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  Eventi Numero 230, Estate 2023   
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Numero 229, Giugno 2023 Segui DiWineTaste su Segui DiWineTaste su TwitterNumero 231, Settembre 2023

Notiziario


 In questa rubrica sono pubblicate notizie e informazioni relativamente a eventi e manifestazioni riguardanti il mondo del vino e dell'enogastronomia. Chiunque sia interessato a rendere noti avvenimenti e manifestazioni può comunicarlo alla nostra redazione all'indirizzo e-mail.

 

Viticoltura Italiana: Senza Strategie si Perde il Valore del Made in Italy


 
Apertura dell'Anno Accademico per l'Accademia Italiana della Vite e del Vino all'Auditorium di Sant'Apollonia a Firenze. L'inaugurazione del 74º anno accademico dell'Ente fondato il 30 luglio 1949 a Siena (città dove ha avuto sede per moltissimi anni) con lo scopo di promuovere studi, ricerche e discussioni sui maggiori problemi concernenti la vite ed il vino, compreso l'insegnamento, è avvenuto sotto la presidenza del professor Rosario Di Lorenzo subentrato al professor Antonio Calò alla guida per 20 anni. Una sede simbolica, quella scelta, grazie alla volontà della Regione Toscana e in particolare della Vicepresidente Stefania Saccardi che ha sostenuto questo evento con l'obiettivo di riportare in Toscana la centralità di questa Istituzione nata proprio a Siena. «Siamo felice che l'Accademia sia in Toscana e che la storia e le competenze di cui è custode sono oggi particolarmente preziose per la Regione e per il Paese nel momento dei cambiamenti climatici e della presenza di problematiche fitosanitarie che possono mettere a rischio il patrimonio vitivinicolo – così la Vicepresidente della Regione Toscana, Stefania Saccardi – Come Regione siamo felici di collaborare con l'Accademia che riteniamo una eccellenza e un valore nel settore più importante per la nostra agricoltura.»
Nel suo intervento il Presidente Rosario Di Lorenzo ha voluto prima di tutto ringraziare il Consiglio uscente e il suo Presidente, Prof. Antonio Calò. Poi Di Lorenzo ha tenuto a ricordare il ruolo dell'Accademia, come fece il Prof. Giovanni Dalmasso, primo presidente dell'AIVV nel suo discorso inaugurale del 1950: «Troppe volte si è lamentato che in Italia manchi un centro che costituisca, per così dire, il cervello della viticoltura e dell'enologia italiana. Tale centro vuole essere appunto l'Accademia della Vite e del Vino».
Tra gli impegni che il nuovo corso dell'Accademia vuole portare avanti nel proprio mandato, quello di «dotare l'Accademia di una sede identitaria» e «garantire per l'Accademia un'adeguata, e certa nel tempo, disponibilità finanziaria a sostegno delle attività poste in essere e che si intendono programmare». Tra i punti da affrontare anche quello di «assicurare piena e ampia operatività ai diversi gruppi di lavoro costituiti in seno all'AIVV» e «dotare l'Accademia di un efficace e moderno sistema di comunicazione», oltre a «incentivare il coinvolgimento e la partecipazione di giovani alla vita accademica» e «promuovere e sostenere attività di alta formazione». In sostanza Di Lorenzo ha sottolineato la necessità di «una visione più moderna dell'Accademia che sappia trasformare il modello attuale verso una forma organizzativa e operativa sempre più presente e diffusa sul territorio».
Il futuro del vino nell'era della sostenibilità, la prolusione del Presidente di OIV, il Prof. Luigi Moio. A parlare di futuro del vino è stato, nella sua prolusione, Luigi Moio, presidente dell'Oiv (Organizzazione Internazionale della Vite e del Vino), professore ordinario di Enologia alla Facoltà di Agraria dell'Università Federico II di Napoli, accademico. «L'attuale viticoltura italiana – ha detto – è destinata a perdere qualità e mercati se non mette a punto nuove strategie per un futuro di una nuova crescita e affermazione a livello internazionale anche alla luce delle straordinarie ed esclusive potenzialità offerte dal comparto vitivinicolo del nostro bel Paese».
Secondo Moio «un primo aspetto da considerare è il cambiamento climatico. Ma fortunatamente su questo punto abbiamo un vantaggio naturale. I nostri vitigni storici sono quasi tutti tardivi, ossia caratterizzati da un ciclo vegetativo lungo, per cui non soffrono molto per un eventuale aumento della temperatura media annuale. Anzi. Alcuni di loro potrebbero addirittura avere dei vantaggi con un miglioramento notevole del potenziale enologico. E di conseguenza con l'ottenimento di vini maggiormente espressivi dei luoghi di origine. I nostri vini ottenuti dai vitigni italici hanno un vantaggio competitivo enorme».
Poi ha continuato il presidente di OIV, «un secondo punto è l'enorme crescita della sensibilità ambientale nella società. Problematiche come agricoltura verde, ossia un'agricoltura “pulita” e “pura” nei confronti dell'ambiente pedoclimatico, della pianta, degli addetti ai lavori e di conseguenza dei consumatori non sono più rinviabili. Con scelte lungo tutta la filiera vitivinicola, dall'uva alla bottiglia. Lo stesso discorso vale in cantina dove tematiche come “ecowinery” e un'enologia che è possibile definire “leggera” ossia una sorta di “milde-enology” sono concetti non più procrastinabili».
Infine, ha concluso Moio, «soprattutto in questa fase particolare che ci ha completamente sconvolti e confusi, è necessario dare ancora più forza all'enoturismo. Le cantine, sono dei potenziali porti attrattori, bisogna per questo continuare a metterle in rete in modo ordinato e organizzato allo scopo di creare tutte le condizioni per poter fare una buona accoglienza. Portare gli appassionati sui luoghi di produzione è fondamentale perché il vino non lo si comunica se non si ci si guarda negli occhi».
L'Accademia Italiana della Vite e del Vino tra i propri membri annovera docenti universitari, il meglio dei ricercatori italiani in campo vitivinicolo, i titolari delle maggiori imprese del settore e gran parte di coloro che, sotto diversi aspetti, contribuiscono alla esaltazione nell'ambito sociale, artistico e letterario delle denominazioni e dei vini di alta qualità.
L'Accademia è collegata al Ministero dei Beni Culturali e al Ministero dell'Agricoltura, Sovranità alimentare e delle Foreste. L'attività si svolge in “tornate” a carattere itinerante con eventi organizzati insieme a visite conoscitive di specifiche realtà produttive. Questo ne consente la divulgazione e valorizzazione in Italia e all'estero. AIVV assegna il premio “Arturo Marescalchi” per celebrare la memoria del suo primo presidente onorario. Oltre al premio internazionale di vinicoltura “Giovanni Dalmasso” in memoria del suo presidente fondatore e il premio “Pier Giovanni Garoglio”, in ricordo dell'illustre studioso che è stato per diversi anni suo presidente.

Nasce Trabocco Spumante d'Abruzzo DOC

Consapevoli dei trend di mercato che confermano gli spumanti italiani capofila del comparto anche per il 2022, il Consorzio Tutela vini d'Abruzzo da tempo ha intrapreso un percorso di valorizzazione delle bollicine prodotte da vitigni autoctoni.
Già nel 2010 con la nascita della DOC Abruzzo, il Consorzio ha voluto mettere a tutela gli autoctoni riscoperti e rigorosamente imbottigliati in regione, a partire da Pecorino e Passerina d'Abruzzo che si sono fin da subito dimostrati adatti anche alla spumantizzazione. Il disciplinare di questa DOC comprende fin da subito anche la tipologia Spumante vinificati in bianco o rosé, realizzati con metodo Italiano o Classico e con l'utilizzo di vitigni internazionali.
Nel 2018, viene avviato un percorso per valorizzare il rapporto di questo prodotto con il territorio, culminato con la nascita del marchio collettivo Trabocco – registrato nel 2020 – simbolo iconico della regione riconosciuto in tutto il mondo, che mira a valorizzare gli spumanti prodotti con Metodo Italiano in Abruzzo da uve autoctone quali Passerina, Pecorino, Trebbiano, Montonico, Cococciola e Montepulciano d'Abruzzo, caratterizzate da alta acidità e bassa gradazione, due qualità che le rendono uniche e che donano eccellenti basi spumanti.
«Le nostre uve sono naturalmente predisposte alla spumantizzazione e vi è ormai l'esigenza di portare sui mercati un prodotto totalmente abruzzese, realizzato con i nostri vitigni, vinificato e imbottigliato in regione e che porta con sé un nome estremamente identificativo – spiega Alessandro Nicodemi presidente del Consorzio Tutela vini d'Abruzzo – da luglio dello scorso anno è stato infatti approvato il regolamento dell'utilizzo del marchio collettivo Trabocco che circoscrive la possibilità di utilizzarlo solo per spumanti prodotti con Metodo Italiano e soprattutto con l'utilizzo esclusivo delle nostre uve autoctone».
Nell'attuale riorganizzazione dei disciplinari di produzione sono state introdotte alcune varianti che hanno aggiunto anche per la DOC Abruzzo o d'Abruzzo DOC la possibilità di specificare il vitigno di provenienza (Pecorino, Passerina, Montonico e Cococciola), elemento molto importante per il consumatore finale. L'aggiunta del marchio collettivo in etichetta – Spumante d'Abruzzo DOC Trabocco – vuole rappresentare un ulteriore passo in avanti nel percorso di caratterizzazione delle bollicine abruzzesi, rendendo immediatamente riconoscibile il prodotto.
Ad ottenere per il momento il riconoscimento del marchio Trabocco le cantine Casal Thaulero, Citra, Eredi Legonziano e Vin.Co, che presto introdurranno sul mercato i loro spumanti Metodo Italiano nelle versioni in bianco e rosé, brut ed extra dry.
«Diversi viticoltori hanno iniziato ad investire in questa direzione – continua Nicodemi – e da qualche anno propongono spumanti con un buon successo. Credo che la strada sia lunga ma sicuramente, se percorsa con lungimiranza e strategia, si potranno avere degli ottimi risultati e l'Abruzzo potrà certamente candidarsi anche come produttore di vini spumanti oltre che come terra di grandi rossi».

 

Angelica Corino è la Nuova Presidente dell'Associazione Comuni del Moscato

Si è svolta lunedì 26 giugno l'Assemblea dell'Associazione Comuni del Moscato, che ha riunito gli Amministratori delle provincie di Alessandria, Asti e Cuneo per affrontare un ordine del giorno piuttosto importante, visto anche il termine del mandato e quindi la necessità di rinnovare il Consiglio e le figure apicali.
Il presidente Alessio Monti, sindaco di Strevi, interviene comunicando la proposta del nuovo Consiglio, la cui composizione è stata definita in seguito alle riunioni che si sono tenute in ogni provincia con gli Amministratori dei Comuni: nel nuovo disegno il territorio alessandrino e quello astigiano hanno deciso di mantenere invariata la rappresentanza dei Comuni all'interno del direttivo, mentre per la provincia di Cuneo si registra l'ingresso dei Comuni di Alba e di Mango, che sostituiscono Trezzo Tinella e Neviglie. Alla luce delle elezioni comunali previste l'anno prossimo in quasi tutti gli enti del territorio, si potranno eventualmente rivedere le posizioni, decise comunque sempre attraverso una condivisione provinciale.
Il nuovo direttivo, approvato dall'Assemblea, risulta quindi ora composto dai Comuni di Santo Stefano Belbo, Castiglione Tinella, Cossano Belbo, Mango e Alba (Cuneo); Canelli, Calosso, Costigliole d'Asti, Coazzolo e Cassinasco (Asti); Strevi, Ricaldone, Cassine, Acqui Terme e Alice Bel Colle (Alessandria).
toccato poi alla provincia di Asti, per effetto della turnazione, indicare la figura del nuovo presidente che guiderà l'Associazione dei Comuni del Moscato per i prossimi tre anni, e i sindaci astigiani hanno scelto e proposto Angelica Corino, che è Consigliere e Presidente del Consiglio del Comune di Canelli, Consigliere della Provincia di Asti e anche componente del Coordinamento regionale ANCIGiovani.
Approvazione unanime per l'Assemblea, che allo stesso modo ha accolto la proposta di Luca Luigi Tosa, sindaco di Cossano Belbo, come nuovo vicepresidente: una scelta che va incontro al grande lavoro e all'esperienza maturata soprattutto all'interno del progetto Sorì Eroici.
Nell'occasione, si rinnova anche il Collegio dei Revisori, composto ora dai rappresentanti dei Comuni di Acqui Terme, Calamandrana e Treiso.
Nella riunione si è discusso anche il conto consuntivo 2022 e il preventivo 2023 che, dopo essere stati illustrati ai presenti, sono stati approvati all'unanimità, e così per la proposta di mantenere invariata la quota associativa annua che i 51 Comuni dell'area Moscato pagano con importi diversi, a seconda del numero di abitanti e di ettari di vigneti a uve Moscato.
Un applauso di saluto e di auguri dei tanti Amministratori presenti ha rimarcato il passaggio di consegne tra il presidente uscente e quello nuovo; nelle parole di Alessio Monti i ringraziamenti «voglio ringraziare tutti per la presenza e la collaborazione che nel periodo del mio mandato non mi sono mai mancate; rivolgo poi un particolare ringraziamento a Luca Luigi Tosa per il grande lavoro svolto soprattutto nell'ambito del progetto Sorì Eroici, che oggi conta già 15 aziende coinvolte, ma non soltanto; ringrazio anche Bruno Penna per il continuo supporto nel lavoro di gestione, che nel complesso ha visto l'Associazione attiva su diversi fronti».
«Sono sinceramente onorata che l'Assemblea dell'Associazione Comuni del Moscato mi abbia dato fiducia e supporto per questa prestigiosa presidenza, – dice invece Angelica Corino – certa che sia un riconoscimento per tutta la Città di Canelli e per i viticoltori e produttori che hanno dato vita al Canelli DOCG. Ringrazio tutti i sindaci e gli Amministratori che da ventuno anni lavorano per l'Associazione con lungimiranza e dedizione, il neo direttivo opererà con responsabilità, sia per continuare i progetti avviati – come i Sorì Eroici e quello relativo alla cartellonistica – sia per impegnarsi con nuove proposte di promozione dedicate al territorio del nostro Moscato, che si sintetizzano nella Cultura, nelle manifestazioni, nei meravigliosi paesaggi e nelle eccellenze locali.»
In conclusione, anche Luca Luigi Tosa ringrazia tutti e annuncia che continuerà il suo lavoro di coordinatore del Comitato dei produttori, continuando l'attività di valorizzazione delle vigne estreme ma anche le azioni di tutela del lavoro degli operatori, continuando ad affrontare importanti argomenti come quello dei cannoni irroratori in vigna; per quanto riguarda il progetto Sorì Eroici, seguirà una lettera a tutti i Comuni con le indicazioni utili che ogni sindaco potrà rivolgere ai produttori interessati ad aderire al progetto, magari per la prossima vendemmia.



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