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 Gusto DiVino  Condividi questo articolo     Sommario della rubrica Eventi Non Solo Vino 
  Eventi Numero 199, Ottobre 2020   
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Numero 198, Settembre 2020 Segui DiWineTaste su Segui DiWineTaste su Twitter 

Notiziario


 In questa rubrica sono pubblicate notizie e informazioni relativamente a eventi e manifestazioni riguardanti il mondo del vino e dell'enogastronomia. Chiunque sia interessato a rendere noti avvenimenti e manifestazioni può comunicarlo alla nostra redazione all'indirizzo e-mail.

 

Cantine Settesoli: Nel Ricordo di Diego Planeta


 
La mia vita di lavoro non è stata fatica, è stata il piacere della sfida e il gusto del riscatto; e la cosa che forse mi ha più aiutato è stata la pazienza, così semplicemente definita da Giacomo Leopardi “la più eroica delle virtù giusto perché non ha nessuna apparenza di eroico”.
Questo l'incipit della Lectio Magistralis dal titolo: “Vino e metamorfosi del territorio. Una Case History: Menfi e le Terre Sicane”. ╚ il 2004 e questo racconto viene enunciato in occasione della Laurea Honoris Causa conferita dall'Università degli Studi di Palermo all'agricoltore Diego Planeta.
All'agricoltore, si, non all'imprenditore, al cavaliere, all'uomo nobile. Tale lui si sentiva e si definiva. Questo dimostravano il suo rispetto per la terra, per gli uomini che questa terra lavorano con fatica e orgoglio, la sua auto infangata, il suo commuoversi davanti al primo carico d'uva arrivato in cantina, il suo saper ascoltare il ritmo delle stagioni.
Perchè Diego Planeta amava profondamente la sua terra, questa terra fertile ove affondano le sue radici, questa campagna generosa, incastonata tra mare e colline che è Menfi, ma ancor di più amava quella comunità agricola, che con grande caparbietà ha saputo difendere la propria bellezza e identità.
Grazie alla sua guida e alla sua lungimiranza, in questo lembo di costa di Sicilia oggi c'è una storia unica da raccontare, fatta di uomini, di vigneti e di idee.
Questa è la nostra storia, la storia di Cantine Settesoli, una comunità di 2000 viticoltori che ogni giorno da oltre 60 anni si prende cura di un meraviglioso vigneto di 6000 ettari, difendendone la biodiversità e producendo vini distintivi dal carattere unico, distribuiti in oltre 45 paesi nel mondo.
Senza la sua visione le 5000 famiglie del Distretto delle Terre Sicane non avrebbero contribuito e sostenuto e reso possibile quella metamorfosi, avviando quella trasformazione sociale ed economica fulcro della Lectio Magistralis all'interno della quale Cantine Settesoli assume ruolo centrale.
Diego Planeta soleva dire che di tutte le sue creature Cantine Settesoli era la più amata, e dopo aver tradotto le enormi potenzialità del territorio in azienda feconda, investendo, sperimentando e innovando insieme agli uomini e alle donne della comunità, dopo aver dimostrato che anche grande è bello e può produrre qualità, nel 2011 aveva fatto quello che definiva un “passo di lato”; proprio come un buon padre di famiglia che ad un certo punto lascia il proprio figlio camminare da solo e viaggiare per il mondo. I risultati oggi raggiunti sono frutto di due elementi: la coesione della compagine sociale, la solidità dell'impostazione gestionale che guarda sempre più alla qualità e all'internazionalizzazione, la consapevolezza che bisogna lavorare duro per costruire e garantire reddito ai viticoltori.
Giuseppe Bursi, Presidente di Cantine Settesoli, afferma: «Cantine Settesoli perde certamente una figura carismatica e un capitolo importante della sua storia, perchè Diego Planeta rappresenta la storia di questa cantina. I suoi insegnamenti e la sua lungimiranza sono le radici e la traccia del nostro futuro».

Autochtona 2020: Nuova Formula per il Forum Dedicato ai Vitigni Autoctoni Italiani

Il più ricco e completo parterre di vini da vitigni autoctoni provenienti da tutta Italia animerà la 17ª edizione di Autochtona, il Forum dei vini autoctoni che si terrà il 19 e 20 ottobre 2020 presso Fiera Bolzano, come ogni anno in concomitanza con “Hotel”, evento fieristico dedicato alla ristorazione e all'h˘tellerie che avrà inizio il 19 e terminerà il 22 ottobre.
Nessun rinvio o annullamento, quindi, ma la decisione di Fiera Bolzano di rivedere una formula, già di successo, per andare incontro alle nuove norme di sicurezza introdotte a causa dell'emergenza sanitaria da Covid-19. Ed è così che, per due giorni, a Bolzano si riuniranno esperti degustatori appartenenti alla critica enologica italiana e internazionale per valutare le numerose etichette che interpretano l'affascinante e composito universo dei vini autoctoni italiani, composto da vitigni diffusi lungo tutto lo stivale così come da varietà che hanno trovato dimora solo in piccoli e specifici areali. Dopo le selezioni di lunedì 19 ottobre, rigorosamente alla cieca, martedì 20 i giurati degusteranno nuovamente i vini finalisti per assegnare gli Autochtona Award nelle storiche categorie che da sempre contraddistinguono questo premio: “Miglior Vino Bianco”, “Miglior Vino Rosato”, “Miglior Vino Rosso”, “Migliori Bollicine”, “Miglior Vino Dolce” ai quali si aggiungono le menzioni speciali tradizionalmente assegnate nell'ambito della manifestazione. Anche quest'anno, inoltre, torna Tasting Lagrein, il premio riservato ai vini prodotti con questo vitigno autoctono a bacca rossa – organizzato in collaborazione con il Consorzio Vini Alto Adige – che decreterà il vincitore per ciascuna delle tre versioni “Rosé”, “Classico” e “Riserva”.
I lavori della giuria, quest'anno, non si svolgeranno a porte chiuse: le telecamere e i canali social di Fiera Bolzano consentiranno di unire il fisico con il virtuale, entrando nelle sale di degustazione per trasmettere live alcuni momenti del lavoro dei degustatori, condividendo a fine giornata riflessioni e spunti sui vini e le tipologie degustate. Anche la cerimonia di premiazione potrà essere seguita in modo digitale. «Sarà certamente un'edizione speciale» affermano i giornalisti Pierluigi Gorgoni e Alessandro Franceschini, rispettivamente coordinatore e segretario dell'Autochtona Award sin dalla sua nascita. «Sarà una ripartenza importante, dopo il difficile periodo che abbiamo vissuto, e sarà una dal vivo, all'interno di una manifestazione che negli anni è riuscita a diventare un importante avamposto di visibilità per tante piccole realtà che hanno il merito di custodire varietà autoctone, a volte sconosciute o che hanno rischiato l'estinzione. Anche quest'anno avremo il piacere e l'onore di coordinare un panel di giurati di grande esperienza, che lavorerà in modo professionale per cercare di far emergere le eccellenze autoctone del nostro Paese».
Tutti i vini degustati dai giurati, infine, animeranno nei due giorni di fiera quello che sarà il più grande banco di assaggio d'Italia dedicato ai vini da vitigni autoctoni. Si troverà nei padiglioni di Fiera Bolzano, all'interno di uno spazio studiato e organizzato in sicurezza e gestito esclusivamente da personale di servizio, senza la presenza fisica dei produttori, all'interno del quale si accederà solo dopo essersi registrati online in modo da mantenere un preciso controllo degli ingressi.
«Siamo orgogliosi di aver costruito, anno dopo anno, con pazienza e passione, una manifestazione diventata un punto di riferimento per tutti coloro che intendono approfondire la conoscenza dei vini da vitigni autoctoni presenti in Italia» afferma Thomas Mur, Direttore di Fiera Bolzano. «Il nuovo format della manifestazione ci consentirà di valorizzare il patrimonio di conoscenza che abbiamo sin qui coltivato con cura, nel rispetto degli accorgimenti che si sono resi necessari per contrastare il diffondersi della pandemia da Covid-19».
Sia Hotel sia Autochtona, quindi, si svolgeranno regolarmente nei padiglioni di Fiera Bolzano e si differenzieranno dalle edizioni precedenti per le misure di sicurezza che verranno prese per tutelare la salute degli espositori e dei visitatori. «In collaborazione con le autorità locali – spiega il direttore di Fiera Bolzano – è stato redatto un protocollo di sicurezza che garantirà una permanenza sicura nel quartiere fieristico. Siamo certi che anche quest'anno Autochtona, grazie alle novità di un'edizione certamente speciale, saprà coinvolgere i tanti vignaioli che coltivano varietà autoctone, all'interno di una kermesse a loro dedicata che rappresenterà una vera e propria ripartenza per il vino italiano».

Veronafiere Riparte dall'Asia con Vinitaly e ICE

Cresce l'attività del sistema Paese in Cina che mette a servizio dell'export made in Italy la lunga esperienza di Veronafiere in Asia con Vinitaly, di ICE tramite “I Love ITAlian Wines” e dell'intera Rete della Farnesina per la terza edizione del Vinitaly roadshow, il B2B organizzato dalla spa veronese in collaborazione con il partner Pacco Communication Group.
Tre le città cinesi interessate: Shanghai, Xiamen e Chengdu, per le cui tappe è stata intessuta una fitta rete di relazioni commerciali e partnership che includono Design Shanghai del gruppo Clarion Events, Xiamen Valued Show, Chengdu Bucciano, la Camera di commercio italiana in Cina, Grapea e gli esperti formati dalla Vinitaly International Academy, Florentia Village, Campari Group e De Longhi Caffè. Nell'ambito del road show, sarà promossa anche l'attività della Fondazione Arena di Verona. Nella città di Shanghai è stata inoltre organizzata dal 13 al 19 settembre la prima settimana del vino italiano “Italian Wine Week” in 20 wine bar e bistro e la più grande piattaforma di e-commerce dedicata ai vini naturali, Bruto, nella stessa settimana, aprirà una sezione speciale dedicata ai produttori italiani.
All'edizione 2020 prendono parte 65 aziende espositrici (10 in più della edizione precedente) e 700 etichette di vini italiani e, tra le numerose iniziative, sono previsti: incontri B2B per importatori e canale horeca, sia in forma fisica, sia digitale; iniziative rivolte a titolari di gallerie d'arte, wine bar, ristoranti fine dining, studi di architettura; walk-around tasting e masterclass dedicate al tema “donne cinesi e vino italiano”, curata dal Premio Internazionale Vinitaly 2019 Leon Liang e dalla prima VIA Academy Expert, Lingzi He, e al tema del “vino italiano e ristorazione cinese”, tenuta dall'unico Master of Sommelier cinese, Yang LV. ╚ prevista, infine, anche la presenza di buyer e formatori del vino con la partecipazione delle più importanti scuole di educazione al vino in Cina delle province del Sichuan, di Guizhou e dalla Municipalità di Chongqing.
Come lo scorso anno, a supporto di tutte le iniziative di promozione pre-evento e durante lo stesso, è stata realizzata una miniapp su WeChat che, insieme a collaborazioni mirare con i principali media e influencer tra cui Julie Tu, la più importante KOL degli spirits in Cina, contribuisce a creare un engagement mirato e profilato di partecipanti alle tre iniziative.
«╚ un passo importante e un momento significativo per l'attività del Gruppo Veronafiere in un anno segnato a livello mondiale dalla pandemia. Ripartiamo dall'Asia, in Cina, con un evento di sistema che prevede la presenza fisica a supporto del vino, uno dei prodotti di punta del made in Italy che, come altri, sta risentendo degli effetti del lockdown internazionale. Il road show di Vinitaly servirà anche da leva per promuovere Wine To Asia, la rassegna internazionale per il vino che Veronafiere, tramite la società compartecipata Shenzhen Baina International Ltd., organizza dal 9 all'11 novembre a Shenzhen», sottolinea Giovanni Mantovani, direttore generale di Veronafiere.
«Siamo particolarmente lieti di dare avvio al ciclo di eventi di promozione del vino italiano in Cina, primo appuntamento successivo all'emergenza Covid-19, che si svolgeranno a Shanghai, Xiamen e Chengdu, grazie alla consolidata collaborazione tra Agenzia ICE e Veronafiere-Vinitaly, con il supporto dei Consolati di Shanghai, Chongqing e Canton. Tale eventi prevedono la realizzazione di corsi di formazione e cicli di degustazione di prodotti enologici di qualificate cantine italiane, destinati a importatori, distributori e media specializzati di settore con l'obiettivo di favorire la conoscenza delle eccellenze vitivinicole del nostro paese e sostenere la proiezione dei marchi italiani sul mercato cinese nell'attuale fase di rapida accelerazione dei consumi interni», Gianpaolo Bruno, direttore ufficio ICE Pechino e coordinatore uffici ICE in Cina e Mongolia.
Una presenza, quella di Vinitaly in Cina con ICE, che ribadisce la forte attenzione della Spa veronese anche in una difficile congiuntura del mercato, determinata in particolare dall'emergenza sanitaria. Secondo le analisi dell'Osservatorio Unione italiana vini su base dogane, nei primi 6 mesi di quest'anno il Dragone ha infatti registrato un forte calo delle importazioni enologiche made in Italy sia nei fermi imbottigliati (-29,4%), che negli sparkling (-36,2%). Dati questi in linea con le importazioni complessive di vino in Cina: nel primo semestre i fermi sono a -32,4% (oltre 750 milioni di dollari) sul pari periodo 2019, mentre gli sparkling perdono il 30,8%.

Tedeschi: Vendemmia all'Insegna della Sostenibilità

Si entra nel vivo della vendemmia su tutto il territorio nazionale e per Tedeschi è iniziata da qualche giorno la raccolta dei primi grappoli. L'azienda, da sempre sensibile alle tematiche ambientali, è stata tra le prime realtà nel veronese a ottenere la certificazione Equalitas, distintivo progetto di sostenibilità dedicato alla filiera del vino, che mette in atto le procedure riguardanti gli aspetti del sociale, dell'ambiente e del settore economico.
Nel 2018 Tedeschi decide di intraprendere questo percorso di certificazione volontaria di sostenibilità dove il processo viene esaminato a tutto tondo e pone un'attenzione particolare a tematiche etiche imposte da certi mercati: sì alla tradizione, ma con uno sguardo lungimirante proiettato al futuro, nel pieno rispetto della sostenibilità, dalla gestione agronomica fino alla filiera enologica.
Tra i vari obblighi della norma, spicca la redazione del bilancio di sostenibilità dove vengono analizzati vari punti, tra cui l'analisi delle aree critiche, gli obiettivi e le azioni di miglioramento; aspetto di primaria importanza, il documento è disponibile a chi ne faccia richiesta in azienda.
Dichiara Sabrina Tedeschi: «Per le imprese che operano nel settore alimentare come la nostra, questa presa di coscienza si identifica con la capacità di fornire prodotti che coniugano sicurezza alimentare con costanza di fornitura, rispetto dell'ambiente, prezzo adeguato e in grado di generare valore aggiunto per il cliente secondo le regole del mercato e della normativa settoriale».
Nel 2019, Tedeschi si è impegnato a 360 gradi aggiungendo all'indicatore di biodiversità il bilancio del carbonio e il bilancio idrico dell'intera organizzazione e dei cru aziendali. A tal proposito, l'azienda, dopo aver analizzato tutti i vari processi e i singoli prodotti, ha rilevato che quasi la metà delle emissioni e dei consumi energetici sono da attribuire al packaging. Si è quindi deciso di sostituire le bottiglie destinate all'Amarone, così come per i due cru della Valpolicella, Fabriseria e Maternigo, con bottiglie più leggere rispetto al passato, riducendo in tal modo l'impatto delle emissioni in fase di produzione del vetro e in fase di spedizione del prodotto finito.
Sono azioni sostenibili a favore dell'ambiente che rispettano e valorizzano il nostro territorio, punto di partenza imprescindibile per produrre vini di grande qualità.
Conclude Tedeschi: «Essere sostenibili oggi diventa un obbligo direi morale, convinti che l'intera filiera possa beneficiare di questi traguardi. Per capire che abbiamo intrapreso la strada giusta, basta pensare che l'Italia sta lavorando per raggiungere un'unica certificazione nazionale riconosciuta a livello comunitario».

30 Anni di Lugana DOC: il Bianco che sa Invecchiare

Il Lugana ha una longevità stupefacente: lo affermò il maestro Veronelli nel 1998 e ne sono oggi testimoni alcuni fra i più importanti e autorevoli rappresentanti dell'enologia italiana, riuniti a Sirmione per “Le età del Lugana”, la straordinaria ed esclusiva retrospettiva di vecchie annate voluta dal Consorzio di tutela come momento clou delle celebrazioni per i suoi 30 anni. Reduce dal successo di “Lugana, Armonie senza tempo”, la maxi degustazione che ha riunito la scorsa settimana a Milano oltre 500 #Luganalovers e 50 aziende, il Consorzio propone oggi un evento omaggio al territorio, in collaborazione con il Consorzio Albergatori Ristoratori Sirmione (CARS). In assaggio le migliori annate degli ultimi 30 anni, per ripercorrere insieme la crescita qualitativa del Lugana, approfondirne gli stili ed apprezzarne la straordinaria longevità.
«╚ stata fatta molta strada in questi 30 anni di operato del Consorzio, un lavoro svolto principalmente su due direttrici – afferma il Presidente del Consorzio Ettore Nicoletto – Internamente, grazie anche ad alcune aziende che hanno aperto la strada, la filiera ha preso coscienza del grande valore, ma soprattutto del grande potenziale del proprio territorio e del vino che ne è espressione: una consapevolezza che si è sostanziata nell'inserimento a disciplinare del Lugana Superiore nel 1998 e del Riserva e del Vendemmia Tardiva nel 2011. Esternamente, anche tramite l'opera di promozione del Consorzio, si sono moltiplicate le direttrici che ora guidano sia il mercato interno sia l'export, ampliando gli orizzonti e ponendo le basi per il lavoro dei prossimi anni. Ora non resta che guardare avanti, perché proprio dal suo passato si intuisce che Lugana è una denominazione che saprà ancora evolvere in futuro».
Gli appuntamenti autunnali del Consorzio proseguiranno alla Milano Wine Week, in programma dal 3 all'11 ottobre, dove sarà protagonista di un Walk Around Tasting (domenica 4 ottobre, San Babila Building), di una Masterclass (lunedì 5 ottobre, Palazzo Bovara, fruibile anche in diretta digitale sulla piattaforma della Milano WW) e animerà un intero quartiere, quello di Porta Romana, wine district gemellato con la DOC gardesana. Per l'intera settimana sarà inoltre attivo lo Stand Virtuale del Consorzio, uno spazio digitale dedicato all'interazione e all'approfondimento, ospitato nell'innovativo Wine Networking Hub della piattaforma, fra le più importanti novità dell'edizione 2020.

I Vini d'Abruzzo Ripartono dal Nord Europa

Il Consorzio Tutela Vini d'Abruzzo, che anche nei mesi scorsi ha continuato a investire in comunicazione e attività digitale, è ripartito alla grande anche con la promozione all'estero, alla “conquista” dei mercati strategici del Nord Europa. I vini abruzzesi sono stati protagonisti nei giorni scorsi del “Simply Italian Europe 2020 Tour” (organizzato da Iem-International Exhibition Management) incontrando buyer, operatori del settore e opinion leader in Norvegia, Danimarca e Polonia.
«L'export per i vini abruzzesi vale più di 180 milioni di Euro e il Nord Europa, pur essendo un mercato di piccole dimensioni, è di grande interesse per le nostre Aziende» racconta Valentino Di Campli presidente del Consorzio. «Per il primo semestre di quest'anno, caratterizzato dalle criticità che tutti conosciamo, l'esportazione dei vini d'Abruzzo in Norvegia ha registrato una crescita importante (+23%) rispetto allo scorso anno, la Danimarca ha accusato di più la crisi ma comunque è un mercato che regge; in questi Paesi il consumatore è sempre più attento e curioso e la nostra proposta vinicola può accontentare molteplici richieste; è importante essere presenti in queste occasioni di promozione – dove sono coinvolti diversi attori del “sistema” vino italiano – presentandosi coesi ma ognuno con i propri punti di forza, lo sappiamo bene in Abruzzo dove l'incidenza della cooperazione è la più alta d'Italia».
Prima tappa il a Oslo, poi Copenaghen e infine Varsavia: importatori, distributori, retailer, ristoratori, rappresentanti della stampa e opinion leader hanno partecipato alle degustazioni di Montepulciano d'Abruzzo e dell'Abruzzo Pecorino manifestando grande interesse per i vitigni autoctoni simbolo della “Regione verde d'Europa”, all'estero più che mai l'attenzione al binomio “territorio e vino” si rivela sempre più vincente.
Incoraggianti quindi i dati del primo semestre sul Nord Europa, molto bene la Norvegia e spicca anche l'attività in Svezia – dove ci si deve attenere al monopolio – che registra un +15% rispetto all'export del 2019; qui il Montepulciano d'Abruzzo è tra le prime quattro denominazioni DOC/DOCG di vino italiano più vendute.
«Tra le tante sfide del particolare momento storico per il settore – e non solo – vi è anche quella di continuare a mantenere questi risultati stando al passo con un mercato – quello del Nord Europa – in continua evoluzione», conclude Di Campli.

Una Domenica in Distilleria per Piemonte Grappa

“Piemonte Grappa, alla corte dell'alambicco”, l'annuale evento del Consorzio di Tutela Grappa del Piemonte e Grappa di Barolo, si farà. L'appuntamento che pone in risalto il lavoro delle distillerie piemontesi, invitando i visitatori a scoprire l'affascinante mondo dell'alambicco e i variegati gusti dei prodotti della distillazione e non solo, è confermato per domenica 4 ottobre e risulta inserito nel programma della Douja d'Or 2020 come evento che promuove il territorio e le sue eccellenze, grazie alla collaborazione con la Camera di Commercio di Asti. Le distillerie del Consorzio che aderiscono sono 11, distribuite sulle colline delle diverse aree piemontesi, e tutte sono pronte ad accogliere il pubblico applicando le misure di attenzione relative a Covid-19 a cui i visitatori dovranno attenersi. Verranno proposte visite guidate agli impianti e degustazioni dei tanti prodotti che rappresentano questo comparto piemontese, legati alla tradizione dei diversi territori e dei diversi vitigni, spesso serviti in abbinamento a prodotti dolciari o ad altre specialità. Sarà importante contattare la distilleria che si intende visitare e prenotarsi, scegliendo tra le aziende che compaiono sul sito web www.consorziograppapiemontebarolo.it. In questo anno così anomalo, in cui una pandemia è arrivata a colpire l'economia e a minare la libertà delle persone, questo evento intende essere un segnale positivo che rappresenta la volontà di proseguire il lavoro e la promozione di un'attività storica e artigianale antica che si trasmette attraverso le generazioni.



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