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Numero 48, Gennaio 2007
Sommario


Editoriale    
 Arrivano i Trucioli!
Nell'editoriale pubblicato nel numero 44 di settembre 2005, si parlava della probabile promulgazione di un nuovo decreto dell'Unione Europea circa la possibilità di impiegare i trucioli di legno nella produzione dei vini. La… [continua]
 La Posta dei Lettori



ABC Vino    
 Sauternes - Barsac
L'area di produzione del Sauternes - Barsac
Situati nelle Grave dell'area vinicola di Bordeaux, Sauternes e Barsac sono considerati in tutto il mondo i migliori produttori di vini dolci da uve affette dalla Botrytis Cinerea… [continua]



Gusto DiVino    
 Barbera a Confronto
Le tre Barbera della nostra degustazione comparativa
Da uva considerata adatta solamente alla produzione di vini ordinari a uva consacrata all'olimpo dell'enologia, la Barbera è oggi uno dei vini più importanti d'Italia… [continua]
 I Vini del Mese
Collio Bianco Col Disôre 2004, Russiz Superiore (Friuli Venezia Giulia, Italia)
Collio Bianco Col Disôre 2004, Brunello di Montalcino Cerretalto 2000, Vin Santo di Carmignano 1999, Sant'Antimo Rosso PietradOnice 2003, Gavi Pilin 2001, Franciacorta Brut Millesimato 2001, Vino Nobile di Montepulciano Riserva 2000… [continua]



Produttori    
 Bersi Serlini
Il cortile della Bersi Serlini
Nel cuore della Franciacorta, vicino al Lago d'Iseo in uno splendido sito Cluniacense, l'azienda vinicola Bersi Serlini si dedica con passione e da tre generazioni alla produzione di vino… [continua]
 Giornale di Cantina


Eventi    
 Notiziario



Il Cavatappi    
 Fare il Vino: i Lieviti
Cellule di Saccharomyces Cerevisiae viste al microscopio
Microrganismi essenziali per lo svolgimento della fermentazione, i lieviti sono responsabili della trasformazione del mosto in vino, un processo complesso e per anni misterioso… [continua]



 Kefir
A sinistra, una coltura di grani di kefir, a destra, il kefir di latte
Il kefir è una bevanda naturale, proveniente dalla regione del Caucaso, a base di latte o d'acqua, dalla gradevole consistenza con un gusto acido e leggermente frizzante… [continua]
 Aquavitae
Grappa Barricata 10 Anni Monte Sabotino, Distilleria Zanin (Veneto, Italia)
Rassegna di Grappe, Distillati e Acqueviti, Grappa Barricata 10 Anni Monte Sabotino, Grappa di Prosecco, Grappa di Franciacorta Riserva, Grappa di Franciacorta, Distillato di Malvasia… [continua]
 Wine Parade



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  Editoriale Numero 48, Gennaio 2007   
Arrivano i Trucioli!Arrivano i Trucioli! La Posta dei LettoriLa Posta dei Lettori  Sommario 
Numero 47, Dicembre 2006 Numero 49, Febbraio 2007

Arrivano i Trucioli!


 Nell'editoriale pubblicato nel numero 44 di settembre 2005, si parlava della probabile promulgazione di un nuovo decreto dell'Unione Europea circa la possibilità di impiegare i trucioli di legno nella produzione dei vini. La notizia ha fatto molto scalpore in Italia e in altri paesi dell'Unione, tanto da prevedere con questo nuovo provvedimento Comunitario, l'imminente invasione dei vini con il tanto “ricercato” aroma di legno. Un timore che ha giustamente allarmato gli appassionati della bevanda di Bacco. In uno scenario piuttosto affollato di così tanti vini “tutti simili, tutti uguali”, la possibilità di omologare ulteriormente le qualità organolettiche dei vini, oltre tutto con un metodo molto discutibile, non poteva certamente fare felici tutti quelli che rispettano il vino, la sua cultura e tradizione. Insomma, i timori non erano infondati. Il provvedimento prevedeva inizialmente l'uso dei trucioli di legno anche nei cosiddetti “vini di qualità”, cioè quelli appartenenti alle denominazioni che dovrebbero - di fatto - assicurare non solo la provenienza dei vini, ma anche la loro qualità. In un certo senso, un bel paradosso!

 

 Che ognuno sia libero di scegliere il proprio vino, non c'è dubbio, ma non c'è nemmeno il minimo dubbio che ognuno ha il diritto di non scegliere quello che non condivide. Quello che molti giustamente auspicavano, non era tanto il ripensamento da parte dell'Unione Europea su questo provvedimento, quello che si auspicava era una maggiore chiarezza verso i consumatori, oltre a un maggiore rigore per la tutela dei prodotti di qualità. Se poi esistono dei consumatori che consapevolmente decidono di acquistare un vino prodotto con i trucioli perché è quello che desiderano, non c'è niente di male: de gustibus non disputandum est. Se esistono consumatori e produttori che preferiscono i vini prodotti con i trucioli, questo è un loro problema, tuttavia questo non deve diventare anche il problema di chi decide di non preferire questi vini. Č una questione di chiarezza e di correttezza oltre che di onestà. I sostenitori di questo provvedimento, asserivano che era necessario alla competitività di mercato dei vini europei nei confronti di quelli del Nuovo Mondo, dove questa pratica è ammessa e consente di produrre vini con un innegabile minore costo.

 L'11 ottobre 2006 - come era nelle previsioni - la Commissione Europea ha reso esecutivo il nuovo regolamento e pertanto anche in Europa è ammesso l'uso dei trucioli di legno per la produzione dei vini. In realtà, nella sua forma, il nuovo regolamento ha accontentato i produttori che intendono fare uso di questa tecnica e, nel contempo, tutelando il diritto di scelta e di informazione dei consumatori. Il Regolamento N. 1507/2006 dell'11 ottobre 2006 stabilisce infatti l'uso dei trucioli di quercia nella produzione dei vini, obbligando i produttori che decidono di utilizzare questa tecnica di indicarlo in etichetta. Questa è certamente una buona notizia. In questo modo si garantisce il diritto di scelta dei consumatori, pur tuttavia confidando nell'onestà del produttore e nella speranza che si prevedano norme e procedure tali da evitare frodi. Ed è proprio sull'onestà del produttore che ci si deve affidare - come sempre, del resto - poiché questo regolamento lo obbliga a trascrivere, in un apposito registro e nei documenti di accompagnamento, l'eventuale uso di trucioli di legno nella produzione.

 Inizialmente, l'orientamento dell'Italia era quello di consentire l'uso dei trucioli unicamente per la produzione dei vini da tavola, mentre non era previsto l'uso per i vini appartenenti alle categorie superiori (IGT, DOC e DOCG). Il 2 novembre scorso è stato firmato l'apposito decreto dal Ministro per le Politiche Agricole e Forestali Paolo De Castro che recepisce il nuovo Regolamento Europeo e nel quale si scopre che, oltre ai vini da tavola, in Italia sarà consentito l'uso dei trucioli di legno anche nei vini a Indicazione Geografica Tipica (IGT). Il decreto vieta l'uso dei trucioli in tutti i vini VQPRD (Vini di Qualità Prodotti in Regione Determinata), cioè nei vini a Denominazione d'Origine Controllata (DOC) e Denominazione d'Origine Controllata e Garantita (DOCG). Una scelta che - di fatto - rappresenta la tutela dei vini di qualità e l'accoglimento della richiesta che alcuni produttori hanno avanzato nell'esercitare la libertà di scelta, così da potere competere “ad armi pari” con i produttori dei paesi del Nuovo Mondo dove questa tecnica è consentita.

 Vediamo in dettaglio cosa prevede il nuovo Regolamento Europeo. Innanzitutto la possibilità di usare i trucioli nell'elaborazione così da trasmettere al vino alcuni costituenti contenuti nel legno di quercia. Il tipo di legno ammesso per l'elaborazione dei vini deve provenire esclusivamente da alberi appartenenti al genere quercus, lasciati allo stato naturale oppure riscaldati in modo definito leggero, medio o forte, senza avere subito processi di combustione, nemmeno in superficie, non devono essere carbonacei né friabili al tatto e non devono avere subito trattamenti chimici, enzimatici o fisici diversi dal riscaldamento. Inoltre, i pezzi di legno non devono liberare sostanze in concentrazioni tali da comportare eventuali rischi per la salute e ogni eventuale trattamento deve essere indicato in un apposito registro. Le dimensioni di almeno il 95% dei trucioli utilizzati per l'elaborazione del vino deve essere maggiore di 2 millimetri. Il Regolamento riconosce che l'uso dei trucioli di legno, poiché conferiscono al vino qualità organolettiche simili a quelli elaborati in botti di quercia, rende difficile per il consumatore stabilire con quale metodo sia stato prodotto un determinato vino.

 Pur riconoscendo che l'uso dei trucioli di legno consente la produzione di vino con costi minori - eventualmente incidendo anche sul prezzo di vendita - il Regolamento riconosce che questa pratica può tuttavia trarre in inganno il consumatore ed è quindi opportuno adottare misure tali da garantire chiarezza e informazione sul tipo di vino. Nelle etichette dei vini prodotti con questa tecnica si dovrà quindi indicare l'origine e le specie botaniche di quercia con le quali si sono prodotti i trucioli, l'intensità dell'eventuale riscaldamento e le condizioni di conservazione. Č vietato usare nell'etichetta qualunque dicitura prevista per i vini fermentati o maturati in botte, come per esempio “fermentato in botte” o “maturato in barrique”. Il nuovo Regolamento - tutto sommato - lascia soddisfatti sia i consumatori sia i produttori, garantendo la scelta di entrambi. Si lascia quindi la libera scelta al produttore di fare uso dei trucioli - ma solo su certe categorie di vini - obbligandolo alla chiarezza verso il consumatore che, a quel punto, eserciterà il proprio diritto di scelta. Adesso non resterà che attendere le conseguenze di questo regolamento e vedere quanti e quali vini passeranno dalla tradizionale botte ai più economici trucioli di quercia, allettati dall'opportunità di creare un vino “aromatizzato al legno” con costi ridotti. Staremo a vedere, ma a patto che ci consentiranno di vedere con chiarezza, garantendo a noi consumatori sia il diritto di informazione, sia la tutela verso chi - c'è da scommetterci - sta già pensando a eventuali frodi e a farla franca in un mondo tanto superficiale dove i “furbi” sono sempre in agguato. Fatta la legge, trovato l'inganno…

 



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La Posta dei Lettori


 In questa rubrica vengono pubblicate le lettere dei lettori. Se avete commenti o domande da fare, esprimere le vostre opinioni, inviate le vostre lettere alla redazione oppure utilizzare l'apposito modulo disponibile nel nostro sito.

 

Ho una piccola vigna dalla quale raccolgo le uve per produrre vino bianco che faccio fermentare e maturare in una vasca d'acciaio. Quanti travasi sono necessari prima di imbottigliarlo?
Giuseppe Berveglieri -- Imola (Italia)
I travasi sono operazioni fondamentali che consentono di migliorare la qualità e la stabilità di un vino. La loro funzione primaria è quella di separare la frazione liquida - il vino - dalle parti solide - la feccia - che si deposita naturalmente sul fondo dei contenitori. Il contatto del vino con le proprie fecce non sempre è consigliabile, poiché spesso sono causa di difetti, odori e sapori sgradevoli, pertanto è sempre consigliabile provvedere a effettuare dei travasi periodici. Il travaso favorisce inoltre la chiarificazione spontanea del vino. Un vino non travasato presenta infatti una maggiore difficoltà di sedimentazione delle parti solide in sospensione. I metodi di travaso sono due: travaso all'aria (detto anche travaso aperto) e travaso al riparo dell'aria (detto anche travaso chiuso). Il primo metodo consente al vino di ossigenarsi e di liberarsi dai cattivi odori che si potrebbero sviluppare durante la maturazione, mentre il secondo è preferibile per i vini leggeri e che mostrano una particolare tendenza all'ossidazione. In termini generali, i vini bianchi sono travasati tre volte prima dell'imbottigliamento. Il primo travaso si effettua generalmente dopo circa due settimane dalla svinatura, così da favorire la completa fermentazione degli zuccheri prima dell'arrivo della stagione fredda e per evitare il contatto con la feccia. Il secondo travaso si effettua verso la fine di novembre-metà dicembre, così da sfruttare l'arrivo delle temperature fredde che favoriscono la sedimentazione delle parti solide e l'illimpidimento del vino. Il terzo e ultimo travaso si effettua nel periodo di fine febbraio-metà marzo, prima dell'arrivo della stagione primaverile e del conseguente aumento della temperatura.



Qual è la differenza fra il Riesling Renano e il Johannisberg Riesling diffuso negli Stati Uniti d'America?
Nicholas Ladson -- Atlanta (USA)
Il Riesling Renano è considerata l'uva più pregiata della Germania e fra le più pregiate del mondo. Il Riesling - grazie alle sue qualità - consente la produzione di vini bianchi che ben sopportano molti anni di affinamento in bottiglia ed è una delle principali uve utilizzate in Germania e in Austria per la produzione degli Icewines. Data la sua ampia diffusione, il Riesling Renano è oggi considerato un'uva internazionale ed è coltivata in molti paesi vinicoli del mondo, fra questi gli Stati Uniti d'America. Si ritiene che alcuni immigranti tedeschi che arrivarono negli Stati Uniti d'America verso la fine del diciannovesimo secolo, portarono con loro alcune piante di Riesling Renano. A causa della confusione che si verificò relativamente al nome di quest'uva, decisero di chiamarla Johannisberg Riesling, così da riconoscere all'uva un'appartenenza e un'identità tedesca. La coltivazione del Riesling Renano iniziò negli Stati Uniti d'America nelle aree dei Finger Lakes e del Lago Erie, nella parte orientale del paese, dove ancora oggi è molto diffusa. La coltivazione del Johannisberg Riesling in California iniziò nel 1857, seguita nel 1871 dallo stato di Washington.



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Sauternes - BarsacSauternes - Barsac  Sommario 
Numero 47, Dicembre 2006 Numero 49, Febbraio 2007

Sauternes - Barsac

Situati nelle Grave dell'area vinicola di Bordeaux, Sauternes e Barsac sono considerati in tutto il mondo i migliori produttori di vini dolci da uve affette dalla Botrytis Cinerea

 I vini dolci hanno sempre suscitato un forte interesse e fascino fra gli appassionati di vino di tutti i tempi. Considerati rari e raffinati, questi nettari divini hanno sempre goduto di un esclusivo prestigio anche per il fatto che erano prevalentemente presenti nelle tavole dei nobili, quindi molto costosi e lontani dalle possibilità della gente comune. Per molti aspetti, i vini dolci di qualità godono ancora oggi dello stesso fascino e prestigio che li hanno accompagnati nel corso della loro storia, a partire dagli albori dell'enologia. Fra i tanti vini dolci che nel corso della storia hanno regalato emozioni al palato degli uomini, quelli prodotti a Sauternes e a Barsac conservano ancora oggi intatta la loro fama e tutto il loro prestigio. Considerati fra i migliori vini dolci del mondo, gli straordinari vini di Sauternes e Barsac - le due celebri località delle Grave di Bordeaux - sono il risultato di condizioni climatiche e ambientali uniche, oltre agli effetti della pourriture noble - cioè la muffa nobile come la chiamano i francesi - sugli acini delle uve Sémillon, Sauvignon Blanc e Muscadelle.

L'area di produzione del Sauternes -
Barsac
L'area di produzione del Sauternes - Barsac

 La storia racconta che i primi vini prodotti con uve affette dalla muffa nobile Botrytis Cinerea risalgono al 1650 in Ungheria, nell'area del Tokaj, e la “scoperta” è attribuita a Máté Szepsi Laczkó, il prete delle tenute di proprietà di Zssuzsanna Lorántfly, che era inoltre responsabile della produzione di vino e della cura dei vigneti. Per quanto riguarda la produzione dei vini dolci nell'area di Sauternes e Barsac, non esistono invece notizie certe e attendibili relativamente all'inizio della loro produzione, né tanto meno quando si è iniziato a produrre vini con le uve affette dalla Botrytis Cinerea. Una delle notizie più antiche circa la produzione di vini dolci in quest'area risale al 1660. In un documento nel quale si racconta la vendemmia del 1660 nelle proprietà del celebre Château d'Yquem, si fa riferimento a dettagli che lascerebbero pensare, pur senza provarlo, che i vini di quell'annata furono probabilmente dolci, anche se è impossibile stabilire se le uve fossero affette dalla Botrytis Cinerea.

 La produzione dei vini dolci a Sauternes era comunque consolidata già a partire dal XVIII secolo, quando fra i più celebri estimatori si annoverava Thomas Jefferson, il terzo presidente degli Stati Uniti d'America. Documenti dell'epoca confermano infatti che Thomas Jefferson era solito acquistare i vini dolci prodotti a Château d'Yquem. In occasione della celebre Classificazione di Bordeaux del 1855, Sauternes fu l'unica area vinicola al di fuori del Médoc ad essere inclusa. Undici châteaux furono classificati come Premier Cru, quindici come Deuxième Cru, mentre all'apice della classificazione del Sauternes, fu creata la speciale denominazione di Premier Grand Cru riservata esclusivamente per il celebre Château d'Yquem: un caso unico in tutta Bordeaux. Nonostante il prestigio che la classificazione può conferire agli Château che vi appartengono, oggi si può sostenere che questo sistema non è molto attendibile, poiché ci sono molti Château non inclusi nella classificazione del 1855 che con i loro vini hanno saputo dimostrare di essere straordinari produttori.

 

 La produzione dei vini dolci di Sauternes e Barsac è fortemente influenzata dalle condizioni meteorologiche dell'annata e non sempre si verificano i giusti presupposti per il corretto e proficuo sviluppo della pourriture noble, la muffa nobile. A causa delle condizioni poco favorevoli che si verificano in certi anni, i produttori decidono infatti di non produrre i loro vini dolci, quando le uve non sono considerate di qualità sufficiente, proprio per non ledere alla loro reputazione e alla qualità dei loro vini. In queste annate sfavorevoli, le uve sono solitamente destinate alla produzione di vini bianchi da tavola classificati con la generica denominazione Bordeaux AC. Questo tipo di “rischio” convinse molti produttori a sostituire le uve dei propri vigneti con le più “affidabili” varietà rosse, segnando il declino dei vini di Sauternes anche a causa di minore richiesta e interesse per questo tipo di vini. Si dovrà attendere la fine degli anni 1970 e gli anni 1980 per rivedere un certo interesse nei vini di Sauternes, quando alcuni caparbi produttori ricominciarono a investire e a credere fortemente in quel mito che per secoli aveva dato lustro ai vini dolci di Francia. Nell'arco di pochi anni i vini di Sauternes tornarono alla ribalta: un rinnovato successo che stupisce gli appassionati di vino nel mondo, oggi esattamente come nei tempi passati.

 

Classificazione del Sauternes e Barsac

 I vini di Sauternes e Barsac sono classificati in accordo al sistema di qualità francese Appellation d'Origine Contrôlée (AOC). Il prestigio dei vini di Sauternes era già affermato nel 1800, tanto da meritare l'inclusione nella celebre classificazione del 1855 del Médoc: un fatto eccezionale visto che Sauternes si trova all'interno della grande regione vinicola delle Graves. Nel 1855, in occasione dell'esposizione universale di Parigi, l'imperatore Napoleone III chiese alla camera di commercio di Bordeaux di classificare i migliori vini della zona. Il compito fu affidato ai negozianti di Bordeaux che basarono ampiamente il loro lavoro in base al prezzo di vendita dei singoli Châteaux, ritenuto, a loro giudizio, un affidabile criterio di qualità. Oltre a classificare i vini del Médoc, i negozianti di Bordeaux decisero di includere anche i celebri vini dolci di Sauternes, definendo tre specifiche categorie. La classe più elevata corrisponde a Premier Grand Cru (o Premier Crus Supérieur) esclusivamente riservata a Château d'Yquem. La classe successiva è Premier Cru e comprende 11 Châteaux: Château Climens, Château Clos Haut-Peyraguey, Château Coutet, Château Guiraud, Château Lafaurie-Peyraguey, Château Rabaud-Promis, Château de Rayne-Vigneau, Château Rieussec, Château Sigalas-Rabaud, Château Suduiraut e Château La Tour-Blanche. La terza e ultima classe è Deuxième Cru e comprende 15 Châteaux: Château d'Arche, Château Broustet, Château Caillou, Château Doisy-Daëne, Château Doisy-Dubroca, Château Doisy-Védrines, Château Filhot, Château Lamothe-Despujols, Château Lamothe-Guignard, Château de Malle, Château de Myrat, Château Nairac, Château Romer, Château Romer du Hayot e Château Suau.

 

Zone di Produzione

 L'area vinicola di Sauternes e Barsac si trova nella parte meridionale della regione vinicola di Bordeaux, all'interno della vasta area delle Graves, a circa 40 chilometri a sud-est dalla città di Bordeaux. I vini appartenenti a questa Appellation d'Origine Contrôlée sono esclusivamente prodotti in cinque comuni: Sauternes, Barsac, Bommes, Fargues e Preignac. Di questi cinque comuni, Sauternes e Barsac sono i più celebri e proprio da qui provengono i migliori vini dolci di tutta la denominazione. Nonostante il comune di Barsac appartenga alla denominazione Sauternes, i vini di questo comune possono essere in realtà classificati come Barsac AOC. I produttori possono quindi scegliere se indicare nell'etichetta l'una o l'altra denominazione, tuttavia i produttori più prestigiosi di questo comune preferiscono identificare i propri vini con la denominazione Barsac AOC. Sia Sauternes sia Barsac producono straordinari vini dolci da uve affette dalla Botrytis Cinerea - qui conosciuta con il nome di pourriture noble - tuttavia i vini di Barsac differiscono generalmente da quelli di Sauternes per la minore struttura e per la maggiore finezza.

 

Produzione del Sauternes

 La produzione dei vini di Sauternes, dolci nettari d'uva capaci di affascinare qualunque appassionato di vini nel mondo, sono il risultato una serie di fattori ambientali, climatici e naturali unici e irripetibili, non da ultimo, l'intervento dell'uomo sulla qualità finale del prodotto. Nonostante svolga un ruolo essenziale e insostituibile, la muffa nobile non è sufficiente per fare del Sauternes un vino raffinato ed elegante, un vino dolce che non ha pari in tutto il mondo. Tipo di suolo, clima e condizioni ambientali adatte per il giusto sviluppo della Botrytis Cinerea senza che questa degeneri in muffa ignobile e le giuste uve, sono solamente alcuni dei fattori essenziali per la produzione del Sauternes. E poi c'è il lavoro dell'uomo. La produzione di un grande Sauternes è imprescindibile dalle pratiche rigorose e pazienti, senza compromessi, probabilmente come nessun altro vino al mondo. I migliori Sauternes sono infatti prodotti con uve coltivate con rese per ettaro molto basse, rigorosamente raccolte a mano, un'operazione che si ripete anche per ben 12 volte nell'arco di una stagione, così da raccogliere - ogni volta - solamente i grappoli che hanno caratteristiche perfette di maturazione e di sviluppo della pourriture noble.

 Il Sauternes è prodotto prevalentemente con uva Sémillon, alla quale si aggiunge una parte di Sauvignon Blanc e - occasionalmente - piccole quantità di Muscadelle. Il Sémillon, molto diffuso in tutta l'area di Bordeaux, sembra essere perfetto per la produzione di vini botritizzati, cioè prodotti con uve affette dalla Botrytis Cinerea. Grazie alla sua buccia sottile, il Sémillon è infatti particolarmente sensibile agli attacchi della muffa nobile che con estrema facilità riesce a penetrare all'interno degli acini, conferendo il tipico aspetto “arrostito”. Il Sémillon ha tuttavia il “difetto” di tendere facilmente alla sovrapproduzione, diminuendo drasticamente la qualità finale del vino. Per questo motivo sono necessarie rigorose pratiche colturali così da limitare la produzione del Sémillon e garantire livelli qualitativi elevati. Anche il Sauvignon Blanc - molto più diffuso nella regione di Bordeaux e presente nel Sauternes in quantità inferiori rispetto al Sémillon - è particolarmente sensibile agli attacchi della Botrytis Cinerea, conferendo inoltre al celebre nettare dolce di questa terra, aromi e acidità: due qualità che rendono il Sauternes affascinante al naso ed equilibrato in bocca.

 La ricetta ufficiale del Sauternes include anche l'uva Muscadelle, tuttavia questa non sempre è utilizzata dai produttori nei loro vini. Esattamente come il Sémillon e il Sauvignon Blanc, il Muscadelle è sensibile agli attacchi della pourriture noble, una caratteristica che nell'area di Sauternes è certamente benvenuta. A causa dei suoi aromi intensi, il Muscadelle - quando è usato nei Sauternes - generalmente non supera il 5%, proprio per non coprire eccessivamente le qualità organolettiche delle altre due uve. La composizione delle uve nei vini di Sauternes varia in accordo all'annata, le condizioni meteorologiche e, ovviamente, le scelte e lo stile di ogni singolo produttore. In termini generali, il Sémillon è l'uva principale e che può raggiungere l'80% mentre la parte minore è riservata al Sauvignon Blanc e, ancora più marginalmente, al Muscadelle. La produzione del Sauternes presenta sempre dei rischi, esattamente come per qualunque altro vino prodotto con uve affette dalla muffa nobile.

 L'arrivo della muffa nobile nei vigneti è sempre motivo di preoccupazione per ogni produttore, anche per quelli che producono vini con le uve affette da questo fungo. Il corretto sviluppo della Botrytis Cinerea per la produzione di questi vini, richiede umidità al mattino per consentire lo sviluppo della muffa, pomeriggi assolati e secchi per evitare il suo eccessivo sviluppo: una condizione che non sempre si verifica. Capita infatti che quando le condizioni meteorologiche dell'annata sono caratterizzate da eccessiva umidità, la Botrytis Cinerea si sviluppa eccessivamente e si trasforma in muffa grigia o, peggio ancora, in marciume, compromettendo irreparabilmente l'intero raccolto. Altre volte ancora, la muffa nobile si sviluppa molto tardivamente, aumentando ulteriormente i rischi per il produttore, poiché costretti a raccogliere le uve più tardi, con il rischio del peggioramento delle condizioni meteorologiche - grandine e pioggia in particolare - tali da compromettere l'intero raccolto.

 I migliori Sauternes provengono sempre da vigneti con bassissime rese per ettaro e raccolte manualmente. In genere le uve sono raccolte in fasi distinte, controllando i singoli grappoli nel vigneto e raccogliendo solamente quelli che presentano le giuste qualità di maturazione e di sviluppo della muffa nobile, lasciando invece sulla pianta i grappoli che necessitano ancora di tempo per raggiungere la condizione perfetta per la produzione di Sauternes. Alcuni produttori arrivano anche a ripetere questa operazione per ben dodici volte - solitamente da ottobre a novembre - una pratica seguita solamente dai migliori produttori. Le uve sono quindi pigiate e il mosto è lasciato fermentare in botte. A causa dell'alta concentrazione di zuccheri, la fermentazione risulta difficoltosa e richiede tempi molto lunghi, spesso anche un anno. La fermentazione si interrompe in modo “naturale”, quando la quantità di alcol prodotta è tale da uccidere i lieviti - anche a causa della presenza della Botrytis Cinerea - e poiché la concentrazione di zucchero è piuttosto elevata, nel vino sarà comunque presente una consistente quantità di zuccheri residui non fermentati. Al termine della fermentazione, il Sauternes viene lasciato maturare in botte per circa due o tre anni prima di essere imbottigliato.

 Le uve che non raggiungono i giusti requisiti per la produzione del Sauternes - una condizione frequente nelle annate meno favorevoli - sono generalmente utilizzate per la produzione di vini da tavola secchi e commercializzati con la generica denominazione Bordeaux AOC oppure Bordeaux Supérieur AOC. Negli anni 1980, con lo scopo di produrre vini di maggiore qualità dalle annate meno favorevoli, in particolare quelle eccessivamente umide, alcuni produttori hanno iniziato a utilizzare la crioestrazione del mosto. Il processo consiste nel sottoporre le uve a basse temperature, generalmente -7° C. Raggiunta questa temperatura, le uve sono immediatamente pigiate evitando l'estrazione dell'acqua - nella forma di ghiaccio - aumentando quindi la concentrazione del mosto. Il risultato è simile a quello che si ottiene naturalmente in Germania e in Austria nella produzione degli icewines, quando le uve sono raccolte in inverno e con temperature inferiori a 0° C.

 




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Barbera a ConfrontoBarbera a Confronto I Vini del MeseI Vini del Mese  Sommario 
Numero 47, Dicembre 2006 Numero 49, Febbraio 2007

Barbera a Confronto

Da uva considerata adatta solamente alla produzione di vini ordinari a uva consacrata all'olimpo dell'enologia, la Barbera è oggi uno dei vini più importanti d'Italia

 La storia della Barbera - sia dell'uva, sia dei vini che con essa si producono - assomiglia molto a una favola a lieto fine, una sorta di Cenerentola che, da una condizione umile e subalterna, si ritrova, come per magia, a diventare la favorita del principe, arrivando al suo palazzo su una carrozza tutta d'oro. Fino a poco più di venti anni fa, parlare di Barbera significava infatti fare riferimento a un vino umile e ordinario, uno di quelli che si producevano in grandi quantità senza curarsi affatto della qualità, un vino modesto per tutti i giorni senza pretendere altro. In fin dei conti, vista la tendenza del Barbera a produrre copiosi raccolti e ad adattarsi nei diversi tipi di terreno, produrre vino in grandi quantità non era certamente difficile. Con il tempo le cose cambiarono grazie ad alcuni produttori “pionieri e anticonformisti”, convinti che da quell'uva così aspra e tenace si potesse ricavare un vino nobile e pregiato, un vino capace di sorprendere per la sua classe ed eleganza, qualcosa che sembrava - all'apparenza - impossibile ottenere con il Barbera.

 E invece l'impossibile è accaduto e oggi la Barbera è a pieno titolo uno dei vini più rappresentativi dell'enologia piemontese e italiana. Adottando criteri viticolturali di qualità e pratiche enologiche rigorose, oggi la Barbera è uno di quei vini che possono confrontarsi senza timore con i grandi vini del mondo, riuscendo perfino a vincere la sfida. Con la sua caratteristica acidità - qualcosa di ben diverso, per esempio, dalla morbidezza del Merlot - il Barbera è un'uva capace di produrre vini di grande struttura, anche sostenuta dalla sua ricchezza di tannini, con colori intensi e trasparenze quasi impenetrabili alla luce, eleganza di aromi che con il tempo raggiungono un carattere di complessità che è tipico solamente dei grandi vini. Data la sua acidità e il suo contenuto di tannini, l'uva Barbera è particolarmente adatta alla maturazione in botte - molto spesso nella barrique - processo durante il quale il vino acquisisce una maggiore grazia ed eleganza, fino a raggiungere un ottimo equilibrio organolettico grazie anche all'adeguata presenza di alcol.

 

I Vini della Degustazione

 L'uva Barbera è una delle varietà più diffuse del Piemonte - sua terra d'origine - e la sua presenza è molto importante anche in altre regioni italiane, come la Lombardia, Emilia Romagna, Veneto, Umbria e Sardegna. Robusti e imponenti, i vini Barbera in purezza si fanno riconoscere per la loro personalità. L'uva Barbera si riconosce inoltre anche quando è utilizzata insieme ad altre uve: la sua piacevole e tipica acidità è sempre inconfondibile e contribuisce in modo determinante a rendere un vino più vivo e particolare. Ovviamente l'acidità non è l'unica qualità interessante della Barbera. Il profilo olfattivo della Barbera riserva infatti ottime sorprese: caratterizzato in gioventù da aromi di frutti rossi e neri e di fiori, con il tempo sviluppa aromi estremamente complessi e balsamici, di grande eleganza e finezza. Grazie all'acidità e al contenuto di polifenoli, unitamente all'alcol, i vini Barbera possono sostenere lunghi periodi di affinamento in bottiglia, conferendo al vino un carattere più rotondo e meno “ruvido”, dove la freschezza, che sarà sempre evidente, si farà più mite in favore della morbidezza.

Le tre Barbera della nostra degustazione comparativa
Le tre Barbera della nostra degustazione comparativa

 I vini selezionati per la nostra degustazione comparativa sono prodotti in tre diverse aree del Piemonte: Asti, Monferrato e Alba, le tre zone più tipiche per la produzione della Barbera. Lo scopo della degustazione comparativa sarà quello di comprendere le qualità organolettiche identificative della Barbera, le differenze fra i tre vini e l'influsso del legno. Il primo vino selezionato per la degustazione è la Barbera del Monferrato Superiore Bricco Battista di Accornero, maturata in barrique per circa 18 mesi. Il secondo vino è la Barbera d'Alba Marun di Matteo Correggia, maturata per circa 20 mesi in botte. L'ultimo vino della nostra degustazione comparativa è la Barbera d'Asti Costamiole di Prunotto, maturata per 12 mesi in barrique, un periodo inferiore rispetto ai due vini precedenti. I tre vini saranno degustati a una temperatura di 18° C, così da favorire sia lo sviluppo aromatico sia la giusta valutazione delle qualità gustative, in particolare la freschezza. Per la nostra degustazione comparativa, come di consueto, utilizzeremo tre calici ISO.

 

Esame Visivo

 Le qualità visive dei vini prodotti con l'uva Barbera dipendono - come per ogni altro vino - dalle tecniche di vinificazione, dalla qualità delle uve e dal tempo di maturazione. L'uva Barbera è ricca di sostanze coloranti pertanto la trasparenza dei suoi vini - quelli di qualità, prodotti con criteri viticolturali di basse rese per ettaro - sarà piuttosto bassa, spesso anche impenetrabile alla luce. Il colore dei Barbera può variare dal rosso rubino intenso e brillante fino a raggiungere tonalità rosso granato intenso. Le sfumature della Barbera assumono gli stessi colori della tonalità: in gioventù saranno caratterizzate da evidenti colori rosso rubino fino a raggiungere rosso granato. Dopo molto anni di maturazione in bottiglia - che nella Barbera può essere anche di oltre 10 anni - la sfumatura può assumere una tonalità rosso aranciato.

 Il primo vino del quale valuteremo l'aspetto è il Barbera d'Alba Marun di Matteo Correggia. Inclinando il calice sopra una superficie bianca - come, per esempio, un foglio di carta o una tovaglia bianca - valuteremo, alla base del calice, la tonalità del colore. Si osserverà un colore rosso intenso con una trasparenza piuttosto bassa e, osservando il bordo della massa liquida verso l'apertura del calice, si noteranno delle sfumature rosso rubino. Anche il colore della Barbera d'Alba Costamiole di Prunotto è molto simile al vino precedente - rosso rubino intenso - mostrando tuttavia delle sfumature rosso granato. Anche in questo vino la trasparenza è piuttosto bassa, confermando il buon contenuto di sostanze coloranti nell'uva Barbera. Passiamo ora alla valutazione visiva dell'ultimo dei tre vini: Barbera del Monferrato Superiore Bricco Battista di Accornero. Mantenendo il calice inclinato sopra una superficie bianca e osservando la base del calice, si noterà un colore rosso rubino scuro, piuttosto cupo, con sfumature rosso granato. Si noti come in questo vino la trasparenza è piuttosto ridotta, praticamente impenetrabile alla luce.

 

Esame Olfattivo

 I vini prodotti con uva Barbera offrono al naso del degustatore, un profilo aromatico molto interessante, di frutti e fiori freschi ma che diventano piuttosto complessi dopo un paziente affinamento in bottiglia di qualche anno. Fra gli aromi di frutta più caratteristici della Barbera troviamo certamente la ciliegia - che in certi casi assume anche le sfumature di amarena - prugna e mora, mentre fra le percezioni floreali più tipiche troviamo la violetta. A causa delle sue qualità organolettiche, in particolare l'acidità e l'astringenza, l'uva Barbera è generalmente fermentata o maturata in botte - spesso anche in barrique - pertanto in questi vini si percepiranno anche aromi terziari, come vaniglia, liquirizia, tabacco, cioccolato, caffè, cacao, così come aromi balsamici di mentolo ed eucalipto. Dopo alcuni anni di affinamento in bottiglia, gli aromi di frutta tendono ad assumere le qualità di confettura e non è raro trovare aromi complessi di cuoio.

 

 Inizieremo la valutazione olfattiva dalla Barbera del Monferrato Superiore Bricco Battista di Accornero. Mantenendo il calice in posizione verticale e senza rotearlo, cominceremo l'esame dalla valutazione del aromi di apertura. La prima olfazione consentirà la percezione degli aromi di amarena, prugna e violetta. Si procederà ora a roteare il calice così da consentire un'opportuna ossigenazione del vino favorendo lo sviluppo degli altri aromi, quindi si effettuerà la seconda olfazione. Questo secondo esame consente di percepire gli aromi di mirtillo, vaniglia, liquirizia, tabacco, carruba e macis oltre a una piacevole ed elegante sfumatura di cioccolato. Notare l'effetto della maturazione in legno in questo vino - circa 18 mesi in barrique - conferendo aromi terziari ben presenti nel quadro organolettico senza coprire l'equilibrio e le qualità primarie della Barbera. Passiamo ora al secondo vino della nostra degustazione: Barbera d'Asti Costamiole di Prunotto.

 Gli aromi di apertura, valutati mantenendo il calice in posizione verticale e senza rotearlo, saranno caratterizzati da ciliegia, prugna, mirtillo e vaniglia, mentre la seconda olfazione - dopo avere roteato il calice - completerà il quadro aromatico con mora, ribes, ciclamino, tabacco, liquirizia e cacao seguite da piacevoli ed eleganti sfumature di macis, mentolo e chiodo di garofano. Si noti anche in questo caso come l'apporto del legno - 12 mesi in barrique - conferisca al vino piacevoli aromi terziari senza disturbare la percezione e l'equilibrio degli altri aromi. Gli aromi di apertura del terzo vino della nostra degustazione comparativa - Barbera d'Alba Marun di Matteo Correggia - saranno caratterizzati da aromi di amarena, prugna e violetta, tipico della Barbera e simili ai due vini precedenti. Dopo avere roteato il calice, procederemo con la seconda olfazione che consentirà di percepire aromi di mirtillo, mora, vaniglia, liquirizia, tabacco ed eucalipto, seguiti da eleganti accenni di pepe nero, noce moscata e cacao.

 

Esame Gustativo

 I vini prodotti con l'uva Barbera possiedono qualità organolettiche piuttosto particolari, che conferiscono al vino una personalità tutta propria. La possente personalità della Barbera si ritrova anche nel gusto, così diverso e particolare rispetto al concetto che normalmente si ha di vino rosso. Due sono le qualità gustative della Barbera e che rendono questi vini particolari: imponente struttura e apprezzabile freschezza. L'apprezzabile acidità della Barbera è infatti una qualità piuttosto insolita che potrebbe lasciare sorpresi, tuttavia è una qualità molto interessante e che richiede adeguati fattori organolettici così da essere equilibrata, come alcol e morbidezza conferita dalla maturazione in legno, necessari anche all'equilibrio dell'astringenza. La Barbera è infatti caratterizzata da una astringenza piuttosto marcata, pertanto la maturazione in legno e il successivo affinamento in bottiglia, sono sempre pratiche utili con i vini prodotti con quest'uva.

 Inizieremo la valutazione gustativa dalla Barbera del Monferrato Superiore Bricco Battista di Accornero: l'attacco tannico anticipa la notevole struttura di questo vino, una sensazione che sarà poi seguita dall'apprezzabile freschezza: qualità che sono perfettamente equilibrate sia dall'alcol sia dalla maturazione in barrique. Anche l'attacco del secondo vino della nostra degustazione comparativa - Barbera d'Asti Costamiole di Prunotto - è caratterizzato da una sensazione piuttosto tannica e da piacevole freschezza che lasceranno poi spazio alla percezione della sensazione pseudocalorica dell'alcol e la piacevole morbidezza: un vino di grande struttura con eccellente equilibrio. Passiamo ora alla valutazione gustativa del terzo vino: la Barbera d'Alba Marun di Matteo Correggia. L'attacco di questo vino - esattamente come i due vini precedenti - sarà caratterizzato da una evidente astringenza prodotta dai tannini presenti nel vino e una piacevole ed equilibrata freschezza, anche questa tipica della Barbera. L'eccellente equilibrio di questo vino - di notevole struttura - è assicurato dall'alcol e dalla morbidezza conferita dalla maturazione in botte.

 

Considerazioni Finali

 Le tre Barbera selezionate per la nostra degustazione comparativa esprimono pienamente le qualità di questa eccellente uva piemontese, pur conservando la tipicità delle zone dalle quali provengono. Il finale della Barbera del Monferrato Superiore Bricco Battista di Accornero è persistente lasciando in bocca dei piacevoli ricordi di amarena, prugna e mirtillo. Anche il finale del secondo vino - la Barbera d'Asti Costamiole di Prunotto - è persistente con piacevoli e raffinati ricordi di ciliegia, prugna e mora. Il finale dell'ultimo vino, la Barbera d'Alba Marun di Matteo Correggia è persistente con lunghi ed eleganti ricordi di amarena, prugna, mirtillo e mora. Si noti come in tutti e tre i vini la consistenza della struttura continui ad essere percepita dopo la deglutizione, compresa la piacevole sensazione di freschezza. La Barbera ha fatto molta strada, dopo una storia lunga di secoli e dopo avere subito le logiche deplorevoli delle produzioni di quantità dove la qualità non era mai prevista, quest'uva conferma oggi la sua grande eleganza e classe. Grazie alla tenacità e alla dedizione di molti produttori - come quelli dei vini della nostra degustazione comparativa - la Barbera è oggi considerata, con pieno merito, fra i migliori vini rossi d'Italia.

 






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I Vini del Mese


 

Legenda dei punteggi

Sufficiente    Abbastanza Buono    Buono
Ottimo    Eccellente
Vino eccellente nella sua categoria
Vino con buon rapporto qualità/prezzo
I prezzi sono da considerarsi indicativi in quanto possono subire variazioni a seconda del paese
e del luogo in cui vengono acquistati i vini




Barbera d'Asti Camp du Rouss 2004, Coppo (Piemonte, Italia)
Barbera d'Asti Camp du Rouss 2004
Coppo (Piemonte, Italia)
Uvaggio: Barbera
Prezzo: € 12,00 Punteggio:
Alla vista si presenta con un colore rosso rubino intenso e sfumature rosso porpora, poco trasparente. Al naso esprime aromi intensi, puliti e gradevoli che si aprono con note di ciliegia, prugna e ribes seguite da aromi di mirtillo, violetta, pepe rosa e vaniglia. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco tannico e piacevole freschezza, comunque equilibrato dall'alcol, buon corpo, sapori intensi. Il finale è persistente con ricordi di prugna e ciliegia. Barbera d'Asti Camp du Rouss matura per 12 mesi in barrique a cui seguono 4 mesi di affinamento in bottiglia.
Abbinamento: Paste ripiene, Stufati di carne con funghi, Carne arrosto



Carmignano Riserva Le Vigne Alte Montalbiolo 2001, Fattoria Ambra (Toscana, Italia)
Carmignano Riserva Le Vigne Alte Montalbiolo 2001
Fattoria Ambra (Toscana, Italia)
Uvaggio: Sangiovese (70%), Canaiolo Nero (20%), Cabernet Sauvignon (10%)
Prezzo: € 24,00 Punteggio:
Questo vino si presenta con un colore rosso rubino brillante e sfumature rosso granato, abbastanza trasparente. Al naso esprime aromi intensi, puliti, gradevoli e raffinati che si aprono con note di amarena, prugna e viola appassita seguite da aromi di mirtillo, mora, vaniglia, tabacco, liquirizia, cioccolato, cannella e mentolo. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco tannico e comunque equilibrato dall'alcol, buon corpo, sapori intensi, piacevole. Il finale è persistente con ricordi di amarena, prugna e mirtillo. Carmignano Riserva Le Vigne Alte Montalbiolo matura per 24 mesi in botte.
Abbinamento: Carne arrosto, Stufati e brasati di carne, Formaggi stagionati



Vin Santo di Carmignano 1999, Fattoria Ambra (Toscana, Italia)
Vin Santo di Carmignano 1999
Fattoria Ambra (Toscana, Italia)
Uvaggio: Trebbiano Toscano (90%), San Colombano (10%)
Prezzo: € 25,00 - 375ml Punteggio:
Alla vista si presenta con un colore giallo ambra intenso e sfumature giallo ambra, trasparente. Al naso esprime aromi intensi, puliti, gradevoli, raffinati ed eleganti che si aprono con note di uva passa, fico secco e mandorla seguite da aromi di albicocca secca, dattero, caramello, cuoio, caffè, canditi, miele, smalto e vaniglia. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco dolce e comunque equilibrato dall'alcol, corpo pieno, sapori intensi, piacevole morbidezza. Il finale è persistente con ricordi di uva passa, fico secco e mandorla. Un vino ben fatto. Vin Santo di Carmignano matura per 6 anni in piccoli caratelli da 50 litri.
Abbinamento: Formaggi piccanti e stagionati, Crostate di frutta secca e confettura



Franciacorta Rosé, Antica Fratta (Lombardia, Italia)
Franciacorta Rosé
Antica Fratta (Lombardia, Italia)
Uvaggio: Chardonnay, Pinot Nero
Prezzo: € 18,00 Punteggio:
Franciacorta Rosé si presenta con un colore rosa buccia di cipolla brillante e sfumature rosa buccia di cipolla, molto trasparente, perlage fine e persistente. Al naso esprime aromi intensi, puliti, gradevoli e raffinati che si aprono con note di ciliegia, lampone e crosta di pane seguite da aromi di fragola, banana, biancospino, mandarino, lievito, mela e pompelmo rosa. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco effervescente e fresco, comunque equilibrato dall'alcol, buon corpo, sapori intensi, piacevole. Il finale è persistente con ricordi di ciliegia, lampone e fragola. Franciacorta Rosé matura per almeno 24 mesi in bottiglia sui propri lieviti.
Abbinamento: Paste ripiene, Pesce arrosto, Carne bianca arrosto



Franciacorta Brut Millesimato 2001, Antica Fratta (Lombardia, Italia)
Franciacorta Brut Millesimato 2001
Antica Fratta (Lombardia, Italia)
Uvaggio: Chardonnay
Prezzo: € 20,00 Punteggio:
Questo Franciacorta si presenta con un colore giallo dorato chiaro e sfumature giallo paglierino, molto trasparente, perlage fine e persistente. Al naso esprime aromi intensi, puliti, gradevoli, raffinati ed eleganti che si aprono con note di mela, susina e banana seguite da aromi di nocciola, biancospino, pompelmo, crosta di pane, lievito, ananas, burro e pralina. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco effervescente e fresco, comunque equilibrato dall'alcol, buon corpo, sapori intensi, piacevole. Il finale è persistente con ricordi di mela, susina e pompelmo. Un vino ben fatto. Franciacorta Brut Millesimato matura in bottiglia sui propri lieviti per almeno 48 mesi.
Abbinamento: Pesce arrosto, Paste ripiene, Carne bianca arrosto



Chianti Classico 2005, Carpineto (Toscana, Italia)
Chianti Classico 2005
Carpineto (Toscana, Italia)
Uvaggio: Sangiovese (90%), Canaiolo Nero (10%)
Prezzo: € 9,00 Punteggio:
Questo Chianti Classico si presenta con un colore rosso rubino intenso e sfumature rosso rubino, abbastanza trasparente. Al naso rivela aromi intensi, puliti, gradevoli e raffinati che si aprono con note di prugna e amarena seguite da aromi di violetta, mora, mirtillo, carruba e vaniglia. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco tannico e comunque equilibrato dall'alcol, buon corpo, sapori intensi. Il finale è persistente con ricordi di amarena, prugna e mora. Questo Chianti Classico matura per 4-6 mesi in botte.
Abbinamento: Carne arrosto, Carne alla griglia, Stufati di carne con funghi



Vino Nobile di Montepulciano Riserva 2000, Carpineto (Toscana, Italia)
Vino Nobile di Montepulciano Riserva 2000
Carpineto (Toscana, Italia)
Uvaggio: Prugnolo Gentile (90%), Canaiolo Nero (10%)
Prezzo: € 16,00 Punteggio:
Questo vino si presenta con un colore rosso rubino intenso e sfumature rosso granato, abbastanza trasparente. Al naso esprime aromi intensi, puliti, gradevoli e raffinati che si aprono con note di amarena, prugna e violetta seguite da aromi di mirtillo, vaniglia, tabacco, pepe rosa, liquirizia, carruba e macis. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco tannico e comunque equilibrato dall'alcol, corpo pieno, sapori intensi. Il finale è persistente con ricordi di prugna, amarena e mirtillo. Vino Nobile di Montepulciano Riserva matura per 2 anni in botte a cui seguono almeno 12 mesi di affinamento in bottiglia.
Abbinamento: Carne arrosto, Brasati e stufati di carne, Selvaggina, Formaggi stagionati



Collio Bianco Molamatta 2005, Marco Felluga (Friuli Venezia Giulia, Italia)
Collio Bianco Molamatta 2005
Marco Felluga (Friuli Venezia Giulia, Italia)
Uvaggio: Tocai Friulano, Ribolla Gialla, Pinot Bianco
Prezzo: € 13,70 Punteggio:
Molamatta si presenta con un colore giallo paglierino brillante e sfumature giallo verdolino, molto trasparente. Al naso esprime aromi intensi, puliti, gradevoli e raffinati che si aprono con note di pera, mela e susina seguite da aromi di biancospino, ginestra, ananas, mandorla, pesca e vaniglia. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco fresco e comunque equilibrato dall'alcol, buon corpo, sapori intensi, piacevole. Il finale è persistente con ricordi di mela, susina e pera. Un vino ben fatto. Il Pinot Bianco utilizzato per la produzione di Collio Bianco Molamatta fermenta in barrique.
Abbinamento: Pasta e risotto con pesce e verdure, Uova, Crostacei alla griglia, Pesce saltato



Colli Orientali del Friuli Tocai Friulano 2005, Castello di Buttrio (Friuli Venezia Giulia, Italia)
Colli Orientali del Friuli Tocai Friulano 2005
Castello di Buttrio (Friuli Venezia Giulia, Italia)
Uvaggio: Tocai Friulano
Prezzo: € 8,00 Punteggio:   
Alla vista si presenta con un colore giallo dorato chiaro e sfumature giallo paglierino, molto trasparente. Al naso esprime aromi intensi, puliti, gradevoli e raffinati che si aprono con note di mela, susina e pompelmo seguite da aromi di agrumi, biancospino, mandorla, ginestra, ananas, pesca e pera. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco fresco e comunque equilibrato dall'alcol, buon corpo, sapori intensi, piacevole. Il finale è persistente con ricordi di mela, susina e mandorla. Un vino ben fatto. Una piccola parte di questo vino fermenta in botte e affina in vasche d'acciaio per circa 8 mesi.
Abbinamento: Pasta con pesce, Pesce arrosto e alla griglia, Carne bianca arrosto



Collio Bianco Col Disôre 2004, Russiz Superiore (Friuli Venezia Giulia, Italia)
Collio Bianco Col Disôre 2004
Russiz Superiore (Friuli Venezia Giulia, Italia)
Uvaggio: Tocai Friulano, Ribolla Gialla, Pinot Bianco, Sauvignon Blanc
Prezzo: € 20,00 Punteggio:
Collio Bianco Col Disôre si presenta con un colore giallo paglierino brillante e sfumature giallo paglierino, molto trasparente. Al naso rivela aromi intensi, puliti, gradevoli, raffinati ed eleganti che si aprono con note di pera, mela e ananas seguite da aromi di ginestra, biancospino, litchi, mandorla, acacia, pompelmo, banana, ortica, pesca, salvia, susina e vaniglia. In bocca ha ottima corrispondenza con il naso, un attacco fresco e comunque equilibrato dall'alcol, buon corpo, sapori intensi, piacevole. Il finale è molto persistente con lunghi ricordi di mela, pompelmo e ananas. Un vino ben fatto. Collio Bianco Col Disôre matura per 12 mesi in botte a cui seguono circa 12 mesi di affinamento in bottiglia.
Abbinamento: Pesce arrosto, Carne bianca arrosto, Paste ripiene



Marchese de' Cavalieri 2002, Casale Marchese (Lazio, Italia)
Marchese de' Cavalieri 2002
Casale Marchese (Lazio, Italia)
Uvaggio: Cabernet Sauvignon, Merlot
Prezzo: € 14,00 Punteggio:
Questo vino si presenta con un colore rosso rubino intenso e sfumature rosso rubino, abbastanza trasparente. Al naso esprime aromi intensi, puliti, gradevoli e raffinati che si aprono con note di prugna, amarena e mirtillo seguite da aromi di ribes, violetta, carruba, pepe rosa e vaniglia. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco tannico e piacevole morbidezza, comunque equilibrato dall'alcol, buon corpo, sapori intensi. Il finale è persistente con ricordi di amarena, prugna e mirtillo. Marchese de' Cavalieri matura per 12 mesi in barrique.
Abbinamento: Carne alla griglia, Carne arrosto, Stufati di carne con funghi, Formaggi stagionati



Frascati Superiore 2005, Casale Marchese (Lazio, Italia)
Frascati Superiore 2005
Casale Marchese (Lazio, Italia)
Uvaggio: Malvasia del Lazio, Trebbiano Giallo, Malvasia di Candia, Bonvino
Prezzo: € 6,00 Punteggio:   
Questo Frascati Superiore si presenta con un colore giallo paglierino chiaro e sfumature giallo verdolino, molto trasparente. Al naso esprime aromi intensi, puliti, gradevoli e raffinati che si aprono con note di pera, susina e biancospino seguite da aromi di mela, agrumi, ginestra e mandorla. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco fresco e comunque equilibrato dall'alcol, buon corpo, sapori intensi. Il finale è persistente con ricordi di pera, susina e mandorla.
Abbinamento: Pasta e risotto con pesce e crostacei, Pesce stufato, Crostacei alla griglia



Sant'Antimo Rosso PietradOnice 2003, Casanova di Neri (Toscana, Italia)
Sant'Antimo Rosso PietradOnice 2003
Casanova di Neri (Toscana, Italia)
Uvaggio: Cabernet Sauvignon (90%), Sangiovese (10%)
Prezzo: € 55,00 Punteggio:
Questo vino si presenta con un colore rosso rubino intenso e sfumature rosso rubino, poco trasparente. Al naso esprime aromi intensi, puliti, gradevoli, raffinati ed eleganti che si aprono con note di amarena, ribes e prugna seguite da aromi di mirtillo, violetta, vaniglia, tabacco, liquirizia, cioccolato, legno di cedro, peperone, macis e mentolo. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco tannico e comunque equilibrato dall'alcol, corpo pieno, sapori intensi. Il finale è persistente con ricordi di amarena, prugna e ribes. Un vino ben fatto. Sant'Antimo Rosso PietradOnice matura per 18 mesi in barrique.
Abbinamento: Selvaggina, Brasati e stufati di carne, Carne arrosto, Formaggi stagionati



Brunello di Montalcino Cerretalto 2000, Casanova di Neri (Toscana, Italia)
Brunello di Montalcino Cerretalto 2000
Casanova di Neri (Toscana, Italia)
Uvaggio: Sangiovese
Prezzo: € 85,00 Punteggio:
Brunello di Montalcino Cerretalto si presenta con un colore rosso rubino intenso e sfumature rosso granato, poco trasparente. Al naso rivela aromi intensi, puliti, gradevoli, raffinati ed eleganti che si aprono con note di prugna, amarena e mora seguite da aromi di violetta, vaniglia, mirtillo, liquirizia, tabacco, cacao, caffè, chiodo di garofano, macis e mentolo. In bocca ha ottima corrispondenza con il naso, un attacco tannico e comunque equilibrato dall'alcol, corpo pieno, sapori intensi, piacevole morbidezza. Il finale è molto persistente con lunghi ricordi di amarena, prugna e mora. Un vino ben fatto. Brunello di Montalcino Cerretalto matura per 27 mesi in barrique a cui seguono almeno 36 mesi di affinamento in bottiglia.
Abbinamento: Selvaggina, Carne arrosto, Brasati e stufati di carne, Formaggi stagionati



Gavi di Gavi Rovereto Vignavecchia 2005, Castellari Bergaglio (Piemonte, Italia)
Gavi di Gavi Rovereto Vignavecchia 2005
Castellari Bergaglio (Piemonte, Italia)
Uvaggio: Cortese
Prezzo: € 11,00 Punteggio:
Questo vino si presenta con un colore giallo dorato brillante e sfumature giallo paglierino, molto trasparente. Al naso esprime aromi intensi, puliti, gradevoli e raffinati che si aprono con note di mela, susina e pera seguite da aromi di biancospino, limone, ananas, ginestra, pesca e mandorla. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco fresco e comunque equilibrato dall'alcol, buon corpo, sapori intensi, piacevole. Il finale è persistente con ricordi di mela, susina e pera. Gavi di Gavi Rovereto Vignavecchia matura per almeno 3 mesi in bottiglia.
Abbinamento: Pesce fritto, Pasta e risotti con verdure e crostacei, Latticini, Pesce saltato, Uova



Gavi Pilin 2001, Castellari Bergaglio (Piemonte, Italia)
Gavi Pilin 2001
Castellari Bergaglio (Piemonte, Italia)
Uvaggio: Cortese
Prezzo: € 16,00 Punteggio:
Gavi Pilin si presenta con un colore giallo dorato intenso e sfumature giallo dorato, molto trasparente. Al naso rivela aromi intensi, puliti, gradevoli, raffinati ed eleganti che si aprono con note di mela cotogna, susina e mandorla seguite da aromi di banana matura, confettura di albicocche, biancospino, ginestra, lavanda, miele, pera, pompelmo e vaniglia. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco fresco e piacevole morbidezza, comunque equilibrato dall'alcol, buon corpo, sapori intensi, piacevole. Il finale è persistente con ricordi di mela cotogna, susina, miele e mandorla. Un vino ben fatto. Gavi Pilin è prodotto con uve leggermente appassite, matura per 12 mesi in barrique a cui seguono a cui seguono 2 anni di affinamento in bottiglia.
Abbinamento: Pesce arrosto, Zuppe di pesce e funghi, Paste ripiene, Carne bianca arrosto



Colli di Faenza Sangiovese Col Mora 2001, Rontana (Emilia Romagna, Italia)
Colli di Faenza Sangiovese Col Mora 2001
Rontana (Emilia Romagna, Italia)
Uvaggio: Sangiovese
Prezzo: € 11,00 Punteggio:
Il vino si presenta con un colore rosso rubino brillante e sfumature rosso granato, abbastanza trasparente. Al naso esprime aromi intensi, puliti, gradevoli e raffinati che si aprono con note di prugna, amarena e mirtillo seguite da aromi di lampone, violetta, cacao e vaniglia. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco leggermente tannico e piacevole freschezza, comunque equilibrato dall'alcol, buon corpo, sapori intensi. Il finale è persistente con ricordi di prugna, amarena e mirtillo.
Abbinamento: Paste ripiene con funghi, Carni saltate, Salumi, Formaggi stagionati



Colli di Faenza Rosso Riserva Colle Torre Monte 2001, Rontana (Emilia Romagna, Italia)
Colli di Faenza Rosso Riserva Colle Torre Monte 2001
Rontana (Emilia Romagna, Italia)
Uvaggio: Cabernet Sauvignon (40%), Sangiovese (40%), Merlot (20%)
Prezzo: € 18,00 Punteggio:
Alla vista si presenta con un colore rosso rubino intenso e sfumature rosso granato, poco trasparente. Al naso rivela aromi intensi, puliti, gradevoli e raffinati che si aprono con note di prugna, amarena e ribes seguite da aromi di mirtillo, violetta, vaniglia, tabacco, macis, cacao e mentolo. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco tannico e comunque equilibrato dall'alcol, buon corpo, sapori intensi, piacevole. Il finale è persistente con ricordi di amarena, prugna e ribes. Colle Torre Monte matura per 20 mesi in barrique a cui seguono almeno 10 mesi di affinamento in bottiglia.
Abbinamento: Carne arrosto, Brasati e stufati di carne, Formaggi stagionati






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Bersi SerliniBersi Serlini Giornale di CantinaGiornale di Cantina  Sommario 
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Bersi Serlini

Nel cuore della Franciacorta, vicino al Lago d'Iseo in uno splendido sito Cluniacense, l'azienda vinicola Bersi Serlini si dedica con passione e da tre generazioni alla produzione di vino

 La qualità del vino italiano negli ultimi trenta anni ha dimostrato cambiamenti tali che si possono considerare una rivoluzione. Metodi di produzione, pratiche colturali e logica commerciale basata sulla qualità, hanno cambiato radicalmente il mondo del vino in Italia e anche il suo consumo. Merito di tanti produttori tenaci e caparbi che hanno creduto nella ricchezza del patrimonio delle loro terre, convinti che dai loro vigneti potessero nascere vini di qualità eccelsa, tanto da essere confrontati, senza paura, con quelli che erano considerati i vini per eccellenza. Un contributo fondamentale a questo cambiamento va riconosciuto - senza ombra di dubbio - alla Franciacorta, oggi fra i più raffinati produttori di bollicine del mondo, tanto da sostenere, e spesso superare, il confronto con le produzioni di altri paesi del mondo. Una storia straordinaria, quella della Franciacorta, che in poco più di trenta anni è stata capace di affermarsi fra i principali produttori di bollicine del mondo, il primo spumante italiano metodo classico a potersi fregiare della Denominazione d'Origine Controllata e Garantita (DOCG).

Il cortile della Bersi Serlini
Il cortile della Bersi Serlini

 Era il 1967 quando i vini della Franciacorta ottennero il riconoscimento della Denominazione d'Origine Controllata (DOC), un riconoscimento che porterà, dopo circa trent'anni - nel 1995 - al riconoscimento della Denominazione d'Origine Controllata e Garantita (DOCG) per le prestigiose bollicine di questa terra. Un ruolo importante verso questo traguardo è stato certamente svolto dalla Bersi Serlini che, fra l'altro, è stata la prima cantina a produrre nel 1970 il Franciacorta Brut. Una storia, quella della Bersi Serlini, che inizia nel 1886 quando la famiglia acquista la proprietà sita in località “Cerreto”, un antico sito appartenente ai monaci cluniacensi. Un sito ricco di storia e di un profondo legame con la vite e il vino. Il primo documento che parla della presenza della vite al “Cerreto” risale al 1489, in una pergamena riguardante il censimento delle terre del monastero di San Pietro in Lamosa di Provaglio d'Iseo. Il “Cerreto” cambierà molte volte proprietà nel corso della sua storia, a partire dal 1765, quando passerà sotto il controllo di privati e al controllo di diverse famiglie, fino al 1886, quando fu acquistato dalla famiglia Bersi Serlini.

 La sede della cantina Bersi Serlini si trova in una dipendenza colonica del monastero - risalente al 1400 e che un tempo ospitava le stanze dei monaci - successivamente ampliata verso la metà del 1900 dall'avvocato Piero Bersi Serlini. Qui, nel 1970, alla guida del figlio Arturo, sarà prodotta la prima bottiglia di Brut Franciacorta. A distanza di oltre 35 anni, la Bersi Serlini - che recentemente ha ampliato la gamma dei suoi prodotti con il prestigioso Franciacorta Brut Vintage 2000 - rappresenta ancora oggi una delle cantine più importanti della Franciacorta. La conduzione della cantina è oggi affidata a Maddalena Bersi Serlini - che ricopre anche il ruolo di delegata regionale dell'associazione “Donne del Vino” Lombardia - e dalla sorella Chiara Bersi Serlini. Da poco più di un anno, la Bersi Serlini si avvale della competenza di Antonietta Zandomeneghi, esperta di marketing e mercati, che dopo avere collaborato con diverse cantine del nord Italia, si occupa della pianificazione della comunicazione, della direzione commerciale e del marketing.

Il Franciacorta Bersi Serlini
nelle pupitres
Il Franciacorta Bersi Serlini nelle pupitres

 La famiglia Bersi Serlini si occupa della produzione di vino da più di cento anni, coltivando con passione e impegno i trenta ettari di proprietà destinati a vigneti. I vigneti della Bersi Serlini godono di una buona aerazione e il suolo è composto da un abbondante strato di calcare, una parte di argilla e limo, reso soffice dalla presenza di uno strato sabbioso di origine alluvionale. La composizione del terreno è tale da conferire al vino caratteri di finezza ed eleganza, espressioni del territorio di Provaglio e Timoline. Anche il microclima che si trova nei vigneti è piuttosto favorevole: dodici ore di ventilazione giornaliere che si verificano regolarmente nei giorni d'estate, dalle ore 22 alle 10, un clima mite e fresco ideale per la coltivazione della vite. I vigneti sono coltivati applicando i principi della Coltura Ecoambientale, con un ridotto utilizzo di trattamenti e quindi un maggiore rispetto per l'ambiente.

 I trenta ettari di vigneti di proprietà della Bersi Serlini sono prevalentemente coltivati con le varietà Chardonnay e Pinot Bianco, una piccola parte è riservata al Pinot Nero, mentre circa tre ettari sono destinati alla coltivazione di Cabernet Franc e Cabernet Sauvignon. La coltivazione dei vigneti è seguita dall'agronomo Dott. Pierluigi Villa, seguendo un criterio di maggiore numero di piante per ettaro e una minore quantità di uva prodotta per ogni vite, attuando così un fondamentale presupposto per la qualità. La vendemmia è rigorosamente svolta manualmente e le uve sono trasportate in cantina e pigiate entro un'ora. La raccolta e la pigiatura delle uve è svolta separatamente per ogni vigneto. Le operazioni di cantina sono affidate all'enologo Corrado Cugnasco e al cantiniere Luca Ferrari. La pigiatura delle uve è svolta in modo soffice e da circa 100 chilogrammi di uva si ricavano circa 60-70 litri di mosto. La cantina di vinificazione dispone di vasche in acciaio inox termocontrollate, consentendo di vinificare separatamente ogni vigneto.

 

 In ogni una o due vasche è infatti raccolto il mosto di prima spremitura di ogni singolo vigneto, così da consentire un maggiore controllo sulle qualità organolettiche di ogni vino che costituirà successivamente la cuvée dei Franciacorta della Bersi Serlini. Quando i vini base hanno raggiunto il giusto stato di maturazione, la famiglia Bersi Serlini, insieme al proprio personale tecnico, inizia l'assaggio di ogni singola vasca, costituendo così le diverse cuvée. Ogni cuvée, in base alle proprie qualità organolettiche, sarà quindi utilizzata per la creazione dei diversi stili di Franciacorta. Il vino base è quindi imbottigliato - dopo l'aggiunta di lieviti naturali e zucchero di canna - così da iniziare la presa di spuma: il primo passo verso la creazione delle eleganti bollicine di Franciacorta. Le bottiglie sono quindi conservate nelle fresche cantine sotterranee risalenti al 1400, a otto metri di profondità con una temperatura costante fra 13° e 15° C, dove rimarranno a maturare per diversi anni. Al termine della maturazione, le bottiglie vengono sottoposte alla pratica del remuage, svolto manualmente, seguito poi dalla sboccatura, che alla Bersi Serlini si effettua per sei o sette volte all'anno, producendo ogni volta circa 25.000 bottiglie.

 




Legenda dei punteggi

Sufficiente    Abbastanza Buono    Buono
Ottimo    Eccellente
Vino eccellente nella sua categoria
Vino con buon rapporto qualità/prezzo
I prezzi sono da considerarsi indicativi in quanto possono subire variazioni a seconda del paese
e del luogo in cui vengono acquistati i vini




Terre di Franciacorta Curtefranca Rosso 2003, Bersi Serlini (Lombardia, Italia)
Terre di Franciacorta Curtefranca Rosso 2003
Bersi Serlini (Lombardia, Italia)
Uvaggio: Cabernet Franc, Cabernet Sauvignon (45%), Merlot (35%), Barbera (10%), Nebbiolo (10%)
Prezzo: € 8,00 Punteggio:   
Alla vista si presenta con un colore rosso rubino intenso e sfumature rosso granato, abbastanza trasparente. Al naso esprime aromi intensi, puliti, gradevoli e raffinati che si aprono con note di amarena, prugna e ribes seguite da aromi di mirtillo, violetta, ciclamino, carruba, vaniglia, peperone e pepe rosa. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco tannico e comunque equilibrato dall'alcol, buon corpo, sapori intensi, piacevole. Il finale è persistente con ricordi di amarena, prugna e ribes. Terre di Franciacorta Curtefranca Rosso matura in barrique.
Abbinamento: Carne arrosto, Brasati e stufati di carne, Formaggi stagionati



Franciacorta Brut Satčn, Bersi Serlini (Lombardia, Italia)
Franciacorta Brut Satèn
Bersi Serlini (Lombardia, Italia)
Uvaggio: Chardonnay
Prezzo: € 19,00 Punteggio:
Questo Franciacorta Brut Satèn si presenta con un colore giallo dorato brillante e sfumature giallo dorato, molto trasparente, perlage fine e persistente. Al naso rivela aromi intensi, puliti, gradevoli e raffinati che si aprono con note di banana, pralina e nocciola seguite da aromi di acacia, agrumi, ananas, biancospino, pera, burro, mela e susina. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco effervescente e fresco, comunque equilibrato dall'alcol, buon corpo, sapori intensi, piacevole. Il finale è persistente con ricordi di mela, susina e ananas. Una parte del vino base utilizzato per questo Franciacorta matura in barrique. Questo Franciacorta matura in bottiglia sui propri lieviti per 33 mesi.
Abbinamento: Antipasti di pesce e verdure, Pasta e risotto con verdure e crostacei, Pesce saltato



Franciacorta Brut Riserva 2000, Bersi Serlini (Lombardia, Italia)
Franciacorta Brut Riserva 2000
Bersi Serlini (Lombardia, Italia)
Uvaggio: Chardonnay (75%), Pinot Bianco (25%)
Prezzo: € 20,00 Punteggio:
Questo Franciacorta si presenta con un colore giallo dorato brillante e sfumature giallo paglierino, molto trasparente, perlage fine e persistente. Al naso esprime aromi intensi, puliti, gradevoli e raffinati che si aprono con note di mela, susina e crosta di pane seguite da aromi di banana, ananas, brioche, burro, biancospino, lievito, gelsomino, mela e pompelmo. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco effervescente e fresco, comunque equilibrato dall'alcol, buon corpo, sapori intensi, piacevole. Il finale è persistente con ricordi di mela, susina e pompelmo. Franciacorta Brut Riserva matura per 50 mesi in bottiglia sui propri lieviti.
Abbinamento: Pesce arrosto, Carne bianca arrosto, Stufati di pesce, Paste ripiene



Franciacorta Brut Cuvée 4, Bersi Serlini (Lombardia, Italia)
Franciacorta Brut Cuvée 4
Bersi Serlini (Lombardia, Italia)
Uvaggio: Chardonnay (80%), Pinot Bianco (20%)
Prezzo: € 19,00 Punteggio: