Cultura e Informazione Enologica - Anno XVI
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Notiziario


 In questa rubrica sono pubblicate notizie e informazioni relativamente a eventi e manifestazioni riguardanti il mondo del vino e dell'enogastronomia. Chiunque sia interessato a rendere noti avvenimenti e manifestazioni può comunicarlo alla nostra redazione all'indirizzo e-mail.

 

Il Fiano, Vitigno con Grandi Potenzialità in Puglia


 
«È importante che ci si ritrovi per un Convegno in cui, invece di parlare di crisi, si parla di come valorizzare ulteriormente le risorse; occasioni come questa consentono di continuare sulla strada dello sviluppo della produzione di qualità: è per questo motivo che la nostra Regione esprime il proprio ringraziamento all'Accademia Italiana delle Vite e del Vino, per la sua opera di studio, approfondimento e divulgazione». Con queste parole, l'Assessore alle Attività Produttive della Regione Puglia, Dario Stefano ha aperto i lavori della III Tornata Accademica 2009, dedicata al vitigno Fiano in Puglia, che si è svolta nell'arco di due giornate, a Cellino San Marco (Brindisi) - presso l'azienda “`Due Palme” - il 25 settembre, e il giorno successivo a Minervino Murge (Bari), presso l'azienda “Tormaresca”.
«Anche se il settore del vino sta attraversando un periodo di difficoltà, ha ribadito il Presidente dell'Accademia, Antonio Calò, riteniamo giusto proseguire sulla strada intrapresa, volta a studiare e promuovere i vitigni italici, vero e irripetibile patrimonio della vitivinicoltura italiana; in particolare, questa iniziativa dedicata al Fiano nelle Puglie non deve essere vista come una sfida al Fiano campano: abbiamo infatti evidenze storiche che il Fiano è nelle Puglie fin dal XII/XIII secolo, portatovi probabilmente da Carlo d'Angiò; se, quindi, nelle Puglie questo vitigno ha comprovate radici, è altrettanto importante l'impegno oggi profuso da molte importanti cantine nello sviluppo di prodotti di qualità».
Nel corso dei lavori, sono state approfondite le caratteristiche del vitigno, che presenta differenze varietali in grado di dare risultati di grande livello, ma anche le opportunità di sviluppo dal punto di vista commerciale: tra i vitigni a bacca bianca è considerato tra quelli con le maggiori potenzialità per il terroir pugliese. La vitivinicoltura pugliese si è sempre caratterizzata per la produzione di vini rossi: oggi, la diffusione del Fiano consente in prospettiva ai vitivinicoltori del sud-est di produrre un bianco italico che, grazie alla sua struttura importante, può essere apprezzato anche dagli amanti del vino rosso e di accompagnare non solo la cucina di mare ma anche piatti molto strutturati. Oltre alle aziende che hanno ospitato la Tornata Accademica, sono state visitate anche la Masseria Altemura, del Consigliere Accademico Gianni Zonin, l'Azienda dell'Accademico Conte Spagnoletti Zeuli e l'Azienda Cefalicchio dei Fratelli Rossi.

 

Le Tre Grandi DOCG Toscane Brindano agli USA con il Prosecco

«Uno per tutti, tutti per uno»: sembra essere questo lo slogan che anima l'ambizioso progetto di Federdoc che porterà nel febbraio 2010 le tre grandi denominazioni toscane Brunello, Chianti Classico e Vino Nobile di Montepulciano, insieme al Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore, in un tour negli Stati Uniti per presentare le ultime annate disponibili sul mercato e per incentivare l'attenzione di uno dei paesi di riferimento per il vino italiano. Chicago e New York saranno le sedi delle degustazioni aperte agli operatori e alla stampa statunitense.
The Italian Wine Master, questo il nome del progetto, fissa la prima data all'Hilton di Chicago per il 1 febbraio 2010 per spostarsi poi il 4 febbraio al Metropolitan Pavilion di New York City. In queste due occasioni oltre 140 produttori, in rappresentanza delle quattro denominazioni garantite italiane, saranno al centro di degustazioni, presentazioni dei propri prodotti a un pubblico selezionato di operatori del settore ed alla stampa. Per meglio approfondire le caratteristiche delle singole denominazioni sono state inoltre organizzate nelle stesse date due degustazioni particolari: una dal titolo “Territorio, diversità e complessità di Brunello, Chianti Classico e Nobile di Montepulciano” per spiegare i tre territori toscani base dei tre grandi rossi; l'altra, dal titolo “L'evoluzione del Prosecco”, servirà a far conoscere le caratteristiche delle bollicine italiane per eccellenza.
«Si tratta di un'occasione straordinaria e allo stesso tempo rara - dicono i responsabili dei Consorzi partner del progetto di Federdoc - nella quale non sarà la singola denominazione ad emergere, ma quello che potremmo definire il “Sistema Italia” del vino, che accomuna le quattro realtà partecipanti a questo grande evento e che è senz'altro da ritrovare nell'elevatissima qualità dei prodotti e nella cura e tutela delle produzioni». Il mercato statunitense è per i vini italiani in generale e, in particolare, per le denominazioni toscane e per il Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore, un punto di riferimento di primissimo piano ed insostituibile. Nei primi sette mesi dell'anno, secondo l'Italian Wine & Food Institute, c'è stato un incremento del 19,6% in quantità confermando l'interesse dei consumatori americani per il vino. Per quanto riguarda i vini in bottiglia l'Italia resta il paese di riferimento, segno evidente questo che il consumatore medio americano cerca comunque vino di qualità.

Le Famiglie dell'Amarone Conquistano Londra

L'Amarone di qualità si conferma in pole position nella scelta dei palati anglofoni. A confermarlo la top press e il gotha della ristorazione e dell'hotellerie della City londinese che hanno partecipato alla prima tappa del programma di promozione internazionale delle Famiglie dell'Amarone d'Arte, la nuova associazione delle dieci storiche aziende della Valpolicella (Allegrini, Brigaldara, Masi, Musella, Nicolis, Speri, Tedeschi, Tenuta Sant'Antonio, Tommasi, Zenato). Complice del successo la volata, nell'Oltre Manica, dei vini rossi il cui consumo, nell'anno in corso, ha raggiunto quota 25,2% (+4% rispetto al 2008). Un dato, questo, supportato anche da recenti studi secondo i quali la Gran Bretagna diventerà nel 2012, primo Paese importatore di vini al mondo davanti a Germania, Stati Uniti, Russia e Olanda.
«Londra è la città che più detta le tendenze in materia di consumo di vino - ha detto Sandro Boscaini, presidente dell'associazione a conclusione della tappa - «Per questo, il programma di promozione internazionale delle Famiglie dell'Amarone d'Arte non poteva che partire dalla City. Gli oltre 400 operatori presenti - ha concluso il presidente Boscaini - non solo hanno approvato la nuova iniziativa di tutela dell'Amarone adottata dalle Famiglie storiche della Valpolicella, ma hanno auspicato che questa possa diventare un modello di sviluppo per tutto il mondo del vino italiano che, secondo gli inglesi, soffre di troppa parcellizzazione».
A decretare la presa del Big Ben da parte dell'Amarone di qualità rappresentato dalle Famiglie d'Arte, le più importanti firme del giornalismo londinese: da Jane MacQuitty del Times a Jonathan Ray del Telegraph, da Victoria Moore del The Guardian fino a Steven Spurrier di Decanter, la più autorevole rivista britannica dedicata al vino. Ma è dai locali più trendy di Londra, considerata la capitale della ristorazione mondiale, che arrivano i consensi unanimi per le prestigiose etichette delle Famiglie dell'Amarone d'Arte. Infatti, nel raffinato Cipriani, meta preferita dei coniugi Beckham e di Kate Hudson, e nel blasonato San Lorenzo Restaurant, dove si possono incontrare Eric Clapton, Sting, Elton John e la Duchessa di York, il vino italiano si identifica sempre più con l'Amarone prodotto dalle dieci famiglie storiche della Valpolicella, che da sole valgono il 55% dell'intero valore dell'Amarone di qualità, più del 40% del mercato totale.

Etichette per la Solidarietà

La solidarietà passa anche dalla bottiglia. O meglio dalla sua veste grafica, l'etichetta, il “vestito” che getta un ponte fra l'azienda e il pubblico finale, raccontando storia e storie sempre uniche, persone e territori. Ed ecco che, di fronte a una tragedia come quella che lo scorso aprile ha colpito l'Abruzzo, anche un'etichetta può diventare specchio dell'attualità, una maniera per non dimenticare. Da queste considerazioni sono partiti Massimo T. Mazza e Simonetta Doni dello Studio Doni&Associati di Firenze, leader nel settore del design vinicolo: hanno deciso di fondere in un progetto il legame profondo e personale con l'Abruzzo e il know-how internazionale nella progettazione grafica, per ricordare quei momenti terribili ma, soprattutto, per rendere omaggio alla tenacia e all'orgoglio dimostrati da migliaia di famiglie profondamente colpite.
È nata così l'idea di Myland: tre etichette che rappresentano momenti della ricostruzione post-terremoto, tre piccole opere grafiche il cui sguardo volge da ciò che è stato a ciò che verrà. Le etichette verranno messe a disposizione gratuita delle aziende vinicole di tutta Italia che desiderano aderire a questa iniziativa e che devolveranno i ricavi della vendita dei vini che avranno queste etichette a opere di beneficenza in favore dell'Abruzzo. Lo studio Doni & Associati di Firenze è tra i pochi al mondo specializzati, da oltre 20 anni, esclusivamente nel design, nel packaging e nella comunicazione del vino. Un background che lo ha portato ad essere una delle realtà operanti in questo settore più affermate e conosciute in campo internazionale, con una serie di importanti collaborazioni con alcune delle aziende più rappresentative del panorama vinicolo mondiale.

La Terra Trema, Terza Edizione

La 3ª edizione de “La Terra Trema” si terrà a Milano da venerdì 4 a domenica 6 Dicembre 2009 al Leoncavallo s.p.a. Oltre cento tra agricoltrici e agricoltori provenienti da tutta Italia incontreranno migliaia di persone a Milano in un'atmosfera unica. Senza sponsor, sovvenzioni e patrocini, La Terra Trema è diventata un'iniziativa enogastronomia tra le più importanti in Italia. Autogestione, passione e lavoro hanno permesso di costruire qualcosa di importante per il mondo agricolo e per la cultura e l'economia di questo paese moribondo.
La Terra Trema riunisce ogni anno contadini resistenti e agricoltura di qualità per una tre giorni di degustazioni individuali e guidate; dibattiti e confronti pubblici con scrittori, giornalisti, ricercatori; incontri informali con i produttori; acquisti diretti da vignaioli e piccoli agricoltori provenienti da tutta Italia e, ancora, concerti, proiezioni, cene a filiera zero. Nell'agricoltura e nei modi in cui essa avviene e si manifesta abbiamo riposto il senso profondo dell'evento. Nel portare questo ragionare e agire collettivo nel cuore di Milano ritroviamo la conquista di un momento dirompente e felice. In una Milano accecata da visioni abbaglianti: regina eletta per l'Expo2015 che nell'esporsi, mediatico e sfavillante, non vuole lasciare dubbi e si propone salvifica, benefica, blatera di solidarismi, progetta giustezze e salvezze calate dall'alto. Ma è nel viverla, quotidiana e comune, che si svela e si lascia andare al cemento, agli espropri di cascine storiche e campi in nome di vincoli immobiliari inviolabili; all'allontanamento coatto del diverso, ai rastrellamenti, alle convulsioni farsesche dei politici dai proclami facili.
Anche quest'anno vogliamo ribadire la necessità di trovare momenti pubblici di confronto intorno alle questioni del territorio, alla sua gestione politica e urbanistica, guardando al nostro, più prossimo, e quello poco più distante dei cittadini, dei vignaioli e degli agricoltori abruzzesi, ad esempio, cui vogliamo dedicare parte delle degustazioni, degli incontri. Incontreremo esperienze italiane resistenti e ricche di senso in un paese alla deriva culturale, economica e politica. Incontreremo esperienze provenienti da territori più lontani, dalla Palestina ad esempio, per provare ad allargare questo sguardo. La Terra Trema, ancora una volta, è un invito ai guardiani del territorio a uscire temporaneamente dalle cascine e a darsi al racconto delle proprie quotidiane resistenze costruendo possibili progettualità eversive rispetto al modo e al mondo in cui viviamo.



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