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Numero 27, Febbraio 2005
Sommario


Editoriale    
 Il Vino e la Frutta
Uno dei commenti più frequenti espressi dai nostri lettori nelle lettere che riceviamo, riguarda l'uso delle botti e delle barrique nei vini. Molti si lamentano del fatto che troppo spesso il carattere organolettico “imposto” dal… [continua]
 La Posta dei Lettori



ABC Vino    
 Porto
L'area di produzione del Porto
Il grande vino fortificato Portoghese, protagonista nel passato di floridi scambi commerciali, conserva ancora oggi il suo fascino e la sua eleganza nei suoi diversi stili… [continua]



Gusto DiVino    
 Chenin Blanc
Un grappolo di uva Chenin Blanc
Originario della Valle della Loira, lo Chenin Blanc è un'uva dalla doppia personalità, troppo spesso utilizzata nella produzione di vini ordinari, è anche capace di creare bianchi robusti e longevi… [continua]
 I Vini del Mese
Chianti Classico Castello di Fonterutoli 2001, Castello di Fonterutoli (Italia)
Chianti Classico Castello di Fonterutoli 2001, Stravino di Stravino 2002, Siepi 2002, Franciacorta Brut Millesimato 2000, Collio Chardonnay Selezione 2002, Barbaresco Asili 2001, Vermentino di Sardegna Tuvaoes 2003… [continua]



Produttori    
 Produttori Colterenzio - Schreckbichl
Una veduta della cantina Produttori Colterenzio - Schreckbichl
Con oltre quaranta anni di storia, oggi la cantina Produttori Colterenzio è una della realtà di riferimento dell'enologia dell'Alto Adige, un successo ottenuto grazie alla qualità dei suoi vini… [continua]
 Giornale di Cantina


Eventi    
 Notiziario



Il Cavatappi    
 Il Gusto del Cibo
Le zone della lingua sensibili ai sapori
Assaggiare un cibo significa, esattamente come per il vino, comprendere e analizzare le sue qualità organolettiche, un processo complesso che richiede attenzione e concentrazione… [continua]



 L'Aglio
Un bulbo d'aglio
Probabilmente originaria dell'Asia Centrale, molto usato in cucina sia crudo sia cotto per insaporire i cibi, apprezzato come medicamento e per la funzione preventiva di molte malattie… [continua]
 Aquavitae
Grappa Alexander Platinum, Distilleria Bottega (Italia)
Rassegna di grappe, distillati e acqueviti, Grappa Alexander Platinum, Grappa Alexander Cru 2002, Nonnu 'Elogu Ambrata, Nonnu 'Elogu Bianca… [continua]
 Wine Parade



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  Editoriale Numero 27, Febbraio 2005   
Il Vino e la FruttaIl Vino e la Frutta La Posta dei LettoriLa Posta dei Lettori  Sommario 
Numero 26, Gennaio 2005 Numero 28, Marzo 2005

Il Vino e la Frutta


 Uno dei commenti più frequenti espressi dai nostri lettori nelle lettere che riceviamo, riguarda l'uso delle botti e delle barrique nei vini. Molti si lamentano del fatto che troppo spesso il carattere organolettico “imposto” dal legno al vino è esagerato, tanto da rendere molti vini simili fra loro anche quando sono prodotti con uve diverse. Molti dei nostri lettori si chiedono inoltre se abbia ancora un senso parlare del fruttato nei vini visto che molto spesso questa qualità organolettica è semplicemente coperta o annullata dagli effetti della maturazione in legno. Inoltre - sempre secondo i commenti dei nostri lettori - la tendenza di esagerare con l'utilizzo di botti e barrique sta diventando piuttosto frequente anche nei vini bianchi e - a loro dire - soprattutto in quei vini che non hanno la stoffa necessaria per reggere l'incontro con il legno.

 Premettendo che l'argomento “gusto del legno nel vino” ha avuto sempre i suoi convinti sostenitori - così come convinti oppositori - è sempre e comunque opportuno ricordare che parlando del gusto dei singoli, nessuna teoria è assoluta o condivisibile. Innegabilmente esistono appassionati di vino a cui piace molto il carattere del legno - anche quando questo si impone con una certa irruenza - altri invece, tollerano poco o niente qualunque vino che presenti accenni di legno. De Gustibus Non Est Disputandum, ci insegnavano i nostri antenati vissuti nel Medio Evo - nonostante sia un modo di dire antico rimane sempre e comunque attuale - tuttavia, in questo caso, ci sembra più ragionevole ricordare che In Medio Stat Virtus. L'utilità e i benefici della botte in enologia sono assolutamente innegabili e in particolare per certi vini: questo non significa che un uso più intenso o estremo sia maggiormente benefico al vino. Sarebbe opportuno dire che è auspicabile un uso intelligente della botte, dove per “intelligente” ognuno usa i propri termini di misura e di gradimento. In fin dei conti, il troppo e il poco sono concetti assolutamente relativi.

 

 Gusti e benefici del legno nel vino a parte, forse qualcosa di vero nelle lamentele dei nostri lettori esiste veramente. Talvolta le qualità organolettiche del legno sono così forti da coprire la stessa natura dell'uva e - allo stesso tempo - certi difetti che anche i nasi meno esperti potrebbero scoprire. Inoltre, nonostante sia assolutamente vero che ogni tipo di legno utilizzato per la costruzione delle botti conferisce aromi propri al vino - l'aroma del rovere Americano è diverso da quello del rovere di Allier - è innegabile che l'eccessivo uso del legno contribuisca a uniformare le caratteristiche dei vini. In questo senso, probabilmente hanno ragione i nostri lettori quando sostengono se abbia un senso parlare ancora del fruttato nel vino. Premettendo che la definizione vino fruttato sia piuttosto generica - pur tuttavia riconoscendo l'uso comune di questo modo di dire - questo indica solitamente un vino i cui aromi e sapori ricordano direttamente quelli della frutta. Nonostante la sua definizione generale e vaga, è comunque auspicabile che ogni vino sia fruttato, poiché - non si dimentichi - è prodotto da un frutto, l'uva, pertanto sarebbe piuttosto preoccupante il contrario.

 Alcuni vini, privati della loro qualità fruttata, diventerebbero assolutamente anonimi e perderebbero qualunque tipo di interesse nel caso in cui fossero fatti maturare in botti o in barrique. Basterebbe semplicemente pensare in cosa potrebbero trasformarsi i celebri vini bianchi d'Alsazia o i Riesling del Reno qualora i produttori decidessero di farli maturare intensivamente in botte. Perderebbero in un attimo tutta la loro personalità e unicità per confondersi in mezzo a un nutrito gruppo di vini anonimi tutti simili, tutti uguali. Tuttavia la quantità di vini maturati o fermentati in botti di legno - anche bianchi - è tale da fare pensare che oltre ai benefici innegabili di questo strumento in enologia, ci siano anche altre ragioni. Forse è necessario chiedersi se i cosiddetti vini fruttati abbiano ancora un senso o se comunque incontrano ancora il gusto dei consumatori. Molto spesso i produttori ricordano che i loro vini di maggiore successo commerciale sono proprio quelli fatti maturare in botte. Se prendiamo questo dato e lo valutiamo unicamente da un punto di vista commerciale, i produttori si adeguano semplicemente alle richieste del mercato. In fin dei conti, non si può contestare loro il fatto che oltre al piacere di fare vino, ci debba anche essere un profitto.

 Siamo sinceri. Senza avere la pretesa di accusare nessuno, ma quante volte abbiamo sentito attribuire a un vino qualità superiori e importanti solo per il semplice fatto che era stato “passato in barrique”, tanto da arrivare perfino a creare il magico - quanto orribile - aggettivo barriccato, o barricato, da usarsi esclusivamente per i vini migliori? Certamente molte più volte di quanto si sia sentito per i vini fruttati. Come già ribadito altre volte - cosa che teniamo sempre a precisare - non abbiamo nulla in contrario né con la botte né con la barrique. Sarebbe veramente stupido promuovere una battaglia in questo senso poiché - e soprattutto - gli effetti del passaggio dei vini in legno sono innegabili oltre che positivi. Inoltre, molti vini prestigiosi e celebri non sarebbero quello che sono senza il positivo apporto della maturazione e della fermentazione in botte. E visto che abbiamo deciso di essere sinceri, è innegabile che l'apporto del legno conferisce al vino qualità organolettiche molto piacevoli e positive, ovviamente, quando questo è equilibrato e appropriato. I vini maturati in legno sono spesso più immediati da bere e incontrano più facilmente il gusto dei consumatori moderni, che forse sono anche attratti dall'illusione di bere qualcosa di importante.

 Possibile - quindi - che per i vini fruttati non ci sia più spazio fra le preferenze dei consumatori? Eppure è possibile fare vini veramente entusiasmanti anche senza ricorrere all'uso della botte - in molti casi addirittura migliori - lasciando quindi largo spazio alla frutta. L'Alsazia - tanto per citare un esempio di zona celebre - avrebbe così tanti vini che potrebbero farci ricordare la bellezza e la piacevolezza di un vino che sa di frutta. Un vino è buono - innanzitutto - per la sua mancanza di difetti, una condizione che consente alle sue qualità di emergere e di farsi apprezzare meglio. In mancanza di aiuti supplementari - come la botte e i suoi aromi che potrebbero coprire anche molti difetti - fare un grande vino fruttato significa - prima di tutto - produrlo in modo ineccepibile, senza difetti e con la disponibilità di eccellenti condizioni ambientali e produttive: la cosa è più facile a dirsi che a farsi. Questo presupposto vale - ovviamente - in Alsazia tanto quanto in ogni altra parte del mondo. Che spesso si esageri con la botte e con la barrique è certamente vero - seppure sempre con il beneficio della soggettività - ma è anche vero che il loro uso assicura un maggiore successo fra i consumatori. Forse il problema dei vini fruttati è unicamente un fatto culturale, un pregiudizio diffuso con precisi interessi per favorire certi vini e al quale molti credono. Forse, per ritrovare il senso e il piacere dei vini fruttati, è semplicemente necessaria una maggiore consapevolezza dei consumatori tanto da meravigliarsi di fronte a un vino ed esclamare «To'! Sa di frutta!».

 



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La Posta dei Lettori


 In questa rubrica vengono pubblicate le lettere dei lettori. Se avete commenti o domande da fare, esprimere le vostre opinioni, inviate le vostre lettere alla redazione oppure utilizzare l'apposito modulo disponibile nel nostro sito.

 

Roteare il contenuto di un bicchiere è una tecnica comunemente utilizzata per fare sviluppare gli aromi o il bouquet. In quale tipo di vino o di distillato non è opportuno utilizzare questa tecnica poiché questo accentua la percezione dell'alcol?
Thomas Cancienne -- Metairie, Louisiana (USA)
Durante la degustazione dei vini - così come dei distillati - la rotazione del calice consente agli aromi di sollevarsi dalla superficie rendendo possibile la loro percezione al naso. Le molecole aromatiche sono generalmente classificate in accordo a un “peso”, cioè al loro grado di volatilità. Le sostanze più “pesanti” - per esempio - hanno bisogno di una maggiore ossigenazione per mezzo di una rotazione del calice più energica oltre che di particolari condizioni fisiche, come la temperatura. Sarà proprio il calice - con la sua forma e i suoi rapporti geometrici fra volume e superficie di contatto - a determinare la quantità e l'intensità delle componenti aromatiche al naso. Questo spiega il motivo per il quale ogni tipo vino - o di distillato - richiede calici con qualità fisiche specifiche proprio per esaltare oppure attenuare i suoi aromi o parte di essi. Se per esempio consideriamo il tipico calice da grappa - il celebre distillato Italiano - notiamo che la sua forma è piuttosto stretta e alta. La ridotta superficie di contatto non consente all'alcol di svilupparsi eccessivamente, inoltre l'altezza del bicchiere consente di mantenere il naso a una distanza tale da evitare la sua intensità bruciante attenuandone quindi la percezione. Utilizzando questo tipo di calice, si può roteare il distillato evitando l'eccessivo sviluppo degli aromi dell'alcol continuando comunque ad apprezzare le altre qualità aromatiche. Infine è opportuno ricordare che l'alcol volatilizzando dalla superficie del vino o del distillato, trasporta con se anche altre sostanze aromatiche favorendone quindi la percezione.



Innanzitutto complimenti per la vostra rivista che seguo con interesse dal primo numero e che diffondo non appena si presenta l'occasione. Vorrei chiedere la seguente domanda: che cosa c'è di scientifico, o comunque di verificato, nella diffusa usanza di imbottigliare il vino nel periodo di luna calante?
Sergio Beretta -- Milano (Italia)
Non ci risulta esistano delle spiegazioni scientifiche relativamente alla nota tradizione di imbottigliare il vino durante la fase di luna calante. È innegabile che l'azione gravitazionale della luna influisca sulla terra, come nel caso delle maree, fenomeno scoperto da Isaac Newton. Risulta comunque difficile ipotizzare un effetto diretto nel vino, almeno secondo criteri scientifici. Questa tradizione ha comunque radici antiche e tramandate fino ai giorni nostri - insieme a tutte le altre relative alla luna e all'agricoltura - ed è probabile che la ragione sia astrologica piuttosto che scientifica o pratica. Già ai tempi della celebre Scuola Salernitana si raccomandava di imbottigliare il vino seguendo il corso della luna, preferibilmente quella del mese di Marzo o di Agosto (lunarum cursum sequere, id est martium praecipue, vel augustum). Trova invece riscontro - non proprio scientifico ma comunque pratico - la tradizione che raccomanda di travasare o imbottigliare il vino nelle giornate asciutte, piuttosto fredde e con alta pressione barometrica. In queste condizioni nel vino si trovano più difficilmente sostanze in sospensione, mentre con la bassa pressione si sviluppano delle bollicine gassose che trasportano in alto i depositi.



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  ABC Vino Numero 27, Febbraio 2005   
PortoPorto  Sommario 
Numero 26, Gennaio 2005 Numero 28, Marzo 2005

Porto

Il grande vino fortificato Portoghese, protagonista nel passato di floridi scambi commerciali, conserva ancora oggi il suo fascino e la sua eleganza nei suoi diversi stili

 L'enologia del Portogallo, nonostante in tempi recenti si stia affermando nel mondo anche per la produzione di ottimi vini da tavola, è ancora oggi legata indissolubilmente al suo più celebre vino: il Porto. Questo vino ha reso celebre sia la zona in cui è prodotto - la valle del Douro - sia la città dalla quale ha preso il nome. Il vino Porto deve infatti il suo nome alla città di Oporto, alla foce del fiume Douro sulla costa Atlantica, poiché era proprio da questa città portuale che il vino prendeva le vie del commercio nel mondo e - in particolare - in Inghilterra. Anticamente il Porto veniva trasportato a Oporto utilizzando le caratteristiche barche - localmente dette barcos - lungo il fiume Douro fino alla città di Vila Nova de Gaia dove venivano fatti maturare beneficiando del clima oceanico. Ancora oggi molti produttori di Porto trasportano i loro vini fino a Vila Nova de Gaia, tuttavia al posto delle romantiche barche, oggi si utilizzano i camion.

 Nonostante nel mondo siano prodotti altri vini nello stile del Porto, talvolta utilizzando addirittura lo stesso nome, nulla è simile all'autentico Porto prodotto in Portogallo nella valle del Douro. Come già accaduto per il Jerez (Sherry), il Madeira e il Marsala - gli altri celebri vini fortificati - anche la storia e la fortuna del Porto è fortemente legata a quella dei mercanti Inglesi e ancora oggi molti celebri marche portano il loro nome. Quando alla fine del XVII secolo i mercanti Inglesi iniziarono a cercare alternative ai prodotti Francesi fortemente tassati, approdarono nelle città costiere del Portogallo iniziando fiorenti rapporti commerciali, molto spesso condizionandone lo sviluppo. Il vino Portoghese - e con questo il Porto - rappresentò l'alternativa al vino Francese e i mercanti Inglesi avviarono forti rapporti sia con i viticoltori sia con gli imbottigliatori. Molti di questi si trasferirono addirittura in Portogallo diventando essi stessi produttori di Porto e ancora oggi ricoprono un ruolo di rilievo nel commercio e nella produzione di questo vino.

L'area di produzione del Porto
L'area di produzione del Porto

 Con molta probabilità il primo vino Portoghese che “scoprirono” gli Inglesi fu il Vinho Verde, tipico della parte settentrionale e costiera del Portogallo, e fu solamente quando cominciarono a penetrare del territorio interno, fino alla valle del Douro, che “scoprirono” i vini robusti che andavano cercando. Questi vini, a causa delle alte temperature continentali, fermentavano velocemente e in modo tumultuoso, producendo prodotti astringenti e molto colorati. Dalle aree interne del Portogallo, questi vini venivano trasportati fino alla costa e da qui prendevano la via del mare fino in Inghilterra. Con lo scopo di conservare i vini durante le insidie del viaggio, molti mercanti aggiungevano alle botti una piccola quantità di acquavite - circa il 3% - un espediente che più tardi fu usato anche per il Marsala. Non fu comunque questo sistema a fare nascere il Porto così come lo conosciamo noi oggi, anche se la scoperta del sistema di produzione si confonde ancora oggi fra storia e leggenda.

 La leggenda più celebre della scoperta del Porto riguarda due mercanti Inglesi e un monaco. Si racconta che verso la fine degli anni 1670, due giovani mercanti Inglesi erano alla ricerca di vini adatti al commercio per il mercato Inglese. Dopo tanto cercare, i due mercanti si ritrovarono in un monastero nei pressi della città di Lamego, vicino al fiume Douro. Qui un monaco offrì loro un vino dolce, ricco e morbido, molto diverso da quello a cui erano abituati e che trovarono eccellente. Dopo insistenti richieste, il monaco confessò loro che quel vino era stato prodotto aggiungendo dell'acquavite al mosto in fermentazione, una condizione che consentiva di mantenere la dolcezza naturale aggiungendo allo stesso tempo alcolicità. In altre parole aveva fortificato il mosto, una tecnica utilizzata ancora oggi per la produzione del vino Porto così come di molti celebri Vin Doux Naturels Francesi. Se questo evento sia leggenda o realtà, è ancora oggi difficile da dire.

 Gli eventi tramandati dalla storia raccontano invece che il Porto nacque in ben diverse circostanze. La vendemmia del 1820 produsse uve estremamente ricche e dolci, tanto da consentire la produzione di un vino estremamente ricco, concentrato, morbido e naturalmente dolce, un evento che fece letteralmente lievitare il mercato di quel vino. Il successo fu tale che i mercanti di Porto - nella speranza di emulare la stessa fortuna commerciale - l'anno successivo tentarono di riprodurre quello stesso vino, ovviamente con uve assolutamente diverse. Decisero quindi di aggiungere una forte quantità di acquavite al mosto in fermentazione in modo da arrestare la fermentazione, conservare la dolcezza del mosto e allo stesso tempo aumentare il grado alcolico. L'idea funzionò e fu ancora un grande successo: il Porto dolce, concentrato e ricco di colore era così nato. Nel corso degli anni, la tecnica fu migliorata, aumentando perfino la quantità di acquavite utilizzata per la fortificazione, fino a creare quell'inconfondibile stile di Porto - dolce e concentrato - ancora oggi apprezzato e ricercato.

 La valle del Douro - la suggestiva area in cui sono piantati i vigneti da cui si produce il Porto - è una zona che presenta non poche difficoltà ai viticoltori. Le pareti delle colline che degradano verso il corso del fiume, sono talmente inclinate che i vigneti sono coltivati in terrazze appositamente ricavate nel terreno. L'inclinazione delle pareti può arrivare addirittura a 70 gradi e la difficoltà della vendemmia è ulteriormente aggravata anche dalle torride temperature estive, periodo in cui si procede alla raccolta delle uve. Il terreno è composto da suoli di tipo scistoso e granitico, una condizione che costringe la vite a piantare le radici molto in profondità alla ricerca di acqua. Le torride condizioni climatiche della valle del Douro costrinsero i produttori di Porto a trasportare i loro vini giovani - navigando con le tradizionali barcos lungo il corso del fiume Douro - a Vila Nova de Gaia, sulla costa Atlantica, in modo da garantire un clima più adatto alla maturazione, una pratica che fino al 1985 era obbligatoria per legge. Nonostante non sia più obbligatorio, ancora oggi molti produttori preferiscono fare maturare i loro Porto nelle cantine a Vila Nova de Gaia, tuttavia il trasporto è oggi effettuato utilizzando i camion che hanno sostituito le tradizionali barcos.

 

Classificazione del Porto

 Il Porto è un vino complesso e affascinante, prodotto in diversi stili - esattamente undici - ognuno con la propria personalità. Dal punto di vista tecnico, il Porto è un vino fortificato, cioè si tratta di un vino al quale si aggiunge una certa quantità di acquavite durante la sua produzione. La prima classificazione del Porto deriva dal modo in cui è stato fatto maturare: i Porto prevalentemente maturati in contenitori di grandi dimensioni - botti di legno o vasche di materiali inerti, come acciaio o cemento - e Porto prevalentemente maturati in bottiglia. I vini Porto maturati in grandi contenitori sono destinati a un consumo più o meno immediato e non necessitano di ulteriore affinamento in bottiglia. I Porto maturati prevalentemente in bottiglia trascorrono solamente un breve periodo di tempo in botti di legno e quindi sono imbottigliati e fatti maturare per lunghi periodi, anche decine di anni. Il Porto più rappresentativo di questa categoria - e anche il più ricercato - è il Porto Vintage. I Porto maturati in bottiglia - con il passare degli anni - tendono a formare copiose quantità di sedimenti, pertanto è sempre necessaria un'opportuna decantazione.

 

 Fra tutti gli stili di Porto, quello che si differenzia enormemente dagli altri è il Porto Bianco. Prodotto con uve a bacca bianca - fra cui Códega, Gouveio, Malvasia Fina, Rabigato e Viosinho - questo stile di Porto è considerato minore dagli appassionati di questo vino e certamente non gode della stessa fama e prestigio dei Porto rossi. I Porto bianchi subiscono un breve periodo di maturazione in botte oppure in contenitori inerti, e la maggioranza di questi ha un gusto dolce, a volte anche molto dolce - i cosiddetti lagrima - oltre a una versione semisecco, detta leve seco. Il più semplice dei Porto rossi è certamente il Porto Ruby. Questo stile di Porto è il risultato della miscela di Porto giovani di annate diverse, maturati in botte o vasche d'acciaio da uno a tre anni. I Porto Ruby sono caratterizzati da colori intensi - da cui il nome - e qualità organolettiche piuttosto fruttate, generalmente prodotti con uve coltivate in zone di minore prestigio. I Porto Tawny - da non confondere con i Porto Tawny Invecchiati - sono vini maturati per non oltre tre anni, pertanto piuttosto giovani e solitamente prodotti con uve proveniente da zone di minore prestigio. Il loro colore è generalmente rosso granato chiaro e più trasparente dei Porto Ruby, a causa di un minore periodo di macerazione del mosto nelle bucce o - più spesso - a causa dell'aggiunta di Porto Bianco.

 I Porto Tawny Invecchiati (Aged Tawny Port) - riconoscibili dai Porto Tawny giovani dal numero di anni di invecchiamento indicato in etichetta - rappresentano uno stile di Porto molto apprezzato e sono generalmente invecchiati per 10, 20 o 30 anni e perfino oltre 40 anni. I Porto Tawny Invecchiati sono prodotti dalla miscelazione di vini di diverse annate e maturati per molti anni, periodo in cui acquisiscono aromi piuttosto complessi e l'intenso colore rosso rubino si trasforma in un colore rosso marrone - in Inglese tawny - da cui il nome. In realtà, la designazione degli anni di invecchiamento è stabilita dall'età media di tutti i vini utilizzati nella miscela e determinata dal loro gusto. Questo significa che un Porto Tawny di 20 anni ha un gusto simile a quello di vini Porto che hanno circa venti anni di maturazione. I Porto Tawny Invecchiati sono comunque prodotti da vini di elevata qualità e si tratta generalmente di vini destinati alla produzione di Porto Vintage, uno stile piuttosto ricercato e apprezzato. Uno stile molto raro di Porto Tawny Invecchiato è il Colheita (il cui significato è vendemmia) ed è prodotto esclusivamente con vini della stessa annata. I Colheitas devono avere un minimo di sette anni di maturazione, tuttavia la produzione più frequente riguarda vini di alcune decine di anni, anche oltre i cinquanta.

 Nonostante i Porto Tawny Invecchiati siano prodotti eccellenti e apprezzati, gli stili più ricercati e affascinanti sono i cosiddetti Vintage. Il termine vintage indica solitamente un vino prodotto con uve appartenenti alla stessa annata, tuttavia questo termine è utilizzato anche in uno stile che può essere origine di confusione. Il Vintage Character Port è un vino che ricorda lo stile dei veri vintage, tuttavia è prodotto con vini di buona qualità e di annate diverse generalmente maturati in botte da quattro a sei anni. Con lo scopo di aumentarne la complessità, talvolta in questi vini si aggiungono anche Porto di annate più vecchie. I Late Bottled Vintage Port - abbreviati come LBV - sono vini prodotti con uve appartenenti alla stessa annata e maturati in botte da quattro a sei anni. A differenza dei veri vintage, questo stile di Porto è prodotto ogni anno ed è generalmente filtrato, pertanto con un ulteriore affinamento in bottiglia, difficilmente tende a formare sedimenti. I Traditional Late Bottled Vintage Port sono prodotti con uve di una stessa annata dichiarata ufficialmente dal produttore come vintage e quindi di qualità superiore. I vini appartenenti a questa categoria maturano quattro anni in botte - due anni in più dei veri vintage - e generalmente non sono filtrati, pertanto tendono a formare sedimenti sul fondo della bottiglia.

 Fra tutti gli stili di Porto, quello che da sempre ha attratto maggiormente l'interesse degli appassionati è senza ombra di dubbio il Porto Vintage. Questi vini sono prodotti esclusivamente in annate eccezionali e in quantità piuttosto limitate, non da ultimo, sono anche piuttosto costosi. Le uve utilizzate per la loro produzione provengono dalle migliori zone del Douro, un fattore che aumenta anche la loro qualità. I Porto Vintage sono maturati in botte per due anni, quindi sono imbottigliati e da questo momento inizia la loro vera evoluzione. Durante il corso degli anni il Porto matura lentamente producendo enormi quantità di sedimenti, per questo motivo è sempre bene decantare i Porto Vintage prima del consumo. Generalmente questi vini sono lasciati maturare in bottiglia per circa dieci anni, un periodo considerato adeguato, tuttavia sono piuttosto comuni anche periodi più lunghi. I Single Quinta Vintage Port rappresentano lo stile qualitativo più elevato di tutti i Porto. Con il termine Quinta - il cui significato letterale è fattoria - si indica un solo vigneto o una sola tenuta, pertanto questi Porto sono prodotti esclusivamente con le uve raccolte in vigneti di particolare pregio. I Single Quinta Vintage Port sono prodotti in quantità ancora più limitate dei vintage e sono pertanto più rari e costosi.

 Fra gli stili meno famosi si trova il Crusted Port, dal termine Inglese crust il cui significato è sedimento. Questi vini sono prodotti dalla miscela di vini provenienti da diverse annate - con un tempo medio di maturazione di quattro anni - e imbottigliati non filtrati. Questi Porto tendono quindi, con l'affinamento in bottiglia, a produrre una discreta quantità di sedimenti - da cui il nome - e pertanto necessitano di decantazione. Un altro stile prodotto in quantità molto limitate è il Garrafeira Port (dal Portoghese Garrafa il cui significato è bottiglia). Questi Porto sono prodotti unicamente con uve di una singola annata, considerata eccezionale, esattamente come i vintage. I Garrafeira sono fatti maturare in botte per un periodo piuttosto breve, quindi sono trasferiti in grandi contenitori di vetro - detti bonbonnes - in cui sono fatti maturare per decine di anni, generalmente da venti a quaranta. Trascorso questo periodo, il vino è imbottigliato in bottiglie normali e quindi posto in commercio.

 

La Produzione del Porto

 Come già detto in precedenza, i Porto sono prodotti sia bianchi, sia rossi. I Porto bianchi sono generalmente prodotti con le uve Códega, Gouveio, Malvasia Fina, Rabigato e Viosinho, mentre per i Porto rossi si utilizzano le uve Touriga Nacional, Tinta Barroca, Tinta Roriz (noto in Spagna come Tempranillo), Tinto Cão e Touriga Francesa. Tradizionalmente le uve per la produzione del Porto venivano pigiate per diverse ore con i piedi in vasche di cemento dette lagares. Questa operazione consente di estrarre notevoli quantità di colore dalle bucce, evita la rottura dei vinaccioli e le bucce possono macerare con il succo in modo da estrarre anche le loro sostanze aromatiche. Nonostante pochi produttori utilizzino ancora questo metodo per i loro Porto migliori, oggi questa procedura viene effettuata mediante l'ausilio di macchine. Dopo circa 24 ore di macerazione delle bucce nel mosto, inizia la fermentazione che convertirà lo zucchero in alcol, esattamente come qualunque altro vino. Quando circa la metà degli zuccheri è stato convertito in alcol, la fermentazione viene interrotta mediante l'aggiunta di acquavite d'uva fino a ottenere un grado alcolico di circa 20°. L'aggiunta di alcol interrompe definitivamente l'azione dei lieviti lasciando una considerevole quantità di zuccheri che conferiranno la tipica dolcezza al vino. Le fasi successive della produzione dipendono dallo stile di Porto da creare e in ognuna di queste si adotteranno le specifiche pratiche di maturazione previste per ogni specifico stile.

 




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Chenin BlancChenin Blanc I Vini del MeseI Vini del Mese  Sommario 
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Chenin Blanc

Originario della Valle della Loira, lo Chenin Blanc è un'uva dalla doppia personalità, troppo spesso utilizzata nella produzione di vini ordinari, è anche capace di creare bianchi robusti e longevi

 Lo Chenin Blanc è probabilmente fra le uve più sottovalutate dello scenario enologico mondiale. A contribuire a questa poco edificante immagine hanno certamente influito le tante e troppo interpretazioni del passato quando veniva spesso utilizzato per la produzione di vini ordinari. L'eccessivo uso di anidride solforosa e la sua elevata produttività hanno contribuito a una produzione di enormi quantità e di qualità piuttosto ordinaria. In realtà i vini prodotti con Chenin Blanc - almeno nei casi in cui se ne fa un corretto e buon uso - sono capaci di notevoli periodi di affinamento in bottiglia, quasi da competere con il Riesling, probabilmente l'uva a bacca bianca più longeva del mondo. Lo Chenin Blanc è un'uva piuttosto versatile, forse anche troppo, e questa sua qualità ha contribuito anche negativamente alla sua popolarità. Eppure nelle migliori interpretazioni quest'uva è capace di produrre vini con interessanti qualità organolettiche, dai vini secchi a quelli dolci e muffati, e perfino vini spumanti.

 Il nome di quest'uva deriva da Mont-Chenin, nel distretto di Touraine, e probabilmente risale al XV secolo. Le origini certe dello Chenin Blanc sono tuttavia più antiche e si trova traccia di quest'uva nella zona di Anjou - sempre nella Valle della Loira - già nel 845 circa. La caratteristica organolettica principale dello Chenin Blanc è l'acidità - probabilmente secondo solo al Riesling - una buccia sottile e una naturale quantità di zuccheri piuttosto elevata, qualità che la rendono molto adatta alla produzione di spumanti e vini dolci, tuttavia è utilizzata anche nella produzione di vini secchi. In condizioni favorevoli, lo Chenin Blanc è molto sensibile agli effetti della muffa nobile - la celebre Botrytis Cinerea - una qualità che consente di produrre interessanti vini muffati e moelleux, per dirla in termini Francesi. Nella sua terra d'origine - la Valle della Loira - lo Chenin Blanc è spesso chiamato Pineau de la Loire, mentre in Sud Africa, dove lo Chenin Blanc è l'uva bianca più diffusa, viene chiamato Steen.

 Come già detto, la qualità predominante dello Chenin Blanc è la sua naturale alta acidità, una caratteristica che quest'uva è capace di mantenere sia nelle zone a clima fresco sia in quelle a clima caldo. Tuttavia nelle zone a clima fresco, come nella Valle della Loira quando l'andamento meteorologico non è favorevole, così come nelle colture con alte rese, l'acidità tende a esaltarsi eccessivamente senza avere il giusto equilibrio con le altre qualità organolettiche. Questa caratteristica è invece considerata interessante nelle zone a clima caldo - come il Sud Africa, la parte centrale della California e l'Argentina - in quanto consente di ottenere uve con ottimali livelli di acidità anche a piena maturazione. Anche la quantità naturale di zuccheri è piuttosto elevata, una qualità che ha spinto in passato i produttori alla creazione di vini abboccati - e spesso anche piuttosto ordinari - ai quali venivano aggiunte cospicue quantità di anidride solforosa con lo scopo di prevenire accidentali rifermentazioni in bottiglia ma con spiacevoli conseguenze sulle qualità organolettiche del vino.

Un grappolo di uva Chenin Blanc
Un grappolo di uva Chenin Blanc

 La conseguenza diretta di questo sistema produttivo ha portato molti produttori della Valle della Loira a spiantare i loro vigneti di Chenin Blanc in favore di altre varietà, fra queste il Cabernet Franc. Eppure è innegabile che quest'uva, quando propriamente utilizzata, mostra un'interessante versatilità e, grazie alla sua acidità, lo Chenin Blanc è piuttosto adatto alla produzione di spumanti e consente di raggiungere un ottimo equilibrio nei vini dolci. Inoltre, da non sottovalutare, nei vini bianchi - così come nei vini rossi - acidità significa anche longevità, una qualità che lo Chenin Blanc condivide con pochissime altre varietà a bacca bianca, come il Riesling. Nonostante la Valle della Loira sia la terra d'origine dello Chenin Blanc, le maggiori superfici coltivate con questa varietà si trovano in Sud Africa e in California. Primati di superfici vitate a parte, la Valle della Loira rimane la zona in cui si producono i migliori esempi di vini prodotti con quest'uva e - in particolare - nelle aree di Vouvray e di Touraine.

 Lo Chenin Blanc è una varietà che si adatta bene a diversi climi e a diversi tipi di suolo e, in modo particolare, riesce sempre a mantenere ottimi livelli di acidità e alte rese colturali. Queste due caratteristiche risultano interessanti per la produzioni di enormi quantità di vino poiché anche a rese colturali elevate, lo Chenin Blanc assicura vini di buona acidità. Come qualunque altra uva, anche lo Chenin Blanc predilige specifici tipi di suolo e particolari climi, nei quali è capace di dare risultati straordinari. A queste condizioni si deve ovviamente aggiungere una pratica colturale adatta alla produzione di qualità che nello Chenin Blanc, così come per altre uve, deve essere piuttosto bassa e ben lontana dalle logiche di produzione quantitativa. Lo Chenin Blanc è una varietà che tende a germogliare anticipatamente e a maturare piuttosto tardivamente, una condizione colturale che potrebbe anche presentare alcune difficoltà nelle zone a clima fresco, come la Valle della Loira.

 Solitamente lo Chenin Blanc è utilizzato per la produzione di vini monovarietali, tuttavia è piuttosto frequente, anche nella Valle della Loira, che a quest'uva si aggiunga una certa quantità di Chardonnay con lo scopo di mitigare la prorompente acidità. La sua buccia sottile lo rende inoltre molto sensibile agli effetti della muffa nobile, una qualità comune e ricercata in molti vini dolci. I migliori esempi di vini Chenin Blanc - in qualunque stile - sono quelli prodotti esclusivamente con quest'uva, tuttavia è bene ricordare che ancora oggi lo Chenin Blanc è molto utilizzato per la produzione di notevoli quantità di vino ordinario, nei quali la presenza di anidride solforosa è piuttosto evidente sia negli aromi sia nel gusto. Grazie alla sua acidità, i vini Chenin Blanc di qualità sono molto adatti a lunghi periodi di affinamento che possono arrivare anche ad alcune decine di anni, come nel caso dei vini prodotti nella piccola area di Savennières, nella valle della Loira.

 

I Colori dello Chenin Blanc

 Il colore dei vini prodotti con Chenin Blanc varia in accordo allo stile di produzione. Quest'uva è infatti utilizzata per la produzione di diversi tipi di vini, dagli spumanti fino ai vini dolci e muffati. Inoltre, anche se questa pratica è piuttosto limitata con lo Chenin Blanc, l'eventuale fermentazione e maturazione in botte influisce nel colore. La diffusione nel mondo di quest'uva è piuttosto limitata, tuttavia anche il clima e il grado di maturazione influiscono ulteriormente sul colore. Gli spumanti prodotti con Chenin Blanc presentano colori da giallo verdolino a giallo paglierino, un colore che ritroviamo anche nei vini secchi e abboccati. Il colore dei vini dolci e muffati tende verso tonalità più cariche di giallo dorato, così come nei vini secchi o abboccati prodotti nelle regioni a clima caldo. Con il tempo, che nello Chenin Blanc può significare anche qualche decina di anni, l'evoluzione del colore è simile agli altri vini bianchi e raggiunge tonalità di giallo dorato intenso all'apice della sua maturazione.

 

Gli Aromi

 Le caratteristiche aromatiche dello Chenin Blanc risentono fortemente della qualità, una considerazione che è comunque e sempre vera per ogni uva e per ogni vino. Nel caso dello Chenin Blanc, questa precisazione è probabilmente necessaria in quanto quest'uva è ancora oggi ampiamente utilizzata per la produzione di vini di massa a causa della sua elevata produttività e che consente di avere comunque vini di buona acidità. Nei vini di massa gli aromi sono piuttosto ordinari, quasi anonimi, e che si confondono facilmente con tutti gli altri vini di pari qualità. Lo Chenin Blanc, per potere esprimere il meglio dei suoi aromi, necessita di pratiche colturali e enologiche di qualità. I vini prodotti nelle zone a clima fresco o con uve non perfettamente mature, producono aromi di mela verde, limone, agrumi, acacia e, talvolta, melone. I vini prodotti in regioni a clima caldo o con uve mature producono invece aromi di mela matura, miele, limone, pesca, mela cotogna, albicocca, melone e spesso aromi di uva, tipici delle varietà aromatiche.

 I vini prodotti con Chenin Blanc sono piuttosto adatti a lunghi affinamenti in bottiglia, tuttavia è bene precisare che questa qualità appartiene esclusivamente ai vini di alta qualità nei quali il profilo aromatico migliora notevolmente. Con il tempo i vini da Chenin Blanc sviluppano generalmente aromi di miele, cera d'api, muschio, lanolina e confettura di mele cotogne. I vini prodotti con uve Chenin Blanc attaccate dalla Botrytis Cinerea - la muffa nobile - oltre ai tipici aromi conferiti dai suoi effetti, sviluppano aromi di uva passa, marzapane, confettura di mele cotogne, miele e aromi che ricordano le spezie. Nei vini prodotti con quest'uva e fatti fermentare o maturare in botte - una pratica piuttosto limitata con lo Chenin Blanc e che talvolta è utilizzata anche nei i vini dolci e muffati - si potranno percepire i tipici aromi ceduti dal legno al vino, qualità che variano fortemente dal volume e dalla tostatura della botte così come dal tempo di permanenza.

 

Il Gusto

 La caratteristica gustativa principale dello Chenin Blanc è l'acidità, una qualità piuttosto spiccata e che contribuisce fortemente nell'equilibrio dei vini dolci prodotti con quest'uva. L'acidità è inoltre una qualità che rende lo Chenin Blanc adatto alla produzione di spumanti. I suoi vini hanno solitamente gradazioni alcoliche medio-alte, tuttavia la gradazione più frequente è di circa 12.5°. La struttura dei vini prodotti con Chenin Blanc è piuttosto elevata, da considerarsi fra le più robuste nei vini bianchi. L'acidità dello Chenin Blanc costituisce il punto principale della valutazione gustativa e questa sua qualità è ben apprezzabile sin dal primo assaggio. A bilanciare l'alta acidità contribuisce l'alcol e, in modo particolare, la dolcezza dei vini dolci e muffati. I vini da Chenin Blanc secchi o abboccati vengono solitamente prodotti con strutture da leggero a robusto. Nei vini leggeri la freschezza sarà piuttosto spiccata, mentre in quelli robusti la maggiore struttura conferirà un maggiore vigore al vino pur mantenendo un'apprezzabile acidità.

 

Valle della Loira, la Sua Terra

 La patria indiscussa dello Chenin Blanc è la Valle della Loira - in Francia - e in modo particolare la zona centrale. I vini di Touraine sono prodotti in diversi stili, dai vini spumanti ai vini dolci. I vini di Savennières sono piuttosto rari, tuttavia nelle migliori annate qui si producono vini di elevata struttura e secchi, spesso caratterizzati da aromi minerali e di pepe a causa del suolo di origine vulcanica. Sul versante meridionale del fiume Loira si trovano gli interessanti Coteaux du Layon AC e Coteaux de l'Aubance AC in cui si producono vini abboccati e dolci. I vini dolci da Chenin Blanc più celebri della Valle della Loira sono quelli di Bonnezeaux e Quarts de Chaume - che si trovano nell'area di Coteaux de Layon - con caratteristiche piuttosto complesse, spesso prodotti con uve attaccate dalla Botrytis Cinerea. Altre zone di rilievo per lo Chenin Blanc nella Valle della Loira sono Vouvray e Montlouis. In queste aree, a causa di un suolo di tipo calcareo, si producono vini più leggeri e meno robusti di quelli prodotti nell'area di Anjou.

 

 I vini di Vouvray e Montlouis sono apprezzati per la loro eleganza e delicatezza con ottimi sviluppi organolettici nel tempo. I vini di Vouvray sono certamente fra i più celebri vini da Chenin Blanc della Valle della Loira e rappresentano spesso il punto di riferimento per le altre zone al di fuori della Francia in cui si coltiva quest'uva. Lo Chenin Blanc si trova anche in Sud Africa - qui conosciuto con il nome di Steen e che rappresenta l'uva più coltivata del paese - utilizzata per la produzione di vini secchi, dolci e spumanti. In Sud Africa lo Chenin Blanc è utilizzato prevalentemente per la produzione di vini di massa, tuttavia con quest'uva si producono anche interessanti vendemmie tardive. Lo Chenin Blanc è piuttosto diffuso anche in California - e in particolare nella Central Valley - utilizzato in gran parte per la produzione di vini di massa, spesso addizionati di zucchero con lo scopo di equilibrare la prorompente acidità. Recentemente i produttori Californiani stanno rivalutando quest'uva con lo scopo di produrre vini di qualità nello stile di Vouvray. Marginali produzioni di Chenin Blanc sono inoltre presenti in Australia e in Nuova Zelanda.

 






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I Vini del Mese


 

Legenda dei punteggi

Sufficiente    Abbastanza Buono    Buono
Ottimo    Eccellente
Vino eccellente nella sua categoria
Vino con buon rapporto qualità/prezzo
I prezzi sono da considerarsi indicativi in quanto possono subire variazioni a seconda del paese
e del luogo in cui vengono acquistati i vini




Colli Orientali del Friuli Merlot Centis 2001, Rocca Bernarda (Italia)
Colli Orientali del Friuli Merlot Centis 2001
Rocca Bernarda (Italia)
Uvaggio: Merlot
Prezzo: € 17,50 Punteggio:
Questo Merlot si presenta con un colore rosso rubino brillante e sfumature di rosso granato, poco trasparente. Al naso rivela aromi intensi, puliti, gradevoli e raffinati che si aprono con note di amarena, prugna e ribes seguite da aromi di vaniglia, mirtillo, peperone, liquirizia, cacao, cannella e un accenno di fieno. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco leggermente tannico e comunque ben equilibrato dall'alcol, corpo pieno, sapori intensi, buoni tannini, piacevole. Il finale è persistente con ricordi di prugna, amarena e ribes. Un vino ben fatto. Merlot Centis matura per 15 mesi in barrique a cui segue un affinamento in bottiglia di almeno 8 mesi.
Abbinamento: Brasati e stufati di carne, Carne arrosto, Formaggi stagionati



Colli Orientali del Friuli Bianco Vineis 2003, Rocca Bernarda (Italia)
Colli Orientali del Friuli Bianco Vineis 2003
Rocca Bernarda (Italia)
Uvaggio: Tocai Friulano (80%), Sauvignon Blanc (10%), Chardonnay (10%)
Prezzo: € 11,00 Punteggio:
Questo vino si presenta con un colore giallo paglierino brillante e sfumature di giallo paglierino, molto trasparente. Al naso esprime aromi intensi, puliti, gradevoli e raffinati che si aprono con note di biancospino e susina seguite da aromi di ananas, banana, mela, acacia, pera, pompelmo e un accenno di vaniglia. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco fresco e comunque equilibrato dall'alcol, buon corpo, sapori intensi, piacevole. Il finale è persistente con ricordi di pera, susina e ananas. Un vino ben fatto. Lo Chardonnay utilizzato per la produzione di questo vino fermenta in barrique. Vineis matura per 6 mesi in vasche d'acciaio.
Abbinamento: Pesce fritto, Pesce arrosto, Pesce alla griglia, Pasta con pesce e crostacei



Franciacorta Rosé, Antica Fratta (Italia)
Franciacorta Rosé
Antica Fratta (Italia)
Uvaggio: Chardonnay (60%), Pinot Nero (40%)
Prezzo: € 16,00 Punteggio:
Questo Franciacorta si presenta con un colore rosa buccia di cipolla chiaro e sfumature di rosa pallido, molto trasparente, buona effervescenza, perlage fine e persistente. Al naso esprime aromi intensi, puliti, gradevoli e raffinati che si aprono con note di lampone, ciliegia e crosta di pane seguite da aromi di fragola, banana, ciclamino, lievito, mandarino, mela e pompelmo rosa. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco fresco e effervescente, comunque equilibrato, buon corpo, sapori intensi, piacevole. Il finale è persistente con ricordi di lampone, fragola e ciliegia. Un vino ben fatto. Questo Franciacorta matura sui propri lieviti per 24 mesi.
Abbinamento: Pasta e risotto con pesce, Pesce arrosto, Carne bianca saltata



Franciacorta Brut Millesimato 2000, Antica Fratta (Italia)
Franciacorta Brut Millesimato 2000
Antica Fratta (Italia)
Uvaggio: Chardonnay
Prezzo: € 18,00 Punteggio:
Questo Franciacorta si presenta con un colore giallo dorato brillante e sfumature di giallo dorato, molto trasparente, buona effervescenza, perlage fine e persistente. Al naso rivela aromi intensi, puliti, piacevole e raffinati che si aprono con note di pralina, banana e crosta di pane seguite da aromi di acacia, biancospino, burro, lievito, mela, kiwi e pera. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco fresco e effervescente, comunque equilibrato, buon corpo, sapori intensi, piacevole. Il finale è persistente con ricordi di pera, mela e kiwi. Un vino ben fatto. Questo Franciacorta affina sui propri lieviti per 42 mesi.
Abbinamento: Zuppe di pesce e funghi, Pesce arrosto, Paste ripiene con carne



Siepi 2002, Castello di Fonterutoli (Italia)
Siepi 2002
Castello di Fonterutoli (Italia)
Uvaggio: Merlot (70%), Sangiovese (30%)
Prezzo: € 58,00 Punteggio:
Questo vino si presenta con un colore rosso rubino intenso e sfumature di rosso granato, poco trasparente. Al naso rivela aromi intensi, puliti, gradevoli, raffinati ed eleganti che si aprono con note di prugna e ribes seguite da aromi di mora, amarena, mirtillo, vaniglia, liquirizia, tabacco, eucalipto, cacao e un accenno di peperone. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco leggermente tannico e piacevole morbidezza, comunque ben equilibrato dall'alcol, corpo pieno, sapori intensi, buoni tannini, piacevole. Il finale è persistente con ricordi di prugna, ribes e amarena. Un vino ben fatto. Siepi matura per 18 mesi in barrique.
Abbinamento: Selvaggina, Carne arrosto, Brasati e stufati di carne, Formaggi stagionati



Chianti Classico Castello di Fonterutoli 2001, Castello di Fonterutoli (Italia)
Chianti Classico Castello di Fonterutoli 2001
Castello di Fonterutoli (Italia)
Uvaggio: Sangiovese (85%), Cabernet Sauvignon (10%), Merlot (5%)
Prezzo: € 34,00 Punteggio:
Questo Chianti si presenta con un colore rosso rubino intenso e sfumature di rosso granato, poco trasparente. Al naso rivela aromi intensi, puliti, gradevoli e raffinati che si aprono con note di amarena, prugna e mora seguite da aromi di violetta, vaniglia, ribes, tabacco, liquirizia, ciclamino, mirtillo, cacao e eucalipto. In bocca ha ottima corrispondenza con il naso, un attacco leggermente tannico e piacevole freschezza, comunque ben equilibrato dall'alcol, corpo pieno, sapori intensi, buoni tannini. Il finale è molto persistente con lunghi ricordi di amarena, prugna e mirtillo. Un vino ben fatto. Questo Chianti matura per 16-18 mesi in barrique.
Abbinamento: Selvaggina, Carne arrosto, Brasati e stufati di carne, Formaggi stagionati



Tenuta Belguardo 2002, Tenuta Belguardo (Italia)
Tenuta Belguardo 2002
Tenuta Belguardo (Italia)
Uvaggio: Cabernet Sauvignon (70%), Sangiovese (20%), Merlot (10%)
Prezzo: € 34,50 Punteggio:
Questo vino si presenta con un colore rosso rubino profondo e sfumature di rosso granato, poco trasparente. Al naso esprime aromi intensi, puliti, gradevoli e raffinati che si aprono con note di amarena, prugna e vaniglia seguite da aromi di mirtillo, mora, ribes, violetta, tabacco, liquirizia, peperone e cacao. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco leggermente tannico e comunque ben equilibrato dall'alcol, corpo pieno, sapori intensi, buoni tannini. Il finale è persistente con ricordi di prugna e amarena. Un vino ben fatto. Tenuta Belguardo matura per 18 mesi in botte.
Abbinamento: Stufati e brasati di carne, Carne arrosto, Selvaggina, Formaggi stagionati



Morellino di Scansano Poggio Bronzone 2002, Tenuta Belguardo (Italia)
Morellino di Scansano Poggio Bronzone 2002
Tenuta Belguardo (Italia)
Uvaggio: Sangiovese
Prezzo: € 18,50 Punteggio:
Questo vino si presenta con un colore rosso rubino brillante e sfumature di rosso rubino, poco trasparente. Al naso denota aromi intensi, puliti, gradevoli e raffinati che si aprono con note di amarena e prugna seguite da aromi di mora, mirtillo, violetta, vaniglia, liquirizia, tabacco e ribes. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco tannico e comunque ben equilibrato dall'alcol, buon corpo, sapori intensi, buoni tannini, piacevole. Il finale è persistente con ricordi di amarena, mirtillo e prugna. Questo vino matura in botte per 14 mesi.
Abbinamento: Carne arrosto, Brasati e stufati di carne, Formaggi stagionati



Rosso Spina 2003, Cantina La Spina (Italia)
Rosso Spina 2003
Cantina La Spina (Italia)
Uvaggio: Montepulciano (90%), Merlot (5%), Gamay (5%)
Prezzo: € 12,00 Punteggio:
Rosso Spina si presenta con un colore rosso rubino brillante e sfumature di rosso rubino, abbastanza trasparente. Al naso esprime aromi intensi, puliti, gradevoli e raffinati che si aprono con note di lampone e ciliegia seguite da aromi di ciclamino, rosa, vaniglia, liquirizia, carruba e cannella. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco leggermente tannico e piacevole freschezza, comunque equilibrato dall'alcol, buon corpo, sapori intensi, buoni tannini, piacevole. Il finale è persistente con ricordi di lampone e ciliegia. Rosso Spina matura in barrique per 11 mesi.
Abbinamento: Carne arrosto, Carne alla griglia, Stufati di carne, Formaggi stagionati



Polimante della Spina 2003, Cantina La Spina (Italia)
Polimante della Spina 2003
Cantina La Spina (Italia)
Uvaggio: Merlot (70%), Gamay (30%)
Prezzo: € 14,00 Punteggio:
Questo vino si presenta con un colore rosso rubino brillante e sfumature di rosso rubino, poco trasparente. Al naso rivela aromi intensi, puliti, gradevoli, raffinati ed eleganti che si aprono con note di amarena, ribes e prugna seguite da aromi di mirtillo, carruba, vaniglia, liquirizia, tabacco e pepe nero. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco leggermente tannico e piacevole morbidezza, comunque ben equilibrato dall'alcol, corpo pieno, sapori intensi, buoni tannini, piacevole. Il finale è persistente con ricordi di amarena, prugna e ribes. Un vino ben fatto. Polimante della Spina matura per 11 mesi in barrique.
Abbinamento: Selvaggina, Brasati e stufati di carne, Carne arrosto, Formaggi stagionati



Fratagranda 2000, Pravis (Italia)
Fratagranda 2000
Pravis (Italia)
Uvaggio: Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc, Merlot
Prezzo: € 15,00 Punteggio:
Alla vista si presenta con un colore rosso rubino brillante e sfumature di rosso granato, abbastanza trasparente. Al naso esprime buona personalità con aromi intensi, puliti, gradevoli e raffinati che si aprono con note di confettura di prugne e confettura di amarene seguite da aromi di ribes, vaniglia, liquirizia, tabacco, cacao, macis e cannella. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco leggermente tannico e comunque ben equilibrato dall'alcol, buon corpo, sapori intensi, buoni tannini, piacevole. Il finale è persistente con ricordi di ribes e confettura di amarene. Un vino ben fatto. Fratagranda matura per un anno in barrique a cui seguono sei mesi di affinamento in bottiglia.
Abbinamento: Carne arrosto, Brasati e stufati di carne, Formaggi stagionati



Stravino di Stravino 2002, Pravis (Italia)
Stravino di Stravino 2002
Pravis (Italia)
Uvaggio: Chardonnay, Riesling, Sauvignon Blanc, Kerner, Incrocio Manzoni
Prezzo: € 18,00 Punteggio:
Alla vista si presenta con un colore giallo paglierino intenso e sfumature di giallo paglierino, molto trasparente. Al naso esprime buona personalità con aromi intensi, puliti, gradevoli, raffinati ed eleganti che si aprono con note di nocciola e banana seguite da aromi di albicocca, burro, ginestra, pera, pesca, uva passa e un accenno di vaniglia. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco fresco e piacevole morbidezza, comunque ben equilibrato dall'alcol, buon corpo, sapori intensi, piacevole. Il finale è persistente con ricordi di pesca, banana e uva passa. Un vino ben fatto. Stravino di Stravino è prodotto con uve raccolte in periodi diversi di cui parte surmature e parte appassite in graticci, vinificate separatamente in botte e in vasche d'acciaio.
Abbinamento: Pesce arrosto con spezie, Carne bianca saltata, Pasta con crostacei e pesce



Chianti 2003, Giacomo Mori (Italia)
Chianti 2003
Giacomo Mori (Italia)
Uvaggio: Sangiovese (95%), Colorino, Canaiolo Nero (5%)
Prezzo: € 13,50 Punteggio:
Questo Chianti si presenta con un colore rosso rubino brillante e sfumature di rosso rubino, abbastanza trasparente. Al naso esprime aromi intensi, puliti e gradevoli che si aprono con note di amarena e prugna seguite da aromi di mirtillo, violetta, liquirizia e un accenno di vaniglia. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco leggermente tannico e piacevole freschezza, comunque equilibrato dall'alcol, buon corpo, sapori intensi, buoni tannini. Il finale è persistente con ricordi di amarena e prugna. Questo Chianti matura per 10-12 mesi in botte a cui seguono 3-6 mesi di affinamento in bottiglia.
Abbinamento: Carne alla griglia, Carne arrosto, Stufati di carne, Formaggi



Chianti Castelrotto 2001, Giacomo Mori (Italia)
Chianti Castelrotto 2001
Giacomo Mori (Italia)
Uvaggio: Sangiovese (90%), Merlot (10%)
Prezzo: € 24,00 Punteggio:
Questo Chianti si presenta con un colore rosso rubino intenso e sfumature di rosso granato, poco trasparente. Al naso rivela aromi intensi, puliti e gradevoli che si aprono con note di amarena e prugna seguite da aromi di mora, mirtillo, liquirizia, violetta, cacao e vaniglia. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco leggermente tannico e comunque equilibrato dall'alcol, buon corpo, sapori intensi, buoni tannini, piacevole. Il finale è persistente con ricordi di amarena e prugna. Questo Chianti matura per 15-18 mesi in barrique a cui seguono 6-10 mesi di affinamento in bottiglia.
Abbinamento: Carne arrosto, Carne alla griglia, Brasati e stufati di carne



Barbaresco Valgrande 2001, Ca' del Baio (Italia)
Barbaresco Valgrande 2001
Ca' del Baio (Italia)
Uvaggio: Nebbiolo
Prezzo: € 20,00 Punteggio:
Questo Barbaresco si presenta con un colore rosso rubino brillante e sfumature di rosso aranciato, abbastanza trasparente. Al naso esprime aromi intensi, puliti, gradevoli, raffinati ed eleganti che si aprono con note di ciliegia, lampone e viola appassita seguite da aromi di prugna, liquirizia, cannella, china, tabacco, vaniglia e mentolo. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco tannico e apprezzabile freschezza, comunque ben equilibrato dall'alcol, corpo pieno, sapori intensi, buoni tannini. Il finale è persistente con ricordi di ciliegia, lampone e prugna. Un vino ben fatto. Questo Barbaresco matura per 15 mesi in botte.
Abbinamento: Selvaggina, Carne arrosto, Brasati e stufati di carne, Formaggi stagionati



Barbaresco Asili 2001, Ca' del Baio (Italia)
Barbaresco Asili 2001
Ca' del Baio (Italia)
Uvaggio: Nebbiolo
Prezzo: € 20,00 Punteggio:
Questo Barbaresco si presenta con un colore rosso rubino brillante e sfumature di rosso granato, abbastanza trasparente. Al naso esprime buona personalità con aromi intensi, puliti, gradevoli, raffinati ed eleganti che si aprono con note di ciliegia e lampone seguite da aromi di rosa, viola appassita, lavanda, liquirizia, tabacco, cannella, vaniglia e mentolo. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco tannico e apprezzabile freschezza, comunque ben equilibrato dall'alcol, corpo pieno, sapori intensi, buoni tannini, piacevole. Il finale è persistente con ricordi di ciliegia e lampone. Un vino ben fatto. Questo Barbaresco matura per 15 mesi in botte.
Abbinamento: Selvaggina, Carne arrosto, Brasati e stufati di carne, Formaggi stagionati



Vermentino di Sardegna Tuvaoes 2003, Giovanni Cherchi (Italia)
Vermentino di Sardegna Tuvaoes 2003
Giovanni Cherchi (Italia)
Uvaggio: Vermentino
Prezzo: € 9,00 Punteggio:   
Questo Vermentino si presenta con un colore giallo paglierino chiaro e sfumature di giallo paglierino, molto trasparente. Al naso esprime aromi intensi, puliti, gradevoli, raffinati ed eleganti che si aprono con note di pera, biancospino e mela seguite da aromi di ananas, arancio, ginestra, litchi, mandorla e pesca. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco fresco e comunque ben equilibrato dall'alcol, buon corpo, sapori intensi, piacevole. Il finale è persistente con ricordi di pera, pesca e arancio. Un vino ben fatto. Una piccola parte del mosto utilizzato per la produzione di Tuvaoes fermenta in barrique.
Abbinamento: Pesce fritto, Pesce arrosto, Pesce alla griglia, Carne bianca arrosto



Luzzana 2002, Giovanni Cherchi (Italia)
Luzzana 2002
Giovanni Cherchi (Italia)
Uvaggio: Cagnulari (60%), Cannonau (40%)
Prezzo: € 12,50 Punteggio:
Questo vino si presenta con un colore rosso rubino intenso e sfumature di rosso rubino, poco trasparente. Al naso esprime aromi intensi, puliti, gradevoli e raffinati che si aprono con note di ciliegia e lampone seguite da aromi di mirtillo, prugna, ciclamino, ribes, violetta, tabacco e vaniglia. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco leggermente tannico e comunque equilibrato dall'alcol, buon corpo, sapori intensi, buoni tannini, piacevole. Il finale è persistente con ricordi di prugna, ciliegia e lampone. Un vino ben fatto. Luzzana matura per 8-12 mesi in barrique a cui segue un affinamento in bottiglia di 4 mesi.
Abbinamento: Carne arrosto, Brasati e stufati di carne, Formaggi stagionati



Sindrada 2003, Fattoria di Castel Pietraio (Italia)
Sindrada 2003
Fattoria di Castel Pietraio (Italia)
Uvaggio: Chardonnay, Malvasia Bianca
Prezzo: € 6,00 Punteggio:
Alla vista si presenta con un colore giallo paglierino chiaro e sfumature di giallo paglierino, molto trasparente. Al naso esprime aromi intensi, puliti e gradevoli che si aprono con note di mela e biancospino seguite da aromi di ananas, banana, ginestra, pera e un accenno di mandorla. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco fresco e comunque equilibrato, buon corpo, sapori intensi. Il finale è abbastanza persistente con ricordi di mela e ananas.
Abbinamento: Risotto con verdure, Pesce fritto, Antipasti di pesce e verdure



Tegrimo 2002, Fattoria di Castel Pietraio (Italia)
Tegrimo 2002
Fattoria di Castel Pietraio (Italia)
Uvaggio: Sangiovese
Prezzo: € 12,00 Punteggio:
Questo vino si presenta con un colore rosso rubino brillante e sfumature di rosso granato, poco trasparente. Al naso denota aromi intensi, puliti e gradevoli che si aprono con note di amarena e lampone seguite da aromi di fragola, mirtillo, ciclamino, prugna e un accenno di vaniglia. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco leggermente tannico e piacevole freschezza, comunque equilibrato dall'alcol, buon corpo, sapori intensi, buoni tannini. Il finale è persistente con ricordi di prugna, amarena e lampone. Tegrimo matura per 6 mesi in barrique.
Abbinamento: Stufati di carne con funghi, Carne alla griglia, Formaggi stagionati



Collio Malvasia Selezione 2001, Borgo del Tiglio (Italia)
Collio Malvasia Selezione 2001
Borgo del Tiglio (Italia)
Uvaggio: Malvasia Istriana
Prezzo: € 35,00 Punteggio:
Questo vino si presenta con un colore giallo paglierino chiaro e sfumature di giallo verdolino, molto trasparente. Al naso esprime buona personalità con aromi intensi, puliti, gradevoli e raffinati che si aprono con note di biancospino e mela seguite da aromi di ananas, pesca, mandorla, susina, pompelmo, tostato e vaniglia. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco fresco e comunque equilibrato dall'alcol, buon corpo, sapori intensi, piacevole. Il finale è persistente con ricordi di susina e mela. Questa Malvasia matura in botte.
Abbinamento: Pesce saltato, Crostacei alla griglia, Paste ripiene con funghi



Collio Chardonnay Selezione 2002, Borgo del Tiglio (Italia)
Collio Chardonnay Selezione 2002
Borgo del Tiglio (Italia)
Uvaggio: Chardonnay
Prezzo: € 35,00 Punteggio:
Questo vino si presenta con un colore giallo paglierino brillante e sfumature di giallo paglierino, molto trasparente. Al naso esprime aromi intensi, puliti, gradevoli, raffinati ed eleganti che si aprono con note di tostato e prugna seguite da aromi di biancospino, banana, ananas, giglio, pesca, nocciola, pompelmo, lavanda e vaniglia. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco fresco e piacevole morbidezza, comunque ben equilibrato dall'alcol, buon corpo, sapori intensi, piacevole. Il finale è persistente con ricordi di nocciola, susina e pompelmo. Un vino ben fatto. Questo Chardonnay fermenta e matura in barrique per 9-14 mesi.
Abbinamento: Pesce arrosto, Paste ripiene, Zuppe di pesce e funghi, Carne bianca arrosto



Franciacorta Extra Brut, Castelveder (Italia)
Franciacorta Extra Brut
Castelveder (Italia)
Uvaggio: Chardonnay
Prezzo: € 9,60 Punteggio:
Alla vista si presenta con un colore giallo verdolino brillante e sfumature di giallo verdolino, molto trasparente, buona effervescenza, perlage fine e persistente. Al naso esprime aromi intensi, puliti, gradevoli e raffinati che si aprono con note di mela, kiwi e crosta di pane seguite da aromi di biancospino, lievito, nocciola, susina e pralina. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco fresco e effervescente, comunque equilibrato, buon corpo, sapori intensi. Il finale è persistente con ricordi di kiwi, mela e susina. Questo Franciacorta matura sui propri lieviti per 25 mesi.
Abbinamento: Pesce fritto, Pesce e crostacei saltati, Pasta con pesce e crostacei



Franciacorta Brut, Castelveder (Italia)
Franciacorta Brut
Castelveder (Italia)
Uvaggio: Chardonnay
Prezzo: € 9,00 Punteggio:
Questo Franciacorta si presenta con un colore giallo paglierino intenso e sfumature di giallo paglierino, molto trasparente, buona effervescenza, perlage fine e persistente. Al naso esprime aromi intensi, puliti, gradevoli e raffinati che si aprono con note di crosta di pane e lievito seguite da aromi di ananas, banana, biancospino, cera d'api, mela, pera e pompelmo. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco fresco e effervescente, comunque equilibrato, buon corpo, sapori intensi, piacevole. Il finale è persistente con ricordi di mela e ananas. Questo Franciacorta matura sui propri lieviti per 25 mesi.
Abbinamento: Pasta e risotti con pesce e crostacei, Pesce e crostacei arrosto e con funghi



Chianti Classico Riserva 2001, Villa Cafaggio (Italia)
Chianti Classico Riserva 2001
Villa Cafaggio (Italia)
Uvaggio: Sangiovese
Prezzo: € 23,00 Punteggio:
Alla vista si presenta con un colore rosso rubino brillante e sfumature di rosso rubino, poco trasparente. Al naso esprime aromi intensi, puliti, gradevoli e raffinati che si aprono con note di prugna e amarena seguite da aromi di mirtillo, mora, violetta, vaniglia, pepe nero, liquirizia e eucalipto. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco leggermente tannico e comunque ben equilibrato dall'alcol, buon corpo, sapori intensi, buoni tannini. Il finale è persistente con ricordi di prugna, amarena e mirtillo. Questo Chianti matura per 18 mesi in barrique a cui seguono 5-6 mesi di affinamento in bottiglia.
Abbinamento: Carne arrosto, Brasati e stufati di carne, Formaggi stagionati






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  Produttori Numero 27, Febbraio 2005   
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Numero 26, Gennaio 2005 Numero 28, Marzo 2005

Produttori Colterenzio - Schreckbichl

Con oltre quaranta anni di storia, oggi la cantina Produttori Colterenzio è una della realtà di riferimento dell'enologia dell'Alto Adige, un successo ottenuto grazie alla qualità dei suoi vini

 Nonostante sia stata fondata nel 1960, la storia della cantina Produttori Colterenzio - Schreckbichl affonda le sue radici molto più lontano nel tempo, addirittura ai tempi degli antichi Romani. Infatti i vigneti della località Colterenzio, sono fra i più antichi d'Europa e il podere Cornelianum - appartenuto a Cornelio, primo colono e viticoltore Romano della regione - rappresenta il punto di partenza della cultura enologica che si è sviluppata nel corso dei secoli e culminata nel medioevo. Dal podere di Cornelio deriva Curilan, che 1000 anni più tardi prende il nome di Cornaiano - o Girlan in Tedesco - luogo in cui ha sede la cantina Produttori Colterenzio. La storia recente dell'enologia di questi luoghi inizia nel 1960, quando ventotto fra aziende e poderi viticoli con sede a Colterenzio, Cornaiano e Frangarto, decisero di riunire le proprie attività produttive fondando la Cantina Produttori Schreckbichl o Colterenzio.

Una veduta della cantina
Produttori Colterenzio - Schreckbichl
Una veduta della cantina Produttori Colterenzio - Schreckbichl

 In seguito ai risultati ottenuti da questi produttori, altre aziende vinicole si unirono negli anni successivi fino ad arrivare ai giorni nostri a coprire una superficie vitata di circa 370 ettari, tutti situati nelle zone a maggiore vocazione viticola. Il segreto del successo di Produttori Colterenzio deve molto alla forte convinzione - già a quei tempi - che la qualità doveva essere il requisito primario al centro della produzione enologica, cominciando dai vigneti. Al comando di questa cantina si sono succeduti quattro presidenti, tuttavia la svolta fondamentale arriva nel 1979 quando alla conduzione fu chiamato Luis Raifer, nonché attuale presidente. Grazie alla sua personalità, alla fiducia dei soci e introducendo logiche di gestione quasi da imprenditore privato, Luis Raifer ha praticamente dato un nuovo slancio alla cantina aumentando la produzione del vino imbottigliato, le esportazioni e il fatturato. Per Luis Raifer il lavoro più impegnativo e difficile fu certamente quello di convincere i soci viticoltori che avrebbero potuto guadagnare di più lavorando in maniera diversa, concentrandosi principalmente sulla qualità delle uve piuttosto che sulla quantità.

 Anche il sistema di rimunerazione dei soci è cambiato in accordo a questo principio innovativo: da alcuni decenni la cantina retribuisce i soci conferitori non in base al grado zuccherino delle uve, ma alla resa per ettaro e alla destinazione delle uve nella produzione dei vari vini. Seguendo questi presupposti, ogni anno la cantina Produttori Colterenzio premia idealmente i soci che si sono particolarmente impegnati a fornire uve di qualità superiore destinando il loro raccolto alla produzione dei vini e delle selezioni più prestigiose. Il percorso della qualità inizia nel vigneto e nei sistemi colturali - sia con la tradizionale pergola, sia con il più moderno Guyot - utilizzati per le uve Cabernet Sauvignon, Merlot, Sauvignon Blanc, in parte per il Pinot Nero e in modo sperimentale per il Lagrein. Tutti i nuovi impianti sono effettuati a Guyot. I viticoltori si avvalgono inoltre di consulenze mirate e informazioni tecniche fornite da esperti consulenti della cantina, come Donato Lanati, consentendo loro di essere continuamente aggiornati attraverso lo scambio di esperienze e informazioni legate alla produzione del vino.

Luis e Wolfgang Raifer -
presidente ed enologo di Produttori Colterenzio
Luis e Wolfgang Raifer - presidente ed enologo di Produttori Colterenzio

 La cantina Produttori Colterenzio si prefigge in questo modo di attuare precise regole e pratiche produttive, come la riduzione delle rese mediante accurate potature invernali e opportuni diradamenti; apporto di sostanze nutritive di origine organica attraverso la semina di piante leguminose e apposite miscele erbacee; limitazione di interventi antiparassitari tali da non danneggiare gli insetti utili; impianto di cloni di vite ad acini spargoli e con bassa resa per ettaro con lo scopo di evitare il ma