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  Editoriale Numero 216, Aprile 2022   
2021: l'Anno dei Record per il Vino Italiano2021: l'Anno dei Record per il Vino Italiano  Sommario 
Numero 215, Marzo 2022 Segui DiWineTaste su Segui DiWineTaste su TwitterNumero 217, Maggio 2022

2021: l'Anno dei Record per il Vino Italiano


 Il 2021 sarà certamente ricordato come l'anno più proficuo e positivo per il vino italiano. Quanto meno per i risultati ottenuti dalle esportazioni. Questa notizia – largamente anticipata dalle dichiarazioni dei produttori nei mesi scorsi – è oggi positivamente confermata alla luce dei risultati conseguiti dalle vendite nel corso dello scorso anno. L'eccellente risultato del vino italiano era stato inoltre annunciato dall'ISTAT (Istituto Nazionale di Statistica) e attendeva, per così dire, l'ufficialità sancita dai numeri a quantificare la misura economica e della crescita. Nel 2021, come già detto, le esportazioni del vino italiano hanno rappresentato un valore complessivo di 7,1 miliardi di euro, con un incremento del +12,4% rispetto al 2020. Si tratta del migliore risultato di sempre conseguito dal commercio di vino italiano nel mondo, un segno straordinariamente positivo e che sancisce – o meglio, conferma ulteriormente – l'importante ruolo del vino italiano nello scenario enologico mondiale.


 

 Questo risultato, inoltre, è ulteriormente rafforzato dall'attivo economico di 6,7 miliardi di euro, ponendo il vino italiano fra i settori di maggiore rilievo dell'intera produzione del made in Italy. Questo è quello che emerge dallo studio effettuato dall'Osservatorio Uiv-Vinitaly-Ismea che ha preso in esame i dati diffusi dall'ISTAT e relativi alle esportazioni del 2021. Lo studio, nello specifico, fa notare che questo ottimo risultato è stato fortemente condizionato dal cosiddetto revenge spending (cioè, la spesa di rivalsa) che si è manifestato in diversi settori nel corso del 2021, chiaramente condizionato dalle condizioni socio-economiche imposte dalla pandemia. Il vino italiano, in ogni caso, registra l'esportazione di un volume di 22,2 milioni di ettolitri – con un incremento, quindi, del +7,3% – consolidando il ruolo dominante e importante dell'enologia italiana nel mondo. A trainare questo risultato sono i vini a Denominazione d'Origine Protetta (DOP) che segnano un significativo +15,8% e i vini spumanti, con uno straordinario incremento del +25,3%. In quest'ultima categoria, da segnalare il risultato del Prosecco con un incremento del +32%, ben al di sopra di quanto conseguito dai vini fermi che attestano la propria crescita del +12,3%.

 Per quanto concerne i vini a Denominazione d'Origine Protetta (DOP), questi costituiscono due terzi dell'intero valore esportato nel 2021, mentre i vini appartenenti alla categoria Indicazione Geografica Protetta (IGP) segnano una crescita del +5,4% e i vini comuni del +8,9%. Anche il prezzo medio del vino italiano è cresciuto, segnando un aumento del +4,7%. Da notare, inoltre, l'importante crescita del mercato extra UE, segnando un aumento del +14,2% e che, a oggi, rappresenta il 61% delle esportazioni del vino italiano. In tal senso, è interessante notare la crescita registrata nei vari paesi, una classifica guidata dagli Stati Uniti d'America (+18,4%) seguiti da Germania e Regno Unito. Fra i paesi a registrare la maggiore crescita, da notare il risultato conseguito in Cina (+29,2%) e Corea del Sud (+75,5%). Fra i paesi a segnare un aumento significativo rispetto al 2020 si distinguono inoltre Svizzera, Canada, Paesi Bassi, Francia, Svezia, Belgio e Danimarca.

 Il 2021 è certamente un anno da ricordare fra i più positivi di sempre per l'esportazione dei vini italiani nel mondo. Una buona notizia, nonostante sia – per certi aspetti – offuscata dalla condizione che si sta verificando nel 2022, segnata dalla mancanza delle materie prime e dei materiali indispensabili per la produzione del vino, non da ultimo, dal significativo aumento dell'inflazione che si registra a livello globale. Tornando a parlare dell'eccellente risultato conseguito dalle esportazioni di vino italiano nel 2021, sono ben quindici le regioni del nostro Paese ad avere segnato il migliore risultato di sempre. La classifica delle regioni italiane con il più alto valore di esportazioni nel corso del 2021, segna al primo posto il Veneto, con 2,5 miliardi di euro – e un incremento del +11,1% rispetto al 2020 – seguito dal Piemonte con 1,2 miliardi di euro e una crescita del +12,2%, quindi la Toscana con 1,1 miliardi di euro pari a un incremento del +16,4%.

 A seguire, il Trentino-Alto Adige con 614 milioni di euro, quindi Emilia-Romagna con 409 milioni, che segna una crescita del +19%. Seguono Lombardia, con 286 milioni e una crescita del +11,8%, Abruzzo con 204 milioni e +8,1%, quindi la Puglia con 179 milioni e +8,0%, il Friuli-Venezia Giulia con 142 milioni e +21,5% e Sicilia con 139 milioni e +16,8%. Ottimi risultati anche per il Lazio, con un incremento del +20,4%, l'Umbria, con una crescita del +23%, la Liguria con +26,7%. In questo contesto di crescita generalizzata nell'intero Paese, si evidenzia in controtendenza la Calabria, con un volume di 4,8 milioni di euro, registrando una perdita del -25,9% rispetto al 2020. Per quanto riguarda le denominazioni, spiccano gli eccellenti risultati di quelle appartenenti a Veneto, Piemonte e Toscana. In particolare, il risultato conseguito dalle denominazioni Prosecco DOC che, nel 2021, hanno superato per la prima volta supera la ragguardevole cifra di 627,5 milioni di bottiglia prodotte e – in particolare – i 100 milioni di bottiglie prodotte nella sola Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG, delle quali il 24% distribuite nella GDO italiana e il 30% nei mercati esteri. A queste si devono inoltre aggiungere le 21 milioni di bottiglie della Colli Asolani DOCG, per un totale di circa 750 milioni di bottiglie prodotte per le tre celebri bollicine venete.

 Sempre in Veneto, si evidenzia l'ottimo risultato conseguito dall'Amarone della Valpolicella con oltre 15 milioni di bottiglie vendute e un aumento del +30%, così come il buon risultato del Delle Venezie Pinot Grigio, con oltre 300 milioni di bottiglie prodotte e un aumento del +6%. Ottimi risultati anche per le due importanti DOCG del Piemonte: il Barolo segna un incremento del +22% – con una quota dell'82% rappresentata dall'esportazione – mentre il Barbaresco segna un +17%, con una quota del 65% destinato all'esportazione. Inoltre, l'Asti DOCG torna a superare 102 milioni di bottiglie prodotte – di queste, il 90% destinate ai mercati esteri – con una crescita del +11%. In Toscana spicca lo straordinario risultato del Brunello di Montalcino che, nel 2021, torna di nuovo a superare 11 milioni di bottiglie vendute, con un aumento del +27% rispetto al 2020. Ottimo risultato anche per il Chianti Classico con un aumento del +21% rispetto al 2020 e 35 milioni di bottiglie prodotte, delle quali l'80% destinate ai mercati esteri.

 Fra gli altri vini italiani, ottimi risultati sono stati conseguiti dal Verdicchio dei Castelli di Jesi – con un aumento del +36,9% – Montepulciano d'Abruzzo, il Primitivo di Manduria e i vini della Sicilia DOC. Le belle notizie giunte per gli straordinari risultati conseguiti dal vino italiano nel 2021, come già detto, sono offuscate dalle previsioni che si stanno facendo in questi mesi in merito al 2022. La tendenza generalizzata dell'aumento dei costi di produzione, ai quali si aggiungono anche la crescita dell'inflazione, le condizioni globali ed economiche di questi mesi, fanno immaginare un 2022 in difficoltà per la quasi totalità dei settori produttivi, vino compreso. A questo, purtroppo, si aggiunge anche l'incertezza condizionata dalla pandemia e, non da meno, l'aumento della spesa energetica e dei carburanti, fattori che – inevitabilmente – incideranno sul prezzo finale. Insomma, se per il 2021 si è registrato un entusiasmo generale per l'intero settore enologico, per il 2022 i produttori non sembrano essere ottimisti, immaginando in ogni caso un anno difficile dal punto di vista economico e dei mercati. Se tutto era pronto per festeggiare lo straordinario successo del vino italiano conseguito nel 2021, il 2022 impone di mitigare l'entusiasmo. Tuttavia, nonostante le premesse di questo anno, è bene cogliere con deciso ottimismo il magnifico risultato che è comunque certezza. Si tratta, in ogni caso, di una bellissima occasione per brindare a questo successo, stappando una bella e buona bottiglia del nostro vino. Evviva il vino italiano!

Antonello Biancalana



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