Cultura e Informazione Enologica - Anno XII
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Côte d'Or, Côte de Beaune, Côte de Nuits

Cuore dell'eccellenza enologica della Borgogna, la Côte d'Or è la patria indiscussa di eleganti e straordinari vini da Pinot Nero e di prestigiosi Chardonnay

 Se state pensando al Pinot Nero o allo Chardonnay, allora è inevitabile non collegare queste due uve con una zona precisa della Borgogna, con un nome carico di promesse e di buon auspicio: la Côte d'Or. Nonostante la sua traduzione letterale sia Costa d'Oro, il suo nome è in realtà l'abbreviazione di Côte d'Orient, cioè Costa Orientale. La Côte d'Or comprende quattro aree vinicole, delle quali le più importanti e famose sono la Côte de Nuits e la Côte de Beaune. Nonostante queste due aree siano famose per i loro vini da uve Chardonnay e Pinot Nero, la Côte de Nuits, nella parte settentrionale della Côte d'Or, è principalmente famosa per i suoi Pinot Nero, mentre la Côte de Beaune, nella parte meridionale, è conosciuta prevalentemente per i suoi Chardonnay, anche se è bene ricordare che in questa zona si producono anche eccellenti Pinot Nero. Nella Côte d'Or sono inoltre definite altre due aree vinicole: Châtillon - a nord della Côte de Nuits - le e Hautes-Côtes, definite sia per l'area di Beaune sia per l'area di Nuits.

 La Côte d'Or, nonostante le sue piccole dimensioni che coprono una stretta fascia di territorio lunga appena 50 chilometri, è la zona vinicola più celebre della Borgogna e fra le più conosciute della Francia. La coltivazione della vite e la produzione di vino in queste terre risale a tempi molto antichi. Quando gli antichi romani arrivarono nella Borgogna nel 51 AC, il territorio era già occupato dai Celti che praticavano la viticoltura e quindi la produzione di vino. Ricerche archeologiche condotte nella zona, suggeriscono tuttavia che la produzione di vino nella Borgogna era già praticata nel 200 AC. Il vino era comunque un elemento importante già a quei tempi poiché, oltre al ritrovamento di anfore vinarie “locali”, scavi archeologici hanno consentito di ritrovare antiche anfore etrusche, segno dell'attività commerciale dell'antico popolo del centro Italia in queste terre. Le prime testimonianze scritte sul vino della Borgogna risalgono al 312 DC.


La C\^ote d'Or
La Côte d'Or

 Si parla del vino della Borgogna e della sua qualità nel 591 DC, per opera di Gregorio di Tours che nella sua “Storia dei Franchi”, il quale racconta che nelle colline a ovest Digione si producevano vini nobili tanto da essere comparati con il Falerno, uno dei vini dell'epoca più decantati e celebri. Durante il dominio dell'imperatore Carlo Magno, la viticoltura e la produzione di vino nella Côte d'Or vissero alti periodi di splendore, in particolare grazie all'attività dei monaci Benedettini. Nonostante la vite fosse coltivata ovunque, le privilegiate condizioni produttive dei monasteri, in particolare la disponibilità di cantine sotterranee adatte alla conservazione, consentiva ai monaci di eccellere, in modo sistematico e metodico, nella produzione di vino: il loro contributo per l'enologia, qui come altrove, è stato fondamentale. I primi monaci ad acquistare vigneti furono i Benedettini Cluniacensi. Con la costruzione dell'abbazia di Cluny nel 910 DC, l'ordine monastico di estese nei principali paesi europei, e l'interesse per la vite e il vino era sempre una caratteristica che li accompagnava.

 Grazie ai lasciti e donazioni di nobili e benestanti, nel 1273 l'abbazia di Cluny possedeva tutti i vigneti intorno a Gevrey. Un'altra abbazia che poteva vantare il possesso di celebri vigneti era quella di St.-Vivant. Nel 1232 la duchessa di Borgogna concesse a questa abbazia i celebri vigneti di Romanée-Conti. La Romanée, La Tâche, Richebourg e Romanée-St-Vivant: vigneti ancora oggi considerati fra i più prestigiosi della Côte d'Or. L'abbazia di St.-Vivant possedeva inoltre vigneti a Pommard, Auxery e Santenay. Un altro ordine monastico che svolgerà un ruolo fondamentale nella viticoltura e nell'enologia della Borgogna è quello dei Cistercensi, fondato nella città di Cîteaux, non molto distante a est di Nuits-St-George. Il loro primo vigneto fu acquisito nel 1098 grazie alla donazione del duca di Borgogna e, nonostante l'ordine praticasse l'austerità e l'ascetismo, ben presto iniziarono ad acquistare vigneti. Nel 1336 i Cistercensi possedevano estesi vigneti nelle aree di Vougeot, Beaune, Chambolle, Fixin e Pommard. In particolare, costruirono un muro intorno al loro vigneto di Vougeot, dando così origine al celebre Clos de Vougeot.


 

 Grazie al lavoro dei monaci Cistercensi - condotto con una scrupolosa opera di sperimentazione e comparazione - si arrivò al concetto di terroir, così caro ai viticoltori francesi, e allo studio delle differenze fra i diversi cru. Fino al quindicesimo secolo, a causa delle difficoltà legate al trasporto, che da queste zone si poteva svolgere solo attraverso terra, i vini più celebri della Côte d'Or - e della Borgogna - erano quelli della zona di Beaune. I vini che sembravano avere maggiore successo erano quelli prodotti nelle zone adiacenti ai fiumi: la facilità con la quale potevano essere trasportati in altre zone costituiva un enorme vantaggio. La notorietà dei vini della Côte d'Or e della Borgogna crebbe nel dodicesimo secolo, quando papa Clemente V trasferì la corte papale ad Avignone. La richiesta per i vini di Beaune - cioè della Borgogna - aumentò e con essa anche il prestigio, tanto da essere considerati come “secondi a nessuno”. Un altro evento importante che contribuì ad accrescere il pregio dei vini di questa regione, fu la loro predilezione da parte dei duchi di Borgogna. Proprio a questo periodo risale la prima citazione scritta del Pinot Nero, a quei tempi chiamato Noirien.

 Con molta probabilità, i vini bianchi di quei tempi in Borgogna erano prodotti con l'uva Formenteau, una varietà oggi considerata la progenitrice del Pinot Grigio. Lo Chardonnay - che è oggi l'uva bianca più rappresentativa e diffusa della Borgogna - farà il suo ingresso nella scena enologica della regione solamente durante il medio evo. Da notare anche che a quei tempi, i vini si consumavano generalmente entro l'anno successivo dalla vendemmia, pertanto non esisteva la pratica di fare maturare i vini. La fama dei vini rossi della Côte de Nuits era già ben consolidata nel 1728, come citato dall'opera di Claude Arnoux “Dissertazione sulla situazione della Borgogna”, nel quale si citano anche i vini rosati di Volnay, mentre si parla brevemente dei bianchi della Côte de Beaune. La notorietà della Côte d'Or subì un arresto nel 1878, quando arrivò nei vigneti la fillossera. Nel 1855, il Dott. Lavalle pubblicò la sua “Storia e statistica della Côte d'Or” nella quale era inclusa una classificazione informale dei migliori vigneti. Il suo lavoro fu formalizzato nel 1861 portando alla classificazione dei vigneti in tre categorie. Infine, nel 1930, con l'introduzione del sistema dell'Appellation Côntrolée, si giungerà all'attuale classificazione dei vini della Borgogna e della Côte d'Or.

 

Classificazione della Côte d'Or

 I vini della Côte d'Or, esattamente come quelli della Borgogna, sono classificati secondo il sistema francese dell'Appellation Côntrolée. A differenza della regione vinicola di Bordeaux, dove la qualità è stabilita in accordo al prestigio storico e tradizionale dei vari châteaux, nella Borgogna la classificazione si basa sulla qualità riconosciuta alle regioni, villaggi e ai singoli vigneti. Il livello più basso è riservato alle denominazioni regionali, come ad esempio Bourgogne AC, Beaujolais AC o Chablis AC. Il livello di qualità successivo è riservato ai villaggi, cioè riservato a zone comprese all'interno del territorio di comuni o località circoscritte, come ad esempio Pommard, Volnay, Gevrey-Chambertin o Meursalt. I due livelli successivi riguardano le classi di maggiore qualità e sono entrambi destinati a singoli vigneti con qualità storicamente documentata e provata. Il primo di questi due livelli è il Premier Cru seguito dal livello più elevato di qualità Grand Cru, riservato a pochissimi vigneti della Borgogna dai quali provengono tradizionalmente vini di eccezionale qualità.

 I vini appartenenti a questa classe riportano in etichetta solamente il nome del vigneto e la dicitura Grand Cru. Tutti i vigneti classificati come Grand Cru della Borgogna si trovano nella Côte d'Or e a Chablis. Esattamente come in tutti gli altri sistemi di classificazione dei vini vigenti nei diversi paesi, non sempre il livello più elevato garantisce la migliore qualità e i Grand Cru della Borgogna non fanno eccezione. A causa delle vicende storiche e delle leggi francesi sulla successione dei terreni, molti dei Grand Cru appartengono in realtà a diversi proprietari - ognuno dei quali possiede pochi ettari - producendo livelli di qualità molto diversi fra loro. Per questo motivo, è sempre opportuno considerare la qualità in funzione del produttore piuttosto che alla categoria di appartenenza: non è raro, infatti, trovare dei Premier Cru di qualità superiore a certi Grand Cru. I villaggi della Côte de Nuits nei quali sono definiti vigneti Grand Cru sono: Gevrey-Chambertin, Morey St.-Denis, Chambolle-Musigny, Vougeot, Flagey-Echézeaux e Vosne-Romanée. Quelli della Côte de Beaune sono definiti nei villaggi di Pernand-Vergelesses, Ladoix-Serrigny, Aloxe-Corton, Puligny-Montrachet e Chassagne-Montrachet.

 

Aree di Produzione

 La Côte d'Or si trova nella parte settentrionale della Borgogna, poco a sud di Digione, e si estende per circa 50 chilometri, fino nelle vicinanze di Santenay, in una fascia di territorio piuttosto stretta. La parte settentrionale è definita Côte de Nuits, dal nome della città Nuits-St.-George, e nella quale si producono quasi esclusivamente vini rossi, mentre quella meridionale è la Côtes de Beaune, dalla città di Beaune, e nella quale si producono sia vini bianchi sia vini rossi. Le uve principali della Côte d'Or sono lo Chardonnay e il Pinot Nero, tuttavia nella zona sono presenti anche le uve Aligoté e Gamay. La composizione del suolo della Côte d'Or è prevalentemente di tipo calcareo, particolarmente adatto alla coltivazione delle varietà Chardonnay e Pinot Nero. Le aree dalle quali provengono i vini Premier Cru e Grand Crus si trovano ad altitudini comprese fra i 250 e i 300 metri, mentre ad altitudini superiori si producono vini più leggeri, generalmente appartenenti alle village appellation.

 

Côte de Beaune

 Nella Côte de Beaune si producono sia vini bianchi, da uve Chardonnay, sia vini rossi, da uve Pinot Nero. L'area è comunque celebre per i suoi vini bianchi ed è dalla Coôte de Beaune che provengono i migliori Chardonnay della Borgogna. Si trovano infatti in quest'area i celebri Grand Cru di Montrachet, Bâtard-Montrachet, Bienvenue-Bâtard-Montrachet, Chevalier-Montrachet, Corton-Charlemagne e Criots-Bâtard-Montrachet. Anche i vini rossi della Côte de Beaune sono di elevata qualità - in particolare quelli di Corton - tuttavia considerati meno pregiati di quelli della Côte de Nuits. Rispetto ai vini rossi della Côte de Nuits, quelli della Côte de Beaune sono caratterizzati da una maggiore morbidezza e qualità organolettiche più “immediate”. Fra le aree più celebri della Côte de Beaune nelle quali si producono vini rossi si ricordano Aloxe-Corton, Beaune, Volnay e Pommard. I bianchi della Côte de Beaune sono caratterizzati da una sorprendente ricchezza organolettica e struttura, con aromi che spesso ricordano miele, nocciola, vaniglia e - talvolta - tartufo.

 

Côte de Nuits

 La Côte de Nuits è indiscutibilmente la patria mondiale dei migliori vini rossi da Pinot Nero. In quest'area si produce inoltre una piccola quantità di vini bianchi da uve Chardonnay, Pinot Grigio e Pinot Bianco. I vini rossi della Côte de Nuits possiedono una maggiore struttura e complessità organolettica rispetto a quelli della Côte de Beaune e sono considerati i migliori Pinot Nero della Borgogna e del mondo. Si trovano infatti in questa zona i celebri Grand Cru Bonnes Mares, Le Chambertin, Chambertin Clos-de-Bèze, Clos de La Roche, Clos de Vougeot, Grands Echézeaux, Le Musigny, Richebourg, Romanée-Conti e Lâ Tache. Nonostante la Côte de Nuits sia un territorio piuttosto ristretto, la diversità dei suoi terroirs è vasta e ricca. A questo si aggiungono anche le tecniche di vinificazione adottate dai produttori con lo scopo di aumentare la struttura e la complessità dei lori vini rossi, come per esempio la torchiatura e, in particolare, la filosofia in materia di maturazione adottata da ogni produttore. Recentemente si è introdotta anche la macerazione a freddo delle uve prima della fermentazione, una pratica che è seguita da molti produttori e che tuttavia trova accesi detrattori fra quelli che sostengono una produzione più vicina al modello tradizionale. Nonostante queste “piccole” diatribe fra i produttori, ciò che rimane indiscutibile della Côte de Nuits, e che qui si producono i migliori Pinot Nero del mondo.

 




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