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  Editoriale Numero 81, Gennaio 2010   
Tutta Colpa del Vino?Tutta Colpa del Vino?  Sommario 
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Tutta Colpa del Vino?


 Nei mesi scorsi, per molti mesi, ci hanno raccontato che la causa principale degli incidenti stradali in Italia fosse l'abuso di alcol e il consumo di bevande alcoliche, vino compreso. Ci hanno raccontato che la maggioranza degli automobilisti - di giovane età, prevalentemente - aveva la cattiva e deplorevole abitudine, prima di mettersi alla guida, di esagerare con le bevande alcoliche con l'alto rischio di essere causa di tragici incidenti, coinvolgendo la vita degli altri, unicamente colpevoli di essersi trovati al momento sbagliato nel posto sbagliato. Ci hanno raccontato che è bene non mettersi alla guida dopo avere assunto - ma sarebbe meglio dire, scioccamente abusato - bevande alcoliche, consiglio sul quale, ovviamente, siamo totalmente d'accordo. Quello che non ci hanno invece raccontato è che la causa principale degli incidenti automobilistici in Italia non è legata al consumo di bevande alcoliche.


 

 Il risultato della campagna di sensibilizzazione sulla responsabilizzazione del consumo di bevande alcoliche - sia chiaro, ben condivisibile e sostenibile - è oggi la diffusa opinione che la maggioranza degli incidenti è provocato proprio dal consumo di bevande alcoliche e dal consumo di sostanze stupefacenti. Oggi ci dicono che non è così. Sia chiaro, per l'ennesima volta e prima di correre il rischio di essere fraintesi: l'abuso di bevande alcoliche, compreso l'uso di sostanze stupefacenti, è certamente qualcosa che non condividiamo, tanto meno mettersi alla guida dopo avere esagerato con sostanze di questo tipo. A fare chiarezza sull'argomento, una recente ricerca condotta dall'Istituto Piepoli, dal titolo “Percezione e Realtà: le Vere Cause degli Incidenti Stradali”, studio commissionato dalla FIPE (Federazione Italiana Pubblici Esercizi). Lo studio analizza la percezione della gente relativamente alle cause degli incidenti stradali, confrontandola con le cause reali. I risultati sono interessanti e - va detto - comunque non autorizza o giustifica nessuno ad abusare di bevande alcoliche e sostanze stupefacenti prima di mettersi alla guida.

 Lo studio ha confrontato la percezione degli italiani rispetto alle cause che determinano gli incidenti stradali e il risultato è una clamorosa distorsione, ben lontana dai fatti reali. Secondo gli intervistati, la causa principale degli incidenti stradali è da riconoscersi nel consumo di alcol, mentre nella realtà questo risulta essere fra le cause minoritarie, appena il 3%. Questo è il risultato della campagna mediatica che da almeno due anni ha letteralmente portato alla distorsione della realtà, facendo credere alla gente che la guida in stato di ebbrezza fosse la causa principale delle morti da incidenti stradali, mentre in realtà è una delle più marginali. Alla domanda su quali fossero le due bevande alcoliche principalmente responsabili degli incidenti stradali, il 79% ritiene che siano i superalcolici, 29% i cocktail, 18% la birra, 11% le bevande mix-alcoliche e il 10% il vino. Il dato “confortante” di questo studio è che il vino non è ritenuto fra le bevande principali responsabili degli incidenti stradali, probabilmente per la cultura che esprime nel nostro paese e forse anche per il ruolo “elitario” che la bevanda di Bacco ha assunto negli ultimi anni.

 Qual è invece la causa principale degli incidenti stradali in Italia? Secondo lo studio condotto dall'Istituto Piepoli, la principale causa è da ricercare nell'inosservanza delle regole della circolazione stradale, una causa che raggiunge addirittura il 90%. Secondo lo studio condotto dall'Istituto Piepoli, fra il 1997 e il 2007 il numero di morti provocate dagli incidenti stradali è diminuito del 24%, un calo che vede come “tappa fondamentale” l'introduzione della patente a punti e l'inasprimento delle sanzioni. Si deve comunque osservare che fino al giugno 2003 il numero di morti causati da incidenti stradali era in costante aumento. interessante analizzare questo dato con l'introduzione nel 2007 del divieto di vendita di bevande alcoliche dopo le ore 2 del mattino. I dati rilevati nel corso del 2008 evidenziano un calo di appena il 7,8% rispetto all'anno precedente e addirittura inferiore agli anni precedenti, quando questo provvedimento non era in vigore. Questo dato conferma - qualora ce ne fosse ulteriormente bisogno - che i divieti spesso non portano a risultati concreti.

 Il risultato di questo importante studio non deve comunque giustificare o incoraggiare l'abuso di sostanze alcoliche o stupefacenti - chiunque ami veramente il vino e la vita sa che il piacere e l'apprezzamento è principalmente nella moderazione - e non deve nemmeno generare una distorta percezione sull'uso delle bevande alcoliche prima di mettersi alla guida. opportuno ricordare - per onore della verità - che gli incidenti causati da soggetti di giovane età ed effettivamente riconosciuti nella condizione di avere abusato di bevande alcoliche o stupefacenti, sono quelli dalle conseguenze più drammatiche. Secondo gli intervistati, certe ordinanze emanate dai sindaci delle città che obbligano la chiusura anticipata dei locali notturni o il divieto di vendita di bevande alcoliche dopo un determinato orario, sono considerate poco efficaci ai fini della prevenzione. Queste misure sono state giudicate dalla maggioranza degli intervistati come “poco credibili” e, addirittura, “ipocrite”.

 Il risultato dell'indagine condotta dall'Istituto Piepoli fa comunque emergere un aspetto sconcertante, perfino irritante. In un argomento delicato e serio come quello degli incidenti stradali, è inammissibile che i mass media e le istituzioni abbiano operato in modo così superficiale - o forse di comodo - fino a diffondere informazioni false e distorte, facendo credere come “precoccupante” e “primaria” una causa che in realtà rappresenta appena il 3%. Questo, oltre ad essere estremamente scorretto e vigliacco, lede fortemente la dignità della gente manipolando la verità, un fattore che dovrebbe essere fondamentale in ogni paese che si professa e si ritiene civile. O magari è il solito “modo superficiale all'Italiana”: prendiamo una causa, la prima che viene in mente - o che fa comodo - e su quella facciamo concentrare l'attenzione della gente. Cari signori, la verità è importante: ci rende e vi rende credibili e - non da ultimo - anche onesti, maturi e seri. Tutto questo si raggiunge anche con il rispetto perché nessuno è sciocco e nessuno merita di essere trattato come uno stupido bambino cattivo. Infine, un appello a tutti i veri amanti della bevanda di Bacco: dimostriamo a “questa gente” che la nostra cultura è fatta anche di responsabilità e moderazione. Valori veri e concreti che si basano su una cultura. Non anneghiamoli dentro un bicchiere.

 







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