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Numero 39, Marzo 2006
Sommario


Editoriale    
 Vino e Comunicazione
Da qualche mese, DiWineTaste si è arricchito di una nuova rubrica, quella dei sondaggi. Questo perché riteniamo importante ascoltare l'opinione dei lettori. Abbiamo introdotto qualche domanda sulla comunicazione e il vino; a gennaio… [continua]
 La Posta dei Lettori



ABC Vino    
 Montefalco Sagrantino
L'area di produzione del Montefalco Sagrantino
In Umbria, verde regione dell'Italia centrale, terra di cultura, arte e antiche tradizioni, splende una stella nel firmamento enologico che trae origini dalla terra di Montefalco: il Sagrantino… [continua]



Gusto DiVino    
 Sauvignon Blanc a Confronto
I tre Sauvignon Blanc della nostra degustazione comparativa
Uva famosa per i suoi vini aromatici, dal gusto fresco in cui spicca la sua briosa acidità, nei quali trionfano fiori e frutti, così come aromi particolari e complessi… [continua]
 I Vini del Mese
Brunello di Montalcino Ugolaia 1999, Lisini (Toscana, Italia)
Brunello di Montalcino Ugolaia 1999, Solare 1999, Regina del Bosco 2001, Pius IX Mastai 2003, Paleo Rosso 2002, Il Pollenza 2002, Cirò Rosso Classico Superiore Riserva Ripe del Falco 1991, Brunello di Montalcino 2000… [continua]



Produttori    
 Cantine Settesoli
Una veduta dei vigneti di Cantine Settesoli
Ai vertici della classifica delle aziende vinicole siciliane in termini di fatturato e volumi, con la linea dei vini Mandrarossa, prodotti di punta della cantina, coniuga la tradizione con l'innovazione… [continua]
 Giornale di Cantina


Eventi    
 Notiziario



Il Cavatappi    
 La Pasticceria Siciliana e il Vino
Una bontà della pasticceria dell'isola: i celebri cannoli siciliani
Cassate, cannoli, frutta di Martorana: dolci noti in tutto il mondo e frutto delle dominazioni che si sono avvicendate in Sicilia. Dolci che si abbinano ai passiti e moscati dell'isola… [continua]



 Il Gorgonzola
Il Gorgonzola e il logo del consorzio
Gorgonzola, l'omonima città, alle porte di Milano, con lo “stracchino di Gorgonzola” ha iniziato l'affascinante avventura di un formaggio che è ancora oggi uno dei più conosciuti e apprezzati al mondo… [continua]
 Aquavitae
Grappa of Amarone Barrique, Bonollo Umberto (Veneto, Italia)
Rassegna di Grappe, Distillati e Acqueviti, Grappa of Amarone Barrique, Grappa di Erbaluce di Caluso, Grappa Chambave Muscat 1999, Filuferru Collezione Privata, Grappa di Nero d'Avola Mandrarossa, Fine Grappa Italiana… [continua]
 Wine Parade



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  Editoriale Numero 39, Marzo 2006   
Vino e ComunicazioneVino e Comunicazione La Posta dei LettoriLa Posta dei Lettori  Sommario 
Numero 38, Febbraio 2006 Numero 40, Aprile 2006

Vino e Comunicazione


 Da qualche mese, DiWineTaste si è arricchito di una nuova rubrica, quella dei sondaggi. Questo perché riteniamo importante ascoltare l'opinione dei lettori. Abbiamo introdotto qualche domanda sulla comunicazione e il vino; a gennaio abbiamo riscontrato interessanti risultati. Al primo posto, almeno sino a questo momento, voi lettori avete indicato “manifestazioni e degustazioni”, al secondo viene indicato internet, al terzo le guide enologiche e al quarto si collocano “le visite in cantina”. Sono risultati significativi su come siano cambiate le preferenze sui mezzi di comunicazione che trattano il vino. Si fa sempre più spesso riferimento al “consumatore consapevole” e non è un caso che l'enoappassionato preferisca acculturarsi, provando direttamente il prodotto, in occasione di manifestazioni enogastronomiche o di degustazioni a tema. Si parla tanto di vino e spesso anche gli stessi produttori polemizzano sul numero di manifestazioni che vedono il vino quale protagonista. Sta di fatto, però, che sempre più persone, giovani e meno giovani, siano disposte anche a percorrere svariati chilometri, per recarsi alle manifestazioni, che diano la possibilità di degustare i vini preferiti o provarne di nuovi.

 

 Stessa considerazione vale per le visite in cantina, sempre più in aumento in Italia. Ci sono, ad esempio, enoturisti stranieri, disposti a percorrere in pullman l'intera Italia, per approdare in Sicilia e visitare solo cantine. Integralisti del vino? No, semplicemente cresce sempre di più, nel nostro Paese e all'estero, l'interesse per la bevanda di Bacco e la voglia di capirne di più. Le cantine si sono sempre più organizzate, creando un vero e proprio servizio di accoglienza, costituito da persone esperte, in grado di parlare diverse lingue straniere. A volte le cantine danno la possibilità, magari dietro il pagamento di un corrispettivo, di organizzare un pranzo a base di pietanze tipiche del luogo, all'interno della stessa cantina. Così, l'enoturista, tra il profumo di vino e di barrique, sperimenta la sintesi tra vino e terroir, per dirla alla francese. Tante le guide in commercio pronte a suggerire agli appassionati del vino quali cantine si possono visitare nelle varie regioni. E in Italia, c'è solo l'imbarazzo della scelta! Anche film come “Sideways”, che narra la storia di un paio di amici che vanno in giro per cantine in California, hanno contribuito a creare “la moda di andare per cantine”. O manifestazioni, quale ad esempio “cantine aperte”, organizzata a maggio dal Movimento del Turismo del Vino, hanno aperto le cantine ai consumatori e contribuito a diffondere la cultura enologica.

 Ci preme però condividere una riflessione con voi: al secondo posto del sondaggio è internet il mezzo preferito per acculturarsi sul vino. E la cosa, lo ammettiamo, ci rende felici, poiché cerchiamo ogni mese - animati dallo spirito di fare del nostro meglio - di condividere con voi informazioni sul vino e altri argomenti di enogastronomia. Siamo tra i Paesi nei quali i giornali vengono letti poco e la cosa coinvolge anche le riviste sul vino. Sicuramente ci sono diversi motivi. La congiuntura economica che stiamo vivendo fa decidere molti di risparmiare l'abbonamento alla rivista o all'acquisto in edicola, perché troppo costoso. O più semplicemente, non si ha il tempo di recarsi in edicola ad acquistare la pubblicazione preferita, poiché tutti andiamo sempre di fretta. Internet dà la possibilità, molto spesso gratuitamente, di accedere a pubblicazioni sul vino. È un mezzo di facile consultazione, spesso interattivo, come nel caso dei nostri sondaggi, guide ed EnoGiochi, tutti apprezzati da voi lettori. Il nostro sito, in italiano e inglese, è letto non solo in Italia, ma anche dall'estero, soprattutto Stati Uniti d'America, Inghilterra, Germania, Francia, Spagna, Canada, Australia, Giappone e Corea del Sud.

 Il prodotto vino è molto particolare e la comunicazione che lo riguarda è davvero a sé. Comunicare il vino non è la stessa cosa di comunicare un dentifricio. E non è lapalissiano! Da certi punti di vista, la comunicazione sul vino è a tutt'oggi molto tradizionale, spesso anche troppo! Ci sono alcuni mezzi di comunicazione che non vengono per nulla o poco considerati per comunicare il vino. È il caso del cinema o anche della televisione. Solo alcuni vini “quotidiani” vengono pubblicizzati in televisione, mentre al cinema di rado si vede uno spot sul vino. I produttori preferiscono investire in comunicazione su altri mezzi, in particolare le riviste specializzate e quelle rivolte agli operatori del settore (di ristoranti, wine-bar, pizzerie, hotel). Si comunica sul vino attraverso le attività di pubbliche relazioni, con l'organizzazione di eventi, degustazioni, manifestazioni enogastronomiche e culturali. I produttori giungono inoltre al pubblico degli operatori del settore e ai consumatori attraverso le fiere. Un esempio è il Vinitaly - che si svolge in aprile a Verona - manifestazione clou in Italia e che attira gli appassionati del vino da tutta la penisola, oltre che le aziende di tutto il mondo.

 Una recente indagine effettuata per l'agenzia di stampa Ansa, ha evidenziato che la tendenza per il futuro vedrà sempre di più diminuire la lettura dei quotidiani, mentre è in aumento la consultazione delle notizie su internet. Ci dispiace molto per la carta stampata, ma è uno scenario plausibile. Gli investimenti in comunicazione da parte dei produttori del vino non tengono spesso conto dei trend sulla fruizione dei mezzi di comunicazione da parte dei consumatori. Ciò avviene, perché quasi la totalità della miriade di produttori italiani non ha la possibilità di accedere a dati, a ricerche, né spesso ha la possibilità di finanziare indagini, poiché troppo costose. La comunicazione è una delle leve del marketing, che però nel mondo del vino viene posto in essere più per intuito che sulla base dei numeri e trend, appannaggio solo dei grandi gruppi. Nel mondo del vino è molto difficile riscontrare il vero marketing, anche perché la maggior parte delle aziende non è strutturata con un reparto specializzato.

 Oggi, molte aziende hanno un sito internet, ma ben poche sfruttano questo mezzo dinamico. Molti siti sono “statici”, andando contro le caratteristiche che il mezzo potrebbe offrire, in quanto non vengono mai aggiornati o ciò accade di raro. Poche aziende, al contrario, utilizzano internet, per comunicare continuamente al proprio pubblico (consumatori, fornitori, buyer della grande distribuzione, clienti) e non ci riferiamo strettamente alla vendita on line di vino, che in Italia, stenta ancora a decollare, perché chi acquista teme l'uso della carta di credito o semplicemente non è abituato a utilizzarla. In Italia, ci sono siti di aziende, note a livello mondiale, che rimangono tali e quali anche dopo anni, senza un minimo aggiornamento. E si tratta di aziende che hanno la capacità finanziaria e risorse umane per poterlo fare. Per le piccole aziende vinicole è più difficile, ma a volte, queste ultime sono più capaci di tante altre ben più note nel curare il proprio sito. Internet è un mezzo dalle enormi potenzialità e che suscita l'interesse di tutte le fasce d'età, anche dei meno giovani, ma che va utilizzato a fronte di una precisa strategia di comunicazione, molto spesso inesistente. Questo è il vero problema nel mondo del vino: nella maggioranza dei casi, la mancanza di una strategia di marketing, che racchiuda le strategie di prodotto, comunicazione, distribuzione e prezzo. C'è ancora troppo istinto in giro e si è troppo legati alla tradizione.

 



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Vino e ComunicazioneVino e Comunicazione La Posta dei LettoriLa Posta dei Lettori  Sommario 
Numero 38, Febbraio 2006 Numero 40, Aprile 2006

La Posta dei Lettori


 In questa rubrica vengono pubblicate le lettere dei lettori. Se avete commenti o domande da fare, esprimere le vostre opinioni, inviate le vostre lettere alla redazione oppure utilizzare l'apposito modulo disponibile nel nostro sito.

 

In cosa consiste la “Vinificazione con il sistema del governo toscano”?
Paolo Vaccari -- Silea, Treviso (Italia)
Il cosiddetto “governo alla toscana” è una pratica enologica un tempo molto utilizzata nella produzione del Chianti, mentre oggi sono in pochi a farne uso. Tecnicamente, consiste nel favorire una lenta rifermentazione aggiungendo al vino il mosto di uve leggermente appassite appartenenti alla stessa vendemmia. Subito dopo il raccolto, parte delle uve - generalmente le migliori - si lascia appassire in locali aerati. Durante il mese di dicembre, dopo avere effettuato il primo travaso, le uve appassite si pigiano e il mosto viene aggiunto al vino nuovo, provocando una lenta rifermentazione. Quest'operazione consente di mantenere più a lungo il vino frizzante con una maggiore freschezza, oltre a consentire la completa fermentazione degli zuccheri. Altra tecnica analoga - detta “rigoverno” - viene svolta generalmente in primavera, operazione che conferisce al vino maggiore colore e ricchezza di aromi.



Che cos'è il sistema “Guyot”?
Mario Silvestri -- Bologna (Italia)
Il “Guyot” è probabilmente il più diffuso sistema di allevamento della vite, ideato dal Dott. Jules Guyot, sviluppato in due metodi, il Guyot semplice - in breve Guyot - e il doppio Guyot. Il sistema di allevamento offre diversi vantaggi, fra questi la semplicità nelle potature e nella vendemmia - che può essere anche meccanizzata - consente un'ottima esposizione delle foglie, un'opportuna densità d'impianto e buona qualità di produzione. Il sistema si realizza essenzialmente con una pratica di potatura nel quale si asporta il vecchio tralcio, detto taglio del passato, cioè il tralcio che ha generato l'uva nell'ultima vendemmia. Si scelgono quindi due nuovi tralci: il primo - detto taglio del presente - destinato alla produzione dell'uva per la prossima vendemmia e opportunamente tagliato in modo da lasciare un numero di gemme stabilito; il secondo - detto taglio del futuro - opportunamente accorciato a 2-3 gemme, che diverrà, dopo la vendemmia, il nuovo taglio del presente.



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Montefalco SagrantinoMontefalco Sagrantino  Sommario 
Numero 38, Febbraio 2006 Numero 40, Aprile 2006

Montefalco Sagrantino

In Umbria, verde regione dell'Italia centrale, terra di cultura, arte e antiche tradizioni, splende una stella nel firmamento enologico che trae origini dalla terra di Montefalco: il Sagrantino

 Chi avrebbe mai pensato che in Umbria, la regione considerata come il Cuore Verde d'Italia - famosa nel mondo per la beatitudine e la tranquillità dei suoi paesaggi, carichi di pace e spiritualità, terra di santi ed eroi - fosse capace di mostrare fermezza e potenza in uno dei suoi più celebri vini? Il Sagrantino, l'uva responsabile di questo prodigio, è riuscito in poco tempo a conquistare saldamente le vette dell'enologia mondiale e il suo successo è così clamoroso, che anche altre regioni italiane cominciano a rivendicare la possibilità di coltivazione di quest'uva nelle loro terre. Sagrantino significa Montefalco e Montefalco - dal punto di vista enologico - significa Sagrantino. Il legame fra questa terra e la sua uva è forte e lungo di secoli, e comunque sarà, niente e nessuno sarà capace di rompere questo legame poiché - da sempre - Montefalco è il Sagrantino. Questo grazie anche alla tenacia e alla caparbietà dei produttori locali che hanno saputo creare un grande vino dalla loro grande uva.

 Uva che ha avuto sempre il ruolo da protagonista nei vigneti di Montefalco sin dai tempi antichi anche se - è bene ricordarlo - all'inizio degli anni 1970 erano in molti che pensavano fosse meglio eliminare il Sagrantino dai loro vigneti per fare posto ad altre uve, più celebri e più redditizie, capaci di assicurare una migliore vendibilità. Fu solo grazie alla caparbietà e all'impegno di alcuni produttori - convinti delle enormi potenzialità delle loro uva - che il Sagrantino riuscì non solo a salvarsi, ma anche a raggiungere le vette più alte dell'enologia mondiale. Un cammino lungo e difficoltoso di oltre trenta anni, ma che oggi ripaga ampiamente gli sforzi di tutti i produttori - e in particolare di quelli che per primo decisero di investire sul Sagrantino - offrendo agli appassionati un vino, un grande vino, unico nel suo genere. E pensare che in principio il Sagrantino era solo usato per la produzione di un vino dolce e robusto, forte di tannini, capace di accompagnare degnamente i succulenti e saporiti arrosti di agnello del pranzo pasquale. Di strada il Sagrantino ne ha fatta molta, e con lui anche Montefalco - la sua terra - forte di un passato e una tradizione non solo di arte e storia, ma anche di vino.

L'area di produzione del Montefalco
Sagrantino
L'area di produzione del Montefalco Sagrantino

 Montefalco - suggestiva città in provincia di Perugia, nota come “ringhiera dell'Umbria” - è il centro della produzione del vino da uve Sagrantino. Montefalco è racchiusa all'interno delle sue mura trecentesche, e oltre a offrire eccellenti vini, è ricca di storia, cultura e arte, come i celebri e straordinari affreschi di Benozzo Gozzoli nella Chiesa di San Francesco - oggi sede del Museo Civico - opere d'arte che valgono certamente una visita alla bella città Umbra, magari in compagnia di un buon calice di Sagrantino. Montefalco è fra le pochissime città d'Italia nella quali la coltivazione dell'uva era praticata all'interno delle mura urbiche, una tradizione risalente al periodo medioevale. La produzione di vino a Montefalco risale tuttavia a tempi più antichi. Plinio il Vecchio, nella sua monumentale Naturalis Historia, ricordava che l'uva Itriola era coltivata nelle aree di Mevania (l'odierna città di Bevagna, compresa nell'area di produzione del Sagrantino di Montefalco) e nel Piceno: «Itriola Umbriae Mevanatique et Piceno agro peculiaris est».

 L'antica Itriola non ha comunque legami con l'uva Sagrantino, tanto che già nel 1596 Andrea Bacci la identificava con la Passerina. L'origine dell'uva Sagrantino è piuttosto incerta e molte sono le supposizioni. Anche se oggi il Sagrantino è considerato un'uva autoctona di Montefalco, si ritiene che sia stato introdotto intorno al XIV-XV secolo dai frati francescani, di ritorno dai loro viaggi di predicazione in Asia Minore. Altre teorie circa l'origine del Sagrantino, ritengono che l'uva sia originaria della Spagna o che la sua introduzione sia stata a opera dei Saraceni. Indipendentemente dalla sua origine, ricerche genetiche sul Sagrantino non hanno scoperto nessuna analogia con altre varietà. Vista la ricca documentazione conservata nell'Archivio Storico Comunale di Montefalco, si può affermare che la città Umbra abbia sempre avuto un legame particolare con la coltivazione della vite e con la produzione di vino. Sono molti infatti i documenti che parlano di vigneti donati o ceduti ad altri - in modo particolare in testamenti - e non mancano neppure testimonianze sulla cura e la dedizione dei vignaioli dell'epoca per i loro vigneti, così come leggi specifiche sulla tutela della produzione vinicola.

 

 Il più celebre di questi risale al XV secolo - periodo durante il quale la coltivazione della vite era già praticata all'interno delle mura urbiche - nel quale si stabiliva che «chiunque sarà trovato a portar le uve acerbe o mature e non havesse vigna propria o in affitto o a lavoreccio, sia punito come se fosse entrato in vigna di alcuno et havesse colto le uve». I vigneti e le uve erano inoltre tutelate da apposite leggi che ne vietavano - ad esempio - l'estirpazione non autorizzata. La produzione di vino svolgeva a quei tempi un ruolo fondamentale sia nell'economia della città sia nella cultura, tanto che a partire dal 1540 la data dell'inizio della vendemmia era stabilita con un'apposita ordinanza comunale. Ancora oggi questo evento è mantenuto vivo dalla Confraternita del Sagrantino che in un giorno prestabilito di settembre annuncia pubblicamente in piazza l'inizio della vendemmia. La qualità dei vini di Montefalco fu testimoniata anche da Cipriano Piccolpasso - provveditore della fortezza di Perugia - durante la stesura della sua opera «Le piante et i ritratti delle Città e Terre sottoposte al Governo di Perugia» nel 1565. In quest'opera - commissionata dallo Stato Pontificio con lo scopo di rilevare piante e “ritratti” sullo stato di conservazione delle rocche e delle fortificazioni della provincia di Perugia - scrisse che in Montefalco si coltivavano buone vigne che producevano ottimi vini.

 Nei secoli seguenti, Montefalco e il suo Sagrantino sono spesso citati in altri documenti, sempre lodando le loro qualità enologiche. In occasione della “Esposizione Umbra” che si svolse a Perugia nel 1899, il Sagrantino di Montefalco ottenne un grande riconoscimento che fu utile al suo rilancio commerciale. Tuttavia il Sagrantino conobbe - nei decenni a venire - un sostanziale declino, tanto che negli anni 1960 era quasi scomparso dalle vigne di Montefalco. Altre uve famose e capaci di promettere maggiori successi, stavano infatti prendendo il posto nei vigneti di Montefalco. Fu grazie agli esperimenti condotti da pochi ma tenaci produttori, e condotti all'inizio degli anni 1970, che riconsegnarono trionfalmente a Montefalco la sua uva Sagrantino. Fu così che dopo diversi tentativi e infinita passione, si arrivò alla trasformazione dello stesso vino tradizionale di Montefalco, che da passito e dolce - come dettava la tradizione del luogo - si arrivò alla produzione di un vino secco, robusto e imponente; un'innovazione enologica che ha dato al Sagrantino una nuova veste e lo ha fatto arrivare alla vetta dell'enologia mondiale. Oggi, nonostante il vino di Montefalco più celebre sia quello nella versione secco, il Sagrantino conserva intatta anche la sua origine espressa dal vino dolce e robusto, nel quale la tradizione incontra la moderna enologia per un rinnovato successo che sembra quasi inarrestabile.

 

Classificazione del Montefalco Sagrantino

 Il Montefalco Sagrantino - o Sagrantino di Montefalco - è riconosciuto dal sistema di qualità italiano come vino DOCG (Denominazione d'Origine Controllata e Garantita), riconoscimento ottenuto nel 1992. In accordo al disciplinare di produzione, il vino può essere prodotto esclusivamente con uva Sagrantino in purezza. Il Montefalco Sagrantino può essere prodotto unicamente nel comune di Montefalco - dal quale prende il nome la DOCG - e parte del territorio nei comuni di Bevagna, Gualdo Cattaneo, Castel Ritaldi e Giano dell'Umbria, in provincia di Perugia. Il Montefalco Sagrantino è prodotto negli stili secco - la cui storia è di circa 30 anni - e passito, appartenente alla tradizione enologica dell'area. In accordo al disciplinare, la resa massima nei vigneti non può eccedere 80 quintali per ettaro, la resa massima dell'uva deve essere inferiore al 65% per la versione secco, inferiore al 45% per il passito.

 Il Sagrantino secco deve avere - secondo il disciplinare - un titolo alcolico totale di almeno il 13%, mentre per il passito 14,5%. Per quanto concerne i periodi di maturazione, questi sono stabiliti in accordo alla tipologia del vino. Il Montefalco Sagrantino secco può essere commercializzato solamente dopo avere subito un periodo di maturazione di almeno 30 mesi, di cui almeno 12 in botte. Il Montefalco Sagrantino Passito deve subire un periodo di maturazione di almeno 30 mesi. I periodi di invecchiamento decorrono - in entrambi i casi - dall'1 dicembre dell'anno di vendemmia. A causa delle caratteristiche dell'uva Sagrantino - fra le uve al mondo con la più alta concentrazione di polifenoli - un periodo di almeno 30 mesi consente ai tannini di maturare opportunamente, rendendo meno aggressivo e più equilibrato il vino. Nella stessa zona di produzione della DOCG, è definita anche la produzione dei vini Montefalco Rosso e Montefalco Bianco, entrambi riconosciuti come DOC (Denominazione d'Origine Controllata).

 

Dal Grande Sagrantino, un Grande Vino

 Il Sagrantino è un'uva unica nel suo genere. Non solo è unica per il fatto di essere coltivata in un territorio piuttosto ristretto, ma è soprattutto unica per il vino che riesce a produrre, anch'esso unico. Il connubio fra il Sagrantino e il suo territorio - anch'esso responsabile di questo capolavoro enologico - regalano al palato degli appassionati un grande vino, forte e potente, tanto che stupisce il fatto che un vino simile possa essere prodotto nella mite e pacifica Umbria. Grazie alla sua buccia spessa e ricca di tannini - il Sagrantino è fra le uve con il più alto contenuto di polifenoli - gli attacchi di muffe e parassiti sono limitati, tuttavia è proprio questa elevata quantità di tannini a rendere il Sagrantino un'uva indomita e ribelle in cantina. È solo infatti attraverso la completa maturazione dei tannini, prima in vigna e poi in cantina - responsabili anche per la possente struttura e forza del Sagrantino - che il vino perderà la sua spiccata astringenza, arrivando perfino ad assumere un carattere morbido e vellutato.

 Tuttavia un calice di buon Sagrantino comincia ad affascinare il degustatore già a partire dal suo colore rosso rubino cupo e fitto, e dopo averlo passato sotto il naso, è difficile restare indifferenti ai suoi forti aromi di frutti neri, in modo particolare la mora, l'aroma di frutta caratteristico e identificabile di quest'uva. Le caratteristiche del Sagrantino consentono inoltre ai suoi grappoli di essere lasciati per mesi ad appassire senza per questo marcire: è proprio da questa importante operazione che si ottengono le uve per la produzione della versione passito, il vino più tradizionale e antico della zona. Il Sagrantino Passito - spesso considerato vino da dessert a causa della sua dolcezza - era in realtà utilizzato dagli abitanti di queste terre come vino per accompagnare i robusti arrosti di carne durante il pranzo di Pasqua. Il Sagrantino Passito - che certamente si può abbinare anche ai dessert, compresi quelli a base di cioccolato - trova inoltre un felice compagno nei formaggi pecorini stagionati che si producono in Umbria.

 Dal 1981, i produttori di Montefalco si sono riuniti dando vita al “Consorzio Tutela Vini Montefalco”, con lo scopo di coordinare le aziende nella ricerca della qualità e nella valorizzazione dei vini del territorio. Inoltre il Consorzio ha lo scopo di tutelare la viticoltura nella zona di produzione, la difesa e la promozione dei vini di Montefalco, vigilare sul rispetto delle normative di produzione stabilite dal disciplinare, oltre a fornire assistenza tecnica agronomica ed enologica ai propri associati. Nello stesso territorio della produzione del Sagrantino di Montefalco è definita anche l'area di produzione Montefalco DOC (Denominazione d'Origine Controllata) che condivide la quasi totalità della superficie del territorio con quello della Denominazione d'Origine Controllata Colli Martani. Il Montefalco DOC è prodotto in tre versioni: Bianco, Rosso e Rosso Riserva.

 Il Montefalco Bianco è prodotto con almeno il 50% di Grechetto - uva bianca autoctona dell'Umbria - 20-35% di Trebbiano Toscano e la restante quota di uve bianche autorizzate. Nonostante l'uva più celebre della zona di Montefalco sia il Sagrantino, la parte del protagonista nei vini rossi DOC spetta al Sangiovese. Il Montefalco Rosso e il Montefalco Rosso Riserva sono infatti prodotti con il 60-70% di Sangiovese, 10-15% Sagrantino e la restante quota con uve rosse autorizzate. Per quanto concerne i periodi di maturazione, per il Montefalco Rosso è richiesto un minimo di 18 mesi, mentre per il Montefalco Rosso Riserva il periodo minimo è 30 mesi, di cui almeno 12 in botte.

 




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Sauvignon Blanc a ConfrontoSauvignon Blanc a Confronto I Vini del MeseI Vini del Mese  Sommario 
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Sauvignon Blanc a Confronto

Uva famosa per i suoi vini aromatici, dal gusto fresco in cui spicca la sua briosa acidità, nei quali trionfano fiori e frutti, così come aromi particolari e complessi

 Il Sauvignon Blanc è fra le poche uve internazionali ad appartenere alla famiglia delle aromatiche. Il Sauvignon Blanc è anche un'uva che si ama oppure si odia, a causa dei suoi aromi particolari, che spesso diventano così forti e dominanti da non risultare gradevoli a tutti. In realtà, il profilo aromatico del Sauvignon Blanc è fortemente condizionato dal clima, dal terreno e - in particolare - dal grado di maturazione, fattori che, ovviamente, condizionano le qualità organolettiche di ogni uva. Tuttavia nel Sauvignon Blanc questi fattori, in particolare la maturazione, determinano un'enorme differenza nello sviluppo di aromi “verdi” e pungenti - che si ottengono generalmente con uve meno mature e coltivate in zone a clima freddo - e in quelli di fiori e frutta, risultato di uve più mature o coltivate in zone a clima caldo.

 Contrariamente alla maggioranza delle uve, nelle quali si adottano indifferentemente tecniche di vinificazione in vasche d'acciaio o in botte, il Sauvignon Blanc è raramente fermentato o maturato in botte, ancor meno nella barrique. Quando si decide di usare il legno, solitamente il suo apporto rimane discreto e senza coprire troppo la natura aromatica dell'uva, tuttavia questa pratica enologica consente di conferire al Sauvignon Blanc di produrre vini con maggiore struttura e longevità. Grazie alle sue particolari qualità aromatiche, il Sauvignon Blanc è protagonista in numerosi vini nei quali è utilizzato congiuntamente ad altre uve, sia per conferire maggiore acidità, sia per arricchire il profilo aromatico. Nei vini in cui è presente, il “tocco” del Sauvignon Blanc difficilmente passa inosservato: la sua spiccata aromaticità di frutti, anche tropicali, aggiunge sempre una distintiva nota elegante.

 

I Vini della Degustazione


I tre Sauvignon Blanc della
nostra degustazione comparativa
I tre Sauvignon Blanc della nostra degustazione comparativa

 Lo scopo della degustazione comparativa di questo mese è lo studio delle qualità organolettiche del Sauvignon Blanc in funzione delle tecniche enologiche utilizzate per la sua produzione. I vini selezionati per la degustazione comparativa sono tutti prodotti nella parte orientale dell'Italia settentrionale - Friuli Venezia Giulia e Alto Adige - regioni che offrono condizioni climatiche fresche adatte alla coltivazione del Sauvignon Blanc. Un altro motivo che è alla base della nostra scelta è rappresentato dalle qualità aromatiche dei vini, nei quali sarà possibile apprezzare sia gli aromi “verdi” del Sauvignon Blanc, sia le qualità aromatiche di frutti e fiori. Anche la tecnica di vinificazione dei tre vini ci aiuterà a meglio comprendere quest'uva. I tre vini sono stati prodotti con tre tecniche enologiche diverse: uno è prodotto interamente in vasche d'acciaio, uno maturato interamente in botte, mentre solo una parte del terzo vino matura in botte.

 Il primo vino della nostra degustazione comparativa è il Collio Sauvignon De La Tour di Villa Russiz. Quest'ottimo vino è l'unico dei tre maturato completamente in vasche d'acciaio, in questo caso specifico, per 10 mesi. Anche il secondo vino selezionato è prodotto in Friuli Venezia Giulia, tuttavia in una zona diversa: Friuli Isonzo Sauvignon Picol di Lis Neris. Una parte di questo vino matura in botte, una caratteristica che conferirà al vino maggiore struttura. Il terzo vino è l'Alto Adige Terlano Sauvignon Quarz della Cantina Terlano; si tratta dell'unico vino completamente maturato in botte, in questo caso, per un periodo di 8 mesi. Con lo scopo di apprezzare meglio le qualità organolettiche dei nostri tre Sauvignon Blanc, i vini saranno serviti alla temperatura di 10° C. Le annate dei vini da utilizzare per la degustazione saranno delle vendemmie più recenti: il Sauvignon Blanc è un vino che va consumato giovane in modo da cogliere le sue migliori qualità. La degustazione sarà svolta utilizzando tre calici ISO.

 

Esame Visivo

 I vini prodotti con Sauvignon Blanc non mostrano solitamente colori intensi. La ragione non è da ricercarsi unicamente nelle qualità dell'uva, ma anche nel modo nel quale il Sauvignon Blanc è vinificato. La tecnica più comunemente utilizzata, come già detto in precedenza, prevede l'impiego di contenitori inerti - come acciaio e cemento - raramente la botte o la barrique. Il colore dei vini prodotti con Sauvignon Blanc tende a mostrare tonalità giallo verdolino fino al giallo paglierino. Il colore tende a scurirsi nei casi nei quali è previsto l'utilizzo della botte: in tal caso si potranno osservare tonalità che possono raggiungere anche il giallo dorato. Poiché i vini prodotti con Sauvignon Blanc si consumano preferibilmente giovani, principalmente con lo scopo di meglio apprezzare il carattere fresco e aromatico di frutti e fiori, è poco opportuno parlare dell'evoluzione del suo colore in funzione del tempo.

 Il primo vino del quale prenderemo in esame il colore è il Collio Sauvignon De La Tour di Villa Russiz, l'unico dei tre esemplari a essere completamente vinificato in vasche d'acciaio. Osservando il vino alla base del calice, si noterà un colore giallo verdolino intenso e sfumature di giallo verdolino, molto trasparente. Il secondo vino che prenderemo in esame è il Friuli Isonzo Sauvignon Picol di Lis Neris: si osserverà un colore giallo verdolino brillante e sfumature di giallo verdolino, anche in questo caso, molto trasparente. La maturazione di parte del vino in botte non sembra avere influito sul colore. L'ultimo vino del quale valuteremo il colore è Alto Adige Terlano Sauvignon Quarz della Cantina Terlano, l'unico dei tre a essere completamente maturato in botte. In questo vino, pur mostrando un colore giallo verdolino, si osserverà che la tonalità è leggermente più intensa rispetto ai precedenti, mentre la sfumatura non mostrerà differenze rispetto agli altri vini.

 

Esame Olfattivo

 Uno degli aspetti più interessanti e intriganti del Sauvignon Blanc è rappresentato dai suoi aromi. Il Sauvignon Blanc è considerato come un'uva semi aromatica, cioè un uva che presenta aromi riconducibili a quello dell'uva. Mentre nelle uve aromatiche l'intensità di questo aroma è piuttosto forte, nel Sauvignon Blanc risulta essere meno evidente, pur tuttavia presente. La qualità aromatica principale del Sauvignon Blanc non risulta essere tuttavia quello dell'uva, piuttosto sono altri gli aromi che hanno reso celebre quest'uva. In modo particolare, il Sauvignon Blanc è famoso per i suoi aromi “verdi” e acerbi di peperone e ancor più per un aroma che difficilmente si assocerebbe a qualcosa di gradevole, quello della pipì di gatto, anche associabile al fiore di bosso. Questi aromi speciali sono in realtà tipici del Sauvignon Blanc coltivato in zone a clima freddo oppure vendemmiato quando non ha raggiunto la piena maturazione, diversamente, gli aromi di quest'uva sono un'esplosione di fiori e frutti, anche tropicali.

 

 Inizieremo la valutazione aromatica dei nostri vini partendo dall'unico maturato in vasche d'acciaio: il Collio Sauvignon De La Tour di Villa Russiz. Mantenendo il calice fermo e in posizione verticale, si valuteranno gli aromi di apertura che in questo vino saranno espressi da pesca, sambuco e ananas. La pesca è un aroma tipico del Sauvignon Blanc, probabilmente il frutto che ritroviamo più spesso in quest'uva. Lo stesso si può affermare per il fiore di sambuco, altro elemento aromatico che contraddistingue del Sauvignon Blanc. Roteando il calice, la sequenza aromatica sarà completata da acacia, litchi, mela, ginestra, pompelmo, il tipico peperone e - nel fondo piacevoli accenni di salvia. Nonostante l'impatto aromatico di questo vino sia piacevolmente orientato a note di frutta, la presenza di aromi vegetali - come il peperone e la salvia - sono piuttosto evidenti e rendono ancor più piacevole il profilo aromatico del vino.

 Il secondo vino del quale valuteremo gli aromi è il Friuli Isonzo Sauvignon Picol di Lis Neris. Gli aromi di apertura riveleranno aromi erbacei e vegetali, disposti su percezioni di bosso, peperone verde e foglia di pomodoro, tre aromi tipici del Sauvignon Blanc coltivato in aree a clima freddo. Dopo avere roteato il calice, sarà possibile percepire aromi di sambuco, salvia, pera, pesca, ananas, limone e - infine - piacevoli accenni di aromi di minerale. L'ultimo vino che rimane da valutare è l'Alto Adige Terlano Sauvignon Quarz della Cantina Terlano, l'unico dei tre maturato in botte. Gli aromi di apertura saranno caratterizzati da aromi di frutto della passione e pesca. Continuando la valutazione olfattiva - dopo avere roteato il calice - si percepiranno aromi di litchi, ginestra, minerale, sambuco, ortica, ananas, peperone, salvia e - nel fondo - un lieve accenno di vaniglia che non disturba la personalità del vino. Si noti come anche in questo vino siano presenti gli aromi vegetali tipici del Sauvignon Blanc, come peperone, salvia e fiore di sambuco.

 

Esame Gustativo

 I vini prodotti con Sauvignon Blanc si contraddistinguono al gusto con due qualità principali: l'acidità e la struttura. I vini prodotti con quest'uva hanno in genere un'acidità piuttosto marcata ed evidente, qualità che rende utile la loro presenza in vini prodotti con uve morbide e mature, contribuendo positivamente all'equilibrio. La struttura dei vini Sauvignon Blanc è generalmente contenuta; questo non significa che quest'uva produce vini leggeri e deboli, piuttosto significa che non si ottengono vini robusti, come per esempio quelli da uve Chardonnay. Queste due caratteristiche sono comunque condizionate dall'uso dei contenitori utilizzati per la maturazione dei vini. Nel caso in cui si utilizzi la botte o la barrique, l'acidità tende ad ammorbidirsi, mentre la struttura sarà più robusta; in entrambi i casi a causa dei tannini del legno conferiti al vino.

 Inizieremo la valutazione gustativa dal Collio Sauvignon De La Tour di Villa Russiz. L'attacco di questo vino sarà piuttosto fresco: l'acidità sarà piuttosto evidente anche se ben bilanciata dall'alcol. Ottima la corrispondenza con il naso, sarà possibile riconoscere netti i sapori di pesca, ananas e pera. Il secondo vino che valuteremo è il Friuli Isonzo Sauvignon Picol di Lis Neris. L'attacco di questo Sauvignon Blanc si fa notare per la sua fresca acidità, anche in questo caso ben equilibrata dall'alcol. Rispetto al vino precedente, si noti come la struttura sia leggermente superiore: mantenendo un sorso di vino in bocca e passando la lingua sull'arcata palatale, si noterà una maggiore scorrevolezza. L'ultimo vino che prenderemo in esame è l'Alto Adige Terlano Sauvignon Quarz della Cantina Terlano, interamente maturato in botte. Nonostante la tecnica enologica utilizzata, l'attacco è anche in questo caratterizzato da una piacevole acidità, ben equilibrata dall'alcol, si noterà una maggiore morbidezza e struttura che tuttavia non influisce negativamente sulla natura del Sauvignon Blanc.

 

Considerazioni Finali

 I tre vini della nostra degustazione comparativa si dimostrano tre eccellenti esempi di vini prodotti con uva Sauvignon Blanc. Anche l'utilizzo della botte - nei vini prodotti con questa tecnica - risulta essere piuttosto equilibrato senza influire negativamente sulla personalità del Sauvignon Blanc. Il finale dei tre vini sarà caratterizzato - oltre da un'ottima persistente gusto-olfattiva - per il netto sapore di pesca, al quale si affiancano sapori pera e frutti tropicali, come ananas, litchi e frutto della passione. La magia del Sauvignon Blanc è anche quella di lasciare in bocca aromi freschi e intensi di frutta anche - spesso - al naso si ritrovano aromi vegetali come il peperone verde e il fiore di bosso, una qualità che, comunque, è tipica esclusivamente nei vini prodotti con uve non molto mature o coltivate in aree a clima freddo. In tutti gli altri casi, il Sauvignon Blanc è il trionfo dei fiori e della frutta, dove - almeno per questa volta - la botte e il legno svolgono un ruolo marginale, o più spesso, sono completamente assenti dalla scena.

 






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I Vini del Mese


 

Legenda dei punteggi

Sufficiente    Abbastanza Buono    Buono
Ottimo    Eccellente
Vino eccellente nella sua categoria
Vino con buon rapporto qualità/prezzo
I prezzi sono da considerarsi indicativi in quanto possono subire variazioni a seconda del paese
e del luogo in cui vengono acquistati i vini




Frascati Superiore De' Notari 2004, Cantine San Marco (Lazio, Italia)
Frascati Superiore De' Notari 2004
Cantine San Marco (Lazio, Italia)
Uvaggio: Malvasia del Lazio (50%), Bellone (20%), Trebbiano Toscano (15%), Malvasia di Candia (15%)
Prezzo: € 9,00 Punteggio:
Questo Frascati si presenta con un colore giallo verdolino brillante e sfumature di giallo verdolino, molto trasparente. Al naso esprime aromi intensi, puliti, gradevoli e raffinati che si aprono con note di mela, pera e biancospino seguite da aromi di pesca, susina, ginestra e mandorla. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco fresco e comunque equilibrato dall'alcol, buon corpo, sapori intensi. Il finale è persistente con ricordi di pera e mela.
Abbinamento: Pesce fritto, Pesce saltato, Pasta e risotto con pesce, Carne bianca saltata



Solo Shiraz 2004, Cantine San Marco (Lazio, Italia)
Solo Shiraz 2004
Cantine San Marco (Lazio, Italia)
Uvaggio: Syrah
Prezzo: € 12,00 Punteggio:
Questo vino si presenta con un colore rosso rubino brillante e sfumature di rosso rubino, abbastanza trasparente. Al naso esprime aromi intensi, puliti, gradevoli e raffinati che si aprono con note di amarena e ribes seguite da aromi di mirtillo, mora, prugna, violetta e carruba. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco leggermente tannico e comunque equilibrato dall'alcol, buon corpo, sapori intensi. Il finale è persistente con ricordi di amarena, ribes e prugna.
Abbinamento: Carne alla griglia, Stufati di carne



Il Pollenza 2002, Il Pollenza (Marche, Italia)
Il Pollenza 2002
Il Pollenza (Marche, Italia)
Uvaggio: Cabernet Sauvignon, Merlot
Prezzo: € 40,00 Punteggio:
Alla vista si presenta con un colore rosso rubino intenso e sfumature rosso granato, poco trasparente. Al naso esprime aromi intensi, puliti, gradevoli, raffinati ed eleganti che si aprono con note di amarena, prugna e ribes seguite da aromi di mirtillo, mora, violetta, vaniglia, liquirizia, tabacco, cioccolato, cannella e accenni di mentolo. In bocca ha ottima corrispondenza con il naso, un attacco tannico e comunque equilibrato dall'alcol, corpo pieno, sapori intensi, piacevole. Il finale è persistente con ricordi di amarena, prugna e ribes. Un vino ben fatto. Il Pollenza matura per 13 mesi in barrique a cui seguono 12 mesi di affinamento in bottiglia.
Abbinamento: Brasati e stufati di carne, Carne arrosto, Formaggi stagionati



Pius IX Mastai 2003, Il Pollenza (Marche, Italia)
Pius IX Mastai 2003
Il Pollenza (Marche, Italia)
Uvaggio: Traminer Aromatico, Sauvignon Blanc
Prezzo: € 20,00 - 50cl Punteggio:
Alla vista si presenta con un colore giallo ambra brillante e sfumature giallo ambra, trasparente. Al naso si rivela con aromi intensi, puliti, gradevoli, raffinati ed eleganti che si aprono con note di fico secco, mandorla e albicocca seguite da aromi di uva passa, canditi, confettura di mele cotogne, confettura di pesche, dattero, rosa gialla, miele, scorza d'agrume e accenni di lavanda. In bocca ha ottima corrispondenza con il naso, un attacco dolce e piacevole morbidezza, comunque equilibrato dall'alcol, buon corpo, sapori intensi, piacevole. Il finale è persistente con ricordi di fico secco, albicocca e uva passa. Un vino ben fatto. Pius IX Mastai matura per 15 mesi in vasche di cemento.
Abbinamento: Formaggi stagionati e piccanti, Crostate di frutta, Pasticceria secca



Solo 2002, Dezi (Marche, Italia)
Solo 2002
Dezi (Marche, Italia)
Uvaggio: Sangiovese
Prezzo: € 28,00 Punteggio:
Questo vino si presenta con un colore rosso rubino intenso e sfumature di rosso granato, poco trasparente. Al naso esprime aromi intensi, puliti, gradevoli e raffinati che si aprono con note di prugna e amarena seguite da aromi di violetta, mirtillo, vaniglia, liquirizia, tabacco, carruba e un accenno di lavanda. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco tannico e comunque equilibrato dall'alcol, buon corpo, sapori intensi, piacevole. Il finale è persistente con ricordi di prugna, amarena e mirtillo. Solo matura per 14 mesi in barrique a cui seguono 12 mesi di affinamento in bottiglia.
Abbinamento: Carne alla griglia, Carne arrosto, Brasati e stufati di carne con funghi



Regina del Bosco 2001, Dezi (Marche, Italia)
Regina del Bosco 2001
Dezi (Marche, Italia)
Uvaggio: Montepulciano
Prezzo: € 27,00 Punteggio:
Alla vista si presenta con un colore rosso rubino intenso e sfumature rosso rubino, poco trasparente. Al naso esprime aromi intensi, puliti, gradevoli, raffinati ed eleganti che si aprono con note di prugna e ribes seguite da aromi di amarena, mirtillo, vaniglia, tabacco, liquirizia, vaniglia, cacao, macis e un accenno di eucalipto. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco tannico e comunque equilibrato dall'alcol, corpo pieno, sapori intensi, piacevole. Il finale è persistente con ricordi di amarena, mirtillo e prugna. Un vino ben fatto. Regina del Bosco matura per 24 mesi in barrique a cui seguono 12 mesi di affinamento in bottiglia.
Abbinamento: Selvaggina, Carne arrosto, Stufati e brasati di carne, Formaggi stagionati



Chianti Classico Riserva 2001, Capannelle (Toscana, Italia)
Chianti Classico Riserva 2001
Capannelle (Toscana, Italia)
Uvaggio: Sangiovese, Colorino, Canaiolo Nero
Prezzo: € 30,00 Punteggio:
Questo Chianti Classico si presenta con un colore rosso rubino intenso e sfumature rosso granato, poco trasparente. Al naso esprime aromi intensi, puliti, gradevoli, raffinati ed eleganti che si aprono con note di amarena e prugna seguite da aromi di violetta, ribes, mora, mirtillo, vaniglia, tabacco, liquirizia, cioccolato, cannella e accenni di mentolo. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco tannico e comunque equilibrato dall'alcol, corpo pieno, sapori intensi, piacevole. Il finale è persistente con ricordi di amarena, prugna e mirtillo. Un vino ben fatto. Questo Chianti Classico matura per 18 mesi in botte.
Abbinamento: Carne arrosto, Stufati e brasati di carne, Formaggi stagionati



Solare 1999, Capannelle (Toscana, Italia)
Solare 1999
Capannelle (Toscana, Italia)
Uvaggio: Sangiovese, Malvasia Nera
Prezzo: € 55,00 Punteggio:
Solare si presenta con un colore rosso rubino intenso e sfumature rosso granato, poco trasparente. Al naso esprime aromi intensi, puliti, gradevoli, raffinati ed eleganti che si aprono con note di amarena e mora seguite da aromi di mirtillo, prugna, ribes, violetta, vaniglia, liquirizia, tabacco, cioccolato, macis e un accenno di pepe nero. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco tannico e comunque equilibrato dall'alcol, corpo pieno, sapori intensi, piacevole. Il finale è persistente con ricordi di amarena, prugna e mirtillo. Un vino ben fatto. Solare matura per 18-24 mesi in barrique.
Abbinamento: Selvaggina, Carne arrosto, Brasati e stufati di carne, Formaggi stagionati



Falanghina del Molise Xaatuis 2004, Catabbo (Molise, Italia)
Falanghina del Molise Xaatuis 2004
Catabbo (Molise, Italia)
Uvaggio: Falanghina
Prezzo: € 13,00 Punteggio:
Alla vista si presenta con un colore giallo paglierino brillante e sfumature di giallo verdolino, molto trasparente. Al naso esprime aromi intensi, puliti e gradevoli che si aprono con note di mela e susina seguite da aromi di ginestra, pera, biancospino, mandorla e un lieve accenno di vaniglia. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco fresco e comunque equilibrato dall'alcol, buon corpo, sapori intensi. Il finale è persistente con ricordi di mela e susina. Questo vino matura per 5 mesi in barrique.
Abbinamento: Pesce fritto, Zuppe di pesce, Crostacei alla griglia, Carne bianca saltata



Tintilia del Molise 2004, Catabbo (Molise, Italia)
Tintilia del Molise 2004
Catabbo (Molise, Italia)
Uvaggio: Tintilia
Prezzo: € 18,00 Punteggio:
Questo vino si presenta con un colore rosso rubino intenso e sfumature di rosso rubino, abbastanza trasparente. Al naso esprime aromi intensi, puliti, gradevoli e raffinati che si aprono con note di amarena e prugna seguite da aromi di mora, ciclamino, lampone, mirtillo e violetta. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco tannico e comunque equilibrato dall'alcol, buon corpo, sapori intensi. Il finale è persistente con ricordi di amarena e prugna. Questo vino matura per 7 mesi in vasche d'acciaio.
Abbinamento: Carne alla griglia, Carne arrosto, Stufati di carne con funghi



Rosso di Montepulciano 2003, Toscaleoni (Toscana, Italia)
Rosso di Montepulciano 2003
Toscaleoni (Toscana, Italia)
Uvaggio: Prugnolo Gentile (80%), Canaiolo Nero (15%), Mammolo (5%)
Prezzo: € 15,00 Punteggio:
Alla vista si presenta con un colore rosso rubino brillante e sfumature rosso aranciato, abbastanza trasparente. Al naso esprime aromi intensi, puliti e gradevoli che si aprono con note di ciliegia e prugna seguite da aromi di lampone, mora, tostato, violetta, vaniglia e carruba. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco leggermente tannico e piacevole freschezza, comunque equilibrato dall'alcol, buon corpo, sapori intensi. Il finale è abbastanza persistente con ricordi di ciliegia e prugna. Questo Rosso di Montepulciano è un vino kosher.
Abbinamento: Carne alla griglia, Stufati di carne con funghi



Chianti 2003, Toscaleoni (Toscana, Italia)
Chianti 2003
Toscaleoni (Toscana, Italia)
Uvaggio: Sangiovese (80%), Canaiolo Nero (10%), Trebbiano Toscano, Malvasia del Chianti (10%)
Prezzo: € 12,50 Punteggio:
Questo Chianti si presenta con un colore rosso rubino brillante e sfumature di rosso granato, abbastanza trasparente. Al naso esprime aromi intensi, puliti e gradevoli che si aprono con note di ciliegia e prugna seguite da aromi di ciclamino, violetta, tostato, vaniglia, liquirizia e carruba. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco leggermente tannico e comunque equilibrato dall'alcol, buon corpo, sapori intensi. Il finale è persistente con ricordi di ciliegia e prugna. Questo Chianti è un vino kosher.
Abbinamento: Carne alla griglia, Stufati di carne con funghi



Brunello di Montalcino 2000, Lisini (Toscana, Italia)
Brunello di Montalcino 2000
Lisini (Toscana, Italia)
Uvaggio: Sangiovese Grosso
Prezzo: € 33,00 Punteggio:
Questo Brunello di Montalcino si presenta con un colore rosso rubino intenso e sfumature rosso granato, abbastanza trasparente. Al naso esprime aromi intensi, puliti, gradevoli, raffinati ed eleganti che si aprono con note di amarena, prugna e violetta seguite da aromi di vaniglia, tabacco, liquirizia, cioccolato, cannella, macis, mentolo e accenni di catrame. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco tannico e comunque equilibrato dall'alcol, corpo pieno, sapori intensi, piacevole. Il finale è persistente con ricordi di amarena e prugna. Un vino ben fatto. Questo Brunello di Montalcino matura per 36 mesi in botte a cui seguono 6-8 mesi di affinamento in bottiglia.
Abbinamento: Selvaggina, Carne arrosto, Stufati e brasati di carne, Formaggi stagionati



Brunello di Montalcino Ugolaia 1999, Lisini (Toscana, Italia)
Brunello di Montalcino Ugolaia 1999
Lisini (Toscana, Italia)
Uvaggio: Sangiovese Grosso
Prezzo: € 52,00 Punteggio:
Brunello di Montalcino Ugolaia si presenta con un colore rosso rubino brillante e sfumature rosso granato, poco trasparente. Al naso esprime aromi intensi, puliti, gradevoli, raffinati ed eleganti che si aprono con note di violetta e amarena seguite da aromi di mirtillo, prugna, mora, vaniglia, tabacco, liquirizia, cacao, cannella, macis, mentolo e un accenno di cuoio. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco tannico e comunque equilibrato dall'alcol, corpo pieno, sapori intensi, piacevole. Il finale è molto persistente con lunghi ricordi di amarena, prugna e mirtillo. Un vino ben fatto. Questo Brunello di Montalcino matura per 36 mesi in botte a cui seguono 18 mesi di affinamento in bottiglia.
Abbinamento: Selvaggina, Carne arrosto, Brasati e stufati di carne, Formaggi stagionati



Paleo Rosso 2002, Le Macchiole (Toscana, Italia)
Paleo Rosso 2002
Le Macchiole (Toscana, Italia)
Uvaggio: Cabernet Franc
Prezzo: € 50,00 Punteggio:
Questo vino si presenta con un colore rosso rubino intenso e sfumature rosso rubino, poco trasparente. Al naso esprime aromi intensi, puliti, gradevoli, raffinati ed eleganti che si aprono con note di amarena, ribes e prugna seguite da aromi di mirtillo, mora, violetta, peperone, vaniglia, tabacco, macis, liquirizia, cioccolato e pepe rosa. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco tannico e piacevole morbidezza, comunque equilibrato dall'alcol, corpo pieno, sapori intensi, piacevole. Il finale è persistente con ricordi di amarena, ribes e prugna. Un vino ben fatto. Paleo Rosso matura per 18 mesi in barrique.
Abbinamento: Selvaggina, Carne arrosto, Brasati e stufati di carne, Formaggi stagionati



Salice Salentino Bianco Tinaia 2003, Cantine Due Palme (Puglia, Italia)
Salice Salentino Bianco Tinaia 2003
Cantine Due Palme (Puglia, Italia)
Uvaggio: Chardonnay
Prezzo: € 8,60 Punteggio:
Questo vino si presenta con un colore giallo dorato brillante e sfumature di giallo dorato, molto trasparente. Al naso esprime aromi intensi, puliti, gradevoli e raffinati che si aprono con note di banana e susina seguite da aromi di ananas, acacia, pompelmo, pera, mela, biancospino e un accenno di vaniglia. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco fresco e piacevole morbidezza, comunque equilibrato dall'alcol, buon corpo, sapori intensi. Il finale è persistente con ricordi di mela, banana e susina. Tinaia matura in barrique.
Abbinamento: Paste ripiene, Carne bianca arrosto, Pesce arrosto



Salice Salentino Selvarossa Riserva 2000, Cantine Due Palme (Puglia, Italia)
Salice Salentino Selvarossa Riserva 2000
Cantine Due Palme (Puglia, Italia)
Uvaggio: Negroamaro (90%), Malvasia Nera (10%)
Prezzo: € 21,00 Punteggio:
Questo Salice Salentino si presenta con un colore rosso rubino brillante e sfumature rosso rubino, poco trasparente. Al naso esprime aromi intensi, puliti, gradevoli, raffinati ed eleganti che si aprono con note di amarena e prugna seguite da aromi di mirtillo, mora, vaniglia, tabacco, liquirizia, anice stellato, chiodo di garofano e cannella. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco tannico e piacevole morbidezza, comunque equilibrato dall'alcol, corpo pieno, sapori intensi, piacevole. Il finale è persistente con ricordi di amarena, prugna e mora. Un vino ben fatto. Questo Salice Salentino matura per 12 mesi in barrique a cui seguono almeno 4 mesi di affinamento in bottiglia.
Abbinamento: Selvaggina, Carne arrosto, Stufati e brasati di carne, Formaggi stagionati



Dolcetto d'Alba Basarin 2004, Castello di Neive (Piemonte, Italia)
Dolcetto d'Alba Basarin 2004
Castello di Neive (Piemonte, Italia)
Uvaggio: Dolcetto
Prezzo: € 12,00 Punteggio:
Alla vista si presenta con un colore rosso rubino brillante e sfumature rosso porpora, abbastanza trasparente. Al naso esprime aromi intensi, puliti, gradevoli e raffinati che si aprono con note di amarena e mirtillo seguite da aromi di lampone, mora, fragola, prugna e violetta. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco leggermente tannico e piacevole freschezza, comunque equilibrato dall'alcol, buon corpo, sapori intensi. Il finale è persistente con ricordi di amarena e mirtillo.
Abbinamento: Carne alla griglia, Stufati di carne con funghi



Barbaresco Santo Stefano 2001, Castello di Neive (Piemonte, Italia)
Barbaresco Santo Stefano 2001
Castello di Neive (Piemonte, Italia)
Uvaggio: Nebbiolo
Prezzo: € 30,00 Punteggio:
Alla vista si presenta con un colore rosso rubino chiaro e sfumature rosso aranciato, abbastanza trasparente. Al naso esprime aromi intensi, puliti, gradevoli, raffinati ed eleganti che si aprono con note di ciliegia e violetta seguite da aromi di lampone, rosa, prugna, vaniglia, tabacco, liquirizia, cannella, camomilla, timo e un accenno di mentolo. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco tannico e apprezzabile freschezza, comunque equilibrato dall'alcol, corpo pieno, sapori intensi. Il finale è persistente con ricordi di ciliegia e prugna. Un Barbaresco ben fatto.
Abbinamento: Selvaggina, Carne arrosto, Brasati e stufati di carne, Formaggi stagionati



Cirò Rosso Classico Superiore Riserva Colli del Mancuso 2001, Ippolito (Calabria, Italia)
Cirò Rosso Classico Superiore Riserva Colli del Mancuso 2001
Ippolito (Calabria, Italia)
Uvaggio: Gaglioppo
Prezzo: € 12,00 Punteggio:
Questo Cirò Rosso si presenta con un colore rosso rubino brillante e sfumature rosso aranciato, abbastanza trasparente. Al naso esprime aromi intensi, puliti, gradevoli e raffinati che si aprono con note di amarena e prugna seguite da aromi di mirtillo, viola appassita, vaniglia, tabacco, pepe nero, cacao, liquirizia e un accenno di noce moscata. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco tannico e piacevole freschezza, comunque equilibrato dall'alcol, buon corpo, sapori intensi, piacevole. Il finale è persistente con ricordi di amarena e prugna. Colli del Mancuso matura per 8 mesi in barrique.
Abbinamento: Carne arrosto, Stufati e brasati di carne, Formaggi stagionati



Cirò Rosso Classico Superiore Riserva Ripe del Falco 1991, Ippolito (Calabria, Italia)
Cirò Rosso Classico Superiore Riserva Ripe del Falco 1991
Ippolito (Calabria, Italia)
Uvaggio: Gaglioppo
Prezzo: € 24,00 Punteggio:
Questo vino si presenta con un colore rosso rubino brillante e sfumature rosso aranciato, abbastanza trasparente. Al naso esprime aromi intensi, puliti, gradevoli, raffinati ed eleganti che si aprono con note di confettura di prugne e confettura di amarene seguite da aromi di ciliegie sotto spirito, confettura di mirtilli, viola appassita, vaniglia, tabacco, liquirizia, cuoio, cacao, cannella, macis e pepe nero. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco tannico e apprezzabile freschezza, comunque equilibrato dall'alcol, corpo pieno, sapori intensi. Il finale è persistente con ricordi di confettura di prugne e confettura di amarena. Un vino ben fatto. Ripe del Falco matura per 12 mesi in barrique a cui segue una lunga maturazione in vasche d'acciaio.
Abbinamento: Selvaggina, Carne arrosto, Brasati e stufati di carne, Formaggi stagionati






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Cantine Settesoli

Ai vertici della classifica delle aziende vinicole siciliane in termini di fatturato e volumi, con la linea dei vini Mandrarossa, prodotti di punta della cantina, coniuga la tradizione con l'innovazione

 Cantine Settesoli si colloca ai vertici della classifica delle aziende siciliane in termini di volumi e fatturato. L'azienda, sita nel comune di Menfi, nella provincia di Agrigento, vanta infatti un fatturato di 36 milioni di euro e la produzione di 15 milioni di bottiglie. Settesoli è un marchio e un'azienda cooperativa molto noti e conta oltre 2.300 soci che conferiscono le uve; il presidente è Diego Planeta, mentre direttore generale è Salvatore Li Petri. Cantine Settesoli nasce nel 1965 con lo scopo di coordinare, qualificare e promuovere il patrimonio eno-tecnologico del comprensorio di Menfi. Oggi, si caratterizza per essere una delle aziende siciliane che ha saputo meglio coniugare la tradizione con l'innovazione: l'azienda sperimenta vitigni alloctoni, lanciando nuovi vini, in modo particolare con il marchio creato da qualche anno e che connota la linea di punta: Mandrarossa. Quest'ultimo deriva dal nome di una contrada ad alta vocazione vinicola e che si affaccia sul mare di Menfi. Mandrarossa è un marchio indirizzato a consumatori attenti, raffinati e sensibili all'equilibrio che lega il vino alla cultura e alla tradizione del territorio di produzione, alle enoteche e alla ristorazione di qualità.

Una veduta dei vigneti di Cantine Settesoli
Una veduta dei vigneti di Cantine Settesoli

 Menfi è un centro collinare della provincia di Agrigento, a est di Selinunte, antica città greca dove sono visibili le rovine, mentre più a sud è situata la Valle dei Templi di Agrigento, altro scenario unico e testimonianza della cultura e architettura greca. Queste terre testimoniano il passaggio di varie dominazioni, dai Sicani ai Fenici, Greci, Romani, Arabi e Normanni. Questi territori hanno rappresentato un ambito approdo, dove il sole e il clima mite hanno favorito lo sviluppo della viticoltura in zone molto fertili, dove uve tipiche della Sicilia e oggi anche di altri territori, da anni danno vita a vini dall'alto contenuto qualitativo. Il primo intervento di Cantine Settesoli sul territorio è stata la rigorosa selezione dei vitigni a più spiccata vocazione, ubicati in zone collinari, ventilate, ben esposte della contrada Mandrarossa, che dà il nome alla linea dei vini di alta gamma.

 I terreni gestiti da Cantine Settesoli si trovano in una zona molto affascinante, dal clima mite, tra la Valle dei Templi di Agrigento e i templi di Selinunte. Qui vengono coltivati vitigni autoctoni - quali Nero d'Avola e Grecanico - nonché vitigni alloctoni, quali Chardonnay, Viognier, Cabernet Sauvignon, Merlot e Syrah, oltre al Fiano. I vini di Mandrarossa nascono dall'armonica integrazione tra cultura e territorio, metodi tradizionali di coltivazione, innovazione enotecnologica. Metodi tramandati nei secoli sono affiancati da tecnologie all'avanguardia. I vigneti vengono seguiti da agronomi, che controllano tutte le fasi di coltivazione e che determinano la giusta epoca di vendemmia delle uve. Settesoli ha ottenuto la certificazione di qualità per l'intero processo produttivo e la tracciabilità di filiera, dalle uve alla bottiglia. I vigneti si estendono su un'area di 6.500 ettari. L'azienda è molto attenta nell'ampliare i propri vitigni con nuove tipologie ed è così molto attenta alla ricerca e alla sperimentazione. L'obiettivo è infatti quello di allargare la base ampelografica dell'azienda per migliorare la qualità.

 I vini di Cantine Settesoli hanno in sé tutte le caratteristiche e particolarità proprie del vino mediterraneo: intenso e delicato profumo, gusto fresco e armonico. I vini sono ottenuti attraverso la selezione delle migliori uve, squisitamente aromatiche e con un giusto tenore zuccherino, portate a maturazione dall'intensa luminosità del sole di Sicilia e da un clima particolarmente favorevole. Le uve vengono così conferite alla cantina per la delicata fase della vinificazione. Quest'ultima, effettuata da Mastri vinificatori utilizzando antiche tradizioni, segue tutto il processo di trasformazione. Dopo la pigiatura e fermentazione, ogni singola partita viene classificata per divenire poi parte di specifiche cuvée. Settesoli produce diverse tipologie di vini, offerte a differenti fasce di prezzo e confezioni, ma negli ultimi anni, l'azienda sta promuovendo, attraverso investimenti in comunicazione, il marchio Mandrarossa, per il quale è stato anche creato un apposito sito web, diverso da quello aziendale. L'immagine dei vini Mandrarossa è di alta gamma e comprende tre linee: linea autoctoni, linea alloctoni e linea selection.

 

 Della linea autoctoni fanno parte Nero d'Avola, Grecanico e Fiano. Quest'ultima varietà d'uva, in genere, non viene riconosciuta tipica della Sicilia, ma l'azienda lo utilizza per creare un vino a Indicazione Geografica Tipica (IGT). Della linea alloctoni fanno parte: Chardonnay, Merlot, Syrah, Cabernet Sauvignon e Viognier. Infine, la linea selection comprende Bendicò, da uve Nero d'Avola, Merlot e Syrah, denominato così in onore del cane del Gattopardo, protagonista del libro di Tomasi di Lampedusa; Furetta, prodotto da Chardonnay e Fiano; Bonera, da Nero d'Avola e Cabernet Sauvignon; Feudo dei Fiori, da uve Grecanico e Chardonnay; Vendemmia Tardiva, un bianco da uve Grecanico in purezza. L'ultimo nato “in casa” Settesoli, con il marchio Mandrarossa, è Cartagho, vino prodotto con uve Nero d'Avola. Il marchio Mandrarossa contraddistingue poi una grappa di Nero d'Avola, prodotta dal 2003 e un olio extra vergine di oliva, prodotto con le varietà di olive più note della Sicilia: Nocellara del Belice, Cerasuola e Biancolilla. Da diversi anni, Settesoli ha firmato un accordo con l'azienda importatrice Enotria Winecellars di Londra, attraverso la quale il marchio siciliano viene esportato nei seguenti Paesi: Gran Bretagna, Germania, Svizzera, Belgio, Francia, Norvegia, Svezia, Danimarca, Finlandia, Giappone, Canada, Brasile, Thailandia, Polonia, Repubblica Ceca, Estonia, Bulgaria e Russia.

 Oltre alla produzione di vini, Cantine Settesoli - in collaborazione con il Comune di Menfi - organizza inoltre la manifestazione Inycon, dall'antico nome della città sicana preesistente a Menfi. Nella prima settimana di luglio, per tre giorni si danno appuntamento le aziende vinicole siciliane e chiunque può degustare, per le strade della cittadina, i migliori vini dell'isola accompagnati da spettacoli di musica e danza.

 




Legenda dei punteggi

Sufficiente    Abbastanza Buono    Buono
Ottimo    Eccellente
Vino eccellente nella sua categoria
Vino con buon rapporto qualità/prezzo
I prezzi sono da considerarsi indicativi in quanto possono subire variazioni a seconda del paese
e del luogo in cui vengono acquistati i vini




Mandrarossa Grecanico 2005, Cantine Settesoli (Sicilia, Italia)
Mandrarossa Grecanico 2005
Cantine Settesoli (Sicilia, Italia)
Uvaggio: Grecanico
Prezzo: € 7,00 Punteggio:
Questo vino si presenta con un colore giallo paglierino brillante e sfumature giallo paglierino, molto trasparente. Al naso esprime aromi intensi, puliti, gradevoli e raffinati che si aprono con note di pesca e ananas seguite da aromi di pera, mela, ginestra, litchi, susina e sambuco. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco fresco e comunque equilibrato dall'alcol, buon corpo, sapori intensi, piacevole. Il finale è persistente con ricordi di pesca, ananas e pera. Questo Grecanico matura in vasche d'acciaio.
Abbinamento: Pasta e risotto con pesce crostacei, Crostacei alla griglia, Pesce saltato



Mandrarossa Fiano 2005, Cantine Settesoli (Sicilia, Italia)
Mandrarossa Fiano 2005
Cantine Settesoli (Sicilia, Italia)
Uvaggio: Fiano
Prezzo: € 7,00 Punteggio:
Alla vista si presenta con un colore giallo paglierino brillante e sfumature giallo verdolino, molto trasparente. Al naso esprime aromi intensi, puliti, gradevoli e raffinati che si aprono con note di pesca, pera e mela seguite da aromi di biancospino, ananas, albicocca, litchi, rosa bianca e ginestra. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco fresco e comunque equilibrato dall'alcol, buon corpo, sapori intensi, piacevole. Il finale è persistente con ricordi di pesca, pera e ananas. Questo Fiano matura in vasche d'acciaio.
Abbinamento: Pasta e risotti con pesce e crostacei, Pesce e crostacei alla griglia



Mandrarossa Furetta 2004, Cantine Settesoli (Sicilia, Italia)
Mandrarossa Furetta 2004
Cantine Settesoli (Sicilia, Italia)
Uvaggio: Chardonnay (80%), Fiano (20%)
Prezzo: € 12,00 Punteggio:
Questo vino si presenta con un colore giallo dorato intenso e sfumature giallo dorato, molto trasparente. Al naso esprime aromi intensi, puliti, gradevoli e raffinati che si aprono con note di susina, ananas e tostato seguite da aromi di pralina, vaniglia, mela, biancospino, miele e burro. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco fresco e piacevole morbidezza, comunque equilibrato dall'alcol, buon corpo, sapori intensi. Il finale è persistente con ricordi di susina, ananas e pralina. Furetta fermenta e matura in barrique per 9 mesi.
Abbinamento: Paste ripiene, Pesce arrosto, Pesce stufato con funghi, Carne bianca arrosto



Mandrarossa Cartagho 2003, Cantine Settesoli (Sicilia, Italia)
Mandrarossa Cartagho 2003
Cantine Settesoli (Sicilia, Italia)
Uvaggio: Nero d'Avola
Prezzo: € 12,00 Punteggio:
Questo vino si presenta con un colore rosso rubino intenso e sfumature rosso rubino, poco trasparente. Al naso esprime aromi intensi, puliti, gradevoli e raffinati che si aprono con note di amarena, mora e prugna seguite da aromi di mirtillo, violetta, vaniglia, liquirizia, carruba, macis e pepe rosa. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco tannico e comunque equilibrato dall'alcol, buon corpo, sapori intensi. Il finale è persistente con ricordi di prugna e mora. Cartagho matura per 12 mesi in barrique.
Abbinamento: Carne arrosto, Brasati e stufati di carne con funghi, Formaggi stagionati