Cultura e Informazione Enologica - Anno XVII
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Indice:Il Forum del Vino: I vini del Salento e i vini francesi: sarà vero?  Nuovo Messaggio
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druidos
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Mio padre era di origine Salentina è morto da un po' e mi diceva sempre che i vini salentini erano utilizzati per "tagliare" i vini francesi cosa che lo rendeva molto orgoglioso della sua terra!
Io ho sempre pensato che fosse una stupidaggine o comunque una cosa passata, ma poco tempo fa un mio amico marsigliese mi ha detto la stessa cosa

è vero?

Pascal (il mio amico) è sicuro!
Lui parlava dei vini pugliesi, ma perché non sa bene la distinzione delle zone italiane infatti mi parlava di lecce e taranto...

E comunque sia: I vini del Salento negli ultimi dieci anni hanno fatto passi da gigante, a me pare

voi che ne dite?

ciao
druidos
antonello
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Quota  Inviato: 31/10/2004 14:31:20 GMT Messaggio PrecedenteMessaggio SuccessivoInizio Pagina
Sia tuo padre, sia il tuo amico Pascal hanno ragione. Per anni i vini del Salento - e della Puglia - sono stati usati per "tagliare" i vini di altre zone vinicole. Fino a qualche decina di anni fa, le uve Pugliesi erano considerate "non buone per fare il vino", ma in realtà enormi cisterne di vino Pugliese lasciavano la regione - con destinazioni più o meno note - per dare corpo e forza ai vini di altri luoghi.
Da diversi anni la Puglia - finalmente - ha preso coscienza del suo ricco partimonio enologico e in poco meno di dieci anni ha fatto, come dici tu, autentici passi da gigante. Uve come Negroamaro e Primitivo, che prima erano scarsamente considerate per la produzione di vini varietali, ma molto apprezzate come uve da taglio, oggi sono testimoni di vini varietali molto interessanti e assolutamente ottimi.
Antonello Biancalana
DiWineTaste
danimarco
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leggo con piacere che finalmente si parla di vini salentini...!!!!
Caro druidos(permettimi il caro) ,riconfermo quello che il sig.Antonello ha detto nel suoprecedente mess.!
Ci aggiungo inoltre che tutt'oggi i nostri beneamati vini leccesi engono utilizzati per tagliare vini di un certo livello...senza peli sulla lingua mi riferisco a vini super rinomati italiani! te mlo dico da buon leccese che certe cose le vede tuttora con i miei occhi! Ne il Numero de:IL MIO VINO di settembre trovi un articolo interessantissimo riguardante il Primitivo e il suo utilizzo lecito(e illecito).un saluto a tutti voi
panterarosa
Enofilo



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Non sapevo che i vini Pugliesi fossero utilizzati per tagliare altri vini. Ma è legale? Possibile che nessuno controlla queste cose?
A me il Primitivo piace molto, anche se devo ammettere che preferisco il Negroamaro, però mi sembra assurdo che gli stessi produttori Pugliesi consentano che il loro prodotto sia reso "anonimo" vendendolo ad altri per tagliare i loro vini.
Non credete sia principalmente lesivo nei confronti dei vini Pugliesi? Allora che interesse avrebbero, a parte quello economico?
Fabio B.
michel
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Quota  Inviato: 02/11/2004 16:21:17 GMT Messaggio PrecedenteMessaggio SuccessivoInizio Pagina
E perchè vi sorprende??? sucede in tanti campi diversi. Nessuno si ha chiesto mai com'è che grandissime quantità di olio d'oliva del Salento (che sul posto viene pagato poco meno di niente) "viaggiano" verso la zona della Sabina, l'Umbria e altri posti? e che poi, usati per dare più "forza" ad altri tipi di olio viene fuori un prodotto che si paga fior di quattrini? Penso che gli agricoltori pugliesi pagano l'amaro prezzo di fare un prodotto che non viene aprezzato se si vende col proprio nome. Mancanza di publicità?...di marketing?di capacità imprenditoriale?...non so, non me ne intendo vi assicuro che conozco personalemnte alcuni casi.
Michele
gilberto65
Enofilo



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Di voci sui vini Pugliesi se ne sono sentite sempre tante e tutti giurano che è vero. Il vino di questi tempi va per la maggiore e credo sia anche nell'interesse dei produttori Pugliesi approfittare di questo momento. Sicuramente il vino che spediscono altrove per aiutare gli altri viene pagato, ma sono sicuro sarebbe ancora più pagato se fosse venduto in modo diverso, come per esempio imbottigliato e adeguatamente sostenuto. Eppure mi sembra che i vini Pugliesi non siano per niente male, anzi, a me piace molto il Negroamaro, quindi mi sembra un controsenso. Se si chiede a chiunque di parlare di vini Pugliesi credo che il Primitivo sia proprio sulla bocca di tutti, quindi non è un problema di pubblicità o di immagine.
Di cose strane ne accadono moltissime e non solo nel mondo del vino, e tutto sommato una cosa come questa non sorprende più di tanto. Non dico che la condivido, certo che no, però mi sembra il solito modo di fare le cose all'Italiana...
Gilberto
maxtrek
Enofilo



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Quota  Inviato: 15/11/2004 18:11:45 GMT Messaggio PrecedenteMessaggio SuccessivoInizio Pagina
Anche io ho sentito girare queste voci più di una volta e pare che sia vero. Però mi meraviglio del fatto di come queste cose si verifichino con estrema semplicità e che nessuno esegua i dovuti controlli. Sono contento che i produttori Pugliesi si siano finalmente resi conto delle potenzialità dei loro vini e spero che siano sempre meno complici di questo sistema e che si impegnino a favore della rivalutazione dei vini della Puglia, com'è nel loro fin troppo logico interesse.
Forse è un problema d'immagine, come detto da altri, ma più probabilmente è colpa delle tonnellate di fango che si sono gettate sulle uve e sui vini Pugliesi facendoli credere come prodotti unicamente adatti al taglio di altri vini. A me non dispiacciono né il Primitivo né il Negroamaro. Non ho mai provato altri vini rossi della Puglia, però se le premesse sono come quelli che ho assaggiato, credo che ci siano ottime possibilità per cambiare le cose.
Max
panterarosa
Enofilo



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Rimango comunque perplesso sul fatto che nessuno sia capace di controllare queste cose. Ovviamente non mi sono mai "cullato" in una nuvoletta pensando di vivere in un mondo onesto, ma forse così è esagerato! Se è vero che i vini pugliesi vengono aggiunti ad altri vini famosi, che cosa accade a questi vini famosi se un giorno i produttori pugliesi decidono di non vendere più il loro vino per questi scopi e usarlo esclusivamente per i propri? Significherebbe il crollo di molti miti?
Insisto nel dire che i vini pugliesi mi piacciono e vista la qualità che in questa regione si sta producendo negli ultimi anni, fatico a credere che siano capaci di svilire il loro prodotto. Certamente in Puglia, come in qualunque altra zona, esistono produttori bravi e produttori meno bravi, forse quelli che vendono i loro vini per la "gloria" degli altri sono proprio quelli meno bravi?
Fabio B.
jada
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Quota  Inviato: 16/01/2005 19:20:32 GMT Messaggio PrecedenteMessaggio SuccessivoInizio Pagina
vorrei dire la mia sull'argomento..
la puglia come ora l'abruzzo e un tempo anche la sicilia sono stati il serbatoio diciamo d'europa.. francia e anche toscana e piemonte.. alcune doc permettono l'uso di vitigni ma non si stabilisce la provenienza.. ecco perchè in sicilia puglia esempio ci troviamo vitigni tipo muller thurgau o barbera o malbech..o il famoso sangiovese.. a pensarci bene manca il nebbiolo.. : -))

non ve lo siete mai chiesto il perchè?
antonello
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Quota  Inviato: 18/01/2005 17:59:39 GMT Messaggio PrecedenteMessaggio SuccessivoInizio Pagina
jada ha scritto:
vorrei dire la mia sull'argomento..
la puglia come ora l'abruzzo e un tempo anche la sicilia sono stati il serbatoio diciamo d'europa.. francia e anche toscana e piemonte.. alcune doc permettono l'uso di vitigni ma non si stabilisce la provenienza.. ecco perchè in sicilia puglia esempio ci troviamo vitigni tipo muller thurgau o barbera o malbech..o il famoso sangiovese.. a pensarci bene manca il nebbiolo.. : -))

non ve lo siete mai chiesto il perchè?

Facciamo un'ulteriore precisazione. Le uve utilizzate per i vini DOC devono essere, secondo legge, coltivate entro i limiti del territorio stabilito dal disciplinare di produzione della denominazione.
Le norme che regolamentano la viticoltura di ogni regione stabiliscono quali varietà di uve sono autorizzate e raccomandate alla coltivazione nell'intero territorio regionale. Se una certa varietà è riportata nell'etichetta di un vino significa che è legalmente raccomandata o autorizzata alla coltivazione e quindi alla produzione di vino. Questo spiega la presenza, per esempio, del Muller Thurgau e del Sangiovese in Sicilia o del Nebbiolo in Sardegna.
Antonello Biancalana
DiWineTaste
jada
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Quota  Inviato: 18/01/2005 22:43:52 GMT Messaggio PrecedenteMessaggio SuccessivoInizio Pagina
caro antonello non ho ben capito
mi vorresti spiegare meglio quindi mi hanno detto una cosa sbagliata?
grazie
antonello
Intenditore

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Quota  Inviato: 20/01/2005 18:10:52 GMT Messaggio PrecedenteInizio Pagina
jada ha scritto:
caro antonello non ho ben capito
mi vorresti spiegare meglio quindi mi hanno detto una cosa sbagliata?
grazie

Scusami se sono stato poco chiaro. Secondo la legislazione Italiana che regola la viticoltura, per ogni regione sono stabilite le varietà di uve che sono raccomandate o autorizzate nei limiti del territorio delle singole province. Questo significa che esiste una legge che definisce quali varietà di uve sono legalmente coltivabili in un territorio per la produzione di vino.
Le uve raccomandate sono quelle ammesse per la produzione di vini DOC e DOCG, tuttavia si possono usare anche per la produzione di altre categorie di vini. Le uve autorizzate sono generalmente utilizzate per la produzione di vini IGT o vini da tavola.
Le uve che non sono riportate in questo elenco stabilito per legge, non possono essere coltivate in quella regione per la produzione di vino. In Sicilia il Muller Thurgau è un'uva autorizzata (cioè è ammessa la sua coltivazione ai fini enologici esclusa la produzione di vini DOC) così come è autorizzato il Nebbiolo in Sardegna.
Sempre in Sicilia, il Nero d'Avola è un'uva autorizzata, cioè è un'uva con la quale si possono produrre vini DOC.

Spero di essere stato chiaro, se così non fosse, scusami ancora e fammi sapere, senza problemi.
Antonello Biancalana
DiWineTaste

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25/04/2019 15:51:59 GMT


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