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  Eventi Numero 186, Estate 2019   
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Notiziario


 In questa rubrica sono pubblicate notizie e informazioni relativamente a eventi e manifestazioni riguardanti il mondo del vino e dell'enogastronomia. Chiunque sia interessato a rendere noti avvenimenti e manifestazioni può comunicarlo alla nostra redazione all'indirizzo e-mail.

 

Donatella Cinelli Colombini Confermata alla Presidenza della DOC Orcia


 
Donatella Cinelli Colombini inizia il suo terzo mandato alla presidenza della DOC Orcia, una denominazione nata nel 2000 nel Sud della Toscana, in 12 comuni fra i territori del Brunello di Montalcino e del Vino Nobile di Montepulciano, in una zona collinare di grande pregio per i vini rossi e di grande bellezza paesaggistica.
Negli ultimi anni la giovane e ambiziosa DOC Orcia ha visto un notevole innalzamento qualitativo tanto da essere annoverata fra le piccole denominazioni italiane emergenti. Un lungo percorso nato nel 2013 con la prima Presidenza di Donatella Cinelli Colombini durante la quale venne ideato il progetto con il claim “Orcia, il vino più bello del mondo” che riassume al suo interno eventi, contatti e comunicazione portati avanti fino ad oggi e che si intende continuare ad implementare.
«Ancora una volta ringrazio per la fiducia e sono orgogliosa di ricoprire nuovamente questo incarico per l'Orcia Doc» afferma Donatella Cinelli Colombini. «Il Consiglio intende continuare l'intenso lavoro di eventi, degustazioni e visite svolto nel passato puntando a consolidare la propria visibilità e commercializzazione nell'area di produzione. Un territorio che registra ogni anno un milione e mezzo di presenze turistiche e circa un milione di escursionisti soprattutto stranieri, per cui ha il mercato di esportazione proprio “sotto casa”» conclude la Presidente.
Il Consiglio di Amministrazione si rinnova anche con le nuove generazioni di due storiche aziende presenti nei board precedenti: Capitoni Marco e Cantina Campotondo che vedono rispettivamente l'ingresso di Angelo Capitoni ed Elena Salvicci. Altro nuovo ingresso è quello di Giovanna Santi (Soc. Agr. Bagnaia) e Carlo Pilenga (Az. Agr. Trequanda) che affiancano quindi Antonio Rovito (Soc. Agr. Val d'Orcia Terre Senesi), Giuseppe Olivi (Soc. Agr. Le Buche), Roberto Rappuoli (Az. Podere Forte), Gabriella Giannetti (Az. San Savino) e i due vicepresidenti Giulitta Zamperini (Az. Agr. Poggio Grande) e Roberto Terzuoli (Soc. Agr. SassodiSole) già presenti nel board precedente. Infine Andrea Giorgi (Az. Sampieri del Fa) ricopre il ruolo di Segretario e il Dott. Marco Turillazzi quello di Sindaco Revisore. Altra novità è il numero di donne presenti all'interno del nuovo Consiglio di Amministrazione: ben cinque membri su undici!
Il nuovo Consiglio si è messo subito al lavoro con due nuovi progetti. Il primo è un piano di marketing innovativo all'interno di un progetto di filiera che collega le cantine con la rete commerciale locale. Prevede di offrire a enoteche e ristoranti cantinette climatizzate in vetro e acciaio da usare per conservare le bottiglie Orcia e mostrare le aziende e le bellezze del territorio attraverso un display. Invece per le cantine che vendono in grande distribuzione saranno prodotti espositori in grado di rendere più visibile la denominazione. Il secondo, ancora ai primi sviluppi, riguarda direttamente i turisti con la realizzazione di master class studiate appositamente per loro. Un modo nuovo di mescolare cultura del vino e intrattenimento puntando sul nuovo ruolo assunto dall'enogastronomia nell'esperienza di viaggio e come attrattore turistico.
Il vino Orcia viene prodotto in una settantina di aziende di cui 40 iscritte al Consorzio e dal 2014 ricopre l'incarico di vigilanza e promozione Erga Omnes. La produzione totale della denominazione è di 320.000 bottiglie l'anno con il Sangiovese come principale vitigno dei rossi. Una produzione di nicchia che punta ad essere sempre più visibile.

Raffaele Ribrandi Rieletto Presidente del Consorzio Cirò e Melissa

Raffaele Librandi è stato riconfermato Presidente del Consorzio di tutela e valorizzazione del vino DOC Cirò e Melissa, la più importante e conosciuta area vitivinicola calabrese. Tre anni sono passati dal maggio 2016, data del suo primo insediamento, che ha segnato una cesura, un vero e proprio cambio di passo e l'apertura di una nuova fase che ha coinvolto gran parte delle aziende della zona.
«Ringrazio tutti coloro che hanno rinnovato la loro fiducia nei miei confronti – dice il Presidente Raffaele Librandi – Questi ultimi tre anni sono stati importanti, densi e sfidanti. Insieme alle tante aziende del territorio abbiamo cercato con entusiasmo, professionalità e passione di proporre un nuovo modo di fare sistema realizzando un vero e proprio svecchiamento dell'immagine e della comunicazione del nostro territorio. Da qualche mese è iniziato l'iter che ci auspichiamo farà diventare presto il Cirò una DOCG e il 2019 sembra essere l'anno giusto, quello che celebra, tra l'altro, i cinquant'anni della DOC. L'obiettivo che ci poniamo resta quello di dare più appeal ai nostri vini sui mercati, aumentarne l'immagine e il livello dei prezzi. Condizioni essenziali per risolvere il vero problema della viticoltura locale che e il prezzo dell'uva ancora poco remunerativo per i viticoltori. Continueremo quindi con convinzione il lavoro che il Consorzio sta portando avanti per valorizzare il ricco patrimonio che caratterizza il nostro territorio anche attraverso attività di incoming al fine di far conoscere da vicino e comunicare al meglio il valore ma anche le potenzialità della nostra area».
Vicepresidente del Consorzio è stato eletto Cataldo Calabretta, giovane viticoltore e titolare dell'omonima azienda nata nel 2008. Calabretta è tornato a Cirò dopo gli studi di enologia a Milano e diverse esperienze lavorative in giro per l'Italia.
Oggi, la DOC Cirò rappresenta Circa l'80% del vino DOC calabrese. Il potenziale produttivo del distretto, che conta 530 ettari (nei quattro Comuni di Cirò, Cirò Marina, Melissa e Crucoli), con 300 viticoltori e 60 cantine, è di oltre 3 milioni di bottiglie (3,1 quelle certificate nel 2018). La filiera della DOC Cirò e Melissa è composta prevalentemente da piccole e medie aziende e il prodotto che genera è assorbito per il 65% dei volumi dall'Italia e all'estero la penetrazione commerciale è concentrata sui mercati più maturi.

Enovitis in Campo: il Rapporto Suolo Vitigno tra Scienza e Prova al Bicchiere

“Terre di frontiera: suolo - vitigno nella sfida della qualità e del cambiamento climatico”: questo il titolo del convegno organizzato da Il Corriere Vinicolo in collaborazione con il Consorzio Vino Nobile di Montepulciano che, il 20 giugno, ha raccolto intorno a un tavolo istituzioni, ricercatori del mondo scientifico e imprenditori per affrontare un tema che sta diventando centrale per il settore della viticoltura.
«Un convegno da cui deve partire una nuova stagione di dialogo tra imprese e mondo della ricerca – ha commentato Ernesto Abbona, Presidente di UIV – per comprendere al meglio le dinamiche che devono svilupparsi in futuro su un tema cruciale come questo».
Come riconsiderare l'importanza del suolo, come valorizzarlo, come comunicarlo: questi i tre filoni attorno ai quali si è articolato l'incontro introdotto da Giulio Somma, Direttore de Il Corriere Vinicolo. Il convegno, in particolare, ha portato all'attenzione di una sala gremita sia importanti contenuti di tipo tecnico-scientifico, fondamentali per la comprensione della situazione attuale dei vigneti e, in generale, della viticoltura, sia le esperienze vissute in prima linea da aziende innovative come Antinori, Bertani, Cavit e Frescobaldi. I rappresentanti di questi importanti aziende hanno riportato la loro esperienza circa le innovazioni adottate per far fronte alla sfida della qualità e del cambiamento climatico durante la tavola rotonda condotta da Gioacchino Bonsignore.
Ad aprire il convegno, l'intervento del dott. Attilio Scienza (Università degli studi di Milano), che ha affrontato il tema del deperimento dei vigneti, sottolineando come sia oggi fondamentale mantenere sempre più alta l'attenzione sullo studio del suolo e dell'apparato radicale della vite, poiché “il cervello della pianta sta nelle radici”. Altra questione centrale è stata affrontata dal dott. Lucio Brancadoro (Università degli Studi di Milano) che ha dimostrato quanto il ruolo del portainnesto possa influire sulle prestazioni del vitigno, sul suo sviluppo vegetativo e sulla qualità dell'uva e, di conseguenza, quanto sia importante scegliere accuratamente questa componente. Il dott. Diego Tommasi (Centro di Viticoltura ed Enologia) ha, poi, posto l'accento su quanto non sia più possibile fare affidamento sul clima, la cui variabilità intra-annuale non permette più di avere stagionalità definite, e di come, invece, puntare sullo studio del suolo rappresenti una soluzione più controllabile e di maggior impatto sulle piante. “Nutrire il suolo, prima di nutrire la pianta”, è il messaggio che ha voluto lanciare il dott. Edoardo A.C. Costantini (Centro di Viticoltura ed Enologia), che ha specificato come il suolo sia un sistema ecologico e dinamico complesso e come dal suo funzionamento dipenda la vita dei vitigni. A chiudere la parte scientifica del convegno il dott. Riccardo Velasco (Direttore del Centro di Viticoltura ed Enologia), il quale ha incentrato il suo intervento sulla questione dei vitigni resistenti, sottolineando che ad oggi, grazie al lavoro di ricerca delle Istituzioni in tutta Europa, sono disponibili informazioni e dati per il miglioramento genetico della vite.

Oltre 3.500 Operatori al Roadshow B2B Organizzato in Cina da Veronafiere e ICE

Oltre 3.500 operatori professionali hanno partecipato alla seconda edizione del roadshow B2B in Cina, organizzato da Veronafiere in collaborazione con il partner cinese Pacco Communication Group e con il supporto dell'Ambasciata italiana e della rete ICE in Cina, tramite l'iniziativa “I Love ITAlian Wines”.
L'evento, andato in scena tra il 17 e il 22 giugno, ha visto protagonisti come espositori 55 aziende e importatori vinicoli di 12 province cinesi per un totale di 500 etichette in esposizione. In sei giorni l'edizione 2019 del roadshow ha percorso tremila chilometri, raggiungendo quattro città, una in più dello scorso anno: dopo la prima tappa a Pechino, nel nord della Cina, l'iniziativa si è spostata a sud fino a Guangzhou, capitale del Guangdong, passando per le due capitali di provincia Zhengzhou e Xian. Il roadshow ha quindi permesso di raggiungere anche gli operatori professionali delle principali aree metropolitane a un'ora di treno veloce dalle sedi degli eventi: Tianjin, Dalian, Jinan, Shengyang per Pechino; Shijiazhuang, Jinan e Taiyuan per Zhengzhou; Lanzhou, Chengdu, Yichang e Wuhan per Xian; Changsha, Shenzhen, Guangxi, Foshan, Zhongshan e Dongguan per Guangzhou. Un mercato, quello della Cina, che ha raggiunto nel 2018 il valore record di 2,4 miliardi di euro con una crescita del 106% negli ultimi cinque anni, che lo colloca al quarto posto tra i top buyer mondiali, dopo Stati Uniti, Germania e Regno Unito.
Il roadshow appena concluso ha permesso di raggiungere un vasto pubblico grazie alla capillare attività di promozione offline e online della sede di Veronafiere a Shanghai. Strumento essenziale si è rivelata la mini app WeChat, realizzata da Veronafiere per consentire ai visitatori di scoprire tutte le aziende presenti e i loro vini, con 1.500 accessi registrati, 24mila visualizzazioni sul programma di foto e live streaming e con un incremento del 10% dei nuovi followers sull'account ufficiale di WeChat. Dall'analisi dei contatti è emerso che il 41% degli utenti della mini app rientra nella fascia d'età 30-39 anni, il 22% è tra i 25 e i 29 anni.
In un'ottica di marketing territoriale, inoltre, durante i vari appuntamenti è stata svolta opera di promozione da parte della Fondazione Arena di Verona e di Enit-Agenzia nazionale del turismo.
«Anche questa seconda edizione del roadshow B2B ha portato ottimi risultati per le aziende sul fronte del business, rappresentando sia una vetrina in termini di visibilità, grazie anche al successo dei canali social, sia una grande operazione di cultura del vino italiano in Cina», osserva Giovanni Mantovani, direttore generale di Veronafiere. «Il nostro obiettivo è diventare un punto di riferimento permanente per il Far East, mercato che vale complessivamente 6,4 miliardi di euro. ╚ in questa prospettiva che Vinitaly, brand forte del vino italiano in Cina, sta costruendo Wine To Asia, nuovo salone internazionale del vino: la prima edizione si terrà nel 2020 a Shenzhen».
«╚ una formula vincente», commenta Amedeo Scarpa, direttore dell'ufficio ICE di Pechino e coordinatore della rete ICE in Cina, «perché permette di massimizzare i risultati e minimizzare i costi per le aziende che serviamo. La sinergia tra le azioni di formazione, promozione e comunicazione che MISE e ICE realizzano da qualche anno su questo mercato con il momento trade dei B2B meeting, insieme ad un partner di esperienza come Vinitaly, stanno dando frutti concreti. Basta guardare ai dati export: il consumatore cinese di vino importato oggi non è più abbagliato dall'ex monopolista Francia, ma si lascia coinvolgere sempre più da reputazione, qualità, varietà, sicurezza e passione dei vini italiani. Continuiamo così».

 


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