![]() Cultura e Informazione Enologica dal 2002 - Anno XXV |
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Notiziario |
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In questa rubrica sono pubblicate notizie e informazioni relativamente a eventi e manifestazioni riguardanti il mondo del vino e dell'enogastronomia. Chiunque sia interessato a rendere noti avvenimenti e manifestazioni può comunicarlo alla nostra redazione all'indirizzo e-mail.
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Elezioni al Consorzio Vini Alto Adige: Riconfermato il Presidente Andreas Kofler |
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L'organo supremo del consorzio è l'Assemblea ordinaria che mercoledì, a Bolzano, ha eletto un nuovo Consiglio di Amministrazione. Anche per il prossimo triennio, il Consorzio delle Cantine Produttori Altoatesine sarà rappresentato da Andreas Kofler, Klaus Pardatscher, Georg Eyrl, Philipp Plattner e Oscar Lorandi; sono stati infatti riconfermati tutti i rappresentanti delle cantine sociali. Volti nuovi, invece, per i rappresentanti delle tenute dell'Alto Adige, che ora sono Ivan Giovanett, Christof Tiefenbrunner e Manfred Bernard, così come per quelli dei Vignaioli Indipendenti dell'Alto Adige (FWS) con Magdalena Pratzner e Florian Brigl. Nella seduta costitutiva, il nuovo Consiglio di Amministrazione ha riconfermato Andreas Kofler, presidente della Cantina Kurtatsch, nella carica di presidente del Consorzio Vini Alto Adige. Kofler, che ha già due mandati alle spalle, sarà nuovamente il volto e la voce del consorzio per i prossimi tre anni. Ivan Giovanett di Castelfeder rappresenta il presidente in qualità di vice. «Poter continuare a rappresentare il Consorzio come presidente, è per me un onore e una responsabilità, ma considero la mia rielezione altresì una conferma del percorso che abbiamo intrapreso negli ultimi anni», dichiara Kofler dopo la sua elezione. Con coerenza, tale percorso continua a essere orientato alla massima qualità e a mantenere un legame tra il vino e il terroir che sia il più stretto possibile. «L'espressione più tangibile di questa evoluzione è il riconoscimento di 86 Unità Geografiche Aggiuntive (UGA) che possono essere indicate in etichetta, proiettando verso nuovi traguardi il nostro impegno in fatto di autenticità, legame con il territorio e trasparenza comunicativa», afferma il presidente fresco di riconferma. Con lo sguardo rivolto al futuro, Kofler indica come sfida principale la realizzazione della Casa del Vino in una struttura storica adiacente a Castel Mareccio. «Dopo quasi 20 anni di tentativi, abbiamo superato tutti gli ostacoli burocratici, i lavori procedono e, se tutto va come previsto, potremmo trasferirci nella nuova sede entro la fine dell'anno», afferma il presidente. Il Consorzio Vini Alto Adige avrà finalmente una casa degna della sua importanza sociale ed economica. «La Casa del Vino potrà valorizzare al meglio il vino altoatesino, rafforzarne l'immagine e, non da ultimo, offrire al nostro team un ambiente di lavoro moderno e consono alle esigenze», spiega Kofler. Come seconda sfida, Kofler descrive la creazione e l'ampliamento dell'offerta enoturistica dell'Alto Adige. «Il potenziale dell'enoturismo è stato finora sottovalutato», aggiunge. Si tratta, quindi, di ampliare l'offerta, metterla in rete e professionalizzarla per intercettare un nuovo target di ospiti soprattutto nei periodi di bassa stagione e nelle aree meno battute dai flussi turistici. «L'obiettivo è quello di poter competere, un giorno, con grandi nomi del settore enoturistico come la Borgogna, il Piemonte, la Toscana o la Napa Valley», afferma Kofler. Oltre a questi due grandi progetti, il presidente considera fondamentale anche l'ulteriore sviluppo della certificazione di sostenibilità SQNPI e un'internazionalizzazione ancora più marcata. «Ci stiamo concentrando su nuovi mercati come quelli del Sud America, in particolare del Brasile, e quelli dell'Europa dell'Est, in particolare della Polonia», spiega Kofler. L'evento di marketing più importante rimane l'Alto Adige Wine Summit, riproposto anche nel 2027: «Il summit è uno strumento collaudato che stiamo sviluppando passo dopo passo», afferma il presidente. L'anno scorso l'evento è stato ampliato con un caposaldo dedicato a operatori specializzati, ristoratori e sommelier dell'Alto Adige e di tutta Italia. «Alla luce delle esperienze positive durante la prima edizione, continueremo a sviluppare questo nuovo caposaldo», spiega Kofler. Dopo la sua elezione, il vecchio e nuovo presidente ha ringraziato anche il team del Consorzio: «So di poter contare in qualsiasi momento sulla competenza e l'impegno dei nostri collaboratori», afferma Kofler, «e proprio per questo non vedo l'ora di scoprire ciò che i prossimi tre anni ci riservano». |
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Professione Cantiniere: a Montepulciano un Premio che lo Celebra da Ventidue Anni |
| È andata ad Antonio Troisi (dell'Azienda Raspanti) la ventiduesima edizione del Premio
Cantiniere dell'Anno, il riconoscimento promosso dal Consorzio del Vino Nobile di
Montepulciano. La premiazione è avvenuta giovedì 7 maggio, nella tradizionale cena di
apertura della Fiera dell'Agricoltura delle Tre Berte di Acquaviva (frazione di
Montepulciano) giunta quest'anno alla 42ª edizione. «Valorizzare la figura del
cantiniere, così come quella di tutte le maestranze che operano nel mondo del vino a
Montepulciano, è fondamentale per preservare la nostra tradizione e garantire il futuro
del settore – ha detto consegnando il premio Luca Tiberini, vicepresidente del Consorzio
del Vino Nobile di Montepulciano – ogni bottiglia racchiude infatti il lavoro, la
passione e la competenza di persone che, spesso lontano dai riflettori, contribuiscono
con professionalità e dedizione alla nostra eccellenza e premiare il loro impegno
significa anche stimolare il ricambio generazionale e l'occupazione del comparto». Antonio Troisi, originario di Calvi (Benevento), ha cominciato a lavorare nell'azienda agricola di famiglia che produceva principalmente tabacco, ma che aveva anche un piccolo vigneto e proprio da qui ha appreso i primi rudimenti di viticoltura, lavorandovi fino al raggiungimento della maggiore età. Dopo un lungo periodo dedicato all'edilizia, con una sua impresa familiare, il ritorno all'agricoltura nel 2003, trasferendosi con la famiglia in Toscana, dove nel settembre dello stesso anno inizia a lavorare nell'Azienda Raspanti. Qui ricopre varie mansioni e in particolar modo affianca Antonino Raspanti, il maggiore dei fratelli, nel lavoro di cantina, approfondendo e affinando quelle conoscenze in campo vitivinicolo, con cui si era cimentato fin da ragazzo nell' azienda di famiglia e che oggi sono state suggellate dal riconoscimento assegnatogli dal Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano. Sono oltre 250 i viticoltori a Montepulciano e oltre mille i dipendenti fissi impiegati dal settore vino, ai quali se ne aggiungono altrettanti stagionali. Oltre il 45% delle cantine è condotto da un giovane (l'età media dei titolari di azienda è di 45 anni). Un dato ancora più significativo è che il 60% degli impiegati a tempo indeterminato nel vino sono sotto i 40 anni. Tra i ruoli maggiormente occupati dai giovani in cantina ci sono proprio quelli di enotecnico e cantiniere, ma anche enologo, mentre l'81% delle imprese vitivinicole di Montepulciano ha un impiegato nel marketing sotto i 40 anni. Il vincitore di quest'anno, Antonio Troisi (Azienda Raspanti), va ad aggiungersi all'albo d'oro del premio dove figurano (in ordine di premiazione a ritroso) Francesco Paolo Buonvino (Tenuta Gracciano della Seta), Daniela Nannotti (La Ciarliana), Andrea Goracci (Fattoria Svetoni), Andrea Della Lena (Icario), Paola Picchiotti (Bindella), Margherita Pellegrini (Fanetti), Moreno Barbetti (Fassati), Fabrizio Savino (Salcheto), Roberta Vannozzi (Boscarelli), i fratelli Carmine e Orazio Capoccia (Avignonesi), Stefano Rubechini (Fattoria di Palazzo Vecchio), Primo Marinelli (Casale Daviddi), Marco Papini (Vecchia Cantina) Urano Carpini (Tenuta Valdipiatta), Fabrizio Dottori (Fattoria del Cerro), Dino Magi (Cantina Fanetti), Daniele Giani (Vecchia Cantina), Bruna Casagrande (Cantina Gattavecchi), Giorgio Laurini (Fassati), Enzo Barbi (Fattoria della Talosa) fino ad arrivare al primo vincitore del Premio, Adamo Pallecchi, storico cantiniere della Cantina Contucci. |
Pinot Grigio delle Venezie: Rafforzate le Misure a Tutela del Valore |
| Prosegue il percorso di valorizzazione e programmazione produttiva del Consorzio DOC
Delle Venezie, il più esteso modello di integrazione interregionale del vino italiano che
riunisce la filiera del Pinot Grigio di Veneto, Friuli-Venezia Giulia e Provincia
Autonoma di Trento. Nell'ambito della strategia di governo dell'offerta approvata nel corso
dell'Assemblea dei Soci che si è tenuta nei giorni scorsi, il Consorzio ha quindi
definito le misure da applicare alla vendemmia 2026, orientate a rafforzare equilibrio,
qualità e valore del Pinot Grigio DOC Delle Venezie. Nel dettaglio, per la campagna produttiva 2026 è stata deliberata una riduzione della resa massima di uva, fissata a 160 quintali/ettaro, di cui 30 quintali destinati a stoccaggio amministrativo. La misura si inserisce nel percorso di gestione programmata del potenziale produttivo della denominazione, uno strumento che negli anni ha consentito alla DOC Delle Venezie di accompagnare in maniera efficace l'evoluzione del comparto, consolidando il valore e il posizionamento del Pinot Grigio DOC nei mercati internazionali. Attraverso la modulazione delle rese e il ricorso allo stoccaggio amministrativo, il Consorzio conferma un approccio orientato alla stabilità del sistema Pinot Grigio del Nordest e alla valorizzazione, con l'obiettivo di lavorare sulla qualità preservando identità, competitività e prospettive di sviluppo future. «Le misure approvate dall'Assemblea dei Soci – commenta il Presidente del Consorzio DOC Delle Venezie Luca Rigotti – confermano l'impegno e la capacità del nostro Consorzio di operare con visione condivisa e senso di responsabilità. La programmazione dell'offerta rappresenta oggi uno strumento fondamentale per accompagnare la crescita del Pinot Grigio DOC Delle Venezie, rafforzandone valore, riconoscibilità, stabilità di mercato e posizionamento nel tempo». Nelle prossime settimane sarà definita inoltre la data limite di riclassificazione orizzontale che, anche per la campagna vitivinicola 2026/2027, consentirà di regolamentare le riclassificazioni dei volumi di Pinot Grigio in ingresso, provenienti cioè da altre DOC territoriali con tipologia varietale Pinot Grigio, con l'obiettivo di monitorare in maniera più efficace i volumi e le giacenze e poter quindi promuovere una sempre migliore programmazione delle misure di gestione in relazione alle disponibilità. Con circa 27 mila ettari vitati distribuiti nel Triveneto, la DOC Delle Venezie rappresenta oggi uno dei principali modelli di coordinamento e visione del vino italiano, espressione di una filiera ampia e integrata capace di coniugare qualità, coesione territoriale e competitività. |
Lugana DOC: il Futuro è Next Gen. Nasce il Gruppo Giovani del Consorzio |
| Il Consorzio Tutela Lugana DOC annuncia la nascita del Gruppo Giovani Lugana, una nuova
iniziativa pensata per coinvolgere le nuove generazioni di imprenditori e professionisti
già attivi all'interno delle aziende associate e accompagnare l'evoluzione della
denominazione attraverso visione, competenze e progettualità. Il gruppo riunirà 31 produttori e figure under 40 che ricoprono oggi ruoli decisionali nelle cantine del territorio: una rete che nasce con l'obiettivo di valorizzare il contributo di chi sta già lavorando concretamente alla crescita del Lugana e di renderlo protagonista nei processi di sviluppo e nelle riflessioni strategiche della DOC. L'iniziativa si inserisce in una visione di medio-lungo periodo che interpreta il Lugana come una denominazione dinamica, contemporanea e in continua evoluzione, capace di coniugare solidità identitaria e apertura al cambiamento. Il Gruppo Giovani sarà uno spazio permanente di confronto e progettazione, dedicato ad affrontare alcune delle principali sfide del settore: dall'interpretazione dei nuovi trend di consumo internazionali ai linguaggi della comunicazione contemporanea, fino alle opportunità offerte dall'innovazione e dalla costruzione di nuove relazioni di mercato. Accanto al confronto interno, il progetto punta a generare valore attraverso attività concrete e percorsi di crescita condivisi. Tra gli obiettivi del gruppo figurano infatti la creazione di sinergie tra le aziende del territorio, l'apertura al dialogo con altre realtà vitivinicole italiane e internazionali e lo sviluppo di momenti di formazione esperienziale, attraverso visite e scambi con denominazioni di riferimento per acquisire nuove competenze e best practice. Uno degli aspetti centrali dell'iniziativa sarà inoltre il tema del passaggio generazionale e della formazione istituzionale. Il Gruppo Giovani nasce anche con l'intento di accompagnare la crescita della futura classe dirigente della denominazione, offrendo alle nuove leve strumenti, consapevolezza e occasioni di partecipazione per contribuire, nel tempo, alla governance del Consorzio. Non un semplice tavolo consultivo, quindi, ma un vero incubatore di opportunità, in cui idee, visioni e progettualità possano tradursi in azioni concrete: eventi, iniziative e attività ideate dai giovani per i giovani, con l'obiettivo di rafforzare il legame con il territorio e consolidare il posizionamento del Lugana tra le denominazioni italiane più dinamiche e performanti. Fare rete, condividere competenze e sentirsi parte attiva di un progetto collettivo: da questi principi prende forma il Gruppo Giovani Lugana, con lo sguardo rivolto al futuro della denominazione. Edoardo Peduto, Direttore del Consorzio Tutela Lugana DOC, dichiara: «Investire sui giovani significa dare gambe e visione al futuro del Lugana. Con questo progetto mettiamo al centro il talento di 31 under 40, offrendo loro gli strumenti per diventare i leader di domani. Il Gruppo Giovani sarà un vero laboratorio d'innovazione dove le nuove idee si trasformeranno in strategie concrete, garantendo alla nostra DOC quella capacità di rinnovarsi che è alla base di ogni successo duraturo». |
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