![]() Cultura e Informazione Enologica dal 2002 - Anno XXIV |
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Notiziario |
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In questa rubrica sono pubblicate notizie e informazioni relativamente a eventi e manifestazioni riguardanti il mondo del vino e dell'enogastronomia. Chiunque sia interessato a rendere noti avvenimenti e manifestazioni può comunicarlo alla nostra redazione all'indirizzo e-mail.
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Chiude la Vendemmia Siciliana 2024: Uve Sane e Vini di Qualità |
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Una vendemmia che sarà ricordata, se non per la quantità, per l'eccellenza qualitativa, per la resilienza di alcuni vitigni autoctoni e alloctoni e per la straordinaria varietà che contraddistingue la vitivinicoltura siciliana. I vini prodotti da questa vendemmia 2024 riflettono la diversità dei territori siciliani: dai vini rossi dal profilo organolettico complesso, con una notevole capacità di invecchiamento, ai rossi dove l'altitudine o le caratteristiche del suolo esaltano freschezza e acidità, fino ai bianchi di questa annata che si preannunciano persistenti, aromatici e di qualità. «La Sicilia del vino – commenta la presidente di Assovini Sicilia, Mariangela Cambria – dimostra capacità di gestione anche nelle criticità, come l'attuale difficoltà dovuta alle limitate risorse idriche. La vitivinicoltura siciliana è capace di rinnovarsi nel segno della qualità, innovazione e nel rispetto del vino-territorio». Iniziata a metà luglio negli areali della Sicilia occidentale, con oltre quindici giorni di anticipo, la vendemmia si è chiusa in questi giorni nei territori dell'Etna. Positivo il bilancio dei presidenti dei Consorzi DOC e DOCG che, nonostante la siccità e il calo della quantità, confermano la qualità della produzione vinicola siciliana. «Il bilancio conclusivo che possiamo fare dalla vendemmia 2024 – dichiara Antonio Rallo, presidente del Consorzio Vini Doc Sicilia – rispecchia quanto già potevamo presagire. Abbiamo avuto un calo nella produzione che si attesta intorno al 20%, dovuto sicuramente alle scarse piogge durante tutto l'inverno che non hanno permesso di rimpinguare le riserve idriche del terreno e di affrontare nelle migliori condizioni un'estate lunga e calda. La situazione, a fine vendemmia, è eterogenea nel territorio siciliano. A Nordest la quantità di uva raccolta è nella media, mentre ad Ovest le perdite sono state maggiori. Se la quantità lascia i produttori insoddisfatti, la qualità delle uve raggiunge picchi storici di eccellenza, in particolare per alcune varietà simbolo della Sicilia quali Nero d'Avola, Grillo e Frappato». A Nord-Ovest di Palermo, la DOC Monreale conta dieci associati, un disciplinare rinnovato e territori con un'altezza che varia dai 300 ai 600 metri sul livello del mare. «Il calo stimato è del 10-15% rispetto all'annata 2022 – commenta Mario Di Lorenzo, presidente del Consorzio DOC Monreale – ma le uve sono perfettamente sane e di qualità. Perricone, Grillo, Catarratto e Syrah hanno mostrato in questa annata grande resistenza e qualità». Nell'estremo occidente, il Consorzio per la tutela del vino Marsala DOC chiude questa vendemmia con una perdita che si assesta in media al 30%. «Il Marsala di questa vendemmia sarà particolarmente unico e di qualità eccellente perché i vini base di Grillo, Catarratto e Insolia, hanno raggiunto – grazie ad una perfetta maturazione – una gradazione ottimale di quasi due gradi in più, arrivando fino a 12 gradi» commenta il presidente del Consorzio per la tutela del vino Marsala DOC, Benedetto Renda. Bilancio positivo anche nell'areale del Cerasuolo di Vittoria DOCG. In attesa dei dati definitivi, il Consorzio stima rese inferiori a quelle degli ultimi anni, ma grande qualità. «Il nostro areale ha nel Frappato e Nero d'Avola un grande punto di forza: sono due varietà tipicamente meridionali e particolarmente adatte ad areali contraddistinti da scarsa piovosità. Grazie al lavoro di selezione del viticoltore, hanno incrementato la capacità di resilienza nel superamento di annate siccitose, aiutato anche dalle importanti escursioni termiche tra la notte e il giorno, di cui gode l'areale, insieme a condizioni di ventilazione ristoratrici» aggiunge il presidente Guglielmo Manenti. Nei territori del versante Nord-Est, a Messina, l'unica provincia che vanta tre DOC (Faro, Malvasia delle Lipari, Mamertino) tra la terraferma e le isole Eolie, due versanti (Mar Ionio e Mar Tirreno) si tirano le somme di questa annata. «È stata una vendemmia difficile ma senza alcun impatto sulla qualità delle uve, che è eccellente. Le piogge di agosto e settembre e la presenza di verde e boschi nell'area dei Nebrodi hanno avvantaggiato la produzione. Ci aspettiamo dei rossi freschi con una buona complessità e struttura. Tra i vitigni che hanno reagito meglio alla siccità: il Nocera, perché robusto, ma anche il Nerello mascalese e il Nerello Cappuccio» ha sottolineato Enza La Fauci, presidente del Consorzio Faro DOC. «Il calo è in media del 20-30% – continua Flora Mondello, presidente della DOC Mamertino – La qualità è senza dubbio indiscutibile: ci aspettiamo rossi eleganti e bianchi profumati». Nelle isole Eolie, il Consorzio Malvasia delle Lipari conferma il dato siciliano del calo produttivo: -20-30%. «Una vendemmia di qualità – commenta Mauro Pollastri, presidente del Consorzio Malvasia delle Lipari – con bianchi dal profilo organolettico che punta su aromaticità, intensità, persistenza e dal lungo invecchiamento». «A Pantelleria, nell'isola più vicino all'Africa, si stima un calo produttivo del 40% rispetto alla vendemmia dello scorso anno. Nella maggior parte dei vigneti, la vendemmia dello Zibibbo è iniziata e si è conclusa in anticipo di circa una settimana. Sono state raccolte uve sane e ben mature, caratterizzate da una qualità più che buona con punte di eccellenza» commenta Benedetto Renda, presidente Consorzio Pantelleria DOC che vanta 406 ettari vitati e 322 viticoltori. A chiudere questa lunga vendemmia siciliana, sono i produttori dell'Etna. In attesa dei dati ufficiali del Sian, il Consorzio Etna DOC conferma la previsione di un +60% rispetto al 2023, lasciandosi così alle spalle il -42% della vendemmia 2023. Per il presidente del Consorzio Etna DOC, Francesco Cambria: «Dopo un periodo di siccità, la maggior parte della produzione etnea in area DOC ha goduto di leggere ma continue piogge da fine luglio, a differenza di altre aree siciliane. Ciò ha permesso alle piante di riequilibrare il proprio stato idrico. Per molti produttori la 2024 sarà un'annata decisamente interessante». |
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Alberi, Non Parole: il Vino Nobile di Montepulciano per la Giornata dell'Alberi, non parole: il Vino Nobile di Montepulciano per la giornata dell'Albero |
| È giunto al termine, con l'evento conclusivo che si è svolto mercoledì 20
novembre, negli spazi antistanti l'ingresso degli Ospedali Riuniti della
Valdichiana Senese, a Montepulciano, il progetto Alberi, non parole. Nato
nel 2019, fermato nel 2020 dalla pandemia, quest'anno il percorso è ripreso con
la fase conclusiva in occasione della giornata nazionale degli alberi. In
collaborazione con il Comune di Montepulciano, l'Usl Toscana Sud Est, la
Giorgio Tesi Vivai tramite la Fondazione Giorgio Tesi Onlus, l'Unione dei
comuni della Valdichiana Senese e il preziosissimo contributo dei Carabinieri
Forestale Stazione di Montepulciano, i produttori del Consorzio del Vino Nobile
di Montepulciano hanno così realizzato un parco boschivo, con piante autoctone,
adiacente al complesso ospedaliero di Nottola che raccoglie utenti da tutta
la Valdichiana senese. «Un progetto in cui abbiamo creduto fin dall'inizio e che ci ha visti promotori dell'iniziativa insieme ai tanti partner che hanno sposato l'iniziativa – spiega il Presidente del Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano, Andrea Rossi – il vero valore aggiunto è stato tuttavia mettere insieme per la prima volta i bambini delle scuole primarie di Montepulciano, oltre 300 in tre anni, con l'obiettivo di dare loro una visione più ampia circa le buone pratiche in questo caso ambientali, ma anche sociali ed etiche, le stesse che fanno della nostra la prima Denominazione italiana ad avere in tal senso una certificazione». «Alberi, non parole rappresenta un esempio concreto di sensibilizzazione ambientale, perfettamente in linea con l'impegno del Comune di promuovere il nostro territorio come destinazione turistica sostenibile», ha ribadito Lorenzo Bui, assessore all'ambiente del Comune di Montepulciano. Come detto, protagonisti sono stati anche in questa occasione i bambini delle scuole primarie di Montepulciano, in particolare dell'Istituto Iris Origo, che con i produttori del Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano hanno piantato insieme, simbolicamente, un albero. Oltre ai vertici e ai produttori del Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano sono stati presenti l'Assessore all'Ambiente del Comune di Montepulciano, Lorenzo Bui, il presidente della Camera di Commercio Arezzo-Siena, Massimo Guasconi, oltre ad alcuni testimonial d'eccezione quali Giacomo Gek Galanda, il famoso cestista di basket oggi ambasciatore della Fondazione Giorgio Tesi Onlus e Tinto, storico conduttore di Decanter (Radio2 Rai) e altri programmi delle TV nazionali. «Questo genere di evento è importante per legare un intero tessuto di un territorio, come in questo caso Montepulciano – ha aggiunto il brand ambassador di Giorgio Tesi Group, Giacomo Galanda – perché istituzioni e mondo produttivo si mettono insieme per lasciare qualcosa ai più piccoli e insegnare il rispetto dell'ambiente e della terra in cui viviamo». Il Grifo Nobile per la sostenibilità e l'educazione all'ambiente. Nella giornata il Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano ha consegnato due Grifo Nobile, il prestigioso riconoscimento assegnato dal Consorzio dei produttori, alla Fondazione Giorgio Tesi Onlus e al Comandante dei Carabinieri Forestale della Stazione di Montepulciano, il Maresciallo Lucio Di Bella. Con questa giornata sono oltre mille le piante sistemate in un parco di 15.000 mq. Il progetto, che, come detto il Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano, ha avviato nel 2019 con l'obiettivo di creare un parco nella zona antistante gli Ospedali riuniti della Valdichiana (località Nottola), è giunto al termine coinvolgendo oltre 300 bambini delle scuole primarie del territorio. Per rimarcare il rispetto per il paesaggio e la tutela della biodiversità, sono stati utilizzati solo alberi che appartengono alla tradizione toscana: leccio, orniello, ontano, sorbo, gelso, roverella e acero campestre. |
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