Cultura e Informazione Enologica - Anno XVII
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  Eventi Numero 155, Ottobre 2016   
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Notiziario


 In questa rubrica sono pubblicate notizie e informazioni relativamente a eventi e manifestazioni riguardanti il mondo del vino e dell'enogastronomia. Chiunque sia interessato a rendere noti avvenimenti e manifestazioni può comunicarlo alla nostra redazione all'indirizzo e-mail.

 

Il Ferrari Brut è Campione del Mondo dei Blanc de Blancs e Migliore Bollicina Italiana


 
Il Ferrari Brut, la più storica delle etichette della Casa trentina, ha trionfato a “The Champagne & Sparkling Wine World Championships”, ricevendo ben due premi speciali: “World Champion Classic Blanc de Blancs” e “Best Italian Sparkling Wine”. Il prestigioso concorso organizzato da Tom Stevenson, un'autorità nel settore, aveva già assegnato per questa edizione ben cinque medaglie d'oro ai Trentodoc della Casa e con questi due riconoscimenti, proclamati durante la cena di gala del primo settembre alla Vintner's Hall di Londra, ha consacrato il Ferrari Brut tra le migliori bollicine al mondo.
Dopo avere premiato nelle scorse edizioni il Ferrari Perlé e avere proclamato la Casa trentina “Sparkling Wine Producer of the Year 2015”, quest'anno la giuria della più prestigiosa competizione al mondo dedicata unicamente alle bollicine ha valorizzato, apprezzandolo particolarmente nella versione magnum, il Trentodoc bandiera delle Cantine Ferrari, manifesto del perfetto connubio tra territorio trentino e uve Chardonnay.
Entrambi i riconoscimenti sono frutto della filosofia aziendale di ricerca dell'eccellenza in ogni singola bottiglia, dai non millesimati fino alle riserve. L'affermazione del Ferrari Brut quale migliore Blanc de Blancs al mondo è, inoltre, un'ulteriore conferma della validità della strada intrapresa dalle Cantine Ferrari nel concentrarsi su questa tipologia, capace di valorizzare al meglio le caratteristiche dello Chardonnay coltivato sulle montagne trentine, di cui Giulio Ferrari, già più di un secolo fa, aveva intuito la straordinaria vocazione.

The Duel of Wine Arriva a Perugia

Dopo il successo alla 73ª Mostra del Cinema di Venezia, il tour italiano di anteprime del film The Duel Of Wine arriva a Perugia. L'appuntamento è per Sabato 1 Ottobre ore 18.00 al Cinema Zenith con l'impareggiabile compagnia di Charlie Arturaola, il celebre sommelier diventato attore non per caso. Recita infatti volutamente solo nei film DOCG. The Duel of Wine racconta la storia di due celebri sommelier e di una competizione mondiale: un viaggio a tratti ironico a tratti onirico per raccontare un universo affascinante e complesso come quello del vino.
Nel viaggio del protagonista nei territori e nelle cantine italiane prende vita un gioco di specchi in cui ciascuno interpreta sé stesso. così che incontriamo Marco Caprai, viticoltore in Montefalco, ritratto nel verde delle sue vigne eccezionali e al sole giallo oro dell'Umbria che ogni anno danno vita al Sagrantino di Montefalco delle Cantine Arnaldo Caprai, vera eccellenza nel mondo dell'enologia e vanto dell'intera regione Umbra.
Gianfranco Vissani nella sua cucina di Baschi. « un grande piacere - commenta lo Chef - promuovere la cucina Umbra sui grandi schermi e trasmettere quindi quello che sono le nostre origini e tradizioni».
Ma non solo Montefalco e il Sagrantino: le splendide location della Piazza di Bevagna, del Duomo di Spoleto, di Spello e di tutta la Valle Umbra.
«Ritengo che il cinema sia un mezzo di comunicazione importante - afferma Marco Caprai - che sia appunto in grado di far conoscere il nostro bellissimo territorio ad un vasto pubblico».
L'appuntamento umbro è dunque al Cinema Zenith di Perugia Sabato 1 Ottobre. La proiezione sarà preceduta da una presentazione del film a cura di Laura Delli Colli, giornalista e scrittrice cinematografica. A seguire un Wine Show tenuto dal celebre Sommelier e attore Charlie Arturaola.

Alte le Aspettative in Maremma Toscana per la Vendemmia 2016

Dal Consorzio Tutela Vini della Maremma Toscana, nato nel 2014 a seguito del conferimento della DOC, trapela grande ottimismo per la vendemmia 2016, già iniziata per alcune varietà - come Chardonnay, Viognier e Merlot - e ormai imminente per altre, come Ciliegiolo e Vermentino.
Uve molto sane, presupposto per vini di grande qualità, e quantità nella media - in linea con la produzione del 2015 - rappresentano senza dubbio il denominatore comune dell'annata 2016 nel territorio della DOC. Al di là delle varietà più precoci che sono già in cantina, la vendemmia in Maremma - sia dove è in procinto di iniziare, ovvero nelle aree più vicine al mare, sia dove si dovrà attendere ancora un po', come nelle colline amiatine o nell'area pitiglianese - promette grandi risultati. Il tutto sarà, chiaramente, subordinato all'andamento meteorologico dei prossimi giorni, cruciali in particolare per la raccolta del Sangiovese.
Fino a ora, comunque, l'andamento climatico si è dimostrato assai favorevole: è stato necessario porre molta attenzione in vigna soprattutto tra la metà di maggio e la metà di giugno a causa delle piogge, ma dalla seconda metà di giugno a questo inizio di settembre - periodo decisivo per la vite - la presenza costante del sole, mitigata dai venti freschi di maestrale o di grecale, ha dato risultati quasi perfetti dal punto di vista analitico, con un buon equilibrio tra acidi e zuccheri. Soprattutto, nelle ultime settimane, c'è stata un'ottima escursione termica tra il giorno e la notte, che ha favorito l'accumulo delle sostanze zuccherine e degli aromi. Insomma, ci sono tutte le premesse per una vendemmia di grande qualità, in grado di produrre vini eleganti e strutturati.
Il Consorzio conta 351 aziende - di cui 66 con produzione “verticale” - con un totale di 4 milioni di bottiglie prodotte e opera nell'intera provincia di Grosseto, una vasta area nel sud della Toscana che si estende dalle pendici del Monte Amiata e raggiunge la costa maremmana e l'Argentario fino all'isola del Giglio. La DOC dispone di una zona di produzione di circa 8.550 ettari di vigneto, dei quali oltre 1.600 sono stati utilizzati per produrre i vini della Denominazione durante la vendemmia 2015. Obiettivo del Consorzio è quello di unire e valorizzare le diversità del territorio della Maremma, esaltandone tutta la complessità, non solo enologica, ma anche turistica, agricola, storica e culturale.

Contraffazione: il Plauso dei Distillatori all'Azione di Dogane e Guardia di Finanza

La soddisfazione di AssoDistil per i risultati delle ultime operazioni anti-frode. «Ringraziamo le istituzioni competenti - commenta Antonio Emaldi, presidente dei distillatori - le prime vittime del traffico illecito di alcol sono gli operatori onesti. Ecco perché rinnoviamo la nostra volontà di collaborare con gli organi di controllo». A Brescia la Guardia di Finanza ha sequestrato nei giorni scorsi 235.000 litri di prodotti alcolici. Grande soddisfazione di AssoDistil per i risultati delle recenti operazioni contro il traffico illecito di bevande alcoliche. In particolare l'inchiesta della Guardia di Finanza in collaborazione con l'Agenzia delle Dogane, ha portato al maxi-sequestro, effettuato a Brescia, di 235.000 litri di alcol destinato alla produzione di grappa, whisky, sambuca e rum. Sui prodotti alcolici le Fiamme Gialle hanno riscontrato irregolarità sulla corretta indicazione Igp, oltre a difformità rispetto alle norme europee e all'evasione fiscale, con il coinvolgimento di depositi fiscali anche in Spagna.
«Siamo molto contenti - commenta Antonio Emaldi, presidente dell'associazione dei distillatori - le prime vittime delle frodi sono gli imprenditori che operano correttamente. In Italia, come dimostra l'indagine bresciana, i controlli funzionano. E ci preme poi sottolineare l'importanza del sequestro dei prodotti illegali già confezionati e distribuiti alla GDO, che avrebbero creato ulteriori danni economici rilevanti a tutte le aziende del comparto che lavorano nel rispetto delle leggi e dei consumatori».
«La vicenda di Brescia - osserva Emaldi - ci conferma che i meccanismi di controllo e repressione istituiti nel nostro Paese sono all'avanguardia ed efficaci. Ringraziamo quindi pubblicamente l'Agenzia delle Dogane e la Guardia di Finanza, per l'ottimo lavoro svolto e per l'azione di tutela che sapranno esprimere anche in futuro».
Inoltre, sottolinea ancora Emaldi, «oggi con il decreto 747, che regola l'imbottigliamento della grappa nel luogo d'origine, abbiamo un'arma potente contro i tentativi di contraffazione della nostra acquavite di bandiera. Sui prodotti del “Made in Italy”, come l'Ig Grappa e il Brandy italiano, grazie al Mipaaf, all'Agenzia delle Dogane e alla Guardia di Finanza, vige un sistema di verifiche assai rigoroso, che non ha eguali in tutta Europa». I distillati, infatti, sono sotto osservazione fin dall'ingresso delle materie prime in azienda fino all'imbottigliamento.
Sulla contraffazione, AssoDistil ribadisce la volontà di cooperare con le autorità competenti. «L'illegalità colpisce al cuore un settore sano come quello della distillazione, che rappresenta un segmento importante del “Made in Italy” agroalimentare, di valorizzazione delle filiere e un modello di economia circolare - afferma il presidente dei distillatori - Intendiamo per questo offrire la nostra massima collaborazione agli organi di controllo e alle forze dell'ordine nella lotta alle frodi, approfondendo ulteriormente l'ottimo il dialogo che già esiste con l'amministrazione fiscale e doganale».

Vigne nel Carcere di Taranto con Cantine San Marzano

Insegnare un nuovo mestiere, quello del viticoltore, per garantire un futuro migliore. la possibilità che le Cantine San Marzano vogliono dare ai circa 10 detenuti della Casa Circondariale “Carmelo Magli” di Taranto, per un periodo di 3 anni.
«Questo progetto dimostra l'ulteriore impegno della nostra cooperativa in campo sociale e il legame profondo con il proprio territorio e i pugliesi, anche quelli più sfortunati, per cui la cantina sente una responsabilità personale». Sostiene il presidente di Cantine San Marzano, Francesco Cavallo, che ha siglato l'accordo con il direttore del carcere di Taranto, Stefania Baldassari, e il presidente del Centro di ricerca, sperimentazione e formazione in Agricoltura “Basile Caramia” di Locorotondo, Antonio Palmisano.
La coltivazione, per la produzione di uva da vino, interesserà i terreni agricoli adiacenti alle mura della struttura circondariale tarantina, attualmente non produttivi. Tale attività avverrà con l'utilizzo di pratiche agricole tradizionali e con un limitato ricorso alla meccanizzazione, grazie a un percorso formativo sulle attività vinicole per il successivo e qualificato inserimento lavorativo dei detenuti in un territorio a forte vocazione enologica. Le bottiglie così prodotte creeranno un'etichetta originale e saranno commercializzate da San Marzano.
Un progetto inserito all'interno di un più ampio programma di attività che comprende anche una scuola di sartoria, un catering di cibi precotti e la coltivazione di un orto finalizzato ad incrementare il tasso di rieducazione dei detenuti attraverso il lavoro penitenziario.

Testo Unico Vino - Svolta nel Comparto: il Senato Approvi in Tempi Brevi

«Il Testo Unico per il Vino è quasi realtà. Con l'approvazione unanime del documento, la Camera dei Deputati ha concluso la prima parte dell'iter necessario per avere una regolamentazione certa e completa del nostro comparto. Ringrazio gli Onorevoli parlamentari di tutti i gruppi politici, il Ministro Martina, i dirigenti e collaboratori del Ministero, per l'impegno e confido che il Senato voglia arrivare quanto prima all'approvazione definitiva del testo». Così Antonio Rallo, Presidente di Unione Italiana Vini, commenta l'approvazione all'unanimità da parte della Camera dei Deputati del Testo Unico per il Vino.
«Il settore chiedeva da tempo una rivisitazione complessiva delle norme con l'obiettivo di eliminare sovrapposizioni e conflitti legislativi, semplificare gli adempimenti burocratici a carico delle aziende assicurando comunque tracciabilità e controlli efficaci, rivedere il sistema sanzionatorio al fine di renderlo più equo anche attraverso l'introduzione, per la prima volta in agricoltura, di due importanti istituti, la diffida e il ravvedimento operoso. Il Testo Unico risponde adeguatamente a queste attese».
«Ora, il testo approderà al Senato - conclude il Presidente Rallo - Il nostro auspicio è che venga approvato nella sua interezza senza ulteriori interventi, avendo lavorato di comune accordo le forze politiche, le parti sociali e il ministero per arrivare a un documento completo e totalmente condiviso».

Vinitaly International Conquista i Wine & Food Lover Cinesi

L'Italian style a tavola è stato protagonista in Cina dal 23 al 25 settembre scorso con Vinitaly International al Shanghai Wine & Dine Festival. Il braccio operativo di Vinitaly organizza per il secondo anno consecutivo l'Italian National Pavilion, che presenta sotto un'unica bandiera i prodotti e i marchi più rappresentativi dell'agroalimentare nazionale.
« da un anno che programmiamo questa iniziativa a Shanghai e i risultati danno ragione al lavoro svolto: 150 prestigiose etichette in degustazione, una presenza espositiva tra le più importanti con i principali marchi dell'agroalimentare italiano, 8 media partner di alto livello, il coinvolgimento di alcuni dei più conosciuti ristoranti italiani della metropoli, quattro associazioni regionali e qualificati partner nazionali. Tornare in questa città a due settimane dal 9.9 Wine Festival di Alibaba e dell'evento “E-commerce: the new gateway for Italian wine in China”, organizzato da Ice, Ambasciata d'Italia, Mise e Mipaaf, ci offre l'occasione di dare continuità all'azione di consolidamento su questo mercato di grande potenzialità, anche attraverso il piano di promozione del made in Italy di cui siamo protagonisti. In tal senso il nostro incontro a Pechino con l'Ambasciatore d'Italia Ettore Sequi e l'attenta collaborazione ricevuta dal Console Generale d'Italia a Shanghai Stefano Beltrame confermano Veronafiere nel suo ruolo di strumento di attuazione delle politiche del Governo per favorire il commercio con l'estero», afferma Maurizio Danese, presidente di Veronafiere.
«Il Shanghai Wine & Dine Festival è un evento completamente B2C, visitato alla sua prima edizione del 2015 da 70.000 visitatori, con capacità di spesa medio-alta e un'età compresa tra i 25 e i 45 anni. Questo lo rende particolarmente interessante per sviluppare quella cultura del prodotto di qualità a cui si ispira Vinitaly nelle sue attività di promozione all'estero. In collaborazione con il Consolato, abbiamo incontrato anche la comunità economica di Shanghai, con l'obiettivo di radicare le relazioni anche attraverso il nostro ufficio di rappresentanza permanente, attivo già da qualche anno in questa importante città della Cina» - dice Giovanni Mantovani, direttore generale di Veronafiere.
All'evento l'Italia si presenta come primo espositore insieme alla Francia per numero di aziende, tra queste Illy, Fabbri, Ferrero Rocher, Cecchi e alcuni tra gli storici ristoranti italiani a Shanghai come Da Marco e Jacky Group, oltre a quattro associazioni regionali. Otto i media partner.
In calendario degustazioni di vini, caffè, birre, prodotti dolciari, show cooking e wine & food pairing con le cucine di Puglia, Campania, Sicilia e Friuli Venezia Giulia, master class dedicate al vino e presentazioni a cura di Slow Food e dell'Accademia della Cucina Italiana. Oltre alle cantine produttrici, a proporre ai visitatori i vini italiani al bicchiere sono presenti nel padiglione italiano anche realtà dell'online come BottlesXO Delivery-based app in Shanghai e Amazon China, accanto a importatori top quali ChuXiao e Yishe, con le etichette dei loro cataloghi.
Tra le iniziative si segnalano l'Italian Sparkling Wine Festival dove sono protagoniste le bollicine bianche e rosse e l'evento istituzional-conviviale “How to make Spritz”, che sarà trasmesso in diretta su piattaforme di live broad-casting cinesi.
Paese target fin dal 1998, quando Veronafiere organizzò proprio a Shanghai il China Wine, fiera dedicata al vino e alle attrezzature per la vinificazione, la Cina è un mercato ricco di opportunità, che l'Italia, con una quota di mercato del 5% e il quinto posto tra i Paesi importatori, non ha ancora saputo cogliere pienamente facendo sistema. Buoni però i segnali di mercato, con all'ottima performance dei primi mesi di quest'anno, che ha visto crescere del 30% le importazioni di vino italiano nel grande Paese asiatico.
«Fin dall'inizio sapevamo che la Cina fosse un Paese da approcciare con una strategia a lungo termine. Dopo quasi vent'anni di presenza stiamo raccogliendo i frutti di questo paziente lavoro. Oggi Vinitaly attraverso la propria Academy, i progetti di e-commerce e informazione online e numerosi eventi e iniziative è diventato un punto di riferimento per la community di operatori e wine-food lover in Cina e in Italia dove nell'ultima edizione di Vinitaly abbiamo registrato un incremento del 130% delle presenze dalla Repubblica Popolare Cinese» - dice Giovanni Mantovani, direttore generale di Veronafiere.
Quarto buyer mondiale di vino, nei primi 4 mesi la Cina ha segnato una crescita delle importazioni del 42% contro il +4,5% degli Usa, che la proietta verso la terza posizione entro fine anno. L'Italia è partita tardi rispetto alla Francia, Paese top exporter con il 43% di quote di mercato, e oggi sta pagando anche gli accordi di sistema tra Canberra e Pechino che hanno favorito l'exploit nel 2015 (+111%) del prodotto australiano, secondo paese fornitore, davanti a Cile, Spagna.






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