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  Editoriale Numero 75, Giugno 2009   
Giovani Italiani: i Più Virtuosi d'EuropaGiovani Italiani: i Più Virtuosi d'Europa  Sommario 
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Giovani Italiani: i Più Virtuosi d'Europa


 In un paese come l'Italia - sempre ricco di notizie bizzarre e che non sempre mettono in risalto le buone qualità degli Italiani, notizie che spesso raccontano fatti non proprio lodevoli, nobili ed edificanti - quando ci sono buone notizie, oltre a fare molto piacere, è anche doveroso raccontarle. Se non altro per la soddisfazione di sapere che anche in Italia ogni tanto accade qualcosa di buono. Si parla giustamente molto, e soprattutto negli ultimi tempi, della promozione della cosiddetta “cultura del bere responsabile”, con particolare preoccupazione per i giovani, quelle generazioni alle quali dipenderanno fra qualche anno le sorti del nostro pianeta e della nostra società. La preoccupazione - del tutto lecita e fondata - si basa su un comportamento per nulla intelligente e condivisibile, che vede nei giovani un consumo eccessivo, inadeguato e deplorevole di bevande alcoliche, con conseguenze fin troppo scontate nei comportamenti e nella salute.


 

 DiWineTaste si è occupata diverse volte di questa preoccupante tendenza giovanile - ad onore del vero, riguarda anche soggetti adulti - poiché siamo sempre convinti che il consumo responsabile di bevande alcoliche non si raggiunge con divieti e proibizioni, ma con la diffusione di una cultura e di una informazione adeguata. Proibire e vietare non significa educare e formare, significa semplicemente reprimere, e la repressione porta inevitabilmente a suscitare sentimenti di rivolta e vendetta che saranno manifestati alla prima occasione possibile. Tutti siamo stati giovani e tutti sappiamo che spesso certi comportamenti si adottano per il semplice “piacere” di trasgredire le regole e per mostrare di essere “forti”. Abbiamo sostenuto sempre - e continuiamo a farlo - che il consumo responsabile e corretto di bevande alcoliche si raggiunge esclusivamente con la diffusione e la promozione di una cultura intelligente, cercando di fare comprendere, poiché i giovani si possono considerare in tanti modi, ma certamente non sono né stupidi né poco intelligenti. I giovani ascoltano quando si spiega loro le cose nel giusto modo - con onestà e sincerità - offrendo la possibilità di formare una coscienza propria. Nessuno è stupido.

 Secondo una ricerca promossa da Federvini e condotta dall'ISPO (Istituto per gli Studi sulla Pubblica Opinione) guidato da Renato Mannheimer, che aveva come soggetto le abitudini di consumo di bevande alcoliche fra i giovani italiani, emergono dati interessanti. Nonostante la notizia fa certamente piacere dal punto di vista comparativo, rimane comunque il fatto che c'è ancora molto da fare per la sensibilizzazione dei giovani nel consumo di bevande alcoliche. Secondo la ricerca condotta dall'ISPO, emerge che il consumo di bevande alcoliche fra i giovani italiani è inferiore rispetto a quelli di altri paesi europei. Una notizia certamente positiva - se la si considera da un punto di vista esclusivamente campanilista - che evidenzia come fra i giovani italiani tenda a prevalere una cultura del bere responsabile. La ricerca ha riguardato un campione di soggetti di età compresa fra i 14 e i 44 anni, residenti in Italia, Francia, Germania e Regno Unito.

 Uno dei risultati principali che emergono da questo studio effettuato dall'ISPO sottolinea che «la tendenza a eccedere con l'alcol in Italia tocca una parte minoritaria di popolazione e varia molto al variare dell'età». Nello specifico, in Italia l'eccesso nei consumi di bevande alcoliche riguarda il 19% dei soggetti fra 16 e 17 anni, per arrivare al 23% fra i 18 e 19 anni. La tendenza scende al 16% fra i soggetti compresi fra 20 e 22 anni, diminuendo ulteriormente al 12% fra quelli fra 23 e 29 anni. In Germania e nel Regno Unito il consumo eccessivo di bevande alcoliche risulta essere costante in tutte le fasce d'età e superiore a quanto accade in Italia. Nel Regno Unito l'eccesso di alcol riguarda il 33% dei giovani di 14 anni, 40% di quelli di 20 anni, scendendo al 25% nei soggetti di 40 anni. In Germania si arriva al 50% fra i soggetti di 14 anni, 45% in quelli di 20 anni e il 22% nei soggetti di 40 anni.

 Anche la preoccupante e decisamente sciocca abitudine del binge drinking - cioè consumare bevande alcoliche con il solo scopo di ubriacarsi - risulta essere meno frequente in Italia che nel resto d'Europa. In Italia solamente il 10% dei giovani ammette di bere in quantità eccessive, mentre nel Regno Unito la quota sale al 23% e al 27% in Germania. Per quanto concerne la prima esperienza dell'eccesso di consumo di alcol fino ad ubriacarsi, in Italia avviene fra i 17 e i 18 anni, mentre in Germania e in Gran Bretagna si scende fra i 15 e i 16 anni. Il 35% degli intervistati in Italia ha dichiarato di non essersi mai ubriacato, la stima scende del 23% in Francia, del 14% in Germania mentre in Gran Bretagna la percentuale scende addirittura all'8%. Fra i tanti risultati dello studio, uno in particolare risulta essere piuttosto interessante. Nel nostro paese sembra prevalere il consumo responsabile rispetto al consumo eccessivo e all'abuso di bevande alcoliche. In Italia è infatti diffusa la tendenza a dilazionare il consumo di alcol nel corso della settimana: 25% in Italia, 17% in Gran Bretagna e il 10% in Germania e Francia.

 Quest'abitudine potrebbe essere spiegata anche in termini culturali, poiché in Italia è consueto il consumo di uno o due bicchieri di vino durante i pasti, mentre negli altri paesi di preferisce concentrare il consumo di bevande alcoliche in un unico giorno, in modo particolare in Germania, abitudine preferita dal 64% degli intervistati. Lo studio registra inoltre che gli Italiani sono attenti alla qualità: il 70% crede nella regola del “bere poco ma bene”, percentuale che sale fino all'83% nei soggetti fra i 25 e i 34 anni di età. Una delle accuse che si muovono ai giovani è il legame fra il consumo di alcol e la sensazione di “sentirsi più grandi”. Il 59% degli Italiani ritiene che non assume alcol per questo motivo, ed è d'accordo in questo anche il 48% dei Francesi, il 38% dei tedeschi e il 25% degli abitanti del Regno Unito. Solo l'8% degli Italiani intervistati ammette di consumare bevande alcoliche per “sentirsi più sicuro”, percentuale che sale al 17% in Germania e al 25% nel Regno Unito. C'è da augurarsi che anche i giovani Europei seguano l'esempio degli Italiani, un esempio che è anche innegabilmente il risultato della cultura, la nostra cultura del vino, sempre più legata alla moderazione e alla qualità. Bravi ragazzi!

 




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