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  Eventi Numero 187, Settembre 2019   
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Numero 186, Estate 2019 Segui DiWineTaste su Segui DiWineTaste su Twitter 

Notiziario


 In questa rubrica sono pubblicate notizie e informazioni relativamente a eventi e manifestazioni riguardanti il mondo del vino e dell'enogastronomia. Chiunque sia interessato a rendere noti avvenimenti e manifestazioni può comunicarlo alla nostra redazione all'indirizzo e-mail.

 

Unione Italiana Vini: Ernesto Abbona Confermato Presidente


 
«Con entusiasmo e grande senso di responsabilità accetto di continuare a ricoprire questo importante ruolo. Ringrazio il consiglio uscente per il lavoro svolto e il nuovo per la fiducia accordatami. Nel prossimo triennio ci attendono grandi sfide a livello nazionale e internazionale, ma UIV è pronta a raccoglierle. Il nostro punto di forza è un patrimonio di conoscenze, capacità e cooperazioni, rafforzate anche dal contributo del Movimento del turismo del vino, delle Donne del Vino e del mondo scientifico, che mettiamo al servizio non soltanto delle imprese, ma anche delle istituzioni e della filiera, per facilitare l'individuazione di decisioni tecniche, normative e politiche in grado di rispondere alle sfide del comparto. A Roma, Parigi e Bruxelles continueremo a essere presenti in tutti i tavoli istituzionali di settore e nelle organizzazioni internazionali, perché la voce delle nostre aziende sia ascoltata».
Così Ernesto Abbona, rieletto presidente di Unione Italiana Vini il 27 giugno scorso a Milano, pone le basi per il prossimo mandato, ringraziando il nuovo consiglio, la cui compagine è espressione delle grandi regioni viticole del Paese e comprende figure imprenditoriali rappresentative di tutti gli anelli della filiera nazionale. Il presidente sarà affiancato dal vicepresidente vicario, Lamberto Frescobaldi, che avrà il compito di presiedere la Federazione dei viticoltori e produttori di vino, e dal vicepresidente Sandro Sartor, che guiderà la Federazione del commercio e dell'industria vinicola. Quattro le new entry, di cui due tra i viticoltori e produttori di vino: Marina Cvetic, che in Abruzzo guida la storica cantina Masciarelli, e Giuseppe Fugatti, titolare dell'azienda agricola Roeno in Valdadige (Veneto). La Federazione del commercio si arricchisce, invece, dell'esperienza di Michele Bernetti, alla guida del brand marchigiano Umani Ronchi. Nuovo ingresso nella Federazione degli aceti è Maria Bellei, esponente dell'omonima famiglia emiliano romagnola che a Casoni di Ravarino, in provincia di Modena, produce aceto balsamico dall'Ottocento.
In una congiuntura delicata per il comparto e in un contesto economico-politico complesso per l'Italia e per l'Unione Europea, la scelta del consiglio di voler operare in una logica di continuità è espressione della bontà del lavoro svolto nell'ultimo periodo, che ha posto fondamenta concrete per i lavori previsti nel triennio 2019-2022. Molti sono infatti i fronti aperti.
A livello internazionale si va dalla Pac post 2020, il cui budget è legato quello del vino, agli accordi internazionali come il trattato UE-Mercosur appena siglato per il quale si stanno attendendo i dettagli dei risultati del settore vino. Altrettanto articolato il fronte interno. Centrali saranno le proposte di modifica del Testo unico della vite e del vino (legge 238), la revisione del numero delle denominazioni e lo sviluppo dell'enoturismo, con lo studio di strategie complessive da adottare per dare alle imprese una concreta opportunità di crescita. Inoltre, in chiave promozionale, l'Associazione proseguirà il lavoro del “tavolo tecnico” istituito con Agenzia Ice per migliorare le attività a sostegno del vino italiano nei mercati a più alto valore aggiunto, su quelli in via di sviluppo e nella stessa Europa, per potenziare il posizionamento delle produzioni del made in Italy.
«Le sfide del futuro non sono però solo negli scaffali o tra le righe dei regolamenti comunitari – sottolinea il presidente Ernesto Abbona – ma si chiamano sostenibilità ambientale e cambiamento climatico. Per questo siamo pronti a dare il nostro contributo esperto al percorso iniziato dal Mipaaft sull'armonizzazione di una definizione italiana di vino sostenibile, che deve essere supportata da un sistema credibile di certificazione e di controlli ed estesa a livello europeo. Infine continueremo le battaglie per la difesa dell'immagine e della cultura del vino e, assieme al Ceev-Comité Vins, lavoreremo alla nuova fase di “Wine in Moderation”, che a breve sarà rilanciata. Il triennio che ci aspetta – conclude – sarà certamente impegnativo, ma so di poter contare su un consiglio capace di fare squadra in ogni situazione, confermando Unione Italiana Vini quale principale riferimento istituzionale per il mondo vitivinicolo a livello nazionale».

Tullum Diventa DOCG

Dal 4 luglio 2019 la DOP Tullum diventa ufficialmente DOCG, raggiungendo così il gradino più alto nella piramide qualitativa del vino italiano. Un traguardo che rappresenta in primis un importante e atteso riconoscimento ai produttori di Tollo, cittadina in provincia di Chieti, che vedono premiata la vocazione di un territorio con più di mille anni di vitivinicoltura alle spalle.
«Quello di oggi è un successo di tutto un territorio – ha detto il Presidente del Consorzio Tonino Verna – che ci consegna la responsabilità e l'impegno di valorizzare ancora meglio questo angolo d'Abruzzo stretto tra il mare Adriatico e le altitudini della Maiella, ricco di biodiversità agricola e alimentare e pregno di una storia vitivinicola millenaria che generazioni di viticoltori hanno saputo tramandare e che oggi ancora più di ieri abbiamo il dovere di proteggere e sviluppare. un traguardo raggiunto grazie al saper fare squadra degli attori coinvolti in questo ambizioso progetto. La nuova Tullum DOCG testimonia ancora una volta la vocazione alla vitivinicoltura d'eccellenza delle terre tollesi, dietro la quale c'è storia, tradizione, identità e ricerca».
La coltivazione della vite e il consumo dell'uva e del vino a Tollo hanno infatti radici antichissime risalendo già all'epoca romana. Ne fa fede e testimonianza il rinvenimento in varie contrade di Tollo di dolia da vino e da olio e celle vinarie. Alcuni di tali reperti sono oggi conservati presso il Museo Archeologico Nazionale di Chieti. Inoltre, in località San Pietro di Tollo, sono stati rinvenuti resti (Cisterne, dolia da vino e torcularum) che testimoniano l'esistenza di una “villae rusticae” romana che rappresenta uno dei primi esempi di grande azienda agraria organizzata nella quale l'economia della piantagione arborea assume importanza crescente ed in cui il vigneto è ormai nella graduatoria delle colture in testa a tutte le altre.
La specializzazione viticola si mantiene nei secoli e le dominazioni che si susseguirono a Tollo ne conservano la specificità, dai Longobardi ai Normanni fino al Regno di Napoli. Dopo tanti secoli di crescita, nel corso della Seconda guerra mondiale Tollo fu letteralmente rasa al suolo. Insieme al centro storico andarono distrutte le aziende agricole ed i vigneti. I coltivatori tollesi non si persero però d'animo e, nell'immediato dopoguerra, ripresero la coltivazione della vite. Le dolci colline tornarono a ricamarsi di vigneti. Ed è stato proprio grazie alla vite che Tollo fu uno dei pochissimi paesi abruzzesi a non essere stato interessato, se non marginalmente, dal fenomeno dell'emigrazione. Inizia così il rinascimento della viticoltura a Tollo, cammino che fa segnare una tappa cruciale con l'istituzione della DOC Tullum nel 2008 e il passaggio a DOCG nel 2019.
«La DOCG Tullum è riservata ai vini che rispondono alle condizioni e ai requisiti prescritti nel nuovo disciplinare di produzione la cui rigidità dei paramenti rappresenta proprio l'elemento caratterizzante – spiega il Presidente Verna. La vinificazione deve avvenire infatti in zona e sono escluse le uve provenienti dai vigneti in fondovalle o posti a un'altitudine inferiore a 80 metri slm. Fermo restando i vigneti esistenti, per i nuovi impianti e reimpianti la densità non può essere inferiore a 1.600 ceppi/ettaro per la pergola abruzzese e 4.000 ceppi/ettaro per i filari. La DOCG Tullum si estende oggi su 14,5 km quadrati e insiste su 300 ettari potenziali. Le tipologie attualmente prodotte sono: Rosso Riserva, Rosso, Pecorino, Passerina.
Accanto alla tradizione e alle radici storiche, un ruolo molto importante nel passaggio da DOP a DOCG va attribuito anche all'incidenza dei fattori umani, fondamentali in quanto attraverso la definizione, il miglioramento e la sperimentazione di alcune pratiche viticole ed enologiche oggi si riescono a ottenere prodotti dalle spiccate caratteristiche di tipicità.
« importante la tradizione, ma per noi è sempre stata fondamentale la ricerca – spiega il Presidente Verna – Dobbiamo assicurarci infatti che in ogni nostra azione siano rispettati tre parametri fondamentali: la tradizione, l'uomo e la ricerca. stata la sinergia costante di questi tre fattori a permetterci di raggiungere questo importante traguardo. Il nostro auspicio ora è che la DOCG Tullum - continua Verna - dia maggiore forza alle aspirazioni di miglioramento delle condizioni produttive ed economiche di una zona da sempre vocata a “fare Vino” e ci auguriamo che il lavoro di conservazione e valorizzazione delle emergenze archeologiche in località San Pietro possa dare nuovo impulso allo sviluppo del territorio.»

Festival Franciacorta in Cantina

Torna il Festival del Franciacorta in Cantina, l'imperdibile appuntamento per gli amanti del bello e del buono che avranno l'occasione di trascorrere un rilassante weekend alla riscoperta dei luoghi dove nasce il Franciacorta. Sabato 14 e domenica 15 settembre, le cantine apriranno le porte per accogliere chiunque vorrà degustare le varie tipologie di Franciacorta e divertirsi in compagnia vivendo un'esperienza unica.
Giunta alla sua decima edizione, la kermesse non cessa di sorprendere, con proposte coinvolgenti e una ricca offerta di iniziative dedicate all'intrattenimento e all'approfondimento enogastronomico e culturale. Un appuntamento quindi adatto a tutti: dagli enoappassionati, che potranno partecipare a verticali e degustazioni a tema, agli amanti del buon cibo, che godranno delle gustose proposte di ristoratori locali e chef, tra tradizione e innovazione. Ampio spazio sarà dedicato agli sportivi, che potranno avventurarsi tra i vigneti e le colline facendo trekking e percorrendo itinerari a piedi o in bicicletta, così come alle famiglie che avranno la possibilità di divertirsi con iniziative ludiche e pic-nic nella natura. Non c'è poi occasione migliore per perdersi tra i molteplici luoghi di interesse storico, i castelli, i monasteri e i musei che costellano la Strada del Franciacorta dove i cultori dell'arte avranno solo l'imbarazzo della scelta tra affascinanti borghi, abbazie e ville immerse nel verde.
Una proposta ricca, che attira sempre più visitatori da tutta Italia, per i quali sono stati pensati pacchetti turistici ad hoc con proposte di soggiorno per il weekend in combinazioni di ogni tipo tra cantine, agriturismo, hotel, ristoranti e trattorie. Per coloro che visitano la Franciacorta per la prima volta, o per chi vuole girarla in comodità, sono disponibili anche dei bus tour gratuiti della durata di tre ore circa, che partendo da Rovato fanno sosta da alcuni produttori accompagnati da una guida turistica che racconterà il territorio.
Il punto di ritrovo principale saranno ovviamente le cantine, che per i loro ospiti hanno ideato eventi originali e fantasiosi. La prenotazione delle visite è obbligatoria contattando direttamente le cantine. Gli orari di apertura, salvo diverse indicazioni, saranno dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 19.00.
Per scoprire quale itinerario è più adatto alle proprie esigenze e passioni, è a disposizione dei visitatori il nuovo sito www.festivalfranciacorta.it, dove ciascuno può trovare il percorso ideale.
Il nuovo sito nasce con l'intento di fornire una guida per esplorare il territorio, semplice da utilizzare e sempre a portata di mano! La scoperta dei luoghi e degli eventi che rendono unica la Franciacorta sono alla base della navigazione, che è stata pensata appositamente per semplificare e personalizzare questa esperienza, in modo intuitivo. Per far sì che i visitatori possano identificare l'itinerario più adatto ai loro interessi e passioni, festivalfranciacorta.it è stato arricchito con una funzionalità “gaming”. In apertura, infatti, il sito presenta un mini-questionario, che attraverso un semplice swipe right o left, consente all'utente di costruire il suo itinerario perfetto in Franciacorta.
10 itinerari per 10 diverse "personalità", pensati appositamente per chi è più amante della natura, per chi cerca l'avventura, per i wine-lovers naturalmente, per chi desidera godersi un po' di relax con la famiglia.

Barolo, nuovi impianti bloccati per tre anni

Una misura previdente volta a tutelare la denominazione e anche il paesaggio, con il fine ultimo di premiare la qualità del prodotto e di conseguenza il lavoro dei produttori di Barolo.
Approvato in consiglio di amministrazione ed annunciato in occasione di un incontro con i produttori lo scorso 12 luglio, il blocco degli impianti è una misura che fa parte della gestione ordinaria di una denominazione e non si tratta di una “misura anticrisi”. uno strumento necessario per gestire la capacità produttiva in un momento in cui è bene essere cauti a prescindere dal trend positivo di lungo periodo.
«La situazione attuale dei mercati non è critica ma importante essere previdenti davanti alla contrazione delle esportazioni verso alcuni paesi come il Regno Unito e la Germania e a fronte di una produzione che negli anni è incrementata. Il modo più semplice per contenere il problema è intervenire sugli ettari vitati», ha dichiarato il presidente del Consorzio Matteo Ascheri.
Il sistema era già contingentato: dal 2011 era già in vigore un bando regionale che prevedeva un numero massimo di ettari ogni anno. Lo stop di tre anni permetterà da un lato di tutelare un paesaggio sempre maggiormente interconnesso con la viticoltura e dall'altro di dare ai mercati la possibilità di calibrarsi sull'aumentata produzione di Barolo degli ultimi anni.
«Il blocco triennale dei nuovi vigneti di Barolo», ha concluso il Presidente, «è peraltro in linea con l'obiettivo del Consorzio di innalzare il livello qualitativo di consumo di questo vino, perseguito anche attraverso le attività di promozione all'estero: in ultima analisi, è uno strumento di promozione della qualità attraverso il controllo della quantità».
La misura verrà presentata alla regione Piemonte nelle prossime settimane.



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