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Notiziario


 In questa rubrica sono pubblicate notizie e informazioni relativamente a eventi e manifestazioni riguardanti il mondo del vino e dell'enogastronomia. Chiunque sia interessato a rendere noti avvenimenti e manifestazioni può comunicarlo alla nostra redazione all'indirizzo e-mail.

 

Tre Consorzi Siglano il Patto per il Futuro del Monferrato


 
Il Monferrato sceglie di fare sistema e affida al vino la regia del proprio futuro. Il 3 marzo 2026 si è svolto, presso il Teatro Ariston di Acqui Terme, il convegno “Il futuro del Monferrato nasce dal vino – Economia, società, paesaggio”, momento fondativo di un percorso strategico condiviso dai tre principali Consorzi del territorio: il Consorzio Tutela Vini d'Acqui, il Consorzio Barbera d'Asti e Vini del Monferrato e il Consorzio per la Tutela dell'Asti Spumante e del Moscato d'Asti DOCG.
Un appuntamento che ha visto la presentazione di un piano triennale di rilancio dell'ecosistema vitivinicolo del Monferrato, superando la dimensione delle singole denominazioni per adottare una visione integrata, sistemica e territoriale. Un progetto che punta a riconoscere nella filiera vitivinicola il baricentro economico, sociale e culturale delle colline patrimonio mondiale UNESCO dal 2014.
L'incontro, moderato dal giornalista Raffaele Ricciardi, si è aperto con i saluti istituzionali dell'Assessore Regionale Paolo Bongioanni, del Sindaco di Acqui Terme Danilo Rapetti, del Vicepresidente del Consiglio Regionale Domenico Ravetti e del Consigliere Regionale Marco Protopapa, confermando la portata strategica dell'iniziativa.
A seguire, l'intervento dei Presidenti dei tre Consorzi promotori – Paolo Ricagno, Vitaliano E. Maccario e Stefano Ricagno – che hanno sancito pubblicamente un'alleanza che si propone di affrontare congiuntamente le sfide del mercato globale, del ricambio generazionale e della sostenibilità economica delle imprese agricole, mettendo al centro il valore del territorio nel suo complesso.
«È tempo di riportare la filiera al centro del sistema vitivinicolo. Dietro ogni bottiglia di vino non c'è solo un prodotto, ma un intero mondo che parte dal viticoltore e coinvolge ogni attore sociale ed economico.» ha asserito Stefano Ricagno, Presidente del Consorzio per la Tutela dell'Asti Spumante e del Moscato d'Asti DOCG. «Abbiamo semplificato troppo la comunicazione negli anni passati; ora la nostra missione è far capire e valorizzare le peculiarità di questa filiera, lavorando concretamente affinché torni a essere il vero motore del futuro del Monferrato».
«Il Piemonte enologico è un mosaico di diversità che va tutelato nella sua interezza. Dalle grandi cooperative ai piccoli produttori, ognuno è un tassello fondamentale per affrontare mercati complessi e instabilità geopolitiche.» ha continuato Vitaliano E. Maccario, Presidente del Consorzio Barbera d'Asti e Vini del Monferrato. «Abbiamo un patrimonio di vitigni autoctoni unico al mondo: l'unione di questi tre Consorzi nasce proprio dalla volontà di trasformare questa varietà in un'unica, potente idea comune per la difesa e la promozione del territorio».
«Fare squadra tra Consorzi è un atto di coraggio e visione: da soli non si vincono le sfide dei mercati globali. Rappresentiamo un territorio che esprime cinque denominazioni di prestigio e 150 milioni di bottiglie: non abbiamo nulla da invidiare ad altri territori.» ha concluso Paolo Ricagno, Presidente del Consorzio Tutela Vini d'Acqui. «Dobbiamo essere i primi ambasciatori orgogliosi della nostra terra, facendo sì che ogni turista che arriva tra queste colline trovi nei nostri vini l'anima del Monferrato».
Il quadro strategico è stato arricchito da autorevoli contributi scientifici. Il Rettore dell'Università Bocconi e Professore di Demografia Francesco Billari, ha evidenziato come la demografia sia una chiave per leggere il futuro: dai record globali 2024 - 2025 ai dati italiani e delle province di Alessandria e Asti, emerge che il calo della natalità e la riduzione del peso delle nuove generazioni impongono nuove strategie per tutelare il capitale umano. In questo scenario, l'Italia si configura come laboratorio di innovazione per garantire la tenuta del sistema produttivo.
Magda Antonioli, Senior Professoressa di Economia e Politica del Turismo, Direttrice del Master in Economics of Tourism e Responsabile del Tourism Lab (CLEACC) presso l'Università Bocconi, ha sottolineato come il turismo esperienziale e l'enogastronomia siano leve decisive di sviluppo: a una domanda internazionale più consapevole deve corrispondere un'offerta integrata e una comunicazione capace di parlare anche alla Gen Z. Nel confronto con Langhe e Roero, il Monferrato – pur UNESCO – è chiamato a costruire il proprio brand, valorizzando identità, paesaggio e coinvolgimento della comunità locale.
Matteo Casagrande Paladino, Direttore Generale di Colline e Oltre S.p.A., società partecipata da Intesa Sanpaolo insieme a Fondazione Banca del Monte di Lombardia e Fondazione Social Venture Giordano Dell'Amore, ha presentato la case history dell'Oltrepò Pavese. Con sede a Pavia, città che ospita anche la Direzione Agribusiness di Intesa Sanpaolo dedicata alle aziende dell'agroalimentare italiano, Colline e Oltre si occupa dal 2021 di definire come un'azione coordinata tra finanza, istituzioni e operatori locali possa generare interventi concreti di rilancio e qualificazione nei settori alberghiero, ristorativo ed enogastronomico, offrendo un modello di riferimento per il Monferrato.
Le linee guida del piano triennale sono state illustrate da Andrea Pirola, CEO di WHITEmc e advisor marketing e strategico del progetto, che ha delineato una roadmap operativa 2026-2028 fondata su una visione di lungo periodo, volta a rigenerare la competitività del territorio. Il piano punta a trasformare il Monferrato in un brand territoriale forte attraverso tre fasi: ricostruzione, espansione e consolidamento. Tra i macro-obiettivi figurano il sostegno del prezzo medio per proteggere la marginalità della filiera e l'intercettazione di nuovi trend di consumo, quali la mixology, la moderazione e la convivialità informale. Il progetto, definito da Pirola come “sistemico, misurabile e replicabile”, vuole preparare una solida base per la futura fase di export, utilizzando un mix di canali classici (TV, Media, GDO e Trade) e moderni (social, ambassador ed esperienze sul territorio) per comunicare autenticità e sostenibilità a un pubblico globale.
Dal Teatro Ariston è emerso con chiarezza un messaggio: il vino non è soltanto una produzione di eccellenza, ma un'infrastruttura economica e sociale capace di generare reddito, occupazione, coesione e attrattività. Il 3 marzo ha rappresentato un momento importante per il Monferrato, volto a segnare l'inizio di una nuova stagione di collaborazione tra Consorzi, con l'obiettivo di restituire centralità economica e prospettiva di sviluppo duraturo a uno dei territori vitivinicoli più identitari d'Italia.

A Maggio Tornano le Giornate del Pinot Nero

Dal 15 al 18 maggio, i suggestivi borghi di Egna e Montagna – in Alto Adige – tornano a essere il cuore pulsante di una delle eccellenze enologiche più apprezzate con le attesissime Giornate Altoatesine del Pinot Nero. È la 28esima edizione di un appuntamento unico nel suo genere, capace di coniugare tradizione e cultura in uno dei territori più vocati alla coltivazione di questa nobile varietà. Da quasi trent'anni, le Giornate altoatesine del Pinot Nero vengono organizzate – con passione e impegno – da un team di volontari e l'evento gode di grande apprezzamento nel mondo enologico e attira numerosi produttori e visitatori. Protagonisti saranno tutti i vini del Concorso Nazionale del Pinot Nero, che va in scena a inizio maggio. Il focus di questa edizione sarà l'annata 2023, con vini provenienti da tutta Italia. Le Giornate si apriranno il 15 maggio proprio con la cerimonia di premiazione dei vini vincitori del Concorso al Castello di Enna a Montagna.
L'edizione 2026 proporrà un ricco programma di degustazioni guidate, masterclass, incontri con produttori, momenti di approfondimento tecnico e occasioni conviviali pensate per un pubblico trasversale: esperti del settore, sommelier, operatori, wine lover e semplici appassionati alla ricerca di un'esperienza autentica. Gli amanti del trekking potranno inoltre scoprire il percorso del Pinot Nero nel sud dell'Alto Adige, un nuovo sentiero enodidattico e culturale, che si snoda lungo il parco naturale del Monte Corno, attraverso la zona di coltivazione del rinomato Pinot Nero. Partendo dai caratteristici paesi della Bassa Atesina quali Ora, Montagna ed Egna, è possibile percorrere le migliori zone del Pinot Nero di Mazzon, Gleno e Pinzano.
Dal 15 al 18 maggio lasciatevi avvolgere dai profumi e dalle sfumature del Pinot Nero, incontrate i suoi protagonisti e scoprite l'anima autentica dell'Alto Adige tra calici, racconti e paesaggi mozzafiato.

Il Consorzio Morellino di Scansano Approva il Bilancio

L'assemblea dei soci del Consorzio Morellino di Scansano ha approvato il bilancio consuntivo, confermando un andamento positivo della denominazione anche in uno scenario di mercato non semplice per il comparto vitivinicolo regionale e nazionale.
Il Morellino di Scansano DOCG infatti chiude il 2025 con un incremento del +4%, un risultato che evidenzia la solidità della denominazione e la capacità di affrontare uno scenario mondiale articolato, mantenendo coerenza strategica e competitività sui mercati.
«L'approvazione del bilancio e il +4% con cui abbiamo archiviato il 2025 rappresentano un segnale concreto della vitalità del Morellino», commenta il presidente Bernardo Guicciardini Calamai. «Ancora più rilevante è la riduzione delle giacenze: oggi il sistema è più equilibrato e meno esposto a tensioni, ancora più pronto a cogliere le opportunità del mercato. È la dimostrazione che, anche in fasi complesse del mondo del vino, il Morellino sa agire con responsabilità e visione strategica. In questo percorso si inserisce anche la nuova tipologia di Morellino Superiore, uno strumento importante per accompagnare la crescita qualitativa della denominazione e rafforzarne il posizionamento nei mercati. Questo ci consente di guardare ai prossimi mesi con ancor più fiducia nella capacità della denominazione di continuare a crescere in modo sostenibile».
A gennaio 2026 lo stock complessivo si attesta infatti sui 9,44 milioni di bottiglie equivalenti, rispetto agli oltre 13 milioni registrati dodici mesi prima, con una riduzione di circa il 27% su base annua. Un risultato che modifica in modo sostanziale lo scenario rispetto all'inizio del 2025: la pressione di magazzino si è ridotta in maniera significativa e le scorte risultano oggi concentrate su annate recenti, con una struttura più ordinata e priva di accumuli.

 


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