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 Gusto DiVino  Condividi questo articolo     Sommario della rubrica Eventi Non Solo Vino 
  Eventi Numero 197, Estate 2020   
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Numero 196, Giugno 2020 Segui DiWineTaste su Segui DiWineTaste su Twitter 

Notiziario


 In questa rubrica sono pubblicate notizie e informazioni relativamente a eventi e manifestazioni riguardanti il mondo del vino e dell'enogastronomia. Chiunque sia interessato a rendere noti avvenimenti e manifestazioni può comunicarlo alla nostra redazione all'indirizzo e-mail.

 

DOC Delle Venezie: Mercato Stabile e Misure di Gestione per la Vendemmia


 
Il Pinot grigio DOC Delle Venezie esce indenne dal lockdown con numeri di imbottigliamento a fine maggio stabili sul 2019 (+0,39%), ma guarda con attenzione alla prossima vendemmia. Sebbene, infatti, la stagione di raccolta si preannunci minore rispetto allo scorso anno (si parla di circa -15%), la forte incertezza che continua a dominare i mercati del vino interno e internazionale in questa fase di graduale ripresa delle attività ha spinto il consorzio DOC delle Venezie a promuovere la costituzione di un tavolo di lavoro con i rappresentanti delle DOC trivenete per condividere misure di gestione coordinata del potenziale produttivo che mantengano in equilibrio l'offerta e garantiscano la tenuta del valore del Pinot Grigio del Nordest, primo vino bianco fermo dell'export italiano e grande ricchezza del nostro sistema vitivinicolo.
«L'ultimo Consiglio di Amministrazione del Consorzio ha ribadito la necessità di tenere aperto un tavolo permanente di confronto del Pinot Grigio del Triveneto che rappresenta più dell'80% del totale Italiano – ha dichiarato il Presidente del Consorzio delle Venezie Albino Armani – così da favorire una gestione programmatica e condivisa nell'areale vitato del Nordest con modalità che ci auguriamo, in un prossimo futuro, di poter estendere anche ai produttori delle altre regioni italiane. Abbiamo lavorato con i rappresentanti delle DOC trivenete arrivando a una visione collegiale e quindi alla proposta di misure concrete di gestione a livello territoriale sulle singole denominazioni in vista della vendemmia 2020 – la riduzione della resa certificabile a 150 quintali per ettaro e l'attivazione dello stoccaggio amministrativo – volte al mantenimento del valore del pinot grigio».
Questa alleanza rappresenta un passo importante per la tutela del valore della filiera del Pinot Grigio: un atteggiamento di collegialità territoriale che, si spera, possa diventare presto un esempio per l'applicazione di sistemi alternativi di tracciabilità sull'intero sistema Pinot Grigio Italia, che oggi raggiunge il 43% della varietà nel mondo.
In un momento delicato di ripresa per l'Italia del vino, in cui si parla di distillazione e vendemmia verde, la DOC Delle Venezie avanza con ottimismo attraverso una Fase 2 che, rispetto ai primi cinque mesi dell'anno, beneficia di un trend di mercato costante rispetto al 2019, grazie soprattutto alla distribuzione nel canale della GDO internazionale. Segnali di stabilità rispetto all'anno scorso confermati dall'andamento degli imbottigliamenti della DOC a fine maggio, che sono in crescita –`611.167 hl pari a un +0,39% – e che lasciano presupporre un'equivalente capacità di assorbimento nella prossima campagna di commercializzazione.
«Una stabilità frutto di un trend consolidato nei mesi scorsi che al momento non ha risentito della crisi economica. Il nostro CdA tiene costantemente monitorato il mercato, siamo pronti a intervenire per garantire l'equilibrio tra la domanda e l'offerta internazionale a tutela della filiera a contrastare eventuali tendenze speculative» – commenta il Presidente del Consorzio delle Venezie – «proprio in quest'ottica guardiamo alla prossima vendemmia con estrema attenzione e senso di responsabilità, al fine di mantenere gli equilibri di mercato».

Sito UNESCO Colline Prosecco Conegliano e Valdobbiadene: Nominato il Comitato Scientifico

l Consiglio Direttivo dell'Associazione per il Patrimonio delle colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene, che ha come obiettivo la gestione del nuovo Sito Unesco del paesaggio delle Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene, si è riunito lo scorso 12 giugno, sotto la guida del presidente Marina Montedoro, per nominare il Comitato Scientifico che affiancherà l'Associazione nello sviluppo e nella valorizzazione del Sito, divenuto Patrimonio dell'Umanità nel 2019.
Queste, le figure di spicco del mondo accademico e istituzionale che comporranno il Comitato: il professor Mauro Agnoletti della Scuola di Agraria dell'Università di Firenze (nominato in rappresentanza della Regione Veneto); Giuseppe Blasi, Capo Dipartimento delle politiche europee e internazionali e dello sviluppo rurale (nominato in rappresentanza del Ministero delle politiche agricole); i professori Amerigo Restucci e Ezio Micelli dell'Università IUAV di Venezia; il professor Vasco Boatto dell'Università di Padova e Ugo Soragni, Direttore Generale della Direzione Generale Musei Mibact (Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo) scelti dal Consiglio Direttivo dell'Associazione. Resta ancora sospeso il nominativo del rappresentante del Mibact che verrà reso noto nelle prossime settimane. Presidente del Comitato sarà il Prof. Restucci che ha coordinato il comitato scientifico promotore della candidatura Unesco del Sito delle Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene, oltre a essere già nel consiglio direttivo dell'Icomos Unesco e rappresentante delle Regioni italiane nella Commissione di tutela e fruizione dei “Siti UNESCO”.
«Mai come oggi il nostro Paese ha bisogno di essere valorizzato e conosciuto veramente, prima da noi italiani e poi da tutto il mondo» – commenta Marina Montedoro, presidente Associazione Colline Prosecco Unesco – «in questa fase di uscita dalla crisi che ha colpito il sistema paese, dovuta alla Covid-19, oggi è tempo di rialzarsi ancora più forti di prima e abbiamo tutte le carte in regola per farlo. Il Sito Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene rappresenta sicuramente un punto di valore da cui partire per raggiungere questo obiettivo. Ha grandi potenzialità: è un territorio ricco di storia e tradizione, che racconta l'uomo attraverso un paesaggio unico al mondo, dove la sensibilità verso il rispetto dell'ambiente lo ha portato ad affermarsi quale una delle aree geografiche con le più alte aspettative di vita al mondo, come nei giorni scorsi ha ricordato anche l'Accademia dei Georgofili. Uno dei nostri obiettivi – conclude il presidente Marina Montedoro – deve essere quello di promuovere un turismo sostenibile, responsabile, esperienziale, interessato ad ascoltare il territorio e i soggetti che, in vario modo, se ne sono presi cura fino a oggi. Con il Comitato Scientifico, che desidero ringraziare fin d'ora per aver accettato l'incarico, la squadra si arricchisce di nuove competenze necessarie ad affrontare questa nuova sfida».
Il Comitato Scientifico sarà l'organo consultivo dell'Associazione sulle materie e problematiche attinenti la gestione e la conservazione del bene UNESCO. Si occuperà di definire gli obiettivi del Piano di Gestione e di indicare le priorità degli interventi. Infine il Comitato Scientifico si esprimerà sul monitoraggio della gestione e delle attività di ricerca.

Vinitaly-Nomisma: Ad Aprile Export Extra-UE Difficile per l'Italia

Soffre ma resiste, per ora, il vigneto Italia all'attacco della Covid-19 sul fronte dei mercati extra-UE. Al contrario del suo principale competitor, la Francia, in caduta libera. Il quadro del mercato del vino nel primo quadrimestre 2020, rilevato dall'Osservatorio Vinitaly-Nomisma Wine Monitor (a fonte dogane), è sempre più spezzato in 2 parti: il primo bimestre da record, il secondo da dimenticare, con aprile in pieno lockdown globale e tra i peggiori di sempre. Nel complesso, andando a misurare le performance a valore del periodo nei top 10 Paesi importatori (che valgono il 50% dell'export del Belpaese), l'Italia segna a sorpresa +5,1% sullo stesso periodo dell'anno precedente, grazie all'ottima prestazione negli Stati Uniti (+10,8%, nei primi 2 mesi il dato era a +40%) e in Canada (+7,1%). Profondo rosso invece sul vino francese (-10,1%), in ritirata nelle sue piazze chiave sia in Oriente sia in Occidente.
Il crinale, già sconnesso a marzo, si fa però quasi proibitivo ad aprile, dove per i fermi imbottigliati italiani si registrano pesanti cali in tutti i mercati considerati a eccezione di Canada, Russia e Corea del Sud. Si va dal -5,2% (a valori) del Giappone al -12,5% degli Usa (+6,8% gli sparkling), dal -26% della Svizzera al -48% della Cina, per un deficit complessivo sull'anno precedente del 7,2%, contro però il -22,2% francese. Nei prossimi mesi, secondo l'Osservatorio, la crisi peserà ancora su un bene voluttuario come il vino, alle prese con un minor potere di acquisto della domanda, oltre allo smaltimento dell'invenduto nella ristorazione e nei magazzini degli importatori. Senza considerare il trend della domanda Ue ad aprile, che si preannuncia con un segno negativo più marcato.
Per il direttore generale di Veronafiere, Giovanni Mantovani: « un momento decisivo per il futuro del vino italiano; la crisi globale impone di fare ora scelte importanti che influiranno anche sul lungo periodo. Perciò Vinitaly ha moltiplicato i propri punti di osservazione e in questi mesi che precedono il Wine2Wine Exhibition&Forum di novembre condurrà sempre di più le aziende e le istituzioni in un percorso di lettura condivisa e multicanale delle dinamiche di mercato del nostro vino nel mondo».
Ma la perdita italiana potrebbe continuare a rivelarsi più contenuta rispetto ad altri Paesi produttori: «I dati di aprile – ha detto il responsabile dell'Osservatorio Vinitaly-Nomisma Wine Monitor, Denis Pantini – parlano di un mercato made in Italy che ovviamente cala ma sembra rispondere alla crisi in maniera più efficace dei propri competitor. Il mancato crollo nel mercato statunitense, complici i dazi aggiuntivi sulla Francia, la maggior presenza del prodotto tricolore nella Gdo d'oltreoceano, un miglior rapporto qualità-prezzo, assieme all'ottimo risultato in Canada, rendono meno amaro il calice italiano in tempo di Covid-19».
Secondo l'analisi, il potenziale rimbalzo potrebbe arrivare nel medio periodo dagli Stati Uniti – già in fase di ripresa dell'occupazione – e forse anche dalla Cina, che pur uscendo per prima dalla pandemia nell'ultimo mese ha dimezzato le proprie importazioni probabilmente a causa di una forte flessione economica accentuata dal conflitto commerciale con gli Stati Uniti. Nel frattempo, in piena crisi da Covid-19 l'Italia guadagna nelle quote di mercato in quasi tutti i Paesi importatori, con incrementi consistenti in Svizzera (dal 33,1% al 37,7%) e negli Usa (dal 31,4% al 34,2%). Dove da marzo ai primi di maggio si sono impennate del 31% le vendite nell'off-trade, in particolare nelle fasce medie di prezzo (11-20 dollari), segmento in cui l'Italia è molto presente e competitiva.

Comuni del Moscato: Si Cercano Soluzioni per la Crisi

Dopo aver comunicato, un paio di mesi fa, la preoccupazione per il lavoro dei vignaioli in questa difficile situazione condizionata dal Coronavirus, l'Associazione dei sindaci del Moscato insiste nuovamente nel volere delle risposte da parte delle istituzioni, ribadendo la disponibilità a incontri per discutere insieme le necessarie argomentazioni ormai da tempo all'ordine del giorno.
Nel corso di una videoconferenza, avvenuta verso la metà del mese di maggio, in cui hanno preso parte diversi amministratori dei Comuni e i rappresentanti della parte agricola del consorzio di tutela, si è parlato di distillazione: 100.000 ettolitri di prodotto sarebbe la richiesta del Consorzio, che potrebbe donare un equilibrio alla produzione garantendo una resa accettabile ai nostri agricoltori per la prossima vendemmia. L'ipotesi avanzata dal consorzio, di una distillazione che dovrebbe essere applicata anche ai vini DOC, rimane comunque una soluzione non così piacevole e poi si trova di fronte il problema della disponibilità delle risorse necessarie.
I milioni di euro che il governo ha stanziato per risollevare il prezioso comparto che riguarda i vini italiani non sembrano sufficienti, e non paiono in linea con le misure prese da altri Paesi. La Regione Piemonte, per voce del vicepresidente Fabio Carosso e dell'assessore Marco Protopapa, sta chiedendo al governo centrale di approfondire la valutazione e di avere certezze sui finanziamenti necessari. Le stesse certezze – dice il presidente dell'associazione Alessio Monti – che richiedono i sindaci del Moscato per i loro agricoltori, attraverso una forte presa di posizione a favore del territorio da parte della Regione stessa.
In attesa di risposte sono soprattutto i piccoli produttori vitivinicoli: coloro che trasformano il prodotto dalla vigna alla bottiglia, necessitano infatti di misure ad hoc per il rilancio delle vendite, attualmente congelate dallo stallo dei consumi nella ristorazione. Considerando l'attuale situazione ed in attesa della fine di giugno quando, con l'arrivo dei nuovi dati, saranno forse più evidenti i danni subiti su ogni livello di mercato in questa campagna, rimane urgente trovare una soluzione che permetta, a chi lavora nelle vigne, di avere un reddito dignitoso.
Nell'occasione del confronto con il Consorzio, si è anche presentato un aggiornamento sul progetto Sorì, che sta proseguendo attraverso il lavoro di mappatura, mentre si lavora anche per avere presto un nuovo marchio: uno strumento che offrirà una classificazione, che identificherà i tre gradi di pendenza del territorio coltivato a vigneto, un contrassegno collettivo che intende premiare il lavoro manuale valorizzando tutta la viticoltura di collina sulle diverse pendenze.
Il presidente insieme a tutto il direttivo dell'Associazione dei Comuni del Moscato salutano infine l'arrivo del nuovo direttore del Consorzio di tutela: a Giacomo Pondini vanno i migliori auguri per un buon lavoro sul nostro territorio, la preziosa esperienza che lo distingue sarà certamente utile per gestire e valorizzare la preziosa realtà del comparto Moscato.

 


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