Cultura e Informazione Enologica dal 2002 - Anno XXIV
×
Prima Pagina Eventi Guida dei Vini Vino del Giorno Aquavitae Guida ai Luoghi del Vino Podcast Sondaggi EnoGiochi EnoForum Il Servizio del Vino Alcol Test
DiWineTaste in Twitter DiWineTaste in Instagram DiWineTaste Mobile per Android DiWineTaste Mobile per iOS Diventa Utente Registrato Abbonati alla Mailing List Segnala DiWineTaste a un Amico Scarica la DiWineTaste Card
Chi Siamo Scrivici Arretrati Pubblicità Indice Generale
Informativa sulla Riservatezza
 
☰ Menu


   Condividi questo articolo     Sommario della rubrica Editoriale Gusto DiVino 
  Editoriale Numero 246, Gennaio 2025   
Il Futuro del Vino EuropeoIl Futuro del Vino Europeo  Sommario 
Numero 245, Dicembre 2024 Segui DiWineTaste su Segui DiWineTaste su TwitterNumero 247, Febbraio 2025

Il Futuro del Vino Europeo


 Il vino non sta attraversando un periodo esattamente favorevole, questo lo sappiamo tutti e da diversi mesi. Da lungo tempo, infatti, le statistiche e i risultati relativi alla produzione e commercializzazione del vino, in particolare in Europa, restituiscono – per così dire – un quadro a tinte fosche e caratterizzato da importanti segnali di crisi o recessione. Una condizione che era stata già evidenziata nei mesi scorsi dal rapporto di breve termine pubblicato dalla Commissione Europea e nel quale si evidenziava, appunto, un futuro non esattamente favorevole per il vino. Sicuramente determinato dalle condizioni economiche degli ultimi anni, non da meno, dal cambiamento di certe abitudini e preferenze dei consumatori, certamente condizionato anche dalle politiche intraprese in ambito comunitario sulla sensibilizzazione al consumo delle bevande alcoliche. Inoltre, in conseguenza dell'orientamento dell'Unione Europea, i rapporti pubblicati sull'andamento e la previsione della produzione enologica sembrerebbero, per così dire, scontati, con risultati che, forse, erano non da meno auspicati.


 

 Lo scorso 11 dicembre, la Direzione Generale dell'Agricoltura e dello Sviluppo Rurale della Commissione Europea ha pubblicato un documento di previsione per il prossimo decennio e riguardante l'intero comparto agricolo e produttivo, vino compreso. Ciò che emerge da questo documento – e come già anticipato la scorsa primavera – è il lento ma inarrestabile declino del vino, sia in termini di consumo e produzione, sia nella commercializzazione. Il rapporto, che, a vedere l'andamento attuale del comparto vitivinicolo in Europa, è certamente verosimile, prevede un declino continuo e inesorabile fino al 2035, con cali diffusi sia in termini di consumo sia di produzione e di mercato. Fra le cause principali del declino, il rapporto della Commissione Europea indica l'abitudine dei giovani al minore consumo di bevande alcoliche e il loro presunto orientamento a comportamenti più salutistici, maggiormente interessati a bevande con poco o senza alcol.

 Inoltre, il rapporto segnala anche il netto cambiamento delle abitudini e occasioni di consumo del vino, il quale è sempre meno consumato a casa e, quando accade, lo si fa in contesti di socializzazione, come nei ristoranti e locali di mescita di vino. Questa abitudine non riguarda solamente i consumatori giovani ma anche quelli adulti e anziani, poiché si tratta – per così dire – di un cambiamento sociale e culturale, un fenomeno che riguarda praticamente tutti i i principali paesi europei produttori di vino. A questo proposito, è interessante notare l'aumento dei consumi, seppure marginale, da parte dei consumatori di alcuni paesi non tradizionalmente legati al consumo di vino, come Repubblica Ceca, Polonia e Svezia. Per il prossimo decennio, inoltre, si prevede un netto cambiamento di preferenze da parte dei consumatori, con un calo generale dei vini rossi e la conseguente crescita di vini giovani e di facile comsumo, in modo particolare i frizzanti e gli spumanti. Si prevede, inoltre, un crescente aumento di bevande a base di vino, in particolare quelle create con i vini dealcolizzati, sebbene con un volume di produzione decisamente marginale.

 Nel corso del prossimo decennio, quindi, si prevede un declino nei consumi di vino nella misura di -1% all'anno con un consumo pro capite annuo di circa 19,8 litri, contro i 22,3 del periodo 2020-2024. Non si prevedono sostanziali cambiamenti per quanto riguarda gli altri ambiti di impiego del vino – come per esempio la distillazione e la trasformazione in altri prodotti – stimati in circa 30 milioni di ettolitri annui. La contrazione dei consumi in Europa, così come dell'esportazione, alla quale si unisce la concorrenza di altri paesi, determinerà un calo di produzione dello 0,7% all'anno fino ad arrivare nel 2035 a 140 milioni di ettolitri. Queste stime – come indicato nel rapporto – suppongono condizioni meteorologiche e climatiche stabili, tuttavia potrebbero variare in funzione delle condizioni specifiche di ogni singolo territorio. A tale proposito, va detto che – in termini generali – i produttori europei hanno già dimostrato ottima capacità di adattamento in conseguenza del cambiamento climatico di questi anni, pertanto non è escluso che riescano a fare lo stesso anche nei prossimi anni.

 Come già detto, le previsioni del rapporto pubblicato dalla Commissione Europea, tracciano un futuro decisamente negativo anche per le esportazioni e importazioni di vino. A tale proposito, va ricordato che questi due ambiti della commercializzazione soffrono già da qualche anno una situazione non esattamente positiva. Com'è noto, immediatamente dopo il periodo della pandemia da COVID-19, le esportazioni di vino hanno beneficiato di un rilancio sostanziale fino al 2022. Negli ultimi due anni, complice anche il cambiamento nelle abitudini dei consumatori e la concomitante condizione di eccesso di scorte giacenti nelle cantine, i livelli di esportazione sono attualmente in calo e, secondo questo rapporto, la tendenza sarà confermata nei prossimi anni. L'eccesso di scorte influirà inevitabilmente anche sull'importazione di vino, anch'esso previsto in calo. Pertanto, per il prossimo decennio, il rapporto della Commissione Europea prevede un calo delle esportazioni dell'1,2% annuo e del 2,7% delle importazioni.

 Lo stesso rapporto, inoltre, segnala un futuro incerto anche per l'intero comparto agroalimentare, prevedendo le maggiori criticità legate al cambiamento climatico, la disponibilità e consumo di risorse naturali essenziali, come acqua e suolo. Si prevede che questi fattori limiteranno lo sviluppo e le rese dei raccolti, mentre il cambiamento climatico potrebbe spostare le attività agroalimentari verso il nord Europa, con inevitabili conseguenze negative per le attuali zone dedite a questa attività. Questi cambiamenti, inevitabilmente, costringeranno lo studio e adozione di nuove pratiche colturali, oltre alla selezione delle colture. Anche la viticoltura, inevitabilmente, sarà coinvolta in questi cambiamenti, oltre alla diffusa e progressiva diminuzione dei consumi. I prossimi dieci anni – a quanto pare – saranno certamente difficili e complicati per tutto il comparto agroalimentare europeo, prevedendo, non da meno, un declino inesorabile del vino sotto ogni aspetto.

 La situazione attuale fa certamente pensare alla necessità di un cambiamento o, per meglio dire, dell'adattamento del ciclo produttivo e commerciale che, forse, porterà inevitabilmente a cambiare radicalmente il vino rispetto a come lo conosciamo oggi e, aggiungerei, da sempre. Il primo di questi, anche in considerazione dell'attuale orientamento dei giovani consumatori – cioè quelli che determineranno il mercato anche nei prossimi anni – è il volume alcolico dei vini che, molto probabilmente, sarà destinato a diminuire proprio per incontrare le nuove necessità di mercato, fino a divenire totalmente dealcolizzato. Una prospettiva, questa, che certamente non mi entusiasma, auspicando si avrà almeno la decenza e il buon gusto di non chiamarlo vino. Se aggiungiamo poi i provvedimenti di legge che progressivamente si stanno introducendo e che – di fatto – scoraggiano il consumo di vino, i produttori saranno inevitabilmente costretti a creare prodotti privi di alcol anche per contrastare la crescente concorrenza delle bevande alternative e che già riscuotono un discreto successo. Forse i produttori, esasperati dalle continue restrizioni di tipo legale e dalle crescenti condizioni critiche di produzione e commercializzazione, fra dieci anni avranno tutti riconvertito la propria attività alla produzione di altro. E sempre fra dieci anni, chissà, ripenseremo con affetto e nostalgia a questi tempi quando ancora esisteva il vino, sorseggiando un salutare bicchiere d'acqua. Confidando che, fra dieci anni, ce ne sia ancora da potere bere.

Antonello Biancalana



   Condividi questo articolo     Sommario della rubrica Editoriale Gusto DiVino 
  Editoriale Numero 246, Gennaio 2025   
Il Futuro del Vino EuropeoIl Futuro del Vino Europeo  Sommario 
I Sondaggi di DiWineTaste
Quale tipo di vino preferisci consumare nel mese di Febbraio?


Risultato   Altri Sondaggi

 Condividi questo sondaggio   
Nella scelta di un vino, quant'è importante la denominazione?


Risultato   Altri Sondaggi

 Condividi questo sondaggio   
Dove preferisci acquistare il vino?


Risultato   Altri Sondaggi

 Condividi questo sondaggio   


☰ Menu

Informativa sulla Riservatezza

Scarica la tua DiWineTaste Card gratuita  :  Controlla il tuo Tasso Alcolemico  :  Segui DiWineTaste Segui DiWineTaste su Twitter Segui DiWineTaste su Instagram

Scarica DiWineTaste
Copyright © 2002-2026 Antonello Biancalana, DiWineTaste - Tutti i diritti riservati
Tutti i diritti riservati in accordo alle convenzioni internazionali sul copyright e sul diritto d'autore. Nessuna parte di questa pubblicazione e di questo sito WEB può essere riprodotta o utilizzata in qualsiasi forma e in nessun modo, elettronico o meccanico, senza il consenso scritto di DiWineTaste.
♦ DiWineTaste è composto con 2ε dal 2002 ♦