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 Gusto DiVino  Condividi questo articolo     Sommario della rubrica Eventi Non Solo Vino 
  Eventi Numero 225, Febbraio 2023   
NotiziarioNotiziario  Sommario 
Numero 224, Gennaio 2023 Segui DiWineTaste su Segui DiWineTaste su TwitterNumero 226, Marzo 2023

Notiziario


 In questa rubrica sono pubblicate notizie e informazioni relativamente a eventi e manifestazioni riguardanti il mondo del vino e dell'enogastronomia. Chiunque sia interessato a rendere noti avvenimenti e manifestazioni può comunicarlo alla nostra redazione all'indirizzo e-mail.

 

Dal 18 al 20 Febbraio Anteprima del Vino Nobile di Montepulciano


 
tutto pronto per il primo grande evento dell'anno dedicato alla prima DOCG d'Italia, il Vino Nobile di Montepulciano, che come ormai da tradizione in febbraio apre le porte di casa, la Fortezza, agli operatori e agli appassionati. Da sabato 18 a lunedì 21 febbraio infatti, presso la Fortezza di Montepulciano, i produttori torneranno in presenza per far conoscere le nuove annate in commercio dal 2023: il Vino Nobile 2020 e la Riserva 2019. Una passerella internazionale che coinvolge l'intera comunità di Montepulciano che per tre giorni sarà presa d'assalto dai tanti appassionati provenienti da tutta Italia.
«Un appuntamento ormai imperdibile, non solo per gli addetti ai lavori che qui potranno incontrare oltre 40 produttori, più della metà della denominazione, che in presenza racconteranno non solo le nuove annate in commercio, ma anche le tante attività, le novità e i progetti futuri che stanno confermando la nostra Docg una delle più dinamiche d'Italia. Come Consorzio infatti presenteremo gli aggiornamenti sul progetto Pievi, ma anche tutte le attività legate a Montepulciano, distretto del vino sostenibile», commenta il presidente del Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano, Andrea Rossi.
L'Anteprima del Vino Nobile si aprirà ufficialmente 15 febbraio con la giornata dedicata alla sola stampa internazionale e nazionale (ormai già sold-out). Le giornate clou saranno come detto quelle destinate a pubblico e operatori, a partire da sabato 18 e fino a lunedì 20 febbraio. Sabato e domenica nello specifico gli orari saranno dalle 14 alle 19 mentre lunedì dalle 12 alle 17. Le modalità di accesso alla Fortezza e alla degustazione, così come il programma e l'elenco delle aziende partecipanti, saranno presto consultabili sul portale ufficiale www.anteprimavinonobile.it con la possibilità di acquistare in prevendita i biglietti di ingresso e accreditarsi da operatore alla manifestazione.
L'Anteprima per tanti appassionati sarà la possibilità per regalarsi un fine settimana alla scoperta di una delle città più belle al mondo e d'Italia. In questi giorni infatti i ristoranti, i negozi del centro storico, come naturalmente i musei, saranno aperti al pubblico con una veste di festa per celebrare il loro prodotto d'eccellenza. Per l'occasione anche la Strada del Vino Nobile e dei Sapori della Valdichiana promuoverà dei pacchetti speciali per scoprire il territorio del Vino Nobile di Montepulciano.
L'Anteprima del Vino Nobile di Montepulciano rientra come sempre nella Settimana delle “Anteprime di Toscana” che verrà inaugurata da PrimAnteprima, l'evento promosso da Regione Toscana insieme alla Camera di Commercio di Firenze e organizzato da PromoFirenze e Fondazione Sistema Toscana. PrimAnteprima 2023 è in programma a Firenze sabato 11 febbraio tra il Cinema La Compagnia e Palazzo Medici Riccardi.

Vino Italiano: il Bicchiere è “Mezzo Pieno”

Il 2022 sarà ricordato come l'ennesimo anno in “chiaro-scuro” per il vino italiano, dove a buoni risultati di mercato raggiunti dalle imprese si affiancano criticità in grado di minarne le prospettive future.
La nona edizione del Forum Wine Monitor di Nomisma, che si è tenuta oggi a Bologna, si è posta l'obiettivo di “decifrare” i trend del momento per individuare le possibili traiettorie di sviluppo per il settore vinicolo italiano.
Secondo stime Wine Monitor, nel 2022 il vino italiano ha raggiunto 8 Miliard di euro di esportazioni, con una progressione rispetto all'anno precedente del 12%. Anche la Francia è risultata in crescita, arrivando così a 12,5 Miliardi di euro di export vinicolo, mentre la Spagna (terzo esportatore mondiale) si è dovuta “accontentare” di un aumento di circa il 6% (raggiungendo 3 Miliardi di euro).
Rispetto al posizionamento di prezzo dei vini italiani, il differenziale esistente con quelli francesi permane elevato: il nostro prezzo medio all'export dei vini fermi imbottigliati è risultato inferiore del 40% nell'anno appena trascorso, il medesimo gap esistente già dieci anni fa (e non ancora chiuso).
Sul mercato interno, i dati forniti da NielsenIQ hanno invece mostrato come il 2022 abbia visto una flessione nelle vendite dei vini venduti nel canale della Distribuzione a Libero Servizio soprattutto a volume (-6,4% rispetto all'anno precedente) a fronte di un calo a valori dell'1,8%, sebbene occorra segnalar come i livelli di vendita siano risultati superiori (sia nei valori che nelle quantità) a quelli pre-pandemici del 2019.
« indubbio come sul trend dell'export e delle vendite nel canale GDO in Italia abbiano pesato diversi fattori come l'inflazione, il cambio euro/dollaro e il rallentamento economico, ma gli stessi andamenti sottendono anche uno spostamento nei consumi del periodo estivo e di inizio autunno verso il fuori-casa, trainati altresì dalla ripresa del turismo dopo gli anni più critici della pandemia» ha dichiarato Denis Pantini, Responsabile Wine Monitor di Nomisma.
Parlando di rallentamento economico, un focus di approfondimento del Forum ha riguardato la Germania, vale a dire il secondo mercato per valore dell'export di vino italiano. Grazie ad un'indagine originale sul consumatore tedesco, sono emersi spunti importanti per capire quali potranno essere i trend del 2023.
«Se è vero, come era presumibile, che i tedeschi ridurranno i consumi di vino a seguito dell'incerta congiuntura economica, è anche vero che questi cali non saranno indifferenziati ma riguarderanno soprattutto i consumi fuori-casa e toccheranno meno i vini bio e sostenibili. Anche per quanto riguarda l'origine, saranno soprattutto i francesi a pagare pegno, mentre quelli italiani dovrebbero soffrire meno, al pari dei vini locali» ha commentato Emanuele Di Faustino, Senior Project Manager Wine Monitor di Nomisma.
Accanto agli approfondimenti presentati dagli esperti di Wine Monitor, si sono succedute testimonianze di imprese che hanno arricchito il dibattito e l'analisi dello scenario, a partire dai trend sul mercato interno con Francesca Benini Sales & Marketing Director di Cantine Riunite & CIV a quelli sul mercato tedesco e internazionale con Massimo Tonini, Export Director del Gruppo Zonin1821, per arrivare alle performance dei vini a denominazione con il contributo dei dati esposti da Francesco Liantonio, presidente Valoritalia. Un altro importante focus di approfondimento ha infine riguardato la fase di acquisizioni e fusioni che sta portando il settore a fenomeni aggregativi tra imprese – anche come risposta alle nuove sfide di mercato – attraverso l'analisi e l'esperienza di Stefano Baldi, Associate Director Agribusiness di CBRE, e la testimonianza di Massimo Romani, Amministratore Delegato di Argea.
E proprio il rallentamento economico rappresenta la principale minaccia che incombe sulle prospettive di crescita del settore vinicolo nell'anno appena iniziato. Un rallentamento previsto da mesi anche se le ultime previsioni di dicembre della Banca d'Italia stimano un PIL a +0,4% sul 2022 rispetto a una variazione negativa (-0,2%) ipotizzata a ottobre dal Fondo Monetario Internazionale. Certo è che se le quotazioni del gas (oggi pari alla metà del picco raggiunto a novembre scorso) non dovessero subire ulteriori fiammate, così come il prezzo del petrolio dovesse assestarsi (e qui molto dipender dalla situazione economica e relativa domanda energetica della Cina), anche l'inflazione – che già a dicembre ha mostrato un primo segnale di flessione – dovrebbe ridursi, portando con sé minori restrizioni nella politica monetaria europea e che, unita agli investimenti che saranno messi in atto grazie alle risorse del PNRR, fornirebbero quello slancio necessario alla ripresa dei consumi, vino compreso.

Montecucco: nel 2022 è la Denominazione Più Performante della Toscana

Il 2023 inizia nel migliore dei modi per la DO Montecucco che, mettendo in archivio un 2022 con dati molto più che incoraggianti, si classifica a tutti gli effetti come la Denominazione più performante della Toscana nell'anno da poco giunto al termine. A confermarlo il report statistico sulle principali denominazioni vitivinicole toscane di A.Vi.To. – condiviso con tutte le DO regionali a inizio mese – che evidenzia un andamento degli imbottigliati da record per la piccola denominazione amiatina pari a +35% sul 2021, superando persino i risultati del già fortunato 2019.
Quello appena concluso è un anno che ha dovuto fare i conti con un quadro generale di grande incertezza e di difficoltà per il settore vinicolo – e non solo – ma che allo stesso tempo ha confermato una direzione già ben delineatasi a fine 2020 rispetto ai “nuovi” trend di consumo a livello internazionale. Una tendenza che osserva un incremento delle vendite del prodotto ricercato, di fascia media e medio-alta, in sfavore dei vini cosiddetti comuni. Non solo: pilastro della scelta d'acquisto resta la sostenibilità. I consumatori, anno dopo anno, sono sempre più attenti ai temi legati alla tutela dell'ambiente, sia dal punto di vista della coltivazione che dal punto di vista produttivo, e continueranno a scegliere consapevolmente e in maniera etica prodotti di qualità certificata.
«Se “nicchia” e “sostenibilità” si confermano come leit motiv del mercato vinicolo, il Montecucco si fa coerentemente largo in questa ormai consolidata dimensione della domanda internazionale. A dimostrarlo la straordinaria crescita di imbottigliato osservata a chiusura del 2022, che ci colloca al primo posto del podio delle denominazioni toscane» dichiara Giovan Battista Basile alla guida del Consorzio Tutela Vini Montecucco. «Il mercato oggi più che mai è in cerca di prodotti che siano bio-certificati, di qualità e affidabili, valori da sempre legati a doppio filo alla nostra DO, garantiti dal nostro Consorzio di Tutela e costantemente promossi a livello internazionale. Non dimentichiamo che la DO Montecucco – con 68 aziende associate e 500 ettari rivendicati (su circa 800 potenziali) distribuiti nei sette comuni di Arcidosso, Campagnatico, Castel del Piano, Cinigiano, Civitella Paganico, Roccalbegna e Seggiano, provincia di Grosseto – vanta l'85% di produzione biologica. Ma al di là della sostenibilità, il nostro è un Sangiovese estremamente distinguibile – autentica bandiera del suo luogo di origine, vera e propria nicchia per tornare al discorso iniziale – prodotto da piccole o medie aziende a conduzione familiare che negli anni sono state capaci di interpretare la peculiare identità del territorio. Insomma, un gioiello unico nel suo genere».
Giovan Battista conclude «Ricordo che esattamente un anno fa il Montecucco era stato segnalato tra le DO internazionali da non perdere nel 2022, all'interno di una piccola classifica di vini internazionali stilata dalla celebre rivista statunitense Forbes. stato un inizio d'anno decisamente positivo per la nostra denominazione, che non ha disatteso le nostre aspettative».
Le buone notizie sul fronte degli andamenti non placano tuttavia la preoccupazione del Consorzio del Montecucco circa le tematiche legate all'emergenza climatica e il ricordo dei devastanti incendi che hanno colpito l'area di Cinigiano nell'estate del 2022. Di fronte a calamità di questa portata diventa più che mai necessario riaprire un dibattito che negli ultimi anni sta interessando il settore agricolo non solo toscano. «Ribadiamo la nostra posizione circa l'urgenza di semplificare le procedure per la realizzazione di invasi per contrastare l'emergenza idrica provocata dai cambiamenti climatici che affligge il nostro comparto» chiosa Giovan Battista Basile appoggiato dal CdA del Consorzio di Tutela Montecucco. «In generale la comunità internazionale dovrebbe dare assoluta priorità e realizzare concretamente tutti i passaggi necessari per contenere l'innalzamento della temperatura globale e contrastarne gli effetti negativi – che negli ultimi anni stanno diventando sempre più frequenti e gravi – a danno dell'ambiente e delle produzioni».

Terre d'Oltrepò non Rallenta la Sua Strategia di Sviluppo

Il rinnovo anticipato del Consiglio di Amministrazione di Terre d'Oltrepò non deve offuscare e tanto meno ridimensionare lo straordinario impegno di sviluppo della nota cooperativa lombarda.
Questo è in estrema sintesi il messaggio che arriva da Broni (Pavia), sede della più grande Cantina cooperativa della Lombardia con quasi 600 soci, una superficie vitata di circa 4.000 ettari (quasi la metà dello storico territorio viticolo dell'Oltrepò Pavese) e una produzione vicina ai 3,5 milioni di bottiglie. Senza dimenticare che dal 2017 Terre d'Oltrepò è proprietaria anche di La Versa, uno dei brand storici del vino più importanti del nostro Paese, pioniere nella produzione di metodo classico di altissimo pregio.
«Sono Presidente di Terre d'Oltrepò da meno di un anno – spiega Enrico Bardone – ma mi sono subito attivato per capitalizzare al meglio tutte le straordinarie potenzialità che ha questo nostro grande gruppo cooperativo. Una cooperativa che è bene ricordare sempre non solo ha un ruolo chiave per la sostenibilità economica dei propri soci ma ha una grande responsabilità anche sul fronte di tutta la reputazione, immagine dell'Oltrepò Pavese».
E sono state queste due grandi consapevolezze che hanno guidato la strategia di sviluppo di Terre d'Oltrepò che ha alla base l'ampliamento dei volumi dell'imbottigliato al pari di una crescita delle marginalità.
«Nei miei primi 11 mesi di presidenza – prosegue Bardone – è stato prioritario individuare tutte quelle strategie in grado di aumentare la profittabilità della nostra Cantina.»
Prosegue la pianificazione dell'attività commerciale in Italia ed estero attraverso la costituzione di una struttura di agenti per il canale horeca, la selezione dei Paesi esteri in cui operare e l'attività di rebranding a partire dal prestigioso marchio La Versa.
«I valori della cooperazione, il suo legame fondamentale con il territorio di produzione, con i suoi viticoltori – conclude Bardone – sono fattori fondamentali nell'identità della nostra Cantina e riteniamo sia determinante farli emergere in maniera molto più chiara rispetto al passato. Siamo orgogliosi della nostra identità e siamo convinti che mai come oggi l'essere cooperativa possa rappresentare un valore aggiunto sia in termini di qualificazione dei vini ma anche di sostenibilità economica, sociale e ambientale di un territorio».

Delle Venezie: Uno Stile Sempre Più Apprezzato e Ricercato dal Consumatore Internazionale

Con il 2023 si apre un nuovo capitolo per il Consorzio DOC delle Venezie che, forte dei risultati raggiunti nell'anno appena terminato, è pronto a ripartire con attività promozionali e informative volte a rafforzare la presenza nei mercati e ad aumentare sempre più il valore identitario della Denominazione a livello internazionale. Attraverso azioni strategiche e mirate che hanno portato la DOC delle Venezie a calcare le scene delle principali fiere di settore, eventi e manifestazioni, masterclass e seminari in America, Europa e Asia, destinati sia a operatori professionali che a consumatori, il Consorzio di Tutela è oggi testimone di un percorso di crescita della percezione qualitativa della Denominazione d'Origine Delle Venezie da parte del mercato e di una sempre maggiore fidelizzazione dei partner commerciali esteri, che continuano a scegliere e a sostenere la sua unicità.
Tra gli obiettivi principali per il 2023, il Consorzio di Tutela ha inserito il rafforzamento delle attività promozionali e di conseguenza della presenza sul mercato nazionale, che ad oggi assorbe circa il 5% del consumo totale. L'Italia è il paese di cui la DOC Delle Venezie si fa ambasciatrice nel mondo, diventando veicolo di uno stile sempre più apprezzato e ricercato, cui molte aree produttive si ispirano per inseguire i trend di mercato; uno stile elegante e versatile, ma al tempo stesso accessibile. «Gli occhi sono puntati su di noi, sul Nordest italiano. da qui che proviene l'85% del Pinot Grigio prodotto nel Belpaese. Stiamo aumentando l'impegno per fidelizzare sempre più il mercato domestico, certi che possa replicare lo straordinario successo conseguito all'estero dalla DOC Delle Venezie» chiosa Albino Armani, Presidente del Consorzio di Tutela, e continua «Rappresentiamo la tipicità di uno stile, quello del “Pinot Grigio italiano”, che ha conquistato il consumatore di tutto il mondo e che grazie ai valori intrinseci di cultura e territorio d'origine, alle sue caratteristiche di freschezza e versatilità nonché al lavoro del Consorzio, fornisce garanzie sull'origine, sull'intera filiera produttiva e sull'elevata qualità della materia prima e della sua trasformazione. Questo è il grande valore aggiunto della nostra DOC».
Campionessa di uno stile tutto italiano e bandiera del Nordest – con tutte le varie specificità e tipicità territoriali – la DOC delle Venezie osserva un'ulteriore crescita del valore economico che a fine 2022 ha toccato un +10% (dati delle Camere di Commercio), un trend iniziato nel 2020 e coadiuvato dall'azione del Consorzio di Tutela che da sempre promuove misure di gestione del potenziale produttivo del Pinot grigio del Triveneto (blocco degli impianti e stoccaggio amministrativo), in un quadro di sempre più ampia sinergia con le altre Denominazioni del Sistema Pinot grigio del Triveneto. Un Sistema che con il nuovo anno verrà ancora tenuto in equilibrio dalla DOC delle Venezie, chiamata anche a gestire i quantitativi di Pinot grigio riclassificati delle altre DO di Veneto, Friuli-Venezia Giulia e Trentino.
Il 2022 vede anche una contrazione dei volumi di poco meno del 12%, che si confronta però con il 2021, anno record per quantitativo di imbottigliato dalla nascita della Denominazione, che mise in bottiglia ben 1,84 milioni di ettolitri. Il dato consuntivo 2022 conferma tuttavia un trend positivo per la DOC Delle Venezie, che è riuscita a garantire una buona media mensile di 135.407 ettolitri messi in bottiglia, in linea con la media degli andamenti degli ultimi cinque anni. Prosegue infine il sostegno dei partner oltreconfine, che credono negli alti standard qualitativi della Denominazione e contribuiscono in modo significativo alla sua crescita: grandi imbottigliatori e acquirenti esteri di Germania, Stati Uniti, Austria, Regno Unito, Canada e anche Francia – citando i principali Paesi di riferimento – nell'ultimo anno hanno messo in bottiglia 161.065 ettolitri, ossia l'equivalente di oltre un mese di imbottigliamento, dei 1.624.879 ettolitri totali messi in archivio a fine anno dalla DOC.

Approvati Interventi Straordinari per Salvaguardare il Mercato dei Vini d'Abruzzo

Su proposta del Consorzio Tutela Vini d'Abruzzo, il Tavolo Verde – con Regione Abruzzo, associazioni di categoria e Consorzi – ha approvato gli interventi straordinari per ridurre l'offerta di Montepulciano d'Abruzzo.
«Il Consorzio da anni crede che sia necessario utilizzare sistemi di regolamentazione del mercato. Da sempre il Montepulciano d'Abruzzo soffre un ribasso dei prezzi dettato da un eccesso di produzione; da un'attenta analisi, elaborata dal nostro comitato tecnico, dell'attuale andamento della Denominazione e dei possibili scenari del mondo del vino, era quindi fondamentale intervenire in questa direzione» spiega il presidente del Consorzio Alessandro Nicodemi. «L'obiettivo è quello di superare – con questi interventi – gli squilibri tra domanda e offerta in vista della prossima vendemmia; vogliamo così consolidare il valore del nostro vino e il suo posizionamento, a beneficio dei produttori e di tutto il territorio» conclud il presidente.
Il fine sarà perseguito – grazie al via libera dato dalla Regione – con gli strumenti previsti dall'articolo 39 (comma 4) del Testo unico della vite e del vino Legge 238 del 12/12/2016, “Disciplina organica della coltivazione della vite e della produzione e del commercio del vino”. La proposta di richiesta di attivazione alla Regione era stata approvata dall'assemblea del Consorzio Tutela Vini d'Abruzzo il 4 gennaio 2023.
Nello specifico verrà regolamentato lo stoccaggio dei vini, in modo da gestire i volumi di prodotto disponibili, con il blocage del 20% di Montepulciano d'Abruzzo DOC rivendicato nell'annata 2022. Dal provvedimento sono esclusi il vino biologico e il vino delle cantine che imbottigliano tutta la loro produzione.

 


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