![]() Cultura e Informazione Enologica dal 2002 - Anno XXV |
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Contrasti di Dolcetto di Dogliani e GattinaraUna degustazione per contrasto tutta piemontese e che vede nei nostri calici vini prodotti con due delle principali uve della regione, tuttavia dal carattere diverso e di notevole personalità. |
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Il Piemonte, sembra ombra di dubbio, è fra le regioni di maggiore rilievo vitivinicolo ed enologico d'Italia, certamente fra le terre da vino più significative e importanti del mondo. Le ragioni sono molteplici: non solo un'interessante varietà ampelografica, ma anche – e non da meno – ricchezza di terre da vino e stili. Dal nord del Piemonte fino all'estremo confine a sud con la Liguria, il territorio si estende fra molteplici cambiamenti della composizione del suolo e morfologici ricchi e vasti. In tutto questo, inoltre, si unisce una proposta di varietà di uve decisamente ricca e, per così dire, specializzata nella produzione dei vari stili tipici di ogni territorio. Vini bianchi e rossi, passiti e spumanti, il Piemonte è capace di offrire agli appassionati una lunga e pregiata scelta di vini da versare nei calici. Fra tutti, ovviamente, sono i vini rossi a identificare maggiormente e principalmente questa regione italiana. Saranno proprio due vini rossi a essere versati nei calici della degustazione per contrasto di questo mese, prodotti con uve diverse – molto diverse – entrambe tuttavia significative nella definizione dell'identità enologica piemontese. Fra le varietà a bacca rossa del Piemonte, spicca decisamente un terzetto di enorme importanza, sia per diffusione sia per impiego enologico: Barbera, Nebbiolo e Dolcetto. Di questo importante terzetto, lasceremo fuori la Barbera, celeberrima e diffusissima varietà a bacca rossa, non solo in Piemonte, di fatto una delle uve rosse più coltivate in Italia. Nebbiolo e Dolcetto, invece, si concentrano maggiormente in Piemonte, sebbene siano coltivati – soprattutto il Nebbiolo – anche in altre regioni d'Italia e, marginalmente, del mondo. Dei tanti vini prodotti con queste uve, nei nostri calici verseremo Dolcetto di Dogliani e Gattinara, due strepitosi rappresentanti, non solo delle rispettive uve utilizzate per la loro produzione, ma anche del Piemonte.
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Il panorama dei vini piemontesi prodotti con Dolcetto è decisamente ricco, anzi, ricchissimo. Questa importante varietà a bacca rossa, infatti, è presente in numerosi disciplinari di produzione del Piemonte, molti di questi riservati esclusivamente a vini prodotti con quest'uva. Fra i tanti, il Dolcetto di Dogliani – o semplicemente, Dogliani – è sicuramente fra quelli più famosi e apprezzati. Riconosciuto da anni come territorio a Denominazione d'Origine Controllata e Garantita (DOCG), il Dolcetto di Dogliani, dopo il riconoscimento DOC del 1974, giunge al vertice della qualità enologica italiana nel 2005. A questo si aggiunge l'importante modifica del 2011 che – di fatto – unisce i territori delle denominazioni Dolcetto delle Langhe Monregalesi e Dolcetto di Dogliani, decretando quindi la soppressione della prima ed estendendo il territorio della seconda, sempre riconosciuto come DOCG. A tale proposito, è bene ricordare che Dogliani, nel territorio delle Langhe, in provincia di Cuneo, vanta un lungo legame con l'uva Dolcetto, per secoli varietà di elezione – insieme alla Barbera – dei vini prodotti in questo territorio. La produzione di vino a Dogliani è storicamente provata già all'epoca degli antichi romani, tuttavia non è certo che si producesse già a quei tempi con l'uva Dolcetto. Le prime testimonianze certe della presenza di quest'uva a Dogliani risalgono infatti intorno all'anno 1000, con documenti che ne attestano il commercio. Il Dolcetto assume progressivamente un'importanza rilevante per l'economia e la viticoltura di Dogliani, tanto da prevedere, nel 1593, un apposito regolamento, emesso dal comune, stabilendo, in particolare, la data d'inizio della vendemmia, esattamente a partire dal 21 settembre. Uva che da sempre ha dominato i vigneti delle Langhe, insieme alla Barbera e prima del Nebbiolo, i vini prodotti con Dolcetto sono stati da sempre i rappresentanti primari dell'enologia locale. L'attuale disciplinare di produzione del Dogliani prevede, oltre allo stile Superiore, anche la possibilità di indicare in etichetta menzione aggiuntiva vigna seguita dal relativo toponimo o nome tradizionale. Per tutti gli stili, il disciplinare impone l'impiego esclusivo dell'uva Dolcetto.
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Il Gattinara è innegabilmente fra i vini più celebri del Piemonte e che nasce nel territorio dell'omonimo comune in provincia di Vercelli. Vino a Denominazione d'Origine Controllata e Garantita, il Gattinara condivide, con tanti altri grandi vini della regione, l'impiego dell'uva Nebbiolo. Varietà celebre e celebrata, capace di creare vini potenti con spiccata eleganza, il Nebbiolo, unito alle caratteristiche specifiche del territorio di Gattinara, regala una raffinata personalità e classe. Sebbene la maggioranza della produzione attuale veda l'impiego esclusivo del Nebbiolo, il disciplinare di produzione impone una quota minima di questa varietà – localmente conosciuto anche con il nome Spanna – pari al 90%, mentre l'eventuale parte complementare può essere costituita da Uva Rara e Vespolina. Inoltre, il disciplinare di produzione prevede anche lo stile Riserva, il quale richiede un periodo minimo di maturazione in legno di 36 mesi, anziché 24. Il disciplinare, infine, consente anche la menzione di vigna seguita dal relativo toponimo o nome tradizionale, rivendicato come Menzione Geografica Aggiuntiva (MGA). Il Nebbiolo, come nel resto del Piemonte, ha un lungo legame con il territorio di Gattinara. Lo stesso va detto per la viticoltura, della quale si hanno testimonianze antecedenti all'arrivo degli antichi romani. Le prime notizie relative al vino, nello specifico, alla sua commercializzazione, risalgono al 1378, testimoniando un'attività di commercio ed esportazione, raggiungendo, non da meno, le corti nobili d'Europa, a partire da quella di Spagna. Questo successo si deve principalmente al marchese di Gattinara cardinale Mercurino Arborio, il quale – all'inizio del 1500 – faceva uso del vino locale non solo come prezioso bene di commercio, ma anche come efficace mezzo per le relazioni diplomatiche. Rispetto ai vini prodotti con il Nebbiolo, in particolare delle Langhe, quelli di Gattinara si caratterizzano per una maggiore finezza ed eleganza, mantenendo comunque la sua ben nota potenza al calice. Il Gattinara si distingue, nel panorama dei Nebbiolo e non solo quelli piemontesi, per la sua spiccata personalità ed eleganza.
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Prima di iniziare la valutazione dei vini della nostra degustazione per contrasto, provvediamo a reperire le bottiglie di Dolcetto di Dogliani e Gattinara. Si tratta di vini piuttosto diffusi e, molto spesso, disponibili anche nelle catene della grande distribuzione. Come sempre, dovessero risultare difficili da reperire, possiamo rivolgerci presso una buona enoteca. Per quanto riguarda la composizione, il Dolcetto di Dogliani è prodotto unicamente ed esclusivamente con l'omonima uva, mentre per il Gattinara ci assicureremo che sia prodotto con Nebbiolo senza la presenza delle altre uve complementari previste dal relativo disciplinare. Per quanto riguarda le pratiche enologiche, per il Dolcetto di Dogliani ci assicureremo sia stato fermentato e maturato in vasche d'acciaio, scelta molto frequente per questo vino, tuttavia non unica. La produzione del Gattinara prevede invece la maturazione per almeno 24 mesi in botte, pertanto la scelta è evidentemente obbligata. Entrambi i vini appartengono all'annata più recente in commercio e li verseremo in calici da degustazione alla temperatura di 18 °C. Possiamo ora versare i due vini della degustazione per contrasto di questo mese nei calici e procedere con la valutazione dell'aspetto del Dolcetto di Dogliani e Gattinara. Inizieremo dal Dolcetto di Dogliani, quindi, inclinando il suo calice sopra una superficie bianca, osserviamo la base così da valutare colore e trasparenza. Il Dolcetto è ben conosciuto per il suo ottimo potere colorante, qualità che – evidentemente – è confermata anche nel Dogliani. Si osserva infatti un colore rosso rubino intenso con una trasparenza decisamente ridotta. Passiamo ora all'osservazione della sfumatura, verso l'apertura del calice, dove lo spessore del vino si fa sottile. Qui rileviamo un colore rosso porpora, a conferma sia delle caratteristiche coloranti del Dolcetto sia della sua giovane età. Passiamo ora all'osservazione del Gattinara, quindi incliniamo il calice sopra la superficie bianca. Qui si osserva un colore rosso rubino intenso e brillante, con una trasparenza decisamente molto più elevata rispetto al Dolcetto di Dogliani. La sfumatura del vino vercellese rivela un colore rosso rubino, spesso tendente al granato. I vini prodotti con Dolcetto e Nebbiolo esprimono profumi decisamente diversi e distanti. Non fanno eccezione, ovviamente, quelli della nostra degustazione per contrasto, aggiungendo inoltre che nel Gattinara si percepirà un profilo olfattivo arricchito da profumi terziari dovuti, ovviamente, alla maturazione in botte. Il Dolcetto si fa riconoscere al naso per gli intensi profumi di frutti a polpa scura, in particolare amarena, prugna, mora e mirtillo, spesso anche quelli a polpa rossa, come lampone e fragola. Fra i riconoscimenti floreali, il Dolcetto esprime principalmente il profumo di violetta, pur non mancando accenni più lievi di geranio e rosa, talvolta anche garofano. Altra caratteristica olfattiva che spesso accompagna i vini da uva Dolcetto, è il profumo della mandorla. Nel profilo olfattivo dei vini prodotti con Nebbiolo spiccano al naso gli intensi profumi di ciliegia e prugna, sempre accompagnati da sensazioni floreali nelle quali si riconoscono violetta e rosa. Fra i profumi che identificano il Nebbiolo, troviamo inoltre lampone, fragola e mirtillo. Riprendiamo la nostra degustazione per contrasto e procediamo con la valutazione dei profili olfattivi dei due vini, iniziando – come nella fase precedente – dal Dolcetto di Dogliani. Manteniamo il calice in posizione verticale e, senza rotearlo, procediamo con la prima olfazione così da apprezzare l'apertura del vino. Al naso possiamo riconoscere – netti e intensi – i profumi di amarena, prugna e mora ai quali segue il piacevole profumo di violetta. Dopo avere roteato il calice – operazione che favorisce lo sviluppo delle qualità olfattive del vino – procediamo con la seconda olfazione. Il profilo olfattivo del Dolcetto di Dogliani si completa con mirtillo, lampone e fragola, talvolta anche melagrana, spesso seguiti dall'inconfondibile profumo di mandorla. Passiamo ora alla valutazione del profilo olfattivo del Gattinara e, mantenendo il calice in posizione verticale, senza rotearlo, analizziamo la sua apertura. Al naso percepiamo profumi intensi e puliti di ciliegia, prugna e violetta, tipici dei vini prodotti con Nebbiolo. Dopo avere roteato il calice e provveduto alla seconda olfazione, il profilo olfattivo del Gattinara si completa con rosa, lampone e fragola, oltre alla lunga sequenza di sensazioni terziarie conferite dalla maturazione in botte. Passiamo ora alla valutazione dei profili gustativi di Dolcetto di Dogliani e Gattinara, iniziando – come nelle fasi precedenti – dal vino prodotto con il Docletto. La prima qualità che prendiamo in esame è l'attacco, cioè come il vino è percepito in bocca dopo il primo sorso. Si percepisce subito la piacevole e garbata astringenza conferita dai tannini, equilibrata dall'apporto dell'alcol, oltre a un accenno di freschezza e di morbidezza. In bocca si percepiscono i sapori di amarena, mora e mirtillo, oltre a lampone e fragola, spesso seguiti da una sensazione nella quale riconosciamo la mandorla. Il Dolcetto di Dogliani ha buon corpo e si fa apprezzare per la sua piacevole immediatezza. Passiamo ora alla valutazione dell'attacco del Gattinara. Il vino vercellese si presenta subito con una sensazione di astringenza decisamente più intensa, così come la freschezza dell'acidità, qui molto percettibile. Questa due sensazioni trovano pronto equilibrio grazie all'effetto dell'alcol e la moderata morbidezza conferita dalla maturazione in legno, con una sensazione di corpo decisamente robusta tuttavia molto elegante. In bocca percepiamo sapori intensi di ciliegia, prugna e lampone. Procediamo ora alla fase conclusiva della degustazione per contrasto di questo mese, cioè alla valutazione delle sensazioni finali che i vini lasciano in bocca dopo la deglutizione, in modo particolare, la persistenza gusto-olfattiva. Il finale del Dolcetto di Dogliani è persistente, lasciando in bocca piacevoli e intensi sapori di amarena, mora, prugna e lampone – spesso la tipica nota amarognola di mandorla – con una sensazione di buon corpo e piacevole astringenza che si uniscono a garbata freschezza. Il finale del Gattinara è parimenti persistente e, in questo caso, la sensazione di struttura che percepiamo in bocca è decisamente più robusta, sensazione alla quale si unisce la freschezza, conferita dall'acidità, tipica dei vini da uve Nebbiolo unitamente all'astringenza. In bocca si percepiscono – netti e intensi – i sapori di ciliegia, prugna e lampone. Due vini decisamente diversi, per certi aspetti, perfino opposti, tuttavia eleganti e piacevoli. Due uve, Dolcetto e Nebbiolo, che restituiscono inoltre vini dal carattere distinto e diverso, non solo per le tipiche pratiche enologiche generalmente impiegate nella produzione di Dolcetto di Dogliani e Gattinara.
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I Vini del Mese |
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Legenda dei punteggi I prezzi sono da considerarsi indicativi in quanto possono subire variazioni a seconda del paese e del luogo in cui vengono acquistati i vini |
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Colli Martani Merlot Riserva Vigna San Martino 2018 |
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| Terre de la Custodia (Umbria, Italia) | |
Merlot | |
| Prezzo: € 35,00 | Punteggio: |
Rosso rubino cupo e sfumature rosso granato, poco trasparente. Intenso, pulito, gradevole, raffinato ed elegante, apre con note di
amarena, ribes e prugna seguite da aromi di viola appassita, mirtillo,
tamarindo, cacao, tabacco, catrame, cuoio, ginepro, liquirizia, macis,
vaniglia ed eucalipto.
Attacco giustamente tannico e comunque equilibrato dall'alcol, buon
corpo, sapori intensi, piacevole morbidezza.
Finale persistente con ricordi di amarena, ribes e prugna. 24 mesi in barrique, 12 mesi in bottiglia. |
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Carne alla griglia, Carne arrosto, Stufati di carne con funghi, Formaggi stagionati |
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Montefalco Sagrantino Exubera 2018 |
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| Terre de la Custodia (Umbria, Italia) | |
Sagrantino | |
| Prezzo: € 40,00 | Punteggio: |
Rosso rubino cupo e sfumature rosso granato, poco trasparente. Intenso, pulito, gradevole, raffinato ed elegante, apre con note di
mora, amarena e viola appassita seguite da aromi di prugna, mirtillo,
cacao, tabacco, cannella, liquirizia, cipria, cuoio, macis, vaniglia e
mentolo.
Attacco giustamente tannico e comunque equilibrato dall'alcol, corpo
pieno, sapori intensi, piacevole.
Finale persistente con ricordi di mora, amarena e prugna. Circa 24 mesi in barrique, almeno 12 mesi in bottiglia. |
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Selvaggina, Carne arrosto, Stufati e brasati di carne, Formaggi stagionati |
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Montefalco Sagrantino Colle alle Macchie 2020 |
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| Tabarrini (Umbria, Italia) | |
Sagrantino | |
| Prezzo: € 50,00 | Punteggio: |
Rosso rubino brillante e sfumature rosso granato, poco trasparente. Intenso, pulito, gradevole, raffinato ed elegante, apre con note di
mora, prugna e amarena seguite da aromi di viola appassita, mirtillo,
cioccolato, tabacco, tamarindo, cuoio, liquirizia, pepe rosa, sottobosco,
vaniglia e mentolo.
Attacco giustamente tannico e comunque equilibrato dall'alcol, corpo
pieno, sapori intensi, piacevole.
Finale persistente con ricordi di mora, prugna e amarena. Almeno 36 mesi in botte, 12 mesi in bottiglia. |
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Selvaggina, Brasati e stufati di carne, Carne arrosto, Formaggi stagionati |
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Montefalco Sagrantino Campo alla Cerqua 2020 |
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| Tabarrini (Umbria, Italia) | |
Sagrantino | |
| Prezzo: € 50,00 | Punteggio: |
Rosso rubino intenso e sfumature rosso granato, poco trasparente. Intenso, pulito, gradevole, raffinato ed elegante, apre con note di
mora, prugna e amarena seguite da aromi di violetta, mirtillo, cioccolato,
tabacco, liquirizia, alloro, macis, cuoio, grafite, vaniglia e mentolo.
Attacco giustamente tannico e comunque equilibrato dall'alcol, corpo
pieno, sapori intensi, piacevole.
Finale persistente con ricordi di mora, prugna e amarena. Almeno 36 mesi in botte, 12 mesi in bottiglia. |
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Selvaggina, Carne arrosto, Stufati e brasati di carne, Formaggi stagionati |
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Negroamaro F 2021 |
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| San Marzano (Puglia, Italia) | |
Negroamaro | |
| Prezzo: € 26,00 | Punteggio: |
Rosso rubino cupo e sfumature rosso granato, poco trasparente. Intenso, pulito, gradevole, raffinato ed elegante, apre con note di
mora, amarena e prugna seguite da aromi di viola appassita, mirtillo,
tamarindo, carruba, cioccolato, macis, tabacco, liquirizia, vaniglia e
mentolo.
Attacco giustamente tannico e comunque equilibrato dall'alcol, buon
corpo, sapori intensi, piacevole morbidezza.
Finale persistente con ricordi di mora, amarena e prugna. 12 mesi in barrique. |
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Paste ripiene con carne e funghi, Carne alla griglia, Stufati di carne con funghi, Carne arrosto, Formaggi |
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Primitivo di Manduria Sessantanni 2020 |
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| San Marzano (Puglia, Italia) | |
Primitivo | |
| Prezzo: € 26,00 | Punteggio: |
Rosso rubino cupo e sfumature rosso granato, poco trasparente. Intenso, pulito, gradevole, raffinato ed elegante, apre con note di
mora, amarena e prugna seguite da aromi di viola appassita, mirtillo,
fragola, tamarindo, carruba, cioccolato, tabacco, liquirizia, cuoio, macis,
vaniglia e mentolo.
Attacco giustamente tannico e comunque equilibrato dall'alcol, corpo
pieno, sapori intensi, piacevole morbidezza.
Finale persistente con ricordi di mora, amarena e prugna. 12 mesi in barrique. |
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Selvaggina, Carne arrosto, Brasati e stufati di carne, Formaggi stagionati |
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Brunello di Montalcino Vallocchio 2021 |
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| Tenuta Fanti (Toscana, Italia) | |
Sangiovese | |
| Prezzo: € 55,00 | Punteggio: |
Rosso rubino intenso e sfumature rosso granato, poco trasparente. Intenso, pulito, gradevole, raffinato ed elegante, apre con note di
amarena, prugna e viola appassita seguite da aromi di rosa appassita,
lampone, fragola, mirtillo, cacao, cannella, tabacco, liquirizia, macis,
ginepro, cuoio, vaniglia e mentolo.
Attacco giustamente tannico e comunque equilibrato dall'alcol, corpo
pieno, sapori intensi, piacevole.
Finale molto persistente con lunghi ricordi di amarena, prugna e
lampone.
36 mesi in botte, almeno 5 mesi in bottiglia. |
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Selvaggina, Carne arrosto, Stufati e brasati di carne con funghi, Formaggi stagionati |
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Brunello di Montalcino Riserva Vigna Le Macchiarelle 2020 |
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| Tenuta Fanti (Toscana, Italia) | |
Sangiovese | |
| Prezzo: € 85,00 | Punteggio: |
Rosso rubino intenso e sfumature rosso granato, poco trasparente. Intenso, pulito, gradevole, raffinato ed elegante, apre con note di
prugna, amarena e viola appassita seguite da aromi di rosa appassita,
lampone, mora, mirtillo, cioccolato, tabacco, cannella, liquirizia,
alloro, ginepro, macis, cuoio, vaniglia e mentolo.
Attacco giustamente tannico e comunque equilibrato dall'alcol, corpo
pieno, sapori intensi, piacevole.
Finale molto persistente con lunghi ricordi di prugna, amarena e
lampone.
48 mesi in botte, almeno 18 mesi in bottiglia. |
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Selvaggina, Carne arrosto, Stufati e brasati di carne, Formaggi stagionati |
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Aleatico Passito dell'Elba 2022 |
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| La Galea (Toscana, Italia) | |
Aleatico | |
| Prezzo: € 38,50 - 375ml | Punteggio: |
Rosso rubino cupo e sfumature rosso granato, poco trasparente. Intenso, pulito, gradevole, raffinato ed elegante, apre con note di
mora, amarena e viola appassita seguite da aromi di rosa appassita,
lavanda, tamarindo, fragola, prugna, mirtillo, lampone, carruba, cannella,
pepe rosa, anice e smalto.
Attacco dolce e giustamente tannico, comunque equilibrato dall'alcol,
buon corpo, sapori intensi, piacevole morbidezza.
Finale molto persistente con lunghi ricordi di mora, amarena e
tamarindo.
Almeno 15 mesi in vasche d'acciaio, 2 mesi in bottiglia. |
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Crostate con frutta e confettura, Pasticceria secca, Formaggi stagionati |
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Murva Bianco 2022 |
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| Murva (Friuli-Venezia Giulia, Italia) | |
Sauvignon Blanc (95%), Chardonnay (5%) | |
| Prezzo: € 27,00 | Punteggio: |
Giallo dorato intenso e sfumature giallo dorato, molto trasparente. Intenso, pulito, gradevole, raffinato ed elegante, apre con note di uva
spina, mela e sambuco seguite da aromi di biancospino, frutto della
passione, ananas, pompelmo, pera, cedro, melone, miele, burro, tiglio e
vaniglia.
Attacco fresco e comunque equilibrato dall'alcol, buon corpo, sapori
intensi, piacevole morbidezza.
Finale persistente con ricordi di uva spina, mela e frutto della
passione.
10 mesi in barrique, 24 mesi in bottiglia. |
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Paste ripiene, Pasta con funghi e crostacei, Carne bianca arrosto, Pesce stufato, Pesce arrosto |
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Friuli Isonzo Chardonnay Paladis 2023 |
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| Murva (Friuli-Venezia Giulia, Italia) | |
Chardonnay | |
| Prezzo: € 27,00 | Punteggio: |
Giallo dorato brillante e sfumature giallo dorato, molto trasparente. Intenso, pulito, gradevole, raffinato ed elegante, apre con note di
banana, mela e acacia seguite da aromi di biancospino, pompelmo, pera,
ananas, cedro, susina, pralina, cardamomo, burro, miele, vaniglia e pietra
focaia.
Attacco fresco e comunque equilibrato dall'alcol, buon corpo, sapori
intensi, piacevole morbidezza.
Finale persistente con ricordi di banana, mela e pompelmo. 11 mesi in barrique, almeno 12 mesi in bottiglia. |
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Paste ripiene con pesce, Pesce arrosto, Carne bianca arrosto, Zuppe di legumi, Pesce stufato con funghi |
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