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  Eventi Numero 198, Settembre 2020   
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Notiziario


 In questa rubrica sono pubblicate notizie e informazioni relativamente a eventi e manifestazioni riguardanti il mondo del vino e dell'enogastronomia. Chiunque sia interessato a rendere noti avvenimenti e manifestazioni può comunicarlo alla nostra redazione all'indirizzo e-mail.

 

Il Roero Conferma Monchiero alla Guida del Consorzio


 
Un aumento delle vendite del Roero del 38% in volume e in valore in sette anni, un diffuso incremento di valore del terreno, l'accorta politica di gestione della crescita della denominazione, arrivata a 1200 ettari vitati con un piano per gli impianti volto a garantire un aumento controllato e progressivo. Sono solo alcuni dei risultati ottenuti dal Consorzio Tutela Roero nei sette anni di presidenza di Francesco Monchiero.
Un approccio che ha portato Monchiero ad affrontare in modo attivo anche un momento difficile come quello determinato dalla Covid-19, proponendo e ottenendo dalla Regione il finanziamento di interventi strutturali indirizzati a superare la complessa situazione sui mercati.
Al momento del rinnovo delle cariche, nessun altro associato si è pertanto candidato e la richiesta di restare è stata unanime.
Il prossimo triennio si presenta altrettanto intenso: «Il primo obiettivo sarà quello di creare una sede del Consorzio strutturata con un direttore, a cui si affiancheranno i progetti di promozione in Italia e all'estero, in particolare negli Stati Uniti e in Svizzera.» La prossima iniziativa in questo senso sarà in autunno il Roero Wine Week, settimana di promozione che coinvolgerà ristoratori del Piemonte e di tutta Italia.
Tornerà nel 2021, invece, Roero Days, la più importante manifestazione della denominazione, che si svolgerà alla Reggia di Venaria Reale ad aprile.

Il Consorzio Tutela Lugana Compie 30 Anni

Era il 10 luglio, la Germania stava ancora festeggiando la vittoria dei Mondiali di Italia 1990 quando a Sirmione nasceva il Consorzio di Tutela del Lugana, una DOC che proprio i tedeschi furono fra i primi a scoprire e far crescere. Oggi, 30 anni dopo, il Consorzio è fiero portabandiera di un vino che continua a essere fra i più apprezzati ed esportati bianchi italiani, non solo in Europa. In questi 3 decenni, il Consorzio ha saputo affermarsi come realtà dinamica e motore trainante per la salvaguardia della Denominazione, la sua crescita e la sua affermazione sui mercati nazionali e internazionali. Lo scorso 10 luglio sono quindi iniziati i festeggiamenti, destinati a culminare il 22 settembre in un evento dedicato alle vecchie annate, ospitato proprio a Sirmione, comune natio della denominazione. In questi 70 giorni il Consorzio sarà incessamente protagonista sui social e dal vivo con un “anniversary party” internazionale, un racconto diffuso che in 30 “pillole” ripercorrerà le tappe più salienti della sua storia, per dare poi appuntamento a tutti i Luganalovers il 18 settembre a Milano per la grande degustazione annuale “Lugana, Armonie senza tempo”.
Il viaggio virtuale del Consorzio vivrà delle testimonianze degli uomini che hanno contribuito alla nascita e alla crescita dell'organizzazione con interviste esclusive ai past president e all'attuale Presidente in carica, Ettore Nicoletto; porterà gli appassionati alla scoperta dei 5 comuni e delle 5 tipologie della DOC, darà voce ad alcuni fra i maggiori esperti nazionali e internazionali che sono profondi intenditori e amanti del Lugana e infine lo esalterà in abbinamento a prodotti e piatti tipici del territorio.

Vino Nobile di Montepulciano: “Toscana” in Etichetta

Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale dell'Unione Europea, dallo scorso 10 luglio le modifiche ai disciplinari del Vino Nobile di Montepulciano DOCG, del Rosso e del Vin Santo di Montepulciano DOC sono estese anche a tutto il mondo con l'inserimento della dicitura obbligatoria che nell'etichetta dovrà riportare l'indicazione geografica “Toscana”. In Italia già era obbligatorio l'inserimento di Toscana con le modifiche approvate a gennaio dal Mipaaf. Tale risultato arriva dopo un lungo percorso intrapreso dapprima con la Regione Toscana che un anno fa circa aveva approvato le modifiche al disciplinare della prima DOCG italiana, tra le prime della regione con l'obbligatorietà di indicare la dicitura “Toscana”. «Con la pubblicazione delle modifiche anche a livello europeo si chiude un percorso lungo, ma che ha visto compatta sugli obiettivi finali tutta la base sociale – spiega il Presidente del Consorzio del Vino nobile di Montepulciano, Andrea Rossi – questo risultato va oltre alle tante iniziative internazionali intraprese dal Consorzio per la tutela del marchio, è infatti un elemento di estrema caratterizzazione del nostro prodotto».
La richiesta di modifica dei disciplinari di produzione avanzata dal Consorzio parte dal Protocollo d'Intesa siglato nel 2012 dal Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano e dal Consorzio Vini d'Abruzzo, dalla Regione Toscana e dalla Regione Abruzzo, nonché dal Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali e da Federdoc. Con quel Protocollo d'Intesa, i due Consorzi si erano impegnati a intraprendere iniziative che favorissero la corretta identificabilità dei due vini e in particolare dei rispettivi territori di origine.
Le modifiche del disciplinare. La dicitura obbligatoria riguarda non solo il Vino Nobile di Montepulciano DOCG, ma anche il Rosso e il Vin Santo di Montepulciano DOC. Nello specifico, la modifica proposta riguarda l'articolo 7 del disciplinare di produzione delle tre denominazioni (Vino Nobile di Montepulciano, Rosso di Montepulciano e Vin Santo di Montepulciano) e consiste nella introduzione dell'obbligo di inserire in etichetta il termine geografico più ampio, “Toscana”, in aggiunta alla denominazione.

 

DOC delle Venezie: Arriva l'Iscrizione nel Registro Europeo

La DOC delle Venezie ottiene la protezione ufficiale del nome e la conseguente iscrizione nel registro eAmbrosia da parte della Commissione Europea, aprendo alla possibilità di richiedere il riconoscimento del Consorzio da parte del Ministero delle Politiche Agricole per affrontare, nella pienezza delle sue funzioni di tutela e promozione, la difficile stagione del rilancio nel 2021.
«Si chiude oggi un capitolo importante della storia della viticoltura italiana ed europea con la conclusione dell'iter di riconoscimento della DOC delle Venezie avviato nel 2014 – ha commentato il Presidente del Consorzio di Tutela Albino Armani – un progetto inedito e ambizioso che è stato capace di costruire un concetto allargato di identità territoriale e porsi come punto di riferimento della produzione nazionale e globale di Pinot grigio. Il riconoscimento comunitario rappresenta la meta di un percorso intrapreso con coscienza da tutti i protagonisti della scena vinicola di Friuli, Trentino e Veneto, che hanno saputo accantonare campanilismi e fare squadra a beneficio di un patrimonio comune, il Pinot grigio del Nordest, mettendo in piedi un Consorzio impegnato da oltre tre anni nella tutela del valore del nostro vino e che, ora più che mai, deve ottenere presto il riconoscimento Ministeriale per entrare nella pienezza delle sue funzioni».
Il riconoscimento europeo ottenuto in questi giorni costituisce un'ulteriore legittimazione del lavoro e del percorso di crescita nel segno della continuità, promosso da un team di filiera interregionale che ha creduto e crede fortemente nella valorizzazione di un prodotto-territorio – il Pinot grigio del Triveneto – che rappresenta l'85% del pinot grigio italiano e il 43% di quello mondiale e che ha ancora molto da raccontare ai consumatori internazionali.
«Con la protezione europea si chiude un percorso non facile, durato tre anni, che ha visto il coinvolgimento e la collaborazione di tre regioni diverse – sostiene l'Assessore all'Agricoltura di Regione Veneto Giuseppe Pan – Abbiamo messo da parte gli interessi dei singoli e i particolarismi per trovare un denominatore comune che portasse alla valorizzazione del Pinot grigio e alla sua messa in sicurezza in tutta Europa. Oggi possiamo orgogliosamente parlare della più grande DOC italiana, con 27 mila ettari, di cui oltre la metà in Veneto. Una filiera importante che il Consorzio di tutela, con al timone Albino Armani, saprà guidare verso la strada giusta per vincere le sfide del futuro».
«Sono convinta che questa rappresenti un'importante ed unica esperienza attraverso la quale l'attenzione e l'impegno delle amministrazioni regionali di Veneto e Friuli Venezia Giulia e della Provincia autonoma di Trento hanno saputo accompagnare i rispettivi produttori in un processo di sistema a tutela e garanzia della più grande denominazione vitivinicola italiana mantenendo e coniugando al contempo le singole specificità territoriali. Unicum che consegniamo ora alla responsabilità dei produttori che, sono certa, sapranno prestare attenzione per bene amministrare questo prezioso riconoscimento territoriale di sicura soddisfazione per i nostri produttori e di grande e valido esempio per tutta la comunità vitivinicola nazionale», dichiara l'Assessore all'Agricoltura della Provincia Autonoma di Trento Giulia Zanotelli.
«L'iscrizione al registro europeo della DOC delle Venezie premia il grande lavoro svolto in modo sinergico e coordinato dalle regioni Friuli Venezia Giulia e Veneto e dalla Provincia Autonoma di Trento, al fine di accrescere il valore della nostra filiera vitivinicola, uno dei motori dell'economia regionale e nazionale – commenta Maurizio Urizio, Vicedirettore Centrale delle Risorse Agroalimentari, Forestali e Ittiche di Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia – e conclude «Un'aggregazione ampia creata in modo intelligente che ha portato e che, ora più che mai, porterà a ulteriori miglioramenti per l'intero sistema Pinot grigio del nostro territorio, che sarà nelle condizioni di affermarsi in maniera decisa sui mercati internazionali».
E dopo l'iscrizione della DOP nel registro europeo, adesso diventa urgente ottenere dal Ministero delle Politiche Agricole il riconoscimento e l'attribuzione ufficiale dell'incarico a svolgere le legittime funzioni di tutela, promozione, valorizzazione e informazione.
«Il nostro obiettivo immediato, adesso, è ottenere il riconoscimento ministeriale del Consorzio entro la fine della vendemmia, così da diventare finalmente e ufficialmente soggetti attivi anche nell'ambito dei finanziamenti della promozione e ripartire nel 2021 con un'offensiva decisa sui mercati internazionali» sottolinea Armani.
Per l'anno prossimo il Consorzio punta non solo a recuperare e rafforzare le posizioni acquisite sui principali mercati di riferimento – tra cui UK e USA, animati da turbolenze legate ai temi Brexit e dazi che preoccupano molto la filiera – ma intende aprire una strada anche verso Paesi nuovi, dove il Pinot grigio delle Venezie è assente o marginalmente presente.
«Con il riconoscimento ministeriale, il nostro CdA sarà ulteriormente chiamato a tutelare e rafforzare il valore del Pinot grigio delle Venezie, che continua ad essere minacciato, ancora in queste settimane, da tendenze speculative al ribasso sui prezzi che dobbiamo contrastare anche con un lavoro comune di tavoli di filiera a livello territoriale e nazionale» conclude il Presidente.
«Solo così riusciremo a portare a compimento il progetto consortile di cui oggi celebriamo un nuovo grande successo e che vorrei dedicare alla memoria di chi ne posto le basi, Bepi Catarin, che ha diretto il Consorzio fino al suo ultimo giorno con impegno illuminato e grande dedizione».



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