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  Gusto DiVino Numero 160, Marzo 2017   
Contrasti di Nerello Mascalese e LagreinContrasti di Nerello Mascalese e Lagrein I Vini del MeseI Vini del Mese  Sommario 
Numero 159, Febbraio 2017 Segui DiWineTaste su Segui DiWineTaste su TwitterNumero 161, Aprile 2017

Contrasti di Nerello Mascalese e Lagrein

Sicilia e Alto Adige si confrontano nei calici, con due delle uve rosse più significative dei rispettivi territori, in un confronto ricco di sorprese

 Due territori distanti, agli estremi dello stesso paese - l'Italia - si confrontano questo mese nei nostri calici nel contrasto di due varietà altrettanto distanti. Nei nostri calici verseremo infatti vini prodotti rispettivamente con Nerello Mascalese - a rappresentare la Sicilia - e il Lagrein, tipica varietà rossa dell'Alto Adige. Due uve ricche di personalità e carattere i quali vini sono capaci di esprimere eleganza e classe, seppure in modi diversi. Il Nerello Mascalese è particolarmente apprezzato per il suo carattere di fine eleganza che fa della freschezza il suo elemento più identificativo. Il Lagrein ha invece un carattere decisamente più robusto e pieno, tuttavia capace di finezza organolettica e pregevole eleganza. Uve quindi distanti, sotto ogni aspetto, perfette per essere confrontate con il metodo del contrasto che metterà in assoluta evidenza le rispettive qualità e differenze.

 Le due varietà vantano una buona versatilità enologica. Il Nerello Mascalese è impiegato con successo nella produzione di vini rosati e rossi, compresi spumanti, anche con il metodo classico, cioè la rifermentazione in bottiglia. In questo senso, il Lagrein condivide con l'uva siciliana lo stesso destino enologico, ampiamente utilizzato nella produzione di vini rosati e rossi, perfino vini spumanti. Caratteri comunque molto diversi, le uve della nostra degustazione per contrasto sembrano trovare la massima espressione nelle rispettive terre di origine. Nerello Mascalese e Lagrein sono infatti presenti, praticamente in modo esclusivo, nelle rispettive regioni di origine, Sicilia e Alto Adige. Le produzioni che si registrano fuori da queste due regioni risultano essere infatti marginali rispetto alle terre di origine, producendo - in ogni caso - vini interessanti e caratterizzati dalla personalità tipica delle due varietà.

 

Nerello Mascalese


 

 Il Nerello Mascalese è l'uva regina del territorio che circonda il maestoso vulcano Etna. Questa varietà ha infatti stabilito un forte legame con questo territorio, facendo stupire i sensi degli appassionati di vini per l'eleganza dei suoi vini, riportando l'enologia della Sicilia alla ribalta. Spesso messo a confronto con il Pinot Nero - il Nerello Mascalese possiede inequivocabilmente personalità propria - i vini prodotti con la varietà siciliana possono in effetti ricordare quelli prodotti con la celebre uva borgognona. Eleganza, freschezza, moderata astringenza e complessità sensoriale, unita alla versatilità enologica, sono caratteristiche che sono proprie del Nerello Mascalese e dei suoi vini. Complice, innegabilmente, anche il territorio e il suolo dell'Etna - area che conferisce grande carattere e potenziale espressivo - il Nerello Mascalese è capace di produrre vini rosati, rossi e spumanti di notevole eleganza e raffinatezza.

 Le origini del Nerello Mascalese sono incerte nonostante sia presente nel territorio circostante il vulcano Etna da alcuni secoli. Il nome deriva da Mascali - comune in provincia di Catania - area dalla quale sembra avere origine questa varietà, selezionata nel tempo dai viticoltori di questo territorio. La sua diffusione si registra prevalentemente nella zona nordorientale della Sicilia, tuttavia è presente in tutto il territorio dell'isola e marginalmente nella parte meridionale della Calabria. La coltivazione del Nerello Mascalese si svolge principalmente nel territorio montuoso dell'Etna ricorrendo a terrazzamenti costruiti con pietra lavica, ad altitudini che possono superare anche i 1000 metri. Uva regina della denominazione d'origine controllata Etna, il Nerello Mascalese è impiegato anche nella produzione di vini di altre denominazioni della Sicilia. Il territorio dell'Etna è certamente il più significativo e celebre, dal quale si producono i migliori vini di Nerello Mascalese, principalmente nello stile rosso così come rosato e spumante, anche metodo classico.

 

Lagrein

 Il Lagrein è l'uva a bacca rossa più celebre e rappresentativa dell'Alto Adige, trovando nell'area di Bolzano il suo territorio d'elezione. Uva capace di regalare vini rossi di struttura e personalità, il Lagrein trova felice impiego anche nella produzione di vini rosati che, in Altro Adige, sono noti come Kretzer. Interessante anche l'uso di questa varietà per la produzione di vini spumanti rosati che riguarda, in modo particolare, il Veneto. Il Lagrein, inoltre, si presta molto bene a diverse tecniche di vinificazione, esprimendo buona personalità sia nella maturazione in contenitori inerti sia in quelli di legno, come botte e barrique. Le origini del Lagrein sono ancora oggi incerte e anche il luogo di origine non è chiaramente identificabile con l'Alto Adige, terra nella quale il Lagrein è considerato autoctono. Si hanno comunque notizie certe sulla presenza del Lagrein in Alto Adige da tempo immemore, in particolare nella zona di Bolzano.

 La coltivazione del Lagrein risulta regolamentata già dal 1097: editti di quei tempi stabilivano infatti le pratiche di vendemmia riservate ai monaci di Gries. Nel 1370 l'imperatore Carlo IV vieta addirittura la distribuzione dei vini Lagrein alle proprie milizie, ritenuto troppo robusto per il sostentamento dei soldati e preferendo a questo i vini prodotti con la Schiava. La robusta struttura dei vini rossi prodotti con il Lagrein - che in Alto Adige prendono il nome di Dunkel (scuro) - potrebbe essere il motivo che ha favorito la produzione dello stile Kretzer (rosato), decisamente più immediato e leggero. Si deve comunque notare che lo stile Dunkel è sempre stato preferito presso le tavole delle classi più agiate e nobili, mentre il Kretzer sovente destinato a quelle meno abbienti. Oggi il Lagrein continua a essere una delle varietà a bacca rossa più diffuse nell'Alto Adige, protagonista dei tanti grandi vini che si producono in questa regione.

 

La Degustazione

 La scelta dei vini della nostra degustazione per contrasto avrà come protagonisti bottiglie prodotte nel territorio di Etna, per il Nerello Mascalese, e quello di Bolzano - per il Lagrein - possibilmente della zona di Gries. In entrambi i casi, la tendenza generale è quella di vinificare Nerello Mascalese e Lagrein facendo uso della botte o barrique. Nello scegliere i nostri vini, ci orienteremo verso quelli fatti maturare in botte grande così da limitare, per quanto possibile, l'influsso del legno nelle caratteristiche organolettiche dei vini. Questo è particolarmente necessario per il Nerello Mascalese, dato il suo carattere più fresco e decisamente meno imponente rispetto al Lagrein. Va comunque detto che, in termini generali, i produttori di Nerello Mascalese raramente eccedono con l'uso del legno, proprio per preservare e mettere in risalto le qualità di quest'uva. Sceglieremo, in ogni caso, vini che non abbiano più di due anni, pertanto piuttosto giovani. Nerello Mascalese e Lagrein saranno serviti in calici da degustazione alla temperatura di 18 °C.


Il colore del
Lagrein: rosso rubino cupo e intenso con sfumature rosso rubino tendente al
porpora
Il colore del Lagrein: rosso rubino cupo e intenso con sfumature rosso rubino tendente al porpora

 La valutazione dell'aspetto dei vini è la fase che inizia la nostra degustazione per contrasto. Il primo vino che prenderemo in esame è il Nerello Mascalese, osservando il suo colore e trasparenza. Incliniamo il calice sopra una superficie bianca e osserviamo il colore alla base. Il vino mostra un bel colore rosso rubino brillante con una trasparenza moderata che lascia intravvedere chiaramente l'oggetto messo a contrasto dietro il calice. Osserviamo ora il vino all'estremità del calice - dove la massa liquida si fa sottile - così da apprezzare le sfumature: il colore è rosso rubino chiaro. Passiamo ora alla valutazione dell'aspetto del Lagrein. Il colore del vino altoatesino - osservato alla base del calice - rivela un rosso rubino intenso e una trasparenza piuttosto bassa, totalmente diverso rispetto al Nerello Mascalese. Anche la sfumatura rivela un colore rosso rubino acceso che spesso si tinge di porpora, confermando la netta differenza con la varietà siciliana.

 Nerello Mascalese e Lagrein esprimono al naso sensazioni che ricordano direttamente i frutti rossi e neri, oltre a riconoscimenti riconducibili al mondo dei fiori. Si tratta, in termini generali, di frutti e fiori diversi anche se - in certi casi - sono presente in entrambe le varietà. Il Nerello Mascalese si fa riconoscere prevalentemente con aromi di frutti a polpa rossa, come ciliegia, lampone e fragola, ai quali si uniscono mirtillo, prugna e i riconoscimenti di fiori, come violetta e ciclamino. Il Lagrein, per così dire, esprime al naso un profilo più denso e compatto, caratterizzato da frutti a polpa scura, come amarena, prugna, mora e mirtillo, oltre a sensazioni che ricordano la violetta. Oltre a questo, a volte nel Lagrein si possono percepire aromi di lampone e fragola, perfino il ribes. Entrambe le uve, come già detto, si prestano bene alla vinificazione in legno, pertanto nei vini prodotti con questa varietà si percepiscono anche gli aromi tipici di questa tecnica. Va detto che nel Nerello Mascalese si tende a non eccedere con l'influsso del legno così da conservare la sua caratteristica freschezza.

 La valutazione dei profili olfattivi dei vini della nostra degustazione per contrasto inizia dal Nerello Mascalese prodotto nel territorio dell'Etna. Manteniamo il calice in posizione verticale e, senza rotearlo, procediamo con la prima olfazione così da valutare l'apertura del vino. Dal calice si percepiscono profumi di ciliegia, prugna, mirtillo e lampone, confermando il tipico orientamento verso i frutti a polpa rossa. Dopo avere roteato il calice, il profilo del Nerello Mascalese si completa con violetta, ciclamino e fragola ai quali non è raro si uniscano anche la rosa e il geranio. Passiamo ora alla valutazione del Lagrein. L'apertura del vino altoatesino regala al naso aromi di amarena, prugna, mora e mirtillo, decisamente orientato alle sensazioni che riconducono ai frutti a polpa scura. Dopo avere roteato il calice, il profilo olfattivo del Lagrein è completato da violetta e, sovente, da melagrana e ribes. Si confrontino ora i due calici: le differenze fra i due vini sono molto evidenti.

 Le differenze fra Nerello Mascalese e Lagrein continuano a essere ben evidenti anche nella fase dell'assaggio. Il primo vino del quale valuteremo il profilo gustativo è il Nerello Mascalese. L'attacco del vino siciliano - cioè le sensazioni che si percepiscono al primo sorso - è caratterizzato da una piacevole struttura nella quale si mette in evidenza la tipica acidità di questa varietà. Si percepisce, inoltre, una piacevole astringenza che si contrappone all'effetto dell'alcol, oltre alla buona corrispondenza con il naso espressa da ciliegia, mirtillo e lampone. Passiamo ora alla valutazione dell'attacco del Lagrein. In bocca il vino altoatesino mostra maggiore struttura rispetto al Nerello Mascalese così come una sensazione più accentuata di astringenza. La freschezza risulta inferiore rispetto al vino siciliano, non l'effetto dell'alcol, decisamente in buona evidenza. La corrispondenza con il naso è molto buona: amarena, prugna e mora sono i riconoscimenti principali del Lagrein che si percepiscono in bocca.

 Passiamo ora alla valutazione delle sensazioni finali che i due vini lasciano in bocca dopo la deglutizione. Iniziamo questa fase della degustazione dal Nerello Mascalese. Il finale del vino etneo è caratterizzato da buona persistenza, lasciando in bocca dei piacevoli sapori di ciliegia, mirtillo e lampone, molto spesso prugna. Si continua a percepire chiaramente la freschezza conferita dall'acidità che trova ancora equilibrio nella piacevole sensazione di morbidezza. Il finale del Lagrein è di buona persistenza e si percepisce chiaramente una sensazione di maggiore struttura rispetto al vino precedente, dominata da evidente astringenza. Si continuano a percepire - netti - i sapori di amarena, prugna e mora. Uve opposte che creano vini altrettanto opposti, perfette per uno studio fatto di contrasti, così da mettere in risalto le rispettive qualità. Due belle espressioni di Sicilia e Alto Adige, grandi interpreti dell'enologia italiana.

 






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I Vini del Mese


 

Legenda dei punteggi

Sufficiente    Abbastanza Buono    Buono
Ottimo    Eccellente
Vino eccellente nella sua categoria Vino eccellente nella sua categoria
Vino con buon rapporto qualità/prezzo Vino con buon rapporto qualità/prezzo
I prezzi sono da considerarsi indicativi in quanto possono subire variazioni a seconda del paese
e del luogo in cui vengono acquistati i vini




Montefalco Sagrantino 25 Anni 2012, Arnaldo Caprai (Umbria, Italia)
Montefalco Sagrantino 25 Anni 2012
Arnaldo Caprai (Umbria, Italia)
Sagrantino
Prezzo: € 60,00 Punteggio:

Rosso rubino cupo e sfumature rosso granato, poco trasparente.
Intenso, pulito, gradevole, raffinato ed elegante, apre con note di mora, amarena e prugna seguite da aromi di violetta, mirtillo, peonia, vaniglia, cacao, cannella, tabacco, cuoio, pepe rosa, carruba e mentolo.
Attacco tannico e comunque equilibrato dall'alcol, corpo pieno, sapori intensi, piacevole.
Finale molto persistente con lunghi ricordi di mora, amarena e prugna.
24 mesi in barrique, 8 mesi in bottiglia.
Selvaggina, Carne arrosto, Stufati e brasati di carne, Formaggi stagionati



Montefalco Sagrantino Spinning Beauty 2006, Arnaldo Caprai (Umbria, Italia)
Montefalco Sagrantino Spinning Beauty 2006
Arnaldo Caprai (Umbria, Italia)
Sagrantino Cobra
Prezzo: € 200,00 Punteggio:

Rosso rubino cupo e sfumature rosso granato, poco trasparente.
Intenso, pulito, gradevole, raffinato ed elegante, apre con note di mora, prugna secca e viola appassita seguite da aromi di mirtillo, tabacco, liquirizia, tamarindo, vaniglia, cacao, cuoio, pepe rosa, cipria, macis, rosmarino, scatola di sigari ed eucalipto.
Attacco tannico e comunque equilibrato dall'alcol, corpo pieno, sapori intensi, piacevole morbidezza.
Finale molto persistente con lunghi ricordi di mora, prugna secca e amarena.
8 anni in barrique.
Selvaggina, Carne arrosto, Stufati e brasati di carne, Formaggi stagionati



T 2010, Castello di Montegiove (Umbria, Italia)
T 2010
Castello di Montegiove (Umbria, Italia)
Sagrantino
Prezzo: € 25,00 Punteggio:

Rosso rubino cupo e sfumature rosso granato, poco trasparente.
Intenso, pulito, gradevole e raffinato, apre con note di prugna, mora e viola appassita seguite da aromi di amarena, mirtillo, tabacco, vaniglia, cuoio, grafite, macis e mentolo.
Attacco tannico e comunque equilibrato dall'alcol, corpo pieno, sapori intensi, piacevole.
Finale persistente con ricordi di prugna, mora e amarena.
24 mesi in barrique e botte, 24 mesi in bottiglia.
Selvaggina, Carne arrosto, Brasati e stufati di carne, Formaggi stagionati



Elicius 2010, Castello di Montegiove (Umbria, Italia)
Elicius 2010
Castello di Montegiove (Umbria, Italia)
Montepulciano (70%), Sagrantino (30%)
Prezzo: € 22,00 Punteggio: Vino eccellente nella sua categoria

Rosso rubino intenso e sfumature rosso granato, poco trasparente.
Intenso, pulito, gradevole, raffinato ed elegante, apre con note di prugna, amarena e mora seguite da aromi di viola appassita, mirtillo, tabacco, mora, cioccolato, cuoio, vaniglia, cannella, macis e mentolo.
Attacco giustamente tannico e comunque equilibrato dall'alcol, corpo pieno, sapori intensi, piacevole morbidezza.
Finale persistente con ricordi di prugna, amarena e mora.
18 mesi in barrique e botte, 12 mesi in bottiglia.
Selvaggina, Carne arrosto, Stufati e brasati di carne, Formaggi stagionati



Barbaresco Coste Rubin 2013, Fontanafredda (Piemonte, Italia)
Barbaresco Coste Rubin 2013
Fontanafredda (Piemonte, Italia)
Nebbiolo
Prezzo: € 25,80 Punteggio:

Rosso rubino brillante e sfumature rosso granato, abbastanza trasparente.
Intenso, pulito, gradevole e raffinato, apre con note di ciliegia, prugna e violetta seguite da aromi di lampone, fragola, mirtillo, rosa, vaniglia, tabacco, cannella e mentolo.
Attacco tannico e comunque equilibrato dall'alcol, corpo pieno, sapori intensi, piacevole freschezza.
Finale persistente con ricordi di ciliegia, prugna e lampone.
12 mesi in botte e barrique.
Selvaggina, Carne arrosto, Stufati e brasati di carne con funghi, Formaggi stagionati



Barolo Vigna La Rosa 2012, Fontanafredda (Piemonte, Italia)
Barolo Vigna La Rosa 2012
Fontanafredda (Piemonte, Italia)
Nebbiolo
Prezzo: € 55,00 Punteggio:

Rosso rubino brillante e sfumature rosso granato, abbastanza trasparente.
Intenso, pulito, gradevole e raffinato, apre con note di ciliegia, prugna e lampone seguite da aromi di violetta, rosa, mirtillo, tabacco, vaniglia, cannella e mentolo.
Attacco tannico e comunque equilibrato dall'alcol, corpo pieno, sapori intensi, piacevole freschezza.
Finale persistente con ricordi di ciliegia, prugna e lampone.
24 mesi in botte, 18 mesi in bottiglia.
Selvaggina, Carne arrosto, Brasati e stufati di carne, Formaggi stagionati



Montecucco Sangiovese Riserva Viandante 2011, Tenuta L'Impostino (Toscana, Italia)
Montecucco Sangiovese Riserva Viandante 2011
Tenuta L'Impostino (Toscana, Italia)
Sangiovese
Prezzo: € 19,00 Punteggio:

Rosso rubino intenso e sfumature rosso granato, poco trasparente.
Intenso, pulito, gradevole e raffinato, apre con note di amarena, prugna e viola appassita seguite da aromi di mirtillo, mora, vaniglia, tabacco, lampone, cioccolato, macis e mentolo.
Attacco giustamente tannico e comunque equilibrato dall'alcol, buon corpo, sapori intensi, piacevole freschezza.
Finale persistente con ricordi di amarena, prugna e mirtillo.
24 mesi in barrique, 6 mesi in bottiglia.
Carne arrosto, Stufati di carne con funghi, Formaggi stagionati



Lupo Bianco 2011, Tenuta L'Impostino (Toscana, Italia)
Lupo Bianco 2011
Tenuta L'Impostino (Toscana, Italia)
Sangiovese (60%), Merlot (40%)
Prezzo: € 32,00 Punteggio: Vino eccellente nella sua categoria

Rosso rubino brillante e sfumature rosso granato, poco trasparente.
Intenso, pulito, gradevole, raffinato ed elegante, apre con note di prugna, ribes e amarena seguite da aromi di viola appassita, mirtillo, vaniglia, tabacco, mora, cacao, liquirizia, cannella, cuoio ed eucalipto.
Attacco giustamente tannico e comunque equilibrato dall'alcol, corpo pieno, sapori intensi, piacevole morbidezza.
Finale persistente con ricordi di ribes, amarena e prugna.
24 mesi in barrique, 6 mesi in bottiglia.
Selvaggina, Carne arrosto, Stufati e brasati di carne, Formaggi stagionati






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