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  Eventi Numero 50, Marzo 2007   
DiWineTaste e Vigne del LazioDiWineTaste e Vigne del Lazio NotiziarioNotiziario  Sommario 
Numero 49, Febbraio 2007 Segui DiWineTaste su Segui DiWineTaste su TwitterNumero 51, Aprile 2007

DiWineTaste e Vigne del Lazio

Lo scorso dicembre DiWineTaste e Vigne del Lazio hanno stabilito un accordo per la recensione dei vini dei loro associati e l'inserimento nella Guida

 Negli ultimi anni la produzione enologica del Lazio si sta proponendo al pubblico degli appassionati del vino in una nuova forma, mettendo in evidenza - prima di tutto - l'aspetto della qualità. Le tante realtà vinicole della regione stanno infatti dimostrando con i fatti le grandi potenzialità vitivinicole del Lazio, uno sforzo che sta coinvolgendo anche un'importante azione di comunicazione con lo scopo di dare maggiore visibilità a questi vini. Lo scorso dicembre, in occasione di un incontro avvenuto a Perugia, Antonello Biancalana - direttore ed editore di DiWineTaste - e il Dott. Antonio Santarelli - presidente dell'associazione Le Vigne del Lazio - hanno stabilito un accordo di collaborazione che avrà come finalità la recensione dei vini dei loro produttori associati. La recensione e l'inserimento nella Guida dei Vini di DiWineTaste si protrarrà per i prossimi numeri, scegliendo ogni mese una selezione di vini di tre o quattro produttori.


 

 La collaborazione inizierà con la recensione dei vini rossi attualmente in produzione, i quali saranno affiancati - non appena disponibili - dalle nuove annate dei vini bianchi. Nel corso dei prossimi mesi, la Guida dei Vini di DiWineTaste si arricchirà ulteriormente dei vini dei produttori del Lazio, fino a comprendere l'intera gamma di produzione delle cantine associate a Vigne del Lazio. L'associazione Vigne del Lazio comprende attualmente 29 soci produttori e precisamente: Cantine Palombo, Caprigliano, Carpineti Marco, Casale del Giglio, Casale della Ioria, Casale Mattia, Castel De Paolis, Cavalieri, Colacicchi, Colle Di Maggio, Colletonno, Conte Zandotti, D'Amico Paolo e Noemia, Falesco, Fontana Candida, Giangirolami Donato, I Pampini, Il Quadrifoglio, L'Olivella, Massimi Berucci, Sergio Mottura, Pietra Pinta, Principe Pallavicini, Proietti, Sant'Andrea, Tenuta Ronci di Nepi, Tenuta Santa Lucia, Tenuta Sant'Isidoro e Vini Giovanni Terenzi.

 Le recensioni dei vini degli associati di Vigne del Lazio inizieranno a partire da questo numero e si protrarranno nei mesi successivi. La lunga serie di recensioni inizierà con i vini delle cantine Caprigliano, Carpineti Marco, Casale del Giglio e Casale della Ioria. Una selezione delle recensioni dei vini saranno pubblicate nella rubrica “I Vini del Mese”, mentre nella Guida dei Vini - consultabile anche dal cellulare e dispositivi mobili - saranno comprese le valutazioni e le recensioni di tutti i vini. L'Associazione Vigne del Lazio nasce a Roma nel 1999 con lo scopo di diffondere la conoscenza e il miglioramento dell'immagine del vino del Lazio di qualità. Il progetto dell'Associazione Vigne del Lazio è sostenuto dalla Regione Lazio, dall'ARSIAL (Agenzia Regionale per lo Sviluppo e l'Innovazione dell'Agricoltura del Lazio) e dalla Federazione Regionale della Coldiretti.

 



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Notiziario


 In questa rubrica sono pubblicate notizie e informazioni relativamente a eventi e manifestazioni riguardanti il mondo del vino e dell'enogastronomia. Chiunque sia interessato a rendere noti avvenimenti e manifestazioni può comunicarlo alla nostra redazione all'indirizzo e-mail.

 

La difesa del territorio passa dall'agricoltura


 
Il costo della difesa del territorio dovrebbe essere a carico dell'intera cittadinanza, invece, troppo spesso, quest'onere viene assunto, quasi integralmente, dagli agricoltori. In realtà, la politica agraria comunitaria, a dispetto dal suo nome, sta svolgendo sempre più una funzione ambientale che di sostegno all'agricoltura. Gli “aiuti alla produzione” vengono erogati solo a condizione di rispettare determinati canoni di sostenibilità ambientale.
«Occorre oggi scindere, per onore di chiarezza e trasparenza - sostiene il Presidente Pantaleo Mercurio, Consiglio dell'Ordine Nazionale dei Dottori Agronomi e Forestali - le misure che interessano direttamente il sostegno al reddito degli agricoltori da quelle che invece finanziano la tutela e salvaguardia ambientale all'interno del settore rurale. Si scoprirebbe così che solo una piccola parte del budget agricolo dell'Unione europea è realmente destinato all'agricoltura, a politiche per il suo sviluppo. Cesserebbe così la campagna denigratoria che vede gli addetti al settore come una categoria protetta e assistita.»
Occorre, inoltre, da parte della classe dirigente italiana e comunitaria, una scelta chiara sulle modalità di gestione delle nuove politiche: sostenibilità, condizionalità e multifunzionalità, che chiaramente non possono essere amministrate al pari delle misure di sostegno diretto all'agricoltura, né è pensabile vengano gestite dagli stessi soggetti. Alcune componenti delle riforme della Politica agraria comunitaria sono fondamentali misure di governance del territorio e devono tenere conto di obiettivi sociali e ambientali che prescindono dalla pura produzione agricola.
«Le organizzazioni di categoria e le loro emanazioni, i centri di assistenza agricola (Caa), sono sindacati, ovvero portatori, assolutamente legittimi, degli interessi particolari degli agricoltori - dice Mercurio - non è pensabile attribuire a essi la salvaguardia di beni collettivi, la tutela del territorio e la difesa dell'ambiente. Altri soggetti devono e possono farsene carico, i professionisti del mondo rurale, guidati da un codice deontologico con precise regole e sono assoggettati al controllo e alla vigilanza delle istituzioni. Cosa volere di più? ora di dare a Cesare quel che è di Cesare.»
I Dottori Agronomi e Forestali italiani chiedono quindi una decisione chiara a Bruxelles e al Governo italiano affinché la questione venga chiarita al più presto, prima dell'entrata in vigore dei nuovi Piani di sviluppo rurale regionali. Occorre definire chi avrà il compito di guidare gli agricoltori nell'affrontare i problemi ecologici e i loro riflessi sulla società in maniera multidisciplinare e aperta. «Non è comunque solo all'Europa o ai Ministeri delle Politiche agricole e dell'Ambiente, - conclude Mercurio - che chiediamo una maggiore attenzione su tali tematiche, ma anche alle Amministrazioni locali. Troppo spesso le scelte politiche sono dettate dal potenziale ritorno elettorale senza considerare le ripercussioni nel medio-lungo periodo. Occorrono politiche coerenti e coraggiose che sappiano tutelare il territorio. Un buon piano regolatore, redatto con la competenza multidisciplinare di un Dottore Agronomo e Forestale, in molti casi, vale più di molti stanziamenti che spesso, servono proprio a rimediare grossolani errori in tema di gestione del suolo, delle acque e del verde.»

Studenti in Franciacorta

Dal 5 all'8 febbraio gli studenti del secondo anno del Corso di Laurea hanno avuto l'occasione di conoscere il patrimonio enogastronomico della Franciacorta. Lo stage è stato fortemente caratterizzato da produzioni enogastronomiche ancorate al territorio. Durante la prima giornata il gruppo è stato ospite presso il Consorzio per la Tutela del Franciacorta, dove si è svolto un seminario introduttivo sul territorio e sulla metodologia e tipologia del sistema Franciacorta. Nel corso delle altre giornate gli studenti hanno visitato alcune aziende e le rispettive cantine. Sono seguite numerose degustazioni e lezioni incentrate sui percorsi delle singole aziende. Un'altra meta è stato il retificio Larete e il Museo della Rete e della Pesca. Le visite hanno interessato anche aziende produttrici di formaggi seguite da lezioni sulle relative tecniche casearie. Lo stage si è concluso con un incontro con le aziende del Consorzio per la Tutela del Franciacorta e una degustazione guidata delle loro produzioni vinicole.

L'Umbria e il Suo Genius Loci

Il 10 marzo, per la prima volta, Cantina Novelli apre le porte della tenuta per raccontare la sua storia, nata nel 2000 davanti ad un calice. Artefice è Stefano Novelli, giovane manager a capo di un importante gruppo agroalimentare. Recuperare il Trebbiano Spoletino per ridare all'Umbria un grande vino bianco e valorizzare la sua storia. questo il progetto, ambizioso ed impegnativo, che Stefano Novelli presenta all'enologo Maurilio Chioccia, che subito dimostra entusiasmo. Di li a breve, prima fra tutte le aziende della Valle Spoletina, Cantina Novelli inizia il lavoro ma la poca documentazione scientifica e il limitato materiale genetico rendono difficile il recupero. La volontà di valorizzare il binomio vino-territorio sprona quindi Stefano Novelli a contattare Attilio Scienza, uno dei padri della zonazione.
Il progetto, oggi in fase di conclusione, ha richiesto un investimento di più di 2 milioni di euro. Obiettivo è fare riscoprire un vitigno di cui si è persa memoria, il Trebbiano Spoletino, rendendolo accessibile al consumatore arrivando casa per casa in tutta Italia attraverso internet e una capillare rete vendita nazionale, ma anche invitandolo a conoscere in prima persona questo straordinario prodotto nel suo territorio: Spoleto.
Il 10 marzo il Parco dei Daini, nel cuore della Valle Cupa, accoglierà la stampa per spiegare e fare toccare con mano i risultati del lavoro. Durante l'evento interverranno Stefano Novelli, Presidente della Cantina Novelli, Attilio Scienza, docente della Facoltà di Agraria dell'Università di Milano, responsabile della ricerca in vigneto, e Maurilio Chioccia, responsabile della ricerca in cantina. Verrà infine presentato il progetto enoturismo che coinvolgerà Cantina Novelli sia con il Club dei Piaceri che con le sinergie con la ristorazione del territorio. Proprio il 10 marzo verrà dato un “assaggio” di quanto Cantina Novelli offre agli appassionati.
Il Parco dei Daini è una vera e propria “oasi” dove si trovano gli antichi casali perfettamente restaurati e adibiti a relais, campo da golf, laghetti per la pesca sportiva, piscina, campi da tennis e percorsi a misura di famiglia immersi in 60 ettari di bosco in cui vivono indisturbati daini, cinghiali, mufloni, lepri e volpi. Infine, durante la giornata verrà presentata in anteprima la nuova cantina che ospiterà un vero e proprio “centro servizi”, dedicato al visitatore. «Sarebbe bello che tutto il territorio di Spoleto rispondesse positivamente alla sfida che abbiamo lanciato» - dichiara Stefano Novelli - «Abbiamo aperto la strada alla rinascita di un vitigno autoctono che storicamente era tra i più coltivati in Umbria e sicuramente il territorio ne potrebbe ricavare grande giovamento».
La sfida è stata raccolta dal Comune di Spoleto e, l'11 marzo, si parlerà proprio di questo durante il convegno “Il Trebbiano Spoletino: un vitigno, un paesaggio, una DOC”.

 

Frizzante l'Inverno!

Si è conclusa domenica 18 febbraio “Frizzante l'Inverno”, manifestazione promossa dal Consorzio Vini Reggiani che per dieci giorni ha visto la produzione enologica reggiana protagonista presso alcune delle Enoteche Storiche di Milano. Una manifestazione il cui successo è stato decretato anzitutto dalla sinergia fra Reggio Emilia e il capoluogo lombardo, collaborazione nata dalla volontà del Consorzio per la promozione dei Vini Reggiani di creare un avvenimento “ad hoc” per fare conoscere ai consumatori milanesi la produzione vinicola di Reggio Emilia, primo fra tutti il Lambrusco, ma anche bianchi e rosati dei Colli di Scandiano e Canossa.
Tutti i locali coinvolti si sono dichiarati soddisfatti del successo dell'iniziativa, come confermano la buona adesione e la risposta del pubblico, che ha mostrato di gradire l'evento e i prodotti proposti. La manifestazione è stata presentata alla stampa il 23 gennaio, in occasione della cena a base di prodotti tipici reggiani svoltasi presso uno dei locali coinvolti nella promozione. In un clima informale e piacevole è stato dunque illustrato l'evento “Frizzante l'Inverno” ai giornalisti, rappresentanti di una trentina di testate di settore, che hanno mostrato di gradire il menù realizzato dagli Chef Andrea Incerti Vezzani e Gianni Brancatelli del Consorzio Gustare. Il Delegato AIS per Reggio Emilia Laura Zini, insieme al Vice Delegato Rosalinda Cavalca, ha guidato la degustazione dei vini proposti in abbinamento, trasmettendo agli ospiti le suggestioni di questo tipo di vinificazione.
Protagonista della serata non è stata solamente la produzione enologica tutelata dal Consorzio, ma tutte le valenze gastronomiche del territorio, a cominciare dalla cucina tradizionale fino ai due prodotti tipici d'eccellenza: l'Aceto Balsamico Tradizionale di Reggio Emilia e il Parmigiano Reggiano. Grazie alla collaborazione dei quattro Consorzi di tutela, la serata è stata quindi un efficace biglietto da visita con il quale il territorio reggiano si è presentato ai rappresentanti della stampa di Milano.



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