Cultura e Informazione Enologica - Anno XVII
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Notiziario


 In questa rubrica sono pubblicate notizie e informazioni relativamente a eventi e manifestazioni riguardanti il mondo del vino e dell'enogastronomia. Chiunque sia interessato a rendere noti avvenimenti e manifestazioni può comunicarlo alla nostra redazione all'indirizzo e-mail.

 

Una Commissione Speciale per il Nuovo Progetto Dedicato ai Sorì


 
Il presidente del consorzio di tutela dell'Asti e del Moscato d'Asti, Romano Dogliotti, il direttore Giorgio Bosticco e altri rappresentanti del consiglio dell'ente, hanno incontrato presso la sede di Isola d'Asti sindaci e amministratori del territorio del Moscato per discutere la questione relativa ai sorì. Presenti anche il presidente della associazione che riunisce i Comuni del Moscato, Luigi Genesio Icardi, e il presidente della provincia di Asti, Marco Gabusi.
L'incontro si è rivelato una sorta di prosecuzione dell'assemblea dell'Associazione Comuni del Moscato, svoltasi la scorsa settimana a Santo Stefano Belbo con la presenza dello stesso direttore Bosticco. Sul tavolo il tema dei sorì: argomento affrontato dal Consorzio insieme a Regione Piemonte nel 2012 senza aver portato però a sviluppi concreti, ma anche questione da sempre sollevata dai sindaci del territorio per i conosciuti motivi legati al mantenimento dei versanti di collina e alle difficoltà affrontate nella coltivazione dei vigneti, che producono una grande qualità con un reddito non proporzionato.
A Isola d'Asti, Bosticco rivela il carattere quasi storico dell'incontro, visti certi conflitti del passato, sottolineando la grande importanza della collaborazione efficace che i sindaci e il Consiglio del consorzio intendono allestire per il nuovo progetto dedicato ai sorì. L'idea è di costituire una commissione speciale e ristretta che si occupi dell'argomento attraverso tavoli di lavoro e una programmazione che includa dapprima una mappatura corretta, aggiornata e definitiva dei vigneti in pendenza, lavorando poi successivamente a una modifica del disciplinare, inserendo una menzione geografica aggiuntiva.
La commissione, formata da alcuni amministratori dei territori e da alcuni consiglieri del consorzio rappresentanti sia la parte agricola sia la parte industriale, sarà l'interlocutore presso gli assessorati regionali di competenza ai quali verrà richiesta una certificazione, e quindi un relativo sostegno economico, per le aree in pendenza che dovranno essere identificate come un valore patrimoniale da difendere a da tutelare, visto il carattere di svantaggio dovuto alla posizione morfo-geografica.
Il progetto affronterà quindi un lavoro sul campo, che vedrà l'intervento di tecnici con i clinometri – gli strumenti che misurano le pendenze – sui circa 1400 ettari interessati, identificando con esattezza le particelle di terreno da includere nel censimento, continuando poi nello sviluppo del progetto che richiederà dai 3 ai 5 anni per essere operativo. Tutti d'accordo per ricercare quindi una giusta valorizzazione, pensando in seguito agli aspetti commerciali legati al prodotto che saranno infine una sorta di conseguenza.
Luigi Genesio Icardi ha ribadito, nell'occasione, la volontà della associazione che raggruppa i Comuni del Moscato di contribuire anche finanziariamente allo sviluppo di questo progetto per la grande importanza che riveste, ricordando il positivo riscontro che arriva dai sindaci anche sulla futura menzione geografica aggiuntiva per i sorì. Più cautela invece sulla menzione aggiuntiva comunale, ampiamente discussa anche ad Isola d'Asti, ma giudicata per ora non convincente e comunque per ora non necessaria, preferendo investire invece sul progetto sopra descritto.
In chiusura dell'incontro, Giorgio Bosticco ha infine annunciato alcune azioni promozionali che saranno sviluppate con risorse del consorzio di tutela, dedicate all'identificazione del territorio ed anche a eventi come quello in programma nel prossimo autunno, un incontro speciale tra il Moscato d'Asti e i giornalisti.

 

Ad Arnaldo Caprai e Gallo Winery il Premio Internazionale Vinitaly

Altri due grandi nomi dell'enologia mondiale si aggiungono all'albo d'oro del Premio Internazionale Vinitaly, istituito da Veronafiere nel 1996. Si tratta di Arnaldo Caprai per l'Italia e dell'americana Gallo Winery per l'estero.
Nella motivazione per l'assegnazione del riconoscimento a Caprai si legge: «Il premio Vinitaly va alla cantina Arnaldo Caprai, guidata da Marco Caprai, artefice della rinascita del Sagrantino di Montefalco e del rilancio del suo territorio. Sono gli anni Settanta, quando Arnaldo Caprai, imprenditore tessile di successo, acquista i primi ettari di vigneto, cui il figlio Marco da impulso manageriale puntando tutto sulla ricerca attorno al vitigno autoctono locale, dopo averne salvato le barbatelle dal Convento di Santa Chiara a Montefalco con l'Università di Milano e con la creazione di “Cobra”, il vigneto che ne è la più ricca banca dati al mondo – una case history studiata anche dalla prestigiosa Fondazione Agnelli – e con il completo restyling dell'azienda di famiglia, negli anni Novanta. Il risultato è l'ingresso nel gotha dell'enologia italiana, a partire dalla Selezione 1993 del Sagrantino pluricelebrata dalle Guide, e in quello internazionale, con il Grecante 2015 inserito da Wine Spectator nella “Top 100”. Merito anche di progetti pionieristici come Montefalco New Green Revolution per un modello di sostenibilità in campo vitinicolo e di #caprai4love per la valorizzazione del patrimonio artistico e culturale di Montefalco, che hanno portato all'elezione dell'Umbria da parte di Wine Enthusiast unica italiana tra le “10 Best Wine Travel Destinations” nel 2014 e all'incoronazione della cantina European Winery of the Year nel 2012».
Il premio alla E. & J. Gallo Winery è «un riconoscimento non solo alla più grande azienda produttrice di vino a gestione familiare negli USA – si legge nelle motivazioni – ma agli uomini che le stanno dietro. Incarnando la realizzazione del “Sogno Americano”, i fratelli Ernest e Julio Gallo, figli di immigrati Italiani, sono stati in grado di costruire un vero e proprio impero avvicinando un pubblico più ampio al mercato del vino caduto nell'oblio a causa del Proibizionismo. Pionieri nella creazione di vini in grado di conquistare il mercato americano e internazionale, nonché di innovative strategie di vendita e marketing, la E. & J. Gallo Winery, leader nella stesura e nel lancio del California Code of Sustainable Winegrowing, è stata la prima azienda vitivinicola a ricevere la ISO 14001, la certificazione di sostenibilità per il suo impegno nella riduzione dell'impatto ambientale delle operazioni agricole».

Pinot Bianco e Pinot Nero in Alto Adige: una Moltitudine di Sfumature

Con l'arrivo della primavera, si risvegliano le viti e con esse prendono il via numerosi eventi che nel periodo primaverile animano i borghi dell'Alto Adige, per celebrare uno dei prodotti di punta del territorio: il vino. Tra i venti vitigni coltivati in Südtirol ce ne sono due – diffusi a livello internazionale – che nel territorio altoatesino acquisiscono caratteristiche di particolare pregio. Il primo è il Pinot Nero, il vitigno “madre” non solo di tutti i Pinot, ma anche di molte altre varietà europee, le cui origini risalgono ad almeno 2.000 anni fa. Il secondo è il Pinot Bianco, nato da una mutazione del Pinot Nero attorno al XIV secolo.
In Alto Adige, le prime coltivazioni di Pinot Nero avvennero tra il 1835 e il 1840, con impianti a Bolzano e poi a Bressanone, Merano, Egna e Appiano. La produzione di questa varietà, che ha trovato in Alto Adige il proprio habitat ideale, si concentra oggi nell'Oltradige, e più precisamente nei comuni di Appiano e Caldaro, e sui versanti occidentali della Bassa Atesina, soprattutto a Montagna, Egna e Salorno.
Per quanto riguarda il Pinot Bianco, il primo impianto documentato risale al 1852, in un vigneto di Bressanone, cui seguirono immediatamente dopo altri impianti a Nalles, Appiano, Terlano e Marlengo e ancora ad Andriano, Caldaro, Termeno, Magrè, Salorno e Bolzano. Questa grande diffusione dimostra come, già un secolo fa, questa varietà fosse coltivata in modo capillare in tutte le zone vinicole dell'Alto Adige. D'altra parte, per moltissimi anni il Pinot Bianco fu coltivato in vigneti misti insieme allo Chardonnay, senza essere considerato come una varietà a sé stante. Solo a partire dal 1985, sul territorio, si comincia a distinguere in modo sistematico tra i due vitigni.
«Dei nostri 5.400 ettari vitati, oggi il 10,2% – pari a 552 ettari – è dedicato al Pinot Bianco e l'8,4% – ovvero 450 ettari – al Pinot Nero» commenta Werner Waldboth, direttore marketing del Consorzio Vini Alto Adige. «Queste due varietà sono coltivate in diverse aree dell'Alto Adige e in una fascia collinare ad altitudini variabili. Grazie a questi fattori e alle tecniche di vinificazione adottate dalle cantine, è possibile apprezzarle in un'ampia gamma di interpretazioni».
Sarà possibile avvicinarsi a questi due vitigni grazie a due appuntamenti che avranno luogo nei prossimi giorni sul territorio altoatesino. Da giovedì 3 a venerdì 4 maggio ad Appiano (Bolzano), Spatium Pinot Blanc punterà i riflettori su questo eccezionale vitigno a bacca bianca, che colpisce per i suoi spiccati profumi fruttati che ricordano in particolare la mela e la sua vivace freschezza, conferita anche dalla posizione delle vigne che in Alto Adige si sviluppano fino ad altitudini piuttosto elevate.
Nei giorni immediatamente successivi, spazio invece al Pinot Nero: vitigno ampiamente diffuso in tante aree del mondo, che in Alto Adige è in grado di regalare vini che spiccano per eleganza, colpiscono grazie al loro profumo di frutti rossi e incantano con il loro sapiente equilibrio tra freschezza e morbidezza. Dal 5 al 7 maggio sono infatti in programma ad Egna (Bolzano) le Giornate del Pinot Nero, storico appuntamento che proprio quest'anno celebra il suo ventennale.



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