Cultura e Informazione Enologica - Anno XVI
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  Eventi Numero 101, Novembre 2011   
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Notiziario


 In questa rubrica sono pubblicate notizie e informazioni relativamente a eventi e manifestazioni riguardanti il mondo del vino e dell'enogastronomia. Chiunque sia interessato a rendere noti avvenimenti e manifestazioni può comunicarlo alla nostra redazione all'indirizzo e-mail.

 

La DOC Romagna è Finalmente Realtà


 
Dopo un lungo percorso iniziato addirittura nel 2009, l'8 ottobre 2011 è stato ufficializzato il nuovo disciplinare che accorpa tutte le attuali denominazioni, con l'obiettivo di salvaguardare e promuovere con maggiore efficacia i territori e i vini romagnoli. Per il vino romagnolo si tratta di una svolta assolutamente positiva per dare un nuovo impulso al settore. Era molto che se ne parlava e finalmente, dopo l'approvazione da parte del Ministero delle Politiche Agricole, avvenuta il 22 settembre, l'8 ottobre 2011 è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 235 il Decreto di riconoscimento della nuova denominazione di origine controllata dei vini “Romagna”. Denominazione che, oltre a prevedere la modifica della Docg Albana di Romagna in “Romagna Albana”, accorpa in un unico disciplinare, oltre all'Albana spumante, le DOC Sangiovese, Trebbiano, Cagnina e Pagadebit, variandone la denominazione in Romagna Sangiovese, Romagna Trebbiano, Romagna Pagadebit, Romagna Cagnina.
Il disciplinare Romagna riunisce quindi tutte le attuali denominazioni, con l'obiettivo di salvaguardare e promuovere con maggiore efficacia, sul mercato nazionale e internazionale, i territori dei vini e ovviamente i prodotti a Denominazione di Origine. Fra i fautori/promotori della realizzazione di questo nuovo disciplinare, e del successivo impegno per portare a termine l'iter di attuazione (iniziato addirittura a giugno del 2009) un ruolo decisivo è stato ricoperto dal Consorzio Vini di Romagna.
«Il nuovo disciplinare non ha stravolto le denominazioni che conosciamo da anni ma le ha solo unificate in un unico documento, anteponendo la parola Romagna al vitigno - sottolinea Giordano Zinzani, Presidente del Consorzio Vini di Romagna - Il nome geografico in premessa aiuta nell'immediata identificazione di un territorio che ha una spiccata vocazione nell'ospitalità, nella cultura, nell'arte, nel paesaggio, nella qualità della vita e nella qualità della gastronomia. Nel contempo il disciplinare ha anche apportato delle piccole modifiche che si erano rese necessarie al fine di recepire i miglioramenti produttivi e per avvicinarsi sempre più alle richieste dei consumatori».
Oggi il Consorzio Vini di Romagna controlla circa 12 milioni di bottiglie contraddistinte dal marchio del “Passatore” ed è costituito da 9 cantine cooperative, 83 produttori vinificatori, 11 imbottigliatori e 4.900 aziende con vigneti iscritti agli albi delle denominazioni di origine.
«In Italia in questi anni sono stati approvati decine di disciplinari che purtroppo creano solo confusione al consumatore abbagliato da una marea di etichette, ma che di fatto non riportano nulla sull'origine del prodotto - spiega Zinzani. Con la Doc “Romagna” il nostro intento è dunque sì quello di esaltare il territorio di origine dei nostri vitigni, ma nondimeno di fare chiarezza nelle etichette, per renderle comprensibili anche a un pubblico meno esperto secondo i suggerimenti della normativa condivisa dalla Comunità Europea». E conclude il Presidente del Consorzio Vini di Romagna: «Questa approvazione giunge in un momento importante per il Consorzio, che sta per tagliare il nastro dei 50 anni di attività (è stato fondato nel 1962) e che presto riceverà da parte del Ministero delle Politiche Agricole il riconoscimento delle sue funzioni di Consorzio erga-omnes per la valorizzazione e promozione dei vini del nostro territorio romagnolo».

Settima Edizione di Emozioni dal Mondo: Merlot e Cabernet Insieme

La settima edizione del Concorso Enologico Internazionale “Emozioni dal Mondo: Merlot e Cabernet Insieme” ha confermato le caratteristiche di internazionalità e rappresentatività dell'edizione 2010.
201 i vini presentati dai produttori di tutto il mondo (15 i paesi rappresentati: Spagna, Francia, Italia, Germania, Serbia, Croazia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Slovenia, Israele, Malta, Sud Africa, Cile, Perù, Turchia) per essere sottoposti al giudizio di giudici di varia estrazione (tecnici e giornalisti) altamente qualificati provenienti da 18 nazioni (Perù, Nuova Zelanda, Repubblica Ceca, Italia, Croazia, Serbia, Slovenia, Francia, Lettonia, Malta, Israele, Germania, Austria, Lussemburgo, Belgio, Ungheria, Slovacchia, Polonia).
I 63 giudici, suddivisi in 7 commissioni hanno confermato il primato di “Emozioni dal Mondo: Merlot e Cabernet Insieme” per quanto riguarda il rapporto tra il numero di degustatori e il numero di campioni degustati. Rilevante la media dei punteggi ottenuti dai 200 vini ammessi alla degustazione (1 campione non è risultato idoneo in quanto non corrispondente ai requisiti previsti dal regolamento, che ammette solo vini Merlot, Cabernet e loro tagli con denominazione DOC o IGT o corrispettivi esteri): 83 punti su 100. «Ciò significa - ha dichiarato Sergio Cantoni, membro del direttivo del Consorzio Tutela Valcalepio che patrocina la manifestazione - che i vini che i produttori decidono di presentare sono altamente selezionati e di ottima qualità. Il punteggio medio di 83/100, infatti, corrisponderebbe da regolamento OIV (Organisation International de la Vigne et du Vin) alla medaglia d'argento».
«Si tratta di campioni in tutti i sensi - continua Cantoni - non solo in quanto vini proposti alla degustazione ma soprattutto in quanto vini di alta qualità. Quest'anno avevamo certamente 200 Campioni». Tuttavia lo stesso regolamento OIV prescrive che solo il 30% dei campioni presentati possa essere premiato con una medaglia: ecco quindi le 56 medaglie d'oro e le 2 gran medaglie d'oro (per questo riconoscimento il punteggio da superare è di 92/100).
Altro importante riconoscimento assegnato è il Premio della Stampa. Č un riconoscimento che si basa sui giudizi espressi dai giornalisti membri delle commissioni di degustazione e premia il vino che per ogni nazione ha ottenuto il punteggio più altro, purché esso superi la soglia degli 80/100.
«Ci fa piacere assegnare la Gran Medaglia d'Oro al Merlot Cabernet Sauvignon Goriska brda 2006 dell'azienda Constantini Vina (Slovenia) e all'IGTs Cabernet Alto Mincio Val di Pietra 2008 della Tenuta Maddalena di Mantova - ha dichiarato il Presidente del Consorzio Tutela Valcalepio, Enrico Rota - Da un primo esame appare evidente come il giudizio delle commissioni non sia più solamente volto a campioni muscolari e ad alta gradazione alcolica ma inizi ad evidenziarsi un gradimento anche per vini meno strutturati, più freschi e morbidi».
L'occasione inoltre è rilevante per mostrare a giornalisti e tecnici di tutto il mondo il territorio bergamasco, dal punto di vista enologico, ma anche culturale e storico. Quest'anno ai giudici internazionali è stata mostrata una parte del territorio bergamasco forse meno noto ai più ma di indubbio fascino. Le degustazioni si sono svolte nelle splendide sale affrescate del Palazzo Visconti di Brignano Gera d'Adda; le visite guidate sono state condotte presso il Palazzo Visconteo di Pagazzano e il Santuario di Caravaggio. Per quanto riguarda invece la visita enologica, sono state visitate la Cantina Sociale Val San Martino di Pontida e l'azienda agricola Sant'Egidio di Fontanella.

Erbaluce: la Favola si Avvera

Lo scorso 23 ottobre centinaia di consumatori e operatori appassionati si sono dati appuntamento al Castello di Masino di Caravino (TO) per scoprire un vino speciale, l'Erbaluce di Caluso grazie all'evento “Erbaluce, la Favola di un Vino”. Sebbene sia stato uno dei primi a ottenere la denominazione di origine controllata in Italia, nel 1967, e sia divenuto docg nel 2011, non era finora mai stato organizzato un appuntamento che facesse incontrare la quasi totalità dei produttori di Erbaluce di Caluso con il mercato nazionale ed estero. Merito del Consorzio per la Tutela e Valorizzazione del Caluso, Carema e Canavese, che, con l'evento precisa il presidente Sergio Tronzano, ha deciso di intraprendere un nuovo percorso di comunicazione e promozione di questa piccola perla dell'enologia italiana. La manifestazione ha dimostrato un interesse al di là delle aspettative richiamando, oltre a consumatori appassionati e operatori del settore, giornalisti italiani ed esteri provenienti da Olanda, Francia, Inghilterra e Giappone. La critica ha giudicato questo vino davvero speciale. Le motivazioni? Č autoctono, “esclusivo” perché indissolubilmente legato al Canavese, artigianale, perché prodotto da aziende a misura d'uomo, moderno, longevo, versatile. Tutte queste motivazioni lo rendono adatto a vincere anche le sfide sul mercato internazionale, sempre più attento alle produzioni di piccole dimensioni capaci di raccontare storie di uomini.
Il successo ottenuto dalla manifestazione dimostra che i tempi sono maturi per un vero rilancio di questo vino che, come ricordato dallo storico Domenico Tappero Merlo, nel passato aveva quotazioni paragonabili ai grandi vini francesi e un'estensione di vigneti pari alla Borgogna. Il rilancio dell'Erbaluce di Caluso non rappresenta solo la risposta alla richiesta di vini freschi e moderni da parte del mercato ma anche una straordinaria opportunità di rilancio per un territorio per molti anni caratterizzato da un'economia industriale. Per la sua prima edizione la manifestazione ha scelto due cornici d'eccezione. Grazie all'autorizzazione di Matteo Olivetti, e alla collaborazione dell'associazione Spille d'Oro, il programma riservato alla stampa si è tenuto alla Chiesa di San Bernardino di Ivrea mentre l'evento con il pubblico si è svolto nelle splendide scuderie del Castello di Masino, grazie alla gentile concessione del Fai. Qui a rendere ancor più speciale l'appuntamento è stata la partecipazione dell'associazione “Les Artisan Vignerons”, produttori dell'area francese del Maconnais.

I Preparatori d'Uva al 29° Congresso del Cava

Marco Simonit dei Preparatori d'uva, unico italiano, è stato fra gli autorevoli relatori al 29° Congresso Internazionale del Cava organizzato dalla Confraternita del Cava di Sant Sadurní d'Anoia in Catalogna. Ogni anno, in questo che è il convegno più importante della pregiata zona viticola spagnola, i più importanti personaggi dell'enologia a livello mondiale vengono chiamati a portare le loro esperienze e le loro sperimentazioni, in particolare nel settore delle “bollicine” Metodo Classico.
Il tema di questa edizione era “Il terroir del Cava è vivo” e proprio per questo, per la prima volta, il convegno è stato aperto anche a due esperti di viticoltura (Marco Simonit e Claude Bourguignon dell'Università di Dijon), per affermare con forza la sua centralità nel processo di produzione vitivinicola. Il presidente della confraternita organizzatrice del convegno, Pere Bonnet, fin dall'apertura dei lavori, ha infatti sottolineato come sia importante valorizzare ogni singolo territorio di produzione vitivinicola, dal quale ogni vino trae la sua personalità e la sua unicità.
E chi meglio di Marco Simonit dei Preparatori d'Uva poteva spiegare l'importanza di un territorio vivo e di una pianta sana nella realizzazione di un vino di qualità? Nel corso del suo intervento sul tema “Metodo Simonit & Sirch: la potatura conservatrice contro il deterioramento della vigna” Marco Simonit, ha spiegato come una buona potatura fa sì che la vite rimanga più sana, e quindi più longeva, e dia di conseguenza un prodotto di qualità superiore. Il metodo di potatura soft messo a punto dai due tecnici friulani ha riscosso grande interesse e consensi fra i presenti e Marco Simonit è stato invitato a tenere delle lezioni all'Università di Tarragona.






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