese | |
| Prezzo: € 21,00 | Punteggio: |
| Questo Chianti si presenta con un colore rosso rubino brillante e sfumature di rosso rubino, abbastanza trasparente. Al naso esprime aromi intensi, puliti, gradevoli e raffinati che si aprono con note di amarena e lampone seguite da aromi di mirtillo, prugna, ciclamino, viola appassita, vaniglia e liquirizia. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco leggermente tannico e piacevole freschezza, comunque equilibrato dall'alcol, buon corpo, sapori intensi, buoni tannini. Il finale è persistente con ricordi di amarena, lampone e prugna. Questo Chianti matura per 21 mesi in botte a cui seguono 12 mesi di affinamento in bottiglia. | |
| Abbinamento: Carne arrosto, Brasati e stufati di carne, Carne alla griglia, Formaggi stagionati | |
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Cannonau di Sardegna Jerzu Riserva Alberto Loi 2000 |
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| Alberto Loi (Italia) | |
| Uvaggio: Cannonau | |
| Prezzo: € 10,80 | Punteggio: |
| Alla vista si presenta con un colore rosso rubino brillante e sfumature di rosso granato, abbastanza trasparente. Al naso esprime aromi intensi, puliti, gradevoli e raffinati che si aprono con note di amarena e prugna seguite da aromi di violetta, vaniglia, mirtillo, liquirizia, cannella, cioccolato e un accenno di mentolo. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco leggermente tannico e comunque equilibrato dall'alcol, buon corpo, sapori intensi, buoni tannini. Il finale è persistente con ricordi di amarena e prugna. Questo Cannonau matura per 12-14 mesi in botte, 4 mesi in barrique e affina per 8 mesi in bottiglia. | |
| Abbinamento: Carne arrosto, Carne alla griglia, Stufati di carne, Formaggi stagionati | |
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Loi Corona 2000 |
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| Alberto Loi (Italia) | |
| Uvaggio: Cannonau (70%) | |
| Prezzo: € 22,80 | Punteggio: |
| Questo vino si presenta con un colore rosso rubino brillante e sfumature di rosso granato, abbastanza trasparente. Al naso esprime buona personalità con aromi intensi, puliti, gradevoli, raffinati ed eleganti che si aprono con note di ciliegia e confettura di prugne seguite da aromi di confettura di fragole, confettura di lamponi, confettura di mirtilli, vaniglia, viola appassita, liquirizia, tabacco, carruba e cannella. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco leggermente tannico e piacevole freschezza, corpo pieno, sapori intensi, buoni tannini, piacevole. Il finale è persistente con ricordi di confettura di lamponi, confettura di fragole e ciliegia. Un vino ben fatto. Loi Corona matura in barrique per 18-20 mesi e affina in bottiglia per 12 mesi. | |
| Abbinamento: Brasati e stufati di carne, Carne arrosto, Selvaggina, Formaggi stagionati | |
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Chianti Classico Riserva Tenute Marchese Antinori 2000 |
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| Antinori (Italia) | |
| Uvaggio: Sangiovese (90%), Cabernet Sauvignon (10%) | |
| Prezzo: n.d. | Punteggio: |
| Questo Chianti si presenta con un colore rosso rubino intenso e sfumature di rosso granato, poco trasparente. Al naso esprime aromi intensi, puliti, gradevoli e raffinati che si aprono con note di prugna e confettura di amarene seguite da aromi di confettura di mirtilli, melograno, viola appassita, vaniglia, liquirizia, tabacco, carruba e pepe rosa. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco leggermente tannico e comunque ben equilibrato dall'alcol, corpo pieno, sapori intensi, buoni tannini, piacevole. Il finale è persistente con ricordi di prugna e confettura di amarene. Questo Chianti matura per 14 mesi in barrique a cui seguono almeno 12 mesi di affinamento in bottiglia. | |
| Abbinamento: Brasati e stufati di carne con funghi, Carne arrosto, Selvaggina, Formaggi stagionati | |
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Tignanello 2001 |
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| Antinori (Italia) | |
| Uvaggio: Sangiovese (85%), Cabernet Sauvignon (10%), Cabernet Franc (5%) | |
| Prezzo: n.d. | Punteggio: |
| Questo vino si presenta con un colore rosso rubino intenso e sfumature di rosso granato, poco trasparente. Al naso rivela aromi intensi, puliti, gradevoli, raffinati ed eleganti che si aprono con note di amarena, prugna e mirtillo seguite da aromi di mora, vaniglia, viola appassita, liquirizia, tabacco, pepe rosa, cacao, cannella, eucalipto e peperone. In bocca ha ottima corrispondenza con il naso, un attacco tannico e comunque ben equilibrato dall'alcol, corpo pieno, sapori intensi, buoni tannini, piacevole. Il finale è molto persistente con lunghi ricordi di prugna, amarena e mirtillo. Un vino molto ben fatto. Tignanello matura per 14 mesi in barrique a cui seguono 12 mesi di affinamento in bottiglia. | |
| Abbinamento: Selvaggina, Carne arrosto, Stufati e brasati di carne, Formaggi stagionati | |
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Orvieto Classico Superiore 2003 |
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| Castello della Sala (Italia) | |
| Uvaggio: Procanico (40%), Grechetto (27%), Verdello (15%), Drupeggio, Malvasia (3%), Chardonnay (15%) | |
| Prezzo: n.d. | Punteggio: |
| Il vino si presenta con un colore giallo paglierino brillante e sfumature di giallo verdolino, molto trasparente. Al naso rivela aromi intensi, puliti, gradevoli e raffinati che si aprono con note di ginestra, pera e susina seguite da aromi di ananas, litchi, mela, pompelmo e biancospino. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco fresco e comunque equilibrato dall'alcol, buon corpo, sapori intensi, piacevole. Il finale è persistente con ricordi di mela, susina e ananas. Questo vino matura in vasche d'acciaio. | |
| Abbinamento: Pesce fritto, Pesce saltato, Pasta e risotti con pesce e crostacei | |
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Cervaro della Sala 2002 |
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| Castello della Sala (Italia) | |
| Uvaggio: Chardonnay (80%), Grechetto (20%) | |
| Prezzo: n.d. | Punteggio: |
| Questo vino si presenta con un colore giallo dorato brillante e sfumature di giallo dorato, molto trasparente. Al naso esprime personalità con aromi intensi, puliti, gradevoli, raffinati ed eleganti che si aprono con note di mela cotogna, banana, biancospino e legno tostato seguite da aromi di acacia, ananas, miele, minerale, nocciola, pera, pompelmo e caffè. In bocca ha ottima corrispondenza con il naso, un attacco fresco e comunque ben equilibrato dall'alcol, buon corpo, sapori intensi, piacevole. Il finale è molto persistente con lunghi ricordi di mela cotogna, banana, ananas e pompelmo. Un grande vino bianco. Cervaro della Sala fermenta e matura in barrique per 5 mesi a cui seguono 10 mesi di affinamento in bottiglia. | |
| Abbinamento: Pesce arrosto, Paste ripiene, Carne bianca arrosto, Pesce stufato | |
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Primitivo di Manduria Patriarca 1997 |
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| Soloperto (Italia) | |
| Uvaggio: Primitivo | |
| Prezzo: € 20,50 | Punteggio: |
| Il vino si presenta con un colore rosso rubino intenso e sfumature di rosso granato, poco trasparente. Al naso rivela aromi intensi, puliti, gradevoli e raffinati che si aprono con note di confettura di prugne, confettura di more e confettura di amarene seguite da aromi di carruba, confettura di more, liquirizia, vaniglia e un accenno di anice stellato. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco leggermente tannico e comunque equilibrato dall'alcol, corpo pieno, sapori intensi, buoni tannini. Il finale è persistente con ricordi di confettura di prugne e confettura di more. Questo Primitivo matura per 9 mesi in barrique e per almeno 2 anni in botte. | |
| Abbinamento: Stufati e brasati di carne, Carne arrosto, Selvaggina, Formaggi stagionati | |
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Primitivo di Manduria Rubinum 1998 |
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| Soloperto (Italia) | |
| Uvaggio: Primitivo | |
| Prezzo: € 7,50 | Punteggio: |
| Questo Primitivo si presenta con un colore rosso rubino intenso e sfumature di rosso granato, poco trasparente. Al naso rivela aromi intensi, puliti, gradevoli e raffinati che si aprono con note di confettura di prugne, confettura di amarene e confettura di more seguite da aromi di viola appassita, vaniglia, liquirizia, tabacco, cacao, cannella e accenni di china. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco leggermente tannico con buona morbidezza e un piacevole accenno di dolcezza, comunque equilibrato dall'alcol, corpo pieno, sapori intensi, buoni tannini, piacevole. Il finale è persistente con ricordi di confettura di prugne e confettura di more. Un vino ben fatto. Questo Primitivo matura in botte per almeno 2 anni. | |
| Abbinamento: Stufati e brasati di carne, Carne arrosto, Formaggi stagionati | |
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Franciacorta Brut |
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| Majolini (Italia) | |
| Uvaggio: Chardonnay, Pinot Nero | |
| Prezzo: € 15,60 | Punteggio: |
| Alla vista si presenta con un colore giallo paglierino intenso e sfumature di giallo paglierino, molto trasparente, buona effervescenza, perlage fine e persistente. Al naso rivela aromi intensi, puliti, gradevoli e raffinati che si aprono con note di susina, pralina e banana seguite da aromi di acacia, biancospino, kiwi, crosta di pane, mela, nocciola e pompelmo. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco fresco e effervescente, comunque equilibrato, buon corpo, sapori intensi, piacevole. Il finale è persistente con ricordi di kiwi e mela. Lo Chardonnay utilizzato per il vino base matura in barrique. Questo Franciacorta affina sui propri lieviti per un periodo di almeno 24 mesi. | |
| Abbinamento: Pesce fritto, Pasta e risotto con pesce e crostacei, Pesce e crostacei alla griglia | |
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Franciacorta Pas Dosé Aligi Sassu 1999 |
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| Majolini (Italia) | |
| Uvaggio: Chardonnay | |
| Prezzo: € 20,30 | Punteggio: |
| Questo Franciacorta si presenta con un colore giallo paglierino brillante e sfumature di giallo paglierino, molto trasparente, buona effervescenza, perlage fine e persistente. Al naso esprime aromi intensi, puliti, gradevoli e raffinati che si aprono con note di susina e miele seguite da aromi di banana, biancospino, lievito, marzapane, crosta di pane, pera e mela. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco effervescente e fresco, comunque ben equilibrato, buon corpo, sapori intensi, piacevole. Il finale è persistente con ricordi di mela, pera e susina. Un vino ben fatto. Questo Franciacorta affina in bottiglie sui propri lieviti per almeno 30 mesi. | |
| Abbinamento: Pasta e risotti con pesce e crostacei, Pesce e crostacei alla griglia, Antipasti di pesce | |
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Risveglio 2000 |
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| Cascina Montagnola (Italia) | |
| Uvaggio: Chardonnay | |
| Prezzo: € 18,00 | Punteggio: |
| Questo vino si presenta con un colore giallo dorato chiaro e sfumature di giallo paglierino, molto trasparente. Al naso esprime buona personalità con aromi intensi, puliti, gradevoli e raffinati che si aprono con note di nocciola, frutto della passione e vaniglia seguite da aromi di pralina, pompelmo, banana, acacia, biancospino, mela e susina. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco fresco e comunque equilibrato, buon corpo, sapori intensi, piacevole. Il finale è persistente con ricordi di susina, banana e frutto della passione. Un vino ben fatto. Risveglio matura per 6 mesi in botte. | |
| Abbinamento: Pesce arrosto, Pesce stufato, Carne bianca arrosto, Paste ripiene | |
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Colli Tortonesi Barbera Superiore Rodeo 2000 |
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| Cascina Montagnola (Italia) | |
| Uvaggio: Barbera | |
| Prezzo: € 16,00 | Punteggio: |
| Questa Barbera si presenta con un colore rosso rubino brillante e sfumature di rosso granato, poco trasparente. Al naso rivela buona personalità con aromi intensi, puliti, gradevoli e raffinati che si aprono con note di prugna, melograno e mora seguite da aromi di vaniglia, violetta, ciclamino, mirtillo, amarena, liquirizia, tabacco, cacao e eucalipto. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco leggermente tannico e piacevole freschezza, comunque ben equilibrato dall'alcol, corpo pieno, sapori intensi, buoni tannini. Il finale è persistente con ricordi di melograno, amarena, prugna e mora. Un vino ben fatto. Questa Barbera matura per 12-14 mesi in botte. | |
| Abbinamento: Selvaggina, Carne arrosto, Stufati e brasati di carne con funghi, Formaggi stagionati | |
TorreventoOrientata alla produzione e alla valorizzazione dei vini di Castel del Monte, Torrevento è anche sede produttiva della cantina I Pastini, i cui obiettivi sono anche la rivalutazione delle uve antiche e tipiche della Puglia |
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Fra i monumenti più celebri della regione Puglia - e certamente anche del mondo - spicca fra tutti il suggestivo Castel del Monte, la celebre costruzione a pianta ottagonale che Federico II di Svevia fece costruire nel 1220 come sua residenza di caccia e oggi riconosciuta come patrimonio dell'Unesco. La celebrità e l'importanza storica di questa bella costruzione è tale che la sua immagine è stata scelta come effige della moneta da un centesimo di Euro coniata dalla Repubblica Italiana. In Puglia, Castel del Monte non significa solamente la suggestiva costruzione, nel mondo dell'enologia è anche sinonimo di vino e - più in particolare - si tratta di un'area a Denominazione d'Origine Controllata (DOC) della regione che rappresenta il tacco dell'Italia. La forma ottagonale del celebre monumento è stata ripresa e utilizzata come marchio aziendale dalla cantina Torrevento che ha sede a Corato, nella provincia di Bari e poco lontano dalla suggestiva costruzione.
Nel diciottesimo secolo, a poca distanza dal celebre monumento - precisamente in località Torrevento - fu costruito uno dei più belli monasteri in pietra di tutta la Murgia Nord-Occidentale. Nel 1949, quando oramai il monastero non era più adibito a luogo di culto, fu acquistato, insieme ai suoi terreni, dai fratelli Liantonio. In questo luogo fondarono un'attività vitivinicola a gestione familiare che più tardi prese il nome della località in cui si trova la cantina Torrevento. Le imponenti mura di pietra del monastero - con uno spessore di addirittura 1,5 metri - ospitano la grande cantina realizzata nella roccia degli antichi sotterranei del monastero: qui, a una profondità di circa otto metri e in condizioni ottimali, maturano i vini di Torrevento. La costruzione è stata sottoposta a importanti opere di ristrutturazione in modo da consentire un opportuno ampliamento e l'introduzione di nuove tecnologie, secondo un preciso piano di sviluppo aziendale e nel pieno rispetto della struttura originale, così come del territorio Murgiano e dello scenario della zone di Castel del Monte in cui si trova. Recentemente si è inoltre provveduto a ristrutturare l'antica stalla trasformandola in un'accogliente sala da degustazione interamente in pietra dove accogliere turisti, clienti e appassionati del mondo del vino. Torrevento è particolarmente impegnata nella produzione di vini con uve tipiche della tradizione enologica della Puglia. La natura prevalentemente collinare della Murgia a nord di Bari - zona in cui si trovano i vigneti dell'azienda - e un microclima favorevole, costituiscono le condizioni ideali per la coltivazione dei vitigni autoctoni a bacca bianca, come Bombino Bianco e Pampanuto, così come quelle a bacca rossa, come Bombino Nero e Nero di Troia. Oggi l'Azienda Vinicola Torrevento possiede una superficie complessiva di 150 ettari destinati a vigneto e ubicati in diverse zone del territorio. Nella contrada Pedale si coltiva il Nero di Troia - utilizzato per la produzione del vino Castel del Monte Rosso Vigna Pedale - oltre alle varietà Bombino Nero e Montepulciano destinate alla produzione del Castel del Monte Rosato. Dai vigneti vicini alla contrada Pedale si coltivano le uve utilizzate per la produzione del Kebir.
Nei vigneti ubicati nella zona di Andria si coltivano le varietà Nero di Troia, Aglianico, Bombino Bianco e Pampanuto. Nei vigneti di Torrevento si coltivano inoltre le varietà Cabernet Franc, Cabernet Sauvignon e Moscato Reale. Ai vini tipici della zona di Castel del Monte, Torrevento affianca anche altre prodotti come il Salice Salentino Rosso, ottenuto da uve Negroamaro e Malvasia Nera, e acquista uve Verdeca - coltivate secondo principi di agricoltura biologica - per la produzione del vino Puglia Bianco Proemio, uve Nero di Troia e Montepulciano - sempre da agricoltura biologica - per il Castel del Monte Rosso Proemio. Torrevento distribuisce inoltre i vini dell'Azienda Vinicola I Pàstini - di cui è anche la sede produttiva - condotta dai fratelli Carparelli. l'Azienda I Pàstini possiede circa 10 ettari di vigneti in cui si coltivano le varietà Verdeca, Bianco d'Alessano e Fiano Minutolo utilizzati per la produzione del vino Locorotondo Bianco. Da vigneti in affitto, i fratelli Carparelli coltivano le uve Primitivo - con cui si produce il Primitivo del Tarantino Rosso - Cabernet Franc, Cabernet Sauvignon e Montepulciano utilizzati per il vino Murgia Rosso. L'Azienda I Pàstini produce inoltre - in quantità limitata - il rosso dolce Elogio alla Lentezza da uve Aleatico. L'Azienda dei fratelli Carparelli è da tempo impegnata al recupero di antichi vitigni della zona - iniziato con un'opera di scrupolosa selezione iniziata nel 2000 - recuperando gemme di Fiano Minutolo dall'intero territorio nei comuni di Locorotondo, Martina Franca, Alberobello e Cisternino. Queste gemme sono state successivamente innestate nei vitigni di proprietà in modo da recuperarne la coltivazione e con lo scopo di produrre vini. Dal risultato di questa selezione e dal recupero di questa particolare varietà, I Pàstini producono il vino Vigna Rampone, un bianco di interessante personalità in cui spiccano intense qualità aromatiche di uva e pesca. | |||||||||||||||||||