Cultura e Informazione Enologica dal 2002 - Anno XXIII |
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Notiziario |
In questa rubrica sono pubblicate notizie e informazioni relativamente a eventi e manifestazioni riguardanti il mondo del vino e dell'enogastronomia. Chiunque sia interessato a rendere noti avvenimenti e manifestazioni può comunicarlo alla nostra redazione all'indirizzo e-mail.
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Il Consorzio Vini di Romagna Ottiene la Gestione dei Colli di Rimini DOC |
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In chiave di novità, c'è anche da segnalare che il Consorzio ha aperto il percorso per giungere al riconoscimento della nuova Doc Centesimino di Oriolo, un interessante autoctono della prima zona collinare di Faenza (Ravenna). Il Consorzio Vini di Romagna, fondato nel 1962, è la realtà associativa che riunisce cantine, aziende vinicole e produttori di vino al fine di tutelare la produzione della Romagna. Oltre alla Doc Colli di Rimini, il Consorzio è responsabile della gestione di tutte le altre Denominazione d'Origine romagnole: Romagna Albana DOCG (primo vino bianco italiano riconosciuto a Denominazione di Origine Controllata e Garantita), Romagna Sangiovese DOC, Romagna Albana Spumante DOC, Romagna Trebbiano DOC, Romagna Pagadebit DOC, Romagna Cagnina DOC, Colli d'Imola DOC, Colli di Faenza DOC, Colli Romagna Centrale DOC; oltre alle Indicazioni Geografiche: Rubicone, Sillaro, Ravenna e Forlì IGT. A oggi fanno parte del Consorzio: 116 produttori vinificatori, 7 cantine cooperative, 5 imbottigliatori, oltre 7.000 aziende viticole iscritte agli albi delle vigne DOC e DOCG. «I dati che ci caratterizzano non possono che renderci lieti e ci forniscono ancor più slancio per spingere, assieme a tutti i produttori romagnoli, per l'affermazione della Romagna dei vini a livello nazionale e internazionale - dichiara Giordano Zinzani, Presidente del Consorzio Vini di Romagna - Occorre però aumentare l'apprezzamento al consumo del prodotto certificato Romagna. Va quindi studiato e compreso bene come muoversi sul fronte della qualità percepita, delle tipologie che centrino il target dei consumi e della comunicazione di un nostro messaggio distintivo». |
Vino e Culture nelle Scuole |
L'anno scorso, in occasione di Expo 2015, la Consulta Nazionale del Vino
Italiano - Co.N.V.I. si era fatta promotrice di un'iniziativa volta a
diffondere e valorizzare il patrimonio enologico italiano tra le giovani
generazioni, in quanto parte integrante dell'espressione della cultura e
dell'identità del nostro paese. Fortemente sostenuta da Pia Donata Berlucchi, vicepresidente ONAV, l'iniziativa ha poi preso forma con una serie di incontri e seminari specifici parte del progetto Bere consapevole: il vino fra i giovani attraverso l'istruzione e la cultura, che nella prima edizione ha visto la partecipazione di 6 istituti scolastici, scelti a campione dal Provveditorato agli Studi di Brescia tra i 50 che avevano offerto la loro disponibilità ad ospitare gli eventi. Forti del successo del primo anno, si è deciso di continuare anche nel 2016, con due moduli dedicati rispettivamente al legame tra vino e musica e a quello tra vino e storia. Il tutto è stato possibile grazie al sostegno del Provveditorato degli Studi di Brescia e alla collaborazione di Mario Maviglia, dirigente dell'Ufficio Scolastico Provinciale della città, che ha subito aderito con entusiasmo alla proposta di Vito Intini, coordinatore Co.N.V.I. e presidente ONAV Italia, di prendere parte al progetto. Al suo fianco, la professoressa Anna Ida Zappella, nel ruolo di coordinatrice e di supervisore dei vari incontri. Il progetto Il Bere Consapevole - il vino fra i giovani attraverso l'istruzione e la cultura si pone l'ambizioso obiettivo di tramandare alle generazioni più giovani l'importante eredità rappresentata dal patrimonio enologico italiano, presentandolo anche attraverso il ruolo che questo ha giocato nella storia e nella cultura del nostro paese. Al tempo stesso però l'iniziativa vuole portare l'attenzione anche alle modalità con cui ci si approccia al vino, promuovendone il consumo consapevole. |
A Sandro Boscaini il Premio Masciarelli |
«Una delle punte di diamante nell'enologia nazionale, con il suo operare,
Sandro Boscaini ha comunicato e promosso nel mondo l'eccellenza della
viticoltura delle Venezie. La stessa eccellenza ha contraddistinto il suo
lavoro a capo di Federvini, volto a rafforzare il ruolo strategico della
produzione vitivinicola nell'economia nazionale». Queste le motivazioni del
Premio Masciarelli Oltre la Vite, conferito all'unanimità a Sandro Boscaini
nella duplice veste di Presidente di Masi Agricola e dell'Associazione
Federvini. Il premio, consegnato a San Martino sulla Marrucina (Chieti) - il
paese natale di Gianni Masciarelli, il grande viticoltore abruzzese - si
ispira ai valori di autenticità, qualità senza compromessi e determinazione
che hanno guidato la vita e l'attività di Gianni Masciarelli. «La figura del mio collega - ha detto Sandro Boscaini - è ben presente in me e lo considero da sempre un uomo di visione e di azione come pochi altri sono stati in Italia nel settore vitivinicolo. La stessa passione con cui Marina Cvetic ha assunto l'impegno di proseguire con successo l'attività. Conserverò questo premio con affetto, e non solo per il prestigio che si è conquistato negli anni grazie a un palmares di alto profilo». |
Nuove Eccellenze Internazionali a Emozioni dal Mondo |
Era già successo in passato con Israele (che conferma anche quest'anno il suo
ruolo di grande rilevanza nel panorama enologico); oggi, alla sua dodicesima
edizione, il Concorso Enologico Internazionale Emozioni dal Mondo: Merlot e
Cabernet Insieme conferma il suo ruolo di incubatoio e prima vetrina di paesi
produttori di vino distribuiti ai quattro angoli del globo. Le sorprese di questa edizione 2016 parlano Cinese e Russo, nazioni che, alla prima partecipazione al concorso, hanno saputo conquistare il cuore e il palato degli 83 giudici provenienti da 27 nazioni che, divisi in 7 commissioni da 12 membri, hanno degustato i 236 campioni in concorso giunti a Palazzo Maestri (Cenate Sopra - Bergamo) per essere degustati da quella che è la giuria che conferma il maggior rapporto tra il numero di giudici e quello di campioni nel panorama dei concorsi internazionali OIV. Confermano il loro ruolo di grandissima rilevanza enologica, nazioni come la Croazia premiata con 6 medaglie, Israele che ne porta a casa 5, l'Argentina, la Russia, la Cina e la Turchia, premiate ancora una volta a Emozioni dal Mondo con tre medaglie ciascuna. Buoni anche i risultati di Ungheria e Slovenia, due medaglie ciascuna, e quelli di Serbia, Germania, Repubblica Ceca, Sud Africa, Slovacchia e Georgia. Ricco il medagliere dell'Italia che conquista 38 delle 71 medaglie d'oro assegnate a 15 dei 21 paesi in concorso. Buona la distribuzione delle medaglie sul panorama regionale della nostra nazione con 17 medaglie alla Lombardia, 10 al Veneto, 3 rispettivamente a Friuli e Trentino Alto Adige, 2 alla Toscana e una a Lazio, Puglia e Abruzzo. Grande la rilevanza del Simposio scientifico sul tema de Il futuro della viticoltura ed enologia da un punto di vista della sostenibilità ambientale svoltosi nella mattinata di sabato 15 ottobre 2016 presso la Camera di Commercio di Bergamo cha ha visto avvicendarsi sul palco importanti nomi dell'enologia e della viticoltura internazionale e che è stato seguito con attenzione dalla platea internazionale. Platea che ha poi animato il lungo dibattito conclusivo sui temi della manipolazione genetica, degli ibridi e di tutte le possibili vie che la viticoltura e l'enologia potranno percorrere in un futuro non così lontano. |
Vino: Export Italiano Verso Quota 5,5 Miliardi |
«Continua il trend positivo già analizzato per i primi tre mesi dell'anno,
però cresciamo poco e meno dell'anno scorso. Il valore dell'export da gennaio
a luglio ha superato i 3 miliardi di euro e il ritmo è rallentato (+1,1%
rispetto allo stesso periodo del 2015). Non siamo preoccupati ma nemmeno
entusiasti perché nonostante la domanda estera di vini italiani a denominazione
sia buona (+8% a valore e +4,5% a volume) sono sempre gli spumanti a trainare
le vendite con un valore di 517 milioni di euro (+26%) e 1,3 milioni di
ettolitri (+20%). In particolare, il Prosecco guida questa domanda con un
incremento del 33% a valore (456 milioni di euro) e del 24% a volume (1,2
milioni di ettolitri) e non possiamo affidarci solo a questo prodotto per
affermare il vino italiano fuori dai confini nazionali. I prossimi mesi saranno
decisivi per definire valori precisi delle nostre esportazioni. Al momento, con
una proiezione dei dati disponibili, stimiamo che potremmo chiudere il 2016
raggiungendo i 5,5 miliardi di euro». Con queste parole Antonio Rallo, Presidente dell'Osservatorio del Vino, commenta i dati Istat elaborati da Ismea, partner dell'Osservatorio, relativamente all'export del vino da gennaio a luglio 2016. «La performance nelle esportazioni del nostro vino a Denominazione, conferma che qualità e territorio sono il vero valore aggiunto nella strategia produttiva del vigneto Italia - conclude Antonio Rallo - Proprio per questo motivo, dobbiamo migliorare e rafforzare la nostra capacità di investire in promozione. Oggi, non possiamo permetterci di perdere le risorse Ocm a disposizione e, domani, è necessaria una presa di posizione forte da parte delle Istituzioni per ottenere più fondi dedicati al settore da Bruxelles nel post 2020. La cultura del consumatore sta cambiando e larichiesta di vino è sempre più orientata verso prodotti di qualità, con una storia alle spalle. Se vogliamo imporci sul mercato internazionale in modo decisivo, sarà fondamentale saper raccontare la qualità dei nostri prodotti ancheattraverso i nostri valori e le nostre tradizioni, unici al mondo e apprezzati da un pubblico sempre più disponibile ad ascoltarci. L'investimento nella promozione diventa, pertanto, ancor più strategico e indispensabile». In termini di volume, l'Italia sembra ancora lontana dal riconquistare la leadership mondiale. La Spagna, infatti, sta diminuendo le proprie esportazioni rispetto allo scorso anno ma non tanto da farle perdere il primato, anche perché l'Italia resta sostanzialmente stabile. Vini e mosti nel complesso fanno rilevare ottime performance nelle esportazioni di questi 7 mesi. Gli Stati Uniti rappresentano il primo mercato in termini di esportazioni, che fa registrare, sullo stesso periodo 2015, un incremento in valore dell'1% per un corrispettivo di 771 milioni di euro. Alla buona performance dei vini spumanti (+14% in volume) si affianca il risultato dei vini Doc-Docg fermi (+12%) e in particolare dei bianchi, mentre per i rossi si ha una battuta d'arresto. Per il Regno Unito l'export vale oltre 400 milioni di euro (+2,2%) mentre l'Austria fa registrare un +5% in valore (54,6 milioni di euro). Buone notizie dai Paesi Bassi dove il nostro vino vende per 76 milioni di euro (+6,2%). Ottimi dati relativi all'export italiano in Cina dove il vino italiano cresce in valore del 10% (54 milioni di euro) e in volume del 9% (170 mila ettolitri). Sono i vini fermi a dettare l'incremento con i bianchi Doc-Docg che segnano un +27% a volume e +20% a valore. A due cifre anche la crescita dell'export dei vini rossi Doc-Docg. Decisa frenata, invece, per gli spumanti soprattutto comuni, mentre la voce che comprende il Prosecco è in linea con i primi sette mesi del 2015. Anche la Russia ha ripreso a crescere con un +11% in valore (35,4 milioni di euro) e un +19% in volume (160mila ettolitri) grazie alla decisa progressione delle Doc-Docg. |
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