![]() Cultura e Informazione Enologica dal 2002 - Anno XXV |
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Notiziario |
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In questa rubrica sono pubblicate notizie e informazioni relativamente a eventi e manifestazioni riguardanti il mondo del vino e dell'enogastronomia. Chiunque sia interessato a rendere noti avvenimenti e manifestazioni può comunicarlo alla nostra redazione all'indirizzo e-mail.
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Consorzio Vini di Romagna: Roberto Monti Riconfermato Presidente |
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Il profilo di Roberto Monti si è consolidato attraverso un lungo percorso tecnico e istituzionale. La sua esperienza professionale è legata alla Cantina Forlì-Predappio, di cui è stato Direttore Generale per vent'anni, dal 2003 al 2022. Già membro del Consiglio d'Amministrazione del Consorzio Vini di Romagna, nel triennio precedente alla sua prima nomina nel marzo 2023, Monti ha maturato una conoscenza diretta delle dinamiche consortili e delle attuali sfide del comparto. «Sono profondamente onorato della fiducia che l'Assemblea e poi il nuovo Consiglio insediatosi ha voluto rinnovarmi con questa elezione» ha dichiarato il Presidente Roberto Monti. «Accolgo questo incarico con grande senso di responsabilità e gratitudine verso i soci. Il nostro obiettivo per i prossimi anni resta chiaro: proseguire con determinazione nel percorso di crescita dei vini della Romagna, elevandone il posizionamento e la percezione del valore sia in Italia che sui mercati internazionali. Lavoreremo affinché l'identità unica del nostro territorio sia sempre più riconosciuta come sinonimo di eccellenza e autenticità». |
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Il Fascino dei Vini d'Abbazia approda in Calabria |
| Vini d'Abbazia arriva per la prima volta in Calabria e sceglie l'Abbazia Cistercense di
Santa Maria della Matina a San Marco Argentano (Cosenza) per presentare, nelle giornate
di sabato 2 e domenica 3 maggio, un'anteprima dell'edizione nazionale che si svolgerà a
giugno nel Borgo di Fossanova, Priverno (Latina). Nata sulla scia del successo dell'edizione nazionale che si svolge nel Lazio, la tappa calabrese di Vini d'Abbazia si propone di valorizzare il legame tra cultura monastica e viticoltura, mettendo in dialogo esperienze produttive storiche e identità territoriali contemporanee. Per due giorni, l'Abbazia La Matina diventerà un luogo di incontro tra appassionati, operatori del settore e produttori, attraverso un percorso di degustazione che intreccia spiritualità, storia e vino. Protagoniste saranno le etichette provenienti da abbazie italiane, affiancate dalle produzioni dei consorzi di tutela calabresi, in un confronto che attraversa territori, vitigni e tradizioni. Il programma si articolerà tra banchi d'assaggio e momenti di approfondimento, offrendo al pubblico l'opportunità di scoprire sia la dimensione storica della viticoltura monastica sia l'evoluzione contemporanea del vino calabrese. Le degustazioni guidate – affidate a professionisti del settore – accompagneranno i partecipanti in un percorso sensoriale dedicato ai vitigni autoctoni e alle loro espressioni più rappresentative. Vini d'Abbazia si configura come un progetto culturale che restituisce centralità al ruolo delle abbazie nella conservazione del patrimonio vitivinicolo europeo, rilanciandone oggi il valore attraverso il dialogo con i territori. La prima edizione calabrese di Vini d'Abbazia si inserisce in un contesto di forte dinamismo per il settore vitivinicolo regionale, frutto di una strategia istituzionale che punta con decisione sulla promozione delle proprie eccellenze agroalimentari. L'iniziativa è sostenuta dalla Regione Calabria e da ARSAC (Azienda Regionale per lo Sviluppo dell'Agricoltura Calabrese), all'interno di un disegno più ampio che mira a rafforzare il ruolo del territorio nel panorama dei grandi eventi vitivinicoli internazionali. In questa direzione si inseriscono scelte strategiche che hanno portato in Calabria manifestazioni di riferimento come Vinitaly and the City e Merano WineFestival, contribuendo a consolidare l'immagine della regione come destinazione di alto profilo. «Vini d'Abbazia Calabria si inserisce in un percorso già avviato di valorizzazione e promozione del comparto vitivinicolo regionale», dichiara l'Assessore all'Agricoltura della Regione Calabria, Gianluca Gallo. «L'intensa attività messa in campo negli ultimi anni sta dando risultati concreti, contribuendo a rafforzare il posizionamento della Calabria nei circuiti di riferimento del vino di qualità. In questo contesto, iniziative come questa assumono un valore strategico: non solo promuovono le nostre produzioni, ma ne raccontano le radici profonde, intrecciando identità, storia e capacità contemporanea di innovazione. È attraverso questo equilibrio che la Calabria può consolidare la propria attrattività e affermarsi sempre più come destinazione enoturistica di rilievo». Cuore dell'evento sarà l'Abbazia Cistercense di Santa Maria della Matina, complesso di grande valore storico e architettonico immerso nel paesaggio della Calabria interna. Fondata nel 1065 da Roberto il Guiscardo, l'abbazia rappresenta una testimonianza significativa della presenza monastica nel territorio e della sua funzione come centro spirituale e agricolo, offrendo, tra aula capitolare e chiostri millenari, un respiro solenne e senza tempo. «Grazie al supporto della Regione Calabria siamo riusciti a ospitare nell'Abbazia di Santa Maria della Matina la prima edizione nel Sud Italia di Vini d'Abbazia» afferma Michele Valentoni, proprietario dell'abbazia e della cantina La Matina. «È per me un orgoglio aver messo a disposizione questo luogo, contribuendo a valorizzare una realtà ancora poco conosciuta ma perfettamente inserita in un circuito nazionale di grande rilievo». «L'iniziativa rappresenta non solo un'importante occasione di promozione, ma una reale opportunità di incontro e valorizzazione condivisa» aggiunge Judith Sandonato, anima organizzativa e responsabile della comunicazione. «Un'esperienza autentica che mette in relazione cultura, storia e produzioni vitivinicole anche geograficamente distanti». |
Rose Rosé Torna a Roma: la IV Edizione Accende la Città tra Vino, Moda e Arte |
| Quarta edizione, stessa anima e nuove vibrazioni: Rose Rosé torna a Roma per celebrare
il mese delle rose con un'esperienza che conquista il palato e seduce lo sguardo,
invitando tutti a lasciarsi trasportare in un mondo dove il rosa diventa emozione, stile
e racconto. A maggio, quando la città si accende di luce e i giardini si tingono delle
prime fioriture, prende vita uno degli appuntamenti più originali della stagione
primaverile, capace di rinnovarsi nel tempo senza perdere la propria identità. La manifestazione, promossa dall'Associazione Matrix e dalla MKTG Advisor, continua a raccontare con successo una formula originale e riconoscibile, arricchita da novità che vivacizzano il programma e accendono la curiosità di un pubblico sempre più ampio: non solo appassionati di vino, ma anche amanti della moda, dell'arte e delle esperienze immersive. Dall'11 al 17 maggio, con le giornate clou del 13 e 14, Rose Rosé si prepara a conquistare nuovamente la città con un calendario ricco di appuntamenti, pensato per offrire un viaggio coinvolgente tra degustazioni, shopping experience, arte e lifestyle, in un equilibrio armonioso e contemporaneo. Al centro di questa edizione c'è ancora una volta il fascino del vino rosé, nelle sue molteplici sfumature e declinazioni, ma anche un'idea più ampia di evento: un percorso immersivo che intreccia gusto e bellezza, tradizione e tendenze. Scenario d'eccezione sarà ancora Via Borgognona, cuore pulsante dello shopping Altagamma romano, con le sue architetture storiche di influenza francese e le prestigiose boutique internazionali. Per l'occasione, la via si trasformerà in un itinerario sensoriale unico, vestendosi di rosa e di rose grazie all'allestimento firmato da Flover, realtà napoletana specializzata nel mondo moda e design. Le loro scenografiche fioriere a muro daranno vita a un ambiente poetico e raffinato, esaltando la bellezza delle rose e richiamando le delicate tonalità dei vini rosé nel calice. Sono circa 12 le boutique coinvolte lungo la via, ognuna delle quali ospiterà le singole cantine del Consorzio Tutela Vini d'Abruzzo, partner vinicolo esclusivo dell'iniziativa. Protagonista d'eccezione sarà il Cerasuolo d'Abruzzo – prima denominazione italiana dedicata esclusivamente ai rosati, nata nel 2010, che vive oggi un momento d'oro – che accompagnerà gli ospiti in un percorso di degustazione tra freschezza, profumi fruttati e versatilità. «Il Cerasuolo d'Abruzzo sta vivendo un momento estremamente interessante», racconta Alessandro Nicodemi, Presidente del Consorzio Tutela Vini d'Abruzzo. «È un vino moderno, dinamico, capace di interpretare uno stile di vita sempre più attento all'equilibrio tra gusto, leggerezza e convivialità. In una cornice d'eccezione come Roma, simbolo di eleganza e bellezza senza tempo, il Cerasuolo trova una dimensione naturale: glamour, inclusiva e internazionale, perfettamente in sintonia con il suo carattere fresco e contemporaneo». Le esperienze si articoleranno tra le degustazioni diffuse nelle boutique del 14 maggio e il wine tasting su invito nelle sale del prestigioso St. Regis Rome il 13 maggio, Durante tutto il percorso, sommelier qualificati guideranno i partecipanti in un viaggio sensoriale ricco di curiosità, racconti e abbinamenti. Non mancherà, anche quest'anno, uno spazio dedicato all'arte: l'artista contemporanea Elisabetta (Betta) Serena di Lapigio esporrà le sue opere presso il St. Regis Rome, aggiungendo un ulteriore livello di dialogo tra estetica e percezione, presso la Sala del Cinghiale del ristorante Nino dal 1934 e in alcune delle boutique partecipanti. A rendere ancora più vivace l'esperienza, continua la collaborazione con l'illustratore di moda Aldo Sacchetti, che realizzerà ritratti dal vivo degli ospiti attraverso la tecnica dello sketch all'interno di alcune boutique selezionate. Rose Rosé si conferma così molto più di un evento enologico: è un racconto corale fatto di gusto, bellezza e lifestyle, capace di trasformare la città in un palcoscenico diffuso dove ogni dettaglio contribuisce a creare un'atmosfera elegante, coinvolgente e sempre al passo con i tempi. |
2025: Annata Emozionante con Risultati d'Eccellenza per i Vini Alto Adige |
| Le particolarità dell'annata 2025 scaturiscono da una primavera mite che ha comportato
una crescita vegetativa molto rapida. Anche alle altitudini medio-alte, la fioritura è
stata esplosiva e avrebbe dovuto influire sul momento e sulla durata della raccolta. Un
mese di giugno soleggiato e un mese di luglio con precipitazioni ben distribuite hanno
poi garantito un'ottimale maturazione delle uve. «Proprio il mese di luglio, più fresco,
ha favorito una lenta e uniforme distribuzione dell'aroma», afferma Manfred Bernard,
enologo della cantina della Tenuta Cantina Convento Muri-Gries. Rudi Kofler, enologo della Cantina Terlano, attribuisce all'ottimale approvvigionamento di acqua nel mese di luglio un ruolo decisivo per la produzione di vini bianchi freschi, strutturati e dotati di una componente acida ben definita. «Il caldo secco di inizio agosto, inoltre, ha contribuito alla densità strutturale e al bilanciamento degli aromi» aggiunge Kofler, «un fattore che ha influito positivamente anche sui rossi». Se da un lato la primavera e l'estate si sono dimostrate favorevoli per l'andamento vegetativo, le difficoltà durante la vendemmia sono state enormi. La fioritura e, di conseguenza, la maturazione pressoché contemporanea di tutti i vitigni anche a quote diverse hanno accorciato il periodo di vendemmia, complicato anche dalle forti piogge. «È stato difficile trovare il momento giusto per la vendemmia delle singole varietà, pertanto, sempre associato a un certo rischio», spiega Hannes Baumgartner della Tenuta Strasserhof a Novacella, che aggiunge: «Un po' di azzardo era stato messo in conto» – ma pur sempre basato su molta esperienza e know-how. L'interrogativo cruciale era se la vendemmia avrebbe avuto un impatto sulla qualità delle uve. «Grazie a un rigoroso lavoro manuale nei vigneti e alla scelta giusta del periodo della vendemmia è stato possibile garantire una qualità dell'uva molto buona che ha ricompensato per gli sforzi dell'anno» afferma Manfred Bernard e Hannes Baumgartner aggiunge: «I viticoltori 'laboriosi' sono stati sicuramente in vantaggio». Nonostante le sfide, i vini dell'annata 2025 non hanno subito alcuna conseguenza negativa, anzi. Baumgartner parla di vini precisi, sapidi, eleganti, Bernard attribuisce all'annata 2025 aggettivi quali fruttati, energici, profondi e Kofler descrive l'annata come emozionante con vini delicati dalla vivace componente acida, molto piacevoli al palato. Baumgartner, specialista di bianchi, attribuisce a questi vini un aspetto lievemente più snello e una gradazione alcolica più moderata. «I bianchi dell'annata 2025 sono, comunque, fruttati al naso e molto eleganti al palato con una componente acida più consistente che non rappresenta affatto una perdita in termini di qualità e longevità», afferma il viticoltore della Tenuta Strasserhof, Hannes Baumgartner di Novacella. A Terlano anche Rudi Kofler si rallegra dei «bianchi freschi, strutturati e con una vivace componente acida». Kofler descrive i rossi dell'annata 2025 come delicati, intensi, strutturati e con un potenziale di maturazione molto buono. Tale giudizio è condiviso da Manfred Bernard: «I rossi dell'annata 2025 si presentano fruttati e profondi, sostenuti da una bella struttura», afferma l'enologo della Tenuta Cantina Convento Muri-Gries. «Il tannino si mostra ancora giovane, ma piacevolmente croccante e conferisce ai vini un dinamismo fresco». Se si osservano le singole varietà, spiccano le due autoctone, ossia Lagrein e Schiava, per le quali si prospetta una grande annata. Rudi Kofler elogia il Lagrein 2025, caratterizzato da un colore intenso, complessità, eccellente struttura ed eleganza, mentre Manfred Bernard delinea un'immagine altrettanto positiva della Schiava: «I suoi bellissimi e profondi aromi fruttati e la croccante struttura tannica ci regaleranno gioie per molto tempo», afferma l'enologo della Tenuta Cantina Convento Muri-Gries. Tra i vini rossi va citato anche il Pinot Nero che, nell'annata 2025, manifesta già, secondo, gli esperti, finezza, struttura eccezionale ed eleganza. Struttura ed eleganza caratterizzano anche le varietà rosse più pesanti, come afferma Rudi Kofler, riferendosi soprattutto all'annata del Merlot che, a seconda della zona, è stata buona o molto buona. Gli esperti si aspettano un'annata interessante anche per i vini bianchi del 2025. In Valle Isarco, caratterizzata da una predominanza dei bianchi, si può, ad esempio, contare su un Kerner aromatico, elegante, succoso e minerale afferma Hannes Baumgartner. «Il Sylvaner si presenta come un vino dal sapore raffinato e fruttato, abbastanza corposo e con una fantastica struttura, mentre il Riesling 2025 è aromatico, molto sapido e minerale con una croccante acidità», afferma il viticoltore della Tenuta Strasserhof, Hannes Baumgartner. Manfred Bernard attribuisce una sapidità particolarmente pronunciata anche al Pinot Bianco che presenta, inoltre, un aroma fresco ed erbaceo. A favore dello Chardonnay si esprime Rudi Kofler, giudicando «l'annata molto entusiasmante e raffinata», mentre la sua opinione sui Sauvignon 2025 è quasi euforica: «Sono molto precisi, minerali e dotati di una buona morbidezza», afferma Kofler. «Il 2025 è un'annata da record assoluto per i Sauvignon». |
L'Accademia Italiana della Vite e del Vino Inaugura il 77° Anno Accademico |
| Riparte ufficialmente l'attività 2026 dell'Accademia della Vite e del Vino che il 5
maggio, nella Sala Giorgio Fregosi di Palazzo Valentini a Roma (Via IV Novembre 119),
inaugura il settantasettesimo Anno Accademico. Un appuntamento di rilievo per il settore
e non solo dato che oggi l'Accademia rappresenta il più importante sodalizio italiano
dedicato alla vitivinicoltura, con al suo attivo oltre 500 accademici tra studiosi,
imprenditori, tecnici e divulgatori del settore. «L'inaugurazione dell'Anno Accademico
rappresenta un momento di grande significato, non solo per il settore vitivinicolo, ma
per tutto il tessuto culturale e produttivo italiano – dichiara il Presidente
dell'Accademia Italiana della Vite e del Vino, Rosario Di Lorenzo – poiché questa
Istituzione continua a essere un punto di riferimento imprescindibile per la
valorizzazione della tradizione e per lo sviluppo dell'innovazione». Il programma prenderà il via alle 10:30, con l'inaugurazione ufficiale dell'anno accademico che sarà sottolineata dai saluti istituzionali e dalla relazione del Presidente dell'Accademia, il Prof. Rosario Di Lorenzo, cui seguirà la consegna dei diplomi ai 42 nuovi accademici corrispondenti e agli altri emeriti, onorari, ordinari e stranieri. La Tornata proseguirà con la prolusione del Prof. Piero Mastroberardino sul tema Gestire il cambiamento nella filiera del vino: Profili strutturali e congiunturali. Viticultore alla decima generazione, Piero Mastroberardino è Professore Ordinario di Business Management nell'Università degli Studi di Foggia, autore di numerose pubblicazioni scientifiche internazionali sui temi del management. Il suo profilo professionale e imprenditoriale è legato a doppio filo a quello artistico che si concretizza nei campi del disegno e della pittura, della narrativa e della poesia. Accademico, è presidente dell'Istituto del Vino Italiano di Qualità Grandi Marchi. L'Accademia Italiana della Vite e del Vino tra i propri membri annovera docenti universitari, il meglio dei ricercatori italiani in campo vitivinicolo, i titolari e i dirigenti delle maggiori imprese del settore e gran parte di coloro che, sotto diversi aspetti, contribuiscono alla comunicazione e alla esaltazione del comparto nell'ambito commerciale, sociale, artistico e letterario delle denominazioni e dei vini di alta qualità. L'Accademia è collegata al Ministero dei Beni Culturali ed al Ministero dell'Agricoltura, Sovranità alimentare e delle Foreste. |
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