Cultura e Informazione Enologica - Anno XVI
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  Eventi Numero 167, Novembre 2017   
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Notiziario


 In questa rubrica sono pubblicate notizie e informazioni relativamente a eventi e manifestazioni riguardanti il mondo del vino e dell'enogastronomia. Chiunque sia interessato a rendere noti avvenimenti e manifestazioni può comunicarlo alla nostra redazione all'indirizzo e-mail.

 

Tasting Lagrein 2017: la Settima Edizione tra Novità e Conferme


 
Fresco quando rosato, scuro e corposo adatto a buon invecchiamento oppure fruttato e pieno: il Lagrein ha rivelato tre sue tipiche attitudini anche in questa edizione di “Tasting Lagrein”. Un vino affascinante, che affonda le sue radici nel terroir altoatesino: il vitigno da cui prende il nome è infatti il più antico fra quelli storicamente documentati e tuttora coltivati in regione. Proprio a questa uva autoctona a bacca rossa è dedicato il “Tasting Lagrein”, tradizionale appuntamento che proprio ieri nell'ambito della quattordicesima edizione di Autochtona ha visto a confronto 68 etichette della tipologia. Una degustazione di grande respiro dedicata al territorio che ospita il forum, organizzata come di consueto in collaborazione con il Consorzio Vini Alto Adige, che ha portato ad eleggere i tre vini più meritevoli delle categorie Lagrein, Lagrein Riserva e Lagrein Rosato (noto in Alto Adige come “Kretzer”).
Sono nove i giornalisti ed esperti del settore che hanno valutato le bottiglie in una sala riservata al premio, mentre in contemporanea nei padiglioni di Fiera Bolzano si svolgeva Vinea Tirolensis, la manifestazione che coinvolge ogni anno oltre 70 Vignaioli altoatesini.
«» stata una degustazione molto interessante: molto giovani le annate 2016, le riserve 2015 avevano belle espressioni, ben strutturate e complesse, per le 2014 come sapevamo è stata un'annata difficile e ne ho avuto conferma durante gli assaggi, interessanti e di buonissima qualità le annate più anziane come a esempio la 2009.» - è quanto afferma il Presidente di giuria Christine Mayr, presidente AIS Alto Adige - «Come sappiamo, tutti i Lagrein hanno la loro trama tipica e ben definita, è un vino abbastanza tannico con una bella struttura e una riconoscibilità legata alla nostra regione.»
La categoria “Miglior Lagrein” assegna l'award al Gran Lareyn Lagrein 2015 di Loacker (azienda già vincitrice due volte in passato), per il suo Lagrein polposo e fruttato come sa essere il vitigno. Il “Miglior Lagrein Riserva” va invece a Erbhof Unterganzner di Josephus Mayr, già premiato due volte in passato, con il suo Südtiroler Lagrein Riserva 2015, complesso, strutturato e destinato a una importatnte longevità. Infine nella categoria “Miglior Lagrein Rosato (Kretzer)” a trionfare è il Lagrein Rosé 2016 di Cantina Tramin, fresco, sbarazzino di grande bevibilità.
«Tre vini che rappresentano tre espressioni molto importanti del Lagrein, polposo, avvolgente, denso. Oppure di grande stazza e potenziale evolutivo come anche intrigante e immediato nella sua versione rosé» - commenta così Pierluigi Gorgoni, curatore della rassegna e firma di Spirito DiVino.
Si chiudono in positivo le giornate dedicate al vino che hanno impreziosito la rassegna dedicata all'ospitalità e alla gastronomia. Numeri di successo per la quattordicesima edizione di Autochtona, che si è svolta il 16 e 17 ottobre: superate le 1.300 presenze, con oltre 80 produttori provenienti da 16 regioni diverse d'Italia, per un totale di quasi 400 etichette.

Emozioni dal Mondo dei Merlot e Cabernet: Sempre Più Internazionale

Ancora una volta il Concorso Enologico Internazionale “Emozioni dal Mondo Merlot e Cabernet Insieme” conferma il suo dato di internazionalità. Alla sua tredicesima edizione, “Emozioni dal Mondo Merlot e Cabernet Insieme” ha visto avvicendarsi 256 campioni prodotti in 23 Paesi nel mondo sotto lo scrupoloso giudizio di 76 giurati raccolti in 7 giurie da 10/12 persone. I tecnici e gionalisti del mondo dell'enogastronomia internazionale, arrivati a Bergamo da 29 Paesi si sono riuniti lo scorso 20 ottobre 2017 presso gli spazi della Corte Berghemina del Castello di Pagazzano per assegnare le medaglie del concorso. Prezioso l'aiuto degli studenti dell'IPSSAR di San Pellegrino che si sono occupati dell'accoglienza degli ospiti, del servizio dei vini in concorso, del supporto all'elaborazione dei dati statistici e della preparazione del brunch offerto agli ospiti al termine della tavola rotonda di sabato 21 ottobre 2017.
Medaglie che anche per il 2017 confermano l'assoluta internazionalità del Concorso made in Bergamo. Per la seconda volta nella storia del Concorso, il 60% dei vini iscritti alla competizione erano prodotti fuori dai confini italiani e, come da regolamento OIV, il 51% dei giudici chiamati a esprimere una valutazione erano tecnici e stranieri.
Settantasette le medaglie assegnate, come previsto dal Regolamento OIV (Organization International de la Vigne et du Vin), che soprintende alla manifestazione. Si tratta di Medaglie d'Oro che vedono premiati 14 Paesi nel mondo. Ricco il medagliere dell'Italia che, con 33 medaglie vinte, si assicura il primo posto tra i paesi premiati. A medaglia sono arrivati 11 vini veneti, 11 Lombardi, 6 Siciliani, 2 Trentini, 1 Pugliese, 1 Friulano e 1 Romagnolo. A seguire la Cina con 11 medaglie, la Serbia con 8, la Croazia con 7 e Israele con 5 medaglie. Ottimo risultato anche per Argentina, Australia, Ungheria e Romania, ciascuna premiata con 2 medaglie. Hanno ottenuto una medaglia anche il Sud Africa, il Canada, Malta, la Grecia e la Repubblica Slovacca.
Come di consueto, grazie alla cospicua presenza di membri della stampa specializzata internazionale, sono stati assegnati anche 20 premi della stampa. Ad ottenere il premio stampa è il campione che, per ogni nazione, avendo superato la soglia di punteggio richiesta per la medaglia d'oro, ha ottenuto il valore più alto nel corso della degustazione.
La giuria web ha inoltre selezionato come propria scelta un Merlot made in Australia dell'azienda Wakefields. Un premio, quello del web, che non smette mai di confermare l'opinione degli organizzatori in merito al valore che è sempre più necessario dare a tutto il panorama dei consumatori. Per la seconda volta nella sua storia, infatti, il premio web ha selezionato un vino premiato anche dalla giuria dei tecnici. La grande differenza sta nella valutazione: laddove i tecnici, sempre restii a utilizzare per intero la scala di giudizio, hanno assegnato un 90/100; la giuria web si è lasciata emozionare dal vino e lo ha premiato con un punteggio di 96/100.
La grande novità fuori concorso del 13° Concorso Enologico Internazionale “Emozioni dal Mondo Merlot e Cabernet Insieme” è stata la menzione speciale assegnata a due incroci di Merlot e Cabernet. Ad aggiundicarsi il premio speciale un Rebo (Merlot per Teroldego) della Cantina Sociale di Toblino e un Incrocio Terzi n.1 (Barbera per Cabernet) della Cantina Sociale Bergamasca.
Grande l'interesse suscitato dai cinque interventi internazionali sul tema “Bevi il Tuo Territorio e Sarai Sano” che si sono avvicendati sul palco della Sala Mosaico della Camera di Commercio di Bergamo, prezioso partner della manifestazione.
Il successo della kermesse bergamasca è stato inoltre confermato dal vivo interesse e dalla cospicua partecipazione di pubblico al Banco d'assaggio dei vini vincitori aperto, grazie al supporto del Comune di Bergamo, presso la sala di Porta Sant'Agostino nelle giornate di sabato 21 e domenica 22 ottobre 2017. Partner dell'iniziativa anche la ONLUS Nepios che si è occupata della raccolta di fondi per i suoi importanti progetti.
La tredicesima edizione del Concorso Enologico Internazionale “Emozioni dal Mondo Merlot e Cabernet Insieme” si chiude quindi con grandissima soddisfazione da parte degli organizzatori che vogliono ringraziare i degustatori che ogni anno accettano di raggiungere Bergamo dai quattro angoli del globo, ai produttori che scelgono di inviare i propri vini in degustazione, agli sponsor e ai partner che permettono da 13 anni la realizzazione di questa sempre più importante kermesse enologica.

Vendemmia 2017: Le Langhe

L'annata viticola 2017, sarà ricordata per l'andamento climatico caldo e in modo particolare per le scarse precipitazioni. L'inverno è stato mite con poche nevicate, mentre la primavera è stata contraddistinta da alcune piogge e da temperature sopra la media stagionale che hanno ulteriormente favorito lo sviluppo vegetativo della vite, che sin da subito si è dimostrato anticipato e che si è mantenuto per il prosieguo della stagione.
Sul finire del mese di aprile su tutta l'Italia si è registrato un brusco abbassamento delle temperature, specialmente nelle ore notturne, causando danni da gelo che però, nelle Langhe, hanno interessato unicamente i fondovalle e le parti più fresche dei versanti collinari. Dal mese di maggio è iniziato un lungo periodo di bel tempo dovuto al passaggio di numerosi anticicloni. La situazione metereologica si è stabilizzata, garantendo ottime condizioni per quanto riguarda l'aspetto fitosanitario per il quale non si segnalano particolari problemi legati alla gestione del vigneto. Le temperature massime registrate durante i mesi estivi sono state sopra la media come del resto in tutta Italia, ma a differenza di altre annate calde, abbiamo avuto notti più fresche.
Tra la fine di agosto e l'inizio di settembre le tanto attese piogge hanno portato ad accumulare 25 mm di acqua che è servita per riequilibrare in parte la dotazione idrica degli acini ormai abbondantemente invaiati. A partire dalla prima settimana di settembre le temperature sono scese sensibilmente e si è potuto notare un andamento più vicino alle medie stagionali con sbalzi termici importanti tra il giorno e la notte. A giovare maggiormente di questa situazione è stato il profilo polifenolico delle uve a bacca nera a ciclo vegetativo medio-lungo, come il Nebbiolo e la Barbera, che hanno fatto registrare dati che differiscono rispetto ad altre annate “calde”. Infatti quest'anno si osservano valori migliori sia in termini di quantità, ovvero di accumulo di antociani e tannini, sia in termini di estraibilità, fattore quest'ultimo essenziale sui vini a invecchiamento.
Anche dal punto di vista della durata del ciclo vegetativo della vite si notano molte differenze con altre annate precoci, infatti quest'anno il periodo che intercorre tra il germogliamento e la maturazione tecnologica, seppur anticipato è comunque stato in media di 185 giorni, mentre nelle altre annate simili si aggirava attorno a 170 contro i 200 delle annate considerate “tardive”. In sintesi è stata sì un'annata anticipata, ma la vite ha comunque potuto compiere il suo sviluppo in modo completo.
Per quanto riguarda i principali componenti del vino, va fatto notare che le gradazioni alcoliche, seppur importanti, non sono fuori dalla media, specialmente su vini a base Dolcetto e Nebbiolo, questo molto probabilmente perché la vite ha interrotto i suoi processi metabolici nel periodo più caldo, arrivando a una vendemmia anticipata ma con valori nella norma. Inoltre si è registrato un buon livello di pH, mentre l'acidità totale è risultata inferiore, riduzione da ricondursi ad una minore quantità di acido malico questo a comprovare l'ottimo grado di maturazione dei frutti. Si è rilevata una minore resa quantitativa nel vigneto, dato in linea con un'annata dove le precipitazioni sono scarse, con grappoli che alla raccolta hanno presentato acini turgidi con una percentuale mosto-bucce nella media.
In base a quanto rilevato possiamo sicuramente ricordare quest'annata come una delle più precoci degli ultimi anni, visto che la raccolta dei nebbioli è iniziata nella seconda decade di settembre e si è conclusa all'inizio di ottobre, con un anticipo di circa due settimane rispetto alla norma.
La vendemmia 2017, si congeda lasciandoci vini di grande prospettiva, rispetto ai timori di inizio estate, confermando ancora una volta la grande vocazione e adattamento della viticoltura nelle colline delle Langhe.

Vendemmia 2017: Il Collio

La vendemmia 2017 in Collio dimostra ancora una volta quanto un territorio così vocato alla coltivazione della vite possa restituire frutti di ottima qualità superando le incertezze legate alla stagione. L'annata 2017 si può definire buona con punte di ottimo soprattutto per i vini ottenuti dalle uve a maturazione precoce, dimostrando che le caratteristiche del Collio rendono questo territorio capace di mostrare la propria vocazione alla vite e in grado di mettere in condizione i produttori di esprimersi con vini di eccellenza.
Il Collio è rimasto quasi indenne dalla gelata del 20 e 22 aprile che non ha creato problemi alla maggior parte dei vigneti posizionati in collina e protetti dal particolare microclima del Collio. Tolti gli ultimi giorni di aprile la primavera è stata mite con temperature vicine alla media permettendo l'inizio della fioritura delle varietà precoci verso il 20-22 maggio con un decorso ottimale dettato dalle ottime condizioni meteo.
L'estate, ed in particolare la prima settimana di agosto si sono registrate temperature medie di anche 3 °C superiori alla media storica con un picco massimo di 38,8 °C. A questa ondata di calore si sono susseguiti due eventi piovosi che hanno apportato l'acqua necessaria e accelerato ancor più il processo di maturazione anticipando la vendemmia. Si stima un calo della produzione del 15% rispetto al 2016.
«La vendemmia 2017 in Collio ha in qualche modo dimostrato ancora una volta quanto il nostro sia un territorio estremamente vocato per la coltivazione della vite. Nonostante gli eventi climatici che ogni anno mettono a rischio il lavoro di un anno e che fanno sì che il mestiere del vignaiolo sia così imprevedibile e affascinante, le produzioni del Collio mantengono sempre un grado di eccellenza tale da poterle rendere riconosciute e riconoscibili. Gli alti e i bassi sono una costante in questo lavoro, ma la nostra vera costante è la sanità delle uve e l'eccellenza dei prodotti che non regala mai annate scadenti. Sarà ottima, questa annata 2017, e noi in Collio lo possiamo dire» ha dichiarato il Presidente del Consorzio Robert Princic.
Le uve alla vendemmia, iniziata all'ultima settimana di agosto, si sono presentate perfettamente sane e le temperature associate agli sbalzi termici registrati nel periodo sono stati elementi fondamentali per garantire una qualità ottima ed una interessante componente aromatica delle uve.

Enologica: il Salone del Vino e del Prodotto Tipico dell'Emilia Romagna

Come accaduto nelle ultime edizioni, anche in questo 2017 “Enologica”, il Salone del vino e del prodotto tipico dell'Emilia Romagna unirà il vino e il cibo della regione con quelle che sono le tradizioni, la cultura, l'identità per un discorso corale, territoriale e popolare che identifica e rende unica l'Emilia Romagna.
Appuntamento quindi a Bologna, dal 18 al 20 novembre nel centralissimo Palazzo Re Enzo con oltre 100 tra produttori, consorzi e cantine; seminari e degustazioni tematiche per raccontare il vino dell'Emilia Romagna, dai principali vitigni ad alcuni autoctoni tutti da scoprire; il “Teatro dei Cuochi” con gli chef che si racconteranno, anche attraverso le proprie creazioni gastronomica in abbinamento ai vini. E inoltre, la premiazione di “Carta Canta”, il premio rivolto a ristoranti, enoteche, bar, agriturismi e hotel situati in regione, in Italia o all'estero che propongono un assortimento qualificato di vini regionali, e il “Panino d'Autore” con lo chef Daniele Reponi, che realizzerà panini gourmet utilizzando esclusivamente prodotti Dop e Igp made in Emilia Romagna.
Quello di Enologica è oramai un format consolidato, frutto della grande esperienza di Enoteca Regionale Emilia Romagna nell'organizzazione e gestione di eventi a livello internazionale, che non manca, però, di riservare ogni anno anche una chiave di lettura del tutto originale. Quest'anno, infatti, a Enologica saranno protagoniste anche le creature fantastiche, ovvero la rappresentazione popolare della natura, delle paure, dei sogni, delle cose “inspiegabili” e familiari della storia dell'uomo, un patrimonio di storia e tradizioni tramandato oralmente fino a noi. Come si legge nell'introduzione del catalogo, scritta dal curatore di Enologica Giorgio Melandri: «Noi siamo per un racconto “quotidiano”, pieno di cose vere, di gente e storie. Il racconto del vino vive dentro alle giornate della gente e noi abbiamo il dovere di lasciarcelo. Siamo una regione dove è il quotidiano a essere straordinario, dove un fosso può nascondere una creatura fantastica, dove un albero può nascondere un segreto, dove un vino può raccontare tante storie».
Ad accogliere i visitatori di Enologica, sotto al loggiato d'ingresso, ci sarà un grande pannello (circa 6x4 metri) con delle originali “sculture di terra“, realizzate da I.TER di Bologna. Si tratta di rappresentazioni artistico-scientifiche dei principali suoli che ospitano la pianta della vite in Emilia Romagna e che si trovano percorrendo la via Emilia da Sud a Nord, partendo quindi dalla provincia di Rimini per arrivare fino a quella di Piacenza (con una sola piccola deviazione nel territorio ferrarese). Diversi tipi di terreno che corrispondono ai sette vitigni principali della regione, da dove nascono i nostri vini a denominazione: Albana e Sangiovese per la Romagna, Pignoletto per il bolognese, Fortana per il ferrarese, Lambrusco per il modenese, il reggiano e il parmense, Malvasia per il parmense e il piacentino, Gutturnio per il piacentino. Per ogni vitigno c'è poi la rappresentazione grafica dei profumi e dei sapori principali che connotano i vari vini (attraverso immagini di fiori, frutti, ecc.) per aiutare i visitatori nella ricerca di quelle determinate caratteristiche anche nel momento della degustazione.

A Costigliole d'Asti il Festival Internazionale della Barbera

Il tradizionale evento che è fiore all'occhiello dell'autunno di Costigliole d'Asti si porta dietro ormai da venticinque anni il conosciuto titolo di “Barbera il Gusto del Territorio”, ma dalla scorsa edizione il grande appuntamento ha ormai assunto il carattere di un vero “Festival Internazionale” che celebra la Barbera (rigorosamente al femminile anche per il vino), prodotto-simbolo della terra di Monferrato. E quella che ci apprestiamo a vivere sarà una edizione davvero speciale perché spicca il carattere di prestigio in ogni allestimento, interpretato attraverso i numerosi e curati appuntamenti, gli ospiti illustri della politica e del settore enologico, le suggestive e straordinarie sedi come le sale del castello Asinari, gli spazi dell'ICIF (Italian Culinary Institute for Foreigners) e la caratteristica Cantina dei Vini che accoglieranno il pubblico nei diversi momenti, le colline certificate Unesco, ma soprattutto, il prestigio delle tante etichette in degustazione, vere protagoniste, frutto di un grande lavoro dei produttori di queste colline.
Certamente importante risulta la partnership del Consorzio Barbera d'Asti e Vini del Monferrato, con il suo presidente Filippo Mobrici, che ha trovato sede proprio a Costigliole negli spazi del castello e che risulta attore principale sulla scena di questo evento accanto al Comune di Costigliole d'Asti guidato dal sindaco Giovanni Borriero; e ad allestire questo appuntamento che offre grande valore a un territorio da sempre vocato alla viticoltura, l'assessore al Turismo del Comune di Costigliole d'Asti Michela Surano e il presidente della Cantina Comunale dei Vini Giorgio Gozzellino, che hanno curato i molteplici aspetti di questa manifestazione con il coordinamento di Pier Ottavio Daniele. Accanto a loro, le collaborazioni di enti e istituzioni come la Regione Piemonte, la Banca e la Fondazione CRAsti l'ICIF, la Pro Loco, l'Associazione Costigliole Cultura, WineaT e la Comunità Collinare Tra Langa e Monferrato.
La festa avrà inizio venerdì 3 novembre: dalle ore 17 è prevista l'apertura del “Più Grande Banco d'Assaggio della Barbera” che offre in degustazione oltre 200 etichette per tutta la durata dell'evento nei locali della Cantina dei Vini in via Roma; seguono in castello la degustazione “Terre da (Bar)bere - I Terroir della Barbera d'Asti” a cura dell'AIS, e poi al ristorante “La Barbera” all'interno del castello, Aperitivo e Cena con i piatti degli chef del territorio e presentazione della Guida Osterie d'Italia 2018 con Eugenio Signoroni.
Nella mattinata di sabato 4 novembre, alle ore 10, nel castello vengono consegnati i riconoscimenti ai “Viticoltori della Barbera d'Asti Patrimonio dell'Umanità” per il lavoro svolto sulle colline costigliolesi, celebrati con la presenza del viceministro Andrea Olivero, insieme all'assessore regionale all'Agricoltura Giorgio Ferrero, il sindaco Giovanni Borriero, il presidente del Consorzio Barbera d'Asti e Vini del Monferrato Filippo Mobrici, il presidente della Cantina Comunale dei Vini Giorgio Gozzellino, l'assessore comunale al Turismo Michela Surano e il direttore dell'associazione per il Patrimonio dei Paesaggi Vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato Roberto Cerrato. Alle ore 17, in castello “I salotti della Barbera” propongono una degustazione dei “Miti della Barbera d'Asti”, una verticale dedicata agli ultimi 25 anni del prodotto a cura di FISAR; alle ore 20 “Cena con la Barbera d'Asti” in castello. Durante la giornata sarà anche possibile gustare i piatti preparati dalla Pro Loco di Costigliole d'Asti, presso la Cantina dei Vini dalle ore 12 alle ore 15 e dalle ore 19 alle ore 21.30.
Domenica 5 novembre sarà il “Barbera e Tartufo Day”: il pregiato tubero sarà protagonista in splendido abbinamento con la Barbera nella mostra-mercato e nei ristoranti della zona; alle ore 10 è previsto un Annullo Filatelico dedicato all'evento e dalle ore 12 alle ore 15 la Pro Loco costigliolese propone i suoi piatti alla Cantina dei Vini. Alle ore 17 l'appuntamento è sempre in castello nei “Salotti della Barbera” dove per l'ONAV propone la degustazione “Barbere del mondo”: un confronto tra prodotti provenienti da diversi Paesi. Alle ore 19, al ristorante “La Barbera” in castello, “Jazz & Barbera” la musica sposa il vino con l'esibizione di Aura Nebiolo e la straordinaria partecipazione di Gianni Coscia; alle ore 20.30 presso l'ICIF, “Pizza & Barbera” e alle ore 22 al teatro comunale “Cin Cinema” con la proiezione del film “Barolo Boys” e a seguire degustazione del Vermouth di Torino.
Lunedì 6 novembre è l'ultimo giorno per godersi il “Più Grande Banco d'Assaggio della Barbera”, che apre alla Cantina dei Vini alle ore 14 e fino alle ore 19; nei “Salotti della Barbera” in castello alle ore 18 è previsto l'incontro-dibattito “I Wine Makers della Barbera d'Asti” con Dora Marchi, direttrice di Enosis, l'enologo Giuliano Noè, il prof. Vincenzo Gerbi, il presidente del Consorzio Filippo Mobrici, l'onorevole Massimo Fiorio e i neolaureati del corso di Scienze Viticole ed Enologiche del polo universitario Uni Astiss; alle ore 20 una speciale “Pizza & Barbera” al ristorante “La Barbera” e alle ore 21 presso il teatro comunale la cerimonia di chiusura del Festival Internazionale delle Barbera con la “Serata di Spirito” della Banda Osiris e “L'Asta della Barbera d'Asti” il cui ricavato sarà devoluto a un progetto di solidarietà sul territorio.



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