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L'estate sta per terminare e ci avviamo verso l'autunno, periodo durante il quale
– in condizioni normali – si svolgono generalmente le operazioni della
vendemmia in questa parte di mondo. Con la consueta eccezione, ovviamente, delle
zone meridionali, così come in quelle dedite alla produzione di spumanti, nelle
quali, in realtà, la vendemmia si è già conclusa in molte di queste mentre, in
altre, si stanno per concludere. Com'è noto, la vendemmia è un evento di primaria
importanza per chiunque produca vino, il risultato del lavoro dei mesi
precedenti, compreso quello determinato dalle condizioni meteorologiche. Un
periodo, questo, che costruisce il futuro e le speranze dei produttori,
soprattutto in questi ultimi anni, non esattamente i migliori – per quanto
riguarda il vino in generale – che si possano ricordare. Puntuali, come sempre,
in questo periodo iniziano a essere diffuse le prime stime dei raccolti, sia da
parte di coloro i quali hanno già concluso la vendemmia, sia quelli che si
apprestano a entrare in vigna a raccogliere i grappoli d'uva.
Le prime stime, diffuse nel corso dell'estate, lasciano ben sperare – in
Italia – a un raccolto di buona, perfino ottima qualità, nonostante le
difficoltà causate, in certe zone, dalla siccità. La stima della vendemmia
Italia – secondo quanto dichiarato da Coldiretti – sembrerebbe attestarsi a 45
milioni di ettolitri. L'inizio della vendemmia, oramai una consuetudine per le
ultime annate, è iniziata in anticipo rispetto alla media di quelle precedenti,
nemmeno a dirlo, a causa delle elevate temperature che hanno anticipato la
maturazione dei grappoli. Si registrano, in alcuni territori, inconvenienti
causati dalla siccità e dal maltempo, fenomeni che comunque non pregiudicano la
qualità complessiva del raccolto. Anche i problemi causati dalla peronospora e
oidio sono risultati decisamente inferiori rispetto alle previsioni, esattamente
come quelli dovuti a parassiti. Si tratta, quindi, di previsioni decisamente
positive, confidando – nel frattempo – non si verifichino inconvenienti
provocati nelle prossime settimane, in particolare quelli conseguenti a
eventuali condizioni meteorologiche sfavorevoli.
Per quanto riguarda, nello specifico, le previsioni delle singole regioni, in
Abruzzo di prevede una buona vendemmia e con abbondanti raccolti, nonostante i
danni causati dalla grandine e che hanno interessato alcuni vigneti in provincia
di Chieti. Previsione positiva anche per la Basilicata, nella quale si prevede un
raccolto poco sopra la media rispetto agli ultimi cinque anni. Vendemmia positiva
anche in Calabria, dove si prevede un aumento di produzione fra il 10% e 15%,
con l'eccezione della provincia di Crotone a causa delle gelate che potrebbero
avere compromesso addirittura un quinto del raccolto. Buone notizie anche dalla
Campania dove è prevista una vendemmia con quantità probabilmente superiori al
2024, sebbene i fenomeni di siccità potrebbero influire negativamente sul
raccolto. Previsione positiva anche per il Molise, così come in Puglia dove,
rispetto al 2024, si prevede un aumento di produzione di circa il 20%,
nonostante gli episodi di siccità che pare non abbiano comunque compromesso il
raccolto. Per quanto riguarda le due principali isole italiane – Sicilia e
Sardegna – non si prevedono variazioni rispetto alla media, condizione
determinata soprattutto dai fenomeni di siccità, quindi dalla mancanza d'acqua
per l'irrigazione.
Risalendo lo stivale, nel Lazio si prevede una leggera diminuzione, mentre
nelle Marche si temono le conseguenze della siccità che ha riguardato,
soprattutto, i territori fra le provincie di Pesaro e Ancona, tuttavia la stima è
all'insegna del segno positivo. In Umbria si prevede un buon risultato dalla
vendemmia, nonostante alcune difficoltà legate alla presenza della peronospora e
dalle elevate temperature estive. Nella vicina Toscana è atteso un raccolto di
elevata qualità, con quantità nella media, grazie anche all'assenza di fattori
critici tali da compromettere la vendemmia. Raccolto nella media anche in
Emilia-Romagna, dove si segnalano pochi – ma non critici – problemi causati
dalla peronospora e dalle elevate temperature della stagione. Raccolto previsto
nella media anche in Liguria, mentre in Piemonte si prevede un aumento dei
raccolti, in particolare nelle provincie di Asti, Alessandria e Cuneo, nonostante
siano ancora da valutare le conseguenze dei danni provocati da alcuni parassiti.
Anche in Valle d'Aosta si attende una vendemmia con raccolti nella media, mentre
in Lombardia è previsto un lieve aumento della produzione, con l'eccezione del
territorio di Pavia, nel quale si stanno ancora valutando le eventuali
conseguenze subite dai grappoli di uva a causa della peronospora e avvenuti lo
scorso anno. Produzione in aumento anche nel Trentino-Alto Adige, dove è atteso
un incremento fra il 5 e 10% rispetto al 2024. Nel Veneto è prevista una
vendemmia che conferma il raccolto dello scorso anno, mentre nel Friuli-Venezia
Giulia la situazione sembra essere più complessa e variabile a seconda delle
zone, le varietà di uve e la possibilità dell'irrigazione. Si prevede, comunque,
una vendemmia con raccolti nella media, tuttavia con stime in leggera diminuzione
nelle aree collinari, in particolare nei vigneti di Pinot Grigio e Friulano. In
accordo a quanto diffuso da Coldiretti – quindi – in Italia, per la vendemmia
2025, si prevede ottima qualità delle uve e raccolti che si attestano nella media
degli ultimi anni.
Se da un lato si può essere certamente ottimisti e contenti per le buone
previsioni relative alla vendemmia 2025, lo si è decisamente meno per la
situazione che da tempo riguarda le cantine italiane, in particolare, le elevate
giacenze. Una condizione certamente preoccupante che, non da meno, è
ulteriormente gravata dall'incognita dei mercati, compresi gli incerti e
imprevedibili dazi imposti dagli Stati Uniti d'America. Un problema non da poco,
quello delle giacenze, soprattutto in questo periodo della vendemmia che,
inevitabilmente, porta altra uva in cantina, la quale necessita di spazio per
essere lavorata e conservata, prima della vendita quando sarà vino. Una
situazione che desta preoccupazione anche ai consorzi delle denominazioni
d'origine italiane, tanto che, alcuni questi, hanno già deliberato delle
diminuzioni nelle rese per ettaro. Queste misure – già adottate da diversi
consorzi italiani per la vendemmia 2025 – hanno infatti lo scopo dichiarato di
limitare gli effetti delle attuali e incerte condizioni di mercato, comprese le
giacenze eccessive oltre al diffuso calo di vendite.
Una misura che, evidentemente, cerca di ristabilire l'equilibrio fra la domanda e
l'offerta, viste le condizioni attuali dei mercati, delle esportazioni e vendite,
sembra essere l'unica soluzione concreta attuabile dai consorzi. Non è chiaro,
tuttavia, quale sia la destinazione delle uve adesso considerate in eccesso,
poiché quello che oramai la pianta ha generato non scompare, come per magia, per
effetto di una decisione amministrativa. Si possono infatti immaginare molte
destinazioni alternative e soluzioni creative, tuttavia – molto più
seriamente – si tratta di una scelta obbligata con effetti immediati nel breve
termine. Breve, appunto. Qualora non dovessero cambiare le condizioni di mercato
nei prossimi mesi, è evidente che si dovrà affrontare lo stesso problema anche
nella vendemmia 2026. Considerando, inoltre, che queste misure possono aiutare le
cantine attualmente in difficoltà di giacenze e mercato, questo non significa
tuttavia che sia vero per tutte le cantine, penalizzando – di fatto – quelle
che sarebbero state ben contente di vinificare tutta l'uva dei loro vigneti per
le denominazioni di competenza. Certo, qualcosa va fatto e, come ben si sa,
nessuna soluzione può accontentare tutti allo stesso modo. I prossimi mesi ci
faranno certamente comprendere il futuro in modo più chiaro, compresa la qualità
della vendemmia 2025 che, nelle premesse, sembrerebbe essere decisamente
positiva. Quanto meno avremo nei calici qualcosa per cui essere veramente
contenti e che, magari, ci farà dimenticare – almeno per un po' – questi
momenti di incertezza.
Antonello Biancalana
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