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Numero 250, Maggio 2025
Sommario


Editoriale    Sommario della rubrica Editoriale
 Chi Ha Detto Che ai Giovani non Piace il Vino?
Che tempi per il vino. In questi ultimi anni, seguendo le varie vicissitudini, non sembra avere pace, in nessun ambito, compreso quello commerciale e del mercato. È un continuo susseguirsi di eventi e notizie, molto spesso… [continua]



Gusto DiVino    Sommario della rubrica Gusto DiVino
 Contrasti di Nizza Riserva e Teroldego Rotaliano Superiore Riserva
Il colore del Teroldego Rotaliano Superiore Riserva
Due magnifiche uve del settentrione d'Italia – Barbera e Teroldego – a confronto nei calici della degustazione per contrasto di questo mese.… [continua]
 I Vini del Mese
Vino Nobile di Montepulciano Riserva 2021, Salcheto (Toscana, Italia)
Vino Nobile di Montepulciano Riserva 2021, Vino Nobile di Montepulciano Pieve Valardegna Vecchie Viti del Salco 2021, Valdobbiadene Extra Dry Rive di Santo Stefano Dirupo Nazzareno Pola Etichetta del Fondatore 2023… [continua]


Eventi    Sommario della rubrica Eventi
 Notiziario



 Aquavitae
Grappa Giovi, Giovi (Sicilia)
Rassegna di Grappe, Distillati e Acqueviti, Grappa Giovi… [continua]
 Wine Guide Parade
Febbraio 2025… [continua]



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  Editoriale Numero 250, Maggio 2025   
Chi Ha Detto Che ai Giovani non Piace il Vino?Chi Ha Detto Che ai Giovani non Piace il Vino?  Sommario 
Numero 249, Aprile 2025 Segui DiWineTaste su Segui DiWineTaste su TwitterNumero 251, Giugno 2025

Chi Ha Detto Che ai Giovani non Piace il Vino?


 Che tempi per il vino. In questi ultimi anni, seguendo le varie vicissitudini, non sembra avere pace, in nessun ambito, compreso quello commerciale e del mercato. È un continuo susseguirsi di eventi e notizie, molto spesso contraddittorie, che certamente rende difficile la determinazione, non solo del futuro – compreso quello prossimo – ma anche il presente. In tempi recenti, poi, le notizie sembrano concentrarsi particolarmente sull'andamento dei consumi, relativi sia ai paesi sia alle fasce di età e sociali. L'impressione, data la contraddizione delle notizie e dei fatti, è che il mondo del vino stia attraversando un periodo di profonda incertezza, soprattutto commerciale, con notizie e ricerche che sembrano essere divulgate con lo scopo di blandamente rassicurare il settore. Se aggiungiamo, inoltre, la profonda incertezza causata dalle tensioni nei mercati a seguito dell'introduzione dei dazi da parte degli Stati Uniti d'America – sebbene siano, in questo momento, sospesi – la condizione presente e futura del vino pare comunque fosca.


 

 Si tratta, purtroppo, dell'ennesimo fattore di incertezza che in questi ultimi anni caratterizzano la condizione del vino, dalla produzione al consumo. Comprese le tante ricerche condotte sulle abitudini dei consumatori e che, ultimamente, si susseguono con una frequenza crescente. Non è mia intenzione criticare la serietà, l'attendibilità e il metodo con i quali sono condotte queste ricerche – sicuramente affidabili e coerenti con il gruppo di riferimento sul quale si basano i risultati – tuttavia non è esattamente semplice farsi un'idea concreta. Ultimamente, a quanto pare, queste indagini sembrano concentrarsi particolarmente su quali siano i gruppi di persone, in base all'appartenenza sociale, generazionale e di età, che hanno il merito di sostenere i consumi di vino. Negli ultimi tempi c'è stata una confusa alternanza su quali fossero, in base all'età, i principali consumatori di vino, consegnando la palma del vincitore ai cosiddetti giovani, poco dopo surclassati da quelle più mature, poi alla fascia media, per tornare quindi ai giovani.

 Una recente indagine condotta dall'Osservatorio UIV-Vinitaly, infatti, colloca la fascia di maggiore consumo in quella inferiore ai 44 anni, smentendo – di fatto – altre indagini recenti, le quali collocano invece le generazioni “mature” fra i primari consumatori e sostenitori del mercato del vino. La nuova indagine – a quanto pare – smentisce quella che, fino a qualche mese fa, sembrava essere un'abitudine consolidata, cioè che fossero le generazioni più “mature” quelle a spendere maggiormente sull'acquisto di vino. E invece no. La popolazione con età inferiore ai 44 anni è quella che contribuisce maggiormente al bilancio del mercato del vino, non solo in Italia, ma anche negli Stati Uniti d'America. Emerge, inoltre, che i consumatori appartenenti alla fascia d'età inferiore ai 44 anni, acquistano vini costosi, famosi e affermati prevalentemente per una questione di prestigio, quindi – apparentemente – senza nessun interesse per il vino specifico, probabilmente nemmeno per il produttore in sé.

 Questi vini si versano pertanto nei calici principalmente per il supposto prestigio sociale che deriva dall'ostentare la possibilità di potersi permettere il vino costoso. Per quello che mi riguarda, non ritengo sia una buona notizia, almeno se la considero unicamente in ottica dell'apprezzamento del vino in quanto tale. Mi pare invece, senza offesa per nessuno, la conferma dell'atteggiamento generale dei nostri tempi: la frenetica ossessione dell'apparire – prima di tutto e soprattutto – come primario metodo di affermazione di sé stessi in una società superficiale che si magnifica e si compiace della superficialità. Conferma, inoltre, quello che da tempo vedo tristemente affermarsi nel mondo del vino, con consumatori, in termini generali, che si disinteressano alla qualità del vino e a cosa veramente hanno nel calice, concentrandosi unicamente sull'etichetta. Si beve e, aggiungerei, si considera e ostenta, solamente l'etichetta, molto spesso anche la bella favoletta che l'accompagna, ma non il vino.

 Nello specifico, lo studio rivela dati interessanti e comparativi relativamente al mercato del vino in Italia e negli Stati Uniti d'America. Il dato più rilevante è relativo al ruolo del vino a livello culturale e contestuale alle occasioni di consumo. A quanto pare, si sta progressivamente perdendo il connubio del vino con il cibo – per secoli, indissolubili compagni della tavola – in favore di consumi legati essenzialmente a fattori di moda e apparenza. Nello specifico, per il 56% dei giovani il consumo del vino è associato a fenomeni di moda, mentre lo è per il 28% dei consumatori delle generazioni precedenti. Inoltre, questo tipo di consumo è più frequente per i nati negli anni 1980/1990 – con il 45% – contro il 29% di quelli nati a ridosso degli anni 2000. Si tratta comunque di quote di mercato importanti poiché, negli Stati Uniti d'America, rappresentano rispettivamente il 24% e il 35% del valore complessivo del comparto vino.

 In accordo allo studio dell'Osservatorio UIV-Vinitaly, circa il 31% del valore complessivo del vino acquistato negli Stati Uniti d'America è relativo a bottiglie di fascia alta, preferite nel 60% dei casi fra i consumatori di età inferiore a 44 anni. Per quanto concerne il mercato italiano, la quota scende al 10%, la metà di questa riferibili a consumatori giovani. In entrambi i paesi, tuttavia, la metà di questi acquirenti si dichiara non legata a specifiche etichette o cantine, quota che scende a un terzo fra i consumatori oltre i 44 anni. Lo studio fa emergere, come detto, il cambiamento del ruolo sociale del vino, il quale si allontana sempre più dalla tavola, soprattutto fra i consumatori statunitensi, i quali, in 7 casi su 10, consumano vino con lo scopo di favorire una maggiore socializzazione. Per quanto riguarda la distribuzione del consumo, in Italia i consumatori di età inferiore ai 44 anni rappresentano il 35% del totale, mentre negli Stati Uniti d'America raggiunge addirittura il 47%.

 Per quanto riguarda la frequenza di consumo – sia in Italia sia negli Stati Uniti d'America – non si registrano differenze in funzione della fascia di età di appartenenza. L'80% dei consumatori, a prescindere dalla generazione, consumano vino due o tre volte al mese. Si evidenziano invece differenze sulla quantità, con i consumatori di età inferiore ai 44 anni che si aggiudicano il maggiore consumo con due o tre bicchieri di vino. La fascia di età che fa registrare un calo di consumi è pertanto quella superiore ai 44 anni. Negli Stati Uniti d'America la fascia di età che ha fatto registrare il maggiore consumo è proprio quella inferiore ai 44 anni. Il 31% di questi, infatti, ha aumentato il proprio consumo di vino, mentre il 26% lo ha diminuito. Nelle fasce di età superiore, solo il 9% ha aumentato il consumo, mentre il 26% lo ha diminuito. Diversa la condizione che si registra in Italia. Il 27% dei consumatori – indipendentemente dall'età – ha diminuito il consumo di vino, mentre quelli di età inferiore ai 44 anni hanno fatto registrare un aumento dei consumi del 14%, contro il 7% della fascia dei consumatori più maturi.

 Lo studio, infine, rileva che quasi la metà degli astemi appartiene alla generazione di età superiore ai 60 anni, seguiti da quelli della generazione successiva, rappresentando il 23% negli Stati Uniti d'America e il 30% in Italia. La percentuale di astemi si riduce significativamente nelle generazioni più giovani, con il 30% negli Stati Uniti d'America e il 20% in Italia. Per quanto concerne i consumatori che, per motivi di salute, ideologici o personali, scelgono di escludere totalmente o in parte il consumo di alcol, così come consumarlo saltuariamente in specifiche occasioni in modo moderato o consapevole, negli Stati Uniti d'America fanno registrare il 60% fra i consumatori di età inferiore ai 44 anni, mentre in Italia si attestano al 46%. Una tendenza ben diversa si registra invece fra i consumatori dell'altra fascia, con il 30% negli Stati Uniti d'America e il 25% in Italia.

Antonello Biancalana



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  Gusto DiVino Numero 250, Maggio 2025   
Contrasti di Nizza Riserva e Teroldego Rotaliano Superiore RiservaContrasti di Nizza Riserva e Teroldego Rotaliano Superiore Riserva I Vini del MeseI Vini del Mese  Sommario 
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Contrasti di Nizza Riserva e Teroldego Rotaliano Superiore Riserva

Due magnifiche uve del settentrione d'Italia – Barbera e Teroldego – a confronto nei calici della degustazione per contrasto di questo mese.

 Piemonte e Trentino. Queste sono le regioni nelle quali si producono i vini che metteremo a confronto nella degustazione di questo mese. Si tratta di due regioni, com'è ben noto, che vantano produzioni enologiche di straordinario rilievo, dai vini bianchi a quelli rossi, dagli spumanti a vini prodotti con uve appassite. Nel vasto panorama viticolturale di entrambe le regioni, spiccano certamente le varietà a bacca rossa, rappresentanti di rilievo dei vini sia del Piemonte, sia del Trentino. La degustazione per contrasto di questo mese si concentrerà infatti sullo studio di due importanti vini rossi delle rispettive regioni e prodotti con due significative varietà: Barbera e Teroldego. Si tratta di uve decisamente conosciute nel panorama enologico e, senza timore di smentita, note a qualunque appassionato di vini, i quali – certamente – hanno degustato almeno una volta vini prodotti con queste uve. In entrambi i casi si ottengono vini di notevole personalità, indipendentemente dalle tecniche enologiche utilizzare per la loro produzione.

 La degustazione per contrasto di questo mese si concentrerà infatti, non solo sulle qualità specifiche delle uve e dei territori di produzione, ma anche delle tecniche enologiche e gli effetti che si ottengono in questi casi specifici. La pratica enologica più frequente nei due vini che prendiamo in esame questo mese – Nizza Riserva e Teroldego Rotaliano Superiore Riserva – prevede infatti tempi di maturazione significativi e tali da influire in modo sostanziale nei profili sensoriali dei vini. Sebbene non sia esplicitamente indicato nel disciplinare di produzione del Teroldego Rotaliano Superiore Riserva, i produttori scelgono generalmente la maturazione in botti di legno, una pratica invece obbligatoria per il Nizza Riserva. La maturazione in legno risulta comunque essere appropriata per queste uve, le quali si legano molto bene con gli effetti di questa tecnica enologica, restituendo, non solo vini con strutture più robuste, ma soprattutto di maggiore complessità organolettica oltre ad apprezzabile e opportuna morbidezza.

 

Nizza Riserva


 

 Il Nizza è un vino a Denominazione d'Origine Controllata e Garantita del Piemonte, prodotto esclusivamente con Barbera nel territorio di Nizza Monferrato, in provincia di Asti. Originalmente parte della Denominazione Barbera d'Asti, con il tempo il Nizza è riuscito a distinguersi – grazie anche al lavoro e alla determinazione dei produttori – fino a guadagnarsi, con merito, dignità e riconoscibilità propria, ottenendo, nel 2014, il riconoscimento della DOCG. Si tratta di una delle tante e numerosissime interpretazioni della Barbera, varietà a bacca rossa che proprio nel territorio di Asti ha iniziato, negli anni 1970, quello che si può definire uno dei maggiori successi enologici d'Italia. Si deve infatti notare che la Barbera era in passato considerata come uva capace di produrre vini di largo consumo, sia per la sua enorme diffusione – oggi è presente, oltre che in Piemonte, sua terra d'origine, anche in altre regioni – sia per la sua generosità produttiva, assicurando vendemmie abbondantissime e, quindi, altrettanto vino.

 La storia recente tuttavia insegna – come nel caso del Nizza – che, quando coltivata e vinificata con criteri di alta qualità, la Barbera è capace di produrre vini di enorme eleganza e classe, sempre contraddistinti dalla sua tipica acidità, qualità che conferisce ai suoi vini spiccata personalità e piacevolezza. Questa qualità, unitamente al non eccessivo contenuto di sostanze polifenoliche, la rende molto adatta alla vinificazione in botti di legno, una pratica che “arricchisce” la Barbera di maggiore struttura e astringenza, oltre a opportuna morbidezza tale da equilibrare e rendere armonica la sua spiccata acidità. Questo, in effetti, è quello che accade con il Nizza Riserva – vino che verseremo nel calice di questa degustazione – per il quale, in accordo al suo disciplinare di produzione, è previsto un periodo di maturazione minimo 30 mesi dei quali 12 in legno.

 

Teroldego Rotaliano Superiore Riserva

 Il Teroldego è, senza ombra di dubbio, una delle principali glorie viticolturali ed enologiche del Trentino. Varietà a bacca rossa, si distingue principalmente per i vini prodotti in quello che è considerato il suo primario territorio, la Piana Rotaliana, nella parte settentrionale della regione e al confine con l'Alto Adige. In accordo al sistema di qualità italiano, il Teroldego Rotaliano è, dal 1971, riconosciuto come Denominazione d'Origine Controllata e, fra i diversi stili, è previsto anche il “Superiore Riserva” e che verseremo nel calice della nostra degustazione. Le origini del Teroldego sono, per molti aspetti, incerte, tuttavia si ritiene di antiche origini e probabilmente introdotto in Trentino dal territorio veronese del lago di Garda, dove era conosciuto come Tirodola, nome derivato dalle tirelle, cioè i tutori utilizzati per la sua coltivazione. Le notizie storiche restano comunque scarse e si hanno documenti scritti solamente a partire dal 1800.

 Studi successivi condotti sul DNA del Teroldego, hanno tuttavia consentito di stabilire una parentela con il Lagrein – la celebre varietà a bacca rossa dell'Alto Adige – e il Marzemino, diffuso in Trentino, oltre che rilevare affinità con il Dureza, a sua volta parente del Syrah. Uva dotata di importante proprietà colorante, il Teroldego produce vini di buona struttura, nonostante non sia particolarmente ricco di sostanze polifenoliche e di moderato volume alcolico, qualità che, in genere, mette in risalto la sua piacevole freschezza conferita dall'acidità. Queste qualità rendono infatti il Teroldego adatto alla maturazione in botte, sia per conferire maggiore astringenza e struttura, sia per la morbidezza, equilibrando quindi la piacevole freschezza. A tale proposito, è bene osservare che il disciplinare di produzione non indica il contenitore utilizzato per la maturazione e, nel caso del Teroldego Rotaliano Superiore Riserva, questa deve essere di almeno due anni. Nella maggioranza dei casi, comunque, i produttori, per lo stile “Superiore Riserva”, svolgono la maturazione del vino in botti di legno.

 

La Degustazione


Il
colore del Teroldego Rotaliano Superiore Riserva
Il colore del Teroldego Rotaliano Superiore Riserva

 Prima di iniziare la degustazione per contrasto di questo mese, provvediamo al reperimento dei due vini che verseremo nei nostri calici. Sia il Nizza Riserva sia il Teroldego Rotaliano Superiore Riserva sono facilmente reperibili in qualunque enoteca, poiché – nei rispettivi territori – sono molte le cantine a produrre questi vini. Questa volta, contrariamente a quanto si suggerisce nelle nostre degustazioni, non sarà necessario controllare la composizione dei vini, poiché – in accordo ai rispettivi disciplinari di produzione – Nizza Riserva e Teroldego Rotaliano Superiore Riserva sono prodotti rispettivamente con Barbera e Teroldego in purezza. Ci assicureremo, tuttavia, che entrambi i vini appartengano allo stile “riserva”, visto che i rispettivi disciplinari consentono la produzione anche di altri stili. Per quanto riguarda le annate, sceglieremo bottiglie appartenenti alle vendemmie più recenti disponibili sul mercato. Nizza Riserva e Teroldego Rotaliano Superiore Riserva sono versati nei rispettivi calici da degustazione alla temperatura di 18 °C.

 Versiamo i due vini nei rispettivi calici e diamo inizio alla degustazione per contrasto di questo mese. Procederemo, come di consueto, con la valutazione dell'aspetto dei vini, cioè come si presentano alla vista in termini di colore e trasparenza. Il primo vino che prendiamo in esame è il Nizza Riserva, quindi – inclinando il calice sopra una superficie bianca – osserviamo la base, così da determinare il colore. Quello che si vede è rosso rubino intenso, con una trasparenza ridotta tanto da non consentire la piena visibilità dell'oggetto messo a contrasto fra il calice e la superficie bianca. Osserviamo ora il vino verso l'apertura del calice – dove lo spessore è minimo – rilevando una sfumatura rosso granato. Passiamo ora all'analisi della valutazione del Teroldego Rotaliano Superiore Riserva e, sempre mantenendo il calice inclinato sopra la superficie bianca, rileviamo un colore rosso rubino e cupo, con una trasparenza ridotta e generalmente inferiore rispetto al Nizza Riserva. La sfumatura del vino trentino, osservato verso l'apertura del calice, è rosso rubino, talvolta tendente al granato.

 I profili olfattivi di Barbera e Teroldego – le uve utilizzate rispettivamente per la produzione del Nizza Riserva e Teroldego Rotaliano Superiore Riserva – sono decisamente diversi, sebbene con riconoscimenti comuni negli aromi floreali e fruttati. Il Teroldego si fa generalmente riconoscere al naso per i suoi profumi intensi di frutti a polpa rossa e scura, principalmente amarena, prugna e mora, molto spesso il mirtillo e il lampone. Fra i riconoscimenti floreali, inoltre, nel Teroldego si possono apprezzare profumi di violetta e ciclamino. Diverso, per intensità e qualità, il profilo olfattivo dei vini prodotti con Barbera, i quali si fanno principalmente riconoscere per il profumo di ciliegia, seguiti da prugna, mirtillo e lampone, talvolta fragola, mora e melagrana. La violetta è il principale riconoscimento floreale della Barbera, spesso seguita da ciclamino e, talvolta, rosa e geranio. Nel caso specifico di Nizza Riserva e Teroldego Rotaliano Superiore Riserva, inoltre, si dovranno considerare gli effetti della maturazione in legno, principalmente riconoscibile con l'aroma di vaniglia.

 Riprendiamo la degustazione dei nostri vini e procediamo con la valutazione del profilo olfattivo del Nizza Riserva. Mantenendo il calice in posizione verticale e senza rotearlo, procediamo con la prima olfazione così da valutare l'apertura del vino, cioè i profumi primari e identificativi. Al naso si percepiscono – intensi e puliti – i profumi di ciliegia, prugna e mirtillo ai quali segue il piacevole profumo della violetta. Procediamo ora con la roteazione del calice, operazione che favorisce lo sviluppo dei restanti aromi, e provvediamo alla seconda olfazione. Il profilo del Nizza Riserva si completa con lampone e mora, oltre all'evidente sequenza di profumi terziari conferiti dal legno e nei quali riconosciamo principalmente vaniglia, tabacco e cioccolato, oltre a un piacevole accenno balsamico di mentolo. Procediamo adesso con la valutazione dell'apertura del Teroldego Rotaliano Superiore Riserva, pertanto procediamo con la prima olfazione, mantenendo il calice in posizione verticale. Al naso percepiamo profumi intensi e puliti di amarena, prugna, mora e mirtillo ai quali segue il profumo della violetta. Dopo avere roteato il calice e provveduto alla seconda olfazione, il profilo del Teroldego Rotaliano Superiore Riserva si completa con lampone e rosa, seguite dai profumi conferiti dal legno, in particolare vaniglia, tabacco e cacao, anche in questo caso con un accenno balsamico di mentolo.

 Passiamo alla valutazione dei profili gustativi dei vini della nostra degustazione, iniziando – come nelle fasi precedenti – dal Nizza Riserva. La prima caratteristica che valutiamo è l'attacco, cioè come il vino è percepito in bocca al primo sorso. Il Nizza Riserva si fa riconoscere immediatamente per la primaria qualità della Barbera e che si esprime con l'evidente freschezza conferita dall'acidità. Questa piacevole sensazione trova comunque pronto equilibrio nell'effetto dell'alcol, oltre che della morbidezza conferita dalla maturazione in legno, fattore che dona inoltre al Nizza Riserva una piacevole ed equilibrata astringenza e buona struttura. In bocca si percepiscono i sapori di ciliegia, prugna, lampone e mirtillo. Passiamo ora alla valutazione dell'attacco del Teroldego Rotaliano Superiore Riserva, prendendo quindi un sorso del vino trentino. In bocca si percepisce – rispetto al Nizza Riserva – una sensazione generalmente meno alcolica tuttavia di piacevole morbidezza, anche in questo caso supportata da apprezzabile freschezza. In bocca si percepiscono inoltre i sapori di amarena, prugna, mirtillo e mora, oltre alla sensazione di buona struttura.

 Concludiamo la degustazione per contrasto di questo mese procedendo con la valutazione delle sensazioni finali che Nizza Riserva e Teroldego Rotaliano Superiore Riserva lasciano in bocca dopo la deglutizione. Uno dei fattori che analizziamo in questa fase è la cosiddetta persistenza gusto-olfattiva, importante elemento nella determinazione della qualità di un vino. Il finale del Nizza Riserva è persistente, lasciando in bocca la netta percezione della freschezza conferita dall'acidità, ben supportata da garbata astringenza, oltre alla sensazione di morbidezza, unitamente a quella dell'alcol. In bocca si continuano inoltre a percepire i sapori di ciliegia, prugna, lampone e mirtillo. Anche il finale del Teroldego Rotaliano Superiore Riserva è persistente e in bocca si percepiscono i sapori di amarena, prugna e mora, oltre alla piacevole morbidezza e moderata astringenza, anche in questo caso supportata da apprezzabile freschezza, tuttavia decisamente inferiore rispetto al Nizza Riserva.

 



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I Vini del Mese


 

Legenda dei punteggi

Sufficiente    Abbastanza Buono    Buono
Ottimo    Eccellente
Vino eccellente nella sua categoria Vino eccellente nella sua categoria
Vino con buon rapporto qualità/prezzo Vino con buon rapporto qualità/prezzo
I prezzi sono da considerarsi indicativi in quanto possono subire variazioni a seconda del paese
e del luogo in cui vengono acquistati i vini




Franciacorta Satèn, Muratori (Lombardia, Italia)
Franciacorta Satèn
Muratori (Lombardia, Italia)
Chardonnay
Prezzo: € 27,00 Punteggio: Vino eccellente nella sua categoria

Giallo verdolino intenso e sfumature giallo paglierino, molto trasparente, perlage fine e persistente.
Intenso, pulito, gradevole, raffinato ed elegante, apre con note di banana, cedro e acacia seguite da aromi di crosta di pane, camomilla, pompelmo, mela, nespola, pera, susina e nocciola.
Attacco effervescente e fresco, comunque equilibrato dall'alcol, buon corpo, sapori intensi, piacevole.
Finale persistente con ricordi di banana, cedro e pompelmo.
Rifermentazione in bottiglia e maturazione sui propri lieviti per almeno 24 mesi.
Antipasti di crostacei e pesce, Pasta e risotto con pesce e crostacei, Crostacei saltati, Pesce saltato, Pesce fritto, Latticini



Franciacorta Rosé Extra Brut, Muratori (Lombardia, Italia)
Franciacorta Rosé Extra Brut
Muratori (Lombardia, Italia)
Pinot Nero (60%), Chardonnay (40%)
Prezzo: € 27,50 Punteggio: Vino eccellente nella sua categoria

Rosa ciliegia brillante e sfumature rosa ciliegia, trasparente, perlage fine e persistente.
Intenso, pulito, gradevole, raffinato ed elegante, apre con note di ciliegia, lampone e crosta di pane seguite da aromi di ciclamino, pompelmo rosa, fragola, melagrana, mela, nocciola, mandarino e susina.
Attacco effervescente e fresco, comunque equilibrato dall'alcol, buon corpo, sapori intensi, piacevole.
Finale persistente con ricordi di ciliegia, lampone e pompelmo rosa.
Rifermentazione in bottiglia e affinamento sui propri lieviti per almeno 24 mesi.
Pasta con carne, Carne bianca arrosto, Pesce stufato con funghi, Zuppe di legumi



Vino Nobile di Montepulciano Riserva 2021, Salcheto (Toscana, Italia)
Vino Nobile di Montepulciano Riserva 2021
Salcheto (Toscana, Italia)
Sangiovese (95%), Colorino (5%)
Prezzo: € 32,00 Punteggio:

Rosso rubino intenso e sfumature rosso granato, poco trasparente.
Intenso, pulito, gradevole, raffinato ed elegante, apre con note di amarena, prugna e violetta seguite da aromi di mora, lampone, mirtillo, cacao, tabacco, cuoio, liquirizia, timo, pepe nero, vaniglia e mentolo.
Attacco giustamente tannico e comunque equilibrato dall'alcol, corpo pieno, sapori intensi, piacevole.
Finale persistente con ricordi di amarena, prugna e mora.
24 mesi in botte, 12 mesi in bottiglia.
Selvaggina, Carne arrosto, Stufati e brasati di carne con funghi, Formaggi



Vino Nobile di Montepulciano Pieve Valardegna Vecchie Viti del Salco 2021, Salcheto (Toscana, Italia)
Vino Nobile di Montepulciano Pieve Valardegna Vecchie Viti del Salco 2021
Salcheto (Toscana, Italia)
Sangiovese
Prezzo: € 73,00 Punteggio:

Rosso rubino intenso e sfumature rosso granato, poco trasparente.
Intenso, pulito, gradevole, raffinato ed elegante, apre con note di amarena, prugna e viola appassita seguite da aromi di rosa appassita, lampone, mirtillo, mora, cioccolato, cannella, liquirizia, tabacco, cuoio, macis, vaniglia e mentolo.
Attacco giustamente tannico e comunque equilibrato dall'alcol, corpo pieno, sapori intensi, piacevole.
Finale molto persistente con lunghi ricordi di amarena, prugna e lampone.
2 anni in botte, 2 anni in bottiglia.
Selvaggina, Carne arrosto, Stufati e brasati di carne con funghi, Formaggi



Valdobbiadene Brut Rive del Refrontolo Col del Forno 2023, Andreola (Veneto, Italia)
Valdobbiadene Brut Rive del Refrontolo Col del Forno 2023
Andreola (Veneto, Italia)
Glera
Prezzo: € 18,00 Punteggio:

Giallo verdolino brillante e sfumature giallo verdolino, molto trasparente, perlage fine e persistente.
Intenso, pulito, gradevole, raffinato ed elegante, apre con note di mela verde, pera e glicine seguite da aromi di ginestra, biancospino, gelsomino, rosa bianca, pesca, ananas, lime, kiwi, mandarino e nespola.
Attacco effervescente e fresco, comunque equilibrato dall'alcol, corpo leggero, sapori intensi, piacevole.
Finale molto persistente con lunghi ricordi di mela verde, pera e pesca.
Prodotto con il metodo Charmat.
Aperitivi, Antipasti di pesce, Pasta e risotto con pesce e crostacei, Pesce saltato, Latticini, Uova



Valdobbiadene Extra Dry Rive di Santo Stefano Dirupo Nazzareno Pola Etichetta del Fondatore 2023, Andreola (Veneto, Italia)
Valdobbiadene Extra Dry Rive di Santo Stefano Dirupo Nazzareno Pola Etichetta del Fondatore 2023
Andreola (Veneto, Italia)
Glera (90%), Bianchetta (5%), Perera (5%)
Prezzo: € 35,00 Punteggio:

Giallo verdolino brillante e sfumature giallo verdolino, molto trasparente, perlage fine e persistente.
Intenso, pulito, gradevole, raffinato ed elegante, apre con note di mela, pesca e glicine seguite da aromi di ginestra, gelsomino, biancospino, ananas, pera, mandarino, susina, banana, felce e marzapane.
Attacco effervescente e piacevolmente dolce, comunque equilibrato dall'alcol, corpo leggero, sapori intensi, piacevole freschezza.
Finale molto persistente con lunghi ricordi di mela, pesca e ananas.
Prodotto con il metodo Charmat.
Aperitivi, Antipasti di crostacei e verdure, Risotto con crostacei e verdure, Crostacei saltati



Trento Pas Dosé Altemasi 2019, Cavit (Trentino, Italia)
Trento Pas Dosé Altemasi 2019
Cavit (Trentino, Italia)
Chardonnay (60%), Pinot Nero (40%)
Prezzo: € 40,00 Punteggio: Vino eccellente nella sua categoria

Giallo paglierino brillante e sfumature giallo paglierino, molto trasparente, perlage fine e persistente.
Intenso, pulito, gradevole, raffinato ed elegante, apre con note di mela, banana e cedro seguite da aromi di crosta di pane, biancospino, bergamotto, pera, susina, pesca, miele, nocciola e minerale.
Attacco effervescente e fresco, comunque equilibrato dall'alcol, buon corpo, sapori intensi, piacevole.
Finale persistente con ricordi di mela, banana e cedro.
Rifermentazione in bottiglia e affinamento sui propri lieviti per 44 mesi.
Pasta con pesce e crostacei, Pesce stufato, Carne bianca arrosto, Crostacei alla griglia



Trento Riserva Brut Altemasi Graal 2017, Cavit (Trentino, Italia)
Trento Riserva Brut Altemasi Graal 2017
Cavit (Trentino, Italia)
Chardonnay (70%), Pinot Nero (30%)
Prezzo: € 49,00 Punteggio:

Giallo dorato brillante e sfumature giallo dorato, molto trasparente, perlage fine e persistente.
Intenso, pulito, gradevole, raffinato ed elegante, apre con note di mela, banana e crosta di pane seguite da aromi di biancospino, pompelmo, susina, pralina, pesca, mango, cera d'api, cardamomo, burro, brioche, mandorla e un accenno di vaniglia.
Attacco effervescente e fresco, comunque equilibrato dall'alcol, buon corpo, sapori intensi, piacevole.
Finale molto persistente con lunghi ricordi di mela, banana e pompelmo.
Parte del vino base fermenta in barrique. Rifermentazione in bottiglia e affinamento sui propri lieviti per 70 mesi.
Paste ripiene con carne e funghi, Carne bianca arrosto, Pesce arrosto, Formaggi



Fiano di Avellino Riserva Brancato 2022, Tenuta Cavalier Pepe (Campania, Italia)
Fiano di Avellino Riserva Brancato 2022
Tenuta Cavalier Pepe (Campania, Italia)
Fiano
Prezzo: € 21,50 Punteggio: Vino eccellente nella sua categoria

Giallo paglierino intenso e sfumature giallo dorato, molto trasparente.
Intenso, pulito, gradevole, raffinato ed elegante, apre con note di mela, nespola e biancospino seguite da aromi di ginestra, ananas, pera, pesca, cedro, susina, nocciola, minerale e un accenno di vaniglia.
Attacco fresco e comunque equilibrato dall'alcol, buon corpo, sapori intensi, piacevole.
Finale persistente con ricordi di mela, nespola e nocciola.
Parte del vino fermenta e matura in barrique. Almeno 6 mesi in bottiglia.
Paste ripiene con pesce e funghi, Pesce alla griglia, Carne bianca arrosto, Pesce stufato



Taurasi Opera Mia 2017, Tenuta Cavalier Pepe (Campania, Italia)
Taurasi Opera Mia 2017
Tenuta Cavalier Pepe (Campania, Italia)
Aglianico
Prezzo: € 32,50 Punteggio: Vino eccellente nella sua categoria

Rosso rubino intenso e sfumature rosso granato, poco trasparente.
Intenso, pulito, gradevole, raffinato ed elegante, apre con note di prugna, mora e viola appassita seguite da aromi di amarena, mirtillo, cioccolato, tabacco, liquirizia, cuoio, cannella, caramella mou, sottobosco, macis, grafite, vaniglia e mentolo.
Attacco giustamente tannico e comunque equilibrato dall'alcol, corpo pieno, sapori intensi, piacevole.
Finale persistente con ricordi di prugna, mora e amarena.
12 mesi in barrique, 24 mesi in vasche di cemento, almeno 12 mesi in bottiglia.
Selvaggina, Brasati e stufati di carne, Carne arrosto, Formaggi stagionati






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  Eventi Numero 250, Maggio 2025   
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Numero 249, Aprile 2025 Segui DiWineTaste su Segui DiWineTaste su TwitterNumero 251, Giugno 2025

Notiziario


 In questa rubrica sono pubblicate notizie e informazioni relativamente a eventi e manifestazioni riguardanti il mondo del vino e dell'enogastronomia. Chiunque sia interessato a rendere noti avvenimenti e manifestazioni può comunicarlo alla nostra redazione all'indirizzo e-mail.

 

Tornano le Giornate del Pinot Nero


 
In scena la 27esima edizione dell'evento nazionale dedicato allo straordinario vitigno e aperta a operatori del settore ed appassionati. Le date da segnare in agenda sono dal 16 al 18 maggio. In quei giorni, in Alto Adige, si attendono winelovers, esperti del settore, ristoratori, enotecari e giornalisti alla scoperta del Pinot Nero e delle sue tante sfaccettature. Da oltre vent'anni, le giornate altoatesine del Pinot Nero vengono organizzate – con passione e impegno – da un team di volontari e l'evento gode di grande apprezzamento nel mondo enologico e attira numerosi produttori e visitatori.
Come da tradizione, anche la 27esima edizione si svolgerà nei villaggi vinicoli di Egna e Montagna e avrà come protagonisti tutti i vini del Concorso Nazionale del Pinot Nero, che va in scena – a porte chiuse – a inizio maggio. Il focus di questa edizione è l'annata 2022, con 116 vini provenienti da: Trentino, Valle d'Aosta, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Piemonte, Lombardia, Toscana, Umbria, Sicilia e, naturalmente, dalla regione ospitante, l'Alto Adige. «Grazie a questa ampia diffusione geografica, possiamo dare al nostro pubblico un'idea di quanto possa essere diverso il Pinot Nero a seconda del terroir, della tradizione e dello stile; sono certa che non mancheranno belle sorprese e quest'anno abbiamo raggiunto inoltre il record di vini in degustazione, siamo molto soddisfatti», afferma Ines Giovanett, presidente del Comitato Organizzatore delle Giornate del Pinot Nero dell'Alto Adige.
Venerdì 16 maggio le Giornate si apriranno con la cerimonia di premiazione dei vini vincitori del Concorso al Castello di Enna a Montagna. «Il concorso rappresenta un appuntamento per celebrare non solo la storicità di un vitigno che ha segnato la tradizione vinicola del nostro paese, ma anche la straordinaria qualità dei giurati coinvolti. La loro esperienza e competenza sono garanzia di una selezione attenta e rigorosa», sottolinea Marc Pfitscher, vicepresidente del Comitato Organizzatore e responsabile del Concorso.
Dopo la cerimonia di apertura, tutti i Pinot Nero del Concorso saranno disponibili per la degustazione al Klösterle di Laghetti a Egna dalle 16 alle 18. Per partecipare è necessario prenotarsi tramite il sito web delle Giornate del Pinot Nero (www.blauburgunder.it).
Vi saranno interessanti appuntamenti collaterali per tutti gli amanti e gli intenditori del Pinot Nero. Sabato 17 maggio due masterclass: una sulla coltivazione del Pinot Nero italiano con il sommelier Roberto Anesi e la seconda – una degustazione verticale della Tenuta Castelfeder che attraverserà quattro decenni con otto etichette in edizione limitata e non presentate al Concorso – con l'enologo Ivan Giovanett dell'omonima Cantina. Il programma delle masterclass si concluderà domenica con il maestro di cantina Hans Terzer, che presenterà l'evento “Top of Pinot Nero Alto Adige”.
Tante anche le escursioni guidate della Pinot Noir Experience a Glen e Mazon; novità di quest'anno saranno inoltre gli eventi “Pinot Noir & Bike” di domenica e lunedì e una interessante degustazione di spumanti prevista in diversi slot.

In Sicilia Nascerà il Museo del Vino Grazie al Recupero del Palmento di Rudinì

Il Palmento Di Rudinì diventerà Museo del Vino. Il rilancio, la gestione e la riqualificazione è stata affidata dal Comune di Pachino all'Associazione Vivi Vinum Pachino e alla Cooperativa Le Terre di Ebe, unite in ATS. La convenzione è già stata siglata, seguirà l'evolvere di un impegno economico e di servizio che determinerà la rigenerazione di una risorsa del territorio finalizzata a custodire e diffondere conoscenza sulla storia della produzione vitivinicola.
Hanno partecipato alla sigla il sindaco del Comune di Pachino Giuseppe Gambuzza, il dirigente dell'Ufficio Turismo e Cultura Mariano Tusa, l'assessore all'Agricoltura e Viticoltura Salvatore Lentinello, il presidente di Vivi Vinum Pachino Walter Guarrasi, il presidente della Cooperativa Terre di Ebe Maurizio Campo.
Il Palmento, che risale al 1800, fu costruito in Sicilia dal Marchese Antonio Di Rudinì, purtroppo versa in stato di abbandono. Per il suo recupero il Comune di Pachino ha bandito l'affidamento: farne un Museo del Vino potrà tutelarne l'identità, saranno avviati i lavori di riqualificazione che ne valorizzeranno il pregio storico e ne garantiranno la fruizione in futuro. Continuano a concretizzarsi a Pachino, in provincia di Siracusa, gli ambiziosi orizzonti di Vino Connect Sicilia e del progetto “Il Credito Cooperativo acceleratore per lo sviluppo nelle aree dalla Val di Noto alla Val Di Mazara: terre dei vini”, gestito e coordinato dall'associazione Vivi Vinum in sinergia con la Bcc Pachino e la Bcc di San Cataldo, Federcasse, Confocooperative Sicilia, supportato da Azure Consulting e finanziato da Fondo Sviluppo Spa.
L'Associazione Vivi Vinum Pachino e la Cooperativa Le Terre di Ebe, già impegnate per creare sinergia tra le cantine del territorio per potenziare nel tempo la performance della Sicilia del vino, raggiungono un nuovo obiettivo. Il Museo del Vino che nascerà al Palmento Di Rudinì richiamerà l'attenzione di turisti e appassionati, produttori e cultori del vino, imprenditori e sommelier, università e scuole.

Consorzio Tutela Vini d'Abruzzo: Alessandro Nicodemi Rieletto Presidente

Alessandro Nicodemi è stato rieletto Presidente del Consorzio Tutela Vini d'Abruzzo, si procede quindi nel solco della continuità. «Voglio ringraziare tutti i membri del Consiglio di Amministrazione per la rinnovata fiducia, è per me un onore rivestire questo importantissimo ruolo per la seconda volta e sono pronto ad accoglierlo con lo stesso impegno», ha raccontato il presidente. «Posso dirmi soddisfatto per quello che si è riusciti a fare in questi anni ma sono estremamente consapevole delle numerose sfide che ci attendono soprattutto considerando il momento storico molto delicato che il settore sta attraversando».
Quando è stato eletto per la prima volta, nel 2022, Nicodemi è stato il primo produttore privato a diventare presidente del Consorzio, segnando un cambio epocale. Tra i tanti obiettivi raggiunti, il più significativo è sicuramente l'introduzione del “Modello Abruzzo”, una grande novità per tutto il mondo vitivinicolo italiano, con l'Abruzzo a fare da pioniere di un nuovo modo di concepire l'organizzazione delle denominazioni d'origine e delle IGP, più semplice e allo stesso tempo più dettagliata e più funzionale alla promozione sui mercati internazionali. Oltre a questo si è investito molto sull'internazionalizzazione – e gli ultimi dati export lo dimostrano, nel 2024 si sono raggiunti i 290 milioni di euro, con un significativo balzo in avanti (+15,47%) sul 2023. Si è spinto inoltre per far conoscere al mondo la variegata eccellenza della vitivinicoltura abruzzese, non solo Montepulciano d'Abruzzo, ma anche Cerasuolo d'Abruzzo attualmente protagonista della scena o i bianchi autoctoni a partire dal Pecorino.
«Il mio obiettivo primario è quello di continuare il percorso iniziato, valorizzando l'essenza dei vitigni abruzzesi e lavorando instancabilmente per rendere i nostri vini protagonisti in tutto il mondo. Mi lascerò guidare sempre dall'ascolto, in un'ottica di apertura nei confronti di tutti i produttori e di tutti i territori», conclude Nicodemi.
Classe 1972, una laurea in Economia e Commercio, un trascorso da Ufficiale di Complemento nella Guardia di Finanza, nel 1997, a seguito della prematura scomparsa del papà, Alessandro, coadiuvato dalla sorella Elena, entra a pieno titolo nella Fattoria Bruno Nicodemi, azienda di famiglia e fra le più storiche del panorama enologico abruzzese, presente con il proprio marchio sin dal 1977, anni pionieristici per il vino regionale in bottiglia. Nicodemi è stato vicepresidente del Consorzio per 6 anni e nel 2011 insignito “Benemerito della vitivinicoltura italiana”, per aver arrecato un determinante contributo allo sviluppo della viticoltura ed alla valorizzazione della enologia italiana, ricevendo la prestigiosa Medaglia del Cangrande. Ricopre anche l'incarico di rappresentante regionale in seno alla Federazione Nazionale Prodotto Vitivinicoltura di Confagricoltura.
Ad affiancarlo in questo rinnovato incarico saranno i Vicepresidenti Lorenzo Di Ciano (Cantina Tollo) e Domenico Mastrogiovanni (Bio Cantina Orsogna), e gli altri membri del Consiglio d'Amministrazione, eletto durante l'Assemblea della scorsa settimana: Nicola Paolucci (Rinascita Lancianese), Vincenzo Bucci (Vinicola Villese), Miki Antonucci (Progresso Agricolo), Domenico Pasetti (Pasetti), Katia Masci (Valle Martello), Franco D'Eusanio (Chiusa Grande), Dino D'Ercole (Citra), Carlo Di Campli Finore (Viticoltori del Mediterraneo), Nicola Dragani (San Zefferino), Robertino La Monaca (Novaripa), Albino Lanci (Colle Moro) e Gennaro Matarazzo (Roxan).
Il Consorzio Tutela Vini d'Abruzzo è stato istituito nel 2002 con Decreto del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali per svolgere funzioni di tutela, valorizzazione e di cura generale degli interessi connessi alle denominazioni da esso tutelate. I soci sono oggi circa 250, rappresentanti di circa 6000 produttori di uve DOC e IGT. Il Consorzio tutela i vini a Denominazione di Origine Controllata e a Denominazione di Origine Controllata e Garantita: Montepulciano d'Abruzzo DOC, Trebbiano d'Abruzzo DOC, Cerasuolo d'Abruzzo DOC, Abruzzo DOC, Villamagna DOC, Controguerra DOC, Colline Teramane Montepulciano d'Abruzzo DOCG. A partire dalla vendemmia 2024, con l'entrata in vigore del “Modello Abruzzo”, tutte le IGT sono state riunite nell'unica IGT Terre d'Abruzzo.

 



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Aquavitae

Rassegna di Grappe, Distillati e Acqueviti

 

Taurasi Opera Mia 2017, Tenuta Cavalier Pepe (Campania, Italia)
Grappa Giovi
Giovi (Sicilia)
Vinacce di Uve Siciliane
Prezzo: € 23,00 - 50cl Punteggio: Vino eccellente nella sua categoria

Limpida, incolore e cristallina.
Intensa, pulita, gradevole e raffinata con aromi di prugna, nocciola, mela, pera e pesca con pungenza dell'alcol quasi impercettibile.
Sapori intensi con pungenza dell'alcol percettibile e che tende a dissolversi rapidamente, piacevole morbidezza.
Finale persistente con ricordi di prugna, nocciola e mela.
Distillata in alambicco discontinuo a bagnomaria.





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Wine Guide Parade

Febbraio 2025

I migliori 15 vini recensiti nella nostra Guida e votati dai lettori di DiWineTaste

Pos. Vino, Produttore Voti
1 1935 Ultima 2022, Fattoria Ca' Rossa 14761
2 Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Superiore 2023, Villa Bucci 14223
3 Sicilia Grillo Griarì 2023, Alagna 13899
4 Duzì, Alagna 13329
5 Rosso Piceno Villa Bucci 2020, Villa Bucci 13117
6 Vino Aromatizzato alla Mandorla, Alagna 12856
7 Otto Borghi 2022, CasalFarneto 11742
8 Rosso Piceno Luigiprimo 2021, CasalFarneto 11667
9 Marsala Fine I.P., Alagna 11555
10 Vino per la Santa Messa Bianco, Alagna 11541
11 Sicilia Nero d'Avola Nearì 2023, Alagna 11210
12 Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Superiore Fontevecchia 2023, CasalFarneto 11118
13 Paò 2023, CasalFarneto 10413
14 Placidia Dolce 2023, Fattoria Ca' Rossa 9641
15 Mosito, Alagna 9637






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