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Numero 32, Estate 2005 |
Sommario |
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Vino Rosso: Solo Cabernet Sauvignon e Merlot? |
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Nelle tante lettere che riceviamo in redazione dai nostri lettori, spesso ci chiedono pareri e opinioni relativamente agli stessi argomenti e, nonostante siamo nell'impossibilità di rispondere a tutti singolarmente, quando un argomento diventa ricorrente, il modo migliore per rispondere a tutti è attraverso le nostre pagine. Ed è proprio l'argomento ricorrente in molte lettere ricevute che ci ha suggerito di trattarlo nell'editoriale di questo numero. L'argomento è - nella sua sostanza - piuttosto semplice, tuttavia le risposte che si possono dare sono molteplici e certamente ogni singolo caso va considerato opportunamente. Molti dei nostri lettori continuano a chiedere da qualche mese la nostra opinione sulla notevole presenza di certe uve nella maggioranza dei vini rossi. In modo particolare Cabernet Sauvignon e Merlot, anche nei casi in cui queste non hanno niente a che fare con la storia enologica di certi luoghi, spesso stravolgendo la natura e la tradizione secolare di molti vini. In effetti, a guardare le uve utilizzate nella produzione di molti vini rossi, la presenza ricorrente e insistente di Merlot e Cabernet Sauvignon è piuttosto elevata. L'introduzione di queste due uve è stata fatta anche in quelle zone in cui tradizionalmente il vino si produceva da sempre con altre uve. Inoltre, si sono create zone a denominazione in cui queste uve sono addirittura impiegate in purezza nella produzione dei vini. Quest'ultimo caso - innegabilmente - non ha nulla a che vedere con la tradizione dei luoghi, eccezione fatta - chiaramente - nelle zone della Francia da cui queste uve provengono. Se si prende ad esempio l'Italia - il paese per il quale i nostri lettori sollevano principalmente le loro critiche - Merlot e Cabernet Sauvignon sono frequentemente aggiunti in percentuali variabili alle classiche - e certamente eccellenti - uve rosse tipiche delle varie regioni, come Sangiovese, Nebbiolo, Nero d'Avola e Montepulciano, tanto per citare qualche esempio. Perché queste uve sono così ampiamente utilizzate nei vini rossi tanto da alterare le tradizioni secolari di tanti luoghi e - in molti casi - sostituendosi completamente a queste? Se non si considerano i motivi tradizionali - palesemente esclusi in questo caso - e visto che il fine di chi produce vino è anche quello della vendita, si potrebbero prendere in esame i motivi commerciali. Tuttavia, se si considera attentamente il problema, si capisce che la soluzione non si trova esclusivamente nei fattori di natura commerciale, ma anche culturali, di moda e di interesse. Procediamo con ordine e con una doverosa premessa. È innegabile che Merlot e Cabernet Sauvignon hanno dato prova in numerose occasioni del loro valore enologico e della qualità dei loro vini. Pertanto questa non è - e non può essere - una guerra contro queste due uve di cui ogni buon intenditore sa riconoscere i loro innegabili meriti. Ma non sarà per questi innegabili meriti che si riconoscono loro doti miracolose nella produzione dei vini, trasformando ogni vino mediocre in un nettare divino? A vedere la frequenza con cui si usano queste uve in molti vini, il motivo potrebbe essere anche questo. Consideriamo invece la questione da un altro punto di vista. Le qualità organolettiche del Merlot e del Cabernet Sauvignon sono così facilmente riconoscibili che è piuttosto difficile non notarle in un vino. Non solo, ma hanno innegabilmente qualità organolettiche piacevoli, facili e immediate da comprendere. Il Merlot, con la sua morbidezza e i suoi piacevoli aromi, è innegabilmente capace di arrotondare e rendere più piacevole un vino ruvido, così come il Cabernet Sauvignon che può conferire una certa importanza organolettica a molti vini. Qualità che non richiedono molta attenzione o competenza per essere apprezzate, e pertanto i vini prodotti con queste uve sono capaci di farsi piacere da un vasto numero di consumatori. Evidentemente stiamo generalizzando. Siamo ben consapevoli che ci sono tantissimi vini da Merlot e Cabernet Sauvignon con complessità organolettiche notevoli che richiedono tutta l'attenzione - e il piacere - di un degustatore. Se è vero che i vini con uve Merlot e Cabernet Sauvignon risultato più accettabili e gradevoli ai consumatori, questo spiega anche l'eventuale ragione commerciale: questi vini si vendono più facilmente. Una regola di mercato semplice e pratica ma che assicura facilmente profitti: si produce ciò che si vende. Una logica che - dal punto di vista di un produttore, che innegabilmente produce vino anche per passione - è ineccepibile. Quanti esempi si potrebbero fare di vini che, prima di provvidenziali aggiunte di Merlot o Cabernet Sauvignon, erano pressoché ignoti e poco considerati dai consumatori e che poi hanno goduto di improvvisa notorietà e apprezzamento? Siamo certi che ognuno dei lettori che ci ha inviato lettere su questo tema conoscono almeno un nome di un vino simile. L'argomento fa comunque emergere anche altre osservazioni, più preoccupanti e di cui non si può essere proprio contenti. Se è vero che le qualità organolettiche di Merlot e Cabernet Sauvignon - piuttosto tipiche ed evidenti - si ritrovano in molti vini, quanto è forte il pericolo di produrre vini che si somigliano l'uno con l'altro? A nostro avviso - e forse anche quello dei nostri lettori - questo pericolo è piuttosto elevato. Però è anche vero che non ci si può lamentare più di tanto, poiché se questi vini incontrano il consenso dei consumatori, significa che la maggioranza degli appassionati chiede e cerca questo tipo di vini. Un vino che non si vende non sarebbe più prodotto, com'è già accaduto a molti vini - anche gloriosi - che hanno visto mettere la parole fine nella loro storia o hanno subito opportune correzioni. Se i consumatori chiedono vini facili e immediati, allora il problema è anche culturale, di pigrizia e di poco interesse a esplorare vini meno scontati e con qualità organolettiche che richiedono maggiore attenzione. Ma è anche opportuno sottolineare che quando un vino è buono e fatto bene - indipendentemente dalle uve con cui è fatto - si dovrebbe considerare per quello che realmente esprime. Tuttavia è innegabile che questa tendenza porterà inevitabilmente a una certa omologazione dei vini - tutti simili, tutti uguali - una prospettiva di cui non si può essere contenti, o almeno non ci rende contenti. Ecco perché crediamo che la soluzione debba arrivare prevalentemente dagli appassionati e dai consumatori. Senza nulla togliere al Merlot e al Cabernet Sauvignon - ai quali riconosciamo ancora una volta il loro elevato e innegabile valore - si dovrebbe essere più attenti e aperti a qualunque vino, ponendosi di fronte al calice con la completa e umile intenzione di ascoltare la sua storia, il suo carattere e la sua personalità.
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La Posta dei Lettori |
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In questa rubrica vengono pubblicate le lettere dei lettori. Se avete commenti
o domande da fare, esprimere le vostre opinioni, inviate le vostre lettere
alla redazione oppure
utilizzare l'apposito modulo disponibile nel
nostro sito.
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| Qual'è la differenza fra il Vino Nobile di Montepulciano e il Montepulciano d'Abruzzo? |
| Clare Price -- Londra (Inghilterra) |
| Nonostante il Vino Nobile di Montepulciano e il Montepulciano d'Abruzzo siano entrambi rossi, questi due vini non hanno nessuna caratteristica in comune. Il Vino Nobile di Montepulciano si produce a Montepulciano - una località Toscana in provincia di Siena - da uve Prugnolo Gentile (una varietà di Sangiovese Grosso), Canaiolo Nero, Colorino e Mammolo. Il Montepulciano d'Abruzzo prende invece il nome dall'omonima uva - Montepulciano, appunto - e che non ha nessun legame né storico né genetico con le uve utilizzate per la produzione del Nobile. I due vini sono inoltre diversi dal punto di vista organolettico ed enologico, tuttavia in entrambi i casi si trovano vini di notevole pregio e qualità. Il Montepulciano d'Abruzzo - grazie alla sua moderata acidità - è generalmente morbido e spesso piuttosto tannico, molto intenso nel colore e con aromi che ricordano i frutti di bosco. Il Vino Nobile di Montepulciano - che si produce anche in versione riserva - possiede generalmente un corpo robusto e aromi che richiamano la violetta e i frutti di bosco. |
| Con l'arrivo dell'estate, generalmente preferisco bere vini frizzanti serviti molto freschi. Sapreste consigliarmi dei buoni abbinamenti per questi vini? |
| Jean-Claude Delpeuch -- Parigi (Francia) |
| Durante la stagione estiva la preferenza dei consumatori è principalmente rivolta ai vini bianchi, frizzanti e spumanti, anche per la possibilità di essere serviti a una temperatura bassa e quindi più gradevole. I vini frizzanti - oltre a essere consumati come aperitivi - trovano un largo impiego nell'uso enogastronomico e nell'abbinamento con il cibo. Le qualità principali di questi vini, ovviamente, sono l'effervescenza - causata dalla presenza di anidride carbonica - e l'acidità, due qualità che si abbinano molto bene con i cibi grassi e tendenzialmente dolci, come per esempio le paste alimentari, il riso e i cereali oltre a pesce e crostacei. Per questo motivo i vini frizzanti - così come gli spumanti - sono benvenuti nei pasti estivi poiché proprio in questa stagione le pietanze sono generalmente più leggere e fresche. Un buon abbinamento estivo può essere realizzato servendo un vino frizzante con un'insalata di riso o un'insalata di pasta, ma anche con il pesce e i crostacei bolliti oppure cucinati con salse leggere. |
FranciacortaSotto il lago d'Iseo, in provincia di Brescia, nascono le grandi bollicine Italiane, una storia che parte da lontano e che oggi si esprime anche con ottimi vini da tavola |
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C'è una piccola regione in Lombardia, sotto il lago d'Iseo e a pochi passi dalla città di Brescia, che da molti anni sta facendo parlare di sé nel mondo per le sue pregiate bollicine - si badi bene a non chiamarlo spumante - e che prendono il nome di Franciacorta, una storica area vinicola che vanta radici antichissime e i suoi vini, già in epoche passate, erano ben noti per le loro qualità. Oggi le nobili bollicine della Franciacorta appartengono al ristretto gruppo dei vini d'eccellenza del mondo, un notevole successo ottenuto con caparbietà e serietà in un tempo relativamente breve, poco meno di 40 anni. La strada percorsa dai produttori della Franciacorta è un brillante esempio di come la serietà e la passione condivisa per l'ottenimento della qualità dei vini di una zona, consenta di raggiungere livelli elevatissimi in poco tempo, e a parlare sono i fatti, quei fatti che innegabilmente trovano conferma in un buon calice di Franciacorta. In quest'area - oggi celebre per le bollicine - si producono inoltre vini bianchi e rossi da tavola, ancora una volta, esempi di buona qualità. La Franciacorta e il vino sono legati da molti secoli, non solo ai vini da tavola tranquilli, ma anche a quelli che si potrebbero definire gli antenati dei moderni spumanti e che ai quei tempi prendevano il nome di vini mordaci, in altre parole, vini frizzanti. Nella zona della Franciacorta si producevano e si commercializzavano vini frizzanti già dal 1200 e qualche secolo dopo, verso la metà del 1500, Agostino Conforti lasciò testimonianze scritte su un vino bianco frizzante detto Cisiolo. Certamente vini molto diversi e lontani - non solo nel tempo - dai moderni e spumeggianti Franciacorta, ma sufficienti a dimostrare che qui le bollicine hanno una lunga storia. Tuttavia è bene ricordare che lo stile di produzione recente della Franciacorta non ha avuto nessun legame tradizionale e storico con i vini frizzanti del passato: si è trattato - a onore del vero - dell'introduzione nell'area del metodo classico a seguito dell'alto successo commerciale delle bollicine prodotte nella vicina Francia.
Il nome con cui si definisce questa importante area vinicola - Franciacorta per i vini spumanti, Terre di Franciacorta o Curtefranca per i vini da tavola tranquilli - ha un'origine controversa e molte sono le ipotesi e le leggende sul suo significato. L'ipotesi più probabile deriva da franchae curtes, cioè corte franca, paesi e borgate medievali che erano sotto la protezione dei monaci Benedettini e che ottennero l'esenzione fiscale. Tuttavia esistono altre ipotesi sull'origine del nome Franciacorta, alcune di queste leggendarie - come il nome piccola Francia attribuito da Carlo Magno, così come il grido Francese fuori! Qui Francia sarà corta! del popolo insorto all'occupazione di Carlo d'Angiò - o derivanti da espressioni dialettali a sottolineare le non floride condizioni di vita del popolo a curt de franc, cioè a corto di denaro. Leggende e ipotesi a parte, i documenti storici del luogo - lo Statuto Municipale di Brescia - riportano per la prima volta il nome Franzacurta - o Franzia Curta - nel 1277, già a quei tempi importante zona di produzione di vini e da cui la città di Brescia si riforniva. Il successo delle pregiate e nobili bollicine della Franciacorta è comunque un fatto di storia recente. Tutto nasce alla fine degli anni 1950 quando un giovane enotecnico, Franco Ziliani, conduce i primi esperimenti nelle celebri cantine di Guido Berlucchi. Nel 1958, Franco Ziliani - considerato oggi il padre del Franciacorta - dopo alcuni tentativi, riesce, senza mai essere stato nella Champagne Francese, a produrre vini spumanti, con la tecnica della rifermentazione in bottiglia, grazie alle tecniche apprese durante le lezioni seguite a scuola. Sulla base di un vino tranquillo prodotto da Guido Berlucchi, decise di impiegare il Pinot Bianco per il suo spumante e ben presto quel vino - lo spumante Pinot della Franciacorta, prodotto nelle versioni bianco e rosé - divenne famoso in tutta Italia, tanto che le richieste costrinsero Berlucchi a procurarsi le uve fuori dai confini della Franciacorta. Negli anni 1970, la fama del vino spumante di Berlucchi, convinse altri produttori della zona a occuparsi di questo vino, fra questi Domenico De Filippo, Barone Pizzini Piomarta, Fratelli Lenza, Lantieri de Paratico, Bersi Serlini, Riccafana e Ca' Del Bosco. A quei tempi la Franciacorta aveva già ottenuto - nel 1967 - la Denominazione di Origine Controllata (DOC). Fra i tanti personaggi che hanno contribuito alla storia recente delle bollicine della Franciacorta, un ruolo fondamentale sullo sviluppo dell'immagine e della qualità di questi vini si deve a Maurizio Zanella, fondatore della celebre Ca' del Bosco. Nel 1980, il vulcanico Maurizio Zanella - dopo avere studiato alla Station Œnologique de Bourgogne e all'Università di Enologia di Bordeaux, ispirandosi ai celebri vini della Champagne, decide di avviare nella sua azienda la produzione di spumanti. Un successo clamoroso e ben presto i Franciacorta di Ca' del Bosco divennero un importante punto di riferimento per tutta la zona. Da quel momento le bollicine della Franciacorta di strada ne hanno fatta tanta. Nel 1990 nasce il Consorzio per la Tutela dei Vini Franciacorta, e nel 1995 viene riconosciuta - grazie all'importante contributo di Ricci Curbastro e Comolli - la Denominazione di Origine Controllata e Garantita (DOCG), unico spumante Italiano metodo classico a potersi fregiare di questo prestigioso risultato. Una caratteristica importante della Franciacorta è rappresentata dai suoi produttori. A differenza di altre zone in cui si producono vini spumanti metodo classico, qui non esistono grandi aziende che raccolgono le uve di altri produttori, nella Franciacorta si trovano principalmente piccole cantine che producono i propri vini con le uve dei loro vigneti e la produzione annua di ognuna difficilmente supera 400.000 bottiglie. Franciacorta non è solo bollicine. Nella stessa zona si producono infatti anche vini da tavola tranquilli, sia bianchi, sia rossi, ai quali è riconosciuta la denominazione Terre di Franciacorta o Curtefranca, in omaggio a due dei nomi con cui la zona era nota nei secoli passati. La scelta di non guardare al passato della Franciacorta - seppure di rilievo - e di non legarsi alle antiche tradizioni, ha consentito ai produttori di quest'area di sviluppare un modello produttivo innovativo tale da conseguire la qualità: una scelta che ha favorito l'introduzione di uve specifiche per la produzione di spumanti - Chardonnay, Pinot Bianco e Pinot Nero - ma anche uve per la produzione di vini rossi, come Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc, Merlot, Nebbiolo e Barbera. La produzione di vini bianchi è ottenuta dalle uve Pinot Bianco e Chardonnay. Oggi la Franciacorta - con i suoi vini da tavola e i suoi spumanti - rappresenta un importante modello enologico Italiano nel mondo, un grande successo ottenuto attraverso la caparbietà e la costanza qualitativa dei produttori, un grande vanto Italiano oggi conosciuto in tutto il mondo.
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La classificazione qualitativa dei vini della Franciacorta è riconosciuta e stabilita dal sistema Italiano in accordo al tipo. I vini da tavola tranquilli - sia rossi, sia bianchi - appartengono alla Denominazione d'Origine Controllata (DOC) Terre di Franciacorta o Curtefranca, mentre i celebri vini spumanti appartengono alla Denominazione d'Origine Controllata e Garantita (DOCG). I vini spumanti della Franciacorta sono tutti prodotti secondo il metodo classico della rifermentazione in bottiglia e sono gli unici spumanti d'Italia prodotti con questo metodo ad appartenere alla categoria DOCG. Secondo il disciplinare che regola la produzione di questi vini, nelle etichette di Franciacorta non può essere menzionato né il generico termine spumante, né riferimenti al metodo di produzione, come metodo classico o metodo tradizionale. Pertanto il Franciacorta deve essere chiamato - anche per legge - solo ed esclusivamente Franciacorta, senza altre definizioni. Il disciplinare di produzione del Franciacorta è da considerarsi fra i più rigidi e scrupolosi che esistano fra gli spumanti metodo classico del mondo. Per esempio, il Franciacorta non millesimato prevede tempi di maturazione minimi di 25 mesi, di cui almeno 18 in bottiglia sui lieviti, mentre per i millesimati, il tempo minimo di maturazione è 37 mesi, di cui almeno 30 in bottiglia sui lieviti. Il Franciacorta può essere prodotto sia senza annata sia millesimato - bianco o rosé - e nella versione Satèn, caratterizzato da una minore pressione. I Franciacorta sono inoltre prodotti in diversi livelli di dolcezza: Non Dosato (o Pas Dosé, Dosage Zéro, Pas Opéré o Nature), Extra Brut, Brut, Sec e Demi-Sec. Da notare che il Satèn - ottenuto esclusivamente con le uve a bacca bianca Chardonnay e Pinot Bianco - è prodotto unicamente nella versione Brut, mentre i Franciacorta Rosé non prevedono la categoria Extra Brut.
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Il Franciacorta è prodotto secondo il Metodo Franciacorta - sostanzialmente, metodo classico - in cui le procedure di produzione, controllo e maturazione seguono criteri piuttosto rigidi e scrupolosi, probabilmente come per nessun altro vino spumante al mondo. Esattamente come previsto dal metodo classico, la produzione del Franciacorta inizia con la preparazione del vino base - o cuvée - che per legge deve avere un volume alcolico non inferiore al 9,5%. La produzione del vino base prevede anche un'eventuale maturazione in botti di vario formato e per i Franciacorta non millesimati, è ammesso l'impiego di vini di annate diverse, mentre per i Franciacorta millesimati, vige l'obbligo di impiegare esclusivamente vini appartenenti all'annata dichiarata in etichetta. Le uve ammesse per la produzione del Franciacorta sono tre, di cui due a bacca bianca, Chardonnay e Pinot Bianco, e una a bacca nera, il Pinot Nero. Queste uve possono entrare nella composizione del vino base in percentuali diverse, tuttavia per i Franciacorta Rosé la percentuale minima di Pinot Nero è del 15%, mentre il Franciacorta Satèn può essere prodotto esclusivamente con uve a bacca bianca. La produzione del vino base da uve Pinot Nero è svolta in bianco, cioè evitando il contatto con le bucce, mentre nei vini rosé si provvede alla macerazione sulle bucce in accordo al colore e alle qualità organolettiche desiderate dal produttore. Durante il periodo primaverile, i vini base iniziano il loro viaggio all'interno di una bottiglia per poi impreziosirsi di raffinate bollicine. Al vino base si aggiunge il cosiddetto liqueur de tirage, una mistura di zuccheri e lieviti con lo scopo di attivare la seconda fermentazione. È bene ricordare che ogni 4 grammi di zucchero aggiunto in un litro di vino base produce una pressione di un'atmosfera, pertanto la quantità solitamente impiegata è di 24 grammi in modo da ottenere la consueta pressione di 6 atmosfere. Si sottrae a questa regola il Franciacorta Satèn, la cui pressione non può mai superare le 4,5 atmosfere. Il vino base viene quindi imbottigliato iniziando la procedura successiva detta presa di spuma, ottenuta attraverso l'attivazione della rifermentazione in bottiglia. Durante la fermentazione i lieviti consumano gli zuccheri, producendo alcol e anidride carbonica, responsabile dell'effervescenza dei Franciacorta. Al termine della fermentazione i lieviti si depositano sulla parete della bottiglia - lasciata in posizione orizzontale - e inizia il periodo di maturazione sur lie, cioè sui lieviti. Per i Franciacorta senza annata il periodo minimo di maturazione è di 18 mesi, mentre per i Franciacorta millesimati è 30 mesi, periodi che - generalmente - sono ulteriormente allungati in modo da conferire maggiore complessità e struttura al vino. Durante questo periodo i lieviti - attraverso un processo detto autolisi - si disgregano e cedono al vino i loro aromi e sapori, conferendo quindi al Franciacorta una maggiore complessità e finezza. Trascorso il tempo di maturazione, è opportuno rimuovere il sedimento dei lieviti. Le bottiglie sono collocate con il collo in giù in cavalletti di legno (pupitres), dove inizierà il paziente lavoro del remuage, la famosa operazione di scuotimento e rotazione della bottiglia che avrà lo scopo di spingere il sedimento verso l'apertura. Al termine del remuage, quando le bottiglie assumono nei pupitres la posizione verticale, il sedimento è ora pronto per essere rimosso. A questo punto il collo delle bottiglie viene immerso in una soluzione liquida a una temperatura di circa -20°C con lo scopo di congelare rapidamente il sedimento. L'operazione successiva - sboccatura o dègorgement e che consente l'eliminazione del sedimento - consiste nell'apertura della bottiglia. La pressione interna provvederà a espellere il tappo congelato di lieviti esausti, assicurando inoltre una perdita di vino molto limitata e lasciando il vino perfettamente limpido. A questo punto le bottiglie sono ricolmate con una soluzione speciale - detta liqueur d'expedition o dosaggio - che ha l'ulteriore scopo di conferire la giusta dolcezza al vino in accordo allo stile. Il dosaggio è generalmente composto dallo stesso vino, o anche vino maturato a lungo, a cui si aggiunge zucchero: una ricetta segreta e che conferisce il tipico stile del produttore. In accordo alla quantità di zucchero aggiunto al dosaggio, si ottengono gli stili Extra Brut, Brut, Sec o Demi-Sec. È opportuno ricordare che il Franciacorta Satèn può essere prodotto unicamente come Brut e il dosaggio impiegato per il Pas Dosé non prevede nessuna aggiunta di zucchero. A questo punto le bottiglie sono chiuse con il tipico tappo di sughero e opportunamente agitate in modo da amalgamare il dosaggio al vino e, dopo un adeguato periodo di affinamento in cantina di qualche mese, il Franciacorta è pronto per la commercializzazione.
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In questa zona si producono - oltre a vini con nobili bollicine - anche vini da tavola classificati come Terre di Franciacorta o Curtefranca DOC. La produzione riguarda sia vini bianchi, sia vini rossi. Il Terre di Franciacorta Bianco è prodotto con le uve Chardonnay e Pinot Bianco - da sole o insieme - a cui si può eventualmente aggiungere Pinot Nero vinificato in bianco. Il Terre di Franciacorta Rosso è invece prodotto con le uve Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc, Merlot, Nebbiolo e Barbera. A causa della confusione che si potrebbe verificare fra le due denominazioni della zona - Terre di Franciacorta per i vini tranquilli, Franciacorta per gli spumanti - recentemente si è proposto per i vini da tavola tranquilli la denominazione Curtefranca, e che dovrebbe aiutare i consumatori a distinguere le due denominazioni. I vini da tavola prodotti in questa denominazione, sia bianchi, sia rossi, sono piuttosto interessanti sotto il profilo organolettico, in particolare i vini rossi, dove Nebbiolo e Barbera conferiscono a Merlot e Cabernet piacevoli qualità di freschezza.
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Cabernet Sauvignon, Merlot e Pinot NeroTre classici vitigni di origine Francese, ovunque considerati internazionali, si raccontano questo mese nei calici della nostra degustazione comparativa |
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Dopo la degustazione comparativa dei vitigni bianchi aromatici, questo mese affronteremo lo studio di tre vitigni a bacca rossa, diffusi da molti anni in ogni paese vinicolo del mondo e considerati internazionali, importanti simboli dell'enologia Francese. La degustazione di questo mese prenderà in esame Cabernet Sauvignon e Merlot - la cui origine è Bordeaux e largamente impiegati nella produzione di vini nel mondo - e il Pinot Nero, emblema dei vini rossi della Borgogna. Mentre Cabernet Sauvignon e Merlot hanno oramai conquistato i vigneti di ogni paese del mondo - spesso utilizzati unitamente con le uve locali - il Pinot Nero conserva ancora una maggiore personalità, anche a causa della difficoltà che quest'uva presenta nella coltivazione e nella vinificazione. Uve che producono vini molto diversi fra loro e che sarà quindi interessante scoprirne le differenze e le qualità specifiche. Cabernet Sauvignon, Merlot e Pinot Nero sono ovunque considerati vitigni capaci di produrre vini eleganti e di classe, tuttavia la personalità di ognuno di questi consente loro di esprimere eleganze piuttosto diverse fra loro. Il Cabernet Sauvignon rappresenta innegabilmente la potenza, il Merlot la morbidezza e il Pinot Nero la ricercata classe. Uve che producono vini con strutture diverse alle quali contribuisce anche il comune impiego di botti e barrique. La finalità della nostra degustazione comparativa consiste - oltre che nello studio delle qualità specifiche di ogni uva - nella comprensione di come ognuna di queste conferisce strutture diverse ai vini, alle diversità organolettiche - non solo aromatiche - ma anche e soprattutto il loro sviluppo gustativo. Scopriremo, per esempio, che la piacevole acidità del Pinot Nero contribuisce alla sua eleganza, mentre la morbidezza sarà il lato ammaliante del Merlot, così come l'apprezzabile astringenza dei tannini conferiranno al Cabernet Sauvignon il suo tipico corpo.
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I vini selezionati per la nostra degustazione comparativa saranno prodotti con le tre uve - Cabernet Sauvignon, Merlot e Pinot Nero - in purezza: si tratterà pertanto di vini mono varietali. Le tecniche enologiche utilizzate per la produzione di questi vini - tutti e tre maturati in botte - ci permetteranno di comprendere come il legno influisce sui vari aspetti organolettici. Comprenderemo come il legno sia utilizzato in modi diversi a seconda del tipo di uva - più intenso nel Cabernet Sauvignon e nel Merlot, più leggero nel Pinot Nero - conferendo, per molti aspetti, la tipicità che generalmente si riconosce ai vini prodotti con queste uve. Un altro aspetto interessante della degustazione è lo studio delle similitudini organolettiche del Cabernet Sauvignon e del Merlot, e come il Pinot Nero si differenzi in modo sostanziale da queste due celebri varietà.
I vini selezionati per la degustazione offrono interessanti elementi per le finalità della nostra comparazione. Il primo vino che prenderemo in esame è l'Alto Adige Pinot Nero Schiesstandhof dei Produttori Termeno, un interessante Pinot Nero in cui si ritrovano le tipiche qualità del vitigno e in cui è possibile riconoscere anche l'effetto del legno nella maturazione. Il secondo vino è il Colli Orientali del Friuli Merlot Centis di Rocca Bernarda, interessante interpretazione di questa celebre uva e che presenta utili similitudini con il terzo vino, il Cabernet Sauvignon di Casale del Giglio. Quest'ultimo vino presenta qualità molto interessanti e tipiche del vitigno, una caratteristica utile ai fini della nostra degustazione comparativa. Nel caso non sia possibile reperire i vini appena proposti, vi consigliamo di scegliere - come alternativa - vini provenienti dalle stesse zone e comunque maturati in barrique. Per quanto riguarda le annate, si sceglieranno quelle più recenti. I tre vini saranno serviti a una temperatura di 18°C in tre calici da degustazione ISO. Possiamo quindi iniziare la nostra degustazione, pertanto è giunto il momento di versare i tre vini nei tre calici.
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Osservando i tre vini si noterà subito che uno di questi si differenzia notevolmente nell'aspetto rispetto agli altri due. Mentre il colore e la trasparenza del Cabernet Sauvignon e del Merlot sono piuttosto simili, l'aspetto del Pinot Nero mostra un colore più chiaro e una maggiore trasparenza. Questa qualità è perfettamente corrispondente con il tipo di uva, così come lo è per gli altri due vini. Nonostante un vino con colori meno intensi e una maggiore trasparenza spesso fa pensare a un prodotto di minore pregio, questa caratteristica è invece assolutamente normale e corrispondente ai vini prodotti con Pinot Nero. Sarà proprio il Pinot Nero il primo vino che prenderemo in esame. Tenendo il calice inclinato su una superficie bianca, il colore si presenta rosso rubino brillante mentre la sfumatura - che può essere osservata nel bordo della massa liquida verso l'apertura del calice - presenta un deciso colore rosso granato. Un preciso segno che è assolutamente coerente con la sua età, poiché la cantina Produttori Termeno rilascia in genere questo vino dopo circa tre anni dalla vendemmia. Il secondo vino che prenderemo in esame è il Merlot di Rocca Bernarda. Qui il colore è decisamente più intenso e profondo rispetto al Pinot Nero, anche in questo caso, assolutamente corrispondente con il tipo. Si osserverà - sempre mantenendo il calice inclinato su una superficie bianca - un colore rosso rubino brillante con sfumature rosso granato, con una trasparenza molto inferiore rispetto al Pinot Nero. È bene ricordare che la capacità colorante del Pinot Nero non è molto elevata, pertanto il confronto con il Merlot consente di evidenziare direttamente le qualità delle due uve. Infine, si osserverà l'aspetto del Cabernet Sauvignon di Casale del Giglio. Il colore sarà rosso rubino intenso, più profondo sia del Merlot, sia del Pinot Nero, e la sfumatura manterrà lo stesso colore. Questa caratteristica fa comprendere che il vino è ancora relativamente giovane - Casale del Giglio immette sul mercato il suo Cabernet Sauvignon dopo circa tre anni dalla vendemmia - oltre a evidenziare una maggiore longevità rispetto al Merlot. Si deve inoltre ricordare che la capacità colorante del Cabernet Sauvignon è piuttosto elevata, pertanto il colore di questi vini sarà generalmente intensa e profonda, a differenza del Pinot Nero che ha una capacità colorante decisamente inferiore.
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La comparazione olfattiva dei tre vini si presenta piuttosto interessante. Comprenderemo, innanzitutto, quanto il Pinot Nero di differenzia rispetto al Cabernet Sauvignon e al Merlot, che invece saranno accomunati da interessanti analogie aromatiche. Dei tre vini, quello con l'aroma più delicato è certamente il Pinot Nero, ed è infatti questo il primo vino che prenderemo in esame. Con il calice fermo - cioè senza eseguire alcuna roteazione - si annusi il Pinot Nero in modo da valutare i suoi aromi di apertura. Se percepiranno netti gli aromi ciliegia e lampone, due aromi - e in modo particolare la ciliegia - che sono identificativi a questa varietà. Dopo avere roteato il calice, si procede ora con la seconda olfazione in cui tutti gli altri aromi saranno accentuati. In questa seconda fase sarà possibile percepire aromi di confettura di fragole, rosa appassita, geranio e prugna. Questo Pinot Nero presenta anche aromi più complessi e conferiti dal passaggio in legno - lo Schiesstandhof matura per 9 mesi in barrique - come vaniglia, liquirizia e cacao. Il secondo vino che prenderemo in esame è il Colli Orientali del Friuli Merlot Centis di Rocca Bernarda. La valutazione degli aromi di apertura - mantenendo il calice fermo - rivela note di amarena, prugna e ribes, tre aromi che sono tipici del Merlot - e vedremo anche del Cabernet Sauvignon - pertanto il vino è corrispondente alla varietà. Roteando il calice e provvedendo alla seconda olfazione, emergerà un aroma di mirtillo e una serie aromatica tipica della maturazione in legno - una pratica enologica frequente per il Merlot e che in questo caso corrisponde a 15 mesi - come vaniglia, liquirizia, cannella e cacao. Questo Merlot offre inoltre aromi che potrebbero sorprendere alcuni degustatori. Si percepiranno infatti qualità aromatiche di origine vegetale, in questo caso specifico peperone e fieno. L'aroma di peperone può essere una qualità identificativa del Merlot - tuttavia è più tipica nel Cabernet Sauvignon e in modo particolare nel Cabernet Franc - soprattutto quando proviene da zone a clima fresco o raccolto non ancora perfettamente maturo. L'ultimo vino che prenderemo in esame è il Cabernet Sauvignon di Casale del Giglio. In questo vino gli aromi di apertura, apprezzabili mantenendo il calice fermo, rivelano note di amarena e ribes, una qualità che abbiamo già trovato nel Merlot e che è assolutamente tipica - unitamente alla prugna - del Cabernet Sauvignon. La seconda olfazione - eseguita roteando il calice - fa emergere aromi di prugna, violetta e mora oltre ad aromi conferiti dalla maturazione in legno - per questo vino di circa 20 mesi in barrique - come vaniglia, liquirizia e cacao. Si noterà inoltre un aroma pulito di peperone, già rilevato nel Merlot, che è da considerarsi una prerogativa delle uve Cabernet. Altri aromi che emergono dal calice includono tabacco e accenni di cuoio. Si noterà infine un aroma insolito con una spiccata natura balsamica: si tratta di eucalipto, un aroma che si sviluppa in genere in seguito alla maturazione in barrique e che si trova spesso nel Cabernet Sauvignon.
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All'esame gustativo, i tre vini si faranno notare per le loro differenze piuttosto che per loro analogie. Il primo vino che si assaggerà è il Pinot Nero. Al primo impatto si noterà immediatamente una delle qualità che rendono questo vitigno unico, un'apprezzabile acidità - che non disturba affatto e che conferisce al vino una buona eleganza - oltre a una discreta astringenza prodotta dai tannini. Queste caratteristiche sono assolutamente tipiche del Pinot Nero, e in particolare una non eccessiva astringenza poiché l'uva non possiede quantità elevate di tannini. Si noti inoltre l'apprezzabile alcolicità e come questa riesca a mantenere perfettamente equilibrata l'acidità del vino. Si noterà inoltre una buona morbidezza, conferita dalla maturazione in legno. Si valuti attentamente la struttura del vino: una caratteristica che confronteremo con gli altri due vini. In bocca ritroveremo i sapori di ciliegia, lampone e fragola, confermando la sua corrispondenza con il naso. Il secondo vino che valuteremo è il Merlot. Le sensazioni percepite in bocca saranno completamente diverse rispetto al Pinot Nero. In questo vino è la morbidezza la qualità che si percepisce all'inizio, la struttura è evidentemente aumentata così come l'astringenza prodotta dai tannini. La morbidezza è appunto una delle qualità principali del Merlot e che si apprezzano più facilmente, per questo motivo è spesso utilizzato nell'assemblaggio di vini con lo scopo di renderli più morbidi e meno duri. In bocca questo Merlot confermerà la sua corrispondenza con il naso: sarà possibile percepire sapori di prugna, amarena e ribes. Infine si procederà con l'assaggio del Cabernet Sauvignon. L'impatto è decisamente diverso dagli altri due vini e qui si noterà principalmente l'elevata struttura - marcata anche dalla maggiore astringenza dei tannini - pur mantenendo una piacevole morbidezza conferita dalla maturazione in barrique. Si noti inoltre l'alcolicità e come questa contribuisce a determinare l'equilibrio del vino. Anche questo Cabernet Sauvignon conferma la sua corrispondenza con il naso attraverso la percezione dei sapori di amarena, prugna e ribes, gli stessi percepiti anche nel Merlot.
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Le sensazioni finali che i vini lasciano in bocca sono diverse fra loro, tuttavia si noterà in tutti e tre i casi un'ottima persistenza gusto-olfattiva. Il finale del Pinot Nero Schiesstandhof dei Produttori Termeno lascerà in bocca piacevoli sapori di ciliegia, lampone e fragola, perfettamente coerente con la sua tipologia. Il finale del Merlot Centis di Rocca Bernarda sarà caratterizzato da sapori di prugna, amarena e ribes, anche in questo caso, qualità tipiche del Merlot. È interessante notare che anche il finale del Cabernet Sauvignon di Casale del Giglio lascerà in bocca sapori di amarena, prugna e ribes, pur tuttavia molto diversi per intensità dal Merlot, confermando le tipiche qualità organolettiche dell'uva. Durante la valutazione del finale si osservi inoltre l'impatto della struttura e dell'astringenza: sarà minore nel Pinot Nero, medio alta nel Merlot e molto elevata nel Cabernet Sauvignon. Il termine della degustazione ci consentirà infine di valutare alcune similitudini fra il Merlot e il Cabernet Sauvignon, così come la netta differenza con il Pinot Nero.
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I Vini del Mese |
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Legenda dei punteggi I prezzi sono da considerarsi indicativi in quanto possono subire variazioni a seconda del paese e del luogo in cui vengono acquistati i vini |
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Friuli Grave Chardonnay 2004 |
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| Di Lenardo (Italia) | |
| Uvaggio: Chardonnay | |
| Prezzo: € 5,00 | Punteggio: |
| Il vino si presenta con un colore giallo verdolino intenso e sfumature di giallo verdolino, molto trasparente. Al naso esprime aromi intensi, puliti, gradevoli e raffinati che si aprono con note di banana e acacia seguite da aromi di ananas, litchi, ginestra, mela e pera. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco fresco e comunque equilibrato, buon corpo, sapori intensi. Il finale è persistente con ricordi di banana, ananas e pera. Questo Chardonnay matura in vasche d'acciaio per 5 mesi. | |
| Abbinamento: Pesce fritto, Pasta e risotto con pesce e crostacei, Pesce saltato | |
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Just Me 2003 |
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| Di Lenardo (Italia) | |
| Uvaggio: Merlot | |
| Prezzo: € 15,00 | Punteggio: |
| Questo vino si presenta con un colore rosso rubino intenso e sfumature di rosso rubino, poco trasparente. Al naso esprime aromi intensi, puliti, gradevoli e raffinati che si aprono con note di amarena, prugna e ribes seguite da aromi di noce di cocco, mirtillo, violetta, liquirizia, eucalipto, cacao e vaniglia. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco tannico e comunque equilibrato dall'alcol, corpo pieno, sapori intensi, buoni tannini. Il finale è persistente con ricordi di amarena, prugna e ribes. Just Me matura per 18 mesi in barrique a cui seguono 3 mesi di affinamento in bottiglia. | |
| Abbinamento: Stufati e brasati di carne, Carne arrosto, Formaggi stagionati | |
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Chianti Classico 2002 |
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| Castello di Volpaia (Italia) | |
| Uvaggio: Sangiovese | |
| Prezzo: € 10,90 | Punteggio: |
| Questo Chianti Classico si presenta con un colore rosso rubino brillante e sfumature di rosso rubino, abbastanza trasparente. Al naso esprime aromi intensi, puliti e gradevoli che si aprono con note di amarena e prugna seguite da aromi di melograno, ciclamino, fragola, violetta e vaniglia. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco leggermente tannico e comunque equilibrato dall'alcol, buon corpo, sapori intensi, buoni tannini. Il finale è persistente con ricordi di amarena e prugna. Questo Chianti Classico matura in botte per circa 14 mesi. | |
| Abbinamento: Carne alla griglia, Stufati di carne, Carne saltata, Paste ripiene | |
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Chianti Classico Riserva 2001 |
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| Castello di Volpaia (Italia) | |
| Uvaggio: Sangiovese (90%), Merlot, Pinot Nero, Syrah (10%) | |
| Prezzo: € 17,20 | Punteggio: |
| Questo Chianti Classico si presenta con un colore rosso rubino intenso e sfumature di rosso granato, abbastanza trasparente. Al naso esprime aromi intensi, puliti, gradevoli e raffinati che si aprono con note di amarena, prugna e mora seguite da aromi di violetta, liquirizia, tabacco, vaniglia e cannella. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco leggermente tannico e comunque equilibrato dall'alcol, buon corpo, sapori intensi, buoni tannini. Il finale è persistente con ricordi di amarena, prugna e mirtillo. Questo Chianti Classico Riserva matura per 24 mesi in botte. | |
| Abbinamento: Carne arrosto, Carne alla griglia, Stufati e brasati di carne | |
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Montalperti 2001 |
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| Boccadigabbia (Italia) | |
| Uvaggio: Chardonnay | |
| Prezzo: € 20,00 | Punteggio: |
| Questo vino si presenta con un colore giallo paglierino intenso e sfumature di giallo paglierino, molto trasparente. Al naso esprime buona personalità con aromi intensi, puliti, gradevoli e raffinati che si aprono con note di gelsomino, mela e susina seguite da aromi di agrumi, banana, ananas, biancospino, ginestra e vaniglia. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco fresco e piacevole morbidezza, comunque equilibrato dall'alcol, buon corpo, sapori intensi, piacevole. Il finale è persistente con ricordi di susina e mela. Montalperti fermenta e matura per 4-5 mesi in barrique a cui seguono almeno 6 mesi di affinamento in bottiglia. | |
| Abbinamento: Stufati di pesce con funghi, Pesce arrosto, Paste ripiene, Carne bianca arrosto | |
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Akronte 2001 |
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| Boccadigabbia (Italia) | |
| Uvaggio: Cabernet Sauvignon | |
| Prezzo: € 40,00 | Punteggio: |
| Alla vista si presenta con un colore rosso rubino intenso e sfumature di rosso granato, poco trasparente. Al naso esprime aromi intensi, puliti, gradevoli, raffinati ed eleganti che si aprono con note di amarena, prugna, e ribes seguite da aromi di mirtillo, violetta, vaniglia, liquirizia, tabacco, peperone, pepe nero, lavanda, cacao, cannella e mentolo. In bocca ha ottima corrispondenza con il naso, un attacco tannico e buona morbidezza, comunque equilibrato dall'alcol, corpo pieno, sapori intensi, buoni tannini, piacevole. Il finale è molto persistente con lunghi ricordi di ribes, amarena, prugna e mirtillo. Un vino ben fatto. Akronte matura in barrique per 18-20 mesi. | |
| Abbinamento: Selvaggina, Carne arrosto, Stufati e brasati di carne, Formaggi stagionati | |
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L'Allegro 2004 |
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| Braggio (Italia) | |
| Uvaggio: Cortese | |
| Prezzo: € 4,00 | Punteggio: |
| Alla vista si presenta con un colore giallo dorato intenso e sfumature di giallo paglierino, trasparente. Al naso denota aromi intensi e gradevoli che si aprono con note di mela e pera seguite da aromi di susina e biancospino. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco fresco e comunque equilibrato, buon corpo, sapori intensi. Il finale è abbastanza persistente con ricordi di mela e susina. | |
| Abbinamento: Antipasti di verdure e pesce, Pasta e risotto con verdure | |
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Il Pettirosso 2004 |
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| Braggio (Italia) | |
| Uvaggio: Bonarda | |
| Prezzo: € 4,00 | Punteggio: |
| Alla vista si presenta con un colore rosso rubino brillante e sfumature di rosso rubino, abbastanza trasparente. Al naso esprime aromi intensi e puliti che si aprono con note di ciliegia, violetta e prugna seguite da aromi di mirtillo e lampone. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco leggermente tannico e apprezzabile freschezza, buon corpo, sapori intensi. Il finale è persistente con ricordi di ciliegia e lampone. | |
| Abbinamento: Carne saltata, Pasta con carne | |
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Chardonnay-Chenin 2004 |
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| Trivento (Argentina) | |
| Uvaggio: Chardonnay (50%), Chenin Blanc (50%) | |
| Prezzo: € 4,50 | Punteggio: |
| Alla vista si presenta con un colore giallo paglierino brillante e sfumature di giallo paglierino, molto trasparente. Al naso esprime aromi intensi, puliti e gradevoli che si aprono con note di banana e pera seguite da aromi di biancospino, acacia, ginestra, limone e pesca. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco fresco e piacevole morbidezza, comunque equilibrato dall'alcol, buon corpo, sapori intensi. Il finale è abbastanza persistente con ricordi di banana e pesca. Questo vino matura in vasche d'acciaio. | |
| Abbinamento: Aperitivi, Antipasti di pesce e crostacei, Pasta e risotto con verdure | |
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Shiraz-Malbec 2004 |
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| Trivento (Argentina) | |
| Uvaggio: Syrah (50%), Malbec (50%) | |
| Prezzo: € 4,50 | Punteggio: |
| Alla vista si presenta con un colore rosso rubino brillante e sfumature di rosso rubino, abbastanza trasparente. Al naso esprime aromi intensi, puliti e gradevoli che si aprono con note di prugna e lampone seguite da aromi di amarena, mirtillo, ribes e un accenno di pepe nero. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco leggermente tannico e comunque equilibrato dall'alcol, buon corpo, sapori intensi, buoni tannini. Il finale è abbastanza persistente con ricordi di prugna e mirtillo. Questo vino matura in vasche d'acciaio. | |
| Abbinamento: Carne saltata, Salumi, Paste ripiene | |
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Bianco di Custoza Superiore Campo del Selese 2003 |
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| Albino Piona (Italia) | |
| Uvaggio: Garganega (30%), Trebbiano Toscano (30%), Chardonnay (30%), Tocai Friulano (10%) | |
| Prezzo: € 9,50 | Punteggio: |
| Alla vista si presenta con un colore giallo dorato intenso e sfumature di giallo dorato, molto trasparente. Al naso rivela buona personalità con aromi intensi, puliti, gradevoli, raffinati ed eleganti che si aprono con note di albicocca, pera e mela seguite da aromi di agrumi, banana, ginestra, litchi, miele, nocciola, pesca e un accenno di vaniglia. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco fresco e piacevole morbidezza, comunque equilibrato dall'alcol, buon corpo, sapori intensi, piacevole. Il finale è persistente con ricordi di albicocca, banana e pera. Un vino ben fatto. Campo del Selese è prodotto con uve leggermente surmature, una parte matura per 9 mesi in barrique e affina in bottiglia per 4 mesi. | |
| Abbinamento: Pesce arrosto, Pesce alla griglia, Paste ripiene, Carne bianca arrosto | |
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Bianco di Custoza Passito La Rabitta 2002 |
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| Albino Piona (Italia) | |
| Uvaggio: Garganega, Cortese, Riesling, Trebbiano Toscano | |
| Prezzo: € 19,00 - 50cl | Punteggio: |
| Alla vista si presenta con un colore giallo ambra chiaro e sfumature di giallo ambra, trasparente. Al naso rivela aromi intensi, puliti, gradevoli, raffinati ed eleganti che si aprono con note di fico secco, uva passa e dattero seguite da aromi di canditi, confettura di pesche, mandorla, miele, mela cotogna, lavanda, noce e vaniglia. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco dolce e morbido, comunque equilibrato dall'alcol, buon corpo, sapori intensi, piacevole. Il finale è persistente con ricordi di fico secco, confettura di pesche, uva passa e miele. Un vino ben fatto. La Rabitta fermenta e matura in barrique per 12 mesi a cui seguono 4 mesi di affinamento in bottiglia. | |
| Abbinamento: Formaggi stagionati, Crostate di frutta secca | |
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Antinoo 2003 |
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| Casale del Giglio (Italia) | |
| Uvaggio: Chardonnay (66%), Viognier (34%) | |
| Prezzo: € 9,00 | Punteggio: |
| Alla vista si presenta con un colore giallo paglierino intenso e sfumature di giallo paglierino, molto trasparente. Al naso esprime aromi intensi, puliti, gradevoli e raffinati che si aprono con note di banana, mela e susina seguite da aromi di ananas, pompelmo, biancospino, tostato, vaniglia, nocciola e pralina. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco fresco e piacevole morbidezza, comunque ben equilibrato dall'alcol, buon corpo, sapori intensi, piacevole. Il finale è persistente con ricordi di susina, banana, ananas e mela. Un vino ben fatto. Antinoo matura in barrique per 6-8 mesi a cui seguono 6-12 mesi di affinamento in bottiglia. | |
| Abbinamento: Paste ripiene con funghi, Pesce arrosto, Carne bianca arrosto | |
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Mater Matuta 2001 |
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| Casale del Giglio (Italia) | |
| Uvaggio: Syrah (85%), Petit Verdot (15%) | |
| Prezzo: € 24,00 | Punteggio: |
| Questo vino si presenta con un colore rosso rubino intenso e sfumature di rosso granato, poco trasparente. Al naso rivela aromi intensi, puliti, gradevoli, raffinati ed eleganti che si aprono con note di amarena, ribes, prugna e mora seguite da aromi di mirtillo, violetta, vaniglia, liquirizia, tabacco, pepe nero, cacao, cannella ed eucalipto. In bocca ha ottima corrispondenza con il naso, un attacco tannico e buona morbidezza, comunque equilibrato dall'alcol, corpo pieno, sapori intensi, buoni tannini, piacevole. Il finale è molto persistente con lunghi ricordi di ribes, amarena, prugna e mirtillo. Un vino ben fatto. Mater Matuta matura per 22-24 mesi in barrique a cui seguono 6-8 mesi di affinamento in bottiglia. | |
| Abbinamento: Selvaggina, Carne arrosto, Brasati e stufati di carne, Formaggi stagionati | |
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Colli Orientali del Friuli Ribolla Gialla 2004 |
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| La Viarte (Italia) | |
| Uvaggio: Ribolla Gialla | |
| Prezzo: € 11,30 | Punteggio: |
| Alla vista si presenta con un colore giallo paglierino chiaro e sfumature di giallo verdolino, molto trasparente. Al naso esprime aromi intensi, puliti, gradevoli e raffinati che si aprono con note di mela, susina e biancospino seguite da aromi di ginestra, acacia, ananas, pera e lievito. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco fresco e comunque ben equilibrato dall'alcol, buon corpo, sapori intensi, piacevole. Il finale è persistente con ricordi di pera, mela e susina. Questa Ribolla Gialla matura per 7 mesi in vasche d'acciaio. | |
| Abbinamento: Pesce fritto, Antipasti di crostacei, Pasta e risotto con pesce e crostacei, Pesce saltato | |
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Siùm 2001 |
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| La Viarte (Italia) | |
| Uvaggio: Picolit, Verduzzo Friulano | |
| Prezzo: € 19,50 - 375ml | Punteggio: |
| Questo vino si presenta con un colore giallo ambra brillante e sfumature di giallo ambra, trasparente. Al naso rivela aromi intensi, puliti, gradevoli, raffinati ed eleganti che si aprono con note di fico secco, miele e confettura di mele cotogne seguite da aromi di confettura di albicocche, confettura di pesche, caramello, dattero, mandorla, lavanda, nocciola e vaniglia. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco dolce e piacevole morbidezza, comunque equilibrato dall'alcol, buon corpo, sapori intensi, piacevole. Il finale è persistente con ricordi di fico secco, confettura di pesche, confettura di albicocche e miele. Un vino ben fatto. Siùm fermenta e matura in barrique per almeno due anni a cui seguono almeno 6 mesi di affinamento in bottiglia. | |
| Abbinamento: Formaggi stagionati, Pasticceria secca, Crostate di frutta secca | |
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Talento Trento Cuvée Brut Rosé |
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| Cesarini Sforza (Italia) | |
| Uvaggio: Pinot Nero | |
| Prezzo: € 12,40 | Punteggio: |
| Alla vista si presenta con un colore rosa salmone brillante e sfumature di rosa buccia di cipolla, molto trasparente, buona effervescenza, perlage fine e persistente. Al naso rivela aromi intensi, puliti, gradevoli e raffinati che si aprono con note di lampone, ciliegia e fragola seguite da aromi di crosta di pane, banana, lievito, pera, rosa e susina. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco effervescente e fresco, comunque equilibrato dall'alcol, buon corpo, sapori intensi, piacevole. Il finale è persistente con ricordi di lampone, fragola e ciliegia. Parte del vino base utilizzato per questo Talento matura in botte. Matura per 36 mesi sui propri lieviti. | |
| Abbinamento: Paste ripiene con funghi, Pesce arrosto, Pesce stufato, Carne bianca arrosto | |
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Talento Trento Classico Millesimato 2000 |
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| Cesarini Sforza (Italia) | |
| Uvaggio: Chardonnay (80%), Pinot Nero (20%) | |
| Prezzo: € 12,10 | Punteggio: |
| Questo Talento si presenta con un colore giallo paglierino chiaro e sfumature di giallo verdolino, molto trasparente, buona effervescenza, perlage fine e persistente. Al naso esprime aromi intensi, puliti, gradevoli e raffinati che si aprono con note di pera, mela e ananas seguite da aromi di acacia, biancospino, banana, crosta di pane, lievito, nocciola e pompelmo. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco effervescente e fresco, comunque equilibrato dall'alcol, buon corpo, sapori intensi, piacevole. Il finale è persistente con ricordi di pera, ananas e banana. Una piccola parte del vino base utilizzato per questo Talento fermenta in botte. Matura per 24-36 mesi sui propri lieviti. | |
| Abbinamento: Paste ripiene con funghi, Pesce alla griglia, Carne bianca arrosto | |
Tre MontiUn progetto ambizioso nato all'inizio degli anni 1980 con l'obiettivo di raggiungere livelli qualitativi elevati, è oggi una straordinaria realtà confermata ogni anno da ottimi vini |
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L'Emilia Romagna - l'ospitale regione dell'Italia settentrionale - è da sempre associata al buon mangiare e, con i suoi innumerevoli e celebri prodotti gastronomici, sedersi a tavola è sempre un piacere. Ma non solo cibo opulento e appetitoso, in questa terra anche il vino rappresenta un punto di riferimento essenziale nella tradizione della regione. Dall'Emilia fino alle coste marittime della Romagna, il vino cambia volto e storia, si esprime con uve diverse, pur conservando sempre il suo ruolo fondamentale nelle varie aree della regione. Proprio in questa regione si trova la cantina Tre Monti, che da oltre venti anni è impegnata nella produzione di vini di qualità sia impiegando le varietà tipiche del territorio - come Albana, Trebbiano Romagnolo e Sangiovese - sia con celebri varietà internazionali, come Cabernet Sauvignon, Chardonnay, Merlot e Sauvignon Blanc, da anni presenti nei vigneti dell'azienda. I vini di Tre Monti, sia quelli prodotti con uve autoctone sia con uve internazionali, confermano ogni anno l'ottimo livello qualitativo di questa cantina.
La cantina Tre Monti fu fondata all'inizio degli anni 1960 da Sergio Navacchia e da sua moglie Thea, per anni figura importante e di riferimento per la cantina fino alla sua scomparsa, avvenuta nel 1989. All'inizio degli anni 1980 la cantina Tre Monti inizia concretamente a cambiare la propria produzione puntando tutto sul dichiarato obiettivo di raggiungere alti livelli qualitativi, una vera e propria svolta anche per l'intera enologia dell'Emilia Romagna in cui - esattamente come in tante altre regioni d'Italia - la quantità era generalmente la priorità della maggioranza delle cantine. Si comprende da subito che questo cambiamento doveva iniziare dalla vigna, introducendo nuovi vitigni, ridurre le rese per ettaro e provvedere a un accurato diradamento. Il processo sarebbe dovuto continuare in cantina assicurandosi anche la collaborazione di importanti e capaci professionisti. Viene chiamato a collaborare l'enologo Francesco Spagnoli - a quei tempi giovanissimo - a cui seguirà Vittorio Fiore e quindi Donato Lanati, attuale enologo di Tre Monti. Oggi l'azienda è condotta dai figli David e Vittorio Navacchia, aiutati dal padre Sergio, unitamente ad Attilio Scienza, consulente agronomo. Una prestigiosa squadra, unita dalla comune passione di perseguire la qualità in ogni fase della produzione, sempre alla ricerca di nuovi prodotti, studiando nuove varietà e le qualità che questi possono esprimere nel territorio, anche riutilizzando antiche varietà di uve, spesso abbandonate perché ritenute poco produttive. Le cantina Tre Monti dispone di due tenute di cui la prima si trova nelle colline di Imola - in provincia di Bologna - e l'altra nelle colline vicino Forlì, entrambe situate nel cuore di zone ad alta vocazione viticola. Le tenute coprono un'area complessiva di circa 50 ettari, tutti destinati a vigneti. La cantina di vinificazione si trova a Bergullo - nei pressi di Imola - dove si lavorano esclusivamente le uve di proprietà. La cantina Tre Monti pone particolare attenzione alle varietà autoctone della zona - Albana, Trebbiano Romagnolo e Sangiovese - e grazie alla supervisione del prof. Attilio Scienza e del Dott. Francesco Lizzio - si sta conducendo un approfondito studio di zonazione delle tenute. Nell'ambito di questo studio si è inoltre provveduto a impiantare varietà internazionali come Cabernet Sauvignon, Chardonnay (coltivate nei vigneti sin dal 1985), Merlot e Sauvignon Blanc.
Un interessante aspetto è rappresentato dalla varietà Albana coltivata nella tenuta di Imola, una varietà piuttosto rara e conosciuta come Albana della Serra, dal grappolo colore oro capace di produrre vini rotondi e di ottima qualità. La tenuta di Imola - nel cuore della quale si trova la cantina Tre Monti - ha una superficie di circa 30 ettari con esposizione a sud - sud/est in cui si coltivano le varietà Albana, Trebbiano Romagnolo, Sangiovese, Cabernet Sauvignon, Chardonnay e Sauvignon Blanc. La Tenuta di Petrignone - collocata nelle colline di Forlì - copre una superficie di circa 25 ettari ed è interamente utilizzata per la coltivazione delle classiche varietà Romagnole: Albana, Trebbiano Romagnolo e Sangiovese Grosso. Dopo un sostanziale intervento di rinnovamento, la cantina di vinificazione si presenta oggi moderna e razionale. Particolare cura e attenzione è posta in ogni fase della vinificazione, nella selezione delle uve e nelle fasi di maturazione. La cantina dispone di una capacità di circa 50.000 litri, divisi fra barrique e botti di grandi dimensioni. Oggi Tre Monti rappresenta un solido punto di riferimento per l'enologia dell'Emilia Romagna, grazie alla sua qualità in costante crescita negli ultimi anni. La cantina Tre Monti è infatti fra i fornitori ufficiali della Presidenza della Repubblica Italiana ed è presente con ben quattro vini. Circa il 60% della produzione è destinato al mercato Italiano e il canale di distribuzione prevede unicamente enoteche e alta ristorazione. Anche l'esportazione assume un ruolo di rilievo: ogni anno sono immesse nei mercati esteri circa 120.000 bottiglie, principalmente nei paesi dell'Unione Europea - in particolare Germania, Belgio, Olanda, Danimarca, Norvegia, Polonia e Austria - negli Stati Uniti d'America, Canada, Svizzera, Perù, Isole Cayman e Cipro. La produzione della cantina Tre Monti è tutta di ottimo livello qualitativo con una scelta di vini piuttosto interessante. I vini bianchi sono prodotti sia con uve autoctone sia con uve internazionali. Di ottimo livello i vini prodotti con uva Albana. Il Vigna della Rocca, vinificato in secco e parzialmente maturato in botte, offre qualità organolettiche di assoluto pregio. Anche la versione passito dell'Albana è decisamente interessante per i sui aromi e per la struttura arricchita anche dalla maturazione in barrique. Fra i vini bianchi troviamo anche il Salcerella, prodotto con Albana maturata in botte a cui è aggiunto il 35% di Chardonnay maturato in acciaio. Anche la produzione dei vini rossi è di ottima qualità e di notevole interesse. Si segnalano il Sangiovese Riserva - prodotto con Sangiovese Grosso maturato per 3 mesi in barrique - e l'ottimo Boldo, prodotto da uve Sangiovese Grosso e Cabernet Sauvignon maturato per 6 mesi in barrique. Vino di prestigio e bandiera di Tre Monti è il Sangiovese Thea - dedicato alla madre dei fratelli Navacchia e maturato in barrique per 6 mesi - un vino con ottima personalità e corpo pur mantenendo un'incantevole eleganza e grazia.
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Legenda dei punteggi I prezzi sono da considerarsi indicativi in quanto possono subire variazioni a seconda del paese e del luogo in cui vengono acquistati i vini |
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Albana di Romagna Vigna della Rocca 2004 |
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| Tre Monti (Italia) | |
| Uvaggio: Albana | |
| Prezzo: € 6,00 | Punteggio: |
| Questo vino si presenta con un colore giallo dorato chiaro e sfumature di giallo paglierino, molto trasparente. Al naso esprime aromi intensi, puliti, gradevoli e raffinati che si aprono con note di pera, ananas e mela seguite da aromi di biancospino, ginestra, mandorla, pesca e susina. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco fresco e comunque equilibrato dall'alcol, buon corpo, sapori intensi, piacevole. Il finale è persistente con ricordi di pera, susina e mandorla. Parte di questo vino matura in botte. | |
| Abbinamento: Zuppe di pesce, Pesce fritto, Pasta e risotto con pesce e crostacei | |
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Colli di Imola Chardonnay Ciardo 2004 |
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| Tre Monti (Italia) | |
| Uvaggio: Chardonnay | |
| Prezzo: € 9,00 | Punteggio: |
| Questo vino si presenta con un colore giallo dorato chiaro e sfumature di giallo paglierino, molto trasparente. Al naso esprime aromi intensi, puliti, gradevoli e raffinati che si aprono con note di pera, ananas e mela seguite da aromi di biancospino, ginestra, mandorla, pesca e susina. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco fresco e comunque equilibrato dall'alcol, buon corpo, sapori intensi, piacevole. Il finale è persistente con ricordi di pera, susina e mandorla. Parte di questo vino matura in botte. | |
| Abbinamento: Zuppe di pesce, Pesce fritto, Pasta e risotto con pesce e crostacei | |
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Colli di Imola Bianco Salcerella 2003 |
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| Tre Monti (Italia) | |
| Uvaggio: Albana (50%), Chardonnay (40%), Sauvignon Blanc (10%) | |
| Prezzo: € 12,00 | Punteggio: |
| Alla vista si presenta con un colore giallo dorato intenso e sfumature di giallo dorato, molto trasparente. Al naso esprime aromi intensi, puliti, gradevoli, raffinati ed eleganti che si aprono con note di mela e mandorla seguite da aromi di acacia, banana matura, vaniglia, susina, biancospino, ananas, pompelmo e miele. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco fresco e piacevole morbidezza, comunque ben equilibrato dall'alcol, buon corpo, sapori intensi, piacevole. Il finale è persistente con ricordi di susina, mela, banana e pompelmo. Un vino ben fatto. Salcerella matura in botte. | |
| Abbinamento: Pesce arrosto, Pesce stufato con funghi, Paste ripiene, Carne bianca arrosto | |
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Colli di Imola Rosso Boldo 2003 |
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| Tre Monti (Italia) | |
| Uvaggio: Sangiovese (45%), Merlot (35%), Cabernet Sauvignon (20%) | |
| Prezzo: € 14,00 | Punteggio: |
| Alla vista si presenta con un colore rosso rubino intenso e sfumature di rosso rubino, poco trasparente. Al naso esprime aromi intensi, puliti, gradevoli e raffinati che si aprono con note di amarena, prugna e vaniglia seguite da aromi di ribes, mirtillo, violetta, liquirizia, cannella e un accenno di mentolo. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco leggermente tannico e comunque ben equilibrato dall'alcol, buon corpo, sapori intensi, buoni tannini. Il finale è persistente con ricordi di amarena e prugna. Questo vino matura per 10 mesi in barrique. | |
| Abbinamento: Carne arrosto, Stufati di carne con funghi, Formaggi stagionati | |
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Sangiovese di Romagna Superiore Thea 2003 |
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| Tre Monti (Italia) | |
| Uvaggio: Sangiovese | |
| Prezzo: € 18,00 | Punteggio: |
| Alla vista si presenta con un colore rosso rubino brillante e sfumature di rosso rubino, abbastanza trasparente. Al naso esprime buona personalità con aromi intensi, puliti, gradevoli e raffinati che si aprono con note di amarena e prugna seguite da aromi di rosa, mora, tabacco, liquirizia, ciclamino, lavanda, violetta, vaniglia, cacao e macis. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco tannico e comunque equilibrato dall'alcol, buon corpo, sapori intensi, buoni tannini. Il finale è persistente con ricordi di amarena, prugna e mora. Un vino ben fatto. Thea matura in barrique per 10-12 mesi. | |
| Abbinamento: Stufati e brasati di carne con funghi, Carne arrosto, Formaggi stagionati | |
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Albana di Romagna Passito 2003 |
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| Tre Monti (Italia) | |
| Uvaggio: Albana | |
| Prezzo: € 14,00 - 50cl | Punteggio: |
| Alla vista si presenta con un colore giallo dorato intenso e sfumature di giallo dorato, trasparente. Al naso esprime aromi intensi, puliti, gradevoli e raffinati che si aprono con note di albicocca | |