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Una delle cose interessanti che riguardano il vino, nello specifico, il suo
apprezzamento nel calice, è, per così dire, la stagionalità. Ogni
stagione, a ben vedere, ogni mese dell'anno, offre occasioni che sembrano fatte
apposta per il consumo di uno specifico tipo vino, non da meno, particolari
territori, produttori, perfino etichette. Intendiamoci: quando si presenta la
giusta occasione – come per esempio a tavola, con la necessità di ben abbinare
un vino a un piatto – il cavatappi si dirige, diligente e zelante, verso una
particolare bottiglia e solo quella. In quel caso, non c'è stagione che tenga e,
senza alcun rammarico o dubbio, va benissimo così. Innegabilmente, però, ci sono
certi vini che si consumano maggiormente e preferibilmente in particolari momenti
dell'anno, come le stagioni – appunto – e, non da meno, in occasione delle
festività. Come quelle di fine anno, quando è un trionfo di tappi di bottiglie di
spumante che saltano, con o senza botto, a suggellare, non solo il momento di
festa, ma anche la bellezza dello stare insieme.
La stagione estiva, che – almeno in questa parte dell'emisfero – è appena
iniziata, è fatta anche di occasioni informali, lontane dai pasti, nelle quali,
senza ombra di dubbio, la presenza del calice non è certamente indesiderata. In
queste occasioni – nonostante, almeno per me, non sia del tutto escluso –
l'idea di aprire una bottiglia, per dire, di Montefalco Sagrantino o di Barolo,
non è evidentemente il primo pensiero. Si fanno avanti, molto frequentemente e
comprensibilmente, pensieri legati ai vini bianchi, soprattutto frizzanti e
spumanti, così come i rosati. Questa idea, indubbiamente, si soddisfa facilmente
con infinite possibilità, poiché qualunque zona vitivinicola del mondo, quindi
non solo l'Italia, è capace di offrire bottiglie che possono essere versate nei
calici estivi. Se prendiamo in considerazione, per esempio, le bollicine,
la scelta offerta dall'enorme panorama vitivinicolo italiano, dalle Alpi alla
Sicilia, è enorme e ben variegata.
Tuttavia, come dicevo, non di sola Italia trova piacere il calice estivo e,
sempre considerando le gioiose bollicine, la Francia, notoriamente, offre enorme
soddisfazione con la vasta scelta di Champagne, senza dimenticare i Crémant
prodotti nei diversi territori francesi, così come i meno noti
ancestrali Blanquette del Limoux e Clairette de Die. Senza dimenticare le
bollicine di Spagna – il Cava su tutti – e della Germania, come il Sekt.
Andando oltre l'Europa, certamente la sete di bollicine può essere anche
soddisfatta con le proposte di Australia, Sud Africa e Stati Uniti d'America. In
tempi recenti, poi, interessanti bollicine si producono anche in Inghilterra, la
quale – nonostante non abbia una lunga tradizione enologica – sta emergendo
come interessante protagonista in questo stile di vino. Le bollicine, inoltre, si
producono praticamente in qualunque paese vitivinicolo del mondo, non solo
spumanti, ma anche i più semplici vini frizzanti i quali, in estate, sono
certamente gradevoli e graditi.
E l'Italia, si chiederanno in molti? Figuriamoci se mi dimentico dell'Italia!
Ammetterete, tuttavia, che l'elenco di bollicine per l'estate del nostro Bel
Paese è tale che finirei unicamente per proporre un lunghissimo elenco, il quale
– non ho dubbi – è ben impresso nella mente di qualunque appassionato di vini.
Dai metodo classico ai Martinotti – o Charmat – fino ai tanti vini frizzanti
che ogni regione produce, l'elenco sarebbe lunghissimo e, ne sono certo, perfino
incompleto. Del resto, in Italia, soprattutto nelle regioni settentrionali, la
produzione dei vini che, nei secoli scorsi si definivano mordaci, vanta
una lunga e solida storia. Tuttavia, un nome, per meglio dire, diversi nomi,
vorrei farli. Forse inaspettati e inusuali per alcuni, magari condivisibili e
apprezzati da altri. Bollicine bianche e rosate sempre benvenute, il mio calice è
certamente ben contento ma, se devo esprimere una preferenza, scelgo il metodo
classico, senza tuttavia disdegnare un fresco e immediato metodo Martinotti o
Charmat che dir si voglia.
Un nome, quindi, anzi, più nomi. Personalmente, in estate, un vino che apprezzo
molto, in realtà, una grande famiglia di vini, sono i Lambruschi. Tutti, nessuno
escluso. Da Reggio Emilia a Modena, salendo a nord fino a Mantova, la scelta dei
lambruschi è davvero interessante e vasta. Da quelli dal colore più scarico e
rosa, come il Sorbara, fino ai rossi cupi di Grasparossa di Castelvetro, serviti
a temperatura estiva sono un piacevolissimo, gioioso e rinfrescante
sollievo alla calura estiva. Non meno interessante, la notevole versatilità dei
lambruschi – tutti – nell'essere ben abbinabili ai piatti che maggiormente si
preferiscono in estate. I lambruschi, poi, non li dimentico certamente nelle
altre stagioni, poiché spesso e volentieri li verso nei miei personalissimi
calici tutto l'anno. Senza dimenticare, poi, che negli ultimi anni – è proprio
il caso di dirlo – nei territori dei lambruschi si sta verificando un grande
fermento, con interessanti bottiglie figlie dell'enologia moderna e
intraprendenza di lungimiranti produttori. La qualità, innegabilmente, negli
ultimi anni è aumentata, e di molto. Evviva!
Non solo lambrusco, almeno per me. Durante la stagione estiva, infatti, apprezzo
versare nei miei calici due profumatissimi vini piemontesi, nello specifico,
Moscato d'Asti e Brachetto d'Acqui, anche nelle versioni spumante. Per doverosa
precisione, aggiungo inoltre il Canelli, visto che da qualche anno è diventato
denominazione propria. Oltre al suadente profumo del Moscato Bianco e Brachetto,
questi vini hanno un volume alcolico decisamente contenuto – lo stesso vale
anche per molti lambruschi – pertanto ulteriormente perfetti per la calda
stagione estiva. Esattamente come i lambruschi, questi vini sono perfetti per i
momenti informali lontano dai pasti, ma non necessariamente. Se è vero che il
lambrusco trova felice abbinamento con la tavola, Asti, Canelli e Acqui diventano
insostituibili alleati per l'abbinamento con i dessert tipicamente estivi, fatti
di creme fredde – come gelati e semifreddi – ma anche dessert a base di mousse
o creme montate.
Le bollicine, tutte, sono inoltre il mio abbinamento preferito con la pizza,
piatto che, nonostante indiscutibilmente sia adatta per tutto l'anno, in estate è
sicuramente fra le scelte principali, soprattutto nelle occasioni informali e nei
pasti consumati all'aperto. Probabilmente i seguaci di Cerere potrebbero non
condividere questa preferenza – sebbene apprezzi e produca birra da decine di
anni per il mio personale consumo – tuttavia, per me, la pizza chiama
inequivocabilmente il vino. Non solo bollicine con la pizza, poiché le sue tante
possibilità di condimento gli consentono, infatti, di essere facilmente abbinata
con qualunque tipo o stile di vino. In estate, tuttavia, sono le bollicine a
essere principalmente versate nel mio calice quando mi godo una buona pizza,
preparata da me personalmente, con impasto rigorosamente da pasta acida e almeno
36 ore di maturazione, o dalle poche e selezionatissime pizzerie di mia
fiducia. Con la pizza, esattamente come il vino, lo ammetto, sono molto
esigente, pane compreso.
Questo, ovviamente, non cambierà le sorti del caldo estivo, il quale – mentre
sto scrivendo – sembra promettere, anzi minacciare, fuoco e fiamme.
Sicuramente, ci consentirà di sopportare meglio l'estate, pensando al piacere di
un buon calice in lieta compagnia, scegliendo certamente vini adatti, quindi
con un volume alcolico più contenuto e che possano essere apprezzati a
temperature fresche. Non fredde, come troppo spesso accade, poiché una
temperatura eccessivamente bassa, annulla praticamente il piacere della
percezione sensoriale del vino, soprattutto dei profili olfattivi e gustativi. In
quel caso, tanto vale approfittare un bel bicchiere d'acqua fredda, se proprio si
cerca un deciso conforto raffreddante. Confido, anzi ne sono certo, che chi mi
legge non sia tentato dall'insana moda degli ultimi tempi e che pare abbia
avere un crescente consenso di seguaci, cioè quella di aggiungere uno o più
cubetti di ghiaccio nel calice del vino, soprattutto quelli rossi. Capisco il
caldo estivo può fare brutti scherzi e perfino dare alla testa, ma
così – francamente – pare eccessiva tortura anche per il peggiore nemico,
figuriamoci per sé stessi. Buona estate a tutti, con un buono e giusto vino nel
calice, sempre in gaia e lieta compagnia!
Antonello Biancalana
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