Cultura e Informazione Enologica - Anno XVII
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  Editoriale Numero 15, Gennaio 2004   
Un Buon Vino per Riscaldare l'InvernoUn Buon Vino per Riscaldare l'Inverno La Posta dei LettoriLa Posta dei Lettori  Sommario 
Numero 14, Dicembre 2003 Segui DiWineTaste su Segui DiWineTaste su TwitterNumero 16, Febbraio 2004

Un Buon Vino per Riscaldare l'Inverno


 Desideriamo iniziare questo nuovo numero di DiWineTaste augurando un felice 2004 a tutti i nostri lettori, sempre in aumento dal giorno in cui, nell'oramai lontano 9 Settembre 2002, decidemmo di pubblicare il primo numero della nostra e-magazine. A tutti voi, cari lettori, vecchi e nuovi, che ci seguite con affetto da oltre un anno, auguriamo un felice, ricco, prosperoso e proficuo 2004 con la speranza che DiWineTaste e i suoi servizi possano essere sempre di vostro gradimento e soddisfazione. Desideriamo inoltre inviare i nostri migliori auguri per un felice e proficuo 2004 anche a tutti i produttori che fino a qui ci hanno onorato della loro fiducia e ci hanno consentito di esprimere il nostro parere sui loro vini. L'anno che è appena trascorso, il 2003, è stato per noi un periodo piuttosto significativo, è stato l'anno in cui abbiamo pubblicato il nostro nuovo sito, consolidato quanto era stato fatto fino a quel momento e attivato nuovi servizi.

 Abbiamo cercato di rendere DiWineTaste una pubblicazione e un servizio più efficace e più versatile di quanto lo fosse in passato, come sempre, un altro piccolo ma significativo passo in avanti, nella speranza che sia apprezzabile anche da coloro che inevitabilmente danno un senso a ciò che facciamo: i nostri lettori. Anche per il 2004, il nuovo anno appena iniziato, abbiamo in serbo nuove idee e nuove ambizioni: contiamo di consolidare quanto realizzato nel 2003 e di aumentare la quantità e la qualità dei servizi attualmente offerti. Come sempre, il vostro aiuto, il vostro supporto e i vostri commenti sono sempre i migliori benvenuti: le vostre opinioni, siano positive oppure negative, sono inestimabili contributi che ci consentono di comprendere quello che abbiamo fatto e quello che dobbiamo fare. A tutti coloro che in passato hanno espresso la loro opinione sulla nostra pubblicazione e sui nostri servizi va certamente il nostro più sincero e cordiale ringraziamento. Ci auguriamo di continuare a ricevere le vostre impressioni e le vostre opinioni su DiWineTaste e per questo vi ringraziamo anticipatamente.


 

 Immaginiamo che la gran parte delle persone che leggeranno questo editoriale abbiano concluso il 2003 e festeggiato l'arrivo del 2004 con le solite celebrazioni tipiche delle nostre culture: ci piace soprattutto pensare che abbiate salutato il vecchio anno e dato il benvenuto a quello nuovo con un calice di buon vino in mano. Del resto la stagione fredda invita, così per dire, ad una maggiore attenzione verso le bevande di Bacco più ricche e corpose, adatte alle pietanze, altrettanto ricche e corpose, dell'inverno. Gli spumanti, stappati allo scoccare della mezzanotte del capodanno, vi avranno certamente accompagnato verso il nuovo anno insieme alle persone che vi sono più vicine, insieme alle vostre famiglie. Si sa, di questi tempi, i vini con le bollicine vanno molto di moda e ovunque è un ripetersi di gioiosi “botti”.

 Ma l'inverno è anche il periodo in cui si scende volentieri in cantina e si prelevano quelle bottiglie di vini “importanti”, di quelli che potrebbero magnificarsi con un succulento e ricco piatto, insomma, quei vini che una volta nel bicchiere, fanno apparire l'inverno più caldo e, all'apparenza, fanno meglio sopportare il freddo. Ma l'inverno è anche un periodo in cui gli spumanti registrano una notevole crescita nelle vendite, il ripetersi dei giorni di festa fra la fine di dicembre e l'inizio di gennaio, ci sembrano più allegri e spensierati se nei nostri calici troviamo una festa di bollicine che si rincorrono ordinatamente in un gioioso vino dorato.

 E i vini bianchi? Scompaiono veramente dai nostri bicchieri in questo periodo? Probabilmente no. Anzi, per i ricchi banchetti che si preparano in occasione dei giorni che precedono le due festività principali di questo periodo, principali ovviamente in alcuni paesi del mondo, il Natale e il Capodanno, la tradizione suggerisce che le pietanze siano sfarzosamente e riccamente a base di pesce, un cibo che richiama quel noto luogo comune “vino bianco con il pesce”. Questo “dogma”, seguito pedissequamente per non deludere i commensali dei banchetti, lascia poco spazio all'esplorazione di nuove esperienze enogastronomiche, e solo i più temerari e i più curiosi si lasciano andare a qualche bicchiere di vino rosso sotto lo sguardo perplesso dei meno coraggiosi. Forse è proprio in questo periodo che molti potrebbero approfittare della ricchezza delle tavole imbandite e considerare un buon bicchiere di spumante abbinato alle tante pietanze, piuttosto che relegarlo unicamente al ruolo di aperitivo o di compagno da abbinare al dessert.

 Questo aspetto non può che riaprire la vecchia polemica sull'abbinamento dei vini spumanti con i dessert, una polemica che ovviamente non prende in considerazione le indiscutibili preferenze personali. Eppure il consumo di spumante secco, o per usare un termine consueto a questi vini, di spumante brut, abbinato con i dolci è piuttosto e inspiegabilmente diffuso. Ci piacerebbe sapere il nome del primo che lanciò la moda di abbinare un vino secco, oltre che frizzante, con un cibo dolce. Eppure sembra proprio scontato che per una pietanza dolce si scelga un vino dolce, spumante compreso. Di certo la scelta in queste occasioni non è limitata, a partire dal più celebre dei vini spumanti dolci, l'Asti Spumante, che ben si abbina con i dolci, soprattutto quelli a base di creme, e che certamente è più appropriato di uno spumante secco, qualunque esso sia.

 L'inverno è anche il periodo che generalmente ci rende più intraprendenti e più disponibili ai piaceri della tavola, e con essa anche quelli del vino, ed è il periodo in cui la gente sta più volentieri nelle proprie case in compagnia di amici e della propria famiglia. Insomma, l'occasione buona per celebrare il buon tempo trascorso insieme con un calice di buon vino. Sia esso bianco o rosso, o qualunque altro tipo, poco importa, probabilmente è proprio nell'inverno che riconosciamo a questa bevanda il ruolo socializzante che anche gli antichi popoli gli riconoscevano. E allora brindiamo al nuovo anno con un buon vino e in buona compagnia. Brindiamo al 2004 con la speranza che porti in ogni luogo e in ogni persona la pace, la serenità e il miglioramento delle condizioni di vita di ogni essere umano e in ogni angolo del mondo, anche e soprattutto nei luoghi più dimenticati. Brindiamo al 2004 perché finalmente possa vedere il tramonto dell'arroganza degli uomini, dell'ipocrisia e la povertà di coloro che si credono superiori e migliori degli altri. Brindiamo al 2004, alzando i nostri calici, con la speranza che ci regali un mondo migliore per tutti. Sarebbe proprio bello se un “modesto” calice di vino riuscisse a fare tutto questo. Un felice e buon 2004, a tutti.

 



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La Posta dei Lettori


 In questa rubrica vengono pubblicate le lettere dei lettori. Se avete commenti o domande da fare, esprimere le vostre opinioni, inviate le vostre lettere alla redazione oppure utilizzare l'apposito modulo disponibile nel nostro sito.

 

Tempo fa ho visto un documentario sull'affinamento del vino dove si parlava della colmatura delle bottiglie, a causa della diminuzione del vino contenuto, e che portava ad un aumento di aria all'interno della bottiglia. Questa condizione, a quanto pare, può essere negativa per la qualità del vino durante il processo di affinamento. Ma è vero? Grazie.
Stefano D'Angelo -- Milano (Italia)
Gentile Signor D'Angelo, quanto è stato detto nel documentario che ha visto tempo fa è assolutamente vero ed esatto. Durante la sua permanenza in bottiglia, fase in cui si verifica il cosiddetto “affinamento”, il vino si sviluppa e si trasforma grazie ad una serie di eventi di natura fisica e chimica. Il suo sviluppo all'interno della bottiglia dipende fortemente dalle condizioni di conservazione, in particolare l'umidità e la temperatura, e che contribuiscono ad accelerare o a rallentare i processi di affinamento. Fra i componenti sensibili a queste condizioni troviamo il tappo di sughero, che in assenza di una giusta percentuale di umidità, tende a restringersi e pertanto non assicura più buone funzioni di tenuta, con la conseguente perdita di vino dalla bottiglia. Per questa ragione le bottiglie vanno conservate in luoghi con umidità adeguata, in genere intorno al 70%, e si deve fare attenzione che il vino rimanga a contatto del tappo proprio per evitare il suo restringimento. In genere, dopo un periodo variabile fra i 15 e i 25 anni, il sughero tende a disgregarsi e pertanto si verifica, anche in questo caso, una perdita di vino. Lo spazio liberato dal vino viene occupato dall'aria, quindi ossigeno, che porterà ad un'inesorabile ossidazione e quindi ad un degradamento del contenuto della bottiglia. Anche i continui cambiamenti di temperatura influiscono sulla diminuzione del contenuto di una bottiglia: le alte temperature fanno espandere il vino fino a farlo uscire dalla bottiglia, mentre i successivi abbassamenti di temperatura daranno luogo a depressioni che favoriranno l'ingresso di aria nella bottiglia. Per questo motivo, dopo anni di affinamento in bottiglia e in seguito a condizioni che hanno portato ad una diminuzione del volume del vino, si provvede ad aprire la bottiglia e a colmarla, in modo da diminuire lo spazio occupato dall'ossigeno, e contestualmente viene sostituito anche il tappo. Molte cantine che producono vini destinati al lungo affinamento, offrono questo tipo di servizio per i loro clienti e in genere eseguono le opportune colmature con il vino della stessa annata.



Perché le botti usate per la maturazione del vino hanno dimensioni diverse? La dimensione influisce sul prodotto finale?
Kevin Ballard -- Fresno, California (USA)
La botte è uno strumento a cui l'enologia ricorre spesso durante la produzione di un vino. La botte, generalmente costruita con legno di rovere, viene utilizzata per l'affinamento e la conservazione del vino e, talvolta, anche per la fermentazione del mosto. Le dimensioni delle botti variano, in genere, a seconda del luogo in cui queste hanno origine e la loro dimensione influisce direttamente sulla maturazione del vino e, soprattutto, sulla quantità di componenti aromatici e ai tannini che vengono ceduti dal legno al vino. Un altro fattore che influisce sull'alterazione organolettica del vino è rappresentato dalla tecnica di costruzione della botte e, in particolare, dal livello di tostatura ricevuto da legno prima di essere utilizzato per la maturazione del vino. La botte viene inoltre utilizzata in enologia in quanto favorisce la chiarificazione e la stabilizzazione dei vini, rende il colore più intenso, rende i tannini del vino giovane meno “ruvidi” e aggiunge complessità aromatica e gustativa. La maturazione del vino in botte favorisce inoltre una lenta e benefica ossigenazione, a volte desiderata per la maturazione di alcuni tipi di vino. L'influsso della maturazione in botte dipende sia dal modo in cui questa viene usata sia dalle sue caratteristiche specifiche. Nonostante la botte sia uno strumento piuttosto utilizzato in enologia, questo non significa che sia indispensabile, tuttavia è errato affermare che il suo uso sia inutile, anzi, la grandezza e l'eleganza di molti vini è spesso dovuta alla maturazione in botte. Tuttavia va fatta una dovuta distinzione fra l'uso “intelligente” della botte e il suo abuso, cioè quando gli aromi del legno sono praticamente gli unici ad essere percepiti in un vino. Va inoltre ricordato che esistono molti vini, sia rossi sia bianchi, indiscutibilmente di alta qualità e di notevole eleganza che non vengono maturati, per scelta del produttore, né in botte né in altri contenitori di legno.






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