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Numero 41, Maggio 2006 |
Sommario |
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Emozioni di Vino |
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Guardando al passato, a tutti gli scritti che i nostri predecessori ci hanno lasciato come testimonianza dei loro tempi e delle loro culture, fra tutte le bevande create dall'uomo, il vino è quella di cui si è parlato maggiormente e occupa un posto di assoluto rilievo. Un fatto davvero singolare, se si pensa che stiamo parlando di una semplice bevanda, cioè qualcosa che, nella sua funzione primaria ed essenziale, dovrebbe assolvere la funzione di calmare la sete. Eppure raramente si beve vino per calmare la sete, anzi, quando si ha sete, difficilmente si pensa al vino come rimedio. Questo non è dovuto solamente ai deprecabili e ovvi effetti causati dal suo abuso, ma principalmente perché il vino ha da sempre ricoperto un ruolo primario negli eventi sociali e culturali dei popoli nei quali era presente, senza escludere - ovviamente - l'alto significato rituale che si è associato a questa bevanda in molte religioni e culti. Se pensiamo al Cristianesimo, il vino è essenziale nella celebrazione dell'eucarestia, un elemento rituale considerato sacro, che pertanto va oltre il semplice concetto di bevanda. Con il tempo, il vino esce dal suo ruolo primario di bevanda sacra, diventa bevanda sociale e di comunione, di amicizia, di motivo aggregante e di unione. Non a caso i momenti importanti della vita degli uomini sono ancora oggi sottolineati dal vino, consumato come bevanda augurale per il buon esito di accordi, patti e per la celebrazione di particolari eventi. In questo senso, al vino si riconosce ancora oggi una forte connotazione di sacralità. A parte i significati sociali e rituali che si sono attribuiti al vino nel tempo, è comunque innegabile che il vino è anche una bevanda capace di suscitare emozioni. Un buon bicchiere di vino - dove per buono ognuno attribuisce un significato assolutamente personale - è capace di suscitare emozioni, appagare una necessità sensoriale, vivere un momento di benessere. Il vino è quindi capace di suscitare emozioni? La risposta è chiaramente scontata: certamente sì. Se ci interroghiamo invece sul tipo di emozioni che un vino può suscitare, la risposta è certamente più complessa: forse è addirittura impossibile trovare una risposta. Sono infatti tante le emozioni che un buon vino può suscitare, poiché per ognuno il vino rappresenta qualcosa di assolutamente personale. Qualcosa che va oltre il semplice bere. Le emozioni di un vino si legano anche ai ricordi di eventi passati, di persone conosciute e con le quali si è condiviso parte della vita e momenti speciali, che si ricordano con piacere oppure malvolentieri. Ma le emozioni del vino non sono solamente legate ai ricordi che si associano a una particolare persona, a uno specifico produttore, a una particolare uva o zona. Le emozioni sono anche suscitate da quel personalissimo dialogo che si costruisce davanti a un calice di vino, un dialogo che non è fatto di parole ma di sensazioni, di emozioni, appunto. Si provano emozioni quando si osserva il colore e l'aspetto del vino nel calice: spesso i colori, i riflessi e la lucentezza che si ritrovano sono emozionanti quanto i colori di un bel tramonto. Le emozioni arrivano anche dagli aromi che si sollevano dal calice: ci sono vini che con il tempo e la pazienza riescono a sviluppare aromi così affascinanti che si passerebbero ore ad ascoltarli. Il grande Luigi Veronelli - del quale si sente certamente la mancanza nel mondo del vino, non solo per tutto quello che ha saputo fare prima di ogni altro in Italia per la bevanda di Bacco - nel suo personalissimo stile comunicativo, ha coniato diversi modi di dire e di definizioni, oramai di uso comune, capaci di far comprendere subito la personalità di un vino. Per quei vini capaci di attirare l'attenzione, di emozionare i sensi come un buon amico, ha creato l'efficace definizione di vini da meditazione, capaci di così tante e alte parole ed emozioni, tali da fare ritrovare un momento di benessere, di emozioni forti e appaganti, di meditazione, appunto. Lo scrittore tedesco Patrick Süskind nel suo celebre romanzo Il Profumo ricorda che «Colui che domina gli odori, domina il cuore degli uomini». Definizione sulla quale è difficile non essere d'accordo, proprio per l'enorme potere che hanno gli odori e gli aromi nel suscitare le emozioni negli esseri umani. E quante emozioni possono suscitare gli aromi di un buon vino? Infinite, a partire dagli aromi capaci di portarci all'improvviso in un campo di fiori o davanti a un ricco cesto di frutti, per esempio. Le emozioni che un vino può regalare non si limitano solamente al suo aspetto e ai suoi aromi: anche il suo gusto è fonte di emozioni. Anche in questo caso le sfaccettature del gusto del vino sono praticamente infinite, non solo per quanto riguarda il gusto in quanto tale. L'emozione che infatti può suscitare un vino dolce è diversa da quella di un vino rosso o di un vino spumante. Esattamente come per gli aromi, anche i sapori sono spesso associati a ricordi, a particolari momenti della vita, memorie del passato che in un attimo tornano chiare e nitide nella nostra mente. Ed è anche un'emozione ritrovare nel gusto del vino gli aromi che già avevano emozionato al naso, non solo un fattore di qualità, ma anche una conferma di quello che il naso aveva promesso. L'emozione del gusto va anche oltre il momento in cui si deglutisce il vino e - chi più, chi meno - continua a emozionare con la sua persistenza gusto olfattiva. Ed è anche emozionante misurare il tempo nel quale il gusto del vino rimane in bocca chiaro e forte, fino a sentirlo scomparire dai nostri sensi e trasformarsi in ricordo. Dipinto così, il vino sembrerebbe una bevanda suprema, quasi perfetta, nella quale si possono ravvisare solamente aspetti positivi, o meglio, emozioni positive. Ovviamente non è proprio così. Ci sono anche emozioni negative legate al vino, a partire, per esempio, dalla speculazione che si può fare con la bevanda di Bacco fino a sopravvalutarla e farla diventare quello che non è. Così come l'emozione - probabilmente negativa, ma sarebbe bene chiederlo a chi cerca nel vino questo genere di emozioni - che suscita il consumo sconsiderato tanto da provocare i deplorevoli effetti a tutti ben noti. Ma in fin dei conti, il vino può essere per gli uomini tutto ciò che si vuole che sia e questo vale per ogni cosa. Positivo, negativo, emozionante, stupefacente, sorprendente, deprimente, nocivo o deplorevole, è semplicemente una questione di scelte. Spetta a chi decide di confrontarsi con il vino esaltare o ascoltare l'aspetto che si considera maggiormente attraente o comodo in un determinato momento. Ed è certamente una scelta quella di ricorrere all'abuso di vino, qualcosa che difficilmente possiamo condividere. Forse anche nella stupidità dello scellerato eccesso si nasconde un'emozione, così come esiste un'emozione nella saggezza nel sapere apprezzare lealmente le cose, capirle e volerle ascoltare, vino e persone comprese.
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La Posta dei Lettori |
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In questa rubrica vengono pubblicate le lettere dei lettori. Se avete commenti
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alla redazione oppure
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| Ho acquistato una bottiglia di Sagrantino di Montefalco 2000 della cantina Terre de' Trinci. L'ho cercato nella vostra guida ma non è presente: dall'annata 1999 si passa direttamente al 2001. Perché? |
| Sandro Cafasso -- Roma (Italia) |
| La Guida dei Vini di DiWineTaste, contrariamente ad altre guide analoghe, non è compilata secondo criteri stagionali o annuali; in essa sono riportati unicamente i vini degustati e valutati dal nostro comitato di degustazione. I vini selezionati per la recensione seguono generalmente tre criteri: l'interesse del nostro comitato a parlare di uno specifico produttore, l'interesse del produttore ad essere presente nelle nostre pagine e la segnalazione dei nostri lettori. Per questo motivo, può accadere che alcune annate dei vini di alcuni produttori siano assenti, così come certi produttori. Tuttavia l'invito che rivolgiamo ai produttori per la recensione dei loro vini non è mai limitato a un singolo mese o a una singola recensione, ma anche alle annate successive, pur lasciando questo tipo di decisione alla discrezione del produttore. Nonostante il nostro esplicito invito ai produttori di inviare l'intera linea di produzione - sia per offrire una maggiore informazione ai nostri lettori, sia per offrire una continuità sulla storia di uno specifico vino - avrà comunque notato che per molti vini sono presenti diverse annate, tuttavia è il produttore che decide ogni anno quali vini inviare in redazione per la valutazione sensoriale e per la recensione. |
| Ho recentemente degustato un vino californiano prodotto interamente con l'uva Petite Syrah. Si tratta di una sotto varietà dell'uva Syrah? |
| Meredith Nicholson -- New York (USA) |
| L'uva Petite Syrah è principalmente coltivata in California e, benché in passato si riteneva avesse una legame genetico con il Syrah, è oggi appurato che si tratta della varietà Durif, un tempo diffusa nella Valle del Rodano, Francia, e oggi quasi estinta in quelle zone. Il Petite Syrah produce vini con colori intensi, di buon corpo, buona tannicità e accenni di aromatici di pepe nero, una qualità che forse lo ha legato al più celebre Syrah. Nonostante l'uva sia originaria della Francia - si tratta di un incrocio prodotto dal Dott. Durif e dal quale prende nome nella sua versione originale - il Petite Syrah sembra produrre migliori risultati in California, luogo in cui raggiunse il massimo della notorietà negli anni 1970. Nonostante la coltivazione del Petite Syrah sia oggi notevolmente diminuita, molte cantine impiegano ancora quest'uva per la produzione di vini mono varietali di grande struttura. Inoltre, oggi il Petite Syrah è prevalentemente aggiunto ad altre uve - come ad esempio lo Zinfandel - con lo scopo di aumentarne la complessità e il corpo. |
Trentino Alto AdigeL'affascinante regione italiana, a ridosso delle Alpi e costituita da due zone geografiche distinte, è protagonista di grandi vini bianchi, rossi e spumanti metodo classico |
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C'è una regione in Italia che da anni sta guadagnando una notevole reputazione nella produzione di vini bianchi - e non solo quelli - dall'impeccabile eleganza e classe, caratterizzati da un'esplosione di aromi e fragranze di frutti e fiori inebrianti: il Trentino Alto Adige. Dal punto di vista amministrativo, la regione è divisa in due province, quella settentrionale, ai piedi delle Alpi con forti influssi culturali e linguistici tedeschi, l'Alto Adige o Sudtirolo (Südtirol nella lingua locale), e quella meridionale, con cultura e tradizioni più vicine a quelle italiane, il Trentino. Entrambe le zone hanno comunque in comune un'eccellente produzione vinicola, grazie anche alla favorevole posizione geografica e alle locali condizioni climatiche, che consentono di raggiungere ottimi livelli, in modo particolari con le classiche uve che prediligono le zone fredde, come il Sauvignon Blanc e il Pinot Nero. Nonostante nel Trentino Alto Adige siano coltivate molte varietà internazionali, nella regione è interessante anche il patrimonio di uve autoctone. La storia racconta che la coltivazione della vite e la produzione di vino in queste terre risale addirittura al 700 aC, quando questa zona apparteneva alla Raetia, celebre in tempi antichi per la qualità dei suoi vini tanto da competere con il leggendario Falerno. Il vino retico ha avuto illustri sostenitori del passato, da Plinio il Vecchio a Columella e Cassiodoro. Nonostante la viticoltura in questa regione fu fortemente incentivata e sviluppata dagli antichi romani, la pratica di coltivare la vite ha in realtà origini più antiche che risalgono ai tempi degli etruschi. Interessante - a tale proposito - è il ritrovamento in Val di Cembra di una situla - un piccolo secchio vinario - attribuito all'epoca reto-etrusca. Un ritrovamento non casuale, poiché nella Val di Cembra, a quei tempi, si professava il culto di Sileno, precettore di Bacco. Quando gli antichi romani giunsero in queste terre, trovarono la vite allevata su strutture di legno, un sistema che si considera essere l'antenato della moderna pergola.
Inoltre, sembra che proprio in questa regione gli antichi romani abbiano conosciuto l'uso della botte di legno per la conservazione e il trasporto del vino: a quei tempi erano ancora soliti utilizzare vasi in ceramica e anfore di terracotta. La viticoltura e la produzione di vino divennero importanti in questa regione - esattamente come in altre parti d'Europa - ai tempi di Carlo Magno poiché i vescovadi e le abbazie che si trovavano nella Germania meridionale erano soliti rifornire le proprie dispense con i vini prodotti in queste zone. Con l'arrivo delle popolazioni barbare e delle loro devastazioni, gran parte della viticoltura fu spazzata via - condividendo la stessa sorte toccata anche ad altre terre - segnando un forte declino nella produzione di vino anche nei secoli a venire. A partire dal VIII secolo i conventi Franchi e Bavari iniziarono a coltivare vigneti con lo scopo di produrre il vino necessario alla liturgia. L'opera dei monaci - in particolare i Benedettini - per la conservazione e lo sviluppo della viticoltura e della produzione del vino fu fondamentale, esattamente come in altre regioni d'Europa. I monaci salvarono gran parte del patrimonio viticolo della regione e si ritiene che già a quei tempi nel Trentino Alto Adige fossero coltivate le uve Lagrein, Schiava e Gewürztraminer - varietà ancora oggi celebri nella zona - insieme ad altre varietà autoctone di cui si è persa traccia ai giorni nostri. La viticoltura era praticata dai monaci all'interno delle mura dei loro conventi e questo consentì ulteriormente un maggiore sviluppo della viticoltura e della sua salvaguardia. La produzione di vino registrò nei secoli a venire profondi cambiamenti e fortune alterne nella commercializzazione, fino ad arrivare al XVI secolo quando - durante il Concilio di Trento - gli ecclesiastici riuniti per l'occasione ebbero modo di apprezzare il vino della regione, contribuendo alla sua diffusione è notorietà in tutta Europa. Il sostanziale contributo dei monaci alla viticoltura del Trentino Alto Adige conobbe il suo declino nel 1803, in occasione delle guerre napoleoniche, quando l'Austria perse il controllo e il dominio di queste terre. Le abbazie e i conventi furono secolarizzati e le loro proprietà - compresi i vigneti - furono ceduti a privati. A partire dal 1867, grazie all'apertura del collegamento ferroviario del Brennero, la produzione di vino nel Trentino Alto Adige beneficiò di un nuovo impulso commerciale, consentendo ai vini di questa regione di guadagnare una notevole notorietà al di fuori dei confini d'Italia, segnando inoltre l'inizio delle cooperative vinicole. Questo periodo di splendore commerciale e di notorietà del vino del Trentino Alto Adige subì un forte rallentamento, non con l'avvento della fillossera - come si potrebbe supporre - ma soprattutto con l'inizio della prima guerra mondiale. La fillossera arriverà in queste terre all'inizio del 1900 e, nonostante inflisse sostanziali danni ai vigneti, non provocò il netto declino che invece si registrò in altre regioni dell'Europa. Dopo essere stato il principale fornitore di vini alle corti Imperiali d'Austria, al termine della prima guerra mondiale, quando sia il Trentino sia l'Alto Adige furono annesse all'Italia, la produzione e il commercio del vino di queste terre subì un forte declino. Bisognerà attendere la fine della seconda guerra mondiale per vedere i primi segnali di ripresa dell'enologia del Trentino Alto Adige. Qui, come in tutte le altre regioni d'Italia, la ripresa fu caratterizzata da una produzione concentrata prevalentemente sulla quantità piuttosto che sulla qualità. La ripresa concreta dell'enologia del Trentino Alto Adige - e di tutta l'Italia - avrà inizio negli anni 1980, dopo avere compreso che il successo del vino - non solo commerciale - imponeva l'adozione di rigorosi criteri di qualità abbandonando le speculative logiche della quantità. Il cambiamento fu drastico e il risultato che si può vedere oggi dimostra il tenace impegno dei produttori locali per la qualità, tanto da potere ritenere il Trentino Alto Adige una delle migliori zone vinicole d'Italia, sia nella produzione di vini bianchi e rossi, sia nella produzione di vini spumanti metodo classico.
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I vini del Trentino Alto Adige sono regolati dal sistema di qualità in vigore in Italia che prevede le categorie Vini da Tavola, Indicazione Geografica Tipica (IGT), Denominazione d'Origine Controllata (DOC) e Denominazione d'Origine Controllata e Garantita (DOCG). Nonostante la qualità dei vini del Trentino Alto Adige sia notevolmente aumentata nel corso degli ultimi venti anni, nella regione non sono definite zone DOCG. Il Trentino Alto Adige è una regione con una forte vocazione storica alla produzione di vini rossi, tuttavia la regione è principalmente nota per i suoi eccellenti vini bianchi, che beneficiano, inoltre, del clima fresco capace di conferire una piacevole e vivace nota acida. Dal punto di vista enologico, si tende a considerare il Trentino e l'Alto Adige come due zone distinte, spesso le denominazioni delle due aree sono precedute dalla menzione delle rispettive province. Le denominazioni attualmente definite in Trentino sono: Caldaro o Lago di Caldaro, Casteller, Teroldego Rotaliano, Trentino che comprende le sotto denominazioni Sorni, Isera e Ziresi, Trento e Valdadige. Le denominazioni dell'Alto Adige sono: Alto Adige o Südtiroler che comprende le sotto denominazioni Colli di Bolzano, Meranese di Collina, Santa Maddalena, Terlano, Valle d'Isarco e Val Venosta, Caldaro o Lago di Caldaro e Valdadige.
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Nel Trentino, la provincia meridionale della regione, si registra prevalentemente una produzione di vini rossi, in particolare con le uve Teroldego, assoluto protagonista di quest'area, e il Marzemino, famoso per essere stato citato da Lorenzo Da Ponte nel libretto dell'opera Don Giovanni di Mozart che nel secondo atto fece esclamare al protagonista «Versa il vino! Eccellente Marzemino!». La citazione pare sia stato un omaggio al celebre compositore di Salisburgo che aveva una certa predilezione per il vino Marzemino. Nel Trentino, più precisamente nella denominazione Trento DOC, si registra un'interessante produzione di vini spumanti metodo classico. La produzione di questi vini prevede l'impiego di Chardonnay, Pinot Bianco, Pinot Nero e Pinot Meunier, da soli oppure in percentuali diverse. Il periodo minimo di rifermentazione e maturazione sui lieviti in bottiglia deve essere di almeno 15 mesi, mentre se il periodo è di almeno 24 mesi, in etichetta può essere riportato il millesimo. Gli spumanti che rimangono per almeno 36 mesi in bottiglia sono classificati come riserva, una categoria prevista unicamente per gli spumanti bianchi, mentre per le alte categorie è prevista anche la produzioni di rosati. Nella parte a settentrionale del Trentino, nella piana del Campo Rotaliano, il protagonista assoluto dei vini è il Teroldego, un'uva a bacca rossa fra le più interessanti della regione. Il Teroldego Rotaliano - questo il nome completo della DOC - si presenta in diversi stili, da vini leggeri fino a vini robusti e strutturati che non mancano certamente di sorprendere il degustatore. Fra le uve a bacca bianca, è opportuno ricordare la varietà più celebre e interessante del Trentino, dalla quale si producono vini bianchi e dolci: la Nosiola. Utilizzata fresca subito dopo il raccolto, la Nosiola produce interessanti e piacevoli vini secchi, tuttavia la sua immagine più affascinante è quella offerta dal Vino Santo - in particolare nella zona della Valle dei Laghi - caratterizzato da aromi di noce. L'uva Nosiola è fatta appassire dopo il raccolto fino a qualche giorno prima di Pasqua, consentendo anche che gli acini siano attaccati dalla Botrytis Cinerea che conferirà i suoi tipici aromi e sapori. Il mosto che si ottiene è lentamente fermentato in piccole botti di legno, dove sarà lasciato maturare per quattro anni regalando un vino dolce e corposo, ricco e piacevole.
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L'Alto Adige, la provincia settentrionale della regione, offre una produzione vinicola estremamente interessante e variegata, principalmente concentrata sulla produzione di eccellenti vini bianchi e rossi. Qui si coltivano molte varietà internazionali, tuttavia l'importanza delle uve autoctone è certamente importante e rappresentativa. Grazie al particolare clima fresco, alle condizioni ambientali e geologiche, la produzione dei vini bianchi dell'Alto Adige raggiunge livelli di eccellenza, certamente fra i migliori d'Italia, caratterizzati dalla tipica e piacevole acidità arricchita dall'esuberante freschezza aromatica di fiori e frutti. Anche la produzione di vini rossi è interessante ed eccellente, in particolare quelli prodotti con il Lagrein - la celebre uva autoctona dell'Alto Adige - e con il Pinot Nero, che in questa zona è capace di produrre risultati di assoluta classe ed eleganza. Da non dimenticare poi il Gewürztraminer - o Traminer Aromatico - e i tanti vini prodotti con l'uva Schiava nelle sotto varietà grossa, grigia e gentile, qui nota con il nome Vernatsch. Le varietà di uve bianche coltivate in Alto Adige sono diverse, alcune di queste anche piuttosto particolari, come per esempio il Grüner Veltliner e il Kerner. In questa regione si coltivano inoltre il Silvaner (o Sylvaner), Pinot Grigio (detto Rülander), Müller-Thurgau, Gewürztraminer, Pinot Bianco (Weißburgunder), Chardonnay, Riesling Renano (Rheinriesling), Sauvignon Blanc e Moscato Giallo (Goldenmuskateller). Con queste uve in Alto Adige si producono vini bianchi emozionanti e piacevoli, in particolare con le uve che prediligono le aree a clima fresco, come il Sauvignon Blanc. Grazie al clima fresco di queste terre, raramente i vini bianchi sono fatti maturare o fermentare in botti di legno, qui si preferisce evidenziare il carattere fresco e fruttato dei vini, una caratteristica che contraddistingue i vini bianchi dell'Alto Adige. Tuttavia, anche nei casi in cui il produttore sceglie la botte o la barrique per i suoi vini bianchi, il risultato è comunque caratterizzato da una piacevole e rinfrescante acidità. Fra i vini rossi, il Lagrein è certamente la celebrità di questa regione, capace di offrire piacevoli vini rosati - noti come Lagrein Kretzer - e vini di notevole struttura e longevità, meglio conosciuti come Lagrein Dunkel o Lagrein Scuro. Il Lagrein è generalmente utilizzato in purezza - con risultati notevoli - tuttavia lo si trova presente anche nei vini delle denominazioni Santa Maddalena, Casteller e Lago di Caldaro, così come unito ad alcune varietà internazionali, come il Merlot e il Cabernet Sauvignon. Fra le uve rosse coltivate in Alto Adige di notevole interesse, si ricorda il Pinot Nero che, grazie al clima fresco di queste zone, consente la produzione di eccellenti vini, fra i migliori d'Italia prodotti con questa varietà. Un'altra uva rossa di rilevante importanza per l'Alto Adige è la Schiava, qui nota come Vernatsch, prevalentemente utilizzata nei vini della denominazione Santa Maddalena. Per quanto concerne la produzione di vini dolci, si ricordano quelli prodotti con le uve Moscato Giallo (Goldenmuskateller) e - in particolare - il suggestivo Moscato Rosa (Rosenmuskateller), raro ed elegante con i suoi inconfondibili aromi di fragola e rosa.
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Tocai Friulano a ConfrontoLa grande uva del Friuli Venezia Giulia è famosa per il suo spiccato aroma di mandorla ed è capace di produrre vini bianchi di notevole struttura ed eleganza |
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Negli ultimi anni si è parlato molto del Tocai Friulano, la grande uva bianca del Friuli Venezia Giulia, purtroppo non per le sue qualità enologiche, piuttosto per una disputa che lo ha visto protagonista nelle aule della Corte Europea. La disputa è certamente conosciuta da chiunque sia appassionato di vino, così come è noto il verdetto che ha visto il Tocai Friulano uscire sconfitto, ma solo nel nome. La nostra uva, infatti, dal 31 marzo 2007 non potrà chiamarsi più con questo nome - e fra i candidati per il nuovo nome sembra che Friulano sia il più probabile - poiché l'uso del termine Tocai è stato riconosciuto unicamente all'Ungheria per l'identificazione dei suoi celebri vini. Nonostante le recenti vicissitudini che tenderebbero a mettere in ombra il buon nome del Tocai Friulano, la grande uva del Friuli Venezia Giulia continuerà - c'è da stare tranquilli in questo - a produrre gli straordinari vini che conosciamo da anni. Il Tocai Friulano - la cui presenza nel territorio del Friuli Venezia Giulia è testimoniata da oltre 800 anni - ha vissuto vicende alterne di notorietà e di qualità, condividendo in questo le stesse sorti di tante altre uve italiane. Fino a circa venti anni fa, il Tocai Friulano era infatti abbondantemente utilizzato per la produzione di numerosi vini da tavola di qualità non proprio esaltante. Vini rustici, dai colori intensi e dal gusto ruvido, era tutto ciò che la produzione di quei tempi poteva offrire con il Tocai Friulano, nei tempi in cui era la quantità a dettare legge in cantina piuttosto che la qualità. Quando anche in Italia si iniziò a comprendere che il successo sarebbe dovuto necessariamente passare per lo scrupoloso percorso della qualità, il Tocai Friulano iniziò a sorprendere i consumatori per i suoi notevoli vini e oggi è considerata a pieno titolo fra le grandi uve bianche d'Italia.
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Il Tocai Friulano è prevalentemente coltivato in Friuli Venezia Giulia, tuttavia sono presenti alcuni vigneti anche in Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna. Nella sua regione d'origine, il Tocai Friulano è presente in tutto il territorio ed è utilizzato in purezza per la produzione di vini bianchi appartenenti alle diverse aree a denominazione d'origine controllata del Friuli Venezia Giulia. Il Tocai Friulano è inoltre frequentemente impiegato - insieme ad altre uve autoctone e internazionali - per la produzione di vini a Indicazione Geografica Tipica. Lo scopo della nostra degustazione comparativa è di evidenziare le qualità organolettiche principali di quest'uva, a partire dal caratteristico aroma di mandorla che, nonostante sia frequente anche in altre uve bianche, nel Tocai Friulano è piuttosto evidente. La tecnica di vinificazione più tipica prevede la fermentazione e la maturazione in contenitori inerti - acciaio e cemento - tuttavia alcuni produttori ricorrono anche all'uso di botti, conferendo al vino qualità aromatiche più complesse pur mantenendo le peculiarità del Tocai Friulano.
I tre vini della nostra degustazione comparativa provengono da tre zone classiche del Friuli Venezia Giulia, conosciute non solo per i suoi Tocai Friulano. Il primo vino della nostra degustazione comparativa è il Colli Orientali del Friuli Tocai Friulano di Scubla, maturato per 8 mesi in vasche d'acciaio. Il secondo vino è il Collio Tocai Friulano de La Boatina, un vino proveniente dalla più grande area a denominazione d'origine controllata del Friuli Venezia Giulia, maturato in vasche d'acciaio. Il terzo vino selezionato è il Friuli Isonzo Tocai Friulano di Borgo San Daniele, anche in questo caso, maturato in vasche d'acciaio. Da notare che tutti e tre i vini sono maturati in vasche d'acciaio, pertanto sarà possibile cogliere pienamente l'espressione del Tocai Friulano senza l'interferenza del legno. Le annate dei vini della degustazione appartengono tutti alle ultime annate in commercio e la temperatura alla quale saranno degustati e di 11° C, in modo da consentire la giusta espressione degli aromi e delle qualità gustative. Come sempre, la degustazione sarà svolta utilizzando tre calici ISO.
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Il Tocai Friulano è un'uva che in molti casi produce vini dagli intensi colori giallo paglierino, o comunque con tonalità più profonde e intense rispetto a moltissime altre uve bianche, come per esempio il Sauvignon Blanc, i cui vini tendono spesso a un colore giallo verdolino. Questa caratteristica era ben evidente in passato, quando il colore dei vini Tocai Friulano presentavano intensi colori giallo paglierino e anche giallo dorato, addirittura anche in gioventù. Con il miglioramento delle tecnologie di vinificazione e l'adozione della macerazione a freddo, il colore dei Tocai Friulano moderni è decisamente più chiaro - spesso si riconoscono anche sfumature giallo verdolino - tuttavia il colore è il più delle volte giallo paglierino con tonalità e intensità diverse. Il Tocai Friulano, grazie alle sue qualità, può anche sopportare alcuni anni di affinamento in bottiglia. In questo caso specifico l'evoluzione del suo colore sarà caratterizzato da tonalità giallo paglierino di intensità crescente che con il tempo arriverà al giallo dorato. Il primo vino che prenderemo in esame è il Colli Orientali del Friuli Tocai Friulano di Scubla. Mantenendo il calice inclinato sopra una superficie bianca, si osserverà alla base una tonalità giallo verdolino piuttosto viva e intensa, e all'estremità della massa liquida - verso l'apertura del calice - si osserverà una sfumatura dello stesso colore. Il secondo vino del quale si valuterà l'aspetto è il Collio Tocai Friulano de La Boatina. Osservando il vino alla base del calice - sempre mantenuto inclinato sopra una superficie bianca - si noterà, come nel caso precedente, un colore giallo verdolino intenso e, nell'estremità verso il calice, sfumature dello stesso colore. L'ultimo vino che prenderemo in esame è il Friuli Isonzo Tocai Friulano di Borgo San Daniele. Alla base del calice si osserverà un colore decisamente più intenso rispetto a quelli precedenti, qui la tonalità del colore è giallo paglierino intenso, tuttavia, osservando l'estremità della massa liquida, si noteranno sfumature giallo verdolino, come nei vini precedenti.
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Le qualità olfattive del Tocai Friulano sono piuttosto varie, tuttavia i vini prodotti con quest'uva saranno caratterizzati da un netto aroma di mandorla - spesso amara - che nonostante non sia una qualità aromatica esclusiva del Tocai Friulano, questo aroma sarà il segnale della sua possibile presenza nel nostro calice. Il Tocai Friulano è inoltre caratterizzato da aromi di frutta - mela, pera e susina, spesso anche la pesca - oltre che di fiori, in particolare fiori di campo, biancospino, ginestra, camomilla e, talvolta, accenni di acacia. Con il tempo, il Tocai Friulano tende a sviluppare anche un particolare aroma di miele, così come aromi di frutta matura. Non mancano nemmeno aromi di frutti tropicali, in particolare ananas, pompelmo e - talvolta - banana. Nei casi in cui il Tocai Friulano sia stato raccolto non perfettamente maturo, o nelle annate caratterizzate da un andamento meteorologico freddo, può tendere a sviluppare aromi di tipo vegetale ed erbaceo, come per esempio fieno, ortica e mallo di noce. Anche le erbe aromatiche possono essere presenti nei vini Tocai Friulano, in particolare timo e rosmarino. Il primo vino che prenderemo in esame è il Colli Orientali del Friuli di Scubla. Mantenendo il calice verticale e senza muoverlo, eseguiremo una prima olfazione in modo da valutare gli aromi di apertura. Si potranno percepire aromi di pera, pesca, biancospino e - nonostante sia un po' meno evidente degli altri - il tipico aroma di mandorla. Dopo avere roteato il calice, si eseguirà ora una seconda olfazione che consentirà di percepire aromi di ginestra, fiori di campo e accenni di frutta esotica, come litchi e ananas. Si passerà ora all'esame olfattivo del Collio Tocai Friulano de La Boatina, maturato, come gli altri vini, in vasche d'acciaio. Mantenendo il calice fermo in posizione verticale, si inizierà con la valutazione degli aromi di apertura. Dopo la prima olfazione, si percepiranno aromi di pera, pesca e il tipico aroma di mandorla: un'apertura piuttosto simile al Tocai Friulano di Scubla, anche se in questo caso, l'aroma di mandorla è più evidente. Dopo avere roteato il calice, in modo da consentire un'opportuna ossigenazione del vino, si procederà con una seconda olfazione. La sequenza aromatica del Tocai Friulano de La Boatina si completerà con aromi di biancospino, ginestra, limone e ananas, oltre a un accenno di minerale e aromi di sambuco. Si passerà ora alla valutazione olfattiva del terzo vino: il Friuli Isonzo Tocai Friulano di Borgo San Daniele. Gli aromi di apertura si faranno notare per il tipico aroma di mandorla e per gli aromi di susina e biancospino. Dopo avere roteato il calice, si procederà con una seconda olfazione che consentirà di percepire aromi di mela, pompelmo, pera e - come nel vino precedente - un accenno di minerale. Rispetto ai vini precedenti, in questo Tocai Friulano si percepirà un netto aroma di lievito, segno che il vino è maturato per alcuni mesi sulle propri lieviti, rendendo il profilo aromatico di questo Tocai Friulano più complesso e ricco. Nonostante i tre vini provengano da tre zone distinti, anche se tutte appartenenti al Friuli Venezia Giulia, è interessante notare le diverse intensità dell'aroma di mandorla, qualità tipica del Tocai Friulano.
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Il Tocai Friulano non è uva da vini leggeri e di struttura debole. Questa era infatti una delle qualità che lo facevano apprezzare da quei produttori che vedevano nella quantità il loro unico obiettivo enologico. I vini prodotti con Tocai Friulano sono infatti caratterizzati da una buona struttura che si unisce alla sua tipica acidità - che conferisce una piacevole freschezza al vino - con titoli alcolici piuttosto sostenuti, talvolta anche del 14%. Quando usato in purezza, il gusto del Tocai Friulano è piuttosto asciutto e fresco, la sua struttura è ben percettibile sin dal primo sorso, in altre parole, non è un vino che passa inosservato. Queste sue qualità lo rendono particolarmente utile per conferire maggiore struttura anche a vini prodotti con uve più leggere: la presenza del Tocai Friulano, anche in questo caso, non passa certamente inosservata. Esattamente come per gli aromi, anche nel gusto la nota di mandorla è piuttosto evidente, in modo particolare negli aromi di bocca, quelli percepiti dopo avere deglutito il vino. Il primo vino che prenderemo in esame nella valutazione del gusto è il Colli Orientali del Friuli Tocai Friulano di Scubla. L'attacco di questo vino - valutabile al primo sorso - è piuttosto fresco, caratterizzato da una buona acidità. Si noti anche la buona struttura del vino, di certo non leggera, se confrontata con altri bianchi. Anche la corrispondenza con il naso è decisamente buona e il vino è piacevole. Il secondo vino che valuteremo è il Collio Tocai Friulano de La Boatina. Anche l'attacco di questo vino è caratterizzato da una buona acidità, anche in questo caso si potrà notare una buona struttura e il giusto apporto dell'alcol nell'equilibrio del vino. L'ultimo vino da esaminare è il Friuli Isonzo Tocai Friulano di Borgo San Daniele. L'attacco di questo Tocai è caratterizzato da una piacevole acidità, tuttavia rispetto ai vini precedenti, si noterà una maggiore struttura e morbidezza, due fattori che tenderanno a fare apparire il vino un po' meno acido. Anche in questo caso, si noti come l'apporto dell'alcol sia fondamentale per l'equilibrio del vino.
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Le caratteristiche organolettiche del Tocai Friulano saranno ben evidenti anche nella fase finale della degustazione comparativa, dopo avere deglutito il vino e si valuterà quindi la persistenza aromatica intensa (PAI). Il finale del Colli Orientali del Friuli Tocai Friulano di Scubla è persistente e caratterizzato da ricordi di pera, pesca, mela e mandorla. Il finale del Collio Tocai Friulano de La Boatina sarà anch'esso persistente con ricordi di pesca, pera, ananas e, anche in questo caso, mandorla. Il finale del terzo vino, il Friuli Isonzo Tocai Friulano di Borgo San Daniele, è persistente con ricordi di susina, pera e mandorla. Si noti che nel finale di tutti e tre i vini è presente il sapore di mandorla, seppure con intensità diverse, una qualità che è caratteristica del Tocai Friulano. Anche l'acidità dei tre vini sarà ben percettibile nella fase conclusiva della degustazione. Il Tocai Friulano è un'uva capace di produrre grandi vini, nei quali sarà possibile percepire le sue qualità tipiche anche quando utilizzato insieme ad altre varietà.
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I Vini del Mese |
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Legenda dei punteggi I prezzi sono da considerarsi indicativi in quanto possono subire variazioni a seconda del paese e del luogo in cui vengono acquistati i vini |
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Nero d'Avola 2004 |
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| Morgante (Sicilia, Italia) | |
| Uvaggio: Nero d'Avola | |
| Prezzo: € 6,50 | Punteggio: |
| Alla vista si presenta con un colore rosso rubino intenso e sfumature rosso rubino, abbastanza trasparente. Al naso esprime aromi intensi, puliti e gradevoli che si aprono con note di amarena e prugna seguite da aromi di mirtillo, vaniglia, ciclamino e carruba. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco leggermente tannico e comunque equilibrato dall'alcol, buon corpo, sapori intensi. Il finale è persistente con ricordi di prugna e amarena. Questo Nero d'Avola matura per 4 mesi in barrique. | |
| Abbinamento: Carne arrosto, Brasati e stufati di carne | |
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Don Antonio 2003 |
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| Morgante (Sicilia, Italia) | |
| Uvaggio: Nero d'Avola | |
| Prezzo: € 20,00 | Punteggio: |
| Alla vista si presenta con un colore rosso rubino intenso e sfumature rosso granato, poco trasparente. Al naso esprime aromi intensi, puliti, gradevoli, raffinati ed eleganti che si aprono con note di prugna, mora e amarena seguite da aromi di mirtillo, violetta, vaniglia, carruba, ciclamino, liquirizia, tabacco e pepe rosa. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco tannico e comunque equilibrato dall'alcol, corpo pieno, sapori intensi, piacevole. Il finale è persistente con ricordi di mora e prugna. Un vino ben fatto. Don Antonio matura per 12 mesi in barrique a cui seguono 7-8 mesi di affinamento in bottiglia. | |
| Abbinamento: Selvaggina, Carne arrosto, Brasati e stufati di carne, Formaggi stagionati | |
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Brunello di Montalcino 2000 |
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| Tenuta Oliveto (Toscana, Italia) | |
| Uvaggio: Sangiovese Grosso | |
| Prezzo: € 38,00 | Punteggio: |
| Questo Brunello di Montalcino si presenta con un colore rosso rubino intenso e sfumature rosso granato, poco trasparente. Al naso esprime aromi intensi, puliti, gradevoli, raffinati ed eleganti che si aprono con note di prugna, mora e amarena seguite da aromi di mirtillo, violetta, vaniglia, tabacco, cannella, liquirizia, cacao, pepe rosa ed eucalipto. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco tannico e comunque equilibrato dall'alcol, corpo pieno, sapori intensi, piacevole. Il finale è persistente con ricordi di amarena, mora e prugna. Un vino ben fatto. Questo Brunello di Montalcino matura per 30 mesi in botte a cui seguono 30 mesi di affinamento in bottiglia. | |
| Abbinamento: Selvaggina, Brasati e stufati di carne, Carne arrosto, Formaggi stagionati | |
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Brunello di Montalcino Riserva 1999 |
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| Tenuta Oliveto (Toscana, Italia) | |
| Uvaggio: Sangiovese Grosso | |
| Prezzo: € 52,00 | Punteggio: |
| Alla vista si presenta con un colore rosso rubino brillante e sfumature rosso granato, abbastanza trasparente. Al naso esprime aromi intensi, puliti, gradevoli, raffinati ed eleganti che si aprono con note di prugna secca, viola appassita e confettura di amarene seguite da aromi di confettura di fragole, confettura di lamponi, vaniglia, tabacco, liquirizia, cacao, cannella, cuoio e macis. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco tannico e piacevole morbidezza, comunque equilibrato dall'alcol, corpo pieno, sapori intensi. Il finale è persistente con ricordi di prugna secca, confettura di amarene e confettura di lamponi. Un vino ben fatto. Questa riserva di Brunello di Montalcino matura per 3 anni in botte a cui seguono 30 mesi di affinamento in bottiglia. | |
| Abbinamento: Selvaggina, Carne arrosto, Brasati e stufati di carne, Formaggi stagionati | |
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Appunto 2004 |
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| Christine Vaselli (Lazio, Italia) | |
| Uvaggio: Canaiolo Nero, Ciliegiolo | |
| Prezzo: € 5,00 | Punteggio: |
| Alla vista si presenta con un colore rosso rubino intenso e sfumature rosso rubino, poco trasparente. Al naso esprime aromi intensi, puliti e gradevoli che si aprono con note di mora e lampone seguite da aromi di amarena, fragola, melograno, mirtillo e violetta. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco leggermente tannico e piacevole freschezza, comunque equilibrato dall'alcol, buon corpo, sapori intensi. Il finale è persistente con ricordi di mora, amarena e lampone. Questo vino matura in vasche d'acciaio. | |
| Abbinamento: Salumi, Pasta con carne e funghi, Carne saltata | |
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Le Poggere 2003 |
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| Christine Vaselli (Lazio, Italia) | |
| Uvaggio: Cabernet Sauvignon (70%), Merlot (30%) | |
| Prezzo: € 18,00 | Punteggio: |
| Questo vino si presenta con un colore rosso rubino cupo e sfumature rosso rubino, poco trasparente. Al naso esprime aromi intensi, puliti, gradevoli, raffinati ed eleganti che si aprono con note di amarena, prugna e ribes seguite da aromi di violetta, vaniglia, tabacco, cannella, cioccolato, macis ed eucalipto. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco tannico e comunque equilibrato dall'alcol, corpo pieno, sapori intensi, piacevole morbidezza. Il finale è persistente con ricordi di amarena, prugna e ribes. Un vino ben fatto. Le Poggere matura per 12 mesi in barrique. | |
| Abbinamento: Carne arrosto, Brasati e stufati di carne, Formaggi stagionati | |
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Aglianico del Vulture Terre di Orazio 2003 |
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| Cantina di Venosa (Basilicata, Italia) | |
| Uvaggio: Aglianico | |
| Prezzo: € 8,00 | Punteggio: |
| Questo vino si presenta con un colore rosso rubino intenso e sfumature rosso granato, abbastanza trasparente. Al naso esprime aromi intensi, puliti, gradevoli e raffinati che si aprono con note di amarena, prugna e violetta seguite da aromi di mirtillo, mora, vaniglia e cannella. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco tannico e comunque equilibrato dall'alcol, buon corpo, sapori intensi. Il finale è persistente con ricordi di amarena, prugna e mirtillo. Questo Aglianico del Vulture matura per circa 15 mesi in botte a cui seguono almeno 6 mesi di affinamento in bottiglia. | |
| Abbinamento: Carne arrosto, Stufati di carne, Formaggi stagionati | |
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Aglianico del Vulture Carato Venusio 2001 |
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| Cantina di Venosa (Basilicata, Italia) | |
| Uvaggio: Aglianico | |
| Prezzo: € 15,00 | Punteggio: |
| Questo Aglianico del Vulture si presenta con un colore rosso rubino brillante e sfumature rosso rubino, poco trasparente. Al naso esprime aromi intensi, puliti, gradevoli e raffinati che si aprono con note di amarena, prugna e mora seguite da aromi di mirtillo, violetta, vaniglia, tabacco, pepe rosa, carruba e cannella. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco tannico e comunque equilibrato dall'alcol, corpo pieno, sapori intensi. Il finale è persistente con ricordi di amarena, prugna e mora. Questo vino matura per 12-18 mesi in barrique a cui seguono almeno 6 mesi di affinamento in bottiglia. | |
| Abbinamento: Carne arrosto, Brasati e stufati di carne, Formaggi stagionati | |
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Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico 2004 |
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| Stefano Mancinelli (Marche, Italia) | |
| Uvaggio: Verdicchio | |
| Prezzo: € 7,50 | Punteggio: |
| Alla vista si presenta con un colore giallo verdolino intenso e sfumature giallo paglierino, molto trasparente. Al naso esprime aromi intensi, puliti e gradevoli che si aprono con note di biancospino e mela seguite da aromi di mandorla, pera, agrumi e susina. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco fresco e comunque equilibrato dall'alcol, buon corpo, sapori intensi, piacevole morbidezza. Il finale è persistente con ricordi di mela, susina e mandorla. | |
| Abbinamento: Pasta con carne e funghi, Carne bianca saltata, Pesce alla griglia | |
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Lacrima di Morro d'Alba Sensazioni di Frutto 2005 |
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| Stefano Mancinelli (Marche, Italia) | |
| Uvaggio: Lacrima di Morro d'Alba | |
| Prezzo: € 10,00 | Punteggio: |
| Questo vino si presenta con un colore rosso rubino brillante e sfumature rosso porpora, poco trasparente. Al naso esprime aromi intensi, puliti, gradevoli e raffinati che si aprono con note di fragola, lampone e mora seguite da aromi di mirtillo, amarena, rosa, violetta, ciclamino e prugna. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco leggermente tannico e piacevole freschezza, comunque equilibrato dall'alcol, buon corpo, sapori intensi, piacevole. Il finale è persistente con ricordi di fragola, lampone e mora. Questo Lacrima di Morro d'Alba è prodotto con macerazione carbonica e matura in vasche d'acciaio. | |
| Abbinamento: Paste con carne e funghi, Carne saltata con funghi | |
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Colli Amerini Malvasia Cima del Giglio 2004 |
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| Le Crete (Umbria, Italia) | |
| Uvaggio: Malvasia Bianca (90%), Trebbiano Toscano (5%), Verdello (5%) | |
| Prezzo: € 7,00 | Punteggio: |
| Alla vista si presenta con un colore giallo paglierino intenso e sfumature giallo paglierino, molto trasparente. Al naso denota aromi intensi, puliti, gradevoli e raffinati che si aprono con note di mela, pera e susina seguite da aromi di biancospino, nocciola, litchi, pralina, miele e vaniglia. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco fresco e piacevole morbidezza, comunque equilibrato dall'alcol, buon corpo, sapori intensi. Il finale è persistente con ricordi di susina, mela e nocciola. Cima del Giglio matura per 5-6 mesi in vasche d'acciaio. | |
| Abbinamento: Pasta e risotto con pesce e verdure, Crostacei e pesce alla griglia | |
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Colli Amerini Rosso Superiore Petranera 2003 |
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| Le Crete (Umbria, Italia) | |
| Uvaggio: Sangiovese (70%), Merlot (10%), Barbera (10%) | |
| Prezzo: € 9,00 | Punteggio: |
| Alla vista si presenta con un colore rosso rubino brillante e sfumature rosso granato, abbastanza trasparente. Al naso esprime aromi intensi, puliti, gradevoli e raffinati che si aprono con note di amarena, violetta e prugna seguite da aromi di mirtillo, vaniglia, carruba e cannella. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco leggermente tannico e piacevole morbidezza, comunque equilibrato dall'alcol, sapori intensi. Il finale è persistente con ricordi di amarena, prugna e mirtillo. Petranera matura per circa 6 mesi in barrique a cui seguono almeno 3 mesi di affinamento in bottiglia. | |
| Abbinamento: Carne arrosto, Stufati di carne con funghi, Formaggi stagionati | |
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Antinoo 2004 |
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| Casale del Giglio (Lazio, Italia) | |
| Uvaggio: Chardonnay (66%), Viognier (34%) | |
| Prezzo: € 9,00 | Punteggio: |
| Antinoo si presenta con un colore giallo paglierino chiaro e sfumature giallo verdolino, molto trasparente. Al naso esprime aromi intensi, puliti, gradevoli e raffinati che si aprono con note di mela, banana e tostato seguite da aromi di pera, susina, pompelmo, vaniglia, nocciola, caffè, biancospino e un accenno di minerale. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco fresco e piacevole morbidezza, comunque equilibrato dall'alcol, buon corpo, sapori intensi, piacevole. Il finale è persistente con ricordi di banana, susina e pompelmo. Antinoo matura in barrique per 6-8 mesi a cui seguono 6-12 mesi di affinamento in bottiglia. | |
| Abbinamento: Paste ripiene con funghi, Pesce arrosto, Carne bianca arrosto | |
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Aphrodisium 2005 |
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| Casale del Giglio (Lazio, Italia) | |
| Uvaggio: Viognier, Fiano, Greco Bianco, Petit Manseng | |
| Prezzo: € 21,00 - 500ml | Punteggio: |
| Questo vino si presenta con un colore giallo dorato chiaro e sfumature giallo dorato, molto trasparente. Al naso esprime aromi intensi, puliti, gradevoli, raffinati ed eleganti che si aprono con note di uva, albicocca e pesca seguite da aromi di litchi, canditi, pera, vaniglia, mela cotogna, dattero, mandorla e miele. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco dolce e piacevole freschezza, comunque equilibrato dall'alcol, buon corpo, sapori intensi, piacevole. Il finale è persistente con ricordi di uva, pesca e miele. Un vino ben fatto. Aphrodisium fermenta in barrique. | |
| Abbinamento: Crostate di frutta, Formaggi stagionati | |
FazioCantina giovane e dinamica, negli ultimi anni ha concentrato i propri sforzi sulla qualità dei vigneti e della vinificazione, confermati dai risultati e premiati dall'ottimo rapporto qualità-prezzo |
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Nel cuore della provincia di Trapani, nella cima di un monte dal quale è possibile ammirare un meraviglioso paesaggio, circondati da suggestive vie, storia e monumenti che testimoniano il passaggio di culture diverse, sorge l'incantevole città di Erice, sede - fra l'altro - del Centro Studi per la Cultura Scientifica Ettore Majorana e fondato dal premio Nobel Antonino Zichichi. A pochi chilometri dalla vetta del monte dove sorge Erice, si trova Fulgatore, località dove ha sede la casa vinicola Fazio, non molto distante da Segesta, nota per il suo celebre e suggestivo tempio, fra i pochi esempi di monumenti dell'antichità meglio conservati e che siano giunti ai nostri tempi. In quest'area - il cui territorio è stato recentemente riconosciuto come Erice DOC (Denominazione d'Origine Controllata) - si trovano i vigneti della casa vinicola Fazio, che si estendono sulle dolci colline che fanno cornice al Monte Erice in un paesaggio di bellezza unica.
Nonostante l'anno di fondazione della casa vinicola Fazio sia il 1998, la storia di questa azienda è lunga di quattro generazioni che si sono dedicate con passione e impegno alla viticoltura e alla produzione di vino. La lunga tradizione è stata continuata e innovata da Vincenzo e Girolamo Fazio, introducendo nell'azienda nuove strutture e tecniche enologiche, rispondendo così alle nuove e moderne esigenze di mercato. Il processo di innovazione ha inizialmente coinvolto la gestione dei vigneti per opera di una squadra di tecnici diretta dall'enologo Giacomo Ansaldi, che ha provveduto alla riconversione della produzione, valorizzando le varietà autoctone senza comunque trascurare le più importanti varietà internazionali. Con lo scopo di rafforzare il legame fra territorio e produzione, Vincenzo Fazio è stato promotore di un progetto che ha portato al riconoscimento della Denominazione d'Origine Controllata Erice, la quale produzione sarà riconosciuta dal nuovo disciplinare a partire dalla vendemmia 2005. I vigneti della casa vinicola Fazio coprono una superficie di 100 ettari, piantati in colline a un'altitudine compresa fra i 250 e i 500 metri, in zone appositamente selezionate per la loro esposizione, le caratteristiche microclimatiche e le caratteristiche geologiche del suolo. In questi luoghi, nei quali soffiano venti di tramontana provenienti dal nord e le brezze marine, sono coltivati i vigneti della casa vinicola Fazio e che dopo il raccolto daranno vita ai vini dell'azienda. I vigneti sono prevalentemente coltivati con le tipiche varietà autoctone della Sicilia: Inzolia, Grillo, Catarratto per le uve bianche - unitamente al Moscato Bianco - e il Nero d'Avola, per quanto concerne le varietà a bacca rossa. Nei vigneti della casa vinicola Fazio sono inoltre coltivate le varietà internazionali Merlot, Cabernet Sauvignon e Syrah, conosciuto anche come Shiraz. Tuttavia, fra le uve internazionali la casa vinicola Fazio si è dedicata in modo particolare al Müller Thurgau, coltivato a un'altitudine di 500 metri, producendo con quest'uva un vino interessante.
La struttura che ospita la cantina della casa vinicola Fazio è stata dotata delle tecnologie più moderne, nel rispetto dello stile architettonico siciliano, in armonia con il paesaggio nel quale si trova. Il complesso si compone di due aree distinte. La struttura ricettiva, nella quale si trovano gli uffici e l'enoteca, e la struttura produttiva, nella quale si trova anche una grande barriccaia sotterranea. La casa vinicola Fazio dispone inoltre di magazzini termocondizionati utilizzati per l'affinamento dei vini, dove sono conservati in attesa della loro commercializzazione. Le uve - subito dopo la vendemmia - sono vinificate in accordo alla tipologia di vino da produrre. Per i vini bianchi, dopo la diraspatura, è prevista la macerazione a freddo delle bucce nel mosto a una temperatura di 4° C, una pressatura soffice degli acini e una fermentazione termocontrollata molto lenta. Per i vini rossi, le uve sono prima diraspate e le bucce sono lasciate macerare nel mosto a una temperatura controllata compresa fra i 25° e i 28° C, tempi variabili in accordo al tipo di vino da produrre. Inizialmente, la produzione della casa vinicola Fazio era prevalentemente rivolta al mercato italiano, tuttavia fu necessario pochissimo tempo per attirare l'attenzione degli altri paesi, e così i vini di Fazio presero la strada fuori dai confini nazionali. Oggi i vini di questa cantina siciliana sono commercializzati - oltre che in Italia - anche in Svizzera, Germania, Belgio, Olanda, Inghilterra, Norvegia, Danimarca, Ungheria, Russia, Polonia, Giappone, Stati Uniti d'America, Canada, Singapore e Australia. La gestione della casa vinicola Fazio è interamente svolta dalla famiglia. Vincenzo Fazio, amministratore delegato dell'azienda, si occupa anche del coordinamento delle fasi di produzione e commercializzazione; sua moglie Roberta dirige e seleziona gli acquisti, sovrintende la fattibilità dei materiali utilizzati in azienda curandone l'immagine; Girolamo Fazio si occupa di tutti gli aspetti legali e i rapporti con le istituzioni; la moglie Lilly si occupa della commercializzazione dei vini, dell'export e della penetrazione nei mercati. La produzione della casa vinicola Fazio - con un volume annuo di 700.000 bottiglie - si compone di quattro linee: Linea Classica, Linea i Bagli, Linea Élite e Linea Spumanti. Nella linea Classica, troviamo Brusìo, da uve Inzolia e Chardonnay; Gàbal, da uve Nero d'Avola con breve maturazione in botte; Montèlimo, da uve Nero d'Avola e Merlot. La Linea i Bagli si compone di Torre dei Venti, da uve Nero d'Avola e maturato in botte; Shiraz, maturato in botte; tre vini bianchi prodotti rispettivamente con Inzolia, Grillo e Catarratto in purezza. La linea Élite si compone del Müller Thurgau, fra i vini bianchi più conosciuti di Fazio; Merlot, maturato in barrique; Cabernet Sauvignon, maturato in barrique; PietraSacra, da uve Cabernet Sauvignon, Nero d'Avola e Merlot, maturato in barrique. Molto interessanti i due vini che compongono la linea degli spumanti: Petali Brut, da uve Chardonnay e prodotto con il sistema dello Charmat lungo, e Petali Moscato, prodotto con Moscato Bianco in purezza secondo il metodo Charmat.
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Legenda dei punteggi I prezzi sono da considerarsi indicativi in quanto possono subire variazioni a seconda del paese e del luogo in cui vengono acquistati i vini |
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Brusio 2005 |
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| Fazio (Sicilia, Italia) | |
| Uvaggio: Inzolia (60%), Chardonnay (40%) | |
| Prezzo: € 5,50 | Punteggio: |
| Alla vista si presenta con un colore giallo verdolino brillante e sfumature giallo verdolino, molto trasparente. Al naso esprime aromi intensi, puliti e gradevoli che si aprono con note di pesca, pera e ananas seguite da aromi di biancospino, mela e ginestra. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco fresco e comunque equilibrato dall'alcol, buon corpo, sapori intensi. Il finale è persistente con ricordi di pesca, pera e ananas. Brusìo matura in vasche d'acciaio. | |
| Abbinamento: Pesce fritto, Antipasti di crostacei, Pasta e risotto con crostacei e pesce | |
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Grillo 2005 |
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| Fazio (Sicilia, Italia) | |
| Uvaggio: Grillo | |
| Prezzo: € 6,50 | Punteggio: |
| Alla vista si presenta con un colore giallo verdolino brillante e sfumature di giallo verdolino, molto trasparente. Al naso esprime aromi intensi, puliti, gradevoli e raffinati che si aprono con note di pesca, biancospino e pera seguite da aromi di ginestra, mandorla, mela e ananas. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco fresco e comunque equilibrato dall'alcol, buon corpo, sapori intensi, piacevole. Il finale è persistente con ricordi di pesca, pera e mela. Questo Grillo matura in vasche d'acciaio ed è affinato in bottiglia per 3 mesi. | |
| Abbinamento: Pasta e risotto con pesce, Crostacei alla griglia, Pesce saltato | |
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Müller Thurgau 2005 |
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| Fazio (Sicilia, Italia) | |
| Uvaggio: Müller Thurgau | |
| Prezzo: € 8,00 | Punteggio: |
| Alla vista si presenta con un colore giallo verdolino brillante e sfumature giallo verdolino, molto trasparente. Al naso esprime aromi intensi, puliti, gradevoli e raffinati che si aprono con note di pesca, uva e pera seguite da aromi di arancio, ananas, litchi, rosa gialla, ginestra e mela. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco fresco e comunque equilibrato dall'alcol, buon corpo, sapori intensi, piacevole. Il finale è persistente con ricordi di uva, pesca e litchi. Questo Müller Thurgau matura in vasche d'acciaio ed è affinato per 3 mesi in bottiglia. | |
| Abbinamento: Pasta con crostacei e pesce, Crostacei e pesce alla griglia | |
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Gàbal Nero d'Avola 2004 |
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| Fazio (Sicilia, Italia) | |
| Uvaggio: Nero d'Avola | |
| Prezzo: € 8,00 | Punteggio: |
| Alla vista si presenta con un colore rosso rubino brillante e sfumature rosso rubino, abbastanza trasparente. Al naso esprime aromi intensi, puliti e gradevoli che si aprono con note di amarena, mora e prugna seguite da aromi di mirtillo, violetta, carruba e tabacco. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco leggermente tannico e piacevole morbidezza, comunque equilibrato dall'alcol, buon corpo, sapori intensi. Il finale è persistente con ricordi di amarena e mora. Gàbal matura in botte per alcuni mesi. | |
| Abbinamento: Paste ripiene, Carne saltata con funghi, Carne alla griglia | |
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Torre dei Venti Nero d'Avola 2004 |
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| Fazio (Sicilia, Italia) | |
| Uvaggio: Nero d'Avola | |
| Prezzo: € 8,00 | Punteggio: |
| Alla vista si presenta con un colore rosso rubino intenso e sfumature rosso porpora, abbastanza trasparente. Al naso denota aromi intensi, puliti, gradevoli e raffinati che si aprono con note di amarena, prugna e mora seguite da aromi di lampone, mirtillo, violetta, vaniglia, carruba e pepe rosa. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco leggermente tannico e comunque equilibrato dall'alcol, buon corpo, sapori intensi. Il finale è persistente con ricordi di amarena, prugna e mora. Questo Nero d'Avola matura in botte per 8-10 mesi a cui seguono 12 mesi di affinamento in bottiglia. | |
| Abbinamento: Carne arrosto, Carne alla griglia, Stufati di carne | |
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Petali Moscato 2005 |
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| Fazio (Sicilia, Italia) | |
| Uvaggio: Moscato Bianco | |
| Prezzo: € 10,00 | Punteggio: |
| Alla vista si presenta con un colore giallo verdolino intenso e sfumature giallo verdolino, molto trasparente, buona effervescenza, perlage fine e persistente. Al naso esprime aromi intensi, puliti, gradevoli e raffinati che si aprono con note di uva e pesca seguite da aromi di pera, nespola, mela, litchi, ananas, ginestra e salvia. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco dolce, fresco ed effervescente, comunque equilibrato, corpo leggero, sapori intensi, piacevole. Il finale è persistente con ricordi di uva, pesca e litchi. Questo spumante è prodotto con il metodo Charmat. | |
| Abbinamento: Dolci alla crema, Dolci alla frutta, Panettone, Pandoro | |
| Fazio Casa Vinicola in Erice - Via Capitano Rizzo, 39 - 91010, Fulgatore - Erice (Trapani) - Tel. 0923 811700 Fax. 0932 811654 - Enologo: Giacomo Ansaldi, Giuseppe Clementi - Anno fondazione: 1998 - Produzione: 700.000 bottiglie - E-Mail: info@faziowines.it - WEB: www.faziowines.it |
Giornale di Cantina |
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Questa rubrica è riservata ai produttori di vino che intendono rendere note particolari attività produttive, annunciare nuovi prodotti o semplicemente comunicare alla clientela informazioni e promozioni sulla propria attività e i propri prodotti. Inviare le notizie da pubblicare al nostro indirizzo e-mail.
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Premio Speciale all'Azienda Fazio Wines |
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«Siamo molto soddisfatti - spiega Lilly Fazio - perché è stata premiata la nostra politica aziendale che punta sui prodotti top, ma anche su vini che presentano un ottimo rapporto qualità-prezzo. Siamo felici - prosegue - di contribuire con il nostro lavoro a far emergere l'immagine di una Sicilia bella, gioiosa, luminosa». |
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Notiziario |
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In questa rubrica sono pubblicate notizie e informazioni relativamente a eventi e manifestazioni riguardanti il mondo del vino e dell'enogastronomia. Chiunque sia interessato a rendere noti avvenimenti e manifestazioni può comunicarlo alla nostra redazione all'indirizzo e-mail.
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Poesia e Vini a VitignoItalia |
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