Cultura e Informazione Enologica dal 2002 - Anno XVII
×
Prima Pagina Eventi Guida dei Vini Vino del Giorno Aquavitae Guida ai Luoghi del Vino Podcast Sondaggi EnoGiochi EnoForum Il Servizio del Vino Alcol Test
Segui DiWineTaste in DiWineTaste Mobile per Android DiWineTaste Mobile per iOS Diventa Utente Registrato Abbonati alla Mailing List Segnala DiWineTaste a un Amico Scarica la DiWineTaste Card
Chi Siamo Scrivici Arretrati Pubblicità Indice Generale
Informativa sulla Riservatezza
 


 Editoriale  Condividi questo articolo     Sommario della rubrica Gusto DiVino Eventi 
  Gusto DiVino Numero 133, Ottobre 2014   
Vini MonovarietaliVini Monovarietali I Vini del MeseI Vini del Mese  Sommario 
Numero 132, Settembre 2014 Segui DiWineTaste su Segui DiWineTaste su TwitterNumero 134, Novembre 2014

Vini Monovarietali

Lo studio dei vini monovarietali è molto importante per la comprensione delle qualità espressive delle uve in funzione del territorio e delle tecniche enologiche

 La degustazione sensoriale e critica del vino è un esercizio che richiede dedizione, concentrazione, attenzione e - non da ultimo - passione e curiosità. In uno scenario enologico così vasto, fatto di centinaia di vitigni diversi che portano - inevitabilmente - alla produzione di una quantità pressoché infinita di vini altrettanto diversi, conoscere le loro caratteristiche è molto importante. Una condizione che può divenire difficile e difficoltosa, proprio a causa dell'enorme quantità di varietà di uve da vino esistenti nel mondo: solo in Italia se ne contano circa cinquecento. Molte di queste, evidentemente, risultano avere un impiego enologico modesto e, in molti casi, addirittura unico, in ogni caso, ognuna di queste ha dignità enologica propria e, come tale, merita di essere considerata. Le varietà più diffuse aumentano - di fatto - la difficoltà e le possibilità di studio.


 

 La degustazione dei vini monovarietali - cioè quelli prodotti da una singola varietà - ha un valore formativo e didattico molto elevato per qualunque degustatore. Lo studio di questi particolari vini, nonostante si possa immaginare come semplice e riduttivo, offre in realtà condizioni di analisi estremamente vaste e virtualmente infinite. La degustazione dei vini monovarietali - con lo scopo di comprenderne le caratteristiche - non può risolversi unicamente con lo studio di un unico caso o di un'unica bottiglia. Com'è noto, e questo certamente è uno dei tanti aspetti interessanti dell'enologia e della viticoltura, una varietà può avere interpretazioni diverse e considerevoli in funzione delle condizioni ambientali, colturali ed enologiche. A questo possiamo inoltre aggiungere le variabili introdotte dalle singole annate: i risultati diventano pressoché infiniti.

 Le caratteristiche peculiari di ogni varietà possono infatti cambiare - anche in modo drastico - in funzione di queste variabili, pur rimanendo, per certi aspetti, pienamente riconoscibili. In altre parole, i vini prodotti in Borgogna con il Pinot Nero sono piuttosto diversi da quelli prodotti in Oregon, nonostante molte delle tipiche caratteristiche di questa varietà siano chiaramente riconoscibili in entrambi i casi. Lo stesso accade per qualunque altra varietà: le caratteristiche specifiche di ogni uva saranno in ogni caso riconoscibili indipendentemente dalle condizioni e dalle variabili viticolturali, ambientali ed enologiche. Altro esempio significativo è offerto dal Merlot. La sua celebre morbidezza, capace di donare rotondità al vino in modo spesso inequivocabile, è rilevabile anche in vini prodotti in condizioni, luoghi e annate molto diverse fra loro.

 Lo studio dei vini monovarietali è inoltre fondamentale per la comprensione della vasta categoria di quelli multivarietali, prodotti dall'unione di più uve e secondo modalità enologiche distinte. Sapere riconoscere le caratteristiche salienti delle singole uve è quindi fondamentale per la comprensione e la valutazione di questi vini, i quali rappresentano una percentuale molto importante dello scenario enologico. A tale proposito è bene chiarire quello che, per molti, è considerata una sorta di dote magica: sapere riconoscere un vino, territorio e l'annata con la semplice osservazione del colore e annusando il calice. Questo è ovviamente possibile, tuttavia si tratta di una qualità legata più all'immaginario comune che alla realtà. Non si tratta, in ogni caso, di qualità sovrannaturale, piuttosto è il risultato di anni trascorsi a degustare vini e in modo assolutamente analitico. La superficialità, è bene ricordarlo, non va molto d'accordo con la degustazione sensoriale e analitica.


Grappoli di Sangiovese: fra le uve più
diffuse in Italia, i suoi vini offrono notevoli opportunità di studio per la
comprensione delle diversità varietali e territoriali
Grappoli di Sangiovese: fra le uve più diffuse in Italia, i suoi vini offrono notevoli opportunità di studio per la comprensione delle diversità varietali e territoriali

 Esistono comunque varietà che, nella loro evidente immediatezza, sono decisamente più semplici da riconoscere anche dopo averle degustate poche volte. Altre, invece, risultano molto più ostiche e meno espressive: la capacità di saperle riconoscere chiede lunghi tempi e pratica: in certi casi, il rischio di confonderle con altre varietà è piuttosto elevato. Si tratta, in ogni caso, di un percorso di studio che va affrontato a piccoli passi e, come tale, è opportuno iniziare dalla degustazione delle varietà che possiedono qualità inconfondibili. A questo scopo risultano essere molto utili tutte le varietà aromatiche, cioè le uve i quali vini hanno un netto ed evidente profumo di uva. Data la ridotta quantità di uve appartenenti a questa categoria, lo studio risulta essere semplice e decisamente efficace. Le varietà aromatiche, lo ricordiamo, sono Moscato Bianco, Gewürztraminer e Brachetto.

 Per iniziare questo tipo di studio, si metteranno a confronto tre vini prodotti con queste uve, appartenenti alla stessa annata e vinificati in secco. Indicazione fondamentale, poiché il Moscato Bianco e il Brachetto sono spesso vinificati per spumantizzazione, in particolare in Italia. Non è necessario che i vini provengano dallo stesso territorio o paese: quello che ci interessa indagare - in questo caso - è la caratteristica aromatica di queste uve e dei loro vini. Questo non significa che tutti i vini prodotti con queste uve hanno le stesse qualità organolettiche. Con il tempo si comprenderà che anche per queste uve - dal carattere così intenso ed esuberante - possono esistere delle differenze notevoli in funzione del territorio e dell'annata. All'inizio sarà sufficiente comprendere le caratteristiche peculiari di ognuna anche confrontando i tre vini fra loro con lo scopo di rilevare le loro analogie e differenze.

 Si può iniziare, appunto, dalle cose semplici pur tuttavia non sottovalutando l'enorme variabilità delle uve aromatiche in funzione dei diversi fattori viticolturali ed enologici. Il passo successivo che si può compiere - dopo avere fatto conoscenza con le tre varietà aromatiche - è quello di concentrare lo studio unicamente su una di queste. Con lo scopo di non introdurre elementi che potrebbero disturbare eccessivamente la valutazione, all'inizio è bene evitare vini che siano stati prodotti con tecniche enologiche particolari, come per esempio l'uso di botti e barrique. Questi elementi conferiscono infatti ai vini caratteristiche organolettiche tali da confutare - in certi casi anche in modo esagerato - le qualità specifiche dell'uva. Meglio concentrarsi all'inizio sulle differenze territoriali e viticolturali, non da ultimo, quelle prodotte in annate diverse. L'importante è che i vini siano prodotti in contenitori inerti, come acciaio o cemento.

 Si potrebbero considerare, per esempio, vini da Gewürztraminer prodotti in tre aree diverse, come Alto Adige, Valle del Reno e Alsazia. Volendo aumentare le possibilità di studio, si potrebbero aggiungere anche Gewürztraminer prodotti in Sicilia e Australia, così da avere una panoramica più ampia offerta da zone molto diverse fra loro. Il fattore fondamentale è che tutti siano prodotti in contenitori inerti e possibilmente appartenenti alla stessa annata o comunque con annate non molto distanti fra loro. Vini prodotti con la medesima varietà e provenienti da aree diverse, consente di comprendere l'influsso del clima e di come il caldo e il freddo influiscano non solo sui profumi ma anche sulla struttura. La stessa considerazione si può fare anche per l'annata, il suo andamento meteorologico e il periodo della vendemmia. Un metodo di studio che, va ricordato, è valido per ogni varietà, nonostante con le uve aromatiche possa risultare più semplice di quelle non aromatiche.

 Con la pratica e con il tempo, possiamo aumentare la difficoltà e passare alla valutazione dei vini monovarietali prodotti in contenitori di legno, come botti e barrique. A questo punto dovremmo essere capaci a riconoscere le caratteristiche principali della varietà presa in esame e pertanto possiamo a ricercare le sue qualità organolettiche cercando di isolare l'apporto del legno. Questo esercizio può sembrare semplice, poiché si potrebbe pensare al riconoscimento delle qualità organolettiche del legno come palesemente evidenti tanto da risultare facilmente riconoscibili. In realtà, nonostante in certi casi l'apporto del legno sia eccessivo, quindi dominante, il tempo e l'uso responsabile della botte potrebbero introdurre caratteristiche organolettiche lievi e armoniose, tanto da risultare del tutto irrilevanti al degustatore superficiale.

 Continuando lo studio dei vini monovarietali, un altro interessante esercizio è rappresentato dalla valutazione di quattro campioni - prodotti dallo stesso produttore e nella stessa zona - aventi caratteristiche enologiche diverse. A titolo di esempio, si potrebbero prendere in esame quattro bottiglie della stessa varietà delle quali una giovane e vinificata in contenitori inerti, un'altra giovane e maturata in legno, infine gli stessi vini maturati per alcuni anni in bottiglia. Questo esercizio offre la possibilità di comprendere come una varietà può evolvere nel tempo e in funzione di com'è stata vinificata, considerando in ogni caso le peculiarità e le caratteristiche specifiche delle rispettive annate. L'esercizio andrebbe in teoria condotto per ogni territorio nel quale la varietà in esame è coltivata in modo significativo, ricordando che le caratteristiche peculiari del vitigno saranno sempre rilevabili con le dovute interpretazioni e adattamenti.

 Da queste considerazioni si evince che le opportunità di studio sono innumerevoli e, come tali, non è semplice - ma non impossibile - potere ricordare e fare tesoro delle singole esperienze. A questo proposito è utile ricorrere a quell'espediente al quale ogni degustatore non dovrebbe mai rinunciare: trascrivere le proprie impressioni e prendere nota. Un metodo semplice ed efficace, le nostre note torneranno sempre utili ogni volta che ci troveremo a degustare un vino prodotto con le varietà delle quali avremo trascritto le nostre impressioni sensoriali e personali. Con lo scopo di reperire in tempi rapidi le nostre esperienze di degustazione quando ne avremo bisogno, è certamente opportuno provvedere alla loro catalogazione e ordinamento funzionale.

 Lo studio dei vini monovarietali non è una pratica riservata unicamente ai principianti. Questo tipo di studio, in tutte le sue innumerevoli variabili, accompagna - per così dire - la vita di ogni degustatore. Non solo un esercizio fondamentale per la comprensione delle singole varietà in funzione del territorio e dei diversi fattori produttivi, ma anche utile pratica per migliorare la propria capacità e mantenersi in allenamento. Oltre a questo, la degustazione dei vini monovarietali è fondamentale per la comprensione e lo studio di quelli cosiddetti multivarietali, cioè prodotti dall'unione di più uve. La conoscenza delle singole varietà e della loro espressione enologica risulterà infatti molto utile per poterle individuare anche in quei vini dove sono presenti insieme ad altre uve. Del resto, non è possibile riconoscere un'uva o un territorio se non lo si conosce e non lo si è mai incontrato. Riconoscere una varietà in mezzo a tante altre è motivo di grande soddisfazione, la giusta ricompensa per il tempo dedicato a questo tipo di studio.

 






 Editoriale  Condividi questo articolo     Sommario della rubrica Gusto DiVino Eventi 
  Gusto DiVino Numero 133, Ottobre 2014   
Vini MonovarietaliVini Monovarietali I Vini del MeseI Vini del Mese  Sommario 
Numero 132, Settembre 2014 Segui DiWineTaste su Segui DiWineTaste su TwitterNumero 134, Novembre 2014

I Vini del Mese


 

Legenda dei punteggi

Sufficiente    Abbastanza Buono    Buono
Ottimo    Eccellente
Vino eccellente nella sua categoria Vino eccellente nella sua categoria
Vino con buon rapporto qualità/prezzo Vino con buon rapporto qualità/prezzo
I prezzi sono da considerarsi indicativi in quanto possono subire variazioni a seconda del paese
e del luogo in cui vengono acquistati i vini




Tuscan Soul Abrusco 2011, Ferlaino (Toscana, Italia)
Tuscan Soul Abrusco 2011
Ferlaino (Toscana, Italia)
Abrusco
Prezzo: € 22,00 Punteggio:

Rosso rubino cupo e sfumature rosso rubino, impenetrabile alla luce.
Intenso, pulito, gradevole e raffinato, apre con note di amarena, mora e mirtillo seguite da aromi di prugna, violetta, vaniglia, tabacco, pepe rosa e macis.
Buona corrispondenza con il naso, attacco tannico e comunque equilibrato dall'alcol, buon corpo, sapori intensi, piacevole morbidezza.
Finale persistente con ricordi di amarena, mora e mirtillo.
18 mesi in barrique, 8 mesi in bottiglia.
Carne arrosto, Carne alla griglia, Stufati di carne, Formaggi stagionati



Tango 2010, Ferlaino (Toscana, Italia)
Tango 2010
Ferlaino (Toscana, Italia)
Merlot (58%), Cabernet Franc (25%), Petit Verdot (10%), Teroldego (7%)
Prezzo: € 30,00 Punteggio:

Rosso rubino intenso e sfumature rosso granato, poco trasparente.
Intenso, pulito, gradevole e raffinato, apre con note di ribes, amarena e prugna seguite da aromi di violetta, vaniglia, mirtillo, tabacco, cioccolato, macis ed eucalipto.
Attacco giustamente tannico e comunque equilibrato dall'alcol, buon corpo, sapori intensi, piacevole morbidezza.
Finale persistente con ricordi di ribes, amarena e prugna.
18 mesi in barrique, 8 mesi in vasche d'acciaio, almeno 8 mesi in bottiglia.
Carne arrosto, Stufati e brasati di carne, Formaggi stagionati



Tulipa 2013, Fattoria Vignavecchia (Toscana, Italia)
Tulipa 2013
Fattoria Vignavecchia (Toscana, Italia)
Sangiovese
Prezzo: € 10,00 Punteggio:

Rosa tenue intenso e sfumature rosa tenue, trasparente.
Intenso, pulito e gradevole, apre con note di ciliegia, susina e mora seguite da aromi di lampone, fragole e ciclamino.
Buona corrispondenza con il naso, attacco fresco e comunque equilibrato dall'alcol, buon corpo, sapori intensi.
Finale persistente con ricordi di ciliegia, lampone e susina.
6 mesi in vasche d'acciaio, 2 mesi in bottiglia.
Antipasti di carne, Pasta con pesce, Pesce arrosto, Latticini



Vin Santo del Chianti Classico 2006, Fattoria Vignavecchia (Toscana, Italia)
Vin Santo del Chianti Classico 2006
Fattoria Vignavecchia (Toscana, Italia)
Malvasia Bianca
Prezzo: € 17,00 - 375ml Punteggio: Vino eccellente nella sua categoria

Giallo ambra cupo e sfumature giallo ambra, abbastanza trasparente.
Intenso, pulito, gradevole, raffinato ed elegante, apre con note di uva passa, fico secco e caramello seguite da aromi di mandorla, dattero, miele, vaniglia, lavanda, noce, scorza d'agrume, tabacco e smalto.
Attacco dolce e morbido, comunque equilibrato dall'alcol, buon pieno, sapori intensi, piacevole freschezza.
Finale persistente con ricordi di uva passa, fico secco e dattero.
5 anni in caratelli.
Crostate di confettura e frutta secca, Formaggi stagionati e piccanti



Roncha 2012, Fattori (Veneto, Italia)
Roncha 2012
Fattori (Veneto, Italia)
Garganega (50%), Pinot Grigio (20%), Trebbiano di Soave (20%), Durella (10%)
Prezzo: € 18,00 Punteggio:

Giallo paglierino brillante e sfumature giallo paglierino, molto trasparente.
Intenso, pulito, gradevole e raffinato, apre con note di mela, susina e biancospino seguite da aromi di pera, ananas, ginestra, pesca, mandorla e minerale.
Attacco fresco e comunque equilibrato dall'alcol, buon corpo, sapori intensi, piacevole morbidezza.
Finale persistente con ricordi di mela, pesca e susina.
Una piccola parte della Garganega è appassita per 5-6 mesi. Maturazione in botte e in vasche d'acciaio.
Paste ripiene, Pesce alla griglia, Carne bianca arrosto



Valpolicella Ripasso Col de la Bastia 2011, Fattori (Veneto, Italia)
Valpolicella Ripasso Col de la Bastia 2011
Fattori (Veneto, Italia)
Corvina (65%), Corvinone (15%), Rondinella (10%), Altre Uve (10%)
Prezzo: € 28,00 Punteggio:

Rosso rubino intenso e sfumature rosso granato, poco trasparente.
Intenso, pulito, gradevole e raffinato, apre con note di mora, prugna e amarena seguite da aromi di violetta, mirtillo, tabacco, vaniglia, cioccolato, macis e mentolo.
Buona corrispondenza con il naso, attacco giustamente tannico e comunque equilibrato dall'alcol, buon corpo, sapori intensi, piacevole morbidezza.
Finale persistente con ricordi di mora, prugna e amarena.
18 mesi in botte.
Carne arrosto, Stufati e brasati di carne con funghi, Carne alla griglia



Torgiano Rosso Riserva Rubesco Vigna Monticchio 2007, Lungarotti (Umbria, Italia)
Torgiano Rosso Riserva Rubesco Vigna Monticchio 2007
Lungarotti (Umbria, Italia)
Sangiovese (70%), Canaiolo Nero (30%)
Prezzo: € 26,00 Punteggio:

Rosso rubino intenso e sfumature rosso granato, poco trasparente.
Intenso, pulito, gradevole, raffinato ed elegante, apre con note di prugna, amarena e viola appassita seguite da aromi di mirtillo, mora, lampone, vaniglia, anice, cioccolato, tabacco, pepe rosa, macis, cannella e mentolo.
Attacco giustamente tannico e comunque equilibrato dall'alcol, corpo pieno, sapori intensi, piacevole morbidezza.
Finale molto persistente con lunghi ricordi di prugna, amarena e mirtillo.
12 mesi in barrique, 4 anni in bottiglia.
Selvaggina, Carne arrosto, Brasati e stufati di carne, Formaggi stagionati



San Giorgio 2005, Lungarotti (Umbria, Italia)
San Giorgio 2005
Lungarotti (Umbria, Italia)
Cabernet Sauvignon (50%), Sangiovese (40%), Canaiolo Nero (10%)
Prezzo: € 25,00 Punteggio:

Rosso rubino intenso e sfumature rosso granato, poco trasparente.
Intenso, pulito, gradevole, raffinato ed elegante, apre con note di prugna, ribes e amarena seguite da aromi di viola appassita, mora, mirtillo, vaniglia, liquirizia, cioccolato, tabacco, cuoio, macis ed eucalipto.
Attacco giustamente tannico e comunque equilibrato dall'alcol, corpo pieno, sapori intensi, piacevole morbidezza.
Finale molto persistente con lunghi ricordi di prugna, ribes e amarena.
12 mesi in barrique, almeno 36 mesi in bottiglia.
Selvaggina, Carne arrosto, Brasati e stufati di carne, Formaggi stagionati






 Editoriale  Condividi questo articolo     Sommario della rubrica Gusto DiVino Eventi 
  Gusto DiVino Numero 133, Ottobre 2014   
Vini MonovarietaliVini Monovarietali I Vini del MeseI Vini del Mese  Sommario 
I Sondaggi di DiWineTaste
Quando acquisti un vino, sei più interessato a quelli di:


Risultato   Altri Sondaggi

 Condividi questo sondaggio   
Quale tipo di vino preferisci consumare nel mese di Settembre?


Risultato   Altri Sondaggi

 Condividi questo sondaggio   
Cos'e più importante nella scelta di un vino?


Risultato   Altri Sondaggi

 Condividi questo sondaggio   



Informativa sulla Riservatezza

Scarica la tua DiWineTaste Card gratuita  :  Controlla il tuo Tasso Alcolemico  :  Segui DiWineTaste su Segui DiWineTaste su Twitter

Scarica DiWineTaste
Copyright © 2002-2019 Antonello Biancalana, DiWineTaste - Tutti i diritti riservati
Tutti i diritti riservati in accordo alle convenzioni internazionali sul copyright e sul diritto d'autore. Nessuna parte di questa pubblicazione e di questo sito WEB può essere riprodotta o utilizzata in qualsiasi forma e in nessun modo, elettronico o meccanico, senza il consenso scritto di DiWineTaste.