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Numero 52, Maggio 2007
Sommario


Editoriale    
 Centomila!
Centomila! Per molti potrà sembrare poca cosa, ma per noi che lavoriamo da quasi cinque anni a questo progetto, è un bel risultato. Certamente migliorabile, ma pur sempre un bel risultato. Lo scorso mese di marzo, dopo mesi di attesa,… [continua]
 La Posta dei Lettori



ABC Vino    
 Eiswein - Ice Wine
Oro liquido venuto dal freddo: Icewine - Eiswein
Il vino venuto dal freddo e dal ghiaccio, una dolce prelibatezza che si produce in inverno attendendo che il freddo congeli letteralmente i chicchi d'uva nella vite… [continua]



Gusto DiVino    
 Barolo a Confronto
I tre Barolo della nostra degustazione comparativa
Uno dei vini più famosi dell'enologia italiana, definito da molti come “il re dei vini, il vino dei re”, il Barolo è il grande vino delle Langhe prodotto con l'uva Nebbiolo… [continua]
 I Vini del Mese
Montiano 2004, Falesco (Umbria, Italia)
Montiano 2004, Sant'Antimo Cabernet Sauvignon 2004, Rosso Spina 2005, Primitivo di Manduria Tradizione del Nonno 2004, Primitivo di Manduria Dolce Naturale Passione 2003, Polimante della Spina 2005, Petraro 2004… [continua]



Produttori    
 Tenuta Valdipiatta
Giulio e Miriam Caporali
Fondata nel 1973 da Giulio Caporali, la conduzione dell'azienda vinicola è oggi affidata alla figlia Miriam che, in pochi anni, ha raggiunto con i suoi vini eccellenti risultati… [continua]


Eventi    
 Notiziario



Il Cavatappi    
 Fare il Vino: Colmature e Travasi
Con il tempo il vino nella botte tende a diminuire pertanto č necessario provvedere periodicamente alla colmatura
Due tecniche fondamentali per ottenere vini perfetti, le colmature e i travasi sono essenziali per la stabilità del vino e per prevenire molti difetti… [continua]



 Zafferano
Zafferano in polvere
Ricavato dallo stimma del Crocus Sativus, lo zafferano è una spezia molto antica, capace di donare alle pietanze il suo caratteristico aroma e il suo brillante colore giallo dorato… [continua]
 Aquavitae
Brandy Italiano Assemblaggio Tradizionale 10 Anni, Villa Zarri (Emilia Romagna, Italia)
Rassegna di Grappe, Distillati e Acqueviti, Brandy Italiano Assemblaggio Tradizionale 10 Anni, Grappa Superiore Giovane Monte Sabotino, Grappa di Moscato, Acquavite di Vino Chardonnay 2004… [continua]
 Wine Parade



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  Editoriale Numero 52, Maggio 2007   
Centomila!Centomila! La Posta dei LettoriLa Posta dei Lettori  Sommario 
Numero 51, Aprile 2007 Numero 53, Giugno 2007

Centomila!


 Centomila! Per molti potrà sembrare poca cosa, ma per noi che lavoriamo da quasi cinque anni a questo progetto, è un bel risultato. Certamente migliorabile, ma pur sempre un bel risultato. Lo scorso mese di marzo, dopo mesi di attesa, abbiamo finalmente visto crescere i nostri lettori fino a raggiungere centomila. Dopo avere atteso mesi, guardando le medie dei lettori sembravano essersi fermati a 95.000, per poi salire a 97.000, finalmente a marzo la media mensile dei lettori di DiWineTaste ha toccato quota 100.000! Questo era un nostro obiettivo e per il quale abbiamo lavorato duramente e che - finalmente - abbiamo raggiunto. Non solo per merito nostro, ovviamente. Il merito va riconosciuto anche a voi tutti, cari lettori, che ogni mese prelevate la rivista o la leggete on-line, che quotidianamente utilizzate i nostri servizi sul sito e testimoniate il vostro affetto con le tante lettere di apprezzamento che riceviamo ogni giorno in redazione. Ci piace condividere questo bel successo con voi tutti, perché - non c'è dubbio - questo è anche il successo di voi tutti, di tutti i lettori di DiWineTaste.

 

 Ma è anche il successo di chi, in questi anni, ha inviato commenti e critiche - che non sempre abbiamo condiviso ma che certamente abbiamo sempre rispettato e ascoltato - e che ci hanno consentito di migliorare DiWineTaste, di cambiare e rinnovare certi aspetti, di rendere il nostro mensile più vicino a quello che chiedevano i nostri lettori. Il nostro ringraziamento va anche ai tanti produttori che in questi anni ci hanno accordato la loro fiducia e ci hanno inviato i loro vini e i loro distillati, consentendoci di parlare del loro lavoro e di quello in cui credono e lo consegnano al tempo racchiudendolo in una bottiglia di vetro. In questo senso ci piace ribadire il principio fondamentale sul quale si è da sempre basato il nostro lavoro editoriale sin dall'inizio di questa avventura. DiWineTaste è - ed è sempre stata - una pubblicazione indipendente da tutto e da tutti, mai al servizio di chi è pronto scendere a certi compromessi, con mezzi non condivisibili, solo per la triste soddisfazione di apparire ciò che non è.

 Le recensioni dei vini e dei produttori in DiWineTaste sono da sempre svolte con lo stesso criterio: l'unico impegno che abbiamo chiesto ai produttori è stato l'invio dei vini in redazione e null'altro. Di questo sono testimoni gli oltre 450 produttori che ci hanno accordato la loro fiducia e hanno creduto nel nostro progetto editoriale. Riteniamo che questo sia il modo corretto e onesto di fare informazione e critica enologica, anche e soprattutto per il rispetto dei nostri lettori - senza di loro non saremmo qui oggi a commentare questo nostro risultato - non da ultimo anche per il rispetto di chi produce vino o distillati e crede nel proprio lavoro. Anche per questi motivi non ci siamo mai sentiti in diritto di salire su un pulpito e pronunciare sentenze “assolute”, né sui vini e distillati, né sui produttori, né tanto meno sulle opinioni e sull'operato dei nostri colleghi che - come noi - scrivono di vino. Nei nostri commenti ci limitiamo semplicemente a raccontare un vino o un distillato così come lo abbiamo incontrato e visto, concedendoci unicamente l'espressione di un voto - i nostri diamanti e stelle - solo per offrire una “misura” del nostro gradimento.

 Non ci sentiamo in diritto di dire quali sono i vini da acquistare o quelli da evitare. Oltre a non ritenere questo atteggiamento corretto, siamo consapevoli che quello che non piace a noi potrebbe piacere invece a tanti altri, e viceversa. Il rapporto che ognuno di noi ha con il piacere - compreso quello del vino e dei distillati - è talmente personale che sarebbe quanto meno presuntuoso volerlo definire o volerlo suggerire, peggio ancora, imporre. E non abbiamo nessuna intenzione di fare apparire questo editoriale come un elogio al nostro operato nell'inutile intento di apparire migliori degli altri. Siamo perfettamente consapevoli di non esserlo, consapevoli che quello che abbiamo fatto fino a qui è migliorabile e che abbiamo ancora molto da imparare. Tuttavia, nonostante ci sia ancora molto da migliorare, per il momento ci fa piacere festeggiare i nostri centomila lettori: un risultato che è probabilmente anche il frutto dell'apprezzamento di voi tutti che ci seguite ogni mese.

 La strada per arrivare fino a qui è stata segnata da una serie di cambiamenti e dall'introduzione di nuovi servizi. Il primo sostanziale cambiamento nel settembre 2003 - dopo un anno esatto dall'inizio del nostro progetto - con la pubblicazione del nuovo sito. Il primo servizio “interattivo” offerto ai nostri lettori fu invece pubblicato nel gennaio 2003: la Guida dei Vini di DiWineTaste. Dei tanti altri servizi e cambiamenti introdotti nel periodo della nostra attività, ci piace ricordare l'ultimo in ordine di tempo - DiWineTaste Mobile - che consente gratuitamente la consultazione della Guida dei Vini, Aquavitae e la Guida dei Servizi da un telefono cellulare, un servizio molto apprezzato dai nostri lettori e che consente di conoscere i luoghi del buon bere oltre che avere suggerimenti su vini e distillati. Così come sono molto apprezzati i sondaggi che ogni mese proponiamo ai nostri lettori e che ricevono centinaia di voti ogni giorno. Uno strumento per conoscere meglio i nostri lettori ma anche per comprendere le opinioni dei consumatori. Senza dimenticare gli EnoGiochi, anch'essi molto apprezzati dai nostri lettori.

 In quasi cinque anni abbiamo cercato di diffondere la cultura del vino, del buon bere, di offrire il nostro modesto contributo al vasto mondo del vino, del piacere della degustazione e della moderazione. In quasi cinque anni sono stati versati nei nostri calici oltre 2200 vini di oltre 430 produttori, tutti commentati nella nostra Guida dei Vini, uno dei servizi interattivi più utilizzati e apprezzati dai nostri lettori. Ci piace l'idea di potere festeggiare questo nostro importante risultato con tutti i nostri lettori, e nonostante ci sarebbe piaciuto festeggiarlo diversamente, il minimo che possiamo fare è dire grazie di cuore a tutti, a quelli che ci seguono dal 2002, a quelli che si sono uniti in questi anni. Grazie a tutti, cari lettori: se DiWineTaste ha raggiunto centomila lettori, se oggi ha raggiunto questo traguardo e se continua ad esistere, è certamente anche grazie al vostro fondamentale contributo e al vostro affetto, ai vostri commenti e anche alle vostre critiche, sempre utili e sempre ben accette. Grazie a tutti!

 



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Numero 51, Aprile 2007 Numero 53, Giugno 2007

La Posta dei Lettori


 In questa rubrica vengono pubblicate le lettere dei lettori. Se avete commenti o domande da fare, esprimere le vostre opinioni, inviate le vostre lettere alla redazione oppure utilizzare l'apposito modulo disponibile nel nostro sito.

 

Innanzitutto, complimenti per il vostro sito, sia per i contenuti, sia per come sono organizzati. Avrei due domande relative all'assaggio del vino al ristorante. Poiché lo scopo è quello di verificare la presenza di difetti, per quale motivo il vino si rotea nel calice favorendo quindi la sua ossigenazione? Questa procedura si esegue anche per gli spumanti e per lo champagne?
Matteo Brandi -- Grosseto (Italia)
Grazie per i complimenti: ci auguriamo che DiWineTaste sia sempre di suo gradimento e che sia sempre di suo interesse. Rispondendo alle sue domande, l'assaggio del vino al ristorante è una procedura che si esegue per qualunque vino, spumanti e champagne compresi. In genere è il sommelier - o comunque la persona che serve il vino al ristorante - ad assicurarsi che il vino ordinato dal cliente sia in ottime condizioni ed esente da difetti. Per questo motivo, il sommelier assaggia il vino prima di offrirlo al cliente, e nel caso ritenga il vino sia in buone condizioni, offre l'assaggio al cliente. Spesso la prima fase è omessa e, dopo avere stappato la bottiglia, una piccola quantità viene versata nel calice del cliente e che provvederà all'assaggio e a decidere la sua “idoneità”. Come ha giustamente osservato, il calice viene fatto roteare così da favorire l'ossigenazione del vino. In realtà questa operazione dovrebbe essere svolta solo dopo avere valutato gli aromi di “apertura” - cioè gli aromi composti da molecole leggere e che richiedono piccole quantità di ossigeno per volatilizzarsi - operazione che si esegue tenendo il calice fermo e senza rotearlo. Dopo avere valutato l'assenza di difetti in questa prima fase, si procede con la roteazione del calice e si annusa nuovamente: questa operazione favorisce la volatilizzazione delle molecole più “pesanti”. Se anche in questa fase non si riscontrano difetti, si passa finalmente all'assaggio di un piccolo sorso di vino, che conclude la valutazione. Infine, è bene considerare la temperatura: i difetti si riconoscono più facilmente con temperature elevate.



Ho una piccola vigna dalla quale raccolgo le uve per la produzione di un vino casalingo. Poiché la quantità è di poche decine di litri, faccio fermentare il mosto in damigiane dove successivamente avviene anche la maturazione. L'uso di damigiane può essere negativo per la fermentazione e la maturazione del vino?
Marco Menicucci -- Jesi, Ancona (Italia)
L'uso di damigiane nella produzione casalinga del vino non presenta svantaggi, a patto che siano seguite tutte le precauzioni necessarie per la stabilità biologica del vino. In presenza di piccole quantità - come sembra essere il suo caso - l'uso di una botte o di una vasca presenta degli inconvenienti pratici, poiché l'esigua quantità con consentirebbe il completo riempimento, lasciando il vino pericolosamente esposto agli effetti negativi dell'aria. Meglio quindi utilizzare una damigiana, di capacità tale da consentirne il completo riempimento durante la maturazione. Durante la fermentazione, si possono utilizzare gli appositi “gorgogliatori” per damigiana, disponibili nei negozi specializzati in enologia. Durante la maturazione si farà attenzione a colmare la damigiana fino a pochi centimetri al di sotto dell'apertura, isolando il vino esposto all'aria con uno strato di olio di vaselina, oppure con le speciali compresse di paraffina contenenti isosolfocianato di allile - cioè il gas di essenza di senape - che renderà asettico lo spazio vuoto fra il vino e il tappo. Č bene ricordare che queste compresse vanno sostituite periodicamente. Infine è importante che il luogo dove si conservano le damigiane sia buio, con la giusta temperatura e umidità, mantenuta il più costante possibile.



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  ABC Vino Numero 52, Maggio 2007   
Eiswein - Ice WineEiswein - Ice Wine  Sommario 
Numero 51, Aprile 2007 Numero 53, Giugno 2007

Eiswein - Ice Wine

Il vino venuto dal freddo e dal ghiaccio, una dolce prelibatezza che si produce in inverno attendendo che il freddo congeli letteralmente i chicchi d'uva nella vite

 I vini dolci hanno da sempre affascinato i sensi e la fantasia degli appassionati di vino di tutti i tempi. Spesso costosi e rari, la loro presenza era praticamente costante nelle tavole dei nobili e delle classi benestanti, anche come segno di ricchezza. Ricchi, densi, dolci, complessi negli aromi e nei sapori, i vini dolci offrono un'esperienza sensoriale unica. Tuttavia, non basta solo la dolcezza per fare un grande vino dolce poiché non tutti i metodi usati per aggiungere o mantenere lo zucchero in un vino producono gli stessi risultati, né dal punto di vista organolettico né dal punto di vista della qualità. Esistono infatti diversi modi per produrre un vino dolce, di questi il meno “nobile” è certamente quello che prevede l'aggiunta di zucchero al termine della produzione. Quello che affascina dei vini dolci è la loro complessità organolettica, quello straordinario concentrato di aromi e di sapori che vanno ben oltre alla dolcezza, un risultato che si ottiene principalmente dalla concentrazione delle sostanze contenute nell'acino dell'uva.

Oro liquido venuto dal freddo:
Icewine - Eiswein
Oro liquido venuto dal freddo: Icewine - Eiswein

 Anche la maturazione - o per meglio dire la sovrammaturazione - dell'uva svolge un ruolo importante nel risultato finale, poiché questo processo naturale provoca l'aumento degli zuccheri e l'esaltazione degli aromi “maturi”, diminuendo nel contempo l'acidità. Nonostante questo sia un ottimo metodo per ottenere il massimo della dolcezza dall'uva, in realtà anche l'acidità svolge un ruolo di primaria importanza, essenziale per l'armonia e l'equilibrio del vino. Uno dei metodi più antichi per la produzione dei vini dolci è quello di raccogliere le uve mature e lasciarle appassire all'aria - appese in appositi telai oppure disposte su graticci - così da favorire la progressiva perdita d'acqua con il risultato di concentrare il succo. Alternativamente, si consente all'uva di appassire direttamente nella vite che sarà poi vendemmiata quando avrà raggiunto il giusto grado di concentrazione e appassimento.

 Un altro metodo - attuabile solamente nelle zone che offrono le giuste condizioni climatiche e ambientali - utilizza un fattore che potrebbe sembrare deleterio per la salute dell'uva e del vino, ma che nelle giuste condizioni regala al succo dell'uva qualità organolettiche estremamente raffinate: la muffa. Si tratta di una muffa particolare - la Botrytis Cinerea - che in condizioni favorevoli regala nettari divini e che invece quando si sviluppa eccessivamente condanna alla rovina l'intero raccolto. La Botrytis Cinerea, detta anche muffa nobile fino a quando non si sviluppa eccessivamente facendo letteralmente marcire l'uva, costituisce un serio problema per ogni viticoltore, benvenuta solamente nelle uve destinate alla produzione dei vini dolci muffati, combattuta in tutti gli altri casi. La muffa nobile, penetrando nella buccia dell'acino dell'uva alla ricerca di nutrimento, favorisce la perdita dell'acqua concentrandone il succo, conferendo inoltre i propri caratteri organolettici.

 

 Esiste un altro metodo per concentrare il succo dell'uva: congelare l'acqua all'interno degli acini e provvedere subito dopo alla pigiatura. Questo sistema può essere ottenuto in due modi distinti, uno assolutamente naturale ottenuto in zone particolarmente fredde, l'altro mediante la congelazione artificiale degli acini d'uva. Quest'ultimo metodo viene definito come crioestrazione ed è utilizzato, con lo scopo di concentrare il mosto, anche nella produzione di altri vini. Dove le condizioni climatiche lo consentono, questo metodo è realizzato naturalmente grazie alle basse temperature invernali, raccogliendo i chicchi d'uva congelati direttamente dalla vite. Nascono così i pregiati ed eccellenti eiswein, come sono chiamati in Germania e in Austria, e gli ice wine - o icewine - nome con il quale sono conosciuti in Canada. Altra caratteristica degli eiswein è l'assenza della Botrytis Cinerea, pertanto l'acidità in questi vini sarà piuttosto spiccata, pur sempre mantenendo un perfetto e straordinario equilibrio con le altre qualità organolettiche.

 Le origini dell'eiswein non sono molto chiare: l'unica informazione certa è che sono stati “inventati” in Germania. Alcuni ritengono che il metodo di produzione di questi vini sia stato “scoperto” accidentalmente nel 1794 in Franconia, la celebre regione che si trova nella parte centro-meridionale della Germania. Sembra che nel 1794, nella città di Würzburg si sia verificata una gelata inattesa e che provocò il congelamento delle uve. I viticoltori della zona, con lo scopo di salvare comunque il raccolto, decisero di pigiare quelle uve e ne ricavarono un mosto estremamente concentrato e che produsse quel vino oggi famoso come eiswein. Questa non è comunque l'unica ipotesi sulla nascita degli eiswein. Secondo altre ipotesi, sembra che il primo eiswein della storia fu prodotto a Dromersheim - nella Rheinhessen - con le uve dell'annata 1829, un'annata particolarmente rigida. Pare che nell'inverno del 1829-1830, i viticoltori di quella zona, cercando di recuperare le uve danneggiate dalle gelate con lo scopo di usarle per l'alimentazione del bestiame, notarono che il succo era eccezionalmente dolce.

 Decisero quindi di pigiare quelle uve “congelate” e dal poco mosto che ne ricavarono, produssero un vino dolce e squisito: l'eiswein. Sarà solo verso la fine degli anni 1960 che questa tecnica fu migliorata e perfezionata per opera del dott. Hans Georg Ambrosi, l'uomo riconosciuto come il “padre dell'Eiswein”. Hans Georg Ambrosi iniziò i suoi esperimenti sull'Eiswein nel 1955, quando si trovava in Sud Africa per motivi di studio. Quando tornò in Germania continuò i suoi studi su questo vino e fondò una cantina nella Renania, iniziando a produrre l'Eiswein. Altri produttori tedeschi seguirono il suo esempio e l'Eiswein diventò un prodotto tipico della Germania. Nonostante la Germania sia considerata la patria dell'Eiswein, le condizioni climatiche non consentono la sua produzione ogni anno. Dove invece la produzione dell'Eiswein è garantita ogni anno è il Canada, qui chiamato Ice Wine, diventato in poco tempo il principale produttore mondiale di questo tipo di vino.

 Il Canada entra ufficialmente nella storia di questo vino nel 1973, anno nel quale fu prodotto il primo Ice Wine del paese per opera di Walter Hainle, un tedesco emigrato in Canada nel 1970. Grazie alle costanti condizioni climatiche invernali, contrariamente alla Germania, il Canada produce ogni anno Ice Wine, una condizione che ha consentito la sperimentazione e il miglioramento della tecnica di produzione. Il successo mondiale dell'Eiswein e dell'Ice Wine si affermerà negli anni 1990 grazie alle produzioni di Canada, Germania e Austria, entrando ufficialmente nell'olimpo dei grandi vini da dessert del mondo. Gli Eiswein - Ice Wine sono infatti considerati fra i vini da dessert più ricercati e apprezzati nel mondo, e spesso la produzione non è sufficiente a soddisfare le richieste del mercato. La principale zona di produzione dell'Ice Wine è la Penisola del Niagara, nell'Ontario, dove si produce principalmente Ice Wine da Vidal, un'uva ibrida di origine francese.

 

Produzione dell'Eiswein - Ice Wine

 La produzione dell'Eiswein - o Ice Wine - è un processo laborioso che richiede la presenza di condizioni climatiche specifiche e particolari procedure di vinificazione. Prima di tutto, il freddo. I grappoli d'uva sono lasciati sulla vite durante i mesi invernali e le ripetute gelate favoriscono la concentrazione degli zuccheri, degli acidi e delle sostanze aromatiche, con il risultato di esaltare la complessità organolettica del succo. La lunga attesa per l'arrivo del freddo rappresenta tuttavia una condizione di rischio piuttosto concreta, poiché durante questo periodo l'uva potrebbe essere danneggiata da diversi fattori. Infatti, nel caso in cui la gelata non arrivi nel tempo giusto, senza ritardare eccessivamente, le uve potrebbero essere facile preda della muffa, provocando la perdita del raccolto. Tuttavia, se la gelata è troppo rigida, gli acini dell'uva si “congelerebbero” eccessivamente, non consentendo l'estrazione del succo concentrato.

 Le uve sono raccolte in pieno inverno, quando la temperatura è solitamente inferiore a -8° C e l'acqua all'interno degli acini è congelata in cristalli di ghiaccio. Il lavoro della vendemmia deve essere svolto nel più breve tempo possibile, poiché l'uva deve essere pigiata prima del suo scongelamento, generalmente nelle ore notturne o nelle prime ore del mattino, cioè quando la temperatura raggiunge i valori minimi della giornata. Anche i locali di vinificazione dovranno avere una temperatura molto bassa così da evitare lo scongelamento delle uve prima della pigiatura. Poiché l'acqua contenuta negli acini è congelata in cristalli di ghiaccio, questa non sarà estratta e il poco succo che si ricava dalla pigiatura è un mosto estremamente concentrato, ricco di zucchero e acidi. La concentrazione di zucchero negli Eiswein - Ice Wine è generalmente compresa fra 180 e 320 grammi per litro, una quantità tale da rendere la fermentazione estremamente lenta.

 La fermentazione del mosto per la produzione degli Eiswein può richiedere anche alcuni mesi e la vinificazione è svolta sia in contenitori inerti - come le vasche d'acciaio - sia in botti di rovere o barrique. Gli Eiswein sono generalmente prodotti con uve a bacca bianca, tuttavia non mancano esempi di vini prodotti con uve a bacca rossa. Fra le varietà utilizzate per la produzione degli Eiswein - Ice Wine il Riesling è certamente l'uva più importante, seguita dal Vidal, tipica delle produzioni Canadesi. Fra le altre uve a bacca bianca utilizzate per la produzione di questi vini si ricordano: Chardonnay, Chenin Blanc, Ehrenfelser - un incrocio fra Riesling e Sylvaner - Gewürztraminer, Kerner, Pinot Bianco e Seyval Blanc, un ibrido ottenuto in Francia all'inizio del XX secolo dall'incrocio di due ibridi di uva Seibel. Fra le uve a bacca rossa, la più tipica è il Cabernet Franc, tuttavia si utilizzano anche Cabernet Sauvignon, Merlot, Pinot Nero e, marginalmente, Syrah.

 

Zone di Produzione

 La tecnica di produzione degli Eiswein - Ice Wine è utilizzata in diversi paesi del mondo, tuttavia i rappresentati principali di questo vino sono Canada, Germania e Austria. La condizione essenziale per la produzione di questi eccellenti vini dolci è rappresentata da un inverno con temperature molto rigide, tali da provocare il congelamento dell'acqua contenuta all'interno dei chicchi d'uva. Gli Eiswein - Ice Wine sono prodotti, seppure in quantità limitate, anche in Australia, Croazia, Francia - conosciuti come Vin de Glace - Italia, Nuova Zelanda, Repubblica Ceca, Slovacchia, Slovenia, Stati Uniti d'America e Ungheria. La produzione degli Eiswein - Ice Wine è regolata da apposite leggi in ognuno di questi paesi e in alcuni casi i disciplinari di produzione sono molto rigidi con lo scopo di garantire la migliore qualità. Una delle tecniche più controverse nella produzione di questi vini è la cosiddetta crioestrazione, che consente il congelamento artificiale degli acini d'uva, consentendo quindi la produzione anche in zone o in annate con stagioni invernali non particolarmente fredde.

 La crioestrazione, per esempio, è espressamente vietata in Canada, Germania e Austria, mentre in altri paesi questa tecnica è talvolta consentita. In Canada gli Ice Wine sono prodotti nella British Columbia e nell'Ontario, area nella quale si registra la maggiore quantità prodotta nel mondo, in particolare nella Penisola del Niagara. In Canada, la produzione degli Ice Wine è regolata da un apposito disciplinare istituito dalla Vintners Quality Alliance (Unione dei Viticoltori di Qualità), abbreviato in VQA. In Germania gli Eiswein sono rappresentati da una specifica categoria del sistema di qualità QmP (Qualitätswein mit Prädikat, Vini di Qualità con Predicato). Anche la produzione di Eiswein in Austria è disciplinato dal sistema di qualità del paese. Gli Eiswein austriaci sono infatti inclusi nel livello più alto del sistema - Prädikatswein - nel quale è prevista un'apposita categoria.

 




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Barolo a Confronto

Uno dei vini più famosi dell'enologia italiana, definito da molti come “il re dei vini, il vino dei re”, il Barolo è il grande vino delle Langhe prodotto con l'uva Nebbiolo

 Nel vasto scenario enologico dell'Italia, il Barolo è fra le stelle più brillanti, figlio di una delle più grandi uve del ricco patrimonio ampelografico dell'Italia: il Nebbiolo. Il Barolo non è l'unico “figlio” del Nebbiolo, ma certamente è il vino che, per primo, ha reso celebre questa gloriosa uva piemontese nel mondo. Grazie anche alla cultura enologica del Piemonte - un caso piuttosto raro in Italia - il Barolo è uno dei pochi vini italiani ad essere classificato secondo specifici cru e nelle etichette è riportato, nella maggioranza dei casi, anche il nome della vigna o del comune di provenienza. L'identificazione dei cru del Barolo inizia grazie all'importante contributo di Renato Ratti, il celebre enologo che, negli anni 1970, svolge scrupolose ricerche sul territorio, sui vigneti e sui vari comuni: un meticoloso e fondamentale lavoro che consentirà la creazione della cosiddetta “Carta del Barolo”, nella quale sono definite le zone di produzione di questo glorioso vino.

 Il Nebbiolo - il quale si produce il Barolo - è un'uva piuttosto esigente sia dal punto di vista colturale, sia da quello ambientale. Il Nebbiolo tende a maturare più tardivamente rispetto ad altre varietà, vendemmiato solitamente in pieno autunno, quando i vigneti sono oramai coperti dalla nebbia, fenomeno dal quale deriva il suo nome. Il Nebbiolo è un'uva difficile anche nei vini che produce, con una personalità tutta propria che si trova raramente in altri vini. Con la sua ricchezza di polifenoli e tannini - fra le uve più ricche che si conoscano - i vini prodotti con Nebbiolo si fanno notare per la robusta struttura così come per la loro eleganza: due qualità che portano spesso a definire questi vini come un pugno di ferro in un guanto di velluto. Altra qualità tipica del Nebbiolo è la spiccata acidità che contribuisce alla “ruvidità” dei suoi vini conferendo una personalissima freschezza. Per questi motivi, i vini prodotti con Nebbiolo necessitano di un'adeguata quantità di alcol e di un opportuno periodo di maturazione in legno così da raggiungere l'equilibrio gustativo.

 

I Vini della Degustazione

 Il Barolo, oltre alla sua famosa e particolare uva, è anche oggetto di discussioni da parte dei produttori e degli appassionati. Motivo di tante discussioni non è determinato dal Nebbiolo e dalle sue caratteristiche, piuttosto dal modo con il quale si produce il Barolo. Non tutto il metodo di produzione, ma unicamente un “dettaglio” che si potrebbe definire come il fattore legno. Tradizionalmente il Barolo è fatto maturare in botti grandi, mentre in tempi recenti, alcuni produttori hanno introdotto la “moderna” barrique, segnando una netta divisione. I tradizionalisti preferiscono l'uso della botte grande, mentre i modernisti prediligono la barrique: definizioni che si usano sia per i produttori sia per gli appassionati. Nonostante la “diatriba” si stia mitigando negli ultimi tempi, per molti rimane ancora un motivo determinante, tuttavia l'evidenza dei fatti ha dimostrato con il tempo che entrambi i metodi producono eccellenti Barolo, certamente diversi fra loro - com'è naturale - ma entrambi straordinari, straordinario come solo il Barolo può essere.

I tre Barolo della nostra
degustazione comparativa
I tre Barolo della nostra degustazione comparativa

 Nella nostra degustazione comparativa sul Barolo cercheremo di comprendere le differenze che sono all'origine di questa “diatriba”: botte e barrique. Sarebbe stato certamente interessante - oltre che didattico - comprendere le differenze dei vari cru, tuttavia a causa delle differenze che si trovano nei vini prodotti nei diversi territori, avremmo certamente bisogno di più di tre vini. Il primo vino della degustazione è il Barolo Sorì Ginestra di Conterno Fantino, maturato in barrique per 24 mesi. Il secondo vino della nostra degustazione comparativa è il Barolo Riserva Vigna Rionda di Massolino, maturato in botte grande per 36 mesi. L'ultimo vino rappresenterà una via di mezzo, poiché è prodotto utilizzando entrambe le tecniche: Barolo Pressenda di Abbona Marziano, maturato per 12 mesi in barrique e per 18 mesi in botte grande. Tre grandissimi Barolo, non c'è dubbio, ma ognuno diverso dall'altro. I tre vini saranno serviti alla temperatura di 18° C e si utilizzeranno - come di consueto - tre calici da degustazione ISO.

 

Esame Visivo

 Nonostante il Nebbiolo sia un'uva ricca di polifenoli, in realtà è povera di sostanze coloranti, pertanto nei suoi vini raramente si noteranno colori di tonalità scura e anche la trasparenza sarà piuttosto elevata rispetto ad altri vini rossi. Questa caratteristica dipende tuttavia dalla qualità delle uve e dalla vinificazione, come testimoniato da diversi vini prodotti con Nebbiolo nei quali si osservano colori intensi e trasparenze ridotte. Anche nell'aspetto del Barolo troveremo ovviamente queste qualità. In gioventù il Barolo presenta colori rosso rubino intenso e brillante e la sfumatura può tendere al rosso granato. Con il tempo, il Barolo mostrerà già dopo qualche anno colori rosso granato e spesso rosso aranciato, un colore che si osserva generalmente nella sfumatura già nelle prime fasi della maturazione. La trasparenza del Barolo è generalmente piuttosto alta, tuttavia in alcuni casi questa può risultare ridotta e con il tempo tenderà comunque ad aumentare a causa della sedimentazione delle sostanze coloranti.

 Il primo vino del quale prenderemo in esame l'aspetto è il Barolo Riserva Vigna Rionda di Massolino. Mantenendo il calice in posizione inclinata sopra una superficie bianca - come una tovaglia o un foglio di carta - si osserverà il colore e la trasparenza. Il colore del vino, osservato alla base del calice, è rosso rubino brillante con una trasparenza piuttosto evidente. Osservando la massa liquida all'estremità del calice, si esaminerà la sfumatura del vino che presenterà un colore rosso aranciato. Passiamo ora alla valutazione del secondo vino: Barolo Pressenda di Abbona Marziano. Il colore di questo Barolo è piuttosto simile al vino precedente, con un colore rosso rubino brillante, una trasparenza evidente e sfumature rosso aranciato. Passiamo ora al terzo vino - il Barolo Sorì Ginestra di Conterno Fantino - l'unico dei tre ad essere completamente maturato in barrique. Il colore di questo Barolo è rosso rubino brillante e, rispetto ai vini precedenti, la trasparenza è inferiore, così come si noteranno differenze nella sfumatura, in questo caso rosso granato.

 

Esame Olfattivo

 Le qualità olfattive del Barolo sono eleganti e potenti allo stesso tempo. Con il tempo, questo straordinario vino non delude il degustatore con i suoi aromi complessi e ricchi. Un mondo pieno di frutti e fiori che con l'affinamento si arricchiscono e si trasformano in strepitosi aromi che invitano continuamente ad annusare il calice. Fra gli aromi di frutta più tipici del Barolo troviamo ciliegia, prugna e lampone, mentre fra gli aromi floreali, la violetta e la rosa. Il Barolo, secondo il disciplinare di produzione, prima di potere essere commercializzato, deve maturare per almeno tre anni - cinque per la riserva - di cui almeno due in botti di rovere o castagno. La scelta del tipo e del volume della botte influiscono direttamente sulle qualità olfattive del Barolo: un Barolo maturato in botte sviluppa aromi diversi da quello maturato in barrique. Fra gli aromi terziari più tipici che si sviluppano nel Barolo dopo anni di affinamento si ricordano tabacco, liquirizia, cioccolato, cuoio, catrame e cacao così come tartufo e funghi. Il mondo delle erbe aromatiche è rappresentato dal timo e dalla menta, mentre fra gli aromi balsamici il più frequente è quello di mentolo.

 

 Il primo vino che prenderemo in esame è il Barolo Riserva Vigna Rionda di Massolino. Mantenendo il calice in posizione verticale e senza rotearlo, inizieremo la valutazione olfattiva dagli aromi di apertura, cioè gli aromi che si volatilizzano più facilmente e con una minore quantità di ossigeno. Dal calice emergeranno aromi di ciliegia e violetta, le due qualità olfattive più caratteristiche del Nebbiolo e del Barolo. Si procederà ora a roteare il calice così da consentire una maggiore ossigenazione del vino favorendo la volatilizzazione delle sostanze aromatiche più “pesanti”, cioè le sostanze che necessitano di una quantità maggiore di ossigeno per potersi esprimere. Dopo la seconda olfazione, sarà possibile percepire dal calice l'aroma di prugna e lampone - anche in questo caso caratteristici del Nebbiolo e del Barolo - così come aromi puliti e intensi di rosa e mora, seguiti da aromi più complessi di vaniglia, tabacco, liquirizia, cannella, cacao e pepe rosa. Si noti, infine, la piacevole nota balsamica di mentolo.

 Passiamo ora al secondo vino della nostra degustazione comparativa: Barolo Pressenda di Abbona Marziano. Gli aromi di apertura sono caratterizzati da ciliegia, lampone e violetta, mentre la seconda olfazione - dopo avere roteato il calice - rivelerà aromi di prugna, rosa, fragola e ciclamino seguiti da vaniglia, tabacco, liquirizia, cannella, cacao, scatola di sigari, macis e il tocco balsamico di mentolo. Mentre il vino precedente è completamente maturato in botte, in questo secondo vino la maturazione è svolta sia in botte sia in barrique: si confrontino le differenze e l'intensità degli aromi terziari. Passiamo ora al terzo vino della degustazione - Barolo Sorì Ginestra di Conterno Fantino - l'unico dei tre ad essere maturato in barrique. Gli aromi di apertura sono caratterizzati da ciliegia, prugna, mora e violetta seguiti da aromi di rosa, vaniglia, liquirizia, tabacco, cacao, macis, mentolo e timo. Si confronti l'impatto aromatico di questo vino con quelli precedenti: le differenze fra la maturazione in botte e in barrique sono evidenti, tuttavia molto eleganti in entrambi i casi.

 

Esame Gustativo

 Un pugno di ferro in un guanto di velluto: questa è la sensazione prevalente che si percepisce in bocca quando si assaggia un vino prodotto con il Nebbiolo, in particolare il Barolo. Chiunque si aspetti rotondità e morbidezza, probabilmente rimarrà sorpreso dal Barolo. Struttura imponente graffiata da una piacevole freschezza, si contrappone alla morbidezza dell'alcol e alla rotondità della maturazione che il tempo regala al Barolo: un vino che certamente non può essere definito “facile”. Eppure l'eleganza e la classe del Barolo, nel suo equilibrio e nella sua personalità - non da ultimo, la sua potenza - lasciano puntualmente sorpresi i palati dei degustatori. Non è un caso che il Barolo sia uno dei tanti vini ad essere definito come “il vino dei re, il re dei vini”, grazie alla sua personalità, eleganza e potenza, è un ottimo compagno di pietanze ricche e raffinate. La spiccata acidità e astringenza del Barolo chiedono, con lo scopo di raggiungere l'equilibrio, un'appropriata quantità di alcol e il volume medio è tipicamente 13,5%.

 Iniziamo la valutazione gustativa dal Barolo Riserva Vigna Rionda di Massolino. L'attacco di questo Barolo conferma le aspettative: potenza e freschezza unita alla sensazione pseudocalorica dell'alcol. Un corpo robusto, tuttavia caratterizzato da una piacevole morbidezza - conferita dalla maturazione in botte e dall'alcol - molto elegante e molto corrispondente con il naso. Passiamo ora al secondo vino della nostra degustazione comparativa: Barolo Pressenda di Abbona Marziano. L'attacco di questo Barolo è caratterizzato, ancora una volta, da una possente struttura e da una piacevole freschezza, tuttavia la morbidezza sarà più evidente rispetto al vino precedente. L'attacco del terzo vino - il Barolo Sorì Ginestra di Conterno Fantino - non differisce dai vini precedenti: corpo robusto e piacevole freschezza che si lasciano ben equilibrare dall'alcol e dalla morbidezza della maturazione in legno, in questo caso 24 mesi in barrique. Si assaggino ancora una volta i tre vini e si confrontino le differenze gustative, in particolare la morbidezza in funzione dei tipi di botte utilizzati.

 

Considerazioni Finali

 Il Barolo è un grande vino - non è una novità - e i tre esemplari utilizzati nella nostra degustazione comparativa ne sono la piena conferma. Il finale del Barolo Riserva Vigna Rionda di Massolino è persistente con lunghi e puliti ricordi di ciliegia, prugna e lampone: un finale che si potrebbe definire tipico del Barolo. Anche il finale del secondo vino - Barolo Pressenda di Abbona Marziano - è molto persistente con lunghi ricordi di ciliegia, lampone e prugna. Il finale del Barolo Sorì Ginestra di Conterno Fantino è molto persistente, esattamente come i vini precedenti, tuttavia con ricordi più “robusti” di ciliegia e prugna. Si noti come in tutti e tre i Barolo della nostra degustazione comparativa la percezione della struttura continui ad essere presente anche nelle fasi finali, in particolare, si noti il finale in funzione al tipo di botte utilizzato per la maturazione. Il Barolo, nonostante la botte e la barrique conferiscano qualità organolettiche diverse, si conferma sempre un vino di grande eleganza e classe: questo potrebbe certamente bastare a portare la “pace” fra tradizionalisti e modernisti, magari incontrandosi idealmente nella grandezza di un buon calice di Barolo.

 






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I Vini del Mese


 

Legenda dei punteggi

Sufficiente    Abbastanza Buono    Buono
Ottimo    Eccellente
Vino eccellente nella sua categoria
Vino con buon rapporto qualità/prezzo
I prezzi sono da considerarsi indicativi in quanto possono subire variazioni a seconda del paese
e del luogo in cui vengono acquistati i vini




Sant'Antimo Cabernet Sauvignon 2004, Molino di Sant'Antimo (Toscana, Italia)
Sant'Antimo Cabernet Sauvignon 2004
Molino di Sant'Antimo (Toscana, Italia)
Uvaggio: Cabernet Sauvignon
Prezzo: € 8,00 Punteggio:   
Questo vino si presenta con un colore rosso rubino brillante e sfumature rosso rubino, abbastanza trasparente. Al naso esprime aromi intensi, puliti, gradevoli e raffinati che si aprono con note di prugna, ribes e amarena seguite da aromi di mirtillo, violetta, vaniglia, peperone, cannella e mentolo. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco tannico e piacevole morbidezza, comunque equilibrato dall'alcol, buon corpo, sapori intensi. Il finale è persistente con ricordi di prugna, amarena e ribes. Sant'Antimo Cabernet Sauvignon matura per 2 mesi in barrique.
Abbinamento: Carne alla griglia, Carne arrosto, Stufati di carne con funghi



Brunello di Montalcino 2001, Molino di Sant'Antimo (Toscana, Italia)
Brunello di Montalcino 2001
Molino di Sant'Antimo (Toscana, Italia)
Uvaggio: Sangiovese Grosso
Prezzo: € 28,00 Punteggio:
Questo Brunello di Montalcino si presenta con un colore rosso rubino brillante e sfumature rosso granato, abbastanza trasparente. Al naso esprime aromi intensi, puliti, gradevoli e raffinati che si aprono con note di amarena e prugna seguite da aromi di violetta, vaniglia, lampone, tabacco, liquirizia, cioccolato, cannella, macis e mentolo. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco tannico e comunque equilibrato dall'alcol, corpo pieno, sapori intensi. Il finale è persistente con ricordi di amarena e prugna. Questo Brunello di Montalcino matura per 3 anni in botte a cui seguono 6 mesi di affinamento in bottiglia.
Abbinamento: Selvaggina, Carne arrosto, Brasati e stufati di carne, Formaggi stagionati



Pellaro 2003, Malaspina (Calabria, Italia)
Pellaro 2003
Malaspina (Calabria, Italia)
Uvaggio: Nerello Cappuccio (50%), Nocera (30%), Cabernet Sauvignon (20%)
Prezzo: € 11,00 Punteggio:
Pellaro si presenta con un colore rosso rubino brillante e sfumature rosso granato, abbastanza trasparente. Al naso esprime aromi intensi, puliti, gradevoli e raffinati che si aprono con note di prugna, mora e amarena seguite da aromi di violetta, china, vaniglia e carruba. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco tannico e comunque equilibrato dall'alcol, buon corpo, sapori intensi. Il finale è persistente con ricordi di prugna e mora. Pellaro matura per 10 mesi in barrique.
Abbinamento: Carne alla griglia, Carne arrosto, Stufati di carne



Patros Pietro 2003, Malaspina (Calabria, Italia)
Patros Pietro 2003
Malaspina (Calabria, Italia)
Uvaggio: Magliocco Canino (80%), Cabernet Sauvignon (20%)
Prezzo: € 20,00 Punteggio:
Patros Pietro si presenta con un colore rosso rubino brillante e sfumature rosso granato, abbastanza trasparente. Al naso esprime aromi intensi, puliti, gradevoli e raffinati che si aprono con note di amarena, prugna e lampone seguite da aromi di violetta, ciclamino, fragola, vaniglia, carruba e mentolo. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco tannico e piacevole morbidezza, comunque equilibrato dall'alcol, buon corpo, sapori intensi. Il finale è persistente con ricordi di amarena e prugna. Patros Pietro matura per 6 mesi in barrique.
Abbinamento: Carne arrosto, Brasati e stufati di carne con funghi



Rosso Spina 2005, Cantina La Spina (Umbria, Italia)
Rosso Spina 2005
Cantina La Spina (Umbria, Italia)
Uvaggio: Montepulciano (90%), Merlot (5%), Gamay (5%)
Prezzo: € 14,00 Punteggio:
Rosso Spina si presenta con un colore rosso rubino intenso e sfumature rosso rubino, poco trasparente. Al naso esprime aromi intensi, puliti, gradevoli e raffinati che si aprono con note di amarena, prugna e mirtillo seguite da aromi di violetta, vaniglia, rosa, lampone, carruba e cannella. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco tannico e comunque equilibrato dall'alcol, buon corpo, sapori intensi. Il finale è persistente con ricordi di amarena, prugna e lampone. Rosso Spina matura per 12 mesi in barrique.
Abbinamento: Carne arrosto, Carne alla griglia, Stufati di carne, Formaggi stagionati



Polimante della Spina 2005, Cantina La Spina (Umbria, Italia)
Polimante della Spina 2005
Cantina La Spina (Umbria, Italia)
Uvaggio: Merlot (70%), Gamay (30%)
Prezzo: € 15,00 Punteggio:
Questo vino si presenta con un colore rosso rubino intenso e sfumature rosso rubino, poco trasparente. Al naso esprime aromi intensi, puliti, gradevoli e raffinati che si aprono con note di ribes, amarena e prugna seguite da aromi di mirtillo, vaniglia, peperone, pepe rosa, tabacco, cioccolato ed eucalipto. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco tannico e comunque equilibrato dall'alcol, corpo pieno, sapori intensi, piacevole morbidezza. Il finale è persistente con ricordi di amarena, ribes e prugna. Polimante della Spina matura per 12 mesi in barrique.
Abbinamento: Selvaggina, Brasati e stufati di carne, Carne arrosto, Formaggi stagionati



Prodigo 2004, Donato Giangirolami (Lazio, Italia)
Prodigo 2004
Donato Giangirolami (Lazio, Italia)
Uvaggio: Syrah
Prezzo: € 4,00 Punteggio:
Alla vista si presenta con un colore rosso rubino intenso e sfumature rosso rubino, poco trasparente. Al naso esprime aromi intensi, puliti e gradevoli che si aprono con note di prugna, amarena e mirtillo seguite da aromi di vaniglia, violetta e carruba. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco leggermente tannico e comunque equilibrato dall'alcol, buon corpo, sapori intensi. Il finale è persistente con ricordi di prugna e amarena. Prodigo matura per 6 mesi in barrique a cui seguono 4-6 mesi di affinamento in bottiglia.
Abbinamento: Stufati di carne, Carne arrosto, Carne alla griglia



Peschio 2005, Donato Giangirolami (Lazio, Italia)
Peschio 2005
Donato Giangirolami (Lazio, Italia)
Uvaggio: Cabernet Sauvignon (50%), Merlot (25%), Syrah (25%)
Prezzo: € 4,35 Punteggio:
Peschio si presenta con un colore rosso rubino intenso e sfumature rosso rubino, poco trasparente. Al naso esprime aromi intensi, puliti e gradevoli che si aprono con note di amarena e prugna seguite da aromi di mirtillo, ribes, violetta, vaniglia e cioccolato. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco tannico e comunque equilibrato dall'alcol, buon corpo, sapori intensi. Il finale è persistente con ricordi di amarena e prugna. Peschio matura per 7-8 mesi in barrique a cui seguono 7-8 mesi di affinamento in bottiglia.
Abbinamento: Carne alla griglia, Carne arrosto, Stufati di carne



Tellus 2005, Falesco (Umbria, Italia)
Tellus 2005
Falesco (Umbria, Italia)
Uvaggio: Merlot (50%), Syrah (50%)
Prezzo: € 6,48 Punteggio:
Alla vista si presenta con un colore rosso rubino intenso e sfumature rosso rubino, poco trasparente. Al naso esprime aromi intensi, puliti, gradevoli e raffinati che si aprono con note di prugna, amarena e ribes seguite da aromi di mirtillo, lampone, violetta e carruba. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco tannico e comunque equilibrato dall'alcol, buon corpo, sapori intensi. Il finale è persistente con ricordi di amarena e mirtillo. Il Syrah utilizzato per la produzione di Tellus matura in barrique per un mese mentre il Merlot è maturato in vasche d'acciaio.
Abbinamento: Carne alla griglia, Stufati di carne



Montiano 2004, Falesco (Umbria, Italia)
Montiano 2004
Falesco (Umbria, Italia)
Uvaggio: Merlot
Prezzo: € 25,80 Punteggio:
Montiano si presenta con un colore rosso rubino cupo e sfumature rosso rubino, poco trasparente. Al naso esprime aromi intensi, puliti, gradevoli, raffinati ed eleganti che si aprono con note di amarena, ribes e prugna seguite da aromi di violetta, vaniglia, mirtillo, mora, tabacco, liquirizia, macis, eucalipto e cioccolato. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco tannico e piacevole morbidezza, comunque equilibrato dall'alcol, corpo pieno, sapori intensi. Il finale è persistente con ricordi di amarena, ribes e prugna. Montiano matura per 12 mesi in barrique.
Abbinamento: Selvaggina, Carne arrosto, Brasati e stufati di carne, Formaggi stagionati



Villa Tirrena 2004, Paolo e Noemi d'Amico (Lazio, Italia)
Villa Tirrena 2004
Paolo e Noemi d'Amico (Lazio, Italia)
Uvaggio: Merlot
Prezzo: € 6,90 Punteggio:
Villa Tirrena si presenta con un colore rosso rubino brillante e sfumature rosso rubino, abbastanza trasparente. Al naso esprime aromi intensi, puliti e gradevoli che si aprono con note di amarena, ribes e prugna seguite da aromi di vaniglia, violetta, tabacco e carruba. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco leggermente tannico e comunque equilibrato dall'alcol, buon corpo, sapori intensi. Il finale è persistente con ricordi di amarena e prugna. Villa Tirrena matura per 8 mesi in barrique a cui seguono 4 mesi di affinamento in bottiglia.
Abbinamento: Paste ripiene, Carne arrosto, Carne alla griglia



Primitivo di Manduria Tradizione del Nonno 2004, Vinicola Savese (Puglia, Italia)
Primitivo di Manduria Tradizione del Nonno 2004
Vinicola Savese (Puglia, Italia)
Uvaggio: Primitivo
Prezzo: € 16,00 Punteggio:
Questo Primitivo di Manduria si presenta con un colore rosso rubino intenso e sfumature rosso granato, poco trasparente. Al naso esprime aromi intensi, puliti, gradevoli e raffinati che si aprono con note di prugna, mora e amarena seguite da aromi di viola appassita, vaniglia, tamarindo, tabacco, liquirizia, macis, carruba e mentolo. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco tannico e piacevole morbidezza, comunque equilibrato dall'alcol, corpo pieno, sapori intensi. Il finale è persistente con ricordi di prugna, mora e amarena. Parte di questo Primitivo matura in barrique.
Abbinamento: Selvaggina, Carne arrosto, Brasati e stufati di carne, Formaggi stagionati



Primitivo di Manduria Dolce Naturale Passione 2003, Vinicola Savese (Puglia, Italia)
Primitivo di Manduria Dolce Naturale Passione 2003
Vinicola Savese (Puglia, Italia)
Uvaggio: Primitivo
Prezzo: € 23,00 - 500ml Punteggio:
Alla vista si presenta con colore rosso rubino cupo e sfumature rosso granato, poco trasparente. Al naso esprime aromi intensi, puliti, gradevoli e raffinati che si aprono con note di confettura di more, confettura di amarene e prugna secca seguite da aromi di viola appassita, vaniglia, tabacco, tamarindo, smalto, cioccolato e macis. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco dolce e tannico, comunque equilibrato dall'alcol, corpo pieno, sapori intensi. Il finale è persistente con ricordi di confettura di more e prugna secca. Primitivo di Manduria Passione matura per 8 mesi in barrique e in vasi di terracotta.
Abbinamento: Dessert al cioccolato, Formaggi stagionati, Crostate di frutta secca



Rubizzo 2005, I Pampini (Lazio, Italia)
Rubizzo 2005
I Pampini (Lazio, Italia)
Uvaggio: Merlot
Prezzo: € 5,50 Punteggio:
Rubizzo si presenta con un colore rosso rubino intenso e sfumature rosso porpora, poco trasparente. Al naso rivela aromi intensi, puliti e gradevoli che si aprono con note di amarena, mirtillo e ribes seguite da aromi di prugna, violetta e carruba. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco leggermente tannico e comunque equilibrato dall'alcol, buon corpo, sapori intensi. Il finale è abbastanza persistente con ricordi di amarena e mirtillo. Rubizzo matura per alcuni mesi in botte.
Abbinamento: Pasta e legumi, Carne saltata



Cabernet Sauvignon 2005, I Pampini (Lazio, Italia)
Cabernet Sauvignon 2005
I Pampini (Lazio, Italia)
Uvaggio: Cabernet Sauvignon
Prezzo: € 8,40 Punteggio:
Questo vino si presenta con un colore rosso rubino intenso e sfumature rosso rubino, poco trasparente. Al naso esprime aromi intensi, puliti e gradevoli che si aprono con note di amarena e ribes seguite da aromi di mirtillo, prugna, geranio e carruba. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco tannico e comunque equilibrato dall'alcol, buon corpo, sapori intensi. Il finale è persistente con ricordi di prugna e ribes. Una parte di questo Cabernet Sauvignon matura in botte.
Abbinamento: Carne saltata con funghi, Paste ripiene, Carne alla griglia



Togale 2005, Fontana Candida (Lazio, Italia)
Togale 2005
Fontana Candida (Lazio, Italia)
Uvaggio: Merlot
Prezzo: € 4,20 Punteggio:
Togale si presenta con un colore rosso rubino brillante e sfumature rosso rubino, abbastanza trasparente. Al naso esprime aromi intensi, puliti e gradevoli che si aprono con note di amarena, mirtillo e prugna seguite da aromi di violetta, vaniglia e carruba. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco leggermente tannico e comunque equilibrato dall'alcol, buon corpo, sapori intensi. Il finale è abbastanza persistente con ricordi di amarena e prugna. Una piccola parte di Togale matura per 4 mesi in barrique.
Abbinamento: Paste ripiene, Carne saltata, Carne bianca arrosto



Kron 2004, Fontana Candida (Lazio, Italia)
Kron 2004
Fontana Candida (Lazio, Italia)
Uvaggio: Merlot (85%), Sangiovese (15%)
Prezzo: € 16,50 Punteggio:
Kron si presenta con un colore rosso rubino brillante e sfumature rosso granato, abbastanza trasparente. Al naso esprime aromi intensi, puliti, gradevoli e raffinati che si aprono con note di prugna e mirtillo seguite da aromi di amarena, violetta, vaniglia, tabacco, cannella, carruba e macis. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco tannico e comunque equilibrato dall'alcol, buon corpo, sapori intensi, piacevole. Il finale è persistente con ricordi di prugna, mirtillo e amarena. Kron matura per 12 mesi in barrique a cui seguono 6 mesi di affinamento in bottiglia.
Abbinamento: Carne alla griglia, Carne arrosto, Stufati di carne



Imyr 2005, Ceraudo (Calabria, Italia)
Imyr 2005
Ceraudo (Calabria, Italia)
Uvaggio: Chardonnay
Prezzo: € 13,00 Punteggio:
Imyr si presenta con un colore giallo dorato intenso e sfumature giallo dorato, molto trasparente. Al naso esprime aromi intensi, puliti, gradevoli e raffinati che si aprono con note di banana, susina e tostato seguite da aromi di agrumi, caffè, biancospino, mela, pompelmo e nocciola. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco fresco e morbido, comunque equilibrato dall'alcol, buon corpo, sapori intensi. Il finale è persistente con ricordi di banana, mela e susina. Imyr matura per 6 mesi in barrique.
Abbinamento: Carne bianca arrosto, Paste ripiene, Pesce arrosto



Petraro 2004, Ceraudo (Calabria, Italia)
Petraro 2004
Ceraudo (Calabria, Italia)
Uvaggio: Cabernet Sauvignon
Prezzo: € 16,00 Punteggio:
Petraro si presenta con un colore rosso rubino intenso e sfumature rosso granato, poco trasparente. Al naso esprime aromi intensi, puliti, gradevoli e raffinati che si aprono con note di amarena, ribes e prugna seguite da aromi di mirtillo, viola appassita, vaniglia, tabacco, cacao ed eucalipto. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco tannico e comunque equilibrato dall'alcol, buon corpo, sapori intensi, piacevole. Il finale è persistente con ricordi di amarena, prugna e ribes. Petraro matura per 18 mesi in barrique.
Abbinamento: Carne arrosto, Brasati e stufati di carne, Formaggi stagionati



Langhe Rosso Alna 2005, Josetta Saffirio (Piemonte, Italia)
Langhe Rosso Alna 2005
Josetta Saffirio (Piemonte, Italia)
Uvaggio: Merlot (90%), Nebbiolo (10%)
Prezzo: € 15,00 Punteggio:
Langhe Rosso Alna si presenta con colore rosso rubino intenso e sfumature rosso rubino, poco trasparente. Al naso esprime aromi intensi, puliti, gradevoli e raffinati che si aprono con note di amarena, prugna e ribes seguite da aromi di lampone, mirtillo, ciclamino e vaniglia. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco tannico e comunque equilibrato dall'alcol, buon corpo, sapori intensi. Il finale è persistente con ricordi di amarena e prugna. Langhe Rosso Alna matura per 12 mesi in botte.
Abbinamento: Carne alla griglia, Carne arrosto, Stufati di carne



Barolo 2003, Josetta Saffirio (Piemonte, Italia)
Barolo 2003
Josetta Saffirio (Piemonte, Italia)
Uvaggio: Nebbiolo
Prezzo: € 28,00 Punteggio:
Questo Barolo si presenta con un colore rosso rubino brillante e sfumature rosso granato, abbastanza trasparente. Al naso esprime aromi intensi, puliti, gradevoli e raffinati che si aprono con note di ciliegia, lampone e prugna seguite da aromi di fragola, violetta, rosa, vaniglia, tabacco, liquirizia, cioccolato, cannella e mentolo. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco tannico e comunque equilibrato dall'alcol, corpo pieno, sapori intensi, piacevole. Il finale è persistente con ricordi di ciliegia e prugna. Questo Barolo matura per 24 mesi in botte e per 6 mesi in vasche di cemento a cui seguono 6 mesi di affinamento in bottiglia.
Abbinamento: Selvaggina, Brasati e stufati di carne, Carne arrosto, Formaggi stagionati






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  Produttori Numero 52, Maggio 2007   
Tenuta ValdipiattaTenuta Valdipiatta  Sommario 
Numero 51, Aprile 2007 Numero 53, Giugno 2007

Tenuta Valdipiatta

Fondata nel 1973 da Giulio Caporali, la conduzione dell'azienda vinicola è oggi affidata alla figlia Miriam che, in pochi anni, ha raggiunto con i suoi vini eccellenti risultati

 Quelli di Montepulciano sono fra i vini più antichi d'Italia che si conoscano e che sono giunti fino ai giorni nostri. Si parla per la prima volta di questo vino nel 789, in un documento del chierico Arnipert con il quale dona alla chiesa di San Silvestro a Lanciniano sull'Amiata - in provincia di Siena - una vigna del castello di Policiano. Citazioni del vino di Montepulciano si trovano in molti documenti di epoche successive, tuttavia la sua vera consacrazione arriverà nel 1549, quando Sante Lancerio, bottigliere di Papa Paolo III, parlando di questo vino lo definì vino perfectissimo, da signori. La strada verso la “nobiltà” inizia nel 1685, quando Francesco Redi - medico, naturalista e letterato aretino - esprime il suo apprezzamento per questo vino nel suo ditirambo Bacco in Toscana concludendolo con il verso “Montepulciano d'ogni vino è Re”. Re, ma non ancora nobile. Il vino di Montepulciano diventerà per la prima volta nobile nel 1787, quando in una nota spese di Giovan Filippo Neri - Governatore del Regio Ritiro di San Girolamo - il celebre vino fu definito e descritto con l'aggettivo “nobile”.

Giulio e Miriam Caporali
Giulio e Miriam Caporali

 La nobiltà del vino di Montepulciano è ancora oggi intatta e certamente accresciuta, attraverso gli eccellenti risultati ottenuti dai tanti produttori, fra questi, la Tenuta Valdipiatta. Fondata nel 1973, il nuovo corso della Tenuta Valdipiatta inizia alla fine degli anni 1980, quando Giulio Caporali, mosso dalla sua passione per la terra e per il vino, decide di rilevare un vecchio casale e alcuni ettari di vigneti sulle colline che da Montepulciano degradano verso la Valdichiana. Decide quindi di dedicarsi completamente al recupero dei vigneti e della cantina, convinto della necessità di rinnovare e modernizzare la tenuta. Procede quindi con l'ampliamento della cantina scavata nel tufo di una collina, destinata alla maturazione e all'affinamento dei vini, e alla costruzione di una nuova cantina destinata alle procedure di produzione e vinificazione. Oltre agli storici vigneti di Bossona e Sanguineto - considerati fra i migliori “cru” per il Vino Nobile - vengono acquistati i due vigneti di Ciarliana e Banditella, sui quali sono già coltivate le varietà Sangiovese e Canaiolo Nero.

 Tenuta Valdipiatta decide inoltre di puntare sulle varietà “internazionali”, piantando in questi nuovi vigneti Cabernet Sauvignon e Merlot, pur tuttavia mantenendo la propria vocazione primaria nella produzione del Vino Nobile di Montepulciano. Tutti i vigneti sono stati rinnovati a partire dai primi anni 1990, con l'eccezione dei due cru “Sanguineto” e “Vigna d'Alfiero”, entrambi impiantati all'inizio degli anni 1970. Proprio dal “Vigna d'Alfiero” nascerà nel 1999 il Vino Nobile di Montepulciano più prestigioso della Tenuta Valdipiatta e che prende nome da Alfiero Carpini, primo cantiniere della tenuta, che nel 1968 piantò in questa vigna il Sangiovese Grosso - a Montepulciano noto come Prugnolo Gentile - e dal quale si produce l'omonimo vino in quantità limitate. La produzione del “Vigna d'Alfiero” segue metodi molto rigorosi, a partire dalla bassa resa per ettaro - inferiore a 40 quintali - seguita da una scrupolosa selezione delle migliori uve. Il vino viene fatto maturare in botte per almeno due anni.

Tenuta Valdipiatta
Tenuta Valdipiatta

 Dal 2004, Tenuta Valdipiatta è gestita da Miriam Caporali - figlia di Giulio - che nella sua grazia e gentilezza, rivela un dinamico spirito imprenditoriale e idee chiare sul futuro dell'azienda. Dal 1997 al 2002 Miriam Caporali affianca il padre nella gestione della cantina e delle vigne, per poi ottenere il master in enologia presso l'Università di Bordeaux. Miriam Caporali segue oggi in prima persona la gestione della cantina e la commercializzazione dei suoi vini, mentre il padre Giulio continua a occuparsi della gestione agricola dell'azienda. Dal 2002, la gestione della produzione vinicola è affidata a Mauro Monicchi, il bravo enologo che si è formato nella scuola del Prof. Yves Glory - titolare della cattedra di Enologia dell'Università di Bordeaux e consulente della Tenuta Valdipiatta dal 1998 - e che, fra l'altro, annovera alcuni anni di esperienza in molti Châteaux di Bordeaux. Miriam Caporali si avvale inoltre della collaborazione di Urano Carpini - figlio di Alfiero - e Gabriella Alunni, rispettivamente responsabile della produzione e responsabile amministrativa.

 Tenuta Valdipiatta è attualmente proprietaria di circa 40 ettari di terreno, dei quali 30 destinati a vigneti e 2 a oliveto, situati principalmente nelle colline di Montepulciano a un'altitudine di 350 metri sul livello del mare. La coltivazione dei vigneti è effettuata secondo i metodi dell'agricoltura biologica e l'unico tipo di concime impiegato è di origine organica. Al fine di assicurare la massima cura e qualità, tutte le operazioni in vigna sono svolte manualmente. I locali destinati alla vinificazione sono dotati delle più moderne attrezzature per la lavorazione dei mosti e dei vini, e le tecnologie enologiche sono frutto della continua sperimentazione condotta dalla Tenuta Valdipiatta. Recentemente Tenuta Valdipiatta ha realizzato, all'interno della propria struttura, un moderno laboratorio di analisi attraverso il quale è possibile garantire un costante controllo dei vini durante l'intero ciclo di produzione.

 

 Le opere di ristrutturazione più importanti effettuate alla Tenuta Valdipiatta sono state realizzate fra il 2000 e il 2002, periodo durante il quale si è provveduto all'ampliamento della sede aziendale e alla costruzione di un nuovo locale destinato all'affinamento delle bottiglie e allo stoccaggio dei vini pronti e destinati al commercio. La storica cantina scavata nel tufo e adiacente alla sede della Tenuta Valdipiatta, ospita al suo interno le botti per la maturazione dei vini. All'interno si trovano infatti grandi botti di rovere di Slavonia, cioè il tipo di botte tradizionalmente utilizzato per la maturazione del Vino Nobile di Montepulciano, oltre a circa 300 barrique di rovere. I vini di Tenuta Valdipiatta sono distribuiti in Italia, Austria, Belgio, Brasile, Corea del Sud, Danimarca, Francia, Germania, Giappone, Inghilterra, Irlanda, Lussemburgo, Malesia, Norvegia, Olanda, Repubblica Ceca, Russia, Svezia, Svizzera e Stati Uniti d'America. Fra le produzioni più rappresentative di Tenuta Valdipiatta troviamo certamente il Vino Nobile di Montepulciano, in particolare la versione “Riserva” e il “Vigna d'Alfiero”, oltre al Trefonti - da uve Cabernet Sauvignon, Canaiolo Nero e Sangiovese - e Trincerone, unione del Canaiolo Nero e del Merlot. A questi vini si affianca l'ultimo ambizioso Super Tuscan di Tenuta Valdipiatta: un Pinot Nero in purezza e maturato per 12 mesi in barrique di rovere francese.

 




Legenda dei punteggi

Sufficiente    Abbastanza Buono    Buono
Ottimo    Eccellente
Vino eccellente nella sua categoria
Vino con buon rapporto qualità/prezzo
I prezzi sono da considerarsi indicativi in quanto possono subire variazioni a seconda del paese
e del luogo in cui vengono acquistati i vini




Chianti Colli Senesi Tosca 2005, Tenuta Valdipiatta (Toscana, Italia)
Chianti Colli Senesi Tosca 2005
Tenuta Valdipiatta (Toscana, Italia)
Uvaggio: Sangiovese (90%), Canaiolo Nero (10%)
Prezzo: € 8,00 Punteggio:
Chianti Colli Senesi Tosca si presenta con un colore rosso rubino brillante e sfumature rosso rubino, abbastanza trasparente. Al naso esprime aromi intensi, puliti e gradevoli che si aprono con note di amarena, prugna e violetta seguite da aromi di mirtillo e vaniglia. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco tannico e comunque equilibrato dall'alcol, buon corpo, sapori intensi. Il finale è persistente con ricordi di prugna e amarena. Questo vino matura per 6 mesi in botte a cui seguono 6 mesi di affinamento in bottiglia.
Abbinamento: Paste ripiene, Carne alla griglia, Stufati di carne



Rosso di Montepulciano 2005, Tenuta Valdipiatta (Toscana, Italia)
Rosso di Montepulciano 2005
Tenuta Valdipiatta (Toscana, Italia)
Uvaggio: Sangiovese (80%), Canaiolo Nero (15%), Mammolo (5%)
Prezzo: € 9,50 Punteggio:
Questo Rosso di Montepulciano si presenta con un colore rosso rubino intenso e sfumature rosso rubino, abbastanza trasparente. Al naso esprime aromi intensi, puliti, gradevoli e raffinati che si aprono con note di prugna e lampone seguite da aromi di amarena, mirtillo, fragola, violetta e vaniglia. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco tannico e comunque equilibrato dall'alcol, buon corpo, sapori intensi. Il finale è persistente con ricordi di prugna e amarena. Parte di questo Rosso di Montepulciano matura per 3 mesi in barrique.
Abbinamento: Pasta con carne, Carne alla griglia, Stufati di carne



Vino Nobile di Montepulciano 2003, Tenuta Valdipiatta (Toscana, Italia)
Vino Nobile di Montepulciano 2003
Tenuta Valdipiatta (Toscana, Italia)
Uvaggio: Sangiovese (85%), Canaiolo Nero (15%)
Prezzo: € 17,00 Punteggio:
Questo Vino Nobile di Montepulciano si presenta con un colore rosso rubino brillante e sfumature rosso granato, abbastanza trasparente. Al naso esprime aromi intensi, puliti, gradevoli e raffinati che si aprono con note di amarena, prugna e violetta seguite da aromi di mirtillo, vaniglia, tabacco, pepe rosa, cioccolato, macis e mentolo. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco tannico e piacevole morbidezza, comunque equilibrato dall'alcol, corpo pieno, sapori intensi. Il finale è persistente con ricordi di amarena, prugna e mirtillo. Questo Vino Nobile di Montepulciano matura per 12 mesi in botte a cui seguono 6 mesi di affinamento in bottiglia.
Abbinamento: Selvaggina, Carne arrosto, Stufati e brasati di carne, Formaggi stagionati



Pinot Nero 2004, Tenuta Valdipiatta (Toscana, Italia)
Pinot Nero 2004
Tenuta Valdipiatta (Toscana, Italia)
Uvaggio: Pinot Nero
Prezzo: € 40,00 Punteggio:
Questo Pinot Nero si presenta con un colore rosso rubino intenso e sfumature rosso granato, abbastanza trasparente. Al naso esprime aromi intensi, puliti, gradevoli, raffinati ed eleganti che si aprono con note di ciliegia, prugna e lampone seguite da aromi di ciclamino, rosa canina, vaniglia, tabacco, pepe rosa, burro d'arachidi, cacao e mentolo. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco leggermente tannico e piacevole freschezza, comunque equilibrato dall'alcol, buon corpo, sapori intensi. Il finale è persistente con ricordi di ciliegia, prugna e lampone. Questo Pinot Nero matura per 12 mesi in barrique a cui seguono 6 mesi di affinamento in bottiglia.
Abbinamento: Paste ripiene, Carne arrosto, Stufati di carne



Trincerone 2003, Tenuta Valdipiatta (Toscana, Italia)
Trincerone 2003
Tenuta Valdipiatta (Toscana, Italia)
Uvaggio: Canaiolo Nero (60%), Merlot (40%)
Prezzo: € 25,00 Punteggio:
Trincerone si presenta con un colore rosso rubino brillante e sfumature rosso granato, poco trasparente. Al naso esprime aromi intensi, puliti, gradevoli, raffinati ed eleganti che si aprono con note di ribes, amarena e prugna seguite da aromi di violetta, mirtillo, liquirizia, vaniglia, tabacco, cioccolato, eucalipto e macis. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco tannico e comunque equilibrato dall'alcol, corpo pieno, sapori intensi, piacevole morbidezza. Il finale è persistente con ricordi di amarena, ribes e prugna. Un vino ben fatto. Trincerone matura per 12 mesi in barrique a cui seguono 12 mesi di affinamento in bottiglia.
Abbinamento: Carne arrosto, Brasa