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  Editoriale Numero 159, Febbraio 2017   
Il Testo Unico del Vino è LeggeIl Testo Unico del Vino è Legge  Sommario 
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Il Testo Unico del Vino è Legge


 «Il vino, prodotto della vite, la vite e i territori viticoli, quali frutto del lavoro, dell'insieme delle competenze, delle conoscenze, delle pratiche e delle tradizioni, costituiscono un patrimonio culturale nazionale da tutelare e valorizzare negli aspetti di sostenibilità sociale, economica, produttiva, ambientale e culturale.» Con questo articolo, il primo, inizia il tanto atteso Testo Unico del Vino che avrà il compito di regolamentare e tutelare il vino italiano. Non solo: l'obiettivo è anche quello di semplificare e diminuire gli obblighi burocratici ai quali sono sottoposti i produttori del vino. Con questo primo articolo, il vino è riconosciuto come “patrimonio culturale nazionale”, pertanto un bene da tutelare, quindi elemento di identità del nostro Paese. La nuova legge, che avrà il compito di regolamentare la produzione del vino italiano, si compone di 91 articoli, dei quali l'ultimo ha funzione di abrogare i provvedimenti precedenti.


 

 L'obiettivo, ambizioso e lodevole nell'intenzione dei legislatori - cioè di semplificare e diminuire l'onere burocratico a carico dei produttori - è evidentemente positivo e auspicabile. Se il risultato è stato raggiunto o meno, sarà il tempo e l'applicazione della Legge a confermarlo oppure smentirlo, per il momento, i commenti degli operatori del settore sembrano essere favorevoli. Insomma, sia i legislatori sia le associazioni di categoria hanno espresso - in termini generali - commenti positivi sul cosiddetto “Testo Unico del Vino” e sembrerebbe avere accontentato tutti. Meno male, verrebbe da dire. Almeno per una volta, sembrerebbero tutti contenti. Viste le reazioni, non sempre favorevoli, che hanno accolto in passato Leggi e norme riguardanti la produzione del vino, il fatto che tutti siamo contenti del risultato è, di per sé, una notizia clamorosa. I produttori di vino, con questa Legge, avranno infatti un solo riferimento giuridico con il quale svolgere il proprio lavoro e tutelare i loro vini.

 In realtà, non tutti sembrano avere accolto favorevolmente il Testo Unico del Vino. Alcuni produttori, soprattutto quelli più piccoli, sostengono che quello che si è realizzato con il Testo Unico del Vino è stata la riunificazione in un singolo documento di leggi diverse. Altri sostengono inoltre che anche l'obiettivo di semplificare l'onere burocratico sia piuttosto discutibile, poiché ritengono si sia in realtà introdotto un obbligo e carico burocratico maggiore. Viste dal loro punto di vista, le lamentele sono del tutto comprensibili. I piccoli produttori rappresentano realtà imprenditoriali piuttosto particolari nelle quali, per ragioni pratiche e di fatto, devono occuparsi in prima persona di qualunque attività della loro cantina. Questo significa, evidentemente, che sono obbligati ad assolvere sia al fondamentale ruolo prettamente viticolo e vinicolo - anime della loro attività imprenditoriale - sia ai tanti oneri burocratici e fiscali che le leggi impongono.

 La considerazione è ovviamente semplice: il tempo che un piccolo produttore dedica agli oneri burocratici - il quale vive come tutti noi in un mondo fatto di giornate di 24 ore - lo sottrae alla sua fondamentale attività vitivinicola. E se non produce vino, o lo fa meno buono a causa di negligenze, il suo giusto e comprensibile profitto è compromesso. Chiunque faccia vino o si occupi a vario titolo della bevanda di Bacco, sa bene che quando si verifica la necessità di intervenire in vigna o in cantina, è fondamentale essere tempestivi. Ritardare infatti un trattamento in vigna, la vendemmia o le operazioni di cantina, anche di un solo giorno, significa cambiare, perfino drasticamente, il destino e la qualità del vino. Guarda caso, non rispettare le scadenze degli obblighi burocratici porta parimenti a conseguenze piuttosto gravi, comprese le sanzioni previste dalla legge. E se una scadenza burocratica coincide con gli inderogabili impegni di vigna e di cantina? Il piccolo produttore tuttofare deve inevitabilmente conciliare le due cose - e pure in fretta - oppure prendere il rischio di accettare un compromesso.

 Queste considerazioni, per così dire, di ordine squisitamente pratico, mi sono state riferite da molti produttori proprietari di realtà vitivinicole di modesta entità, quelli che si potrebbero definire, appunto, piccoli produttori. Da questi produttori ho praticamente sentito le stesse considerazioni e tutti hanno sottolineato che non è loro intenzione sottrarsi agli obblighi di legge. La condizione di dovere gestire e condurre la loro cantina praticamente da soli - al limite, con l'aiuto dei familiari - include anche il tempo e attenzione che devono dedicare agli adempimenti burocratici. Va detto, per onore di chiarezza, che questi obblighi di legge hanno lo scopo di prevenire certe frodi, quindi svolgono un ruolo importante per la tutela del vino. Però, l'obbligo di registrare più volte la stessa informazione, oppure trasmettere lo stesso documento a più enti, assomiglia più a una inutile perdita di tempo che si potrebbe evidentemente evitare.

 Le associazioni di categoria sembrerebbero però smentire le posizioni di certi piccoli produttori, sostenendo che il Testo Unico del Vino introduce sostanziali semplificazioni e un drastico dimezzamento degli oneri burocratici. Difficile dire dove sta la ragione, forse è solo una questione di punti di vista oppure della capacità e possibilità di organizzare il proprio lavoro. Compresa la possibilità di delegare ad altri lo svolgimento di certi oneri o compiti, qualcosa che - ovviamente - non si possono permettere tutti. In ogni caso, l'approvazione e l'attuazione del Testo Unico del Vino è un evento che, nel complesso, si può accogliere in modo favorevole. Quanto meno, il fatto di avere raggruppato diverse leggi in un singolo testo offrendo ai produttori un documento unico al quale fare riferimento. Il tempo ci dirà se questo provvedimento ha realmente semplificato la vita e il lavoro dei produttori di vino. Viste le premesse che hanno caratterizzato la nascita del Testo Unico del Vino, comprese le aspettative di tutti, speriamo sia davvero un cambiamento positivo che faccia bene, soprattutto, al vino italiano.

Antonello Biancalana






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