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Numero 33, Settembre 2005 |
Sommario |
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Tocai Friulano: la Storia Continua |
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Lo scorso 12 maggio 2005, la Corte Europea di giustizia del Lussemburgo ha stabilito «come pattuito nell'accordo del 1993 tra l'Unione Europea e l'Ungheria, il divieto di utilizzare - dopo il 31 marzo 2007 - la denominazione Tocai per taluni vini italiani». A meno che non si verifichino ulteriori sviluppi, la partita fra lo storico Tocai Friulano - gloriosa uva del Friuli Venezia Giulia - e il Tokaji Ungherese, si è conclusa con una sconfitta per la celebre uva Italiana. A nulla sono valse le storiche e ben documentate prove a sostegno dell'ottimo Tocai Friulano. La Corte Europea ha infatti stabilito che «le regole in materia di omonimia degli accordi internazionali esaminati non impongono che, di fronte all'indicazione geografica ungherese Tokaj, la denominazione della varietà di vite italiana Tocai Friulano possa ancora essere utilizzata per la designazione e la presentazione di determinati vini italiani». Un verdetto che lascia poche speranze sul futuro del Tocai Friulano - ben inteso - unicamente al suo nome. Infatti l'ottima uva Friulana - per fortuna - non scomparirà dai nostri calici: arriverà semplicemente con un nuovo nome e che al momento non è stato ancora definito. La sentenza - senza entrare nel merito della decisione - lascia comunque perplessi, poiché non si sono voluti considerare innegabili e provati fattori storici a sostegno del Tocai Friulano e si è operato esclusivamente a sostegno delle denominazioni geografiche, certamente importanti e innegabili. I motivi che hanno sollevato questa disputa fra Ungheria e gli altri paesi membri dell'Unione Europea sono oramai largamente risaputi. Tutto nasce dall'omonimia fra la celebre zona Ungherese di Tokaj, certamente madre di ottimi e famosi vini, e le altre denominazioni che - in un modo o nell'altro - facevano uso di termini che potessero ricordare questa zona. A tale proposito, nel novembre 1993, la Comunità Europea e l'Ungheria stipularono un patto nel quale si stabilivano i termini per una reciproca tutela e controllo sulle denominazioni dei vini. Con lo scopo di proteggere la denominazione geografica Tokaj, l'accordo prevedeva il divieto dell'uso del termine tocai - così come di altre forme simili - a partire da marzo 2007. Il provvedimento riguardava, in modo particolare, i vini Italiani prodotti con uva Tocai Friulano e il termine Tokay riportato nelle etichette di alcuni vini Francesi. La sentenza cancella - di fatto - 800 anni di storia, comprovata da numerosi documenti del passato, nei quali si fa esplicito riferimento a quest'uva con il suo consueto e storico nome. Nonostante non sia completamente chiara l'origine del nome della gloriosa uva Friulana, è comunque interessante notare che nella regione scorre un torrente - il Toccai - e dal quale si suppone, fra le tante teorie, la celebre uva bianca prenda il suo, per il momento innominabile, nome. Esistono comunque documenti dei Patriarchi di Venezia - risalenti al 1200 - nei quali si cita, già a quei tempi, l'uva Tocai Friulano. Esistono inoltre altre testimonianze storiche relative a quest'uva e all'Ungheria. Si suppone infatti che alcune piante di Tocai Friulano furono inviate nel XIII secolo da Bertoldo di Andechs - a quei tempi Patriarca di Aquileia - al Re Bela IV di Ungheria. È sorprendente che la sentenza della Corte Europea - anche di fronte alle tante prove storiche - non abbia voluto considerare un passato così forte e comprovato, tanto da risolvere la disputa fra Italia e Ungheria con la cancellazione del Tocai Friulano dalle etichette dei vini e dalla cultura del Friuli Venezia Giulia. Con tutto il rispetto che si deve agli eccellenti vini del Tokaj Ungherese, non crediamo proprio che il Tocai Friulano - o in qualunque altro modo si chiamerà - abbia bisogno di sfruttare la storica e nobile fama dei vini del Tokaj per provare il suo enorme talento enologico. Anche perché, se si pensa a Tokaj, l'associazione più consueta e diretta è in favore del grandissimo Aszú - il celebre e suadente vino dolce fatto con uve attaccate dalla Botrytis Cinerea - cioè a un tipo di vino estremamente diverso da quelli prodotti con il Tocai Friulano, notoriamente impiegato per i vini secchi. È comunque doveroso ricordare che nel Tokaj si producono anche vini bianchi secchi da tavola, principalmente con uva Furmint, totalmente assente in Italia e priva di ogni relazione - anche genetica - con il Tocai Friulano. L'omonimia di una zona geografica con la nostra uva bianca si è risolta in un'aula di tribunale, facendo imporre le rigide regole della burocrazia al buon senso. Pare non siano previste proroghe o alternative: entro Marzo 2007, il Tocai Friulano dovrà cambiare nome. Nonostante non si sia ancora deciso il nuovo nome da attribuire a quest'uva che vanta secoli di gloriosa storia - e di eccellenti vini - si sono comunque avanzate proposte. Fra i tanti nomi proposti si ricordano Friulano, Toccai (in onore all'omonimo torrente che scorre nella regione) oppure Tai Friulano (Tai significa bicchiere nel dialetto locale). È comunque triste che questa contesa sull'uso esclusivo di un nome sia finita in questo modo e che magari un po' di buon senso sarebbe stato più opportuno. Viene proprio voglia di ricordare a tutti quelli che insistono nel nascondersi dietro un nome e a ostentarlo come una bandiera, le parole di Giulietta rivolte a Romeo nel celebre dialogo della seconda scena del secondo atto della tragedia Romeo e Giulietta di William Shakespeare. Giulietta ricordava al suo amato Romeo: «Che cos'è un nome? Quella che noi chiamiamo rosa, anche con un altro nome avrebbe sempre il suo soave profumo». In qualunque altro modo si deciderà di chiamare il nostro Tocai Friulano, nessuno riuscirà mai a cancellare il prestigio e l'eccellenza di quest'uva e di tutto ciò che i suoi vini sanno esprimere nei calici, compreso il suo profumo. Ma si sa, gli uomini hanno spesso bisogno di etichette per potersi identificare e per riconoscere la dignità delle cose, vini e uve comprese. È innegabile che questo provvedimento sarà comunque motivo di non pochi problemi e serie conseguenze per i produttori Friulani, che per anni hanno legato il proprio nome a quello del Tocai Friulano. Questo significa che si dovrà lavorare molto nella promozione del nuovo nome, cercando di fare comprendere ai consumatori e agli appassionati, che si tratta esattamente della stessa uva. Sarà - per molti aspetti - come riscrivere la storia dall'inizio e in un mondo così distratto e spesso attratto dal superfluo e dall'apparenza, probabilmente non sarà semplice. Ci sarà molto da lavorare sulla promozione e sulla diffusione del nuovo nome, e questo è qualcosa che ben sanno i produttori e le istituzioni del Friuli Venezia Giulia. L'unica cosa per la quale essere certi è che non si tratta di un addio, ma piuttosto di un arrivederci. Qualunque sarà il nome, sarà come incontrare un caro e vecchio amico che per così tante volte ci ha allietato con la sua buona compagnia. Arrivederci Tocai Friulano: ti attendiamo, come sempre, nei nostri calici a raccontarci ancora la tua lunga e gloriosa storia che - a dispetto degli uomini - non potrà mai cambiare il suo nome.
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La Posta dei Lettori |
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In questa rubrica vengono pubblicate le lettere dei lettori. Se avete commenti
o domande da fare, esprimere le vostre opinioni, inviate le vostre lettere
alla redazione oppure
utilizzare l'apposito modulo disponibile nel
nostro sito.
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| Desidererei avere alcune informazioni sulla mescita del vino sfuso. |
| Michele Greco -- Potenza (Italia) |
| La vendita di vino sfuso è una pratica che nasce praticamente con la scoperta del vino. Il vino sfuso è generalmente associato alla bassa qualità - e molto spesso questo corrisponde al vero - tuttavia il punto di forza di questi vini è rappresentato dal basso prezzo e pertanto sono generalmente acquistati come vini da consumare quotidianamente per accompagnare i pasti. La vendita di vino sfuso è solitamente svolta dalle cantine sociali e cooperative, e spesso è una scelta commerciale operata anche da molti produttori privati. Il vino sfuso è solitamente acquistato in contenitori di grosse dimensioni, pertanto il problema principale è rappresentato dall'ossidazione e dall'eventuale acescenza che potrebbero verificarsi a seguito della progressiva quantità di aria che si crea con il progressivo svuotamento del contenitore. Per questo motivo, è opportuno provvedere all'imbottigliamento subito dopo l'acquisto in modo da assicurare una migliore conservabilità del vino. Per quanto concerne la mescita - e quindi il servizio - è sufficiente seguire le normali indicazioni valide per qualunque altro vino, pertanto si sceglieranno la temperatura e il bicchiere in accordo al tipo, alla struttura e alle qualità organolettiche del vino. |
| Mia moglie, che è italiana di Modena, adora i vini della sua terra e ogni volta che torna dall'Italia porta con sé alcune bottiglie di Lambrusco. Sapreste consigliarci un buon abbinamento per questo vino? |
| Miguel Raventós -- Madrid (Spagna) |
| Il Lambrusco - ma si farebbe meglio a dire le uve Lambrusco, viste le diverse varietà esistenti - è molto diffusa nell'Emilia Romagna e nella provincia di Mantova in Lombardia. Storicamente il Lambrusco è utilizzato per la produzione di vini vivaci - cioè frizzanti - fortemente legati alla tradizione e alla cultura delle terre in cui si producono. La qualità dei vini prodotti con uve Lambrusco è piuttosto varia - esattamente come qualunque altra uva - anche se molte cantine storiche si dedicano con serietà e passione alla produzione di qualità e con eccellenti risultati. Vista la grande diffusione dell'uva nelle zone in cui è tipica, è piuttosto frequente trovare prodotti di qualità discutibile. Il buon Lambrusco è comunque un vino piacevole e interessante, non solo dal punto di vista dell'abbinamento con il cibo. La sua qualità principale è l'effervescenza e - non da ultimo - una buona struttura e tannicità. Generalmente il Lambrusco è prodotto nelle versioni secco e amabile, con una leggera nota dolce. L'abbinamento più tipico del Lambrusco, specialmente quello secco, sono lo zampone e il cotechino, poiché la sua gioiosa effervescenza - unitamente all'apprezzabile astringenza - riescono perfettamente a bilanciare la collosità tipica di queste pietanze. Il Lambrusco si presta anche all'abbinamento con la pasta, in particolare quelle ripiene, e alcune ricette di carne, come i brasati e gli stufati, e si sposa perfettamente con i salumi. Infine, il Lambrusco amabile è un ottimo compagno delle serate autunnali abbinato alle caldarroste. |
Ribera del DueroTerra di vini rossi, qui i vini bianchi sono pressoché sconosciuti, la Ribera del Duero è capace di esprimere ottima qualità con vini intensamente concentrati, di corpo pieno e fra i più longevi di Spagna |
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Il Duero - il lungo fiume che nasce in Spagna e termina il suo corso nell'oceano Atlantico - ha un forte legame con il vino. In Spagna attraversa le aree vinicole di Ribera del Duero, Rueda e Toro, mentre nel Portogallo - dove prende il nome di Douro - attraversa interamente l'area vinicola del Porto e Douro. Fra tutte le aree vinicole della Spagna attraversate da questo fiume, Ribera del Duero è certamente la più importante e qui si producono interessanti e celebri vini rossi, fra i più longevi del paese. Molto spesso, i vini della Ribera del Duero sono considerati al pari degli altri grandi vini rossi di Spagna - in particolare quelli della Rioja - tuttavia le differenze sono notevoli, a partire dalle condizioni ambientali e climatiche, pur tuttavia condividendo la stessa uva. Infatti, ciò che nella Rioja e nel mondo è conosciuto con il nome di Tempranillo, nella Ribera del Duero prende il nome di Tinto Fino - oppure Tinta del País - e qui, come nella Rioja, è il principale protagonista dei vigneti. Non è un caso che in quest'area si producono quasi esclusivamente vini rossi: qui i vini bianchi svolgono un ruolo piuttosto marginale e sono prevalentemente destinati al consumo locale. Nonostante la Ribera del Duero sia stata riconosciuta come zona di produzione di qualità da poco più di venti anni, la sua storia - dal punto di vista enologico - conobbe il suo inizio quasi 150 anni fa. Fu infatti nel 1864 che Don Eloy Lacanda y Chaves - di ritorno da Bordeaux dove aveva studiato enologia - piantò i primi vigneti con l'intento di produrre vini nello stile Francese. Dal suo viaggio in Francia riportò a Castiglia esemplari di Cabernet Sauvignon, Merlot e Malbec, e decise di coltivarli - nei vigneti di Valladolid - insieme all'uva rossa più tipica della zona: il Tinto Fino, meglio conosciuto come Tempranillo. Il risultato fu un vino che - a distanza di oltre cento anni - è ancora oggi considerato fra i migliori vini di Spagna e - fino agli anni 1990 - anche il migliore vino di Ribera del Duero. Fu così che nacque il celebre Unico di Vega-Sicilia, il vino che ha portato l'enologia Spagnola ai vertici del mondo e che vanta un nutrito e solido schieramento di appassionati e sostenitori. Quando si parla della storia della qualità enologica di Ribera del Duero, è praticamente impossibile non ricordare l'importante ruolo svolto dal grande vino di Vega-Sicilia, anche e soprattutto nei tempi in cui nella zona si producevano solamente vini piuttosto ordinari.
L'età di alcuni vigneti di Vega-Sicilia, nei quali si coltivano Cabernet Sauvignon e Tinto Fino, è di oltre cento anni e le loro preziose uve contribuiscono ancora oggi a rendere il vino Unico un grande prodotto. L'Unico di Vega-Sicilia è anche uno dei vini più longevi del mondo e raramente viene posto in commercio prima di dieci anni di maturazione in botte. Non esiste infatti nessuna regola commerciale o periodica che impone il rilascio dei vini: la scelta si basa unicamente sulle decisioni dell'enologo che lascia maturare il vino nella botte per tutto il tempo che ritiene necessario a rendere unico il celebre vino di Vega-Sicilia. È sufficiente pensare che nel 1991 fu immesso nel mercato l'annata 1982 insieme all'annata 1968. Mentre nel primo caso nove anni di maturazione si sono ritenuti sufficienti per considerare il vino pronto, nel secondo caso si è atteso per ben 23 anni. Il rigore produttivo di Vega-Sicilia impone inoltre che nelle annate considerate di qualità non sufficiente - in genere due o tre volte in dieci anni - il vino Unico non viene prodotto. Per oltre cento anni, il prestigio di Vega-Sicilia non ha conosciuto rivali in tutta la Ribera del Duero. Nel 1972, Alejandro Fernández avvia, nei pressi del villaggio di Pesquera de Duero, la sua cantina. A differenza di Vega-Sicilia, Alejandro Fernández decide di puntare tutto sul Tinto Fino per produrre il suo vino. Dopo avere raccolto le uve dai vigneti - e opportunamente pigiate - il mosto viene subito trasferito in botti di legno a fermentare - quindi lasciato maturare - evitando qualsiasi pratica di filtraggio. Il risultato è un vino di grande concentrazione e ricco, estremamente complesso. Solo verso la metà degli anni 1980 il suo vino viene per la prima volta immesso nel mercato internazionale: fu subito un grande successo che ancora oggi vanta un nutrito numero di appassionati in tutto il mondo. Il celebre Tinto Pesquera - questo il nome del vino di Alejandro Fernández - è oggi fra i vini Spagnoli più ricercati e apprezzati nel mondo. Il Pesquera Tinto fu la prova che nella Ribera del Duero era possibile produrre grandi vini con l'uva Tinto Fino e - soprattutto - capaci di lunghi periodi di maturazione. I vini di Alejandro Fernández e di Vega-Sicilia, grazie alla loro qualità, suscitarono un enorme interesse nei confronti della Ribera del Duero e altri produttori iniziarono a investire sulla produzione di vino. Fu solo nel 1982 che la Ribera del Duero fu riconosciuta dal sistema di qualità Spagnolo come area a Denominación de Origen (Denominazione di Origine), abbreviato in DO. Da quel momento, tutto cambiò nella Ribera del Duero e si cercò di abbandonare il mediocre livello qualitativo che caratterizzò i suoi vini per un lunghissimo tempo, con l'esclusione di quelli di Vega-Sicilia e Alejandro Fernández, ovviamente. I produttori cominciarono ad assicurarsi la consulenza e il supporto di abili enologi che facevano della qualità il loro obiettivo principale. Il vino iniziò così a ricoprire un ruolo fondamentale e importante per tutta la zona e oggi i vini della Ribera del Duero sono considerati fra i migliori di Spagna. In termini generali, il primo cambiamento si è verificato negli anni 1980, tuttavia sarà verso la metà degli anni 1990 - quando i vini dei produttori più seri furono immessi nel mercato internazionale - che sarà dimenticata la mediocrità dei vini della Ribera del Duero tipica fino agli anni 1970.
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I vini della Ribera del Duero sono classificati in accordo al sistema di qualità enologico in vigore in Spagna. I vini di questa zona sono classificati come DO (Denominación de Origen) e la produzione riguarda quasi esclusivamente vini rossi. L'area vinicola di Ribera del Duero copre una superficie di circa 120 chilometri quadrati e riguardano prevalentemente quattro distretti situati nella regione di Castiglia e León: Burgos (dove si trova la maggiore superficie vitata), Soria, Segovia e Valladolid, la zona più celebre dove si trovano le cantine più rinomate. La produzione enologica riguarda quasi esclusivamente vini rossi prevalentemente prodotti con uva Tinto Fino, considerata una variazione genetica del Tempranillo diffuso nella Rioja. Altre uve a bacca rossa della Ribera del Duero includono Garnacha Tinta - prevalentemente impiegata per la produzione di vini rosati - Cabernet Sauvignon, Merlot e Malbec. L'unica uva a bacca bianca della zona è l'Albillo, coltivata in piccole quantità e da cui si producono vini bianchi tipicamente consumati nel mercato interno. I vini rossi della Ribera del Duero si classificano in accordo alla qualità delle uve e al tempo di maturazione, esattamente come per la Rioja. La categoria più bassa è rappresentata dai tintos joven (rossi giovani), vini semplici e con aromi fruttati, sono diffusi nel mercato locale e non sono esportati. Segue la categoria crianza, alla quale appartengono vini con almeno due anni di maturazione in botte. I crianzas hanno generalmente aromi di ciliegia con un vago ricordo di terroso che si unisce ad aromi di vaniglia e spezie. I vini reserva sono prodotti con uve di qualità superiore e devono avere un tempo di maturazione minimo di tre anni. I vini reservas si caratterizzano per il maggiore corpo e la struttura piena, buona concentrazione e migliore qualità rispetto ai crianzas. La categoria più elevata è rappresentata da gran reserva, alla quale appartengono vini con un periodo minimo di maturazione di cinque anni. I gran reservas sono vini di grande eleganza e classe dove la lunga maturazione consente agli aromi di raggiungere un interessante sviluppo e complessità: costituiscono una ridottissima percentuale di tutto il vino prodotto nella Ribera del Duero. I vini reserva e gran reserva sono solitamente prodotti in annate particolarmente favorevoli. Le menzioni di categoria (crianza, reserva e gran reserva) sono sempre riportate in etichetta e certificate da un apposito contrassegno rilasciato dal consiglio di tutela vini della Ribera del Duero.
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La Ribera del Duero si trova a circa 130 chilometri a nord di Madrid - nella regione di Castiglia e León - in un territorio di pianure rocciose attraversate dal corso del fiume Duero, che in Portogallo prende il nome di Douro. La Ribera del Duero è una regione vinicola in cui si producono prevalentemente rossi, tuttavia si registra anche una piccola produzione di vini bianchi e rosati, prevalentemente destinati per il consumo locale. I vini rossi migliori di questa zona sono piuttosto concentrati, robusti, complessi negli aromi, pur tuttavia mantenendo un buon equilibrio fra i vari componenti. Una caratteristica tipica dei vini rossi della Ribera del Duero è l'invecchiamento che qui raggiunge spesso tempi superiori ai dieci anni e ben oltre i parametri minimi stabiliti dai disciplinari di produzione. Esattamente come nella Rioja, per la maturazione dei vini rossi raramente si utilizzano botti nuove, spesso si tratta di botti usate così da conferire al vino un carattere legnoso meno aggressivo e più armonico. Esattamente come nella Rioja, le botti sono generalmente di rovere Americano. L'uva più tipica della Ribera del Duero è il Tinto Fino - conosciuto anche con il nome Tinta del País - una mutazione genetica del Tempranillo. Dopo secoli di adattamento nelle calde pianure della Ribera del Duero, il Tinto Fino produce vini più robusti e concentrati rispetto al Tempranillo diffuso nella Rioja. Il clima della Ribera del Duero è piuttosto severo, con stagioni estive caratterizzate da temperature elevate e stagioni invernali molto gelide con temperature spesso sotto gli zero gradi centigradi. Nonostante queste condizioni meteorologiche estreme, il Tinto Fino - l'uva più diffusa in questa zona - è riuscito ad adattarsi perfettamente consentendo ai vini della Ribera del Duero di raggiungere alti livelli enologici dopo il risveglio degli anni 1980. La maggioranza dei vigneti coltivati nella Ribera del Duero hanno età piuttosto elevate, spesso raggiungono i cinquanta anni e alcuni hanno addirittura un'età superiore. La vecchia età dei vigneti restituisce raccolti quantitativamente inferiori, tuttavia le uve hanno una maggiore concentrazione di sapori, una delle buone qualità dei vini rossi prodotti in questa zona. Le condizioni della regione sono in parte mitigate dall'influsso del fiume Duero, che in estate contribuisce a temperare il clima secco e arido aumentando l'umidità, mentre in autunno e in primavera contribuisce a diminuire gli effetti e la frequenza delle gelate. L'area vinicola più celebre della Ribera del Duero - dove si trovano le cantine più prestigiose - è quella nei pressi di Valladolid, situata nella parte occidentale della regione. Nella maggioranza dei casi, i vini rossi della Ribera del Duero sono prodotti con uva Tinto Fino in purezza, tuttavia sono consentite aggiunte di altre uve. L'Albillo - l'unica uva a bacca bianca della regione - è talvolta aggiunta ai robusti vini rossi della Ribera del Duero ed è marginalmente impiegata per la produzione di vini bianchi diffusi esclusivamente all'interno della regione. Il Tinto Fino rappresenta circa l'85% di tutte le uve coltivate nella Ribera del Duero, mentre la parte restante è rappresentata da Malbec, Cabernet Sauvignon, Merlot e Garnacha Tinta, oltre alla bianca Albillo. La Garnacha Tinta è tipicamente utilizzata per la produzione di vini rosati, consumati prevalentemente nel mercato interno. I migliori vini rossi della Ribera del Duero sono caratterizzati da imponenti strutture, suadente morbidezza e tannini rotondi conferiti dalla lunga maturazione in botte, con aromi complessi di spezie, cuoio e frutta in confettura.
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Franciacorta, Champagne e TalentoTre classici esempi di bollicine millesimate di qualità Italiane e Francesi, svelano i loro segreti negli spumeggianti calici della nostra degustazione comparativa |
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Quando si parla di bollicine - in particolare delle nobili bollicine prodotte con il metodo classico - il collegamento con vini di grande qualità è pressoché scontato. Il fascino delle bollicine - inutile negarlo - nasce della lunga e prestigiosa tradizione della Champagne, quando i vini prodotti in quell'area si imposero come emblema della nobiltà, del vivere raffinato e di classe, oltre che a rappresentare un prodotto elitario e costoso. Seguendo la scia del successo Francese, anche altri paesi del mondo iniziarono a produrre vini con il metodo classico nell'auspicio di ricalcarne gli stessi fasti. Italia, Spagna, Stati Uniti d'America, Sud Africa e Australia sono solamente alcuni esempi di paesi nei quali la produzione di spumanti metodo classico ha assunto un'importanza rilevante. La qualità dei vini spumanti prodotti in questi paesi è cresciuta fino a competere - spesso ad armi pari - con i più quotati e celebrati vini della Champagne. Nonostante la tecnica di produzione e le uve impiegate siano più o meno le stesse della Champagne, è opportuno ricordare che ogni zona conferisce ai propri vini il suo carattere personale impossibile da trovare altrove. Nonostante questa basilare e determinante considerazione, molti appassionati continuano a discutere su quale di questi spumanti sia il migliore, senza mai considerare che ognuno è unico nel suo genere. Indipendentemente dalla regione di provenienza, le uve principalmente utilizzate per la produzione di spumanti metodo classico sono Chardonnay e Pinot Nero, alle quali si aggiungono - talvolta - uve appartenenti alle tradizioni locali oppure altre uve capaci di conferire al vino il suo carattere tipico. Lo stesso si può dire per il sistema di produzione che, nonostante sia variamente definito nei rispettivi disciplinari in accordo agli opportuni adattamenti, tutti si basano sul cosiddetto metodo classico - cioè il metodo della rifermentazione in bottiglia - con tempi di maturazione variabili e che possono raggiungere anche decine di mesi.
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I vini selezionati per la degustazione comparativa di questo mese sono tutti prodotti secondo il metodo della rifermentazione in bottiglia. Si tratta di tre spumanti millesimati - degni rappresentanti delle rispettive categorie - dei quali cercheremo di comprendere analogie e differenze. Abbiamo deciso di comparare fra loro il re delle bollicine Francesi - lo Champagne - con due interessanti e ottime realtà Italiane - da anni celebri in tutto il mondo per la qualità che hanno saputo dimostrare - prodotti nella parte settentrionale del paese: Franciacorta e Talento. In tutti e tre i vini sono presenti due delle più classiche uve - in percentuali diverse - utilizzate per la produzione di spumanti metodo classico: Chardonnay e Pinot Nero. Mentre lo Chardonnay è generalmente responsabile per la classe, la raffinatezza e l'eleganza del vino, al Pinot Nero è riservato il compito di conferire struttura, oltre che di apportare le sue tipiche qualità organolettiche.
Dal punto di vista organolettico, i tre vini selezionati offrono interessanti caratteristiche di comparazione oltre che di analogia. Lo Champagne selezionato per la nostra degustazione comparativa è la Grande Sendrée Brut di Drappier, prodotto con 55% di Pinot Nero e 45% di Chardonnay, appartenente alla categoria dei millesimati. Per quanto concerne il Franciacorta, abbiamo scelto la Cuvée Annamaria Clementi di Ca' del Bosco, prodotto con 55% di Chardonnay, 25% di Pinot Bianco e 20% di Pinot Nero fermentato e maturato in barrique per 7 mesi, per poi proseguire la rifermentazione e la maturazione in bottiglia per 5 anni e 8 mesi. L'ultimo vino scelto per la nostra degustazione è il Trento Talento Brut Riserva Methius di Dorigati, prodotto con 60% di Chardonnay - di cui una piccola parte fermenta in barrique - e 40% di Pinot Nero, il vino rifermenta e matura in bottiglia per circa cinque anni. Le annate che si sceglieranno in tutti e tre i casi saranno le ultime disponibili. La temperatura di servizio - poiché si tratta di millesimati e quindi si dovrebbe favorire lo sviluppo degli aromi complessi - sarà di 12°C. Per quanto riguarda i calici, l'ideale sarebbe quello tecnico per spumanti metodo classico - generalmente adottato e proposto dai vari consorzi di produzione - tuttavia sarà possibile svolgere proficuamente la nostra degustazione anche con il classico calice da degustazione ISO.
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Versando i tre vini nei rispettivi calici, si noterà che tutti formeranno un'abbondante schiuma e che tenderà a dissolversi in pochi secondi, proprio come ci si aspetterebbe da un spumante metodo classico di qualità. La caratteristica successiva che prenderemo in esame è il perlage, cioè la qualità, la quantità e lo sviluppo delle bollicine. A tale proposito è opportuno ricordare che l'analisi del perlage negli spumanti rappresenta un fattore di qualità: più fini e persistenti le bollicine, migliore la tecnica di produzione. In termini generici, le bollicine degli spumanti metodo classico sono più fini di quelle prodotte con il metodo Charmat, proprio a causa del metodo di produzione che consente una più lenta ed efficace solubilizzazione dell'anidride carbonica nel vino. Per questa ragione, negli spumanti metodo classico di qualità, il perlage dovrà essere sempre fine e persistente, con bollicine di diametro inferiore al millimetro e che si sviluppano per molti minuti in una continua e fitta successione verso la superficie del calice. Osservando lo sviluppo del perlage nei nostri tre vini, si noteranno delle similitudini: veloci catene di bollicine finissime che salgono vero l'alto per poi allargarsi verso il bordo del calice. Dopo avere osservato il perlage, continueremo la nostra valutazione esaminando il colore dei tre vini. Il primo vino che prenderemo in esame è il Talento Methius. Si osserverà un colore giallo paglierino intenso - e inclinando il calice su una superficie bianca - si noteranno delle sfumature giallo paglierino sull'estremità della massa liquida verso l'apertura. Passiamo ora valutare il Franciacorta Annamaria Clementi: il suo colore sarà giallo dorato chiaro con delle evidenti sfumature giallo paglierino. Noteremo che il colore è più intenso rispetto al Methius: è bene ricordare che la Cuvée Annamaria Clementi subisce un tempo di maturazione più lungo. Passiamo ora all'osservazione del colore dello Champagne Grande Sendrée di Drappier. In questo vino il colore sarà decisamente più intenso rispetto agli altri due, si noterà un colore giallo dorato brillante e sfumature sempre giallo dorato, assolutamente coerente con la tipologia e con la lunga maturazione in bottiglia. Si osservino infine i tre calici posti l'uno a fianco dell'altro: si noti come il colore tende ad assumere tonalità più intense in relazione al tempo di maturazione in bottiglia; più chiaro nel Methius, più intenso nel Franciacorta Annamaria Clementi e nello Champagne Grande Sendrée.
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L'analisi degli aromi è certamente uno degli aspetti più interessanti e avvincenti degli spumanti metodo classico millesimati. Per questo motivo è preferibile degustare i tre vini a temperature simili a quelle per i bianchi giovani, 11°-12°C. Una temperatura più bassa - c'è chi addirittura arriva a servire questi vini a 6°C, distruggendo in un attimo il paziente lavoro del tempo - favorirebbe la persistenza e lo sviluppo del perlage che, per quanto affascinante possa essere, non sarà mai avvincente quanto gli aromi complessi che questi vini sanno regalare. Per la stessa ragione, sarebbe opportuno evitare i calici flûte stretti in favore di un calice più ampio. Il primo vino che prenderemo in esame è il Talento Methius di Dorigati. Tenendo il calice fermo si valutino gli aromi di apertura: si percepiranno aromi di banana e crosta di pane. Si effettuerà ora - dopo avere roteato il calice - una seconda olfazione che consentirà di percepire aromi intensi e piacevoli di acacia, ananas, burro, biancospino, kiwi, lievito, mela, miele, pompelmo, nocciola, susina, camomilla e, nel finale, un piacevole accenno di vaniglia, testimone del passaggio in legno dello Chardonnay. Passiamo ora alla valutazione olfattiva del Franciacorta Cuvée Annamaria Clementi di Ca' del Bosco. L'apertura - effettuata mantenendo il calice fermo - regala intensi aromi di crosta di pane, lievito, banana e acacia. Si provveda ora a roteare il calice così da consentire una proficua aerazione del vino. Si percepiranno intensi e raffinati aromi di frutta come albicocca, ananas, mela, pera, litchi, pompelmo e una piacevole nota di nocciola. Continuando la valutazione olfattiva, si noteranno aromi più complessi - conferiti dalla lunga maturazione del vino nei propri lieviti in bottiglia - di burro e miele, oltre a un piacevole aroma di vaniglia, effetto della fermentazione e maturazione del vino base in barrique per 7 mesi. Questo impatto olfattivo - per molti aspetti, simile all'ottimo Methius - è tipico degli spumanti metodo classico affinati per qualche anno in bottiglia, dove aromi complessi si sposano meravigliosamente con quelli di frutta e fiori tipici dei vitigni d'origine. Il terzo e ultimo vino del quale valuteremo gli aromi è lo Champagne Grande Sendrée Brut di Drappier. Tenendo il calice fermo, si percepiscono intensi e piacevoli aromi di apertura come crosta di pane, miele e lievito. Si provveda ora a roteare il calice in modo da favorire l'aerazione del vino, quindi si procederà con la valutazione degli aromi. Si percepiranno aromi di frutta come banana, ananas, mela, litchi e pompelmo, oltre a un piacevole aroma di scorza d'agrume. Inoltre saranno presenti aromi di brioche, burro e pralina, accompagnati da un piacevole accenno di pietra focaia. Si noti la complessità degli aromi e la loro evoluzione nel calice: un segno distintivo - come per i vini precedenti - della paziente maturazione del vino sui propri lieviti in bottiglia. La valutazione olfattiva dei tre vini consente di individuare interessanti elementi comuni: in tutti e tre i casi emergono piacevoli aromi di crosta di pane e lievito, tipici degli spumanti metodo classico maturati per alcuni anni in bottiglia. Anche la sequenza aromatica di frutti e fiori è simile - pur mantenendo in ognuno la propria evidente personalità - grazie in particolare all'uva Chardonnay, presente in tutti e tre i vini.
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L'esame gustativo dei tre vini consentirà di mettere in evidenza alcuni aspetti comuni, tipici degli spumanti metodo classico lasciati maturare per alcuni anni in bottiglia. Il primo vino che prenderemo in esame è il Talento Methius di Dorigati. Al primo sorso, questo ottimo Talento presenterà una piacevole freschezza e un'effervescenza equilibrata, sapori intensi e - in particolare - un'ottima corrispondenza dei sapori con gli aromi già percepiti al naso. Si noti in particolare la piacevole morbidezza del vino e i sapori di banana, pompelmo e mela. Si esamini infine l'impatto alcolico del vino e come questo risulti perfettamente equilibrato con la piacevole acidità. Si passi ora alla valutazione del Franciacorta Cuvée Annamaria Clementi di Ca' del Bosco. Anche in questo caso si noterà immediatamente una piacevole freschezza e una buona effervescenza, oltre all'ottima corrispondenza dei sapori con gli aromi percepiti al naso. Anche in questo vino la morbidezza è una qualità gustativa piuttosto evidente - grazie alla lunga maturazione in bottiglia - e che conferisce una pregevole eleganza. La lunga maturazione in bottiglia conferirà inoltre a questo vino una maggiore struttura, supportata anche dalla presenza dell'uva Pinot Nero. In bocca saranno percepiti - puliti e intensi - sapori di banana, litchi, mela e pera. Passiamo ora allo Champagne Grande Sendrée Brut di Drappier. Anche in questo caso l'attacco è decisamente fresco ed effervescente - ben equilibrato dall'alcol - con sapori molto corrispondenti agli aromi percepiti al naso. In questo vino si noteranno - in particolare - l'evidente e piacevole morbidezza unita alla struttura, in questo caso più elevata rispetto agli altri due vini. È bene ricordare che questo Champagne è prodotto per il 55% con Pinot Nero che - unitamente alla lunga maturazione in bottiglia - contribuisce alla spiccata struttura. Si noti come in tutti e tre i vini - a parte la prevedibile freschezza ed effervescenza - sia presente una piacevole ed elegante morbidezza, generalmente assente negli spumanti metodo classico maturati in bottiglia per poche decine di mesi.
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Le sensazioni finali dei tre spumanti, hanno in comune la lunga persistenza gusto olfattiva a conferma della loro eccellente qualità. Il finale del Methius lascia in bocca lunghi ricordi di banana, miele, pompelmo, mela e nocciola, confermando la sua piacevole e interessante complessità. Il finale del Franciacorta Annamaria Clementi sarà invece caratterizzato da lunghi ricordi di banana, litchi, ananas, miele, pera, mela e pompelmo, anche in questo caso, molto elegante e con interessante complessità organolettica. Lo Champagne Grande Sendrée lascerà invece in bocca lunghi ricordi di miele, banana, pompelmo e brioche, tutti di ottima eleganza. La valutazione di questi tre metodo classico ci consentirà di comprendere l'apporto organolettico dello Chardonnay nei tre vini - in particolare le similitudini aromatiche di frutta e fiori - oltre al contributo del Pinot Nero nella struttura, ulteriormente sostenuta dalla lunga maturazione. Nonostante le analogie - metodo classico e uve - si potrà comprendere come ogni vino sia assolutamente diverso dagli altri grazie - in modo particolare - alle rispettive zone di produzione capaci di conferire un carattere assolutamente unico.
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I Vini del Mese |
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Legenda dei punteggi I prezzi sono da considerarsi indicativi in quanto possono subire variazioni a seconda del paese e del luogo in cui vengono acquistati i vini |
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Marsala Fine Rubino |
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| Carlo Pellegrino (Italia) | |
| Uvaggio: Nero d'Avola | |
| Prezzo: € 12,00 | Punteggio: |
| Questo Marsala si presenta con un colore rosso rubino intenso e sfumature di rosso granato, poco trasparente. Al naso denota aromi intensi, puliti, gradevoli e raffinati che si aprono con note di amarena e mora seguiti da aromi di mirtillo, prugna, violetta, vaniglia, cacao, liquirizia e cannella. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco dolce, alcolico e leggermente tannico, piacevole morbidezza, comunque equilibrato, buon corpo, sapori intensi, buoni tannini. Il finale è persistente con ricordi di mora, amarena e mirtillo. Questo Marsala matura per oltre 12 mesi in botte di rovere. | |
| Abbinamento: Torta al cioccolato, Crostate di frutti di bosco | |
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Marsala Superiore Riserva Oro |
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| Carlo Pellegrino (Italia) | |
| Uvaggio: Grillo (70%), Catarratto (30%) | |
| Prezzo: € 15,00 | Punteggio: |
| Alla vista si presenta con un colore giallo ambra brillante e sfumature di giallo ambra, trasparente. Al naso esprime aromi intensi, puliti, gradevoli e raffinati che si aprono con note di mandorla e fico secco seguite da aromi di dattero, confettura di albicocche, marmellata d'arance, miele, vaniglia, etereo e caramello. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco dolce e caldo, comunque equilibrato, piacevole morbidezza, corpo pieno, sapori intensi. Il finale è persistente con ricordi di fico secco, miele, mandorla e dattero. Questo Marsala matura per oltre 4 anni in botti di rovere. | |
| Abbinamento: Crostate di mandorle e frutta secca, Formaggi stagionati e piccanti | |
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Greti 1999 |
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| Fattoria di Presciano (Italia) | |
| Uvaggio: Sangiovese | |
| Prezzo: € 15,00 | Punteggio: |
| Questo vino si presenta con un colore rosso rubino brillante e sfumature di rosso granato, abbastanza trasparente. Al naso esprime aromi intensi, puliti, gradevoli e raffinati che si aprono con note di prugna e amarena seguite da aromi di confettura di more, mirtillo, viola appassita, liquirizia, tabacco, mentolo, cacao e vaniglia. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco leggermente tannico e piacevole morbidezza, comunque equilibrato dall'alcol, buon corpo, sapori intensi, buoni tannini. Il finale è persistente con ricordi di amarena, prugna e mirtillo. Greti matura per 12 mesi in barrique a cui seguono 8 mesi di affinamento in bottiglia. | |
| Abbinamento: Carne arrosto, Stufati e brasati di carne, Formaggi stagionati | |
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Colli dell'Etruria Centrale Vin Santo Riserva Vinum Passum 1998 |
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| Fattoria di Presciano (Italia) | |
| Uvaggio: Trebbiano Toscano (80%), Malvasia Bianca (15%), Sangiovese (5%) | |
| Prezzo: € 20,50 - 500ml | Punteggio: |
| Questo vino si presenta con un colore giallo ambra intenso e sfumature di giallo ambra, trasparente. Al naso esprime aromi intensi, puliti, gradevoli e raffinati che si aprono con note di mandorla, confettura di fichi e prugna secca seguite da aromi di uva passa, caramello, miele, confettura di pesche, scorza d'agrume, smalto e vaniglia. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco dolce e morbido, comunque ben equilibrato dall'alcol, corpo pieno, sapori intensi, piacevole. Il finale è persistente con ricordi di mandorla, confettura di fichi e caramello. Questo Vin Santo matura per 4 anni in piccole botti. | |
| Abbinamento: Formaggi stagionati e piccanti, crostate di frutta secca e mandorle | |
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Alto Adige Talento Extra Brut Cuvée Marianna |
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| Arunda Vivaldi (Italia) | |
| Uvaggio: Chardonnay (80%), Pinot Nero (20%) | |
| Prezzo: € 15,50 | Punteggio: |
| Questo Talento si presenta con un colore giallo dorato brillante e sfumature di giallo dorato, molto trasparente, buona effervescenza, perlage fine e persistente. Al naso rivela aromi intensi, puliti, gradevoli e raffinati che si aprono con note di crosta di pane, banana e nocciola seguite da aromi di vaniglia, biancospino, pompelmo, burro, gelsomino, miele, mela e susina. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco fresco ed effervescente, buona morbidezza, comunque equilibrato, buon corpo, sapori intensi. Il finale è persistente con ricordi di nocciola, susina e pompelmo. Lo Chardonnay matura in barrique. Questo Talento matura sui propri lieviti in bottiglia per 60 mesi. | |
| Abbinamento: Pesce arrosto, Paste ripiene con funghi, Carne bianca arrosto, Pesce stufato | |
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Alto Adige Talento Extra Brut Riserva Arunda 1998 |
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| Arunda Vivaldi (Italia) | |
| Uvaggio: Chardonnay (60%), Pinot Nero (40%) | |
| Prezzo: € 15,50 | Punteggio: |
| Questo Talento si presenta con un colore giallo dorato chiaro e sfumature di giallo paglierino, molto trasparente, buona effervescenza, perlage fine e persistente. Al naso esprime aromi intensi, puliti, gradevoli e raffinati che si aprono con note di crosta di pane, miele e nocciola seguite da aromi di banana, burro, ananas, biancospino, lievito, mela, pompelmo, pralina e susina. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco fresco ed effervescente, buona morbidezza, comunque equilibrato, buon corpo, sapori intensi, piacevole. Il finale è persistente con ricordi di banana, susina e pompelmo. Questo Talento Riserva matura sui propri lieviti in bottiglia per 70 mesi. | |
| Abbinamento: Pesce arrosto, Zuppe di pesce con funghi, Pesce brasato, Carne bianca arrosto | |
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Gattinara Tre Vigne 1999 |
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| Travaglini (Italia) | |
| Uvaggio: Nebbiolo | |
| Prezzo: € 16,50 | Punteggio: |
| Alla vista si presenta con un colore rosso rubino brillante e sfumature di rosso granato, abbastanza trasparente. Al naso esprime aromi intensi, puliti, gradevoli, raffinati ed eleganti che si aprono con note di ciliegia, violetta e prugna seguite da aromi di mirtillo, rosa, caffè, cannella, vaniglia, liquirizia, tabacco, mentolo, cuoio e cioccolato. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco piacevolmente fresco, leggermente tannico e piacevole morbidezza, comunque equilibrato dall'alcol, corpo pieno, sapori intensi, buoni tannini. Il finale è persistente con ricordi di ciliegia e prugna. Un vino ben fatto. Questo Gattinara matura per 10-12 mesi in barrique. | |
| Abbinamento: Selvaggina, Carne arrosto, Brasati e stufati di carne, Formaggi stagionati | |
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Gattinara Riserva 1999 |
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| Travaglini (Italia) | |
| Uvaggio: Nebbiolo | |
| Prezzo: € 16,00 | Punteggio: |
| Questo Gattinara si presenta con un colore rosso rubino brillante e sfumature di rosso granato, abbastanza trasparente. Al naso esprime aromi intensi, puliti, gradevoli, raffinati ed eleganti che si aprono con note di ciliegia, geranio e violetta seguite da aromi di lampone, prugna, rosa, vaniglia, liquirizia, tabacco, cannella, mentolo, cuoio, cacao e timo. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco leggermente tannico, piacevole freschezza, buona morbidezza, comunque ben equilibrato dall'alcol, corpo pieno, sapori intensi, buoni tannini, piacevole. Il finale è molto persistente con lunghi ricordi di ciliegia, lampone e prugna. Un vino ben fatto. Questo Gattinara Riserva matura per almeno 3 anni in botte a cui seguono 12 mesi di affinamento in bottiglia. | |
| Abbinamento: Selvaggina, Carne arrosto, Brasati e stufati di carne, Formaggi stagionati | |
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Chianti Classico Riserva Vigna Casi 2000 |
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| Castello di Meleto (Italia) | |
| Uvaggio: Sangiovese (85%), Colorino (5%), Merlot (10%) | |
| Prezzo: € 14,00 | Punteggio: |
| Questo Chianti si presenta con un colore rosso rubino intenso e sfumature di rosso granato, poco trasparente. Al naso esprime aromi intensi, puliti, gradevoli, raffinati ed eleganti che si aprono con note di amarena, prugna e mora seguite da aromi di mirtillo, violetta, liquirizia, vaniglia, tabacco, macis, cacao e mentolo. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco leggermente tannico e piacevole morbidezza, comunque equilibrato dall'alcol, buon corpo, sapori intensi, buoni tannini, piacevole. Il finale è persistente con ricordi di amarena, prugna e mora. Un vino ben fatto. Questo Chianti Riserva matura per 18 mesi in botte a cui seguono 6 mesi di affinamento in bottiglia. | |
| Abbinamento: Carne arrosto, Brasati e stufati di carne, Formaggi stagionati | |
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Fiore 2000 |
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| Castello di Meleto (Italia) | |
| Uvaggio: Sangiovese (75%), Merlot (25%) | |
| Prezzo: € 18,00 | Punteggio: |
| Alla vista si presenta con un colore rosso rubino intenso e sfumature di rosso granato, poco trasparente. Al naso esprime aromi intensi, puliti, gradevoli, raffinati ed eleganti che si aprono con note di amarena e prugna seguite da aromi di mora, violetta, liquirizia, vaniglia, tabacco, cannella, cioccolato, pepe nero ed eucalipto. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco leggermente tannico e buona morbidezza, comunque ben equilibrato dall'alcol, corpo pieno, sapori intensi, buoni tannini. Il finale è persistente con ricordi di amarena, prugna e mora. Un vino ben fatto. Fiore matura per 12 mesi in botte a cui seguono 6 mesi di affinamento in bottiglia. | |
| Abbinamento: Selvaggina, Carne arrosto, Stufati e brasati di carne, Formaggi stagionati | |
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Salgalaluna 2004 |
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| Miceli (Italia) | |
| Uvaggio: Grillo | |
| Prezzo: € 3,50 | Punteggio: |
| Alla vista si presenta con un colore giallo verdolino intenso e sfumature di giallo verdolino, molto trasparente. Al naso esprime aromi intensi, puliti, gradevoli e raffinati che si aprono con note di pera, pesca e biancospino seguite da aromi di ananas, litchi, mandorla, mela e susina. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco fresco e comunque equilibrato dall'alcol, buon corpo, sapori intensi, piacevole. Il finale è persistente con ricordi di pera, pesca e mandorla. Questo vino matura per 3-6 mesi in vasche d'acciaio. | |
| Abbinamento: Pesce fritto, Pasta e risotto con pesce e crostacei | |
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Majo San Lorenzo 2001 |
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| Miceli (Italia) | |
| Uvaggio: Cabernet Sauvignon (50%), Merlot (50%) | |
| Prezzo: € 18,00 | Punteggio: |
| Questo vino si presenta con un colore rosso rubino intenso e sfumature di rosso granato, poco trasparente. Al naso esprime aromi intensi, puliti, gradevoli e raffinati che si aprono con note di amarena, prugna e mirtillo seguite da aromi di mora, vaniglia, tabacco, liquirizia, cacao, mentolo e lavanda. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco leggermente tannico, comunque equilibrato dall'alcol, buon corpo, sapori intensi, buoni tannini, piacevole. Il finale è persistente con ricordi di amarena, prugna e mirtillo. Questo vino matura per 12 mesi in barrique a cui seguono 6 mesi di affinamento in vasche d'acciaio. | |
| Abbinamento: Carne arrosto, Carne alla griglia, Stufati di carne, Formaggi stagionati | |
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Lugana Santa Cristina Vigneto Massoni 2004 |
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| Zenato (Italia) | |
| Uvaggio: Trebbiano di Lugana | |
| Prezzo: € 15,00 | Punteggio: |
| Questo vino si presenta con un colore giallo verdolino brillante e sfumature di giallo verdolino, molto trasparente. Al naso esprime aromi intensi, puliti, gradevoli e raffinati che si aprono con note di ananas, pera e pesca seguite da aromi di agrumi, biancospino, ginestra, litchi e mela. In bocca ha buona corrispondenza al naso, un attacco fresco e comunque equilibrato dall'alcol, buon corpo, sapori intensi, piacevole. Il finale è persistente con ricordi di pera, ananas e pesca. Questo Lugana matura per 4-5 mesi in vasche d'acciaio a cui seguono 2-3 mesi di affinamento in bottiglia. | |
| Abbinamento: Pasta e risotto con pesce e crostacei, Pesce alla griglia | |
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Amarone della Valpolicella Classico 2000 |
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| Zenato (Italia) | |
| Uvaggio: Corvina (80%), Rondinella (10%), Sangiovese (10%) | |
| Prezzo: € 40,00 | Punteggio: |
| Alla vista si presenta con un colore rosso rubino intenso e sfumature di rosso granato, poco trasparente. Al naso esprime aromi intensi, puliti, gradevoli, raffinati ed eleganti che si aprono con note di mora, prugna e amarena seguite da aromi di violetta, tabacco, liquirizia, pepe rosa, vaniglia, cannella e cacao. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco tannico e comunque equilibrato dall'alcol, corpo pieno, sapori intensi, buoni tannini. Il finale è persistente con ricordi di mora, prugna e amarena. Un vino ben fatto. Questo Amarone matura per 18-24 mesi in botte a cui seguono 12 mesi di affinamento in bottiglia. | |
| Abbinamento: Selvaggina, Stufati e brasati di carne, Carne arrosto, Formaggi stagionati | |
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Manna 2003 |
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| Franz Haas (Italia) | |
| Uvaggio: Riesling, Gewürztraminer, Chardonnay, Sauvignon Blanc | |
| Prezzo: € 13,30 | Punteggio: |
| Alla vista si presenta con un colore giallo dorato brillante e sfumature di giallo dorato, molto trasparente. Al naso esprime aromi intensi, puliti, gradevoli, raffinati ed eleganti che si aprono con note di pera, banana e pesca seguite da aromi di ananas, litchi, biancospino, ginestra, susina, mela, sambuco e vaniglia. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco fresco e buona morbidezza, comunque equilibrato dall'alcol, buon corpo, sapori intensi, piacevole. il finale è persistente con ricordi di pesca, pera, susina e banana. Un vino ben fatto. Il Gewürztraminer proviene da vendemmia tardiva e lo Chardonnay fermenta in legno. Manna matura per 5-8 mesi sui propri lieviti a cui seguono 4-7 mesi di affinamento in bottiglia. | |
| Abbinamento: Zuppe di Verdure, Pasta e risotto con verdure e pesce, Pesce e carne bianca saltata | |
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Alto Adige Moscato Rosa 2003 |
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| Franz Haas (Italia) | |
| Uvaggio: Moscato Rosa | |
| Prezzo: € 16,70 - 375ml | Punteggio: |
| Alla vista si presenta con un colore rosso rubino brillante e sfumature di rosso rubino, abbastanza trasparente. Al naso esprime aromi intensi, puliti, gradevoli, raffinati ed eleganti che si aprono con note di uva, rosa e fragola seguite da aromi di geranio, ciliegia, lampone, violetta, cannella, chiodo di garofano e pepe rosa. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco dolce e piacevolmente fresco, buona morbidezza, comunque equilibrato dall'alcol, buon corpo, sapori intensi, piacevole. Il finale è persistente con ricordi di ciliegia, fragola e lampone. Un vino ben fatto. Questo Moscato Rosa matura in vasche d'acciaio e affina in bottiglia per almeno 6 mesi. | |
| Abbinamento: Dessert di frutta | |
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Langhe Rosso Luigi Einaudi 2001 |
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| Poderi Luigi Einaudi (Italia) | |
| Uvaggio: Cabernet Sauvignon, Merlot (60%), Nebbiolo, Barbera (40%) | |
| Prezzo: € 25,00 | Punteggio: |
| Alla vista si presenta con un colore rosso rubino intenso e sfumature di rosso rubino, poco trasparente. Al naso esprime aromi intensi, puliti, gradevoli e raffinati che si aprono con note di amarena, prugna e mirtillo seguite da aromi di violetta, mora, vaniglia, tabacco, ciclamino, liquirizia, carruba e mentolo. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco tannico e comunque equilibrato dall'alcol, corpo pieno, sapori intensi, buoni tannini, piacevole. Il finale è persistente con ricordi di amarena, prugna e mora. Un vino ben fatto. Questo Langhe Rosso matura per 18 mesi in barrique a cui seguono 6 mesi di affinamento in bottiglia. | |
| Abbinamento: Selvaggina, Carne arrosto, Brasati e stufati di carne, Formaggi stagionati | |
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Barolo Cannubi 2001 |
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| Poderi Luigi Einaudi (Italia) | |
| Uvaggio: Nebbiolo | |
| Prezzo: € 50,00 | Punteggio: |
| Questo Barolo si presenta con un colore rosso rubino brillante e sfumature di rosso granato, abbastanza trasparente. Al naso esprime aromi intensi, puliti, gradevoli e raffinati che si aprono con note di ciliegia e prugna seguite da aromi di mirtillo, violetta, vaniglia, liquirizia, tabacco, macis, pepe rosa e mentolo. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco tannico e piacevole freschezza, comunque equilibrato dall'alcol, corpo pieno, sapori intensi, buoni tannini. Il finale è persistente con ricordi di ciliegia, prugna e mirtillo. Un vino ben fatto. Questo Barolo matura per 3 anni di cui 2 anni in barrique. | |
| Abbinamento: Selvaggina, Carne arrosto, Brasati e stufati di carne con funghi, Formaggi stagionati | |
I Marsala Vergine di Carlo PellegrinoUno dei principali marchi che ha fatto la storia del grande vino Siciliano, ha recentemente immesso sul mercato un Marsala di oltre 40 anni, qui confrontato con altri due Vergine |
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Fra i grandi vini che hanno fatto la storia dell'Italia enologica, va certamente ricordato il Marsala e, fra le cantine che hanno fatto grande la storia di questo illustre vino, la Carlo Pellegrino - con i suoi 125 anni di attività - è fra i protagonisti. La storia del Marsala - dopo la sua rinascita enologica avvenuta verso la fine del 1700 - rappresenta ancora oggi una straordinaria realtà nello scenario dei vini Italiani importanti e, senza ombra di dubbio, del mondo. La cantina Carlo Pellegrino - fondata nel 1880 - ha sempre rivolto particolare attenzione alla produzione di questo straordinario vino, rendendosi protagonista di una storia che, dopo 125 anni, si ritrova ancora nei suoi vini regalando al naso dell'appassionato un notevole patrimonio aromatico. Per celebrare la sua secolare attività, la Carlo Pellegrino ha voluto ricordare questo importante traguardo creando quattro nuovi Marsala e - fra questi - due ottimi Marsala Vergine. Per la commercializzazione della nuova linea di Marsala - destinata al canale della ristorazione e delle enoteche - la Carlo Pellegrino utilizzerà una bottiglia il cui aspetto è stato espressamente ideato per l'occasione e per differenziare la nuova produzione dalla linea attuale. I nuovi vini includono un Marsala Fine Rubino, un Marsala Superiore Riserva Oro e due nuovi Marsala Vergine millesimati, autentiche rarità per ogni appassionato del grande vino fortificato di Sicilia. Si tratta del Marsala Vergine Riserva del Centenario 1980 - con 25 anni di maturazione in botte - e del Marsala Vergine Riserva 1962, uno strepitoso vino con ben 43 anni di maturazione in botte. Vista l'eccezionalità dell'evento, i due vini sono disponibili in quantità limitate, in particolare il 1962. Questi due prestigiosi vini si affiancano al Marsala Vergine Soleras - la Carlo Pellegrino è fra le pochissime aziende Marsalesi a utilizzare ancora il sistema Soleras y Criaderas - confermando lo storico impegno di questa cantina nei confronti di questo vino. La disponibilità di questi Marsala Vergine ci ha consentito di valutare i tre vini in una degustazione comparativa, tracciando lo sviluppo organolettico che solo il paziente lavoro del tempo può regalare e che con il Marsala è sempre ricco e sorprendente. Del resto, il buon Marsala - come i tre esemplari della nostra degustazione - è sempre capace di emozionare i sensi di ogni appassionato attento che cerca nel vino il piacere di aromi complessi, ricchi, sorprendenti e affascinanti. E in questo, il buon Marsala è sempre stato un leale compagno di meditazione.
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Silvio JermannA Farra d'Isonzo, in provincia di Gorizia, nascono i grandi e celebri vini di Jermann, bianchi e rossi, ma tutti con lo stesso fattore comune: un'impeccabile qualità |
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Vintage Tunina. Chi, fra gli appassionati di vino, non ha mai sentito parlare - meglio ancora, apprezzato - questo celebre vino bianco? Un nome - Vintage Tunina - fra quelli che hanno fatto la storia recente dei vini d'Italia e che ha contribuito a diffonderne la fama nel mondo. L'elenco dei nomi altisonanti potrebbe continuare con Capo Martino e Where Dreams Have No Ends - che dopo nove anni di successi diventa Were Dreams, Now It Is Just Wine! - e che oggi è semplicemente W… Dreams…, dove nei puntini ognuno può ricorrere alla propria fantasia per apporre le proprie parole. Silvio Jermann preferisce completarlo con Where Dreams Can Happen. Questi i nomi dei tre vini bianchi più celebri di Silvio Jermann, vinnaiolo in Farra d'Isonzo nel territorio di Gorizia. Tre grandi vini bianchi. Ma solamente vini bianchi? Assolutamente no. La passione di Silvio Jermann ci regala anche vini rossi, eccellenti vini rossi, come il Pignacolusse e il Mjzzu Blau & Blau.
Tutto inizia nel 1881, quando il bisnonno di Silvio, Antonio Jermann di origini Austriache, si stabilì a Villanova di Farra. Furono prima mezzadri e poco dopo proprietari, quando all'inizio del 1900 la produzione del vino divenne l'attività principale. Oggi l'antica cantina è condotta con successo da Silvio Jermann, che applicando la sua idea e il suo pensiero nella produzione di vino, ha ottenuto strepitosi successi in tutto il mondo. Silvio Jermann frequenta nel 1968 la Scuola di Enologia di Conegliano, apprendendo le nuove tecniche - a quei tempi rivoluzionarie e anticonformistiche per la rigida tradizione Italiana - che gli consentiranno più tardi di fare grandi vini. Ma le sue idee si scontrano con quella tradizione che voleva - a quei tempi - vini grassi e pesanti, quindi decide di volare in Canada e continuare a maturare la sua esperienza sempre pensando a quel futuro che avrebbe visto il vino così come lo immaginava. Al suo ritorno, il Friuli Venezia Giulia sta vivendo un cambiamento epocale condotto da altre grandi figure della regione - fra tutti Mario Schiopetto - e Silvio Jermann trova finalmente le condizioni ideali per imporre il suo pensiero, il suo modo moderno di vedere il vino. E fu proprio Mario Schiopetto a incoraggiare il giovane Silvio Jermann a continuare i suoi studi di enologia all'Istituto di San Michele all'Adige. Fu così la fine dei vini alcolici, carichi di colore, piatti nei sapori e poco attraenti. Iniziò una nuova era per la cantina di Jermann e per il Friuli Venezia Giulia: vini meno colorati ma più ricchi di aromi e sapori, dal gusto più moderno e con una personalità più spiccata, insomma vini capaci di conquistare l'anima di chi li assaggia. E questi sono i vini di Silvio Jermann, che a distanza di anni, rappresentano ancora oggi l'eccellenza dell'enologia Italiana nel mondo. Fra tutti, l'eccellente e celebrato Vintage Tunina, un capolavoro di impeccabile e rara classe, un brillante esempio di come un grande vino bianco può nascere anche senza ricorrere all'uso di botti o barrique. Il Vintage Tunina infatti fermenta e matura in vasche d'acciaio, lungamente a contatto con i propri lieviti. Il Vintage Tunina è un grande connubio di uve internazionali - Chardonnay e Sauvignon Blanc - con le grandi e pregiate uve della regione: Ribolla Gialla, Malvasia Istriana e il raro Picolit. Le prime prove di assaggio risalgono alla vendemmia 1973 e la prima annata fu posta in commercio nel 1975. Il Vintage Tunina è un vero uvaggio - cioè le uve sono vinificate insieme - con basse rese di 40-60 quintali per ettaro. Il nome Tunina si riferisce alla vecchia proprietaria del terreno dove si trovava l'originale vigneto - Antonia e che in dialetto diviene Tunina - la più povera delle amanti del celebre Casanova e che lavorò a Venezia come governante. Oggi il Vintage Tunina conferma - anno dopo anno - la sua grande eccellenza e la sua fama: un grande vino bianco per il quale tanto si è scritto e, c'è da essere certi, tanto ancora farà scrivere di sé. Così come gli altri vini bianchi di Silvio Jermann, tutti di ottima qualità ed eleganza. Fra questi spiccano in modo particolare l'attuale W… Dreams…, evoluzione di quel celebre vino nato nel 1987 con il nome Where the Dreams Have No Ends e dedicato all'album The Joshua Tree degli U2 e in particolare alla canzone Where the Streets Have No Name. Prodotto in maggior parte dal Chardonnay maturato in piccole botti, anche questo è uno dei vini che hanno portato Silvio Jermann all'apice dell'enologia. Così come il più recente Capo Martino - prodotto per la prima volta nel 1991 in occasione dei 110 anni di attività della famiglia Jermann a Villanova di Farra - da uve Tocai Friulano appassite e Ribolla Gialla, le due grandi bianche del Friuli Venezia Giulia. Capo Martino matura per 11 mesi in botte seguiti da 7 mesi di affinamento in bottiglia: un risultato eccellente che ha raccolto successi e consensi ovunque nel mondo. Le meraviglie della cantina di Silvio Jermann non sono solamente rappresentate da vini bianchi. Le sorprese arrivano anche dai vini rossi, due ottimi esempi di classe ed eleganza. Il primo è il Pignacolusse, singolare nome derivato da Pigna - cioè all'uva Pignolo con cui è prodotto - e Colusse, nome del vigneto. Il Pignolo - un'uva autoctona del Friuli Venezia Giulia - era destinata a una sicura estinzione, fortunatamente rivalutata dalle cantine della regione, trova in questo vino uno dei suoi più degni rappresentanti a conferma delle sue straordinarie qualità. L'altro rosso di Silvio Jermann è il Mjzzu Blau & Blau, prodotto in maggior parte con Franconia e una piccola parte di Pinot Nero. Silvio Jermann ricorda che sin da piccolo sentiva parlare il nonno di una vigna di Blaufränkisch (Franconia). Dopo molti anni decise di piantare nuovamente questa varietà d'uva, in omaggio allo spirito mitteleuropeo dal quale ha origine la famiglia Jermann. Il vino è dedicato a Sylvia Tunina - la figlia di Silvio Jermann - nata nello stesso giorno in cui il Vintage Tunina veniva premiato come il migliore vino bianco d'Italia.
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