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  Eventi Numero 193, Marzo 2020   
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Numero 192, Febbraio 2020 Segui DiWineTaste su Segui DiWineTaste su TwitterNumero 194, Aprile 2020

Notiziario


 In questa rubrica sono pubblicate notizie e informazioni relativamente a eventi e manifestazioni riguardanti il mondo del vino e dell'enogastronomia. Chiunque sia interessato a rendere noti avvenimenti e manifestazioni può comunicarlo alla nostra redazione all'indirizzo e-mail.

 

Lugana: una Denominazione in Continua Crescita


 
Cresce il Lugana nei mercati mondiali e chiude l'ultima campagna di commercializzazione con un +27% sull'anno precedente, raggiungendo 22 milioni di bottiglie vendute. La DOC conferma ancora una volta il proprio primato dell'export, con oltre il 70% di imbottigliato che oltrepassa il confine e quote maggioritarie da attribuire ancora una volta alla capolista Germania e agli Stati Uniti.
Ma sono soprattutto gli USA a mostrare per la DOC performance senza precedenti, con un +15% di bottiglie importate rispetto al 2018, e a confermarsi quindi come mercato di maggior potenziale e interesse per le esportazioni vinicole del Lugana, che continua a guardare a ovest senza timore e anzi con fiducia e ottimismo. Il Consorzio di tutela ha infatti deciso di aumentare gli investimenti e intensificare le iniziative promozionali che interesseranno le principali piazze del vino degli States, da New York a San Francisco, da Seattle a Denver, da Miami a Boston. Certamente preoccupa il tema dazi, che rischia di diventare un conto molto salato anche per i produttori gardesani, in una situazione che a tutti gli effetti mina l'intero comparto vinicolo continentale. E il discorso vale soprattutto per il vino italiano, che resta tra i vini imbottigliati più richiesti dal consumatore medio statunitense.
«La temporanea tregua raggiunta in questi giorni tra USA e Francia ci fa sperare – afferma il Direttore del Consorzio Andrea Bottarel, e continua – tendenza sembra infatti quella di prendere il giusto tempo per raggiungere accordi che tutelino i reciproci interessi, come nel caso Brexit. Il vino italiano esportato in USA e UK muove di fatto un indotto importante anche per gli operatori del settore dei paesi di destinazione. doveroso essere prudenti, ma sarebbe altresì controproducente arrestare ora la promozione in un momento di effettiva crescita».
La DOC Lugana non registra soltanto un trend di vendite decisamente positivo, ma anche in termini di posizionamento guadagna il podio per essere il vino bianco italiano con il prezzo medio allo scaffale più alto sfiorando quota 8 Euro a bottiglia, con un aumento del 35,7% in valore e del 31% in volume sull'anno precedente (dinamica che in effetti ha interessato l'intero comparto, provocando cambiamenti significativi nei trend di acquisto nazionali e internazionali). Un grande obiettivo per il Consorzio, che proprio negli ultimi mesi si è esposto in favore di interventi e comportamenti, da parte di ogni attore della filiera produttiva, che salvaguardassero e aiutassero ad aumentare il valore economico della Denominazione Lugana.
Dichiara il Presidente Ettore Nicoletto «siamo soddisfatti dei risultati e pronti ad affrontare la prossima campagna in un clima di serenità commerciale, in un mercato che si prospetta equilibrato, a fronte anche delle misure di governo richieste e messe in atto in vista dell'ultima vendemmia».
Il Lugana torna in scena agli immancabili appuntamenti con Prowein a marzo e Vinitaly ad aprile, per proseguire a maggio con due masterclass aperte a stampa ed operatori ad Amburgo e Vienna – che si aggiungono a due panel di degustazione in collaborazione con la rivista di settore di lingua tedesca Vinum – e con la London Wine Fair (UK). Il primo e intenso semestre di attività della Denominazione del Garda si chiuderà con l'attesa kermesse itinerante dedicata esclusivamente al Lugana, declinato in tutte le sue tipologie, Armonie Senza Tempo, che quest'anno ha scelto come proscenio l'eclettica e dinamica piazza di Milano.

 

Vino Nobile di Montepulciano: “Toscana” è obbligatorio in etichetta

Il Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali ha approvato all'unanimità a Roma, il 30 gennaio, il cambio di disciplinare che determina la dicitura obbligatoria per il Vino Nobile di Montepulciano che nell'etichetta dovrà inserire “Toscana”. L'approvazione arriva da un lungo percorso intrapreso dapprima con la Regione Toscana che lo scorso 8 luglio aveva approvato le modifiche al disciplinare della prima DOCG italiana che da oggi avrà, tra le prime della regione, l'obbligatorietà di indicare la dicitura “Toscana”. Delibera che accoglie la richiesta unanime dell'interprofessione rappresenta dal Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano.
«Una svolta importante per la nostra denominazione, frutto di un percorso nato con il mio predecessore, Piero Di Betto, portato avanti con tenacia dal Consorzio e condiviso con la Regione Toscana, che fin da subito ha saputo interpretare le esigenze dei produttori – spiega il Presidente del Consorzio del Vino nobile di Montepulciano, Andrea Rossi – oltre alla Regione nella figura dell'Assessore Marco Remaschi che per primo ci ha creduto, devo ringraziare le associazioni di categoria e tutti coloro che ognuno per la propria parte hanno permesso questo raggiungimento».
«Quello che auspichiamo con queste azioni è da un lato l'aumento della tutela nei confronti del consumatore finale, dall'altro la crescita delle vendite all'Estero e nel mercato domestico. Infine per il Consorzio una rinnovata possibilità di intensificare l'attività di promozione del territorio per una migliore e più puntuale comunicazione».
«Un successo non solo per la denominazione Vino Nobile di Montepulciano, ma per tutto il sistema vino Toscana – è stato il commento dell'Assessore all'Agricoltura della Regione Toscana, Marco Remaschi – un traguardo che abbiamo raggiunto tutti insieme, da parte nostra con un buon lavoro in commissione agricoltura per una causa che auspico possa prima di tutto contribuire al mercato di questo importante vino toscano, che come gli altri della nostra regione rappresenta un traino per il nostro brand, appunto “Toscana” e anche per questo ne sono particolarmente orgoglioso».
La richiesta di modifica dei disciplinari di produzione avanzata dal Consorzio parte dal Protocollo d'Intesa siglato nel 2012 dal Consorzio del Vino Nobile d Montepulciano e dal Consorzio Vini d'Abruzzo, dalla Regione Toscana e dalla Regione Abruzzo, nonché dal Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali e da Federdoc. Con quel Protocollo d'Intesa, i due Consorzi si erano impegnati a intraprendere iniziative che favorissero la corretta identificabilità dei due vini ed in particolare dei rispettivi territori di origine.
Le modifiche del disciplinare. La dicitura obbligatoria riguarda non solo il Vino Nobile di Montepulciano DOCG, ma anche il Rosso e il Vin Santo di Montepulciano DOC. Nello specifico, la modifica proposta riguarda l'articolo 7 del disciplinare di produzione delle tre denominazioni (Vino Nobile di Montepulciano, Rosso di Montepulciano e Vin Santo di Montepulciano) e consiste nella introduzione dell'obbligo di inserire in etichetta il termine geografico più ampio, “Toscana”, in aggiunta alla denominazione.

Barolo e Barbaresco a New York con Due Annate Stellari

Lo scorso 5 febbraio, giornata interamente dedicata alle nuove annate di Barolo (2016) e Barbaresco (2017), una commissione composta da Masters of Wine, critici, giornalisti e Master Sommeliers provenienti dai cinque continenti ha degustato le due annate, il cui punteggio in centesimi è stato poi rivelato durante la prestigiosa cena di gala che si è tenuta nel cuore del World Trade Center. Il Barolo (2016) si è visto assegnare un punteggio complessivo di 99,3 mentre il Barbaresco ha ottenuto 98,1 punti, risultato ottenuto sia dalla valutazione tecnica dei vini che dai dati analitici e climatici dell'annata e della vendemmia.
«Siamo entusiasti per il successo conseguito dai nostri vini – commenta il Presidente del Consorzio Matteo Ascheri – Si tratta ovviamente di una valutazione di sintesi, frutto di un lavoro di squadra e di un'analisi ampia e complessa sull'intera annata che ha tenuto in considerazione diversi fattori quali gli andamenti climatici, le curve di maturazione e la valutazione organolettica di più di 100 palati internazionali che hanno degustato sia qui a New York che ad Alba.»
Un secondo messaggio importante lanciato dal Consorzio ha riguardato la produzione: le bottiglie di Barolo 2016 complessivamente messe in commercio dall'inizio del 2020 sono 14.039.461, mentre per il Barbaresco 2017 sono 4.213.585. Di queste, oltre 3 milioni di bottiglie di Barolo e 600.000 di Barbaresco sono già state allocate sui mercati internazionali. Numeri considerevoli, che hanno colpito gli ospiti sottoforma di un grande contatore posizionato sul palco centrale.
Un segnale importante quello che emerge dalla prima edizione di Barolo & Barbaresco World Opening, che guarda al mercato americano – che oggi rappresenta il 30% dei volumi dell'export – con grande attenzione e fiducia anche in questo momento di incertezza dovuta alle politiche governative in tema di dazi. Un mercato, quello americano in cui il Consorzio crede fortemente e sui cui i produttori piemontesi stanno investendo in modo importante.
Questo il messaggio lanciato dal Presidente Ascheri durante la cena di gala di mercoledì 5 febbraio che si è tenuta nella splendida cornice di Eataly, all'interno del World Trade Center e firmata dallo chef tristellato Massimo Bottura. Un menu ideato appositamente per celebrare i due grandi rossi di Langa a cui sono stati dedicati due piatti ad hoc: un burger piemontese di Fassona con salsa bagna cauda e fontina DOP della Valle d'Aosta per il Barolo e tortellini modenesi, piatto iconico dello chef Bottura, per il Barbaresco. Il Riso di Baraggia Biellese e Vercellese DOP ha chiuso la cena stellata con un piatto che ha saputo unire i sapori del nord e sud Italia.
La serata è stata animata da una performance del gruppo musicale “Il Volo”, il trio italiano celebre in tutto il mondo. A condurre l'evento uno dei più apprezzati e irriverenti showman italiani: Alessandro Cattelan.
La serata di gala è stata la conclusione dell'evento che si è aperto il 4 febbraio sulla Quinta Strada, negli spazi del Center415 di Manhattan: 500 consumatori paganti in 3 ore, un migliaio di operatori commerciali coinvolti, 148 produttori presenti, 220 cantine rappresentate, una maxi-pubblicità che ha preannunciato l'evento proiettata sugli iconici billboards di Times Square. Questo e molto altro è stato il Barolo & Barbaresco World Opening. Si è trattato della più grande degustazione interamente dedicata alle menzioni geografiche aggiuntive delle due denominazioni mai organizzata negli USA e volta a comunicare non solo agli addetti ai lavori ma anche al grande pubblico.
«Si è trattato di un evento straordinario – ha dichiarato il Direttore del Consorzio di Tutela Andrea Ferrero – un'occasione unica per raccontare i nostri vini direttamente al consumatore finale e allo stesso tempo creare un forte senso di appartenenza e coesione tra gli stessi produttori, orgogliosi di presentare su una piazza come questa l'eccellenza delle proprie produzioni.»

Dazi USA: Vino Italiano Ancora Salvo per 180 Giorni

«Il vino italiano sopravvive alla roulette “americana” del carosello. Tiriamo un sospiro di sollievo e prendiamo fiato almeno per 180 giorni, termine entro il quale il governo americano potrà nuovamente rimescolare le carte sui dazi. Il risultato positivo di quest'oggi è stato raggiunto anche grazie al lavoro delle istituzioni italiane, che voglio ringraziare, che hanno dato vita a innumerevoli azioni di sensibilizzazione verso l'Amministrazione USA a difesa del mondo del vino italiano».
Con queste parole, Ernesto Abbona, presidente di Unione Italiana Vini, commenta la decisione del governo americano di mantenere lo status quo sui dazi nei confronti dei prodotti agricoli europei importati negli USA applicati in conformità alla decisione del WTO nell'ambito dell'affaire Airbus, lasciando sostanzialmente invariate le decisioni assunte a ottobre 2019.
«Il problema dei dazi non si risolve certo con la decisione di oggi – afferma Paolo Castelletti segretario generale di UIV – e continuerà a occupare la nostra agenda politica delle prossime settimane. I dazi sono ancora in vigore per una parte molto sensibile dell'agrifood italiano, così come resta penalizzata la maggior parte del vino europeo. Il fatto che l'agricoltura e il nostro settore paghino una disputa sul settore aerospaziale che sta portando perdite di business e investimenti nel mondo del vino, è estremamente preoccupante e genera incertezza anche per le aziende di quei settori, come il vino italiano, che al momento non sono toccati dalle tariffe».
Da qui la necessità di proseguire nel dialogo con il governo Trump per incoraggiare un processo di distensione delle relazioni transatlantiche. Unione Italiana Vini si appella in primis alla Commissione Europea affinché «trovi un accordo nel brevissimo periodo con gli Stati Uniti per risolvere la questione Airbus – continua Castelletti – ma chiediamo anche ai governi dell'UE e degli Stati Uniti di costruire un'agenda positiva sul commercio, aprendo ulteriormente l'accesso ai rispettivi mercati per il settore vitivinicolo e rimuovendo tutte le tariffe sul vino, nella logica del principio “zero for zero”.
«Un ringraziamento particolare – conclude Castelletti – al presidente Abbona e al Consiglio nazionale di UIV che hanno supportato la struttura confederale nel concretizzate le incessanti azioni a difesa dei vini italiani».

Ivan Misuri si Aggiudica l'8º Premio Gambelli

un giovane talento ad aggiudicarsi il premio “Giulio Gambelli” dedicato al maestro del Sangiovese scomparso nel 2012: si tratta di Ivan Misuri, 38 anni, toscano. Ivan si è laureato in enologia e viticoltura all'Università di Firenze nel 2006.
La cerimonia di premiazione si è svolta martedì 18 febbraio a San Gimignano durante l'Anteprima del Consorzio del Vino Vernaccia di San Gimignano. A consegnarle il riconoscimento, promosso da Aset Toscana (Associazione Stampa Enogastroagroalimentare Toscana) e dal network IGP “I Giovani Promettenti”, sono stati il presidente Aset Leonardo Tozzi e Carlo Macchi (IGP) con Irina Strozzi, Presidente del Consorzio della Vernaccia di San Gimignano.
L'ottava edizione del premio – organizzato in collaborazione con i consorzi di tutela del Chianti Classico, Brunello di Montalcino, Vernaccia di San Gimignano e Vino Nobile di Montepulciano, nonché con il contributo delle aziende vinicole che hanno avuto Gambelli come amico e maestro (Bibbiano, Fattoria di Rodàno, Il Colle, Montevertine, Ormanni, Poggio di Sotto) – è stato consegnato a Ivan Misuri in quanto “enologo under 40 il cui vino ha saputo meglio interpretare lo spirito e la visione di Giulio Gambelli”.
Secondo la giuria che ha assaggiato i vini, Ivan Misuri è colui che – tra i venti enologi italiani under 40 che si sono candidati – più si è avvicinato al modo di “fare vino” dell'inimitabile maestro del Sangiovese: massimo rispetto della materia prima, esaltazione della varietà, dell'annata, delle caratteristiche del territorio.
Misuri opera in Toscana, e precisamente a Montalcino, nel Chianti Classico e nel Montalbano. Insieme al premio Gambelli, al vincitore va un assegno di 1.500 euro.
Il nome di Ivan Misuri si aggiunge così a quelli degli enologhi che hanno trionfato nelle precedenti edizioni: Fabrizio Torchio (2013), Gianluca Colombo (2014), Francesco Versio (2015), Sebastian Nasello (2016), Diego Bonato e Luca Faccenda (2017), Luigi Sarno (2018) e Angela Fronti (2019).

Master del Sangiovese 2020 al Toscano Davide D'Alterio

Il 17° Trofeo Consorzio Vini di Romagna - Master del Sangiovese 2020, andato in scena il 23 febbraio a Casa Spadoni di Faenza nell'ambito di “Vini ad Arte”, ha visto trionfare il fiorentino Davide D'Alterio. Il sommelier toscano si è imposto nel corso di un'esuberante prova finale precedendo la parmense Maura Gigatti (seconda anche nel 2016) e, parimerito al terzo posto, due romagnoli: il faentino Riccardo Ravaioli e il ravennate Marco Saiani.
I quattro Sommelier AIS finalisti di questo 2020 erano emersi da un pool di 12 partecipanti provenienti da Toscana ed Emilia-Romagna, le due regioni più significative per il Sangiovese, dalle prove scritte svolte in mattinata. Nel corso del pomeriggio è andata in scena la prova finale, che ha visto come di consueto la presenza di un nutrito pubblico rimasto favorevolmente impressionato e affascinato dalla preparazione e dalla maestria nei gesti dei finalisti.
Dalla prova finale è dunque emersa tutta la bravura e la professionalità di Davide D'Alterio, classe 1988. Sommelier dal 2010, attualmente lavora alla nota Enoteca Pinchiorri di Firenze (tre stelle Michelin). Non è un frequentatore abituale dei concorsi, solo nel 2016 aveva partecipato al Miglior Sommelier della Toscana classificandosi terzo, ma il suo amore e la sua passione per il Sangiovese, in tutte le sue sfumature, l'hanno portato a conquistare questo Master, diventando il nuovo Ambasciatore di questo splendido vitigno e vino.
Con il titolo “Master 2020 - Ambasciatore del Sangiovese”, Davide D'Alterio si è aggiudicato anche la somma di 2.500 euro (1.000 euro per il secondo classificato, 250 euro ciascuno per i terzi).
Ad avvalorare l'alto profilo del Master del Sangiovese è la qualificata giuria formata da: Giordano Zinzani - Presidente Consorzio Vini di Romagna, Roberto Giorgini - Presidente A.I.S. Romagna, Pierluigi Zama - Presidente Assoenologi Romagna, Marco Casadei - vincitore dell'ultima edizione del Master nel 2017, Maurizio Magni - giornalista ed editore, Giancarlo Mondini e Ivano Antonini - figure di spicco dell'AIS a livello nazionale. Coinvolto in veste di “commensale” per le prove di servizio finali, ha impreziosito l'edizione 2020 con la sua presenza Maurizio Dante Filippi, miglior sommelier d'Italia 2016. Speaker delle prove finali e della premiazione del concorso, la sommelier Ilaria Di Nunzio.
La finale del Master ha impegnato i Sommelier finalisti nelle seguenti prove impegnative: degustazione alla cieca di un vino della denominazione Romagna Sangiovese con relative domande da parte del Presidente di giuria, accoglienza in lingua straniera della clientela e servizio del vino al tavolo, con decantazione, prova pratica di abbinamento cibo/vino, prova di comunicazione (personaggi, etichette, sottozone).
Il Master del Sangiovese è stato organizzato dal Consorzio Vini di Romagna e dall'AIS - Associazione Italiana Sommelier, col patrocinio di Enoteca Regionale Emilia Romagna.

Confermate Sol&Agrifood, Enolitech e Vinitaly nella Terza Decade di Aprile 2020

Veronafiere conferma le date di Sol&Agrifood, con il nuovo salone dedicato alle birre artigianali Xcellent Beers, ed Enolitech in contemporanea alla 54ª edizione di Vinitaly: le rassegne saranno regolarmente in calendario nella terza decade di aprile, precisamente da domenica 19 a mercoledì 22.
La decisione è stata adottata nel consiglio di amministrazione di ieri sera, che ha confermato le date delle principali manifestazioni di Veronafiere in aprile.
Leggero spostamento di data per il Vinitaly Design International Packaging Competition, con la riunione della giuria che slitta dal 3 al 25 marzo; mentre OperaWine con WineSpectator, ouverture di Vinitaly 2020, è in programma regolarmente sabato 18 aprile.
«Insieme al mondo del vino, quello dell'olio evo, del food di qualità, delle birre artigianali e delle tecnologie per la produzione sono pilastri del made in Italy che contribuiscono in modo importante sia alla economia agroalimentare del paese, sia alla sua positiva immagine nel mondo – evidenzia il direttore generale Giovanni Mantovani – Pur mantenendo alta l'attenzione e consapevoli delle difficoltà del momento, Veronafiere è convinta che questi comparti, unitamente a quello del vino, contribuiranno a rilanciare un clima di fiducia nel Paese».



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