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Numero 29, Aprile 2005
Sommario


Editoriale    
 I Pregiudizi sul Vino
Il vino - e ben lo sanno i tanti appassionati nel mondo - è una bevanda estremamente ricca, capace di offrire innumerevoli interpretazioni in funzione ai tanti fattori che regolano la sua produzione. Grazie anche alla sua… [continua]
 La Posta dei Lettori



ABC Vino    
 Veneto
Il Veneto e le Sue Principali Aree Vinicole
Amarone, Recioto, Soave, Prosecco: solamente alcuni nomi di vini famosi in tutto il mondo e che nascono dalla stessa regione dell'Italia settentrionale, fra le principali produttrici di vino del paese… [continua]



Gusto DiVino    
 Sémillon
Un grappolo di uva Sémillon
Spesso il nome di quest'uva è anonimo per molti, ma quando si fa riferimento al suo vino più celebre - il Sauternes - per tutti gli appassionati diventa subito sinonimo di grande eleganza, classe e prestigio… [continua]
 I Vini del Mese
Solengo 2002, Argiano (Italia)
Solengo 2002, Piemonte Moscato Passito Sileo 2001, Colli Orientali del Friuli Rosso Ronco dei Roseti 2000, Colli Orientali del Friuli Rosazzo Bianco Ronco delle Acacie 2001, Aphrodisium 2004, Salice Salentino Rosso Vereto 2001… [continua]



Produttori    
 Livio Felluga
Terre Alte: il Grande Vino Bianco di Livio Felluga
Tutto inizia, o per meglio dire, ricomincia, dopo la seconda guerra mondiale, quando negli anni 1950 Livio Felluga, patriarca dell'enologia Friulana, decide di trasformare il suo sogno in realtà… [continua]
 Giornale di Cantina


Eventi    
 Aquavitae: La Guida dei Distillati di DiWineTaste
Aquavitae: La Nuova Guida dei Distillati di DiWineTaste
La rubrica Aquavitae diventa oggi una nuova guida, un nuovo strumento offerto ai nostri lettori per la conoscenza e l'apprezzamento dei distillati… [continua]
 Notiziario



Il Cavatappi    
 La Distillazione
La Tecnologia dei Distillatori Discontinui si č Sviluppata con la Produzione della Grappa
Una nobile arte con una lunga e ricca storia, il risultato di una sapiente lavorazione capace di estrarre l'anima di un prodotto e trasformarlo in preziosi ed eleganti aromi… [continua]



 Il Sale
Saline nel Deserto del Ténéré (Niger)
Il salato è uno dei sapori fondamentali. Gli animali percorrono molta strada per assaporare il gusto del sale, mentre per l'uomo, sin dall'antichità, è stato fonte di fruttuosi scambi commerciali… [continua]
 Aquavitae
Grappa di Moscato Fior d'Arancio 2003, Fratelli Brunello (Italia)
Rassegna di grappe, distillati e acqueviti, Grappa di Moscato Fior d'Arancio 2003, Acquavite di Melograno, Grappa Bianca 2000, Distillato d'Uva Verduzzo Appassita Spiritus, Distillato d'Uva Rossa Spiritus… [continua]
 Wine Parade



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I Pregiudizi sul VinoI Pregiudizi sul Vino La Posta dei LettoriLa Posta dei Lettori  Sommario 
Numero 28, Marzo 2005 Numero 30, Maggio 2005

I Pregiudizi sul Vino


 Il vino - e ben lo sanno i tanti appassionati nel mondo - è una bevanda estremamente ricca, capace di offrire innumerevoli interpretazioni in funzione ai tanti fattori che regolano la sua produzione. Grazie anche alla sua millenaria storia e alla larga diffusione della vite nel mondo, ogni paese è capace di produrre vini con caratteristiche proprie - nel bene e nel male - offrendo ai consumatori sensazioni ed emozioni diverse in accordo alle condizioni ambientali e meteorologiche di ogni annata. Questo è quello che accade - in termini generali - quando si evita di emulare gli stili vinicoli di altri paesi e offrendo nel calice degli appassionati la cultura, la tradizione e la ricchezza di ogni singolo paese. In fin dei conti, anche questo dovrebbe essere il bello del vino: paese che vai, vino che trovi. Questo è ciò che noi tutti appassionati della bevanda di Bacco dovremmo augurarci, evitando di essere condannati a bere vini prodotti con lo stesso “stampo” e con lo stesso gusto, rifuggendo dall'idea di un futuro di vini tutti uguali, tutti simili.

 L'argomento vino riscuote oggi un largo consenso dalla gente, aiutato anche dal fatto che intorno a questa bevanda si è costruito un vero e proprio fenomeno di massa - e quindi una rilevante importanza economica e commerciale - lo si considera un argomento “alla moda” e, per fortuna, l'attenzione della maggioranza dei consumatori è rivolta verso la qualità piuttosto che alla quantità. Le tante etichette oramai disponibili sul mercato - dalle enoteche ai supermercati - confermano l'importanza commerciale del vino e se fino a circa dieci anni fa nei supermercati si riservava un modesto spazio al vino, oggi si dedicano interi settori offrendo alla clientela una ricchissima scelta. Questo è il segno di un cambiamento epocale, poiché nessuno - almeno fino a circa dieci anni fa - si sarebbe mai aspettato di vedere negli scaffali dei supermercati etichette blasonate, pregiate e costosissime: questo è visto oggi come un fatto normale, uno dei tanti modi per arrivare al consumatore ottenendo quindi il fine ultimo della produzione: la vendita e quindi il profitto.

 

 Tuttavia nel mondo del vino - ma sarebbe meglio dire nel mondo dei consumatori di vino - esistono anche dei pregiudizi e degli atteggiamenti di forte scetticismo verso certi vini e certe categorie di vini. Sono proprio questo genere di comportamenti difficili da cambiare nei consumatori, spesso - non dimentichiamolo - indotti da efficaci campagne pubblicitarie e di mercato che hanno un influsso ben preciso sulle scelte e gli atteggiamenti dei consumatori, o almeno su una parte di essi. Va riconosciuto che questi pregiudizi sono spesso giustificati da evidenti motivi e quindi oggettivamente condivisibili, mentre ce ne sono altri che nascono da discutibili condizioni del passato e, nonostante le cose siano cambiate in meglio, il pregiudizio e lo scetticismo verso certi prodotti non cambia affatto o comunque è difficile da cambiare.

 Chi non ricorda, per esempio, la perenne discussione che dura da anni fra lo Champagne e lo spumante Italiano? Un confronto che si protrae da decenni e che si basa prevalentemente su certe condizioni del passato oramai fortemente radicate anche se ampiamente cambiate. Lo spumante Italiano ha fatto molta strada e la sua qualità è innegabilmente elevata, eppure ci sono molti consumatori che disdegnano qualunque tipo di bollicina con l'esclusione di quelle della nobile Champagne. Chiaramente lo Champagne è un vino unico e straordinario - chi potrebbe negare questo - ma lo stesso si può oggi dire di altri spumanti, incluso quello Italiano. Tuttavia il pregiudizio e lo scetticismo verso questo tipo di prodotti è ancora alto e molti continuano a sostenere queste ipotesi - vecchie di decine di anni - senza avere assaggiato con il proprio naso e la propria bocca il radicale cambiamento che si è sviluppato nel corso degli anni. Ciò che è ancora peggio, molti usano i pregiudizi solo perché hanno sentito dire da altri cosa è meglio e cosa è peggio, senza nemmeno preoccuparsi di verificare di persona.

 Ci sono poi i pregiudizi che nascono da cattive esperienze e che sono implicitamente estesi a tutte le esperienze analoghe future. Ci sono alcuni che dopo avere assaggiato un vino di qualità mediocre o scadente, sono convinti che tutti i vini appartenenti alla stessa categoria abbiano la stessa qualità e pertanto sono accuratamente evitati. Ci sono persone - senza nessuna pretesa da parte nostra di criticare i loro gusti - che dopo avere assaggiato un vino bianco di pessima qualità, si rifiutano categoricamente di assaggiare qualunque vino bianco colpevole di appartenere a quella categoria offesa da un esemplare di pessima qualità. Spesso, queste persone si rifugiano nei vini rossi considerandoli gli unici e degni rappresentanti della bevanda di Bacco. Chiunque sia appassionato di vino è consapevole del fatto che ci sono tantissimi bianchi capaci di mettere in ombra un foltissimo gruppo di vini rossi. Lo stesso può essere detto per qualunque altro stile di vino, ovviamente.

 Ben diversa è la posizione di chi non gradisce un determinato tipo di vino semplicemente perché non incontra il suo gusto: di fronte a questo nessuno ha il diritto di criticare o obiettare. Dove si può invece obiettare e criticare sono in tutti i comportamenti in cui si applicano indiscriminatamente ridicoli pregiudizi e uno scetticismo di altri tempi. Il bello del vino è anche questo: la possibilità di avere a disposizione una ricca scelta di prodotti che aspettano solo di essere valutati e ognuno di questi sarà capace di smentire o confermare sia i pregiudizi sia qualunque scetticismo. La conclusione rimane comunque la stessa, così simile a quello che accade nei rapporti umani. Ci sono persone che sono disposte ad ascoltare anche quando non condividono le idee altrui ma hanno la volontà di capire, altri invece che, non solo sono incapaci di ascoltare, ma continuano a parlare in modo arrogante non consentendo agli altri di esprimersi. Con il vino accade esattamente la stessa cosa. Se gli si concede la possibilità di farlo parlare attraverso i suoi aromi e il suo gusto, allora lo si potrà comprendere fino in fondo e arricchirsi della sua storia e cultura. Se non gli si concede nemmeno di parlare, non si può nemmeno pretendere di capire. La colpa non potrà ricadere su quel vino a cui si è negata un po' di attenzione a causa di un pregiudizio che rende solamente più povero chi si ostina a metterlo davanti ai propri occhi.

 



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La Posta dei Lettori


 In questa rubrica vengono pubblicate le lettere dei lettori. Se avete commenti o domande da fare, esprimere le vostre opinioni, inviate le vostre lettere alla redazione oppure utilizzare l'apposito modulo disponibile nel nostro sito.

 

In molte bottiglie di spumanti e Champagne non è riportata né la data di sboccatura né l'annata. Queste informazioni sono forse riportate nei codici che si trovano nell'etichetta? Grazie per la vostra risposta e complimenti per il sito.
Giuseppe Scattolin -- Padova (Italia)
La data di sboccatura e la dichiarazione dell'annata negli spumanti metodo classico - come Champagne e Franciacorta - non sempre sono dichiarati in etichetta. Mentre l'indicazione della data di sboccatura dovrebbe essere sempre indicata in etichetta - semplicemente per un fatto di chiarezza del produttore e non perché sia obbligatorio - non sempre è possibile stabilire l'annata esatta di uno spumante. Il vino base utilizzato per la produzione degli spumanti metodo classico senza annata (o sans année o non vintage) è generalmente ottenuta dalla miscelazione di più vini prodotti in annate diverse, pertanto non avrebbe molto senso indicare uno specifico millesimo nell'etichetta. Per quanto riguarda l'interpretazione dei codici tipicamente riportati nelle etichette degli Champagne, le consigliamo di leggere il nostro articolo Champagne pubblicato nel numero 22, Settembre 2004.



Un mio amico sostiene che nello spumante extra brut e pas dosé, prima dell'inizio della rifermentazione in bottiglia, si aggiunge una miscela contenente solamente lieviti. Secondo me non ha ragione poiché senza zucchero non sarebbe possibile attivare il processo di rifermentazione e quindi la produzione di anidride carbonica. Chi ha ragione? Complimenti per la rivista e continuate così.
Luigi Fasano -- Livorno (Italia)
Come ha giustamente osservato, la rifermentazione in bottiglia degli spumanti metodo classico avviene grazie alla presenza di zuccheri aggiunti che, per effetto dei lieviti - anch'essi aggiunti alla miscela - consentono di attivare una seconda fermentazione. Questa miscela - definita liqueur de tirage o liquore di tiraggio - è prodotta con il vino base a cui si aggiunge una certa quantità di zucchero e lieviti selezionati. Questa miscela è aggiunta a ogni tipo di spumante - indipendentemente dal metodo di produzione - e indipendentemente dal grado di dolcezza del prodotto finale; pertanto è utilizzata anche nella produzione degli spumanti extra brut e pas dosé. Lo zucchero aggiunto a questa miscela ha lo scopo di attivare la rifermentazione in bottiglia con il risultato di produrre anidride carbonica - responsabile dell'effervescenza - oltre che alcol. Per maggiori informazioni le consigliamo di leggere il nostro articolo La Produzione degli Spumanti pubblicato nel numero 22, Settembre 2004.



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  ABC Vino Numero 29, Aprile 2005   
VenetoVeneto  Sommario 
Numero 28, Marzo 2005 Numero 30, Maggio 2005

Veneto

Amarone, Recioto, Soave, Prosecco: solamente alcuni nomi di vini famosi in tutto il mondo e che nascono dalla stessa regione dell'Italia settentrionale, fra le principali produttrici di vino del paese

 Il Veneto è una delle principali regioni d'Italia in termini di produzione quantitativa d'uva, i vini che si producono in questa regione sono famosi in tutto il mondo. Amarone, Recioto, Soave, Prosecco, Valpolicella e Bardolino, sono solamente alcuni nomi di vini conosciuti in tutto il mondo e che nella maggioranza dei casi identificano non solo il vino del Veneto ma anche quello Italiano. La caratteristica più interessante del Veneto è certamente rappresentata dal fatto che il successo dei suoi vini è largamente determinato dalle tante uve autoctone che si coltivano nella regione, sia bianche, sia rosse. Garganega, Trebbiano di Soave e Prosecco sono fra le principali uve con cui si producono vini bianchi; Corvina, Rondinella, Molinara e Raboso sono quelle principalmente utilizzate nella produzione dei vini rossi. L'enologia Veneta dispone di un ampio patrimonio ampelografico e diversità territoriali tali da consentire una produzione di vini con diverse qualità, da vini leggeri e piacevoli fino a quelli più robusti e impegnativi, come l'Amarone.

 La storia del vino in Veneto - esattamente come in qualunque altra regione d'Italia - inizia in epoche remotissime, molto prima dei tempi dei Greci - a cui si riconosce generalmente l'introduzione della vite in Italia - come ampiamente dimostrato da importanti scoperte archeologiche. Si ritiene che la vite fosse presente allo stato selvatico in Veneto già a partire da molti secoli prima di Cristo e l'uva era utilizzata dalle popolazioni di quei tempi come alimento. Si dovrà attendere fino al VII secolo AC per trovare le prime testimonianze della produzione enologica in Veneto per opera delle popolazioni Etrusco-Retiche, fra queste gli Arusnati. Le prime importanti citazioni scritte sui vini di questa zona risalgono all'epoca dei Romani, quando i vini della Retia furono decantati per la loro qualità. Il celebre vino Retico - prodotto con uva Retica - fu lodato da importanti autori del passato come Columella, Celso Aulo Cornelio, Marziale, Strabone, Svetonio, Plinio il Vecchio e, in particolare, Virgilio che riteneva questo vino secondo solamente al celebre Falerno.

Il Veneto e le Sue Principali Aree Vinicole
Il Veneto e le Sue Principali Aree Vinicole

 Un altro importante vino particolarmente famoso dopo la caduta dell'impero Romano era l'Acinatico, un vino dolce che può essere considerato il vero antenato del Recioto di Soave, Recioto di Gambellara e Recioto della Valpolicella. Si trattava di un vino dolce prodotto con uve fatte appassire in graticci e successivamente vinificate. L'Acinatico fu talmente apprezzato che Flavius Magnus Aurelio Senator - meglio conosciuto come Cassiodoro e ministro del re Ostrogoto Teodorico - lasciò una sua testimonianza scritta in cui descrisse le qualità di questo vino e il suo più alto apprezzamento. Nonostante le popolazioni Barbare che invasero queste terre apprezzassero questi vini, furono anche responsabili della devastazione di gran parte dei vigneti. Fu solo nel 643 che i vigneti del Veneto furono per la prima volta e per legge protetti con uno speciale editto. Il re Longobardo Rotari emise infatti un editto che stabiliva delle pene a chiunque provocasse danni ai vigneti o fosse ritenuto responsabile di furti d'uva.

 Provvedimenti simili furono promulgati anche più tardi, la coltivazione della vite fu ampiamente incentivata e la sua diffusione fu tale che si estese addirittura all'interno delle mura cittadine. Durante il medioevo, lo sviluppo della vitivinicoltura Veneta fu determinato dalla potenza commerciale di Venezia, che non solo consentì l'esportazione dei vini Veneti in altri paesi, ma anche l'introduzione di vini stranieri, in particolare quelli prodotti in Grecia e a Cipro. I commercianti Veneziani - oltre all'importazione del vino - introdussero anche nuove specie di viti, favorendone la diffusione nei territori vicini, come nel caso della Malvasia che da Venezia si diffuse nel Friuli Venezia Giulia e nella Dalmazia. Anche i famosi vetrai di Murano contribuirono alla diffusione del vino e del suo migliore apprezzamento. Le raffinate bottiglie e i bicchieri di vetro di Murano si diffusero rapidamente nelle tavole dei nobili sostituendo progressivamente i contenitori di ceramica, argento e peltro. I nuovi contenitori di vetro furono subito associati ai vini di qualità e ben presto arrivarono - in forme più semplici e meno pregiate - nelle tavole della gente comune di tutta Europa.

 

 Con il decadimento della potenza commerciale di Venezia nell'area del Mediterraneo e in particolare nelle terre d'oriente - verso la metà del 1500 - l'importazione dei vini Greci diminuì drasticamente offrendo una possibilità di sviluppo ai vini locali. Fu proprio in questo periodo che iniziò la fama dei vini della zona di Treviso, di Vicenza e, chiaramente, quelli del territorio della Valpolicella. Durante il XVI secolo il destino del vino Veneto fu caratterizzato da periodi alterni di grande diffusione così come di decadimento, in particolare a causa delle devastazioni provocate dalle guerre e dall'epidemie di peste. Nel 1709 si registrò un'incredibile stagione fredda che - a causa delle gelate - distrusse la maggioranza dei vigneti, un evento che sconvolse radicalmente la viticoltura Veneta. In seguito a questo catastrofico evento la viticoltura Veneta fu approssimativa e la produzione dei vini seguì la stessa sorte. Fu solo nel 1800 che si tentò di fare rinascere l'enologia Veneta attraverso lo studio delle caratteristiche del territorio e delle varietà che meglio si adattavano: un primo passo concreto verso la rinascita di qualità.

 Nonostante questi nuovi buoni propositi, altre temibili catastrofi erano in agguato, non solo in Veneto, ma in tutta Europa. Nella metà del 1800, con la diffusione dell'oidio, iniziò un'altra epoca buia per la viticoltura, seguito poi dalla peronospora e infine dalla fillossera. Questi infausti eventi non condizionarono comunque l'impulso della rinascita dell'enologia Veneta che aveva oramai iniziato il suo cammino. Nel 1876 fu fondata la celebre Scuola di Enologia di Conegliano e nel 1923 la Stazione Sperimentale di Viticoltura ed Enologia. Grazie agli studi e l'impegno di questi due importanti istituti, fu possibile rilanciare concretamente l'enologia Veneta verso la sfida del 1900 e che favorì inoltre l'introduzione nella regione di vitigni internazionali, un evento che non influì comunque sulla diffusione delle varietà locali. Dopo il 1950 - in Veneto come in altre regioni d'Italia - iniziò la ripresa dell'enologia e si cominciò a comprendere l'importanza strategica della qualità: un processo che si è concretamente sviluppato negli anni 1990 e che ancora oggi non mostra segni di cedimento.

 

La Classificazione del Veneto

 I vini prodotti in Veneto sono classificati in accordo al sistema di qualità in vigore in Italia. Il livello più alto di questo sistema è identificato come DOCG (Denominazione di Origine Controllata e Garantita) il quale prevede un'ulteriore classificazione di qualità nel caso in cui si indichi la sottozona di produzione. I livelli seguenti sono DOC (Denominazione di Origine Controllata), IGT (Indicazione Geografica Tipica) e Vino da Tavola. Le attuali aree DOCG del Veneto sono: Bardolino Superiore, Recioto di Soave e Soave Superiore. Le attuali DOC del Veneto sono: Arcole, Bagnoli, Bardolino, Bianco di Custoza, Breganze, Colli Berici, Colli di Conegliano, Colli Euganei, Gambellara, Garda, Lison-Pramaggiore, Lugana, Merlara, Montello-Colli Asolani, Monti Lessini, Piave, Prosecco di Conegliano-Valdobbiadene, San Martino della Battaglia, Soave, Valdadige, Valpolicella e Vicenza.

 

Valpolicella, Amarone e Recioto

 I vini rossi più celebri del Veneto sono prodotti nella Valpolicella (o Valpantena) e fra questi il più rappresentativo è certamente l'Amarone. Questo vino - ricco, complesso e potente - è generalmente prodotto con le uve Corvina, Rondinella e Molinara. L'Amarone è prodotto con uve appassite - esattamente come il Recioto - che dopo la vinificazione consentono di ottenere un vino potente e concentrato. Mentre l'Amarone è un vino secco, il Recioto contiene una certa quantità di zuccheri residui che ne determinano la dolcezza. L'Amarone può considerarsi un vino derivato dal Recioto, spesso definito nella Valpolicella come un Recioto scapà - cioè scappato - vale a dire un Recioto fatto fermentare per troppo tempo. Famosa è anche la tecnica del ripasso utilizzata per rendere più robusti e corposi i Valpolicella rossi. Questa tecnica consiste nel versare - cioè ripassare - un vino rosso nelle vinacce del Recioto o dell'Amarone, conferendo quindi al vino una maggiore quantità di aromi e struttura e - nel caso di vinacce di Recioto - anche una certa dolcezza. I vini rossi della Valpolicella sono principalmente prodotti con le stesse uve utilizzate per l'Amarone e il Recioto.

 

Prosecco di Conegliano-Valdobbiadene

 La zona di Conegliano, e in particolare Valdobbiadene, è famosa nel mondo per la produzione di spumanti prodotti con uva Prosecco. La celebrità di questi spumanti è tale che spesso si ritiene che il termine Prosecco indichi il nome specifico del vino o il suo grado di dolcezza. In realtà Prosecco è il nome dell'uva utilizzata per la sua produzione e la cui origine è il Friuli Venezia Giulia. Gli spumanti di questa zona sono prodotti con il sistema Charmat - o metodo Martinotti - piuttosto adatto per l'esaltazione delle qualità aromatiche dell'uva Prosecco. Di particolare pregio è il Prosecco Superiore di Cartizze che prende il nome dall'omonima località nei pressi di San Pietro in Barbozza, nel comune di Valdobbiadene. Il territorio del Prosecco Superiore di Cartizze si estende per circa cento ettari e da cui si producono oltre un milione di bottiglie. Il Prosecco - oltre a essere disponibile nelle versioni spumante e con diversi gradi di dolcezza - è prodotto anche nelle versioni frizzante e tranquillo, cioè vinificato secondo le consuete pratiche enologiche in modo da ottenere un vino fermo e secco.

 

Soave e Recioto di Soave

 I vini bianchi più celebri del Veneto sono certamente quelli prodotti nella zona di Soave, vicino Verona, in cui si trova la massima espressione di due celebri uve bianche della regione: Garganega e Trebbiano di Soave. La zona classica di produzione comprende due soli comuni - Soave e Monteforte d'Alpone - e da qui provengono i migliori vini bianchi di questa DOC. Questa zona di produzione prevede inoltre una denominazione di origine controllata e garantita (DOCG) riservata esclusivamente al Soave Superiore. Oltre ai vini da tavola secchi, la denominazione Soave prevede anche la produzione di spumanti, sia metodo classico sia Charmat. Il primo vino - e quindi anche la prima area vinicola - a cui è stata riconosciuta la prima DOCG del Veneto è il Recioto di Soave. Questo vino è prodotto con uve appassite per circa sei mesi - principalmente Garganega - e quindi vinificate. Il risultato è un interessante vino dolce in cui è possibile riconoscere piacevoli aromi di albicocca secca, agrumi e miele, un vino suadente e perfetto con la pasticceria secca ma anche apprezzato da solo come vino da meditazione.

 

Colli Euganei, Breganze e Torcolato

 Una delle zone vinicole più interessanti della provincia di Padova è certamente quella dei Colli Euganei. In questa zona si producono interessanti vini - bianchi, rossi e spumanti - tuttavia il più interessante è il Fior d'Arancio, in particolare la versione passito, prodotto con uva Moscato Giallo. In questa zona si produce inoltre un altro vino interessante - il Serprino - da uve Prosecco e di cui la versione più tipica è quella frizzante. I vini rossi dei Colli Euganei sono generalmente prodotti con le uve internazionali Merlot, Cabernet Sauvignon e Cabernet Franc, oltre a Raboso e Barbera. Nella produzione dei vini bianchi si impiegano generalmente Tocai Italico, Pinot Bianco, Moscato, Garganega, Riesling, Sauvignon Blanc e Pinello. L'area vinicola di Breganze - in provincia di Vicenza - propone una pregevole produzione di vini bianchi e rossi e - in particolare - l'eccellente e celebre Torcolato. Anche in questa zona si coltivano varietà di uve internazionali - con le quali si producono sia vini bianchi, sia vini rossi - tuttavia la varietà più caratteristica dell'area è il Vespaiolo. Con questa varietà di uva si producono interessanti vini bianchi secchi, tuttavia la sua migliore espressione si ottiene dopo un adeguato appassimento e da cui si produce il celebre Torcolato, uno stupendo vino dolce apprezzato in tutto il mondo.

 

Altre Zone di Produzione

 Molte delle aree a denominazione di origine controllata del Veneto hanno reso celebre l'enologia della regione e dell'Italia nel mondo. Fra queste si trova certamente Bardolino, i cui vini sono generalmente prodotti con le stesse uve dell'Amarone, tuttavia con minore struttura e carattere. In questa zona è inoltre prodotto il Bardolino Superiore a cui è riconosciuta la qualifica DOCG. Un altro celebre vino bianco del Veneto è il Bianco di Custoza - di cui recentemente è ammessa anche la produzione nelle versioni spumante e passito - prodotto con uve Trebbiano Toscano, Garganega, Tocai Friulano, Cortese, Riesling Italico, Pinot Bianco, Chardonnay e Malvasia Toscana. Di particolare interesse è la produzione dell'area di Gambellara e in particolare il Recioto di Gambellara - prodotto con uva Garganega - oltre al più raro Vin Santo. Il Veneto condivide tre aree vinicole DOC con la regione Lombardia e nelle quali si producono interessanti vini: Lugana, San Martino della Battaglia e Garda. Una particolare menzione spetta al Raboso - protagonista dell'area vinicola del Piave - un'uva ricca di tannini e di acidi da cui si producono interessanti e robusti vini rossi.

 




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Sémillon

Spesso il nome di quest'uva è anonimo per molti, ma quando si fa riferimento al suo vino più celebre - il Sauternes - per tutti gli appassionati diventa subito sinonimo di grande eleganza, classe e prestigio

 Il Sauternes - il celebre vino dolce prodotto nell'omonima cittadina Bordolese - è da tutti considerato fra i migliori vini dolci e botritizzati del mondo, tuttavia non tutti sanno che dietro questo famoso vino si “nasconde” il Sémillon - un'uva bianca poco diffusa nel mondo - e che in buona parte è responsabile non solo del Sauternes, ma anche di altri vini analoghi della zona. Barsac e Monbazillac sono solamente due esempi di grandi vini dolci e botritizzati prodotti con Sémillon, tuttavia - ad onore del vero - il prestigio di questi prodotti è dovuto anche alle qualità del Sauvignon Blanc e del Muscadelle, spesso miscelate con il Sémillon nella produzione di questi vini. Nonostante il Sémillon sia il componente principale dei vini dolci più famosi del mondo, la sua diffusione in altri paesi non è mai stata ampia, e solamente in pochissime altre zone del mondo ha assunto una certa importanza nella viticoltura locale, come per esempio nella Hunter Valley, in Australia.

 Il Sémillon - spesso scritto come Semillon nei paesi non francofoni - è originario della Francia sud-occidentale dove fino alla fine degli anni 1960 rappresentava la varietà a bacca bianca più coltivata della zona. Attualmente il territorio in cui è maggiormente diffuso è l'area di Bordeaux, in particolare nelle zone delle Graves, Sauternes, Barsac e Entre-Deux-Mers. In queste zone il Sémillon è nella maggioranza dei casi utilizzato per la produzione di vini congiuntamente al Sauvignon Blanc, come nel caso dei vini di Sauternes. Questo connubio - dettato non solo dalle opportunità ampelografiche della zona - rappresenta una condizione ideale per raggiungere un buon equilibrio in questi vini bianchi. Il Sémillon non dispone di un ricco patrimonio aromatico e la sua acidità è piuttosto contenuta, tuttavia consente di ottenere vini bianchi di corpo e intensamente colorati. In questo senso il Sauvignon Blanc sembra essere il suo compagno ideale e complementare, poiché ha un'elevata qualità aromatica, una spiccata acidità e produce generalmente vini poco strutturati. Il risultato dell'unione di queste due uve spesso consente di ottenere vini interessanti.

Un grappolo di uva Sémillon
Un grappolo di uva Sémillon

 Le qualità del Sémillon possono essere considerate sotto molteplici aspetti, visto l'utilizzo che si fa di quest'uva in enologia nella produzione di diversi stili di vino. A parte l'eccezione rappresentata dai vini prodotti nella Hunter Valley - in Australia - l'uso in purezza del Sémillon restituisce vini con aromi piuttosto anonimi e poco intensi. L'uso della botte - che il Sémillon generalmente sopporta bene - aggiunge i classici aromi terziari conferendo al vino un'ulteriore longevità nell'affinamento in bottiglia. Nella produzione dei vini secchi da tavola, il risultato più interessante è quello ottenuto dalla miscelazione con il Sauvignon Blanc, una combinazione frequentissima nella zona di Bordeaux e adottata anche in altri paesi. Ciò che invece trasforma il Sémillon in un prestigioso nettare è la sua spiccata sensibilità agli effetti della Botrytis Cinerea - la celebre muffa nobile - poiché la sua buccia sottile facilita la penetrazione di questo fungo all'interno dell'acino. Il risultato è magistralmente rappresentato dai migliori esempi dei vini di Sauternes, Barsac e Monbazillac, stili di vini botritizzati che vantano innumerevoli tentativi di imitazione in molte parti nel mondo.

 Dal punto di vista colturale, il Sémillon è un'uva che tende facilmente alla sovrapproduzione, una caratteristica che richiede una scrupolosa potatura ma che assicura raccolti copiosi per la produzione di vini di mediocre qualità. Gli acini maturi del Sémillon assumono generalmente un colore giallo carico dorato e che diventa quasi rosa con la surmaturazione, una qualità che è responsabile per l'intensa colorazione dei suoi vini. Il Sémillon è un'uva piuttosto semplice da coltivare e generalmente riesce ad adattarsi in diversi tipi di suolo, tuttavia i migliori risultati si ottengono in quelli argillosi e calcarei così come in quelli marnosi e rocciosi. Il Sémillon è particolarmente sensibile agli effetti della Botrytis Cinerea, che comunque può costituire un serio pericolo - in particolare nelle zone con sfavorevoli condizioni climatiche e meteorologiche - vista la facilità con cui tende a marcire, tuttavia è molto resistente a tutte le altre malattie della vite.

 Il Sémillon è un'uva con un contenuto di acidi piuttosto moderato e la gradazione alcolica dei suoi vini è da considerarsi come medio-alta. Questa caratteristica è prevalentemente riscontrabile nelle zone a clima caldo in cui si aggiunge anche un'apprezzabile struttura. Per questo motivo i vini di ottima qualità prodotti con Sémillon in purezza sono piuttosto rari e giustificando quindi il tipico uso di quest'uva in congiunzione con il Sauvignon Blanc. I migliori esempi di utilizzo in purezza del Sémillon sono quelli offerti dalle zone di Hunter Valley - Australia - e alcuni vini dolci prodotti nell'area di Sauternes, anche se nella maggioranza dei casi la composizione di questi celebri vini prevede l'uso del Sauvignon Blanc e del Muscadelle. I vini prodotti con uva Sémillon esprimono certamente le loro migliori qualità con un opportuno affinamento in bottiglia che - contrariamente alla maggioranza dei vini bianchi - può raggiungere anche oltre dieci anni, come nel caso specifico dei Sémillon prodotti nella Hunter Valley. Č sempre comunque consigliabile consentire ai vini da tavola di qualità prodotti con Sémillon un affinamento in bottiglia di almeno quattro anni. La longevità dei vini dolci prodotti con quest'uva - come per esempio Sauternes e Barsac - beneficia della maggiore quantità di zuccheri e pertanto può raggiungere anche diverse decine di anni.

 

I Colori del Sémillon

 I vini prodotti con Sémillon - di qualunque stile - presentano sempre dei colori molto intensi e carichi. Quando l'uva Sémillon raggiunge la sua ottimale maturazione, il colore della sua buccia assume tonalità giallo dorato carico, fino a raggiungere evidenti colorazioni rosa con la surmaturazione, esattamente come il Gewürztraminer. L'intensa colorazione è visibile nei vini bianchi da tavola e in modo particolare nei vini dolci che con il tempo possono assumere colori giallo dorato scuro e ambra. Il colore dei vini Sémillon può ulteriormente assumere tonalità più cariche e più intense nel caso in cui si sia fatto maturare in botte, una pratica abbastanza diffusa, vista la buona predisposizione dell'uva a questa tecnica enologica. Anche l'affinamento in bottiglia dei vini da tavola contribuisce ad accentuare la tonalità giallo dorato e in certi casi può assumere sfumature tendenti all'ambra.

 

Gli Aromi


 

 Il Sémillon è un'uva con basse qualità aromatiche, una caratteristica che è principalmente evidente nei vini giovani prodotti con quest'uva in purezza. Il segreto per un buon apprezzamento degli aromi del Sémillon è rappresentato dal fattore tempo, grazie al quale i suoi tenui e quasi anonimi aromi si trasformano notevolmente restituendo un vino complesso e interessante. Nei vini prodotti con Sémillon coltivato in aree a clima fresco o con uve non perfettamente mature si possono percepire aromi che ricordano direttamente qualità erbacee - come per esempio erba falciata, asparago, pisello e ortica - così come qualità aromatiche che ricordano il limone e l'uva spina. Nei vini prodotti nelle aree a clima caldo, o con uve mature, emergerà un carattere più fruttato nel quale si potranno percepire aromi di mela, pompelmo e pesca, così come aromi di lanolina e cera, tipici del Sémillon.

 La maturazione in botte - nel Sémillon come in qualunque altra uva - conferisce ai vini i tipici aromi di vaniglia e tostato, arricchendo - di fatto e nel giusto equilibrio - la loro personalità aromatica. Probabilmente la migliore esperienza olfattiva del Sémillon è quella offerta dai suoi vini dolci e botritizzati, come per esempio Sauternes, Barsac e Monbazillac. In questi vini si potranno percepire aromi di cera, miele, tostato, uva passa, albicocca secca, confetture di frutti gialli e bianchi, melone, agrumi, caramello e frutta secca in genere, oltre al piacevole e caratteristico aroma conferito dalla Botrytis Cinerea. L'affinamento di questi vini restituirà con il tempo - e nei migliori esemplari - aromi molto complessi come muschio e cioccolato.

 

Il Gusto

 Il Sémillon è un'uva con bassa acidità e un buon contenuto di zuccheri, pertanto i suoi vini saranno caratterizzati da un'altrettanto bassa acidità e un volume alcolico che può definirsi medio-alto. I vini di qualità prodotti con quest'uva si fanno notare anche per il loro notevole corpo, una caratteristica che in genere è positivamente utilizzata nei vini miscelati con Sauvignon Blanc - il suo più celebre e affidabile compagno - che a sua volta contribuisce efficacemente ad aumentare l'acidità e ad arricchire il profilo aromatico. La struttura dei vini Sémillon è inoltre rafforzata dall'eventuale maturazione in botte e che contribuisce ad aumentarne anche la morbidezza. I vini dolci prodotti con quest'uva sono generalmente caratterizzati da un consistente corpo, quasi viscoso e denso, una qualità che con il tempo tende ad accentuarsi.

 

Sauternes, Barsac e Altro Ancora

 La zona in cui il Sémillon è principalmente coltivato e utilizzato per la produzione dei vini è l'area di Bordeaux e in particolare Sauternes e Barsac. L'interpretazione più classica dei vini di questa zona è rappresentata dai celebri vini dolci prodotti con uve attaccate dalla Botrytis Cinerea, in cui la spiccata dolcezza deve essere sempre bilanciata da un'opportuna acidità. Proprio per questo motivo, ai vini di Sauternes si aggiunge una certa quantità di Sauvignon Blanc, che contribuisce inoltre anche al patrimonio aromatico congiuntamente al Muscadelle. Nel Bordolese la produzione di vini secchi da tavola con Sémillon è particolarmente apprezzabile nell'area delle Graves, pur tuttavia osservando che nelle miscele dei migliori vini la percentuale Sauvignon Blanc è piuttosto alta. Nel Bordolese si producono inoltre vini dolci da uve Sémillon nelle aree di Cérons, Loupiac, Ste-Croix-du-Mont e Cadillac.

 Un'altra interessante area Francese per la produzione di vini con una Sémillon si trova nella regione sud-occidentale, e in modo particolare nelle denominazioni di Monbazillac e Saussignac. Il Sémillon è presente in piccole quantità anche in Italia, in particolare nei vini bianchi della DOC Montecarlo, in Toscana. Fuori dai confini Europei, i migliori risultati sono quelli ottenuti in Australia e in modo particolare nella Hunter Valley. I vini di quest'area sono prodotti con Sémillon in purezza e sono probabilmente da considerarsi come i migliori esempi di vini secchi da tavola. I vini della Hunter Valley necessitano generalmente di dieci anni per potere esprimere le loro migliori qualità organolettiche. Sempre in Australia il Sémillon è coltivato nella Barossa Valley e nell'Australia Occidentale. Il Sémillon si trova - in modeste quantità - anche in Nuova Zelanda, Sud Africa, Argentina, Cile, Canada e California.

 






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I Vini del Mese


 

Legenda dei punteggi

Sufficiente    Abbastanza Buono    Buono
Ottimo    Eccellente
Vino eccellente nella sua categoria
Vino con buon rapporto qualità/prezzo
I prezzi sono da considerarsi indicativi in quanto possono subire variazioni a seconda del paese
e del luogo in cui vengono acquistati i vini




Canneto 2001, D'Angelo (Italia)
Canneto 2001
D'Angelo (Italia)
Uvaggio: Aglianico
Prezzo: € 18,00 Punteggio:
Alla vista si presenta con un colore rosso rubino intenso e sfumature di rosso granato, poco trasparente. Al naso esprime aromi intensi, puliti, gradevoli e raffinati che si aprono con note di prugna e amarena seguite da aromi di mirtillo, violetta, vaniglia, liquirizia, cannella e mentolo. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco leggermente tannico e comunque equilibrato dall'alcol, buon corpo, sapori intensi, buoni tannini. Il finale è persistente con ricordi di prugna, mirtillo e amarena. Canneto matura per 18 mesi in barrique a cui seguono 8 mesi di affinamento in bottiglia.
Abbinamento: Carne arrosto, Carne alla griglia, Stufati di carne, Formaggi stagionati



Aglianico del Vulture Donato D'Angelo 2001, D'Angelo (Italia)
Aglianico del Vulture Donato D'Angelo 2001
D'Angelo (Italia)
Uvaggio: Aglianico
Prezzo: € 18,00 Punteggio:
Questo Aglianico si presenta con un colore rosso rubino brillante e sfumature di rosso granato, poco trasparente. Al naso esprime aromi intensi, puliti, gradevoli e raffinati che si aprono con note di amarena, mirtillo e prugna seguite da aromi di mora, violetta, vaniglia, liquirizia, eucalipto, cacao e pepe rosa. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco tannico e comunque equilibrato dall'alcol, corpo pieno, sapori intensi, buoni tannini. Il finale è persistente con ricordi di amarena, prugna e mirtillo. Un vino ben fatto. Questo Aglianico matura per 18 mesi in barrique a cui seguono 8 mesi di affinamento in bottiglia.
Abbinamento: Carne arrosto, Selvaggina, Brasati e stufati di carne, Formaggi stagionati



Brindisi Rosso Vigna Flaminio 2001, Vallone (Italia)
Brindisi Rosso Vigna Flaminio 2001
Vallone (Italia)
Uvaggio: Negroamaro (70%), Montepulciano (20%), Malvasia Nera (10%)
Prezzo: € 6,50 Punteggio:
Alla vista si presenta con un colore rosso rubino brillante e sfumature di rosso rubino, abbastanza trasparente. Al naso denota aromi intensi, puliti, gradevoli e raffinati che si aprono con note di amarena, mirtillo e prugna seguite da aromi di lampone, ciclamino, liquirizia, mora, violetta e vaniglia. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco leggermente tannico e comunque equilibrato dall'alcol, buon corpo, sapori intensi, buoni tannini, piacevole. Il finale è persistente con ricordi di amarena, prugna e mora. Questo vino matura per 8 mesi in botte.
Abbinamento: Carne alla griglia, Stufati di carne con funghi



Salice Salentino Rosso Vereto 2001, Vallone (Italia)
Salice Salentino Rosso Vereto 2001
Vallone (Italia)
Uvaggio: Negroamaro (90%), Malvasia Nera (10%)
Prezzo: € 6,50 Punteggio:   
Questo vino si presenta con un colore rosso rubino intenso e sfumature di rosso granato, abbastanza trasparente. Al naso esprime aromi intensi, puliti, gradevoli e raffinati che si aprono con note di amarena, mora e carruba seguite da aromi di liquirizia, mentolo, prugna, viola appassita, cuoio e vaniglia. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco leggermente tannico e piacevole morbidezza, comunque equilibrato dall'alcol, buon corpo, sapori intensi, buoni tannini, piacevole. Il finale è persistente con ricordi di prugna e amarena. Questo Salice Salentino matura per 8 mesi in botte.
Abbinamento: Carne arrosto, Stufati di carne con funghi, Formaggi stagionati



Passito 2000, Col Sandago (Italia)
Passito 2000
Col Sandago (Italia)
Uvaggio: Prosecco
Prezzo: € 20,00 - 50cl Punteggio:
Alla vista si presenta con un colore giallo ambra chiaro e sfumature di giallo dorato, trasparente. Al naso esprime aromi intensi, puliti, gradevoli e raffinati che si aprono con note di scorza d'agrume e dattero seguite da aromi di albicocca secca, confettura di mele cotogne, fico secco, lavanda, mandorla, miele e vaniglia. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco dolce e comunque equilibrato dall'alcol, buon corpo, sapori intensi, piacevole. Il finale è persistente con ricordi di dattero, miele e confettura di mele cotogne. Questo vino è prodotto con uve Prosecco appassite e matura per circa 20 mesi in botte.
Abbinamento: Dessert di frutta secca, Pasticceria, Formaggi stagionati e piccanti



Camoi 2000, Col Sandago (Italia)
Camoi 2000
Col Sandago (Italia)
Uvaggio: Merlot (40%), Cabernet Sauvignon (40%), Cabernet Franc (20%)
Prezzo: € 18,00 Punteggio:
Camoi si presenta con un colore rosso rubino brillante e sfumature di rosso granato, poco trasparente. Al naso esprime aromi intensi, puliti, gradevoli e raffinati che si aprono con note di amarena, prugna e ribes seguite da aromi di vaniglia, peperone, cacao, eucalipto, liquirizia e macis. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco leggermente tannico e comunque equilibrato dall'alcol, buon corpo, sapori intensi, buoni tannini. Il finale è persistente con ricordi di amarena, prugna e ribes. Un vino ben fatto. Camoi matura per 16 mesi in botte a cui seguono almeno 6 mesi di affinamento in bottiglia.
Abbinamento: Carne arrosto, Brasati e stufati di carne, Formaggi stagionati



Alto Adige Chardonnay Salt 2003, Erste \& Neue (Italia)
Alto Adige Chardonnay Salt 2003
Erste & Neue (Italia)
Uvaggio: Chardonnay
Prezzo: € 6,70 Punteggio:
Alla vista si presenta con un colore giallo dorato brillante e sfumature di giallo paglierino, molto trasparente. Al naso esprime aromi intensi, puliti, gradevoli e raffinati che si aprono con note di biancospino, mela e pera seguite da aromi di ananas, ginestra, susina e un accenno di minerale. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco fresco e comunque equilibrato, buon corpo, sapori intensi. Il finale è persistente con ricordi di ananas, pera e mela. Questo Chardonnay matura in vasche d'acciaio.
Abbinamento: Antipasti di pesce e crostacei, Pesce fritto, Pesce saltato, Pasta e risotto con pesce e crostacei



Alto Adige Sauvignon Stern 2003, Erste \& Neue (Italia)
Alto Adige Sauvignon Stern 2003
Erste & Neue (Italia)
Uvaggio: Sauvignon Blanc
Prezzo: € 9,50 Punteggio:
Alla vista si presenta con un colore giallo paglierino brillante e sfumature di giallo verdolino, molto trasparente. Al naso esprime aromi intensi, puliti, gradevoli e raffinati che si aprono con note di pesca e pera seguite da aromi di uva, sambuco, biancospino, banana, ginestra, litchi e un accenno di minerale. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco fresco e comunque equilibrato dall'alcol, buon corpo, sapori intensi, piacevole. Il finale è persistente con ricordi di pesca, pera e litchi. Questo Sauvignon Blanc matura in vasche d'acciaio.
Abbinamento: Antipasti di pesce e crostacei, Pasta e risotto con pesce e verdure



Trebbiano d'Abruzzo Soma 2003, Chiusa Grande (Italia)
Trebbiano d'Abruzzo Soma 2003
Chiusa Grande (Italia)
Uvaggio: Trebbiano d'Abruzzo
Prezzo: € 5,00 Punteggio:   
Alla vista si presenta con un aspetto giallo verdolino brillante e sfumature di giallo verdolino, molto trasparente. Al naso esprime aromi intensi, puliti e gradevoli che si aprono con note di biancospino, pera e mela seguite da aromi di limone, ginestra e susina. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco fresco e comunque equilibrato dall'alcol, leggero, sapori intensi. Il finale è persistente con ricordi di mela e pera.
Abbinamento: Aperitivi, Antipasti di verdure, Latticini, Pasta e risotto con verdure e crostacei



Montepulciano d'Abruzzo Perla Nera 2000, Chiusa Grande (Italia)
Montepulciano d'Abruzzo Perla Nera 2000
Chiusa Grande (Italia)
Uvaggio: Montepulciano
Prezzo: € 12,00 Punteggio:
Alla vista si presenta con un colore rosso rubino intenso e sfumature rosso rubino, poco trasparente. Al naso rivela aromi intensi, puliti, gradevoli, raffinati ed eleganti che si aprono con note di prugna, mora e amarena seguite da aromi di liquirizia, violetta, tabacco, vaniglia, pepe bianco, cioccolato, eucalipto e macis. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco tannico e comunque ben equilibrato dall'alcol, corpo pieno, sapori intensi, buoni tannini, piacevole. Il finale è persistente con ricordi di amarena, prugna e mirtillo. Un vino ben fatto. Questo Montepulciano matura per 18 mesi in barrique.
Abbinamento: Carne arrosto, Selvaggina, Brasati e stufati di carne, Formaggi stagionati



Barbera d'Asti Superiore Vigna delle Rose 2001, Franco Mondo (Italia)
Barbera d'Asti Superiore Vigna delle Rose 2001
Franco Mondo (Italia)
Uvaggio: Barbera
Prezzo: € 10,00 Punteggio:
Alla vista si presenta con un colore rosso rubino intenso e sfumature di rosso rubino, poco trasparente. Al naso esprime aromi intensi, puliti, gradevoli e raffinati che si aprono con note di amarena, mora e prugna seguite da aromi di mirtillo, liquirizia, carruba, viola appassita e un accenno di vaniglia. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco leggermente tannico e piacevole freschezza, comunque equilibrato dall'alcol, buon corpo, sapori intensi, buoni tannini. Il finale è persistente con ricordi di amarena, prugna e mirtillo. Questa Barbera matura per alcuni mesi in barrique.
Abbinamento: Carne alla griglia, Carne arrosto, Formaggi stagionati



Piemonte Moscato Passito Sileo 2001, Franco Mondo (Italia)
Piemonte Moscato Passito Sileo 2001
Franco Mondo (Italia)
Uvaggio: Moscato Bianco
Prezzo: € 16,00 - 500ml Punteggio:
Questo vino si presenta con un colore giallo ambra brillante e sfumature di giallo ambra, trasparente. Al naso esprime aromi intensi, puliti, gradevoli, raffinati ed eleganti che si aprono con note di uva passa e confettura di fichi seguite da aromi di canditi, confettura di albicocche, confettura di mele cotogne, confettura di pesche, dattero, mandorla, lavanda, scorza d'agrume, miele, marmellata d'arance e vaniglia. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco dolce e morbido, comunque ben equilibrato, buon corpo, sapori intensi, piacevole. Il finale è persistente con ricordi di uva passa, confettura di pesche, miele e confettura di fichi. Un vino ben fatto. Sileo fermenta in barrique.
Abbinamento: Pasticceria secca, Crostate di frutta, Formaggi stagionati e piccanti



Brunello di Montalcino 2000, Argiano (Italia)
Brunello di Montalcino 2000
Argiano (Italia)
Uvaggio: Sangiovese Grosso
Prezzo: € 33,50 Punteggio:
Questo Brunello si presenta con un colore rosso rubino brillante e sfumature di rosso granato, abbastanza trasparente. Al naso esprime aromi intensi, puliti, gradevoli e raffinati ci si aprono con note di amarena, prugna e viola appassita seguite da aromi di confettura di mirtilli, confettura di lamponi, vaniglia, tabacco, liquirizia, mentolo e cacao. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco leggermente tannico e piacevole freschezza, comunque equilibrato dall'alcol, corpo pieno, sapori intensi, buoni tannini. Il finale è persistente con ricordi di amarena, prugna e confettura di mirtilli. Questo Brunello di Montalcino matura per 12 mesi in barrique a cui seguono altri 12 mesi di maturazione in botte.
Abbinamento: Selvaggina, Brasati e stufati di carne, Carne arrosto, Formaggi stagionati



Solengo 2002, Argiano (Italia)
Solengo 2002
Argiano (Italia)
Uvaggio: Cabernet Sauvignon, Merlot, Syrah
Prezzo: € 62,50 Punteggio:
Solengo si presenta con un colore rosso rubino intenso e sfumature di rosso granato, poco trasparente. Al naso esprime aromi intensi, puliti, gradevoli, raffinati ed eleganti che si aprono con note di amarena, ribes e prugna seguite da aromi di mora, confettura di mirtilli, tostato, vaniglia, tabacco, liquirizia, eucalipto, cioccolato e pepe nero. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco tannico e comunque equilibrato dall'alcol, corpo pieno, sapori intensi, buoni tannini, piacevole. Il finale è molto persistente con ricordi di ribes, amarena, prugna e mora. Un vino ben fatto. Solengo matura per 14 mesi in barrique.
Abbinamento: Selvaggina, Brasati e stufati di carne, Carne arrosto, Formaggi stagionati



Aphrodisium 2004, Casale del Giglio (Italia)
Aphrodisium 2004
Casale del Giglio (Italia)
Uvaggio: Viognier, Fiano, Greco Bianco, Petit Manseng
Prezzo: € 21,50 - 500ml Punteggio:
Alla vista si presenta con un colore giallo dorato chiaro e sfumature di giallo paglierino, molto trasparente. Al naso esprime buona personalità con aromi intensi, puliti, gradevoli, raffinati ed eleganti che si aprono con note di uva, canditi e scorza d'agrume seguite da aromi di albicocca, banana, dattero, litchi, vaniglia, miele, pera e mandorla. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco dolce e morbido con piacevole freschezza, comunque equilibrato dall'alcol, buon corpo, sapori intensi, piacevole. Il finale è persistente con ricordi di uva, pera e banana. Un vino ben fatto. Aphrodisium fermenta in barrique.
Abbinamento: Crostate di frutta, Formaggi stagionati



Colli Orientali del Friuli Rosazzo Bianco Ronco delle Acacie 2001, Le Vigne di Zamň (Italia)
Colli Orientali del Friuli Rosazzo Bianco Ronco delle Acacie 2001
Le Vigne di Zamò (Italia)
Uvaggio: Chardonnay, Tocai Friulano, Pinot Bianco
Prezzo: € 17,00 Punteggio:
Alla vista si presenta con un colore giallo paglierino intenso e sfumature di giallo dorato, molto trasparente. Al naso esprime aromi intensi, puliti, gradevoli e raffinati che si aprono con note di mela, biancospino e pesca matura seguite da aromi di ananas, banana, mandorla, nocciola, miele, susina e vaniglia. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco fresco e piacevole morbidezza, comunque equilibrato dall'alcol, buon corpo, sapori intensi, piacevole. Il finale è persistente con ricordi di susina, mandorla e mela. Un vino ben fatto. Ronco delle Acacie matura in botte per 9-10 mesi a cui segue un affinamento in bottiglia di 14 mesi.
Abbinamento: Zuppe di pesce e funghi, Paste ripiene, Pesce arrosto, Carne bianca arrosto



Colli Orientali del Friuli Rosso Ronco dei Roseti 2000, Le Vigne di Zamň (Italia)
Colli Orientali del Friuli Rosso Ronco dei Roseti 2000
Le Vigne di Zamò (Italia)
Uvaggio: Merlot, Cabernet Franc, Cabernet Sauvignon, Schioppettino
Prezzo: € 24,00 Punteggio:
Questo vino si presenta con un colore rosso rubino brillante e sfumature di rosso granato, poco trasparente. Al naso esprime aromi intensi, puliti, gradevoli e raffinati che si aprono con note di ribes, amarena e prugna seguite da aromi di mirtillo, vaniglia, tabacco, liquirizia, eucalipto, cacao, cannella, pepe rosa e un accenno di peperone. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco leggermente tannico e comunque equilibrato dall'alcol, corpo pieno, sapori intensi, buoni tannini, piacevole. Il finale è persistente con ricordi di amarena, ribes e prugna. Un vino ben fatto. Ronco dei Roseti matura in barrique per 15-18 mesi a cui seguono 5 mesi di maturazione in botte.
Abbinamento: Carne arrosto, Selvaggina, Brasati e stufati di carne, Formaggi stagionati



Alto Adige Terlano Pinot Bianco Spiegelleiten 2004, Kössler (Italia)
Alto Adige Terlano Pinot Bianco Spiegelleiten 2004
Kössler (Italia)
Uvaggio: Pinot Bianco
Prezzo: € 5,95 Punteggio:   
Questo vino si presenta con un colore giallo verdolino brillante e sfumature di giallo verdolino, molto trasparente. Al naso rivela aromi intensi, puliti e gradevoli che si aprono con note di biancospino, mela e pera seguite da aromi di agrumi, pera, susina e un accenno di luppolo. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco fresco e comunque equilibrato dall'alcol, leggero, sapori intensi. Il finale è persistente con ricordi di pera, mela e ananas. Questo Pinot Bianco matura in vasche d'acciaio.
Abbinamento: Latticini, Antipasti di verdure, Pasta e risotti con verdure



Alto Adige Pinot Noir 2000, Kössler (Italia)
Alto Adige Pinot Noir 2000
Kössler (Italia)
Uvaggio: Pinot Nero
Prezzo: € 9,80 Punteggio:
Questo vino si presenta con un colore rosso rubino brillante e sfumature di rosso granato, abbastanza trasparente. Al naso esprime aromi intensi, puliti, gradevoli e raffinati che si aprono con note di ciliegia, lampone e prugna seguite da aromi di mirtillo, confettura di fragole, liquirizia, violetta e vaniglia. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco leggermente tannico e piacevole freschezza, comunque equilibrato dall'alcol, buon corpo, sapori intensi, buoni tannini. Il finale è persistente con ricordi di ciliegia, lampone e prugna. Questo Pinot Nero matura per 12 mesi in barrique.
Abbinamento: Carne arrosto, Stufati di carne con funghi, Carne alla griglia






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Numero 28, Marzo 2005 Numero 30, Maggio 2005

Livio Felluga

Tutto inizia, o per meglio dire, ricomincia, dopo la seconda guerra mondiale, quando negli anni 1950 Livio Felluga, patriarca dell'enologia Friulana, decide di trasformare il suo sogno in realtà

 Il Friuli Venezia Giulia è certamente fra le regioni d'Italia più rappresentative per l'enologia del paese, e in modo particolare, questa regione si è sempre distinta nella produzione di vini bianchi, praticamente un'implicita associazione che si è consolidata nel corso del tempo. Ed è proprio fra i vini bianchi che si trovano espressioni di uve autoctone che sono oramai celebri in tutto il mondo e che ben rappresentano due stili di vini diversi che identificano l'enologia della regione. Il Tocai Friulano, protagonista indiscusso dei grandi vini bianchi secchi del Friuli Venezia Giulia, e il pregiato Picolit, con il quale si producono eccellenti vini dolci non solo della regione, ma anche d'Italia. Anche le uve a bacca rossa abbondano in questa regione e fra queste, quella che si distingue in modo particolare, è il Refosco dal Peduncolo Rosso, protagonista di interessanti vini.

Terre Alte: il Grande Vino Bianco
di Livio Felluga
Terre Alte: il Grande Vino Bianco di Livio Felluga

 In questa regione si trova inoltre una delle più interessanti e celebri realtà vinicole d'Italia - la cantina Livio Felluga - diventata oramai un solido punto di riferimento grazie alla costante qualità dei suoi vini, una certezza che contraddistingue l'enologia Friulana e Italiana nel mondo. Nonostante la cantina Livio Felluga fu fondata nel 1956, la tradizione enologica della famiglia Felluga vanta una storia molto più antica e lunga di cinque generazioni. In un periodo in cui i confini geografici di questa regione si confondono continuamente con la Slovenia, e in attesa che gli eventi bellici del 1900 stravolgano il destino di questa terra e della sua gente, la famiglia Felluga viveva nella penisola Istriana dove possedeva dei vigneti di Malvasia e Refosco e dai quali produceva i propri vini. Fu solo nel 1920 che il nonno di Livio Felluga decide di espandere l'attività vinicola affidando al figlio Giovanni la responsabilità della commercializzazione nella città di Grado.

 Fu in quel periodo che il “piccolo” Livio Felluga cominciò a muovere i primi passi nell'enologia fra le bottiglie e i vini prodotti dall'azienda di famiglia. Alla fine degli anni 1930 la famiglia Felluga decide di trasferirsi nel Friuli Venezia Giulia e precisamente nella zona del Collio. Già a quei tempi Livio Felluga aveva ben chiaro in mente il suo progetto di produzione enologica, fermamente convinto che il vino era - prima di tutto - il risultato di una rigorosa qualità che trae la sua origine nei vigneti e si completa in cantina. I progetti di Livio Felluga sono interrotti - insieme a quelli di tanti altri - con lo scoppio della seconda guerra mondiale - nel giugno del 1940 - quando viene richiamato alle armi. Nonostante le vicissitudini e le dure esperienze segnate dalla tragedia che ogni guerra lascia nell'animo degli uomini che sono chiamati a combatterla, Livio Felluga ritorna nelle sue terre del Collio e decide di riprendere a lavorare nel suo progetto e di trasformare il suo sogno in realtà.

Dal Merlot e Refosco dal Peduncolo
Rosso Nasce Sossň, il Celebre Vino Rosso di Livio Felluga
Dal Merlot e Refosco dal Peduncolo Rosso Nasce Sossò, il Celebre Vino Rosso di Livio Felluga

 Livio Felluga realizza il suo sogno quando negli anni 1950 acquista finalmente un vigneto di alcuni ettari a Rosazzo. L'Italia è in quegli anni ancora vittima delle conseguenze della guerra e la gente aveva solamente la grande voglia di gettare tutto alle spalle e riprendere la propria vita. Sono gli anni in cui le campagne sono abbandonate dalle proprie genti attratte dalla vita cittadina e dal lavoro nelle fabbriche. In questo scenario di decadimento della cultura e della tradizione contadina Italiana, Livio Felluga decide caparbiamente di continuare a lavorare per il proprio sogno e con il chiaro obiettivo di ridare vita a quelle colline. A quei tempi erano veramente in pochi a scommettere ancora sulle risorse della terra e solamente il tempo è riuscito a dare ragione a Livio Felluga - e a tutti gli altri che come lui credevano in sogni analoghi - fino a essere oggi considerato, con pieno titolo e merito, il patriarca del rinascimento enologico del Friuli Venezia Giulia. A Livio Felluga si deve inoltre il merito per avere “scoperto” la straordinaria vocazione vitivinicola di Rosazzo, una qualità ben rappresentata dai due grandi vini bandiera della cantina: Colli Orientali del Friuli Rosazzo Bianco Terre Alte e il Colli Orientali del Friuli Rosazzo Rosso Riserva Sossò.

 La cantina di Livio Felluga si trova oggi a Brazzano e dispone di oltre 160 ettari di terreni e di cui 135 destinati a vigneti, da cui si producono 650.000 bottiglie. I vini di Livio Felluga sono oggi famosi in tutto il mondo, segno dell'eccellenza enologica del Friuli Venezia Giulia e dell'Italia. I mercati principali di riferimento sono l'Italia, il continente Europeo, Stati Uniti d'America, Giappone, Australia e Sud America. Oggi la cantina è affidata alla passione dei figli di Livio Felluga: Maurizio, Elda, Andrea e Filippo. L'eccellenza dei vini prodotti da questa prestigiosa cantina Friulana è decisamente confermata dall'assaggio: tutti convincenti e senza eccezioni, sia i bianchi, sia i rossi. Svettano per particolare qualità il celebrato bianco Terre Alte e l'ottimo rosso Sossò. Una particolare nota di merito va all'elegante vino bianco Rosenplatz, molto ben fatto e piacevolissimo.

 




Legenda dei punteggi

Sufficiente    Abbastanza Buono    Buono
Ottimo    Eccellente
Vino eccellente nella sua categoria
Vino con buon rapporto qualità/prezzo
I prezzi sono da considerarsi indicativi in quanto possono subire variazioni a seconda del paese
e del luogo in cui vengono acquistati i vini




Collio Bianco Rosenplatz 2003, Livio Felluga (Italia)
Collio Bianco Rosenplatz 2003
Livio Felluga (Italia)
Uvaggio: Chardonnay (65%), Sauvignon Blanc (35%)
Prezzo: € 12,50 Punteggio:
Questo vino si presenta con un colore giallo paglierino brillante e sfumature di giallo paglierino, molto trasparente. Al naso rivela aromi intensi, puliti, gradevoli e raffinati che si aprono con note di biancospino, mela e pesca seguite da aromi di acacia, banana, ginestra, rosa gialla, susina, uva, litchi e pera. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco fresco e piacevole morbidezza, comunque equilibrato dall'alcol, buon corpo, sapori intensi, piacevole. Il finale è persistente con ricordi di pesca, pera e susina. Un vino ben fatto. Rosenplatz matura per alcuni mesi in barrique a cui segue un affinamento in bottiglia di 5 mesi.
Abbinamento: Paste ripiene, Zuppe di pesce e funghi, Pesce saltato



Colli Orientali del Friuli Bianco Illivio 2001, Livio Felluga (Italia)
Colli Orientali del Friuli Bianco Illivio 2001
Livio Felluga (Italia)
Uvaggio: Pinot Bianco
Prezzo: € 20,30 Punteggio:
Alla vista si presenta con un colore giallo dorato brillante e sfumature di giallo paglierino, molto trasparente. Al naso esprime aromi intensi, puliti, gradevoli e raffinati che si aprono con note di tostato, banana e susina seguite da aromi di biancospino, miele, minerale, banana, mela, pesca matura e pompelmo. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco fresco e piacevole morbidezza, comunque equilibrato dall'alcol, buon corpo, sapori intensi. Il finale è persistente con ricordi di mela, susina e banana. Illivio matura in barrique per circa 10 mesi a cui seguono almeno 16 mesi di affinamento in bottiglia.
Abbinamento: Pesce arrosto, Carne bianca arrosto, Stufati di pesce



Vertigo 2002, Livio Felluga (Italia)
Vertigo 2002
Livio Felluga (Italia)
Uvaggio: Merlot (60%), Cabernet Sauvignon (40%)
Prezzo: € 11,00 Punteggio:
Alla vista si presenta con un colore rosso rubino intenso e sfumature di rosso rubino, abbastanza trasparente. Al naso esprime aromi intensi, puliti, gradevoli e raffinati che si aprono con note di prugna e amarena seguite da aromi di violetta, vaniglia, mora, lampone, ciclamino, mirtillo e un accenno di peperone. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco leggermente tannico e comunque equilibrato dall'alcol, buon corpo, sapori intensi, buoni tannini. Il finale è persistente con ricordi di amarena e prugna. Vertigo matura per 12 mesi in barrique a cui seguono 4 mesi di affinamento in bottiglia.
Abbinamento: Carne arrosto, Stufati di carne con funghi, Formaggi stagionati



Colli Orientali del Friuli Rosazzo Rosso Riserva Sossň 2000, Livio Felluga (Italia)
Colli Orientali del Friuli Rosazzo Rosso Riserva Sossò 2000
Livio Felluga (Italia)
Uvaggio: Merlot, Refosco dal Peduncolo Rosso
Prezzo: € 28,50 Punteggio:
Alla vista si presenta con un colore rosso rubino intenso e sfumature di rosso rubino, poco trasparente. Al naso esprime aromi intensi, puliti, gradevoli e raffinati che si aprono con note di amarena e prugna seguite da aromi di ribes, mirtillo, vaniglia, violetta, peperone, mora, cacao, liquirizia e accenni di eucalipto. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco tannico e comunque equilibrato dall'alcol, corpo pieno, sapori intensi, buoni tannini. Il finale è persistente con ricordi di prugna, amarena e mirtillo. Un vino ben fatto. Sossò matura per circa 18 mesi in barrique a cui seguono almeno 12 mesi di affinamento in bottiglia.
Abbinamento: Selvaggina, Carne arrosto, Brasati e stufati di carne, Formaggi stagionati



Colli Orientali del Friuli Rosazzo Bianco Terre Alte 2002, Livio Felluga (Italia)
Colli Orientali del Friuli Rosazzo Bianco Terre Alte 2002
Livio Felluga (Italia)
Uvaggio: Sauvignon Blanc (40%), Tocai Friulano (30%), Pinot Bianco (30%)
Prezzo: € 25,00 Punteggio:
Questo vino si presenta con un colore giallo paglierino intenso e sfumature di giallo paglierino, molto trasparente. Al naso esprime aromi intensi, puliti, gradevoli, raffinati ed eleganti che si aprono con note di mela, pera e banana seguite da aromi di biancospino, litchi, burro, ananas, mandorla, miele, minerale, pesca, sambuco, pompelmo e susina. In bocca ha ottima corrispondenza con il naso, un attacco fresco e comunque equilibrato dall'alcol, buon corpo, sapori intensi, piacevole. Il finale è molto persistente con lunghi ricordi di pesca, susina, pera e litchi. Un vino ben fatto. Il Tocai Friulano utilizzato per questo vino fermenta e matura per circa 10 mesi in barrique. Terre Alte è affinato in bottiglia per almeno 12 mesi.
Abbinamento: Pesce arrosto, Paste ripiene, Pesce stufato, Zuppe di pesce e funghi, Carne bianca arrosto



Livio Felluga - Via Risorgimento, 1 - 34071 Brazzano di Cormòns, Gorizia - Tel. 0481 60203 Fax. 0481 630126 - Enologo: Stefano Chioccioli - Anno fondazione: 1956 - Produzione: 650.000 bottiglie - E-Mail: info@liviofelluga.it - WEB: www.liviofelluga.it


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  Produttori Numero 29, Aprile 2005   
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