Cultura e Informazione Enologica - Anno XII
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Il Rabarbaro

Una pianta singolare: il fusto viene usato in cucina per la preparazione di marmellate e torte, le radici vengono usate come medicinale e le foglie sono tossiche

 Il rabarbaro ovvero Rheum Officinale (rabarbaro comune), Rheum Palmatum L. (rabarbaro cinese) della famiglia delle Poligonacee, è un'erba perenne con foglie molto grandi e piccoli fiori, originaria della Cina e del Tibet. Il rizoma viene utilizzato in farmacia per le sue proprietà digestive e lassative, è una pianta molto apprezzata dall'industria dei liquori e delle caramelle. Il Rabarbaro è una pianta molto antica, pare fosse coltivata in Asia, più precisamente in Cina, già 2.700 anni prima della nascita di Cristo, dove veniva usata per scopi medicinali. Le prime informazioni storiche sull'uso del rabarbaro, dal punto di vista terapeutico, si devono all'imperatore cinese Shen Nung, vissuto tra il 2.700 e il 2.800 a.C., e al suo Pen Tsao Ching - il celebre canone delle erbe mediche - dove sono menzionate più di 300 piante medicinali, e nel quale si descrivono le qualità medicamentose del rabarbaro.


Rizomi di rabarbaro
Rizomi di rabarbaro

 Gli antichi greci e romani facevano un grande uso di rabarbaro, soprattutto per le sue qualità officinali. Il nome “rabarbaro” ha origine greca, ed è infatti composto dal sostantivo “ra” - la pianta - e l'aggettivo “barbaron”, riferito al fatto che veniva coltivata da popolazioni barbare. Ne parla Pedanio Dioscoride (Anazarba, primo secolo d.C.), medico greco originario della Cilicia, nell'odierna Turchia, studioso delle proprietà medicinali delle piante; Plinio il Vecchio, autore della monumentale “Naturalis Historia”, nella quale vengono trattati anche temi di botanica, medicina e piante medicinali; Scribònio Largo, medico romano, autore di studi farmacologici, fu uno dei primi scrittori in latino di argomenti medici, e nella sua opera “Compositiones Medicamentorum” raccolse i rimedi per molte malattie. Tutti conoscevano, usavano e studiavano le proprietà del rabarbaro pur ignorandone la provenienza botanica.

 Un'altra testimonianza la troviamo nel famoso libro di Marco Polo “Il milione”, dove si legge «Nella provincia di Tangue… e per tutte le sue montagne si trova lo reubarbaro in grande abbondanza, e quivi lo comperano li mercanti e portanlo per tutto il mondo…Questa testimonianza è molto importante perché, nonostante il rabarbaro fosse conosciuto e utilizzato come medicamento fin dall'epoca greco-romana, questo conferma che in quel periodo se ne ignorava la provenienza. Nonostante i vari tentativi fatti per l'identificazione della pianta, il rabarbaro venne identificato in uno dei più importanti studi dal punto di vista medico, solo quando la Societé de l'Acclimatation di Parigi ottenne, tramite il consolato francese in Tibet, alcune piantine, che poi vennero fatte riprodurre in serra. Grazie a questo, il botanico francese Baillon poté esaminare accuratamente la pianta e battezzarla con il nome di Rheum Officinale. Il nome deriva dall'antico termine russo Rha, ovvero radice.

 

Classificazione del Rabarbaro

 Il rabarbaro è una pianta erbacea perenne con rizoma sotterraneo dal quale partono numerose e grosse radici. Dal rizoma si originano diversi ciuffi di foglie e fusti, che possono arrivare anche a un'altezza di 2-3 metri. I grossi gambi rossastri - ricchi di succo - hanno le stesse proprietà medicinali del rizoma, ma vengono usate soprattutto in cucina per la preparazione di marmellate o per la preparazione di frutta candita. Le foglie nascono quasi tutte dalla base e i fiori sono raccolti in una pannocchia molto grande. Il frutto è un achenio bruno pendulo a forma di trigona, con tre facce. Il rabarbaro è originario dell'Asia, più precisamente della Cina nord-occidentale, sulle montagne nei pressi del lago di Kuku-nor. Viene coltivato anche nelle zone temperate di tutta l'Europa dove richiede un terreno sciolto e leggero ben lavorato in profondità, tuttavia il rabarbaro qualitativamente migliore è senza dubbio quello proveniente dalla Cina. Il rabarbaro non è una pianta esigente, ma teme la siccità, pertanto è importante garantire un adeguato approvvigionamento d'acqua.

 Chiunque desideri coltivare qualche pianta di rabarbaro nel proprio orto o giardino, ricordi che la sua coltivazione è piuttosto semplice, essendo la pianta adattabile a diversi climi e tipi di terreno. Si sconsiglia di iniziare con la semina in quanto la crescita, durante i primi due anni, è molto lenta e in questo periodo non si possono raccogliere i piccioli, è quindi consigliabile acquistare le piantine in un vivaio o utilizzare i getti provenienti da un'altra pianta. Nel caso in cui si decida di utilizzare i germogli, questi vanno interrati in autunno, oppure all'inizio della primavera, in un terreno fertile e umido. Le piante di rabarbaro si adattano anche all'ombra, e in autunno è bene aiutarlo con un'appropriata concimazione. Osservando queste semplici regole, si riuscirà a coltivare una pianta perenne, che può essere mantenuta, nello stesso posto, anche per molti anni.

 

Proprietà del Rabarbaro

 In cucina si usa aggiungere qualche pezzo del gambo del rabarbaro alle fragole con cui si prepara la marmellata, con lo scopo di esaltare ed equilibrare il sapore, altrimenti troppo dolce. I suoi piccioli fogliari possono essere consumati cotti in confetture o composte, raccolti in primavera facendo attenzione a scartare i lembi fogliari troppo ricchi di acido ossalico. In oriente, durante la stagione primaverile, si raccolgono le prime foglioline nuove che vengono utilizzate in cucina bollite. Per scegliere bene, è bene ricordare che le parti commestibili sono la costa e il gambo; questi dovranno essere carnosi così come le foglie. Il gambo deve essere di colore verde brillante o rosa vivo, mentre il bordo delle foglie deve essere carminio. Le foglie del rabarbaro non sono commestibili.


 

 Il rabarbaro può essere utile anche nell'orto. Interrare alcuni pezzi di rabarbaro nell'area dove vengono coltivate verze e cavoli è un modo naturale per allontanare un parassita, la Plasmodiophora brassicae, responsabile di una malattia estremamente dannosa per le piante. Il rabarbaro trova inoltre impiego nella cosmesi come tintura per i capelli. Far macerare nel vino bianco alcuni pezzi di rabarbaro per una settimana, filtrare bene, poi passare sui capelli appena lavati. Questa tintura dona ai capelli dei riflessi ramati. In oriente, le proprietà coloranti del rabarbaro vengono usate anche per tingere, in modo naturale, le stoffe. Dal punto di vista salutistico, dal rabarbaro si ottiene una tisana tonificante per il fegato. Preparare un infuso con 100 grammi di acqua bollente, 6 grammi di gambi e radici di rabarbaro essiccati e polverizzati, oltre a 2 grammi di bicarbonato di sodio. Agitare bene l'infuso quindi lasciarlo raffreddare, filtrare e aggiungere acqua fredda fino a ottenere un litro di liquido. Due cucchiai prima dei pasti tonificano il fegato e combattono l'inappetenza. Viene usato anche come digestivo poiché stimola la secrezione dei succhi gastrici e della bile.

 Il principale impiego terapeutico del rabarbaro è quello lassativo, ma è altrettanto valido nella cura delle iperlipidemie e nel trattamento dell'iperglicemia. L'effetto lassativo si ottiene ad alte dosi, ovvero 1 o 2 grammi, grazie alla presenza dei glucosidi antrachinonici, che - a livello di colon - determinano un ridotto riassorbimento dei liquidi, i quali accumulandosi nel lume intestinale generano l'effetto lassativo. Assumendo da 0,05 grammi a 0,2 grammi, l'effetto lassativo viene rovesciato: con queste dosi prevalgono i tannini e quindi l'effetto lassativo lascia il campo all'effetto astringente. L'assunzione prolungata del rabarbaro come lassativo può portare alla stitichezza. Il rabarbaro è controindicato durante la gravidanza e l'allattamento, negli stati infiammatori dell'apparato digerente, per coloro che soffrono di renella ossalica, nelle stipsi, nelle emorroidi e per coloro che accusano una circolazione stentata nelle vene superficiali. È inoltre controindicato ai bambini sotto i 12 anni.

 Nonostante le sue proprietà terapeutiche, è bene essere cauti nella sua assunzione. Sono infatti note interazioni con farmaci quali glicosidi cardiaci e farmaci antiaritmici. Si tratta quindi di una pianta da usare dopo aver consultato il medico. Dal punto di vista nutrizionale, il rabarbaro fornisce poche calorie, tuttavia è molto acido quindi è opportuno che non sia messo a contatto con l'alluminio, pertanto è bene evitare pentole, mestoli o pellicole di alluminio. Fra i principi attivi, il rabarbaro contiene 3-12% derivati idrossiantrenici di cui 80% glicosidi antrachinonici (emodina, reina, aloemodina), 10-20% glicosidi diantronici; tannini 5-10% e flavonoidi.

 



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Aquavitae

Rassegna di Grappe, Distillati e Acqueviti

 

I punteggi delle acqueviti sono espressi secondo il metodo di valutazione di DiWineTaste. Fare riferimento alla legenda dei punteggi nella rubrica "I Vini del Mese"



Grappa Duca Enrico, Duca di Salaparuta (Sicilia, Italia)
Grappa Duca Enrico
Duca di Salaparuta (Sicilia, Italia)
(Distillatore: Distilleria Trapas)
Materia prima: Vinaccia di Nero d'Avola
Prezzo: € 32,10 - 50cl Punteggio:
Questa grappa si presenta con un colore giallo paglierino chiaro, limpida e cristallina. Al naso esprime aromi intensi e gradevoli di vaniglia, liquirizia, prugna e miele con pungenza dell'alcol percettibile. In bocca è intensa e morbida, con pungenza dell'alcol percettibile e che tende a dissolversi rapidamente, dolcezza bilanciata, sapori intensi. Il finale è persistente con ricordi di liquirizia e miele. Questa grappa è distillata in alambicco discontinuo a vapore e matura in barrique. Alcol 40°.



Grappa Morsi di Luce, Florio (Sicilia, Italia)
Grappa Morsi di Luce
Florio (Sicilia, Italia)
(Distillatore: Distilleria Trapas)
Materia prima: Vinaccia di Zibibbo
Prezzo: € 22,10 - 50cl Punteggio:
Alla vista si presenta con un colore giallo verdolino chiaro, limpida e cristallina. Al naso rivela aromi intensi e gradevoli di uva passa, miele, vaniglia e nocciola con pungenza dell'alcol percettibile. In bocca è intensa e morbida, con pungenza dell'alcol percettibile e che tende a dissolversi rapidamente, dolcezza bilanciata, sapori intensi. Il finale è persistente con ricordi di uva passa e miele. Questa grappa è distillata in alambicco discontinuo a vapore. Alcol 40°.



Liquore di Mirto Collezione Privata, Lucrezio R. (Sardegna, Italia)
Liquore di Mirto Collezione Privata
Lucrezio R. (Sardegna, Italia)
Materia prima: Bacche di Mirto
Prezzo: € 15,00 - 50cl Punteggio:
Alla vista si presenta con un colore rosso mattone intenso, trasparente. Al naso esprime aromi intensi, puliti, gradevoli e raffinati mirto con pungenza dell'alcol quasi impercettibile. In bocca è intenso con pungenza dell'alcol percettibile e che tende a dissolversi rapidamente, dolcezza bilanciata, sapore intenso di mirto. Il finale è persistente con ricordi di mirto. Prodotto dalla macerazione di bacche di mirto per 2 mesi. Alcol 35°



Acquavite di Uve di Sardegna Selezione Speciale, Lucrezio R. (Sardegna, Italia)
Acquavite di Uve di Sardegna Selezione Speciale
Lucrezio R. (Sardegna, Italia)
Materia prima: Uve di Sardegna
Prezzo: € 25,00 - 50cl Punteggio: Vino eccellente nella sua categoria
Quest'acquavite si presenta incolore, limpida e cristallina. Al naso rivela aromi intensi, puliti, gradevoli e raffinati di finocchio, mela, nocciola, sambuco e nespola, con pungenza dell'alcol quasi impercettibile. In bocca è intensa con piacevole morbidezza, pungenza dell'alcol percettibile e che tende a dissolversi rapidamente, nota dolce bilanciata, sapori intensi, piacevole. Il finale è persistente con ricordi di finocchio, mela e sambuco. Questa acquavite è distillata con alambicco discontinuo a bagnomaria. Alcol 40°.





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Wine Parade


 

I 15 migliori vini secondo i lettori di DiWineTaste. Per esprimere le vostre preferenze comunicate i vostri tre migliori vini al nostro indirizzo di posta elettronica oppure compilare il modulo disponibile nel nostro sito.


Posizione Vino, Produttore
1 Colli Orientali del Friuli Rosazzo Bianco Terre Alte 2002, Livio Felluga (Italia)
2 Riesling Central Otago 2004, Felton Road (Nuova Zelanda)
3 Brunello di Montalcino 1999, Castello Banfi (Italia)
4 Trento Talento Brut Riserva Methius 1998, Dorigati (Italia)
5 Amarone della Valpolicella Classico 2000, Zenato (Italia)
6 Wine Obsession 2001, Vignamaggio (Italia)
7 Amarone della Valpolicella Classico 1998, Santa Sofia (Italia)
8 Notarpanaro 1999, Taurino (Italia)
9 Chianti Classico Riserva Novecento 2000, Dievole (Italia)
10 Aglianico del Vulture La Firma 2002, Cantine del Notaio (Italia)
11 Nero al Tondo 2001, Ruffino (Italia)
12 Palazzo della Torre 2000, Allegrini (Italia)
13 Chianti Classico Riserva Novecento 2000, Dievole (Italia)
14 Don Antonio 2003, Morgante (Italia)
15 Montepulciano d'Abruzzo Riparosso 2001, Illuminati (Italia)

 in salita    in discesa    stabile    nuova entrata



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