![]() Cultura e Informazione Enologica dal 2002 - Anno XXIV |
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Notiziario |
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In questa rubrica sono pubblicate notizie e informazioni relativamente a eventi e manifestazioni riguardanti il mondo del vino e dell'enogastronomia. Chiunque sia interessato a rendere noti avvenimenti e manifestazioni può comunicarlo alla nostra redazione all'indirizzo e-mail.
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Professione Cantiniere: a Montepulciano si Premia il Migliore dell'Anno |
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«Ogni anno è una grande emozione nominare il cantiniere, una figura professionale di cui non si parla molto, ma senza la quale sarebbe difficile portare avanti le attività di cantina, oltre che di vigna – spiega il presidente del Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano, Andrea Rossi – ci teniamo particolarmente a questo riconoscimento perché la forza lavoro nel vino a Montepulciano è importantissima, il valore umano in particolare è quello che vogliamo trasmettere con questa iniziativa che negli anni ha riconosciuto la professionalità di giovani, donne, professionisti con storie diverse, ma accomunati dalla stessa passione per questa professione». Sono oltre 250 i viticoltori a Montepulciano e oltre mille i dipendenti fissi impiegati dal settore vino, ai quali se ne aggiungono altrettanti stagionali. Oltre il 45% delle cantine è condotto da un giovane (l'età media dei titolari di azienda è di 45 anni). Un dato ancora più significativo è che il 60% degli impiegati a tempo indeterminato nel vino sono sotto i 40 anni. Tra i ruoli maggiormente occupati dai giovani in cantina ci sono proprio quelli di enotecnico e cantiniere, ma anche enologo, mentre l'81% delle imprese vitivinicole di Montepulciano ha un impiegato nel marketing sotto i 40 anni. Il vincitore di quest'anno, Francesco Paolo Buonvino (Tenuta Gracciano della Seta), va ad aggiungersi all'albo d'oro del premio dove figurano (in ordine di premiazione a ritroso) Daniela Nannotti (La Ciarliana), Andrea Goracci (Fattoria Svetoni), Andrea Della Lena (Icario), Paola Picchiotti (Bindella), Margherita Pellegrini (Fanetti), Moreno Barbetti (Fassati), Fabrizio Savino (Salcheto), Roberta Vannozzi (Boscarelli), i fratelli Carmine e Orazio Capoccia (Avignonesi), Stefano Rubechini (Fattoria di Palazzo Vecchio), Primo Marinelli (Casale Daviddi), Marco Papini (Vecchia Cantina) Urano Carpini (Tenuta Valdipiatta), Fabrizio Dottori (Fattoria del Cerro), Dino Magi (Cantina Fanetti), Daniele Giani (Vecchia Cantina), Bruna Casagrande (Cantina Gattavecchi), Giorgio Laurini (Fassati), Enzo Barbi (Fattoria della Talosa) fino ad arrivare al primo vincitore del Premio, Adamo Pallecchi, storico cantiniere della Cantina Contucci. |
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Luca Rigotti è il Nuovo Presidente del Consorzio DOC delle Venezie |
| Luca Rigotti è stato eletto Presidente del Consorzio di tutela DOC Delle Venezie. La
nomina è avvenuta lunedì 12 maggio, da parte del rinnovato Consiglio di amministrazione,
insediatosi a seguito dell'Assemblea dei Soci che si è svolta presso la Cantina Colli
Berici di Lonigo. Nel corso dell'Assemblea sono state inoltre approvate le linee
programmatiche che guideranno l'attività consortile nel prossimo periodo triennio
2025-2028. Luca Rigotti, Presidente del Gruppo Mezzacorona e già Consigliere del Consorzio, affiancato dai Vicepresidenti Christian Scrinzi (Collis Veneto Wine Group) e Flavio Bellomo (Cantina di Conegliano, Vittorio Veneto e Casarsa) presiederà un Consiglio di amministrazione composto da 21 Consiglieri in rappresentanza della filiera vitivinicola del Triveneto, il più esteso modello di integrazione interregionale italiano che riunisce i produttori di Pinot Grigio di Veneto, Friuli Venezia Giulia e Provincia autonoma di Trento. «Ringrazio i Consiglieri per la fiducia accordatami nell'affidarmi la guida del Consorzio di tutela» – ha dichiarato il neo Presidente Luca Rigotti – «Lavoreremo con determinazione in continuità con l'efficace attività portata avanti con lungimiranza ed equilibrio dal precedente Consiglio di amministrazione e dal Presidente Armani, che ringrazio sentitamente per il suo prezioso servizio al Consorzio in questi anni fondativi di grande impegno. Il nostro obiettivo primario sarà quello di consolidare e rafforzare il posizionamento ed il valore territoriale ed economico del Pinot Grigio DOC Delle Venezie, che si è confermato il vino fermo italiano più venduto al mondo. Continueremo a promuovere e mettere in atto misure di gestione del potenziale produttivo, che negli ultimi anni hanno garantito una crescita significativa della denominazione sui mercati. Oggi, più che mai, è fondamentale saper rispondere con capacità di innovazione, di programmazione e di dinamismo ai cambiamenti in atto: i nuovi modelli di consumo, la sostenibilità ambientale, economica e sociale, il consolidamento dei mercati, i cambiamenti climatici, tematiche della massima priorità che saranno al centro della nostra azione». Gli obiettivi del nuovo mandato sono chiari, a partire dal rafforzamento della gestione unitaria della più estesa denominazione d'origine del Paese, che si conferma oggi un pilastro per la stabilità della filiera produttiva interregionale, nonché riferimento assoluto per la varietà Pinot Grigio a livello globale, come dimostrano le performance positive della DOC registrate negli ultimi anni, con un 2024 che segna un +3% nel volume imbottigliato rispetto al 2023, per oltre 1,7 milioni di ettolitri confezionati. Un risultato che premia l'impegno sulla qualità e sul sistema di certificazione che è stato suggellato con il contrassegno di Stato applicato su ogni bottiglia di Pinot Grigio DOC Delle Venezie, concreta dimostrazione di eccellenza e valorizzazione di uno dei prodotti iconici della viticoltura italiana, simbolo del Made in Italy nel mondo. «Ringrazio i Consigli di amministrazione che ho avuto l'onore di presiedere in questi anni – ha dichiarato il presidente uscente Albino Armani – in un percorso impegnativo ma proficuo per il sistema Pinot Grigio, che si è dimostrato e si dimostra un caso virtuoso di coordinamento e di lungimirante amministrazione della denominazione. Auguro buon lavoro al nuovo Presidente Luca Rigotti, consapevole del grande contributo che potrà apportare per la crescita della DOC Delle Venezie». Il nuovo corso del Consorzio guarda dunque al futuro con una visione chiara: valorizzare il Pinot Grigio DOC Delle Venezie come espressione autentica del territorio, puntando su qualità, certificazione, sostenibilità, innovazione e cultura del vino, con l'obiettivo di incrementare ulteriormente la presenza del Pinot Grigio su tutti i mercati mondiali. |
Alto Adige: Annata 2024, Straordinaria nei Vigneti e in Cantina |
| Che la scorsa annata vitivinicola sia stata particolarmente impegnativa è dimostrato dai
dati meteorologici. Dopo l'inverno più mite degli ultimi decenni e una fioritura precoce
attorno al 20 di marzo, la temperatura è precipitata nuovamente un mese dopo e il gelo ha
causato danni diffusi. La gelata, tuttavia, è stata solo il preludio di un tempo freddo e
instabile che ha ridotto il numero di grappoli e, su di essi, la quantità di acini. «Le rese più basse si sono registrate per il Lagrein, il Gewürztraminer e il Pinot Grigio, mentre la Schiava, il Merlot e il Riesling hanno risentito meno del maltempo durante la fioritura» spiega Hansjörg Hafner, responsabile del settore viticultura presso il Centro di Consulenza per la Fruttiviticoltura dell'Alto Adige. Osservando la Valle Isarco, Andreas Huber del Pacher Hof a Novacella parla di perdite tra il 15 e il 70%, mentre Martin Lemayr, enologo della Cantina Colterenzio riporta persino qualche, isolata, perdita totale. Le sfide imposte dal meteo hanno fatto si che la vendemmia avvenisse più tardi del solito – e con interruzioni dovute alla pioggia, «che, però, hanno concesso a noi cantine qualche momento per riprendere il fiato», scherza Andreas Huber che – tornando serio – parla di un anno impegnativo, molto pretenzioso in merito al lavoro e alla dedizione nei vigneti. «Soprattutto laddove i chicchi di grandine hanno danneggiato singoli acini ed è stato necessario rimuoverli manualmente», racconta il viticoltore della Valle Isarco. Il 2024 è stato, dunque, un anno difficile per i viticoltori altoatesini a causa del gelo e dell'umidità. Lo conferma anche Veronika Pfeifer del Pfannenstielhof a Bolzano: «Nei vigneti non è stato necessario solo un intenso e meticoloso lavoro manuale, ma anche flessibilità e tempestività». Il meteo avverso ha fatto sì che in molti vigneti altoatesini le quantità vendemmiate fossero inferiori rispetto alle annate precedenti. «Grazie a un preciso intervento sul verde e a una vendemmia accurata, la qualità dell'uva però non ne ha risentito», afferma Veronika Pfeifer. Ciò vale soprattutto per i Pinot che hanno regalato grappoli sani e pienamente maturi. Martin Lemayr esprime un giudizio altrettanto positivo sul Pinot Nero dell'annata 2024: «È caratterizzato da freschi aromi fruttati come lamponi e amarene e ha un colore molto limpido, intenso e luminoso», afferma l'enologo della Cantina Colterenzio. «I vini hanno un minor residuo zuccherino e si distinguono per vivacità, eleganza e struttura tannica sottile». Le varietà a maturazione tardiva hanno presentato, invece, alcune difficoltà. Già durante la vendemmia è stato necessario affidarsi all'esperienza per cogliere i grappoli al momento giusto e con la massima cura, affinché fossero nella migliore condizione possibile. «Le varietà rosse a maturazione tardiva, ricche di tannini, sono state sicuramente le più delicate e hanno raggiunto la piena maturazione solo in pochi terroir, motivo per cui alcuni vini di selezione non sono stati prodotti nell'annata 2024», spiega Lemayr. Situazione analoga anche per i vini Schiava, ai quali Veronika Pfeifer attribuisce una gradazione alcolica leggermente inferiore rispetto agli anni precedenti. L'enologa descrive la nuova annata con tre semplici parole: fresca, fruttata e raffinata. Come la maggior parte delle altre varietà, anche la seconda varietà autoctona dell'Alto Adige, il Lagrein, ha sofferto per le avverse condizioni meteo – soprattutto dal punto di vista quantitativo. «A causa della coulure in fase di fioritura e del gelo in primavera, in alcune zone la quantità di grappoli è stata leggermente inferiore alla media», spiega l'enologa Veronika Pfeifer che definisce il Lagrein 2024 «armonioso, vellutato e morbido al palato». I vini bianchi dell'Alto Adige non sembrano aver patito le condizioni meteo negative – al contrario: «Proprio il significativo freddo di settembre ha avuto un effetto positivo sull'aroma, la freschezza, la raffinatezza e i sentori fruttati», afferma Andreas Huber del Pacher Hof. Soprattutto per quanto riguarda le varietà principali della Valle Isarco, come il Riesling, il Kerner e il Sylvaner, l'umidità e la muffa nobile della Botrytis cinerea hanno garantito qualità superiori alla media. «Guardiamo con molto ottimismo all'annata 2024, poiché le basse rese e la lenta maturazione delle uve hanno creato le basi per vini bianchi estremamente raffinati e duraturi», afferma Huber. Il riscontro di Martin Lemayr è altrettanto positivo. «I bianchi – tra i quali lo Chardonnay e il Pinot Bianco – si presentano con aromi fruttati, raffinati e freschi e con una struttura elegante, piuttosto delicata». Anche le varietà aromatiche, come il Sauvignon, sono caratterizzate da aromi freschi, leggermente verdastri e chiari e da un'acidità vivace e ben integrata. «I vini, inoltre, si contraddistinguono per il contenuto alcolico inferiore che ne sottolinea ulteriormente la freschezza e il piacere al palato», afferma con soddisfazione l'enologo della Cantina Colterenzio. |
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