![]() Cultura e Informazione Enologica dal 2002 - Anno XXIV |
|
Contrasti di Morellino di Scansano e Tintilia del MoliseUno dei più celebri vini rossi della Toscana a confronto con la regina delle uve autoctone del Molise, da anni fra le più interessanti varietà del panorama enologico italiano. |
|
Se c'è una cosa che contraddistingue l'enologia italiana, rispetto agli altri paesi vitivinicoli del mondo, questa è l'imponente quantità di varietà autoctone impiegate per la produzione di vino. In Italia, infatti, ogni regione – e spesso, molti territori in ambito regionale – può vantare una o più varietà di uve autoctone e che identificano indissolubilmente le viticolture ed enologie locali. Una presenza importantissima e identitaria che si arricchisce, non da meno, con la presenza delle innumerevoli varietà cosiddette internazionali o alloctone, principalmente originarie dalla Francia. Una convivenza nei vigneti italiani – quella delle varietà autoctone e alloctone – oramai consolidata da oltre un secolo e che ha consentito la creazione di magnifici vini grazie alla loro unione. Non da meno, parimenti magnifici vini quando vinificate da sole, com'è ampiamente provato e testimoniato dalla vasta produzione italiana di ogni regione. I vini che prenderemo in esame nella nostra degustazione esprimono questo stile produttivo, cioè utilizzano principalmente varietà autoctone e, in uno dei due, anche la possibilità di aggiungere altre uve, alloctone comprese. I vini che prendiamo in esame questo mese sono infatti il Morellino di Scansano e Tintilia del Molise, il primo notoriamente prodotto nella maremma toscana, il secondo nell'omonima regione. I due vini sono principalmente prodotti con varietà autoctone – il Sangiovese per il Morellino di Scansano, la Tintilia per il vino del Molise – i territori, in accordo al sistema di qualità italiano, sono classificati come Denominazione d'Origine Controllata e Garantita (DOCG) per il vino toscano, Denominazione d'Origine Controllata (DOC) per il molisano. Come spesso accade nei disciplinari di produzione italiani, anche in questo caso si prevede l'impiego prevalente della varietà di riferimento oltre all'eventuale presenza di una piccola parte di uve complementari e ammesse nei rispettivi territori.
|
|
Il Morellino di Scansano è decisamente fra i vini più conosciuti della Toscana, un successo ottenuto grazie anche alla lunga storia viticolturale ed enologica del territorio. Evidenze archeologiche e storiche, infatti, testimoniano l'attività della viticoltura in queste terre sin dall'epoca degli Etruschi, tradizione che è stata poi perpetuata dagli antichi romani e, dopo avere attraversato le epoche successive, è ancora oggi una delle attività identificative del territorio. La località più rappresentativa dell'intera zona – Scansano – contraddistingue il nome del vino. Località fra le più note della maremma toscana, è parte della provincia di Grosseto e si trova al centro del territorio della denominazione. Protagonista del Morellino di Scansano è il Sangiovese, innegabilmente la varietà a bacca rossa più celebre e celebrata della Toscana, comprese le regioni nelle quali è presente quest'uva. Il Morellino di Scansano è tradizionalmente prodotto con il Sangiovese, al quale si aggiungono altre varietà storicamente presenti nel territorio e – in tempi moderni – anche quelle di recente introduzione. A tale proposito, si deve notare che, attualmente, i produttori sono decisamente orientati alla maggiore esaltazione e identificazione del Sangiovese con il vino del territorio, pertanto non è raro trovare Morellino di Scansano prodotti con questa varietà in purezza. Si deve infatti osservare che in passato – soprattutto prima del riconoscimento della Denominazione d'Origine Controllata e Garantita, DOCG, avvenuto nel 2006 – nella composizione del Morellino di Scansano il Sangiovese era molto spesso unito ad altre varietà del territorio. Questa pratica, che è permessa e utilizzata ancora oggi, in tempi recenti vede la maggiore tendenza di impiegare quantità di Sangiovese crescenti e molti sono i vini che lo impiegano in purezza. Il disciplinare di produzione, infatti, prevede l'impiego di Sangiovese per almeno l'85%, con l'eventuale quota complementare composta di varietà non aromatiche a bacca rossa, sia autoctone sia alloctone, permesse in Toscana. Il disciplinare di produzione prevede inoltre lo stile riserva, per il quale è previsto un tempo minimo di maturazione di 2 anni, dei quali almeno uno in botte. Nessuna indicazione, invece, per lo stile non riserva, consentendo ai produttori la maturazione in contenitori inerti, creando quindi degli stili di Morellino di Scansano più diretti e immediati, così da esaltare maggiormente le qualità sensoriali dell'uva e del territorio.
|
||||
|
La Tintilia è decisamente l'astro nascente della viticoltura e dell'enologia del Molise. Questa interessante varietà a bacca rossa – infatti – sta progressivamente conquistando la scena enologica della regione tanto da essere considerata, e con pieno titolo, l'identità rappresentativa del Molise. All'inizio della sua ascesa, i vini prodotti con l'uva Tintilia erano riconosciuti e ammessi dal disciplinare di produzione della DOC Molise. Visto il crescente successo e l'impegno dei produttori nel processo di valorizzazione di questa importante varietà, nel 2011 è stata istituita una denominazione specifica per i vini prodotti con quest'uva: Tintilia del Molise DOC. Il relativo disciplinare – che prevede gli stili rosato, rosso e riserva – si concentra prevalentemente sulla valorizzazione della Tintilia, tanto da stabilire una quota minima del 95%, con l'eventuale parte complementare composta da uve rosse non aromatiche ammesse alla coltivazione in Molise. La storia della Tintilia è comune a tante altre varietà autoctone d'Italia che, dopo avere corso il concreto rischio di scomparire per sempre dai vigneti, grazie all'intuito e alla caparbietà di illuminati personaggi, viene riscoperta e quindi valorizzata anche grazie alle moderne e attuali pratiche viticolturali ed enologiche. Vitigno dalle antiche origini e da sempre considerato in Molise come la migliore uva della regione in termini qualitativi, le prime testimonianze scritte sono attribuibili all'agronomo Raffaele Pepe di Civitacampomarano (Campobasso) che, in un suo manoscritto del 1810, ne parla diffusamente, confermando la sua presenza e uso enologico già dal 1700. Dopo un lungo periodo di oblìo, la Tintilia è salvata dal concreto rischio di estinzione grazie alla preziosa opera di un altro agronomo – Giuseppe Mogavero – tanto da provvedere al suo recupero e avviandola a nuova e importante vita enologica. Per anni considerata affine al Bovale Sardo – ipotizzando inoltre l'origine spagnola a causa del nome, tinto, associato all'intenso colore rosso dei suoi vini – recenti studi genetici hanno definitivamente consentito di stabilire che la Tintilia è varietà originaria del Molise e non mostra affinità o legami genetici con altre uve.
|
Prima di versare i vini nei calici e iniziare la degustazione di questo mese, procuriamoci le bottiglie di Morellino di Scansano e Tintilia del Molise. Il vino toscano – prodotto in notevole quantità da molte cantine e ampiamente presente negli scaffali – non è difficile da reperire, sia nelle enoteche specializzate sia nelle catene della grande distribuzione. Più complessa, invece, la ricerca della Tintilia del Molise, la quale, nonostante il crescente interesse da parte degli appassionati, non sempre è facile da trovare negli scaffali, anche in quelli delle enoteche, sicuramente disponibile in quelle specializzate e più fornite. Per quanto concerne la composizione dei vini, per il Morellino di Scansano sceglieremo una bottiglia prodotta con Sangiovese oltre alla presenza di Alicante Bouschet, una delle varietà complementari e storicamente più utilizzate nella produzione di questo vino. Nel caso della Tintilia del Molise, ci assicureremo che il vino sia prodotto con quest'uva in purezza, caratteristica che è dominante nella maggioranza dei casi. Si sceglieranno, inoltre, vini vinificati e maturati in contenitori inerti, come la vasca d'acciaio, e appartenenti alla vendemmia più recente. Morellino di Scansano e Tintilia del Molise saranno versati alla temperatura di 17 °C in calici da degustazione. Possiamo iniziare la degustazione per contrasto di questo mese, versiamo pertanto i due vini nei calici e procediamo con l'esame visivo, cioè come i vini si presentano alla vista in termini di colore e trasparenza. Il primo vino che prendiamo in esame è il Morellino di Scansano, quindi – inclinando il calice sopra una superficie bianca – osserviamo il vino alla base, dove lo spessore è maggiore e consistente. Il colore del Morellino di Scansano è rosso brillante e la trasparenza, osservata ponendo un oggetto a contrasto fra la superficie bianca e il calice, è moderata. Osserviamo ora l'estremità del calice verso la sua apertura, dove lo spessore del vino si fa sottile, e valutiamo la sfumatura: il vino toscano conferma il colore base rosso rubino. Passiamo ora alla valutazione dell'aspetto della Tintilia del Molise e, sempre con il calice inclinato sulla superficie bianca, osserviamo un colore rosso rubino intenso, generalmente più scuro rispetto al Morellino di Scansano. Osservando verso l'apertura del calice, la sfumatura del vino conferma il colore rosso rubino. I profili olfattivi del Morellino di Scansano e della Tintilia del Molise offrono al naso del degustatore caratteristiche comuni così come differenze sostanziali. Il profilo olfattivo del Morellino di Scansano – com'è facilmente intuibile – è principalmente definito dal Sangiovese che, in questo vino, deve essere presente per almeno l'85%. Questa qualità primaria, ovviamente, è poi arricchita dalle caratteristiche olfattive delle eventuali uve complementari, con effetti che – a seconda delle varietà – possono incidere anche in modo sostanziale. Il Morellino di Scansano, in ogni caso, si fa riconoscere per i profumi di frutti a polpa rossa e scura, in particolare amarena, prugna e mirtillo, oltre ai profumi floreali di violetta e, talvolta, geranio. Anche nella Tintilia del Molise, ovviamente, si riconoscono i profumi di frutti a polpa rossa e scura, in particolare amarena, prugna e mora, così come quelli floreali, fra i quali domina la violetta. I due vini si differenziano tuttavia sia per l'intensità sia per la sequenza identificativa dei profumi, rendendoli pertanto riconoscibili e, per così dire, unici. Riprendiamo la nostra degustazione per contrasto e procediamo con la valutazione dei profili olfattivi del Morellino di Sansano e della Tintilia del Molise, iniziando – come nell'esame precedente – dal vino toscano. Mantenendo il calice in posizione verticale e, senza rotearlo, procediamo con la prima olfazione così da valutare l'apertura del vino, cioè la percezione dei suoi profumi dominanti e identificativi. Al naso si percepiscono, intensi e puliti, i profumi di amarena, prugna e mirtillo, subito seguiti dall'inconfondibile profumo della violetta. Procediamo ora con la roteazione del calice – operazione che, notoriamente, favorisce lo sviluppo dei profumi – e procediamo con la seconda olfazione. Il profilo olfattivo del Morellino di Scansano si completa con mora, lampone e, spesso, il profumo del geranio. Passiamo ora alla valutazione dell'apertura della Tintilia del Molise, quindi effettuiamo la prima olfazione. Al naso possiamo percepire i profumi intensi e puliti di amarena, prugna e mora seguite, anche in questo caso, dall'inconfondibile profumo della violetta. Dopo avere roteato il calice e provveduto alla seconda olfazione, il profilo olfattivo della Tintilia del Molise si completa con mirtillo e, spesso, ciclamino e geranio, oltre – in certi casi – a un piacevole accenno di pepe nero. I profili gustativi del Morellino di Scansano e della Tintilia del Molise differiscono in diversi punti, certamente molto più netti rispetto alle caratteristiche olfattive. Prendiamo un sorso del vino toscano e procediamo con l'analisi dell'attacco, cioè la valutazione delle sensazioni percepite in bocca al primo sorso. Il contributo del Sangiovese è evidente sin dall'inizio: un attacco giustamente tannico subito equilibrato dall'apporto dell'alcol, seguito quindi dalla tipica sensazione di piacevole freschezza conferita dall'acidità. A queste, si aggiungono le qualità gustative delle uve complementari, generalmente in termini di morbidezza del vino. La struttura del Morellino di Scansano è moderata e non imponente, decisamente elegante, con buona corrispondenza con il naso, soprattutto nei sapori di amarena, prugna e mirtillo. Ben diverso l'attacco della Tintilia del Molise, la quale si distingue, rispetto al vino toscano, per la maggiore struttura e, spesso, l'intensità dell'alcol. L'astringenza dei tannini è moderata, con una freschezza inferiore rispetto al Morellino di Scansano. In bocca si percepiscono nitidamente i sapori di amarena, prugna e mora, pertanto buona corrispondenza con il naso. Siamo giunti al termine della degustazione per contrasto di questo mese, pertanto procediamo con l'analisi delle sensazioni finali che il Morellino di Scansano e la Tintilia del Molise lasciano in bocca dopo la deglutizione. Il finale del vino toscano è persistente e in bocca si continuano a percepire i sapori di prugna, amarena e mirtillo, oltre alla freschezza conferita dall'acidità, tipica dei vini nei quali è presente Sangiovese, soprattutto quando vinificati in contenitori inerti, come nel nostro caso. In bocca, inoltre, si continua a percepire la piacevole sensazione di moderata astringenza oltre al contributo dell'alcol, tale da aggiungere una lieve morbidezza complessiva. Il finale della Tintilia del Molise è parimenti persistente, lasciando in bocca una sensazione di maggiore struttura così come di morbidezza dovuta all'effetto dell'alcol. Inoltre, si continuano a percepire nettamente i sapori di amarena, prugna e mora. Prima di concludere la nostra degustazione di questo mese, procediamo con l'ultima olfazione dai due calici, prima il Morellino di Scansano e poi la Tintilia del Molise. Sebbene si possano percepire qualità olfattive comuni, i due vini si distinguono chiaramente con profili decisamente unici.
|
||||||||
I Vini del Mese |
|
|
|
Legenda dei punteggi I prezzi sono da considerarsi indicativi in quanto possono subire variazioni a seconda del paese e del luogo in cui vengono acquistati i vini |
|
|
160 Anni 2021 |
|
| Ippolito (Calabria, Italia) | |
Gaglioppo | |
| Prezzo: € 25,00 | Punteggio: |
Rosso rubino cupo e sfumature rosso granato, poco trasparente. Intenso, pulito, gradevole, raffinato ed elegante, apre con note di
prugna, amarena e viola appassita seguite da aromi di mora, mirtillo,
carruba, tabacco, cioccolato, cannella, macis, pepe nero, vaniglia e
mentolo.
Attacco giustamente tannico e comunque equilibrato dall'alcol, corpo
pieno, sapori intensi, piacevole morbidezza.
Finale persistente con ricordi di prugna, amarena e mora. Prodotto con uve appassite. Oltre un anno in botte. |
|
Selvaggina, Carne arrosto, Stufati e brasati di carne, Formaggi stagionati |
|
|
|
Cirò Rosso Classico Superiore Riserva Ripe del Falco 2017 |
|
| Ippolito (Calabria, Italia) | |
Gaglioppo | |
| Prezzo: € 35,00 | Punteggio: |
Rosso rubino brillante e sfumature rosso granato, poco trasparente. Intenso, pulito, gradevole, raffinato ed elegante, apre con note di
prugna, mora e amarena seguite da aromi di viola appassita, rosa appassita,
carruba, cacao, sottobosco, cannella, tabacco, rabarbaro, pepe nero, macis,
liquirizia, cuoio, vaniglia e mentolo.
Attacco giustamente tannico e comunque equilibrato dall'alcol, corpo
pieno, sapori intensi, piacevole morbidezza.
Finale molto persistente con lunghi ricordi di prugna, mora e amarena. 6 mesi in vasche d'acciaio, 18 mesi in botte, 72 mesi in vasche di
cemento.
|
|
Selvaggina, Carne arrosto, Stufati e brasati di carne con funghi, Formaggi stagionati |
|
|
|
San Gimignano Vin Santo 2014 |
|
| Guicciardini Strozzi (Toscana, Italia) | |
Trebbiano Toscano, Malvasia Bianca, San Colombano | |
| Prezzo: € 25,00 - 500ml | Punteggio: |
Giallo ambra brillante e sfumature giallo ambra, trasparente. Intenso, pulito, gradevole, raffinato ed elegante, apre con note di uva
passa, fico secco e albicocca secca seguite da aromi di confettura di
pesche, dattero, canditi, caramello, scorza d'agrume, nocciola, mandorla,
miele, zafferano, cuoio e vaniglia.
Attacco dolce e morbido, comunque equilibrato, corpo pieno, sapori
intensi, piacevole freschezza.
Finale persistente con ricordi di uva passa, fico secco e albicocca
secca.
Oltre 4 anni in caratelli. |
|
Pasticceria secca, Crostate di frutta secca, Formaggi stagionati |
|
|
|
Millanni 2020 |
|
| Guicciardini Strozzi (Toscana, Italia) | |
Sangiovese (60%), Cabernet Sauvignon (30%), Merlot (10%) | |
| Prezzo: € 37,00 | Punteggio: |
Rosso rubino intenso e sfumature rosso granato, poco trasparente. Intenso, pulito, gradevole, raffinato ed elegante, apre con note di
prugna, amarena e viola appassita seguite da aromi di garofano, mirtillo,
ribes, mora, cacao, tabacco, macis, vaniglia e mentolo.
Attacco giustamente tannico e comunque equilibrato dall'alcol, buon
corpo, sapori intensi, piacevole morbidezza.
Finale persistente con ricordi di prugna, amarena e mirtillo. 18 mesi in barrique. |
|
Carne arrosto, Stufati e brasati di carne con funghi, Formaggi |
|
|
|
Vino Nobile di Montepulciano I Quadri 2022 |
|
| Bindella (Toscana, Italia) | |
Sangiovese | |
| Prezzo: € 31,00 | Punteggio: |
Rosso rubino intenso e sfumature rosso rubino, poco trasparente. Intenso, pulito, gradevole, raffinato ed elegante, apre con note di
amarena, prugna e violetta seguite da aromi di rosa, peonia, lampone,
mirtillo, mora, cioccolato, cannella, tabacco, macis, cuoio, pepe rosa, vaniglia
e mentolo.
Attacco giustamente tannico e comunque equilibrato dall'alcol, corpo
pieno, sapori intensi, piacevole.
Finale molto persistente con lunghi ricordi di amarena, prugna e
lampone.
20 mesi in botte, 12 mesi in bottiglia. |
|
Selvaggina, Stufati e brasati di carne, Carne arrosto, Formaggi stagionati |
|
|
|
Vino Nobile di Montepulciano Riserva Vallocaia 2021 |
|
| Bindella (Toscana, Italia) | |
Sangiovese (95%), Colorino (5%) | |
| Prezzo: € 41,50 | Punteggio: |
Rosso rubino brillante e sfumature rosso granato, abbastanza
trasparente.
Intenso, pulito, gradevole, raffinato ed elegante, apre con note di
prugna, amarena e viola appassita seguite da aromi di rosa appassita,
lampone, corbezzolo, mirtillo, cioccolato, cipria, tabacco, cannella,
liquirizia, cuoio, macis, vaniglia e mentolo.
Attacco giustamente tannico e comunque equilibrato dall'alcol, corpo
pieno, sapori intensi, piacevole.
Finale molto persistente con lunghi ricordi di prugna, amarena e
lampone.
2 anni in botte, 1 anno in bottiglia. |
|
Selvaggina, Carne arrosto, Stufati e brasati di carne con funghi, Formaggi stagionati |
|
|
||||||||
|
I Sondaggi di DiWineTaste
|
| |||||||
Informativa sulla Riservatezza | |||||||

| Copyright © 2002-2026 Antonello Biancalana, DiWineTaste - Tutti i diritti riservati |
| Tutti i diritti riservati in accordo alle convenzioni internazionali sul copyright e sul diritto d'autore. Nessuna parte di questa pubblicazione e di questo sito WEB
può essere riprodotta o utilizzata in qualsiasi forma e in nessun modo, elettronico o meccanico, senza il consenso scritto di DiWineTaste. |
| ♦ DiWineTaste è composto con LATEX2ε dal 2002 ♦ |